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Il consigliere della Regione Veneto Stefano Valdegamberi: l’Italia in Crimea a causa delle sanzioni ha le mani legate.

l’Italia in Crimea a causa delle sanzioni ha le mani legate..….Sono sanzioni ingiuste, irrazionali….Tante chiacchiere e pochi fatti…….

Il consigliere della Regione Veneto Stefano Valdegamberi: l’Italia in Crimea a causa delle sanzioni ha le mani legate.

Sono sanzioni ingiuste, irrazionali….

Prima dicevano: quando cambierà il governo italiano toglieremo le sanzioni, ora dicono quando cambierà il governo europeo.. questa questione viene sempre rimandata in avanti.

Tante chiacchiere e pochi fatti a livello di impegni ben precisi che sono stati presi e non vengono mantenuti.

(ndr) Vero caro consigliere Valdegamberi ma è altrettanto vero che le strade per la cooperazione ci sono e si possono percorrere…..se c’è volontà imprenditoriale del fare…..

perché se aspettate che i politicanti italiani risolvano la questione nonostante i vari proclami…e una maglietta con la scritta ” no alle sanzioni” stiamo freschi!!

 

– Innanzitutto vedo che la situazione sta migliorando a vista d’occhio, di anno in anno: oltre al nuovo e moderno aeroporto si Simferopoli, anche strade nuove, infrastrutture, rinnovo dell’edilizia abitativa.

La regione è in crescita, in sviluppo; e lo si vede dai numerosi cantieri aperti e dalle gru di costruzione.

Questo, nonostante le sanzioni che rendono difficilissima la possibilità, sul posto, sia di cooperazione, sia d’investimento, che di presenza di operatori stranieri.

– Ho visto cantine nuove, stanno sviluppando il settore della produzione vinicola, in aeroporto ad esempio c’era un’esposizione di vini locali di qualità.

So che ci sono ingenti investimenti nella realizzazione di grandi vigneti. Ovviamente c’è molto interesse da parte delle aziende italiane e venete a cooperare, noi siamo leader mondiali in questo settore, ma finché applichiamo le sanzioni alla Crimea, sono limitate le possibilità d’investimento e di business dei nostri imprenditori italiani ed anche europei.

Sono sanzioni ingiuste, irrazionali che non solo danneggiano la Crimea, ma danneggiano anche noi nella misura in cui i nostri imprenditori non riescono ad agganciarsi a questi business, per lavorare e per svilupparli assieme ai russi.

Ho ricevuto richieste nel settore della nautica per la città di Sebastopoli: costruzione di Yacht, imbarcazioni.

Sto lavorando alla partnership tra imprese italiane e imprese locali: collaborazioni tecniche e di supporto, manutenzione meccanica, allestimento d’interni per imbarcazioni d’elite, rimessaggio…

L’esperienza italiana, il nostro know-how in questo settore sono molto graditi, apprezzati, ma tutto dovrebbe essere fatto di nascosto e questo è assurdo; potremmo creare lavoro, dare anche impulso all’economia italiana.

L’Italia in Crimea potrebbe giocare un ruolo importante non solo nel settore enologico e nautico ma anche nel turismo, e nell’agricoltura in generale, ma a causa delle sanzioni ha le mani legate.

Nessuno ufficialmente può avere rapporti economici e commerciali con la Crimea.

Il governo attuale come scritto nel suo programma di governo aveva promesso di togliere queste sanzioni, ma per ben due volte sono state rinnovate, quindi anche noi (italiani) siamo complici non solo di questi danni economici, ma anche della violazione dei diritti umani dei cittadini della Crimea, che nemmeno riescono ad ottenere i visti per uscire dal loro Paese, sono reclusi nel loro Paese.

Prima dicevano: quando cambierà il governo italiano toglieremo le sanzioni, ora dicono quando cambierà il governo europeo.. questa questione viene sempre rimandata in avanti.

Alla fine mi sembra: tante chiacchiere e pochi fatti a livello di impegni ben precisi che sono stati presi e non vengono mantenuti. Ogni volta c’è una scusante: prima doveva cambiare il governo italiano, poi quello europee e poi?

Dovrà forse cambiare la NATO? l’universo?.. e poi saremo ancora qua discutere se levare le sanzioni. ( estratto da un’intervista di Sputnik al consigliere della regione Veneto Stefano Valdegamberi )

(ndr) Tutto molto vero caro consigliere Valdegamberi ma è altrettanto vero che le strade per la cooperazione ci sono e si possono percorrere con società giuridiche russe costituite da italiani a Mosca, che poi possono lavorare con le imprese di Crimea……perché se aspettate che i politicanti italiani risolvano la questione nonostante i vari proclami…e una maglietta con la scritta ” no alle sanzioni” stiamo freschi!!

Non è questione di un volo più lungo o più corto, o di conti correnti e cellulari…. ma di volontà imprenditoriale del fare: se c’è le strade si trovano e gli ostacoli si superano…forse fra i tanti discorsi e giuste indignazioni ciò che è carente in Italia è la vera imprenditorialità: molti imprenditori attendono che sia lo Stato a muoversi, con supporti economici, creando fondi per l’imprenditoria, missioni, finanziamenti, fondi perduti, bandi, ecc. ( che spesso non finiscono proprio nel supportare l’internazionalizzazione)….essere imprenditori significa intraprendere, fare e rischiare….forse se i molti imprenditori si muovessero prima della politica anche la politica sarebbe costretta a fare qualcosa, non crede?

 


Internazionalizzazione

Consulenti & Partners – referenze: quasi 20 anni di esperienza nel mercato russo, da 17 anni di costante presenza con la sua sede a Mosca

Consulenti & Partners è in assoluto l’unica organizzazione strutturata e completamente autonoma e operativa nel mercato dell’area russa,  con 17 anni di costante presenza, con sede e organizzazioni proprie a Mosca e con all’interno ogni competenza in materia di:

  • trasporti e dogane ( noi siamo broker doganali),
  • gestione amministrative e societarie ( abbiamo i nostri commercialisti interni)
  • marketing ( ufficio marketing all’interno)
  • gestione e vendite  con  direzione commerciale ( dirigenti italiani e russi)
  • contrattualistica legale russa
  • bancarie ( siamo autorizzati a transare pagamenti in Rubli per pagamenti internazionali)
  • e molto altro ancora.

  In questi anni: 

  • Un migliaio di aziende/prodotti/servizi/affari, presentati/proposti/inseriti nel mercato dell’area Russa. 
  • fatturati stimati per oltre 900 milioni, diretti e indiretti.
  • Le nostre banche di riferimento:  Sberbank di Mosca, VTB24 di Mosca,  Banca Migros  Svizzera.

La nostra organizzazione non garantisce e non può garantire il successo di un progetto da noi curato e assistito, in assoluto la nostra organizzazione non promette risultati, il risultato è una variabile indipendente dalla nostra volontà e operatività, ancorché il nostro lavoro sia fatto a regola d’arte e ben targetizzato.

 Le variabili che influiscono sul successo o meno sono riferite sempre all’azienda proponente, alla sua serietà, alla capacità commerciale, alle sue capacità contrattuali e competitività. 

 Di fatto un risultato certo e inequivocabile c’è ed è la capillare e vasta presentazione al target di mercato d’interesse dell’azienda, l’acquisizione da parte del proponente di un’ampia visibilità e notorietà nel mercato che prima non aveva, e un cospicuo bacino di potenziali interessati con i quali interfacciarsi anche direttamente.

Il tutto con un rischio da parte dell’impresa praticamente inesistente, visto che l’investimento vero e proprio è a carico della nostra organizzazione: garanzia del nostro massimo impegno nel ricercare risultati apprezzabili.

REFERENZE



Italia sarebbe il Paese europeo più visitato dai russi.

La sfida importante ed entusiasmante è attualmente quella di promuovere l’imprenditoria italiana sotto il marchio “Made with Italy”. Italia sarebbe il Paese europeo più visitato dai russi. L’Italia è tra i primi e più attivi investitori nell’oblast di Mosca, che crea il maggior numero di posti di lavoro.

La sfida importante ed entusiasmante è attualmente quella di promuovere l’imprenditoria italiana sotto il marchio “Made with Italy”: Lo ha dichiarato l’ambasciatore italiano in Russia, Pasquale Terracciano, in apertura del forum organizzato in occasione della missione imprenditoriale italo-russa nella regione di Voronezh.
“Ci troviamo di fronte a una sfida difficile e allo stesso tempo avvincente. Come ampliare l’offerta d’Italia su un mercato le cui potenzialità restano in prospettiva elevatissime.
A mio avviso la direttrice principale, per rispondere alla costante e crescente domanda d’Italia è privilegiare gli investimenti italiani nel paese, nell’ambito del ‘Made with Italy’, la possibilità di creare nuove joint venture promuovendo le forniture di macchinari che da sempre hanno una parte preponderante nell’export italiano e l’avvio di nuove produzioni in loco, dove le capacità italiane e russe si possano combinare creando sinergie efficaci”, ha dichiarato Terracciano.

Italia sarebbe il Paese europeo più visitato dai russi: La posizione dell’Italia nel mercato turistico russo è solidissima. Si tratta infatti di una destinazione gettonata nel corso di tutto l’anno, i turisti partono per l’Italia d’estate, d’inverno a sciare, ma anche in primavera ed in autunno. L’Italia offre le più diverse tipologie di turismo: le spiagge, le vacanze benessere, lo shopping, la montagna, lo sport e tantissimo altro”, riassume così i motivi per cui vale la pena andare in Italia Dimitri Danilenko, redattore capo del portale turistico Turdom.ru.

L’Italia è tra i primi e più attivi investitori nell’oblast di Mosca, che crea il maggior numero di posti di lavoro: L’amministrazione dell’oblast di Mosca organizzerà un tour della regione per gli imprenditori italiani per presentare loro l’infrastruttura di investimento… Durante il viaggio, saranno visitate zone economiche esclusive, poli industriali e parchi tecnologici, nonché un’escursione del sito del futuro agglomerato di produzione di formaggi nel distretto urbano di Dmitrovsky, per il quale i produttori italiani hanno mostrato interesse”, riferisce una nota ufficiale.
Nell’oblast di Mosca sono registrate più di cinquanta imprese a partecipazione italiana appartenenti al settore alimentare e alla produzione di materiali da costruzione. Inoltre, il fatturato del commercio estero della regione con l’Italia è in costante crescita. ( estratti da Sputnik)


La crescita economica in Russia

La Russia cresce malgrado le sanzioni – Un rublo troppo forte può preoccupare il Cremlino

La crescita economica del Paese inizierà ad accelerare nella seconda metà dell’anno – Nel gennaio 2019 l’utile incassato dalle banche russe è stato 3,7 volte in più rispetto all’anno precedente.
Il corso della moneta russa sfida le previsioni pessimistiche di analisti occidentali

La crescita economica in Russia “è in previsione, e la situazione è sotto controllo da parte del governo”. Lo ha dichiarato un portavoce ufficiale della Banca Centrale russa. Dopo un certo rallentamento nel primo trimestre del 2019, la crescita economica inizierà ad accelerare nella seconda metà dell’anno, ha dichiarato il vicepresidente della Banca Centrale, Ksenia Judaeva. “Ci sono tutti i motivi per credere che nella seconda metà del 2019, quando le nuove misure fiscali cominceranno a funzionare, la crescita economica riprenderà ad accelerare”, afferma Judaeva.
La situazione inflazionistica è influenzata favorevolmente dal tasso di cambio del rublo, che si è rafforzato all’inizio dell’anno.
All’inizio del 2019, un segnale positivo arriva anche dal sistema bancario russo. Nel gennaio 2019 l’utile delle banche russe ammontava a 264 miliardi di rubli, ovvero 3,7 volte in più rispetto all’anno precedente.
A favore di una continua stabilizzazione dell’economia russa interviene anche il calo dei fondi esportati nelle zone offshore. … “rispetto al 2016, la somma di denaro esportata dalla Russia verso società offshore si è dimezzata”.
Il corso della moneta russa sfida le previsioni pessimistiche di analisti occidentali – La Banca centrale e il ministero delle Finanze continuano a rastrellare i dollari sul mercato valutario interno della Russia – Fino al 7 di aprile il ministero delle Finanze russo investirà ogni giorno 15,5 miliardi di rubli in acquisto di valuta pregiata –
Tra i fattori positivi che contribuiscono al rafforzamento del tasso di cambio del rublo ci sono il calo della dipendenza della Russia dai capitali esteri. ( estratto da Russia 24 –Banca Intesa)


Russiagate: il COLPO della BANDA CLINTON/OBAMA andato a vuoto.

Russiagate: il COLPO della BANDA CLINTON/OBAMA andato a vuoto. Russiagate: ovvero la più sfacciata e pericolosa bufala. Grazie al premio Nobel per la Pace (Obama) i sistemi d’arma utilizzabili solo in uno scontro con la Russia hanno continuato a fatturare miliardi di dollari.

Russiagate: ovvero la più sfacciata e pericolosa bufala imbastita, messa in piedi e sostenuta dai cosiddetti “liberal” americani per giustificare la sconfitta di Hillary Clinton
I grandi complessi militari industriali, grazie al Premio Nobel per la Pace Obama, avevano incassato importanti commesse sfornando sistemi d’arma utilizzabili solo in uno scontro con la Russia hanno continuato a fatturare miliardi di dollari.

