Sanzioni USA inefficaci ad effetto boomerang. E intanto ci si libera dei buoni del tesoro USA. Mentre la Germania esorta a reagire a nuove sanzioni antirusse USA

Sanzioni USA inefficaci ad effetto boomerang. E intanto ci si libera dei buoni del tesoro USA. Mentre la Germania esorta a reagire a nuove sanzioni antirusse USA

Sanzioni USA inefficaci ad effetto boomerang. E intanto ci si libera dei buoni del tesoro USA. Mentre la Germania esorta a reagire a nuove sanzioni antirusse USA
In base alle nuove misure, il Dipartimento di Stato Americano non rilascerà le autorizzazioni per le esportazioni di armi ( guardacaso proprio armi…ndr) e prodotti a duplice uso civile e militare verso le società controllate dallo Stato russo, ad eccezione delle esportazioni necessarie per la cooperazione nello spazio, così come dei prodotti orientati alla sicurezza dell’aviazione civile.
“Consideriamo la decisione di Washington non solo come parte di una politica intenzionale per delegittimare gli organi internazionali predisposti al controllo degli armamenti e alla non proliferazione, incluso il divieto alle armi chimiche. A differenza degli Stati Uniti, la Russia continua a perseguire i suoi impegni: il potenziale chimico-militare è stato completamente distrutto, come opportunamente verificato, anche da specialisti americani”, si afferma in una dichiarazione della portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova.
Duma: sanzioni USA difendono interessi commerciali di Washington
La guerra delle sanzioni degli Stati Uniti ha lo scopo di proteggere gli interessi commerciali di Washington, piuttosto che i valori democratici o legali, ha dichiarato il vicepresidente del comitato per la duma di stato per gli affari internazionali Alexey Chepa.
Effetto boomerang delle sanzioni.
Le sanzioni economiche americane sono inefficaci nel lungo periodo, scrive il quotidiano tedesco Handelsblatt.
L’autore dell’articolo ricorda che, solo nel primo anno della presidenza di Donald Trump, gli Stati Uniti hanno imposto misure afflittive nei confronti di oltre 700 tra persone, agenzie governative e società. Di conseguenza, Paesi come la Russia, il Venezuela e l’Iran hanno perso l’accesso al mercato e ai capitali degli Stati Uniti, mentre Washington sfrutta la posizione dominante della propria moneta, si afferma nell’articolo.
Tuttavia nel breve futuro spesso gli Stati Uniti non raggiungono l’obiettivo che sono prefissati e le sanzioni imposte non hanno alcun effetto, mentre nel lungo periodo, come sottolineato dall’autore dell’articolo, portano al risultato opposto.
Come spiegato da Handelsblatt, le autorità iraniane traggono solamente benefici dal conflitto con gli Stati Uniti, in una situazione simile si trovano Russia e Venezuela, anche il presidente della Turchia Erdogan non perde popolarità tra i suoi concittadini.
Questo, secondo la pubblicazione, è il problema principale della politica di sanzioni degli Stati Uniti.
Le sanzioni, finalizzate ad influenzare il corso di singoli Paesi, inducono i governi di questi Stati a perseguire maggiormente il loro corso, allo stesso tempo regalano la possibilità alle autorità di presentarsi come vittime di un’aggressione.
Pertanto è difficile per gli avversari degli Stati Uniti trovare un nemico migliore di Trump, conclude l’articolo.
Dal dollaro all’oro: l’Iran prosegue la battaglia contro l’embargo petrolifero americano
Sullo sfondo delle pesanti sanzioni degli Stati Uniti, l’Iran sta cercando alternative e soluzioni per salvaguardare gli scambi commerciali con altri Paesi. Il Consiglio per la cooperazione economica tra Iran e Africa propone di scambiare il petrolio per l’oro negli scambi commerciali con l’Africa.
In un’intervista con Sputnik il presidente del Consiglio per la cooperazione economica tra l’Iran e l’Africa Hasan Khosrowjerdi e l’esperto iraniano di energia Seyed Saeed Mirtorabi hanno parlato di come questo scambio possa contribuire a risolvere il problema della monetizzazione delle operazioni di commercio estero, così come della disponibilità dell’Iran a valutare forme di pagamento per il petrolio oltre all’oro.
Secondo Khosrowjerdi, nonostante la pressione degli Stati Uniti, ci sono Paesi che non temono di fare affari con l’Iran:
“Ci sono Paesi che non andranno incontro alle richieste degli Stati Uniti e sono disposti a comprare il petrolio dall’Iran. Inoltre alcuni sono disposti a scambiare il petrolio con l’oro. Qualsiasi Paese può raggiungere accordi commerciali con l’Iran.
Intanto ci si libera dei buoni del tesoro USA….
La Turchia si libera dei buoni del Tesoro USA – La Russia lo aveva già fatto a Maggio riducendoli drasticamente.
A giugno la Turchia ha ridotto i suoi investimenti nel debito pubblico americano, finendo così esclusa dalla lista dei maggiori detentori dei buoni del Tesoro USA. Viene evidenziato dai dati del Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti.
Nel mese in esame gli investimenti di Ankara nel debito nazionale statunitense sono scesi a 28,8 miliardi $, mentre a maggio ammontavano a 32,6 miliardi $.
La Turchia ha continuamente e gradualmente ridotto i suoi investimenti nei buoni del Tesoro americano a partire dallo scorso novembre. Allora gli investimenti della Turchia nel debito pubblico statunitense ammontavano a 61,2 miliardi di dollari (più del doppio di adesso — ndr).
La Russia non risulta essere tra i principali detentori del debito pubblico americano già dallo scorso maggio, quando ha drasticamente ridotto i suoi investimenti nei buoni del Tesoro USA da 48,7 miliardi a 14,9 miliardi di dollari.
Germania esorta a reagire a nuove sanzioni antirusse USA.
L’Europa deve reagire alla politica di sanzioni USA nei confronti di Russia, Cina e altrui partner economici, ha dichiarato il Ministro degli Esteri tedesco Heiko Maas, ad una conferenza degli ambasciatori a Berlino.
“Washington ci sta costringendo a formulare risposte europee in relazione alla politica di sanzioni. Questo vale per Europa e Germania, se gli Stati Uniti improvvisamente senza preventivo accordo e senza preavviso introducono sanzioni contro Russia, Cina, Turchia e in futuro, forse contro altri importanti partner commerciali, bisogna reagire “, ha detto il Ministro.
In precedenza Maas ha dichiarato che il Ministero degli Esteri tedesco avrebbe riconsiderato la strategia di politica estera della Germania nei confronti degli Stati Uniti. Così, ha osservato che gli Stati Uniti e l’Europa sono in allontanamento da molti anni, e la comunità di interessi e valori sta gradualmente scomparendo.
(Estratti da Sputnik+ndr)


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