ITALIA QUINTO FORNITORE DELLA RUSSIA HA SUPERATO LA FRANCIA

ITALIA QUINTO FORNITORE DELLA RUSSIA HA SUPERATO LA FRANCIA

ITALIA QUINTO FORNITORE DELLA RUSSIA HA SUPERATO LA FRANCIA.

TOP10 PAESI FORNITORI DELLA RUSSIA – ANNO 2017 (dati Agenzia delle Dogane russa)

  1. CINA
  2. GERMANIA
  3. STATI UNITI
  4. BIELORUSSIA
  5. ITALIA
  6. FRANCIA
  7. GIAPPONE
  8. COREA DEL SUD
  9. KAZAKHSTAN
  10. POLONIA

“Dopo l’introduzione delle sanzioni nel 2014, il business italiano è riuscito ad adattarsi alle mutate condizioni. Il programma “Made in Italy” è stato sostituito dal “Made With Italy”, dove con l’impiego di tecnologie italiane e materie prime russe vengono prodotte delle merci richieste sul mercato russo, in primo luogo nel settore alimentare.” Ha affermato il presidente della camera di commercio Italo Russa.

Sullo sfondo delle peggiorate relazioni politiche con l’Europa, in ambito economico prevale il pragmatismo e la cooperazione italo-russa avviene su due livelli:

PICCOLE E MEDIE IMPRESE

Il modello economico italiano è complementare a quello russo. La Russia è ricca di materie prime, le PMI italiane possiedono la cultura del rischio imprenditoriale ed il know-how necessario per trasformarle in prodotti finiti di qualità.

COOPERAZIONE REGIONALE

Mentre le sanzioni paralizzano il dialogo politico ad alto livello si intensifica invece la cooperazione politica ed economica a livello regionale. In Russia ci sono 120 tra parchi industriali e zone speciali che offrono condizioni vantaggiose agli investitori stranieri e non solo a Mosca e San Pietroburgo.

Il ministro Calenda ha dichiarato che “ci contraddistinguono due cose. In primo luogo siamo arrivati su questo mercato molti anni fa, già ai tempi dell’Unione Sovietica e questa è una nostra particolarità: siamo riusciti a costruire un rapporto solido e duraturo. In secondo luogo abbiamo una presenza commerciale capillare: tutte le più grandi imprese italiane collaborano con la Russia. Italia e Russia lavorano insieme a 340 progetti congiunti”

E come ha scritto Fernando Mezzetti sul mensile Economy)

La Russia, pur sotto sanzioni euroatlantiche per l’Ucraina, si rivela efficace stimolo per la creatività italiana: in questo caso applicata non alla produzione ma soprattutto al marketing in un ambiente appesantito da difficoltà estranee all’economia.

Dopo due anni disastrosi per le nostre esportazioni verso la Russia, il 2017 si chiude con un bilancio incoraggiante per noi: ci si avvicina infatti al recupero totale delle posizioni precedenti le misure punitive adottate dall’Unione Europea nella primavera 2014 contro Mosca. All’embargo decretato dall’Europa ha corrisposto un contro embargo stabilito da Mosca per alcuni settori, in primis l’agroalimentare: gli scambi commerciali tra Russia e Europa ne sono stati sconvolti, con effetti diversi nei vari paesi dell’Unione .

Ma almeno per quanto ci riguarda, dopo il primo choc, i nostri operatori dalle piccole e medie imprese alle grandi hanno saputo affrontare le nuove situazioni, riuscendo a limitare gli effetti negativi delle tensioni politiche.

Sì, a Mosca c’è ancora posto per fare impresa, per opera re, per produrre e per imporsi sul mercato.

Gli italiani, presso i consumatori, sono favoriti soprattutto da un fattore: l’enorme simpatia, per alcuni aspetti perfino amore, dei russi verso l’Italia, mai venuto meno anche nei momenti più aspri della guerra fredda.

La prova più evidente è nel traffico aereo: Aeroflot ha 3 voli al giorno Mosca-Mi¬ lano e 3 Mosca-Roma. Altre compagnie low cost volano su altri scali italiani , per un to¬ tale di una decina di voli al giorno tra Ita¬ li a e Russia.

Ma la prova più evidente è data da un nutrito aumento di aziende italiane che partecipano alle varie fiere in Russia nei più disparati settori oltre ad un notevole aumento di piccole e medio-piccole aziende italiane che si stanno interessando vivamente al mercato russo, tramite contatti diretti con l’organizzazione di Consulenti & Partners che dal 2000, con la sua sede di Mosca, aiuta gli imprenditori italiani ad inserirsi nel mercato dell’Area Russa.

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