Il procuratore Robert Mueller sancisce che i sospetti di collusione tra Donald Trump e il Cremlino erano infondati. Ma dimostra anche come i Democratici non abbiano esitato a imbastire una pericolosa “fake news” accusando la Russia senza motivo e mettendo a rischio la distensione internazionale.
Nel clima di sospetto creato con l’ausilio di importanti media come “New York Times”, “Washington Post” e Cnn le promesse elettorali di Donald Trump, pronto ad avviare un dialogo con il Cremlino ed alleviare la tensione tra grandi potenze instauratasi durante la presidenza Obama sono state spacciate per una prova della collusione. E così i grandi complessi militari industriali che grazie al Premio Nobel per la Pace Obama avevano incassato importanti commesse sfornando sistemi d’arma utilizzabili solo in uno scontro con la Russia hanno continuato a fatturare miliardi di dollari. E a garantire lauti finanziamenti al partito democratico. Così l’escalation della tensione manifestatasi con il cambio di regime in Ucraina e il conflitto siriano – entrambi sostenuti dall’amministrazione Obama – si è intensificata raggiungendo punte drammatiche. La conclusione dell’inchiesta ci svela dunque un’altra drammatica verità. ( estratto da Sputnik di Gian Micalessin giornalista e reporter di guerra)

Possiamo dirlo, ora? Il Russiagate era solo una trappola di Obama a Trump
Le conclusioni del rapport del procuratore speciale Robert Mueller smontano, dopo due anni di indagini, la teoria di chi pensava che The Donald fosse stato eletto grazie a Putin. Una teoria farlocca, orchestrata dall’ex presidente.
Erano tutte sciocchezze. Scemenze. Balle. Il Russiagate è ed è sempre stato una grande bufala per gonzi. Lo dico con un certo orgoglio. Quegli articoli per Linkiesta li avevo scritti io ed è con una certa ilarità che vedo le mie convinzioni confermate dal rapporto del procuratore speciale Robert Mueller, che ha appena messo il sigillo a due anni di indagini su Trump e i suoi presunti legami con Mosca. Le conclusioni di Mueller sono state anticipate da una lettera che il ministro della Giustizia, William Barr, ha indirizzato al Congresso. Lettera che dice: non è stata trovata alcuna prova del fatto che la campagna elettorale di Donald Trump sia stata in alcun modo condotta d’intesa con la Russia. Nessuna cospirazione, nessun complotto. ( estratto da Linkiesta)


Mosca risponderà alle sanzioni che la UE ha imposto dopo i fatti nello Stretto di Kerch…Nella blacklist di Kiev anche noti artisti Italiani, e in precedenza politici italiani

Mosca risponderà alle sanzioni che la UE ha imposto dopo i fatti nello Stretto di Kerch…Nella blacklist di Kiev anche noti artisti Italiani, e in precedenza politici italiani……Per costruire la Russia ci vogliono le macchine italiane, in un cantiere su tre macchinari italiani….Rivista americana riconosce la vittoria della Russia nella guerra di sanzioni…

Mosca non lascerà senza risposta le sanzioni che la UE ha imposto dopo l’incidente nello Stretto di Kerch. E Kiev iscrive nella blacklist anche noti artisti Italiani, come ha fatto in precedenza con vari politici italiani in visita in Crimea: e l’Unione Europea fa finta di non vedere come Kiev tratta cittadini europei e in particolare Italiani.
Un pretesto per inserire altri cittadini russi nella blacklist
“La “colpa” delle nostre guardie di frontiera sta solo nel fatto che, con le loro azioni risolute, hanno fermato una violenta provocazione organizzata dalle autorità di Kiev nella zona dello Stretto di Kerch”, si legge nel comunicato del Ministero degli esteri Russo.
E sottolinea anche che le accuse secondo cui la Russia “ha violato il diritto internazionale” e “usato la forza irragionevolmente” non sono vere: le navi ucraine hanno violato le acque territoriali russe, che erano comunque acque territoriali russe già prima della riunificazione della Crimea con la Russia.
Le guardie di frontiera hanno reagito secondo le norme del diritto internazionale e della Costituzione e della legislazione russa.
Inoltre i marinai ucraini hanno successivamente ammesso pubblicamente la natura provocatoria dell’incidente organizzato con la loro partecipazione, ha aggiunto il dicastero diplomatico russo.
Mentre una rivista americana riconosce la vittoria della Russia nella guerra di sanzioni.
Judy Twigg, professoressa della Virginia Commonwealth University, ha sostenuto in un articolo della rivista conservatrice americana The National Interest che la Russia sta vincendo la guerra di sanzioni scatenata da USA e UE per gli eventi in Ucraina.
Secondo la professoressa, le sanzioni imposte dagli Stati Uniti e dalla UE nel 2014 avrebbero dovuto punire la Russia per le presunte “azioni aggressive” contro l’Ucraina, ma al contrario le hanno regalato grandi benefici e stimolato la sua crescita economica.
A titolo di esempio la Twigg fa riferimento al settore agricolo russo che, grazie alle sanzioni economiche si è ripreso da una condizione di stagnazione.
La professoressa ricorda che Mosca è stato limitato l’accesso ai mercati dei capitali e ai prestiti a basso interesse e le sono state bloccate le importazioni di beni a duplice uso (civile e militare – ndr) e le forniture di tecnologie innovative. Allo stesso tempo la Russia ha introdotto contromisure, vietando l’importazione di prodotti agroalimentari dall’Unione Europea e dagli Stati Uniti. Questa situazione si è trasformata in un “regalo” per l’agricoltura russa.
“Le sanzioni hanno dato l’opportunità alla Russia di ripristinare l’industria alimentare che era paralizzata. Molti investitori che in precedenza non avevano mostrato alcun interesse per l’agricoltura si sono improvvisamente interessati”, scrive la Twigg.
La professoressa aggiunge anche che il volume della produzione di grano e cereali in Russia ha già raddoppiato i consumi interni, rendendo così il Paese il principale fornitore sul mercato mondiale.
In conclusione la Twigg sottolinea che la Russia dispone di ampi territori ed oltre 200 milioni di ettari di terra inutilizzati, pertanto la sua agricoltura continuerà a svilupparsi attivamente e fungere da traino dello sviluppo di altri settori.
Pertanto, secondo la Twigg, è tempo che gli Stati Uniti e l’Europa prendano atto che le sanzioni portano solo benefici alla Russia e nella guerra delle sanzioni con l’Occidente la Russia si trova “alcuni passi in avanti”.
Per costruire la Russia (e ricostruire Palmira) ci vogliono le macchine italiane .
In Russia in un cantiere su tre vengono impiegati macchinari italiani. Adesso la partnership si rafforza e la Russia ha chiesto aiuto alle imprese italiane della lavorazione marmo per la ricostruzione del sito archeologico di Palmira, in Siria.
Dodici aziende coinvolte, la maggior rappresentanza straniera (a fronte delle quattro aziende tedesche, una spagnola e nessuna francese) ed un padiglione incentrato sul made in Italy fotografano la presenza italiana a BATIMAT Russia, evento capofila nel settore dei materiali e delle tecnologie per l’edilizia e la costruzione in Russia.
Del resto i dati diffusi dall’Agenzia delle dogane russe confermano che per i costruttori italiani la Russia rappresenta uno dei principali mercati di riferimento: nel 2018 l’Italia è stata il secondo fornitore straniero nel settore di macchine per la lavorazione marmo, con una quota di mercato del 30.6 % ed un volume d’affari pari a 16 milioni di euro. (Estratto da Sputnik)


Mercato Eurasia gestito da l vostro ufficio di Mosca

Consulenti & Partners Sede delle aziende Italiane a Mosca – Consulenti & Partners cambia aspetto e si adatta alle esigenze delle imprese e alla continua evoluzione del mercato dell’Area Russa.

Consulenti & Partners Sede delle aziende Italiane a Mosca
Consulenti & Partners cambia aspetto e si adatta alle esigenze delle imprese e alla continua evoluzione del mercato dell’Area Russa.

Diviene così il partner più qualificato e privilegiato per il business nel mercato di Eurasia, UEE, Unione Economica Eurasiatica di cui fanno parte ad oggi Russia, Bielorussia, Kazakistan, Armenia e Kirghizistan.

Con la ormai sperimentata formula della partnership, Consulenti & Partners agisce e di fatto diviene la sede a Mosca delle imprese italiane che vogliono operare in questa vasta area di mercato.

La proposta di Consulenti & Partners prevede una formula a basso impatto economico per l’azienda italiana, così da poter permettere anche alle piccole imprese di provare ad intraprendere il mercato russo con il minimo impegno economico e praticamente a rischio zero.

Una prova d’introduzione nel mercato che, data la vastità territoriale e le differenti caratteristiche delle varie aree, non può essere inferiore ai 18 mesi, durante la quale ogni costo di marketing, presentazione e gestione è a carico di Consulenti & Partners.

La gestione completa di ogni “fattore” di mercato dalla promozione alla trattativa, trasporti e sdoganamenti, amministrazione, garanzie, post vendita e problem solving sarà trattata direttamente dagli specialisti interni di Consulenti & Partners.

Lo sviluppo e la gestione del mercato nella fase successiva alla prova di 18 mesi, nel caso di successo e trend positivo.

Consulenti & Partners è in grado di agire, di essere, e di fatto lo è, l’ufficio di Mosca di ogni azienda italiana che decide di aderire alla partnership.
La direzione generale italiana con ultradecennale esperienza nella dirigenza d’impresa e del mercato russo, la direzione operativa e amministrativa di collaboratori russi che parlano italiano, consentono alla sede di Mosca di Consulenti & Partners di agire come farebbe lo stesso imprenditore italiano nel suo mercato.
Un rapporto fra imprenditori con la stessa esigenza, creare fatturato, fare business.

Consulenti & Partners è già sede giuridica di imprenditori che ci hanno incaricato di aprire, attivare, gestire e amministrare una loro società a Mosca.
Consulenti & Partners è in grado di operare per la costituzione di società giuridiche russe, start-up di aziende produttive e commerciali, partnership ai vari livelli, gestioni amministrativi e contabili.
Il problem solving è una prerogativa di Consulenti & Partners.


Il presidente Vladimir Putin: "Le riserve per una crescita economica sono ben lungi dall’essere esaurite”

“Contro le famose sanzioni alla Russia ci battiamo e ci batteremo, non perché siamo filorussi o filoamericani, ma perché siamo filoitaliani”. il Pil della Russia è aumentato ancora del 2,3% – Nonostante le sanzioni antirusse, la Russia non cadrà nell’isolazionismo e non ostacolerà la cooperazione economica internazionale

L’Agenzia statistica russa (Rosstat) ha riassunto i risultati dello sviluppo economico del Paese nel 2018. La crescita del Pil in Russia l’anno scorso è stata del 2,3%, un risultato superiore alle stime del Ministero dello Sviluppo Economico e della Banca Centrale Russa. Una cifra record dal 2012, anno in cui l’economia era cresciuta del 3,7 per cento.

“Secondo le prime stime, il PIL della Russia nel 2018 avrebbe raggiunto, a prezzi correnti, 103.626,6 miliardi di rubli. La crescita del volume fisico del PIL rispetto al 2017 è stata del 2,3%”, ha dichiarato il portavoce di Rosstat.

Nel 2013 e nel 2014 l’economia è cresciuta rispettivamente dell’1,8% e dello 0,7%. Alla fine del 2015 è stato registrato un calo del 2,5%. Nel 2016 e nel 2017, l’economia russa ha ripreso a crescere: il PIL è cresciuto rispettivamente dello 0,3% e dell’1,6 per cento.

A fine gennaio, il Ministero dello Sviluppo Economico ha migliorato la stima della crescita del PIL portandola dall’1,8% al 2%, grazie soprattutto a una crescita nel settore delle costruzioni. La Banca Centrale ha previsto una crescita del PIL pari all’1,5-2 per cento.
Secondo Rosstat, nel 2018 il prodotto interno lordo del settore delle costruzioni è cresciuto del 4,7%. Solo nel settore finanziario e assicurativo (6,3%), e in quello alberghiero e della ristorazione (6,1%), sono stati registrati tassi di crescita più elevati.

Secondo il presidente russo, Vladimir Putin, le riserve per una crescita economica “sono ben lungi dall’essere esaurite”. Le aziende russe devono “rafforzare le loro posizioni sui mercati nazionali e globali”, e per fare ciò “è necessario rimuovere quanto ostacola il miglioramento del clima imprenditoriale nel Paese”, ha dichiarato Putin.

“Naturalmente, i progetti nazionali dovrebbero diventare un incentivo per le imprese russe, per il rapido sviluppo di tecnologie avanzate e per la produzione di nuovi beni e servizi, affinché le nostre aziende possano rafforzare le loro posizioni non solo sul mercato nazionale, ma anche su quello globale, e partecipare attivamente alle catene mondiali di produzione”, ha aggiunto Putin durante un intervento al Forum “Business Russia”. Secondo il presidente russo, “dovremmo concentrarci su alcune aree critiche, e il primo passo è una conseguente rimozione delle barriere. La qualità del nostro clima imprenditoriale dovrebbe essere commisurata alla portata delle sfide che la Russia deve affrontare”, ha aggiunto.

Il ruolo delle imprese nello sviluppo della Russia è grande, e sono proprio gli imprenditori a creare posti di lavoro, e a garantire così il reddito dei cittadini. “Quanto più dinamiche e forti sono le imprese, sia nei settori tradizionali, sia in quelli emergenti”, ha sottolineato Putin, “tanto più sostenibile sarà la crescita economica della Russia. Ed è necessario, prima di tutto, che il Paese si arricchisca, che la sua prosperità e qualità della vita migliorino”.

A questo proposito, il sostegno statale al commercio è uno dei compiti più importanti nel contesto delle sanzioni antirusse e di altre restrizioni esterne, tenendo presente che dietro lo schermo della politica si nasconde l’eliminazione dei rivali e la ridistribuzione dei mercati.
“Contro le famose sanzioni alla Russia ci battiamo e ci batteremo, non perché siamo filorussi o filoamericani, ma perché siamo filoitaliani”. Lo ha detto il vicepremier e Ministro dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio in occasione dell’inaugurazione del Micam, il Salone internazionale delle calzature promosso da Assocalzaturifici a Fiera Milano. Secondo Di Maio “se ci sono imprese che stanno avendo enormi danni dalle sanzioni contro la Russia è giusto che si riveda lo strumento, non il principio”.

Anche per il presidente dell’Associazione “Conoscere Eurasia” e di Banca Intesa Russia, Antonio Fallico, “oggi più che mai la Russia è un Paese e un mercato di sbocco strategico per l’economia italiana. La flessione dell’export made in Italy registrata nel 2018 è il segnale di un problema non imputabile esclusivamente alle sanzioni e a quei settori circoscritti soggetti alle restrizioni commerciali. La stabilità del più grande Paese eurasiatico non è in discussione.
Serve tornare a intercettare la domanda russa e, nel contempo, riconsiderare il ruolo di ponte della Russia verso l’Eurasia e la Cina”.

Nonostante le sanzioni antirusse, la Russia non cadrà nell’isolazionismo e non ostacolerà la cooperazione economica internazionale, ha affermato il presidente russo Vladimir Putin. “Vorrei sottolineare che naturalmente non abbiamo intenzione di cadere nell’isolazionismo, né di costruire barriere che ostacolino la cooperazione economica internazionale. Comprendiamo perfettamente che questo di per sé frenerebbe lo sviluppo del Paese”, ha dichiarato Putin durante un incontro con i rappresentanti della comunità imprenditoriale russa. Il presidente ha osservato che la Russia, insieme ai suoi partner, è aperta, in primo luogo, agli scambi commerciali, tecnologici e di investimento, nonché alla cooperazione.

La risposta alle restrizioni esterne dell’Occidente dovrebbe essere quella di aumentare la competitività globale dell’economia russa. “Dobbiamo accelerare seriamente il ritmo dello sviluppo industriale, rafforzare la nostra base scientifica e tecnologica, favorire la localizzazione della produzione e la conquista di nuovi mercati da parte delle imprese russe, non solo in Russia, ma anche all’estero”, ha sottolineato Putin. (Estratto da Russia 24 – Banca Intesa)


mercato Eurasia, CEE

Consulenti & Partners cambia aspetto e si adatta alle esigenze delle imprese e alla continua evoluzione del mercato dell’Area Russa.

Consulenti & Partners cambia aspetto e si adatta alle esigenze delle imprese a alla continua evoluzione del mercato dell’Area Russa.
Diviene così il partner più qualificato e privilegiato per il business nel mercato di Eurasia, UEE, Unione Economica Eurasiatica di cui fanno parte ad oggi Russia, Bielorussia, Kazakistan, Armenia e Kirghizistan.
Con la ormai sperimentata formula della partnership, Consulenti & Partners agisce e di fatto diviene la sede a Mosca delle imprese italiane che vogliono operare in questa vasta area di mercato.
La proposta di Consulenti & Partners prevede una formula a basso impatto economico per l’azienda italiana, così da poter permettere anche alle piccole imprese di provare ad intraprendere il mercato russo con il minimo impegno economico e praticamente a rischio zero.

Una prova d’introduzione nel mercato che, data la vastità territoriale e le differenti caretteristiche delle varie aree, non può essere inferiore ai 18 mesi, durante la quale ogni costo di marketing, presentazione e gestione è a carico di Consulenti & Partners.
La gestione completa di ogni “fattore” di mercato dalla promozione alla trattativa, trasporti e sdoganamenti, amministrazione, garanzie, post vendita e problem solving sarà trattata direttamente dagli specialisti interni di Consulenti & Partners.
Lo sviluppo e la gestione del mercato nella fase succesiva alla prova di 18 mesi, nel caso di successo e trend positivo.
Consulenti & Partners è in grado di agire, di essere, e di fatto lo è, l’ufficio di Mosca di ogni azienda italiana che decida di aderire alla partnership.
La direzione generale italiana con ultradecennale esperienza nella dirigenza d’impresa e del mercato russo, la direzione operativa e amministrativa di collaboratori interni russi che parlano anche italiano, project manager e sviluppatori di mercato, consentono alla sede di Mosca di Consulenti & Partners di agire come farebbe lo stesso imprenditore italiano nel suo mercato: un rapporto fra imprenditori con la stessa esigenza, creare fatturato, fare business.

Consulenti & Partners è già sede giuridica di imprenditori che ci hanno incaricato di aprire, attivare, gestire e amministrare una loro società a Mosca.
Consulenti & Partners è in grado di operare per la costituzione di società giuridiche russe, start-up di aziende produttive e commerciali, partnership ai vari livelli, gestioni amministrativie e contabili.
Il problem solving è una prerogativa di Consulenti & Partners.


Russia,Bielorussia,Kazakistan,Tajikistan,Kyrgystan

Eurasia strategica per l’export Made in Italy. – Sanzioni motivate da pressioni politiche esterne. – Tedeschi: “l´embargo è solo per voi italiani”. – UE condizionata dalla NATO. – Putin: noi ci fidiamo del governo italiano.

Quando vennero enunciate le prime sanzioni e l´Europa voltò le spalle alla Russia, questa realizzò un´alleanza intergovernativa ed un´unione politica e commerciale con altri Paesi dell´Est e del Far East, all´interno dei quali potesse essere sviluppato un mercato di libero scambio.

Bisogna considerare il fatto che la Federazione Russa è completamente autonoma dal punto di vista energetico, che soddisfa il proprio fabbisogno interno all´83% con fonti rinnovabili (in primis idroelettriche) e che incanalerà ora il grande surplus petrolifero verso i ricchi mercati del Far East, assetati di energia, per prima la Cina.

Il problema, quindi, rimane europeo, fortemente condizionato dalle esigenze della NATO, la quale, per esistere e perdurare, deve assolutamente disporre di un nemico da poter combattere.

Ecco allora la nascita di tre alleanze eurasiatiche: SCO, BRICS e Commissione Economica Eurasiatica.

La SCO-Shanghai Cooperation Organization, raggruppava inizialmente cinque Stati: la Federazione Russa, la Cina, il Kazakhstan, il Kyrgyzstan e il Tajikistan, ai quali si sono successivamente associati l´Uzbekistan, l´India e il Pakistan, per un totale di circa 3 miliardi e duecento milioni di abitanti, quindi circa la metà della popolazione mondiale.

Da ciò si può ben comprendere che tutte le imprese insediate nei paesi SCO, potrebbero non aver più bisogno di esportare in Occidente, in quanto il loro mercato è enorme e potrebbe benissimo essere in grado di saturare la loro produzione.

Un´altra associazione tra Paesi non integrati con l´Unione Europea è quella contraddistinta mediante l´acronimo BRICS, che deriva dalle iniziali dei paesi fondatori: Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica.
Si tratta di cinque economie emergenti ed a forte crescita, con un PIL. Anche in questo caso i paesi aderenti rappresentano circa la metà della popolazione mondiale e si sono impegnati per un libero scambio, svincolato dalla supremazia del dollaro quale valuta di riferimento, annunciando anche la volontà di adottare una nuova valuta di riserva globale, che dovrebbe essere “diversificata, stabile e prevedibile”

Tutto ciò premesso si tratta ora di comprendere quanto la cecità del nostro governo impedisca di fatto alle aziende italiane di cooperare con quelle della Federazione Russa e dei Paesi aderenti ad Eurasia e ciò a causa di embarghi e sanzioni, motivati da aleatorie pressioni politiche esterne.

– E quanto anche il governo attuale faccia veramente nonostante i vari e ripetuti “proclami” in disaccordo con le sanzioni, per mettere fine a questa inutile, ingiusta e “masochista” adesione forzata al “dictat” di oltre oceano – Nonostante il presidente russo Vladimir Putin non avesse nascosto, a suo tempo, la propria ammirazione per la svolta italiana: “Sappiamo che l’economia italiana ha delle basi molto solide, noi ci fidiamo di tutto quanto sta facendo il governo italiano e siamo sicuri che i problemi saranno risolti”. ( ndr)

– “I rapporti politici italo-russi sono eccellenti, ma…non si può essere contrari alle sanzioni e poi applicarle. Certamente ci vuole lealtà nei confronti dell’Ue ma la lealtà si può manifestare anche esprimendo dissenso, prima o poi”.
“Mentre l’Unione economica eurasiatica è un processo non breve ma in evoluzione, nell’Ue si assiste a un processo di disgregazione determinato da uno sviluppo economico disomogeneo. L’Eurasia è una possibilità per mitigare queste difficoltà, ma a oggi non ne approfittiamo… ( dichiarazione del presidente di Conoscere Eurasia e di Banca Intesa Russia, Antonio Fallico)

Per finire, desidero solo ricordare l´incontro avuto presso una grande compagnia russa con gli esponenti di una multinazionale tedesca.
Alla mia domanda su come facessero a vendere in Russia, viste le sanzioni e le limitazioni, mi stato risposto con il loro inconfondibile accento teutonico “l´embargo è solo per voi italiani”.

(Prof. Franco C. Grossi Esperto della Federazione Russa al Ministero della Scienza a Mosca – estratto dal Giornale Diplomatico)


Putin all'Assemblea federale

Presidente Putin davanti all’Assemblea Federale: La Russia non dislocherà missili ai confini con l’Europa, gli USA contino la distanza e la velocità dei nostri missili. Putin invita l’Europa a ripristinare relazioni normali. Putin: “Le riserve della Russia superano il debito esterno” Infrastrutture: importanti investimenti per aeroporti e ferrovie. “Più figli, meno tasse”- e lo stato pagherà i mutui per le famiglie numerose – Dimezzata la povertà in Russia.

(La relazione del presidente di fronte all’Assemblea Federale è una prassi prevista dalla Costituzione della Federazione Russa: nel suo intervento il presidente illustra la situazione del paese ed i principali vettori di sviluppo della politica interna ed internazionale – L’Assemblea Federale è l’organo del potere legislativo della Federazione Russa e comprende le due camere del parlamento, la Duma di Stato, simile alla camera dei deputati, ed il Consiglio federale, simile al senato)
Riguardo all’uscita degli USA dal trattato INF Putin ha dichiarato:
“Negli ultimi anni verso la Russia gli USA hanno avviato una politica che non si può definire “amichevole”, caratterizzata da azioni anti russe e interessi negati, sanzioni che violano il diritto internazionale, e atti che distruggono tutta la base giuridica delle relazioni mondiali, faticosamente formulata negli ultimi decenni. La Russia viene presentata come una minaccia globale. Non è vero. La Russia non minaccia nessuno, tutte le nostre misure hanno un carattere difensivo. Noi non siamo interessati allo scontro.
I nostri partner non vedono a che velocità cambia il mondo. Difficilmente questo coincide con gli interessi degli USA. Molti dei loro politici sono ossessionati dall’ idea della loro superiorità sul resto del mondo. E’ un loro diritto pensare come vogliono, ma sanno contare? Allora che contino la velocità delle nostre armi e la distanza da loro, prima di compiere altri passi ostili nei confronti della Russia.”
La Russia non dislocherà missili ai confini con l’Europa, ma se gli USA lo faranno, questo metterà a rischio la sicurezza della Russia – ha dichiarato il presidente Putin:
“Alcuni di questi missili possono volare verso Mosca in 20 minuti, questo è una minaccia per la Russia e noi reagiremo in maniera speculare”
Putin invita l’Europa a ripristinare relazioni normali
“Speriamo che da parte dell’Unione Europea ci sia un cambio di rotta e vengano ripristinate relazioni normali: i cittadini di questi paesi, ed anche la comunità imprenditoriale lo vogliono: è nei nostri interessi reciproci”
Putin: cooperazione con Cina è un modello
“Il nostro modello di cooperazione con la Cina è un esempio: continueremo a lavorare per l’integrazione del progetto cinese della Grande via della Seta con l’ Unione Economica Euorasiatica. Guardiamo con fiducia anche alla collaborazione con l’India”

“Il nuovo missile Avangard come il primo Sputnik”
“La concorrenza mondiale si sposta sul terreno della scienza e dell’innovazione ” – ha detto il presidente Putin, che ha paragonato il progetto del sistema Avangard al lancio del primo satellite Sputnik nello spazio: “è importante applicare in campo civile le innovazioni acquisite in ambito militare”
Putin: “Semplificare i visti per i turisti stranieri”
Il presidente Putin nel suo discorso ha ricordato l’esperienza positiva dei Mondiali di Calcio, che hanno contribuito ad incrementare l’interesse dei turisti stranieri verso la Russia ed ha incaricato il governo di lavorare per la creazione di un sistema di emissione di visti elettronici per i turisti stranieri.
Infrastrutture: nel 2019 aprirà l’alta velocità Mosca – San Pietroburgo
“Lo sviluppo delle infrastrutture è cruciale per la Russia, siamo il paese con il territorio più esteso al mondo: lo sviluppo delle infrastrutture rinforza l’architettura dello stato, supporta la crescita dell’economia: nel 2019 verrà aperto al traffico ferroviario il ponte della Crimea, e verrà inaugurata la nuova linea ferroviaria ad altra velocità tra Mosca e San Pietroburgo. Da qui al 2021 verranno ampliati 60 aeroporti.” – ha detto il presidente Putin
L’agricoltura traina l’export russo
“Un indicatore molto importante della crescita del business è la crescita dell’export – ha detto Putin – un esempio è l’agricoltura: nel 2018 l’export di grano ha toccato la quota record di 44 milioni di tonnellate”.

Putin: “Le riserve della Russia superano il debito esterno”
Venendo alle misure economiche, il presidente Putin ha sottolineato che per la prima volta nella storia, le riserve della Russia superano il debito verso l’estero.
Un milione per gli insegnanti che vanno in campagna
In un altro passaggio del suo discorso il presidente Putin ha rimarcato il miglioramento generale del livello d’istruzione in Russia ed ha proposto di lanciare anche in questa sfera un progetto già implementato nella sanità: gli insegnanti che decideranno di andare a lavorare nelle scuole dei piccoli centri abitati in campagna riceveranno un incentivo di 1 milione di rubli (15 mila euro circa).
Un altro tasto dolente su cui ha posto l’attenzione il presidente Putin è quello dell’attenzione per l’ecologia e lo smaltimento dei rifiuti, rimproverando gli amministratori locali:
“Molte discariche sono stracolme, eppure sorgono dei quartieri residenziali vicino ad esse. Chi ha dato le documentazioni per costruire? Far finta di nulla non risolve il problema”.
Un’altra proposta di Putin a tutela del cittadino
“Non si può strozzare il cittadino. E’ necessario realizzare una dilazione dei pagamenti per quei cittadini che a causa di imprevisti (gravi malattie, perdita del lavoro) non possono pagare le ipoteche”.
Dimezzata la povertà in Russia
“La soluzione della crisi demografica va di pari passo con il superamento della povertà” – specifica Putin – “Nel 2000 40 milioni di persone in Russia vivevano sotto la soglia di povertà, ora sono 19 milioni. Ma restano troppi, troppi.”
Lo stato pagherà i mutui per le famiglie numerose
Putin ha poi elencato tutta una serie di misure in sostegno della famiglia, tra cui un finanziamento diretto per il pagamento del mutuo sulla prima casa per tutte le famiglie numerose (3 o più figli).
Putin sottolinea l’importanza della politica demografica: “Più figli, meno tasse”
Il presidente Putin ha rimarcato l’importanza per la Russia del problema demografico: “La Russia è entrata in un periodo difficile dal punto di vista demografico. Il tasso di natalità è in calo”.
Putin ha poi elencato una serie di manovre concrete in sostegno alle famiglie, compresa la riduzione progressiva delle imposte:
“Fare figli non deve provocare per le famiglie una riduzione del reddito, ne deve portarle alla povertà. Dobbiamo ripensare il carico tributario sulle famiglie secondo un principio molto semplice: più figli, meno tasse.”
Putin si rivolge ai deputati, invitandoli a lavorare
“La gente non si fa ingannare. Per la gente è importante vedere cosa è stato fatto e come questo migliora la loro vita, non prima o poi, ma subito.”


Crimea investitori e imprenditori investono in Crimea

La Repubblica di Crimea un polo d’interesse strategico per gli imprenditori. Le società straniere investono in Crimea.

Le società straniere investono in Crimea.
In Crimea la situazione economica è propizia.
Previsto anche l’arrivo di una delegazione britannica di circa 15 tra politici, esperti e imprenditori.

In occasione del Forum russo di investimenti a Sochi la ministra delle finanze della Repubblica di Crimea, Irina Kiviko, ha descritto al corrispondente di Sputnik il clima favorevole agli investimenti di cui gode la penisola.
— Oggi stiamo per firmare accordi di investimento con alcuni importanti investitori per grandi cifre di denaro. Un investitore dispone di 5 miliardi di rubli, un altro di 1,2 miliardi e un altro ancora di 1 miliardo. Dunque, c’è interesse per la Crimea.
E quest’interesse aumenta. Gli investitori sono pronti a costruire i loro stabilimenti da noi e a creare posti di lavoro. La situazione è propizia. E noi aiutiamo gli investitori che investono in Crimea.

— Ci sono società straniere che investono in Crimea nonostante la situazione internazionale?
— Sì, e sono molte. Ci chiedono, però, di non rivelare i loro nomi. E noi ci atteniamo a questa richiesta. Ciononostante sia le importazioni sia le importazioni crescono. E le società straniere vengono in Crimea e molte di loro sono europee.
Vi sono anche società italiane.

Dunque, nonostante le sanzioni, gli imprenditori ritengono che in Crimea la situazione economica sia propizia: abbiamo una zona libera di scambio, condizioni preferenziali importanti e questo attira gli investitori.
Siamo contenti di accoglierli tutti. E per questo firmiamo gli accordi.

— Quali sono i maggiori progetti al momento in Crimea?

— Abbiamo molti progetti attivi nei settori dei trasporti, dell’agricoltura, del turismo, dell’industria alimentare e dei centri commerciali. I soldi vengono investiti in più comparti e non solamente in uno.
— Cosa riguarda l’investimento di 5 miliardi che Lei ha menzionato?
– L’investimento riguarda la costruzione di uno stabilimento per la lavorazione dell’alluminio che ospiterà anche un centro di formazione.

Per la prima volta dal 2014 la Crimea verrà visitata da una delegazione britannica, ha dichiarato il premier della repubblica Sergey Aksenov.
il gruppo prenderà parte al V Forum economico internazionale Yalta.
Aksenov ha sottolineato che la penisola ha un enorme potenziale d’investimento e questo è chiaro agli imprenditori stranieri che vogliono stabilire relazioni commerciali con la regione. ( Estratti da Sputnik)


Putin investe molti miliardi di dollari per rissovare gli aeroporti

• L’Italia aiuterà la Russia a cancellare i danni delle sanzioni sul GNL. Gli italiani che investono in Russia avranno solo profitti.

• L’Italia aiuterà la Russia a cancellare i danni delle sanzioni sul GNL. Gli italiani che investono in Russia avranno solo profitti.
• Mentre un’altra azienda Italiana illumina gli aeroporti russi: la Russia sta investendo 6 miliardi di dollari per modernizzare gli aeroporti.
• Ma le sanzioni antirusse sono uno strumento di concorrenza sleale, ha dichiarato il vice ministro degli Esteri russo Alexander Pankin.

L’azienda italiana Tenaris, insieme a lla Severstal, aprirà un impianto per la produzione di tubi per l’industria petrolifera e del gas a Surgut.
Paolo Rocca, CEO di Tenaris, ha spiegato che, in piena attività, la joint venture prevede di coprire il 15-20% del mercato russo dei tubi per gasdotti e oleodotti.
“Gli investimenti nella produzione in Russia da parte dei partner italiani sono un passo positivo, soprattutto perché non ci sono restrizioni in materia: le sanzioni statunitensi hanno incluso singoli imprenditori nel settore dei tubi in Russia, ma non sono state applicate alle aziende. Quindi gli italiani non devono temere di investire in Russia: ne avranno solo profitti. Molte aziende europee lavorano con i partner russi seguendo questo principio”, ha detto Yushkov, esperto della Fondazione nazionale per la sicurezza energetica Igor Yushkov.
“L’intenzione della leadership russa di voler localizzare la produzione in Russia è pienamente giustificata dalle restrizioni statunitensi. E in questo caso l’Italia sta aiutando la Russia ad annullare i possibili danni all’industria del GNL, che potrebbero sorgere in futuro a causa delle sanzioni”, osserva l’esperto.
E un’azienda italiana illumina gli aeroporti russi: da Mosca a Vladivostok le luci di OCEM azienda bolognese, sono la prima cosa che vedono i passeggeri che atterrano e l’ultima quelli che decollano. Luci accese anche sulle nuove opportunità di business, perché la Russia sta investendo 6 miliardi di dollari per modernizzare 42 aeroporti.
E tutto nonostante il fatto che: le sanzioni antirusse degli Stati Uniti sono uno strumento di concorrenza sleale e sono finalizzate per cacciare dai mercati non solo la Russia, ma anche i Paesi europei, ha dichiarato a Sputnik il vice ministro degli Esteri russo Alexander Pankin.
“Sono uno degli strumenti di concorrenza ingiusta e per dirla più direttamente sleale che gli americani usano per spostare nei mercati non solo noi, ma anche i partner europei”, ha detto Pankin. “La concorrenza tra Paesi o gruppi di Paesi è in generale qualcosa di normale, ma i metodi sono sleali”, ha aggiunto.


Sanzioni, i paesi europei aumentano gli scambi commerciali con la Russia e in Germania, oltre il 70% dei tedeschi favorevole a costruzione Nord Stream 2

Un’analisi FinExpertiza mostra che su 27 paesi che hanno aumentato significativamente gli scambi commerciali con la Russia nel 2018 17 hanno sostenuto le sanzioni contro Mosca.

Si tratta, soprattutto, di Polonia, Moldavia e Svizzera che nel 2018 hanno aumentato il volume del commercio con la Russia. Nel dettaglio, il fatturato commerciale della Polonia è aumentato del 37,5%, quello della Moldavia del 31% e quello della Svizzera del 30,1%.
È stato possibile raggiungere tali indicatori principalmente grazie alla crescita delle esportazioni russe.

“Questa è la classica situazione in cui gli imprenditori usano una retorica aggressiva e poi si stringono la mano sotto il tavolo”, osserva Elena Trubnikova di FinExpertiza.

Anche gli Stati Uniti, promotori delle sanzioni, lo scorso anno hanno ripristinato il commercio con la Russia del 92,6%. Nel 2018, il volume degli scambi tra i due paesi è aumentato del 10,3%.

Gli altri paesi che hanno aumentato gli scambi commerciali con la Russia sono Germania e Belgio. Mentre non sono riusciti a recuperare il calo del fatturato commerciale la Lettonia, l’Ucraina e l’Italia.

Tra i paesi che non hanno appoggiato le sanzioni, hanno aumentato gli scambi commerciali con la Russia Cina, Armenia, Tagikistan, Uzbekistan e India.

E la Germania non è da meno: oltre il 70% dei cittadini tedeschi è favorevole alla costruzione del gasdotto Nord Stream 2, che fornirà gas russo all’Unione Europea attraverso il Mar Baltico.

Berlino spiega perchè sostiene il gasdotto Nord Stream-2, lo ha reso noto il produttore tedesco di petrolio e gas Wintershall.

Nord Stream 2 è un’impresa comune del gigante russo del gas Gazprom e di cinque imprese europee. L’obiettivo è quello di fornire ogni anno 55 miliardi di metri cubi di gas naturale russo all’Unione europea attraverso il Mar Baltico e la Germania, e si prevede che la sua entrata in funzione entro la fine del 2019. ( Estratti da Sputnik)


L’asso nella manica di Putin? Le sanzioni non stanno danneggiando l’economia russa. Anzi…

Un bel paradosso è stato rilevato in questo inizio 2019 da diversi analisti internazionali: le sanzioni non stanno affatto danneggiando l’economia russa.
Anzi sembrano giovarle. È l’asso nella manica di Putin.
Di un paradosso in realtà non si tratta. E per più di un motivo. Tanto per cominciare, le sanzioni occidentali non colpiscono l’esportazione di gas e di petrolio, che rappresentano il grande vantaggio strategico di Mosca. Ciò non sarebbe peraltro neanche concepibile, vista la dipendenza energetica dell’Europa dalla Russia. Quindi, mancando questa condizione fondamentale, le sanzioni anti-Putin nascono già come un’arma spuntata.
I vantaggi economici del rublo debole
Ma c’è di più. Le misure punitive volute dagli Usa e applicate anche dall’Ue, hanno avuto un imprevisto effetto “collaterale”, vale a dire un rapporto di cambio tra rublo e monete estere del tutto favorevole all’economia della Russia.
A rilevarlo, sul quotidiano Affaritaliani.it, è un esperto di finanza internazionale: Hugo Bain – «Avendo contribuito a mantenere il rublo debole -osserva Bain- le sanzioni hanno paradossalmente contribuito a mantenere il bilancio del governo in attivo, visto che le sue spese sono in una valuta locale, mentre i ricavi sono in valuta forte. Un allentamento delle sanzioni potrebbe condurre a un significativo apprezzamento del rublo, che è l’opposto di quanto vogliono i responsabili della politica russa».
La Borsa di Mosca attrae investitori
A tonificare l’economia russa è anche la politica fiscale voluta da Putin, una politica che avvantaggia sia le famiglie sia le imprese.
Uno dei sintomi più evidenti dello stato di salute economica della Russia è il fatto che la Borsa di Mosca comincia ad attrarre sempre più capitali esteri.
Il 2018 è astato un anno d’oro per il mercato russo. E altrettanto si attende per il 2019.
«Il mercato azionario russo -osserva sempre Bain – paga circa il 7% in termini di dividendi rispetto al 3% dei mercati emergenti in generale. Si tratta di un premio storicamente elevato».
Alla fine le sanzioni antirusse, le soffrono principalmente le aziende europee, con in testa quelle italiane. Ed è questo il vero paradosso, quello più fastidioso da rilevare. (Estratto dal secolo d’Italia)


Made with Italy”: il futuro è produrre in Russia. Ulteriore possibilità per le aziende che vorrebbero espandersi. Consulenti & Partners ormai da tempo supporta le PMI italiane nel loro “Made with Italy”.

Negli ultimi anni la politica economica russa ha intrapreso una strada che direttamente o indirettamente è legata alla questione delle sanzioni incrociate con l’Occidente.
In particolare, Mosca ha lanciato un piano di sostituzione delle importazioni, il cosiddetto “Import Substitution Plan”, con l’obiettivo di ridurre le importazioni del 50% entro il 2020 e sostituire nel tempo i beni provenienti dall’estero con prodotti sul territorio russo. Questa scelta ha spinto le aziende italiane fortemente colpite dalle sanzioni e interessate a mantenere la loro presenza nell’area di passare dal “Made in Italy” al “Made with Italy” che in sostanza significa rafforzare la produzione in loco conservando elevati standard di eccellenza.
— La Russia ha bisogno della tecnologia di investitori italiani e l’Italia non vuole perdere l’attraente mercato russo e quello euroasiatico. In attesa di una soluzione al problema delle sanzioni introdotte dall’Unione europea, Mosca e Roma hanno trovato una formula “Made in Russia with Italy”. Considera proficuo questo modo di fare affari? (Sputnik si è rivolto a Alessandro Grando)

— Io credo che questo fare da tramite (se così si può dire) in questo momento è fondamentale anche perché la maggior parte delle aziende italiane sono rivolte all’interno del mercato del paese. E da questo punto di vista è sconosciuto tutto quello che riguarda il commercio con l’estero e anche con la Russia. Quindi è fondamentale che ci sia una realtà come “Made with Italy”.

— Il mercato italiano oggi è un mercato in crisi. L’economia non cresce e c’è anche molta sfiducia da parte degli investitori. Quindi oggi le imprese italiane fanno veramente molta fatica ad andare avanti, per cui investire in Russia in questo momento è un modo migliore per diversificare la propria attività e un’ulteriore possibilità per le aziende che vorrebbero espandere.

Per SACE la Russia è il secondo paese per valore del portafoglio investimenti e progetti e Sputnik ha domandato a Sace: non avete paura ad essere così tanto esposti?

…la Russia si è confermato un sistema economico in chiara ripresa, aiutato anche da un ciclo congiunturale che, chiaramente, con l’aumento dei prezzi del petrolio rende questa ripresa ancora più solida e, come ribadisco sempre, il governo russo e tutto il sistema hanno dimostrato di avere grandi capacità di gestione di situazione che potenzialmente potevano essere critici.
…Allargando la prospettiva: vendere in Russia ma non solo, credo che il concetto più volte rilanciato di passare dal «Made in» al «Made with» sia un concetto particolarmente calzante per il contesto russo e rappresenta un’opportunità per le aziende italiane…..credo che le aziende italiane abbiamo un livello di competenze e flessibilità che le rende particolarmente adatte a raccogliere questa sfida. ( estratti da Sputnik)

Consulenti & Partners, nota organizzazione a direzione Italiana, che da18 anni in Russia, supporta le aziende italiane per la loro delocalizzazione nel mercato di Eurasia, già da tempo si è organizzata non solo per aiutare le imprese italiane a fare mercato in Russia con le loro produzioni, ma anche attivando strutture commerciali e produttive di aziende italiane che hanno voluto aprire in Russia loro dirette attività. In particolare Consulenti & Partners è specializzata nel dare supporto alle piccole e medie imprese riducendo al minimo gli investimenti/costi e sollevandole da ogni problematica per la realizzazione del loro business in Russia, anche nel caso del “Made with Italy”, con tutte le competenze al proprio interno compreso la gestione amministrativa/fiscale, trasporti e pratiche doganali, costituzione, domiciliazione e direzione di società, controllo produttività e regolarità contabili, e problem solving.


L’UNIONE ECONOMICA EURASIATICA E’ UN MERCATO STRATEGICO PER L’ITALIA

L’UNIONE ECONOMICA EURASIATICA E’ UN MERCATO STRATEGICO PER L’ITALIA:
supera i 5,7 miliardi di euro l’interscambio tra l’Italia e l’Unione Economica Eurasiatica (UEE), il mercato di libero scambio tra Russia, Kazakistan, Bielorussia, Armenia e Kirghizistan che, nel corso del primo trimestre 2018, ha importato made in Italy per più di 2 miliardi di euro, in aumento dell’1,7%…. nel 2017 (+19,3%), la Russia si conferma l’economia di riferimento per le aziende italiane in Eurasia ( Russia news)

DA UN’ELABORAZIONE DELLA CAMERA DI COMMERCIO DI MILANO MONZA BRIANZA LODI su dati Istat a giugno 2018 e 2017 emerge che Eurasia con Bielorussia, Kazakistan, Russia, Armenia, Kirghizistan: questi mercati della zona di libero scambio e spazio economico comune dell’Eurasia valgono per la Lombardia …che aumenta del 12,6%…. (Messaggero M. economia)

IN CRESCITA L’INTERSCAMBIO TRA L’ITALIA E I PAESI DELL’EURASIA ….(il Sole 24ore)

EURASIA: 850 LE AZIENDE ITALIANE CHE OPERANO IN RUSSIA E….CON UN VOLUME D’AFFARI DI 23 MLD DI EURO ( Primapress)

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La Russia: seconda tra le economie in via di sviluppo, lo dice Bloomberg. Putin: obiettivo diventare tra i primi cinque Paesi del mondo per PIL. Sbocchi commerciali in Russia, anche per le piccole imprese italiane diviene una priorità assoluta.

La Russia si è classificata seconda nella classifica delle economie in via di sviluppo secondo Bloomberg, davanti a Cina e Corea del Sud. I compilatori del rating hanno confrontato 20 paesi in termini di crescita del PIL nel 2018, rating del debito sovrano, riserve valutarie, nonché lo stato del mercato azionario.
Putin sull’economia russa: concentrare risorse per più importanti aree di sviluppo
L’obiettivo per diventare tra i primi cinque Paesi del mondo per Prodotto Interno Lordo è fattibile, ma serve un cambio di marcia nell’economia. Tutte le risorse disponibili dovrebbero essere concentrate sulle aree più importanti dello sviluppo della Russia, il governo ci sta lavorando, ha dichiarato il presidente russo Vladimir Putin.
Rafforzerà l’economia russa anche l’apertura della nuova rotta artica per lo spostamento delle merci cambierà sicuramente il commercio globale, mettendo in crisi lo snodo simbolo nella storia dell’economia marittima: il Canale di Suez. Mentre a Mosca, il Presidente Vladimir Putin ha firmato la nuova legge federale con cui affida il controllo delle rotte artiche al Gruppo statale Rosatom, Suez ha registrato il passaggio di grandi navi container. (A. Carruezzo su Il Nautilus)
A Saipem contratto da 1,1 miliardi di euro in Russia per il gas liquefatto (scrive il Sole 24 ore) – Non solo una ricca commessa per Saipem, ma un accordo che con l’appoggio del Governo italiano – e nonostante il rischio di nuove sanzioni americane – ritaglia un ruolo di primo piano per le nostre imprese nello sviluppo delle risorse di gas in Russia.
E mentre la presenza di aziende italiane si rafforza sempre più in Russia, insieme all’interesse per realizzare partnership con imprese russe da parte degli imprenditori italiani, la necessità di operare nel mercato russo e trovare sbocchi commerciali per un prossimo futuro anche per le piccole imprese italiane diviene la priorità assoluta: si tratta per la piccola impresa di opzionarsi un’area di mercato in sviluppo, vicina e affine, che consenta di “ossigenare” i sempre più magri fatturati interni, essendo necessario lavorare in prospettiva e non più solo nell’immediato.
Ormai è stato appurato che le sanzioni non hanno ottenuto l’esito sperato, è certo che la Russia nonostante tutto, anche se fra alti e bassi, è in grado di proseguire nel proprio sviluppo e molti sono ormai gli oppositori alle sanzioni imposte dagli USA e UE con l’unico scopo di fiaccare l’economi russa ( scopo ormai dichiarato fallito). Si tratta ora di andare oltre e considerare il mercato russo e la Russia un partner strategico indispensabile per le economie vicine ma soprattutto per l’Italia, nazione che a sofferto e soffre per le sanzioni e l’idiozia politica e scellerata dei vari politici di turno.
Ci aspettiamo che il nuovo governo italiano mantenga il punto più volte sostenuto pubblicamente di essere contrario alle sanzioni e lavorare perché le sanzioni alla Russia divengano un brutto ricordo del passato. (ndr)


Senatori americani hanno riconosciuto l’Ucraina come un problema ingestibile per gli Stati Uniti: è un “problema ingestibile” per gli Stati Uniti e l’Unione europea. (Lo riporta iz.ru e lo scrive International Policy Digest)

I senatori statunitensi hanno criticato la politica delle autorità ucraine in un incontro con i rappresentanti di diverse organizzazioni pubbliche ucraine, scrive International Policy Digest: I politici americani hanno ribadito che l’Ucraina si sta trasformando in una sfida ingestibile per gli Stati Uniti e l’Unione europea. È noto che le istituzioni finanziarie internazionali stanno compiendo sforzi seri per stabilizzare l’economia dell’Ucraina e riversare miliardi di dollari USA in essa. Tuttavia, la vertiginosa corruzione e le spese improduttive per la guerra in Donbass fanno sembrare gli sforzi della comunità internazionale uno spreco. Invece della prevista crescita del PIL interno, gli ultimi anni hanno visto il suo costante declino, dal momento che gli ucraini istruiti stanno fuggendo dal proprio paese – persino per cercare rifugio economico in altre economie instabili del terzo mondo.
Secondo i membri del Congresso, l’Ucraina è un “problema ingestibile” per gli Stati Uniti e l’Unione europea, dal momento che il livello di aggressività del paese e il numero di cittadini radicalizzati sono in aumento.
Quindi i parlamentari hanno richiamato l’attenzione sulla stupefacente corruzione e sulle spese improduttive del conflitto nel Donbas, che annullano gli sforzi delle istituzioni finanziarie internazionali.
Inoltre, i senatori hanno accusato il presidente dell’Ucraina Petro Poroshenko di utilizzare le forze dell’ordine per svolgere repressione politica e perseguire i loro avversari. Questa persecuzione è condotta usando mezzi utilitaristici contro lo stato di diritto. I tribunali, che sono controllati da questi politici e oligarchi e, non sono veramente indipendenti, spesso rendono verdetti che promuovono l’agenda che è motivata dagli sforzi per eliminare gli oppositori politici piuttosto che promuovere interessi di giustizia o benessere del popolo ucraino.
Il 5 gennaio, si è appreso che il reddito dichiarato di Poroshenko è aumentato di 82 volte nel 2018 . Il più grande reddito del leader ucraino è stato erogato dalla società Rothschild Trust.
Ancora una volta, invece delle vendette politiche, l’Ucraina dovrebbe concentrarsi sulla riconciliazione nazionale, fermare la guerra nel Donbass, ripristinare l’economia e far uscire il paese dalla sua crisi economica. Oggi l’Ucraina è alleata sia degli Stati Uniti che dell’UE, ma è anche uno stato fallito in guerra con la Russia e con se stesso.


L’1% della popolazione mondiale controlla il 50,1% della ricchezza globale e il 10% degli abitanti più ricchi dispone dell’86% di questa ricchezza.

………………il dubbio: ricchezze fatte pagando regolarmente le tasse, non speculando selvaggiamente, rispettando le leggi, non prevaricando…ecc. ecc. ?
Ma!……….
Che Papa Francesco abbia ragione?
Forse una congrua patrimoniale sulle ricchezze più consistenti riequilibrerebbe le cose, risanando il debito, ridistribuendo la ricchezza, eliminando la povertà…..
La ricchezza totale delle famiglie italiane nel 2017 è ammontata a poco meno di 10mila miliardi di euro con una crescita di quella finanziaria (azioni, bond e depositi per 4400 miliardi) rispetto a quella reale (soprattutto abitazioni e terreni, 6300 miliardi).
E’ quanto emerge da uno studio di Banca d’Italia secondo cui la ricchezza reale è 5,5 volte il reddito disponibile e quella finanziaria è 3,8 volte.
La ricchezza totale netta, tenendo conto dei debiti, è 8,5 volte il reddito.
Depositi bancari e liquidità rappresentano la maggior componente della ricchezza finanziaria delle famiglie italiane.
Il doppio del debito pubblico investito in titoli, fondi, bond, polizze e risparmi di varia natura finanziaria.
Gli italiani hanno messo da parte 4.406 miliardi di euro, una cifra raddoppiata dal 1998 nonostante la crisi finanziaria e le turbolenze dei mercati.
Il 5% delle famiglie più ricche italiane detiene il 40% della ricchezza del patrimonio (in media pari a 1,3 milioni di euro).
Mentre il 30% più ricco delle famiglie italiane ha circa il 75% del patrimonio netto rilevato nel complesso, con una ricchezza netta media di 510.000 euro.


Circo Togni in Russia. Prosegue nel suo grande successo. Consolidano la simpatia e l’affinità tra italiani e russi

LaCirco Togni in Russia. Prosegue nel suo grande successo. Livio, Davio e Corrado Togni, che presentano il lato migliore del “carattere italiano” in un’area (la Russia) verso la quale oggi c’è una “diabolica” tendenza politica a creare tensioni e malumori……consolidano la simpatia e l’affinità tra italiani e russi, un’affinità datata nel tempo che nessuna sanzione o limitazione potrà intaccare.
La famiglia Togni è ora in Siberia, a Novosibirk, per una serie di spettacoli nel circo stabile della regione.
Non più nei tradizionali tendoni ma un tour speciale nei circhi stabili di tutta la Federazione Russa dove anche gli animali hanno i loro ampi spazi riscaldati e sono accuditi con tutte le attenzioni possibili.
La famiglia Togni è in Russia da circa 8 mesi, proveniente da un precedente piccolo tour in Ucraina dove avevano dovuto affrontare non pochi problemi data l’instabilità dell’area e il rischio di dover abbandonare i loro animali.
La Russia ha accolto con grande entusiasmo i Togni che al seguito avevano due elefantesse, 5 tigri siberiane, a vari altri animali considerati come parte della loro famiglia, e che hanno protetto e accudito anche nelle situazioni più critiche, specialmente durante il passaggio dall’Ucraina alla Russia.
Livio Togni – al quale dobbiamo riconoscere il grande impegno nell’essersi prodigato senza riserve nel far arrivare il circo e soprattutto gli animali in Russia dall’Ucraina, non senza qualche rischio personale- il capostipite della famiglia ci aveva dichiarato che non avrebbero potuto abbandonare gli animali da sempre con loro, per esempio gli elefanti e le tigri con loro da molti anni, ancorché sarebbe stato molto più semplice e molto meno oneroso lasciarli/abbandonarli ad un circo ucraino che certamente non avrebbe avuto lo stesso riguardo per questi esseri.
Noi consideriamo gli animali come parte della famiglia, anche loro artisti come noi, con spesso maggiori attenzioni di quelle che noi stessi riceviamo: prima curiamo degli animali e poi ci occupiamo di noi stessi. Ci diceva Livio Togni quando nel periodo più critico si rivolse alla nostra organizzazione per avere assistenza e aiuto nell’operare il trasferimento dall’Ucraina.
Il circo Togni ha ottenuto grande sostegno dalle autorità russe che si sono impegnate oltremodo, nel pieno rispetto delle leggi e regolamenti, per velocizzare l’ingresso in Russia del Circo e proprio per evitare sofferenze agli animali.
Memorabile l’accoglienza della popolazione russa della città di confine di Belgorod, e più precisamente nel paese di frontiera Nehkoteevka, che accolsero la Famiglia Togni portando cibo per tutti gli animali e cucinando cibi tipici per i Togni e il loro staff, il tutto spontaneamente: avevano saputo che al di là del confine, in Ucraina, animali e persone venivano sottoposte a varie difficoltà…
Un enorme affetto dimostrato dai Russi che sappiamo essere molto generosi, spontanei, amanti degli animali e del circo.
Oggi il Circo Togni, “il circo italiano”, riscuote il più vasto successo con sempre il tutto esaurito, per la gioia dei bambini e anche degli adulti, i quali considerano un grande evento lo spettacolo del circo italiano Darix Togni.
La popolazione manifesta grande affetto per i Togni che, riconosciuti per strada ricevono complimenti e molta simpatia e anche qualche omaggio personale: un parrucchiere, riconosciuto Davio Togni nel suo salone, non ha voluto farsi pagare il taglio dei capelli, ringraziando lui per lo spettacolo offerto al circo stabile.
Ma grande è anche la simpatia per il clown della famiglia, Corrado Togni, che gioca con il pubblico e con i suoi elefanti mantenendo costantemente vivo e partecipe l’interesse di tutti e in particolare dei molti bambini: un divertimento ineguagliabile, una grande felicità che i bambini manifestano spontaneamente all’apparire di Corrado in scena e fra il pubblico.
E poi il clou dello spettacolo con le 5 tigri siberiane, che ora si trovano praticamente a casa loro, e che offrono con Davio Togni, un maestoso spettacolo di giocosa destrezza e imponenza.
Ivan De Forge l’addestratore dello staff dei Togni che corre e si fa rincorrere dal bisonte, un animale enorme e all’apparenza sempre “arrabbiato”, ma che si rivela un giocherellone pazzo con l’indole di un “micione”. E poi la simpatia degli struzzi …uno dei quali una volta è saltato fra il pubblico…si è fatto una “giratina” e se ne è tornato in pista, il tutto fra un po’ di spavento, di sorpresa e ilarità.
Altra attrazione è il canguro, un giovane e buffo esemplare che scherza e gioca con IVAN proprio come farebbe un bambino col padre.
Insomma il circo Togni riesce a divertire e sorprendere il pubblico russo come nessun altro spettacolo circense, le critiche sono favorevoli ed esaltano la simpatia degli italiani: “i Togni trasmettono al pubblico particolare entusiasmo, comunicano costantemente con il pubblico, con il quale rimangono in empatia per tutta la durata dello spettacolo e anche oltre”.
Un grazie alla famiglia Togni: Livio, Davio e Corrado, che presentano l’autentico “spirito italiano” in gran parte della federazione Russa.


Le Figaro trova un importante fattore del successo internazionale di Vladimir Putin.

La Russia è sempre uscita vittoriosa dalla maggior parte dei conflitti geopolitici, grazie alla magnifica formazione del presidente Vladimir Putin. Lo sostiene il quotidiano francese Le Figaro.
La pubblicazione afferma che la conoscenza della geografia, della mappa politica del pianeta e le caratteristiche principali di ogni stato e nazione da parte di Putin svolgono un ruolo importante nel successo della Russia nell’arena internazionale.
A sostegno di questa tesi, il giornale francese ha citato l’episodio in cui Putin ha interrotto il discorso del suo ministro dell’agricoltura, Alexander Tkachev, sull’esportazione di carne suina in Indonesia. Allora il presidente corresse Tkachev, facendogli notare che in un paese prevalentemente musulmano è impossibile esportare carne di maiale. Ciò dimostra, secondo l’autore dell’articolo, che Putin è consapevole della differenza culturale nell’istruzione e nella mentalità delle altre nazioni, a differenza degli altri leader mondiali, e questo gli consente di perseguire una politica più riflessiva.
In passato diversi capi di stato, inconsapevoli delle differenze culturali degli altri paesi, si sono scagliati contro di lui. Ad esempio, Nicolas Sarkozy e George Bush non conoscevano la differenza tra sciiti e sunniti; Donald Trump confonde Austria e Australia, ed Emmanuel Macron pensa che la Guiana francese sia un’isola.
La scarsa conoscenza della geografia della leadership occidentale, porta ad un completo fraintendimento delle principali questioni geo-strategiche internazionali e al desiderio di ottenere un guadagno a breve termine. Ad esempio, in Mali gli islamisti erano considerati avversari degli interessi francesi, mentre in Siria erano considerati alleati contro Bashar al-Assad.
Alla base, secondo Le Figaro, ci sarebbero i deboli sistemi educativi in uso in Occidente, che danno poco spazio alla geografia, e la totale mancanza di interesse per la stessa materia da parte di molti leader occidentali, interessati solo a problemi economici e finanziari o argomenti ancora più inutili.
A causa di queste lacune, gli avversari di Putin non hanno una chiara strategia a lungo termine che permetta loro di capire chi sono i nemici e gli amici, quali paesi devono rimanere in equilibrio, come mantenere la pace in tutto il mondo e qual è la vera proporzione di potere tra gli stati. Tutto ciò porta a molti errori geopolitici, per i quali il mondo intero sta pagando le conseguenze. Come l’emergere dello Stato islamico è una conseguenza della distruzione dell’Iraq da parte degli americani nel 2003 e del sostegno dei ribelli armati in Siria.
Questo spiega perché la Russia, con la sua chiara strategia in tutte le regioni del mondo, emerge costantemente vittoriosa dalla maggior parte dei conflitti mondiali, sebbene in termini di risorse politiche, economiche e militari, i paesi occidentali siano molto più forti. (Sputnik 5 dic.18)


Storia e verità sulla CRIMEA. Legittimato il “COLPO DI STATO” in Ucraina, ammantato ad hoc di sovranità popolare!!… non si vuole però accettare l’indiscussa e indiscutibile, provata e certificata sovranità popolare della Crimea?

Dal 2014 la Crimea è tornata legittimamente e per sovranità popolare ( 97,32% a favore) alla madrepatria Russa.
Tanto per ricordare come sono andate le cose.
La Crimea il 19 febbraio 1954 venne donata dal leader sovietico Nikita Chruščёv, di origine etnica ucraina, alla RSS Ucraina in segno di riconoscimento per commemorare il 300º anniversario del trattato di Perejaslav tra i cosacchi ucraini e la Russia.
La decisione del leader sovietico Nikita Chruščёv del 1954 è stata permanentemente osteggiata da gran parte della popolazione di origine russa ed è stata in passato causa di tensioni tra Russia e Ucraina.
Dopo il collasso dell’Unione Sovietica del dicembre 1991, la Crimea proclamò l’autogoverno il 5 maggio 1992, ma in seguito accettò di rimanere all’interno dell’Ucraina come repubblica autonoma.
L’importante città di Sebastopoli, base navale storica della flotta del Mar Nero, si trova all’interno della repubblica, ma ha goduto di uno statuto di municipalità speciale.

Dal 2014 la Crimea è tornata legittimamente e per sovranità popolare alla madrepatria Russa.

Il referendum sull’autodeterminazione della Crimea del 2014 è stato un referendum sull’autodeterminazione della penisola che comprende la Repubblica autonoma di Crimea e la città di Sebastopoli, che si tenne il 16 marzo 2014.
Il referendum fu preceduto il 4 marzo 2014 dalla richiesta del parlamento della Crimea, approvata con 78 voti su 81, che la repubblica – se fosse divenuta indipendente – potesse entrare a far parte della Federazione russa.

L’11 marzo 2014 la repubblica dichiarò unilateralmente l’indipendenza dall’Ucraina.

Al referendum furono ammessi a votare tutti i maggiorenni in possesso della cittadinanza ucraina residenti in Crimea e i cittadini russi ivi presenti e in possesso del permesso di soggiorno nella penisola.

Al referendum furono presenti 70 osservatori internazionali da 23 paesi; di questi, 54 erano provenienti da paesi dell’Unione Europea e includevano membri del parlamento europeo e dei parlamenti nazionali dei singoli paesi.

Il quesito referendario:
Sei a favore al ricongiungimento della Crimea con la Russia come soggetto federale della Federazione Russa?
Sei a favore al ripristino della Costituzione del 1992 e dello status della Crimea come parte dell’Ucraina?
L’affluenza fu di 1 548 197 votanti su 1 839 466 aventi diritto, pari all’84,2%. Il quorum di validità del referendum, fissato al 50%, fu dunque di gran lunga superato.

Risultato: 97,32% a favore del ricongiungimento con la Russia

Il trattato prevede:
L’unione della Repubblica di Crimea nella Federazione Russa in accordo con la costituzione della Federazione Russa.
La Repubblica di Crimea è integrata nella Federazione Russa come repubblica federata, mentre Sebastopoli è integrata nella Federazione come città federale.
La Federazione Russa protegge tutte le popolazioni della Repubblica di Crimea e della città di Sebastopoli e garantisce l’uso della loro lingua madre.
Il russo, l’ucraino ed il tataro di Crimea sono le lingue ufficiali della Repubblica di Crimea.
Vengono mantenuti i confini della Repubblica di Crimea e della città autonoma di Sebastopoli.
Il confine tra la Repubblica di Crimea e l’Ucraina diventa confine internazionale tra Russia e Ucraina.
I confini marittimi nel mar Nero e nel mar d’Azov sono basati sui trattati internazionali stipulati dalla Federazione Russa.
I cittadini ucraini e apolidi residenti nella Repubblica di Crimea e nella città autonoma di Sebastopoli il giorno di annessione come entità della Federazione ottengono la cittadinanza russa.
I cittadini russi in servizio di leva nella Repubblica di Crimea e nella città autonoma di Sebastopoli rimarranno in servizio fino al 2016.
Le elezioni nella Repubblica di Crimea e nella città autonoma di Sebastopoli si svolgeranno la seconda domenica di settembre 2015, fino a quel momento le attuali autorità di governo si occuperanno delle funzioni amministrative.
Le leggi della Federazione Russa sono in vigore dal giorno della firma del trattato in Repubblica di Crimea e nella città autonoma di Sebastopoli.
Le leggi della Repubblica di Crimea e della città autonoma di Sebastopoli in contraddizione con le leggi russe sono abolite.

Dal 2014 la Crimea è tornata legittimamente e per sovranità popolare ( 97,32% a favore) alla madrepatria Russa. E la questione per la Crimea e per la Russia è chiusa. Ma dovrebbe essere chiusa anche per tutti gli altri, USA e Ue compresi visto che per tutti quanti la sovranità popolare è sempre e comunque incontestabile.

Legittimato il “COLPO DI STATO” in Ucraina, ammantato ad hoc di sovranità popolare!!… non si vuole però accettare l’indiscussa e indiscutibile, provata e certificata sovranità popolare della Crimea?


CRIMEA FEDERAZIONE RUSSA – REAZIONE DOPO LE COSTANTI PROVOCAZIONI DELL’UCRAINA.

CRIMEA FEDERAZIONE RUSSA
Mosca considera le azioni delle autorità di Kiev “terrorismo marittimo”. Vogliono creare una situazione di conflitto nella regione. perché Poroshenko ha ordinato di violare i confini della Russia?
Dopo le varie e ripetute provocazioni di Poroshenko, una fra tutte, il sequestro di un peschereccio russo, il Nord, con a bordo dieci marinai russi, il cui capitano rischia fino a cinque anni di prigione per “aver visitato la Crimea”.
Le autorità di Kiev devono rispettare rigorosamente le leggi russe e le norme internazionali di navigazione al largo delle coste della Crimea e nello stretto di Kerch.
Il vice-presidente del Parlamento di Crimea Efim Fix ha promesso che le azioni delle navi della marina ucraina non rimarranno senza risposta. “Saranno prese misure adeguate per non permettere a questi personaggi di continuare a credere che a loro tutto è permesso, perché li supportano gli Stati Uniti e i paesi europei”, ha detto Fix. Le autorità di Kiev devono rispettare rigorosamente le leggi russe e le norme internazionali di navigazione al largo delle coste della Crimea e nello stretto di Kerch
Mosca considera le azioni delle autorità di Kiev “terrorismo marittimo” e, in risposta, ha rafforzato il confine nella sua parte sul Mar d’Azov. Poi il Servizio nazionale della frontiera dell’Ucraina ha accusato Mosca di “rigida politica di detenzione e di ispezione delle navi”. La gestione di frontiera del servizio di sicurezza federale della Crimea, a sua volta ha affermato che svolge controlli pienamente conformi al diritto internazionale marittimo e non ha ricevuto reclami da parte degli armatori. Il Ministero degli Esteri ucraino ha riconosciuto che le guardie di frontiera russe non violano i protocolli durante l’ispezione.
“Certamente, questo avviene tutto su suo ordine diretto (di Poroshenko). Queste cose non vengono fatte senza un ordine”, ha detto Martynov., notando che le azioni dell’Ucraina sono un’ovvia provocazione che viola la legge del mare. Ha aggiunto che, a giudicare dalle pericolose manovre nelle acque territoriali russe e dalle provocazioni alla Russia, questo è stato un evento ben pianificato. Secondo Martynov, Washington non ha ancora deciso su chi sostenere come presidente dell’Ucraina dopo le elezioni, e Poroshenko con le sue azioni spera di dimostrare il suo valore a Washington.
(estratto da Sputnik)
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Sanzioni alla Russia: tanti considerano sanzioni atto anomalo, anche l’Italia.

Lavrov, ministro degli esteri russo: tanti considerano sanzioni atto anomalo, anche l’Italia.
“Ci sono diversi Paesi come l’Italia che considerano le sanzioni un atto anomalo e gliene siamo grati. Sta a loro però prendere le decisioni e fare il primo passo”, ha detto il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov.
Secondo gli esperti del Comitato orientale dell’economia tedesca, il danno totale causato da tutte le sanzioni è di circa $100 miliardi al momento. I produttori agricoli italiani hanno stimato di aver perso da soli 3 miliardi di euro a causa della mancata esportazione di prodotti agricoli dall’Italia verso la Russia
Anche un il senatore statunitense del Partito repubblicano Rand Paul sta cercando di convincere i suoi colleghi al Senato della necessità di revocare le sanzioni contro la Russia e di beneficiare della cooperazione con Mosca. Lo riferisce Bloomberg. Paul ha pure criticato la decisione di Donald Trump di abbandonare il trattato INF con la Russia, malgrado i suoi colleghi di partito hanno preparato il terreno per questa decisione da oltre un anno.
Ma Mosca non intende supplicare i paesi occidentali affinché aboliscano le sanzioni anti-russe, ha affermato Sergey Lavrov.
“Trattiamo le sanzioni come una decisione assolutamente politicizzata, come una decisione che nel caso degli abitanti della Crimea li punisce per il loro libero arbitrio. Questa è una grave violazione delle convenzioni e delle alleanze sui diritti umani. Penso che dei giuristi possano facilmente dimostrarlo…
(estratto da Sputnik)
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importanti distributori russi in visita alla Mister Pet di Parma ratificano accordi milionari.

Un gruppo di importanti distributori russi, del settore Pet Food, hanno visitato la fabbrica di Mister Pet in provincia di Parma. Un sopralluogo voluto proprio dal presidente della Mister Pet, Enzo Gambarelli, che con il figlio Davide hanno accolto con grande calore la nutrita delegazione della Federazione Russa.
Gli imprenditori Russi che ormai da tempo distribuiscono nell’area Russa i prodotti a Marchio Mister Pet, che con i loro dirigenti delle varie strutture distributive hanno visitato la nuova linea di produzione di mangimi per cani e gatti, sono rimasti impressionati dall’ottima ospitalità e accoglienza ma soprattutto per l’alta qualità della produzione e la potenzialità della Mister Pet.

Tanto impressionati che hanno ratificato accordi per aumentare l’importazione del marchio in Russia del 60% in più rispetto all’anno in corso. Non solo ma nuovi accordi sono stati presi per aumentare la gamma anche su produzioni mirate in aggiunta a quanto sopra per circa una decina di Tir al mese.
Insomma Mister Pet raddoppia i già milionari fatturati dei due anni dalla sua prima introduzione in Russia con la partnership di una nota organizzazione, la più esperta per l’inserimento delle aziende italiane nel mercato russo, con la quale Mister Pet ha organizzato l’attivazione del proprio ufficio gestionale per il mercato dell’Area Russa a Mosca.
La qualità della produzione di mister Pet già dall’inizio della sua presentazione in Russia e nelle nazioni limitrofe è apparsa molto elevata, garantita e molto gradita agli stessi utilizzatori finali che, come ci dicono i distributori Russi “con Mister Pet i nostri animali è come se fossero al ristorante, ma non in un qualsiasi ristorante ma in uno dei migliori”
La proposta dei cibi è garantita made in Italy, con componenti di prima qualità, super verificati e controllati, garantiti senza OGM che in Russia sono assolutamente proibiti, senza intolleranze alimentari e con componenti proteici freschi.
L’ufficio di Mosca di Mister Pet (Consulenti & Partners) ha già annunciato altre visite e sopralluoghi di distributori da altre nazioni dell’area Eurasia, alcuni dei quali già contrattualizzati e operativi con accordi di grande rilevanza.
La delegazione russa dopo l’accoglienza alla Mister Pet è stata accompagnata anche in visita ad un caseificio locale che produce Parmigiano: una considerazione delle proposte del territorio che Enzo Gambarelli ha portato all’attenzione dei “magnati” russi in visita, per dare risalto all’imprenditoria locale.
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La Banca Centrale russa continuerà ad investire nell’oro riducendo buoni del Tesoro USA. E la Russia sale nella classifica Doing Business.

“Questa è la tendenza prevalente: negli ultimi cinque anni i Paesi hanno aumentato le quote d’oro nelle riserve valutarie, riducendo i dollari: gli investimenti nei titoli di stato americani hanno fatto segnare un record negativo.

La Banca di Russia continuerà ad aumentare la quota aurea nelle riserve valutarie a fronte di una riduzione degli investimenti nei titoli di stato statunitensi, ha affermato il presidente della commissione sui Mercati Finanziari della Duma Anatoly Aksakov.

Nel terzo trimestre di quest’anno, le banche centrali di tutto il mondo hanno acquistato una quantità record di oro rispetto agli ultimi quattro anni, con la Banca di Russia che ha comprato la quota maggiore, secondo il rapporto del World Gold Council. Il volume degli acquisti del regolatore russo ammonta a 92,2 tonnellate. Pertanto le riserve auree della Russia per la prima volta hanno superato quota 2mila tonnellate.

La Russia è salita al 31° posto nella classifica Doing Business 2019 rispetto al 35° dello scorso anno grazie a un miglioramento delle normative per le piccole e medie imprese. L’anno precedente, la Russia occupava la quarantesima posizione, e sette anni fa il 120° posto nella classifica.. alla 20° nel 2018. (Da sputnik)

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Il presidente Conte in visita a Mosca.….se io sono qui in visita ufficiale, è perché evidentemente voglio testimoniare al presidente Putin una costante disponibilità al dialogo”.

Il presidente Conte in visita a Mosca.
….se io sono qui in visita ufficiale, è perché evidentemente voglio testimoniare al presidente Putin una costante disponibilità al dialogo”.
…Ha invitato il Presidente Putin a venire in visita in Italia.

“La Russia è il nostro partner di riguardo, è un partner strategico e mi darete atto che dall’inizio di questa esperienza di governo ho da subito …. dimostrato di dare attenzione a questo paese, ho proposto un G8 con il presidente Putin seduto con i partner del G7 per risolvere tutte le più importanti crisi del mondo” ha dichiarato il primo ministro.

Poi rivolgendosi alla questione delle sanzioni Conte ha detto “ho subito dimostrato una certa sensibilità per il fatto che le sanzioni non possono costituire un fine, quanto piuttosto un mezzo per impostare la risoluzione di divergenze”.

Il premier italiano ha affermato l’importanza dei rapporti della Federazione Russa con l’Italia sostenendo che “abbiamo realizzato un’amicizia solida che va oltre le difficoltà del momento”. Ha inoltre dichiarato che la sua “presenza qui vuole cogliere l’opportunità di esplorare e valorizzare tutto il potenziale delle nostre relazioni”.

Successivamente ha invitato il presidente russo a recarsi in visita ufficiale in Italia: “Presidente vorrei subito iniziare con un augurio, che lei possa subito venire in Italia. Manca da troppo tempo. Non vorrei che il popolo italiano pensasse che lei non gli presta attenzione”.

E durante l’incontro con il primo ministro Dmitry Medvedev ha detto:

“Voglio trasmettere i veri sentimenti degli italiani, un sentimento di simpatia e un’attenzione speciale per il popolo russo. Questo è un sentimento generale degli italiani, nonostante le difficoltà della situazione attuale”

Secondo Medvedev, la collaborazione tra Mosca e Roma è in buone condizioni:

“C’è anche un aumento del fatturato, nonostante alcune difficoltà. Se parliamo di relazioni con l’Unione Europea tutto è molto più complicato, ma questo, grazie a Dio, non è il problema della visita di oggi”, ha detto il primo ministro russo.
(estratto da Sputnik)

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Russia: investire e lavorare a Mosca in una società propria o già esistente; Attivare una produzione italiana in loco …

Russia: investire e lavorare a Mosca in una società propria o già esistente; Attivare una produzione italiana in loco in particolare di prodotti italiani che non arrivano più in Russia.
Le opportunità che il mercato offre per chi intende investire in una propria attività e trasferirsi in Russia per lavorare e vivere.
Ciò è possibile partecipando a società da tempo esistenti e già operative dove necessita anche l’inserimento nella direzione operativa e quindi gestire il proprio business/investimento.
La possibilità è per chi ha la possibilità di partecipare al capitale di società giuridiche russe già esistenti che operano nel mercato da anni con il Made in Italy, le quali hanno anche necessità di essere gestite e dirette.
Settore moda: total look, abiti, uno, donna, abbigliamento, accessori, pantaloni, camicie, maglieria, distribuzione moda.
Settore alimentare: vino, conserve, pasta, olio extravergine, aceto, biscotti, pasticceria, cioccolata, tartufi, sughi, formaggio, mozzarella, spumante, bollicine, e-commerce, vendita diretta, consumatore.
Nuove Start-up nei vari settori della distribuzione commerciale di prodotti Made in Italy.
Anche in aziende di produzione del settore alimentare che si trovano sotto embargo, prodotti gourmet italiani fatti in Russia ma con metodo e qualità italiano, piccole o medie produzioni artigianali o semi artigianali.
E non solo: e-commerce che funzionano in Italia e per i quali è necessario la distribuzione diretta dall’area Russa.
Molteplici sono le opportunità, specialmente nella produzione il loco di prodotti che non industriali e che non richiedano grandi impegni per macchinari o impianti.
La nostra organizzazione è in grado di gestire tutte le operatività del caso anche in partecipazione.
Perché conviene?
Perché il mercato è tra i più vasti e in continuo sviluppo
Perché il prodotto di qualità italiana è molto apprezzato.
Perché le tassazioni in Russia sono eque e convenienti.
Perché la redditività può essere molto alta.
Perché attivare una propria società o inserirsi in una esistente è veloce e non richiede pratiche estenuanti.
Perché le produzioni di qualità italiana sono le benvenute.

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sono sanzioni unicamente dettate da ragioni economiche, i diritti umani non c’entrano assolutamente niente. Quando nel nome del business si arriva a rinfocolare guerre….. i problemi si risolvono al tavolo, non coi carri armati sui confini…se qualcuno giocherà a riportare fumi di guerra in questo continente, giocherà a portare inimicizia ancor maggiore tra Italia e Russia in me e nel governo italiano avrà il primo avversario costi quello che costi”.

La conferenza “Italia-Russia prospettive di cooperazione economica industriale e commerciale” tenutasi il 17 ottobre a Mosca è stato un evento di grande importanza per tutta l’imprenditoria italiana presente in Russia.
La partecipazione dell’ospite d’onore, il vice-premier, ministro dell’Interno Matteo Salvini, ha lanciato un segnale inequivocabile: il governo italiano è presente e ha estremamente a cuore la sorte degli imprenditori italiani che dall’introduzione delle sanzioni contro la Russia stanno particolarmente soffrendo su questo mercato.
La sala della conferenza era gremita di partecipanti, non solo italiani ma anche molti russi. La presenza di Matteo Salvini ha sicuramente catalizzato l’interesse e la partecipazione all’evento.
L’ennesimo viaggio, quello di Matteo Salvini, che non solo consolida i buoni rapporti politici esistenti tra Russia e Italia, ma soprattutto che evidenzia il grande interesse del vice-premier verso una delle questioni più spinose dell’economia italiana: le grandi perdite dovute alle sanzioni decise dall’Unione Europea verso la Russia. Sanzioni definite dallo stesso Matteo Salvini “una follia economica, sociale e culturale”. Non solo, ricollegandosi alla questione, il vice-premier ha elogiato gli imprenditori italiani e russi, come anche gli studenti italiani e russi, che stanno resistendo in questi anni di sanzioni definendoli “portatori di pace”.
Matteo Salvini numeri alla mano ha inoltre quantificato la perdita economica dovuta alle sanzioni: “I dati sono incredibili: 20 miliardi di fatturato perso, 12 milioni di euro al giorno… l’Italia ha perso fette di mercato, altri paesi europei hanno guadagnato fette di mercato”, quest’ultima battuta, riferita agli “amici francesi”.
“Ho letto con orrore l’ipotesi di una guerra di religione all’interno della chiesa ortodossa tra Russia e Ucraina in queste settimane. La storia insegna che le guerre di religione non portano mai a niente di utile. Quando il potere politico sottomette un’autorità religiosa per interessi che nulla hanno a che fare con la fede, io sono estremamente preoccupato. È incredibile come sui media italiani non arrivi quasi nulla di questo, quando si strumentalizza Dio per interessi di geopolitica”.
Davanti al luttuoso evento che ha colpito la Crimea nella stessa giornata Salvini ha espresso il suo sincero personale cordoglio come “ministro, vice-presidente del consiglio” anche come papà.
Ha concluso il suo intervento tornando sulla delicata questione dello scisma religioso in Ucraina: “I miei colleghi spesso si riempiono la bocca di parole come pace, missioni di pace, diritti umani. Ma sono sanzioni unicamente dettate da ragioni economiche, i diritti umani non c’entrano assolutamente niente. Mi sembra evidente. Quando nel nome del business si arriva a rinfocolare guerre di religione. Ci sono 12.00 chiese dell’ortodossia russa in Ucraina. Ci sono progetti di legge depositati in Ucraina per l’esproprio dei beni di queste chiese, si temono assalti ai monasteri.. E lo dico, non a chi è qui dentro che è portatore di pace e di dialogo ma a chi è fuori e sta soffiando sul fuoco. State molto attenti! Io mi prendo l’impegno come vice-presidente del consiglio, se qualcuno giocherà a riportare fumi di guerra in questo continente, giocherà a portare inimicizia ancor maggiore tra Italia e Russia in me e nel governo italiano avrà il primo avversario costi quello che costi”.
(Tratto da Sputnik)


Russia:dimostrazione di efficienza ed efficacia del servizio d’emergenza МЧС России e della Polizia anche nei minimi ma sensibili casi.

Russia:dimostrazione di efficienza ed efficacia del servizio d’emergenza МЧС России e della Polizia anche nei minimi ma sensibili casi.

Ieri 16 ottobre, un italiano titolare di una nota impresa, a Mosca in viaggio d’affari, aveva appoggiato a terra la sua borsa con computer, documenti vari e oggetti personali che poi per distrazione non ha più trovato.

L’italiano si trovava in visita presso alcuni clienti in Russia per verificare e discutere di partnership e business, ed aveva macchina e autista messa a disposizione dalla nostra organizzazione Consulenti & Partners che aveva organizzato gli incontri con i vari imprenditori russi.

Pensando che la borsa fosse in auto è ripartito per l’appuntamento successivo, mentre era in viaggio però si è accorto che la borsa non c’era e si è allarmato moltissimo.
Il PC nella borsa aveva un GPS e tramite il cellulare poteva essere bloccato e rintracciato, cosa che l’imprenditore ha subito fatto mentre vedeva la sua borsa spostarsi sulla mappa.

Tramite la nostra manager/interprete che lo accompagnava nelle visite è stato richiesto l’intervento del servizio d’emergenza MCS Russia.

Subito è stata allertata la polizia che è intervenuta prontamente nella zona dove si trovava l’imprenditore italiano.

Con il GPS hanno seguito il tragitto che la borsa stava facendo fino a quando si è fermata in una zona abbastanza lontano, è stata allertata un’altra pattuglia per raggiungere il posto, mentre l’imprenditore con altri poliziotti si recava nel punto esatto dove si era fermata l’auto che conteneva la borsa.

Da li la polizia ha fatto un controllo all’interno di uno stabile commerciale alla ricerca del proprietario dell’auto, che è stato poi rintracciato e al quale sono state chieste tutte le spiegazioni del caso e fatto restituire la borsa al suo legittimo proprietario.

Dopo alcune formalità di rito l’imprenditore evidentemente molto soddisfatto si è prodigato in profusi ringraziamenti ai poliziotti intervenuti.

Si è complimentato per l’efficienza dimostrata dal servizio d’emergenza russo che, anche in un caso come questo, che poteva essere considerato di poco conto ma di grande importanza per l’imprenditore, aveva agito con prontezza ed efficacia portando aiuto a chi era in difficoltà.

Anche noi di Consulenti & Partners ci uniamo ai ringraziamenti del nostro cliente: ringraziamo molto MCS Russia e la Polizia Russa per il pronto intervento e per l’aiuto prestato, per l’efficienza dimostrata e l’efficacia dell’azione. Bravi!


Bruxelles mantiene relazioni molto strette con Mosca, ma lo nasconde. una politica di “ puntellamento” economico per “stare con la moglie (USA) ma andare con l’amante”…vedendo il debito USA che cresce 36 volte più rapidamente del PIL

Secondo il ministero degli Esteri britannico, i ministri degli Esteri in Lussemburgo approveranno il “regime di sanzioni proposto dalla Gran Bretagna e Francia dopo gli attacchi in Siria e Salisbury”. (nessuno ha mai provato che la Russia sia coinvolta…un po’ come per le altre inesistenti armi dei tempi di Saddam) E Mosca in periodo di sanzioni dell’Occidente ha stipulato più contratti con le capitali europee. Mentre Bruxelles mantiene relazioni molto strette con Mosca, ma lo nasconde.
Si potrebbe pensare ad una politica di “ puntellamento” economico per “stare con la moglie (USA) ma andare con l’amante” vedendo il debito USA che cresce 36 volte più rapidamente del PIL e sale sempre più in alto, e i chiari segnali di una profonda crisi che sta vivendo la società statunitense – dice l’economista Jeffrey Sachs.
Mosca in periodo di sanzioni dell’Occidente ha stipulato più contratti con le capitali europee e le città, ha detto il vice dirigente della capitale, del dipartimento di economia e relazioni internazionali Igor Tkach.
“Durante le più dure sanzioni nei due, tre anni di questo periodo, il maggior numero di accordi di cooperazione “città-città” lo abbiamo firmato proprio in questo momento. Il primo accordo era con Roma, poi con Vienna, Berlino, Parigi, Milano. Un gran numero di città hanno firmato con noi un accordo in tempo di sanzioni, questo isolamento fino ad oggi non si è sentito” ha detto.
Il rapporto della Federazione russa e dei paesi occidentali si è deteriorato a causa della situazione in Ucraina, dove nel 2014 si è verificato un colpo di Stato, e per la Crimea, che è stata riunita alla Federazione russa dopo un referendum. I paesi occidentali hanno accusato la Russia di ingerenza negli affari dell’Ucraina e hanno introdotto sanzioni. Mosca ha adottato misure di ritorsione, ripetutamente respinto le accuse e ha dichiarato che parlare la lingua delle sanzioni è controproducente.
Nonostante ciò Bruxelles mantiene relazioni molto strette con Mosca, ma lo nasconde. Così si è espresso nel corso di un’intervista il ministro degli Esteri ungherese con il giornale Der Standard. Il ministro ha detto che l’Unione Europea è attivamente impegnata negli affari con la Russia, ma le autorità europee preferiscono nascondere questi rapporti d’affari.
Il grande business continua, tuttavia, ai cittadini europei preferiscono mostrare solo conflitti mediatici, nascondendo le relazioni commerciali esistenti. “Gli europei occidentali sostengono con la Russia un rapporto più stretto dell’Ungheria, l’unica differenza è che essi cercano di nascondere il grande business con litigi superficiali” ha dichiarato il capo della diplomazia ungherese, aggiungendo che è stato molto sorpreso, quando alla Settimana dell’energia nella capitale russa ” al tavolo di Putin” ha visto i dirigenti delle quattro maggiori compagnie energetiche occidentali. (in parte estratto da Spunik)
Debito Usa a $21mila miliardi, cresce 36 volte più rapidamente del Pil
Un numero enorme, più grande della dimensione di tutta l’economia degli Stati Uniti. Ma ciò che colpisce è più che altro la velocità con cui sta crescendo l’indebitamento a stelle e strisce.
Una situazione al limite come avvertono gli analisti che si riflette sulla qualità di vita degli stessi americani.
“Gli Stati Uniti ottengono scarsi risultati in termini di misure sociali: l’aspettativa di vita è diminuita, le disuguaglianze sono aumentate e la fiducia nel governo è diminuita”.
Così il famoso economista Jeffrey Sachs secondo cui nonostante “l’economia con le misure tradizionali sta facendo bene”, ma vi sono segnali chiari di una profonda crisi che sta vivendo la società statunitense.
Le tendenze non sono buone e la posizione comparativa degli Stati Uniti rispetto ad altri paesi ad alto reddito è a dir poco allarmante.
Sachs mette in evidenza tre malattie correlate che devono essere affrontate: l’obesità, l’abuso di sostanze (in particolare la crisi degli oppiacei ossia le massicce prescrizioni da parte dei dottori di farmaci e anti dolorifici a base di oppio – potentissimi, più della morfina – che hanno creato un esercito di drogati negli Stati Uniti e incrementato il numero di suicidi) e la depressione”.
Debito Usa record: ecco chi sono i creditori
Il debito federale Usa ha raggiunto il record di 21,21 mila miliardi di dollari alla fine di giugno, mostrando una crescita del 6,9% rispetto allo stesso periodo di un anno prima. Ma nelle mani di chi è concentrato in misura maggiore il debito Usa?
Da un’analisi pubblicata da MarketWatch, che riporta dati del Tesoro Usa, la fetta piú grossa, pari circa al 70%, è posseduto da investitori domestici, tra cui la Federal Reserve.
Mentre il 30% è nelle mani di stranieri per una somma complessiva pari a 6,21 mila miliardi di debito. In questo spicchio, a dominare sono le due prime potenze asiatiche, Cina e Giappone, ma nella lista spiccano anche paradisi fiscali o presunti tali, come le Isole Cayman.
Nello specifico, il debito Usa detenuto da creditori esteri è concentrato nella casse di cinesi e giapponesi che, nonostante abbiano ridotto negli ultimi tre anni la loro esposizione, possiedono circa mille miliardi di debito a testa. Seguono a ruota Brasile e Irlanda (300 miliardi di dollari circa), tallonate da Regno Unito, Svizzera e Lussemburgo. (da finanzaonline)


Piattaforma per la distribuzione di prodotti alimentari gourmet in Russia, produzioni non destinate alla DO e GDO. Una proposta per le piccole imprese italiane

Consulenti & Partners è presente da oltre 30 anni in Italia come network, ha una sede a Mosca e una in Svizzera. E’ presente in Russia da 18 anni con proprie società di distribuzione in alcuni settori, e con la più referenziata e strutturata unità di consulenza per aiutare le piccole imprese che vogliono fare affari nel mercato russo.

La nostra organizzazione –  www.consultpartners.org – opera da oltre 18 anni in Russia,  dispone a Mosca di una storica sede operativa ed è inserita direttamente in vari settori economici e commerciali con altre società del gruppo. Tutte le nostre società sono partecipate da capitale russo. Presso la nostra sede di Mosca sono domiciliate varie aziende italiane che, con la nostra assistenza, hanno aperto in Russia loro società e operano con la nostra partnership in tutta l’area di mercato ad influenza russa.
IT WORLD è una società del Gruppo Consulenti & Partners, già costituita da dieci anni e rimasta inattiva proprio in attesa di utilizzarla in futuro, il fatto che sia una società di vecchia costituzione facilità di gran lunga l’acquisizione dei molti permessi necessari ad operare nel Food & Beverage qui in Russia.
 
IT WORLD è una società del Gruppo Consulenti & Partners, già costituita da dieci anni e rimasta inattiva proprio in attesa di utilizzarla in futuro, il fatto che sia una società di vecchia costituzione facilità di gran lunga l’acquisizione dei molti permessi necessari ad operare nel Food & Beverage qui in Russia.
 
Si può dire che questo mercato molto ricettivo e che apprezza in maniera spropositata la produzione italiana sia praticabile solo per le grandi e medie aziende strutturate e con grande capacità d’investimento, per la maggior parte rivolte alla GDO e DO.

E’ bene sapere che la scarsità dei distributori del settore è dovuta agli alti impegni economici che sono richiesti sia come capitali sociali, sia come costi per l’ottenimento dei permessi ministeriali per la distribuzione degli alcolici. Oltreché ovviamente per l’organizzazione e la gestione che è complessa e molto costosa.  

Sulla base di ciò nasce ITW RU che sarà la nuova piattaforma di distribuzione dei prodotti gourmet e vinicoli italiani e non destinati alla GDO e DO: una grande opportunità per le imprese italiane del settore che con un basso impatto economico possono affacciarsi e avere successo su questo enorme mercato
E’ bene evidenziare che Il costo zero in Russia non esiste, ( per intendersi le figure degli agenti di commercio come intese in Italia in Russia non ci sono) quindi se ritenete strategico questo mercato per la vostra azienda, la fase introduttiva richiede un vostro minimo intervento economico, così come lo richiederebbe una fiera o una manifestazione promozionale.
Con la differenza sostanziale che con noi il costo è molto più limitato e la presentazione e permanenza nel mercato è a tempo indeterminato, con un’altissima probabilità di successo e di enormi soddisfazioni per tutti.
Tutti gli investimenti li abbiamo fatti e li faremo noi
Ad oggi questa operazione ha richiesto un investimento di circa 800 mila euro in parte assorbiti dalla struttura e organizzazione già esistente e funzionante, ora siamo pronti a partire con le aziende italiane che vorranno ampliare il loro mercato e i loro fatturati in un’area che è la più vasta al mondo e in pieno sviluppo.
Una vera e propria partnership fra la nostra organizzazione e la vostra azienda

Cosa vi offriamo:
L’inserimento nella nostra organizzazione con un accordo di partnership per la distribuzione e vendita nel mercato dell’Area Russa che comprende anche le altre nazioni ad influenza russa, già la Federazione Russa è l’entità statale più vasta al mondo e con le altre nazioni è sicuramente l’area di mercato più in evoluzione per i prossimi 30 anni. 

ITW RU acquisirà il vostro prodotto franco Italia con tutti i costi di trasporto, dogana e certificazione a carico nostro, e con pagamento anticipato tramite bonifico bancario prima della partenza delle merci ordinate.
Le merci saranno inserite nel nostro magazzino di Mosca e una campionatura sarà esposta in un’area dedicata e attrezzata presso la sede del nostro showroom che conta circa 5000 visitatori/anno 

Vi garantiamo la promozione del vostro marchio/prodotto in tutta l’area di mercato tramite il nostro ufficio marketing, con le metodologie in uso da sempre presso la nostra organizzazione, milioni di presentazioni costanti nel tempo, tramite siti internet e social abituali, mail marketing, manifestazioni fieristiche di settore e quanto altro necessario.

Cosa vi chiediamo:
Un fee iniziale (una tantum) .
Un contributo in merce a vostro marchio per la promozione iniziale e le campionature

Le nostre referenze
Consulenti & Partners è in assoluto l’unica organizzazione strutturata e completamente autonoma e operativa nel mercato dell’area russa,  con oltre 18 anni di costante presenza, con sede e organizzazioni proprie a Mosca e con all’interno ogni competenza in materia di:
trasporti e dogane – noi siamo broker doganali
gestione amministrative e societarie – abbiamo i nostri commercialisti interni
marketing – ufficio marketing all’interno della nostra organizzazione
gestione e vendite  con  direzione commerciale e dirigenti italiani.
bancarie -siamo autorizzati a transare pagamenti in Rubli per pagamenti internazionali-
22 collaboratori specializzati all’interno della nostra struttura.

In questi anni: 

Un migliaio di aziende/prodotti/servizi/affari, presentati/proposti/inseriti nel mercato dell’area Russa.  Fatturati stimati per oltre 800 milioni diretti e indiretti.

Le nostre banche di riferimento:
 Sberbank di Mosca – VTB24 di Mosca –  Banca Migros  Svizzera.

Perché aderire a questa opportunità:
 
Perché il mercato russo è un’area in evoluzione da qui a 30 anni.
Perché la produzione vinicola e alimentare italiana è di gran lunga la più apprezzata in Russia.
Perché la Russia e nazioni limitrofe sono l’area di mercato più vasta al mondo.
Perché i prodotti italiani sono presenti già da tempo nella GDO e DO con diffuso successo.
Perché il mercato più evoluto richiede prodotti di qualità superiore e reperibili a largo raggio.
Perché l’e-commerce non può funzionare se le consegne non sono gestite sul posto.
Perché la piccola impresa del settore non sarebbe in grado di fare da se in questo mercato.
Perché questo mercato può risolvere decisamente le carenze nelle vendite nel mercato interno.
Perché questo mercato è in grado di acquisire una grande vastità di proposte del settore.
Perché la nostra organizzazione è la più referenziata e la più strutturata per questa iniziativa.
Perché una operatività a 360° come la proponiamo noi non la propone nessuno.
Perché la nostra è una proposta con rischio accettabile che comunque avrà un risultato.


LA SUPERCAZZOLA DEL MINISTRO DEGLI ESTERI ITALIANO, MOAVERO MILANESI, A MOSCA.

Ho seguito le dichiarazioni del Ministro degli esteri italiano Moavero Milanesi durante l’incontro con l’omologo russo Lavrov, e mi è parso poco lucido e quindi poco chiaro, anzi per nulla chiaro.
Timoroso e impacciato, con una grande paura di sbagliare nel dire, si è esibito in una serie di “supercazzole” dalle quali l’unica cosa che si è capito, o meglio che ho capito, è un “ci uguriamo” che non è una benché minima presa di posizione o dichiarazione pro Russia: speriamo in bene!!!!
– Le ragioni delle sanzioni imposte dall’Unione Europea alla Russia possono essere eliminate. Lo ha annunciato oggi il ministro degli esteri Enzo Moavero Milanese in una conferenza stampa a margine dell’incontro con il suo omologo russo Sergey Lavrov a Mosca.- questo è ciò che Sputnik scrive, laconicamante.
D’altronde non vi era null’altro da scrivere visto che nulla è stato detto dal nostro ministro a supporto delle varie e ripetute dichiarazioni di Salvini e Di Maio pro Russia e contro le sanzioni imposte dagli USA ed Europa.
In compenso Sputnik scrive di ciò che Lavrov, ministro degli esteri della Federazione Russa ha chiaramente detto durante la conferenza stampa col nostro ministro Moavero Milanesi:
– Mosca è aperta alle proposte costruttive da parte dell’Unione Europea per rafforzare la cooperazione economica. Lo ha dichiarato il ministro degli esteri russo Sergey Lavrov nella conferenza stampa a margine dell’incontro a Mosca con il suo omologo italiano Enzo Moavero Milanesi.
– “Siamo del tutto consapevoli di dove ci troviamo. Ci comportiamo pragmaticamente e, penso, che le cose si sistemeranno. Ciò è supportato dal fatto che negli ultimi due anni il fatturato commerciale tra la Russia e l’Unione Europea è tornato a crescere. Accoglieremo questa tendenza e saremo sempre aperti a proposte costruttive volte a riprendere le nostre relazioni nell’interesse sia della Federazione Russa che dei nostri partner europei”, ha detto Lavrov.
– Il ministro ( Lavrov ) ha osservato che ci sono paesi nell’UE che non vogliono essere guidati dagli interessi della solidarietà euro-atlantica nelle relazioni con la Russia.
– “Ci sono già parecchi governi che capiscono la natura anormale e malsana della situazione attuale, sono a favore della comprensione dell’essenza della questione e non sono guidati da considerazioni ideologiche, dalla solidarietà euroatlantica ma dagli interessi fondamentali e profondi dei paesi europei e, ovviamente, dagli interessi della Russia, con i quali noi ci orientiamo”, ha aggiunto Lavrov. –
Ora politichese o no, diplomazia o no, si tratta di essere molto chiari e dire ciò che l’attuale coalizione di governo italiana va sostenendo ancor prima di governare: Via le sanzioni alla Russia e ripristino pieno dei buoni rapporti e dei legami storici con la Russia. Molti lo proclamano ma poi nessuno ha il coraggio di agire e dichiararsi apertamente con voto contrario al momento giusto.
Così l’Italia dimostra, nella fattispecie e come i precedenti governi, ipocrisia e mancanza di spina dorsale, l’incapacità di mettere in atto un’efficace e chiara politica estera e la debolezza di un Esecutivo supino permanentemente sotto “osservazione e ricatto”, perdendo un’ottima occasione per rassicurare la Russia e il Popolo Russo sui reali sentimenti degli Italiani verso di loro.
https://www.linkedin.com/in/stefano-bruschi-12952140/


La Russia diventerà un paese senza contanti..

La russia divenetrà un Paese senza contanti, più di un terzo dei pagamenti dei russi avvengono per via elettronica ha dichiarato ai giornalisti il capo di Sberbank German Gref.

“Più di un terzo di tutte le spese dei russi passano attraverso carte bancarie, un operazione bancarie su due passa attraverso la tecnologia contactless: Apple Pay, Google Pay o Android Pay, oppure la tecnologia NFC sulle carte bancarie”, ha detto.

Secondo lui, i trasferimenti da carta a carta attraverso canali digitali hanno superato l’importo del prelievo in contanti per dell’anno scorso. Il volume dei trasferimenti da carta a carta ammontava a 8 trilioni di rubli l’anno scorso, mentre negli ultimi otto mesi di quest’anno è pari a 13,7 trilioni di rubli.

“Possiamo affermare che la Russia si sta trasformando in un paese senza contanti”, ha concluso Gref.
(da Sputnik)
www.russiaaffari.blog


SCORTESIA E MALCOSTUME IMPRENDITORIALE TUTTO ITALIANO? – COMUNICAZIONI SENZA RISPOSTE – SOLLECITI SENZA SEGUITO – SCENA MUTA DECISIONALE – TRATTATIVE INCONCLUSE….. COMUNICAZIONE INTERROTTA: LA MAGGIORE ABERRAZIONE NEI RAPPORTI IMPRENDITORIALI.

Il modo migliore per rendersi visibili, per essere considerati, per fare un business o semplicemente per avere rapporti con il prossimo è comunicare. La comunicazione è alla base del successo o dell’insuccesso di ogni persona, azienda, istituzione, ecc.
La pubblicità ha questo scopo precipuo: comunicare.
Tutti i prodotti si vendono se vi è una qualche comunicazione, che si faccia pubblicità sui media o che si faccia pubblicità diretta tramite il contatto di un venditore, promotore o chicchessia.
Le idee vengono trasmesse tramite comunicazione e il successo è dovuto soprattutto alla comunicazione, un’azienda che non comunica non potrà avere successo, un prodotto che non viene fatto conoscere pochi o nessuno lo acquisteranno, oggi, nell’era della comunicazione chi non comunica è emarginato.
Comunicazione è anche semplicemente rispondere, in particolare quando si è dato origine alla comunicazione, domanda: -quanto costa questa scatola? – risposta: un euro – un grazie mi interessa o grazie non mi interessa , chiude la comunicazione.
Questo è il più semplice modo di comunicare con educazione e rispetto dell’altrui ruolo e lavoro, in particolare per chi ha generato la domanda: tu hai fatto la domanda, hai ricevuto la risposta, ringrazi si/ringrazi no e chiudi la comunicazione, il ciclo si è concluso e non c’è altro da dire.
Ma se finisse così? domanda: -quanto costa questa scatola?- Risposta: un euro……..?????? e poi nulla più cosa pensate accada? Sicuramente parte un sollecito per ottenere la risposta, e anche in questo caso …..?????…! La comunicazione è bloccata, e ci sarà una ovvia incomprensione: perché non mi risponde? E cosa si è costretti a pensare? È un maleducato, un ignorante, “lo scemo del paese”, uno che fa solo perdere tempo, e così via, un’azienda/persona inaffidabile con la quale non si può avere a che fare .
Una brutta storia per l’imprenditoria italiana che (da nostre statistiche e verifiche circa il 5% risponde alla prima comunicazione, circa il 20% risponde al sollecito di dare risposta) nell’75% dei casi si comporta in questo modo incomprensibile.
Sempre più spesso accade che, nel business, si richiedano informazioni, offerte, preventivi, curricula, dati, ecc. che una volta ricevuti non originano alcuna risposta, spesso nemmeno risposta di lettura se l’invio per email lo richiede, nemmeno il grazie non sono interessato, o qualunque altra risposta che concluda quella comunicazione iniziata e che dia all’interlocutore la certezza che la comunicazione sia arrivata, sia stata compresa e poi si sia conclusa.
E allora cosa sta succedendo a certi ( direi molti ) imprenditori? Non conoscono più le buone maniere, l’educazione e la cortesia professionale? È una nuova genia d’imprenditori? Bassa cultura? Ignoranza nello specifico?
Oggi con i nuovi meccanismi di comunicazione non si espone nemmeno la propria faccia, dare una risposta anche se negativa costa solo qualche secondo. Com’è possibile essere arrivati ad un livello tale?
Quel che è peggio ciò accade anche e proprio nelle relazioni d’affari originate dallo stesso imprenditore verso potenziali interlocutori di mercato: si ha la stessa comunicazione interrotta.
Confermato anche da questo articolo che riproponiamo, da una intervista a Konstantin Krokhin, Presidente della Commissione per la cooperazione con i partner della Repubblica Italiana della Camera di Commercio e Industria della città di Mosca di qualche tempo fa. Alla domanda……Quali problemi e quali lati positivi riscontrate solitamente nei rapporti con l’imprenditoria italiana?
La risposta……. L’aspetto positivo è l’apertura e l’atmosfera amichevole nei contatti con gli imprenditori italiani: è più semplice instaurare relazioni con gli uomini d’affari italiani che con quelli francesi o tedeschi.
.. c’è una cosa strana che riscontriamo a volte nella comunicazione con i businessman italiani ed è la “scomparsa improvvisa” della controparte: succede che lascino la trattativa per un mese o un anno senza nemmeno dire o scrivere “arrivederci” e senza aver concluso effettivamente la negoziazione sui temi discussi…….Purtroppo se teniamo conto della mentalità russa l’imprenditore italiano può essere considerato non molto “serio” o affidabile se confrontato ai tedeschi o ai francesi.
I businessman del nord Europa possono intrattenere relazioni “fredde” con i russi, ma almeno ci avvertono in tempo… Gli italiani invece hanno ottime relazioni a livello umano, ma possono “sparire” senza neanche salutare, mentre magari stiamo attendendo da loro una risposta. -!!!!
Strano ma vero e riscontrabile ad ogni livello imprenditoriale: alcuni ma non pochi imprenditori non danno risposte, smettono di comunicare anche se sono stati loro ad originare la comunicazione, spesso perché decidono di non decidere o perché non sono in grado di valutare, oppure perché ciò che viene espresso non è nelle loro aspettative, o forse perché non sono poi così imprenditori, le ragioni possono essere molte ma nessuna giustifica la mancanza di risposta e il vuoto creato da una inconclusa comunicazione che porterà l’interlocutore a considerare quell’imprenditore maleducato, “fasullo”, non affidabile o peggio.
Si genera così una forma mentis consequenziale da far considerare quella categoria d’imprenditori, di quel settore o di quella nazione tutti uguali. Così come accade nelle comunicazioni di ogni genere, se non vi è una comunicazione conclusa: considerare quell’azienda e di conseguenza quel prodotto inaffidabile, poco seria, sulla quale è necessario all’occasione dare impressioni negative, cosa ormai facilitata proprio dai mezzi di comunicazione, insomma si avrà uno “sputtanamento” generale e il tutto per una mancata risposta, per una comunicazione non conclusa.
Se produci un dentifricio e non rispondi a chi ti manda un curriculum o ti chiede informazioni cosa pensi si debba dire del tuo dentifricio?
Se richiedi un’offerta e non dai risposta, negativa o positiva che sia, cosa pensi si possa dire della tua azienda?
E SE UN POTENZIALE TUO CLIENTE TI CHIEDE UN’OFFERTA, UN PREVENTIVO, UNA QUOTAZIONE, E POI TU STESSO NON RICEVI ALCUNA RISPOSTA, CHE IDEA TI FAI DEL TUO INTERLOCUTORE?
E LA COSA È ABERRANTE PERCHÉ CREA UN VUOTO INSPIEGABILE, UNA ASPETTATIVA INSODDISFATTA: COME RICEVERE UN’ OFFESA, UN INSULTO GRATUITO.


Molte aziende ricercano, nel mercato russo, gli agenti di commercio, cosa risibile e al di fuori della realtà di questa importante area di mercato.

Ancorché figura “discussa” anche nel mercato italiano – normalmente gli agenti non sono poi tali , e quelli veri, professionali e con portafoglio verificato sono pochissimi e poco disponibili a nuovi mandati. E visto che far lavorare “gratis”, senza alcun rischio da parte dell’impresa, è più una pretesa “criminale” che una strategia imprenditoriale…. “ io pago solo provvigioni!! – La nostra azienda ha una regola precisa: pagare solo % sui risultati!!! ( va bene se mi dai un portafoglio clienti attivo adeguato ma altrimenti??!!) Quindi pagare solo provvigioni sfruttando l’altrui lavoro, possibilità e capacità, senza rischio alcuno da parte dell’impresa e con rischio totale da parte di altri è da considerarsi perlomeno “sfruttamento”….
Nel mercato dell’area russa queste figure, così come intese nel mercato Italiano e similari non sono rintracciabili. In Russia la presentazione e l’introduzione di un’azienda/prodotto non ha le stesse caratteristiche del mercato europeo.
I costi operativi sono molto alti data la vastità del territorio (solo la Russia è l’entità statale più vasta al mondo) e la volatilità della clientela, quindi la metodologia di vendita e d’approccio è diversa da quella italiana.
Queste sono alcune delle ragioni per cui in questo mercato non esistono le figure degli agenti, come tradizionalmente intesi.
Tutto si basa sulla visibilità del marchio/prodotto a livello di marketing e su vasta scala, quindi la promozione e iniziale presentazione che viene effettuata tramite canali di contatto diretto e visualizzazioni virtuali, prima che il cliente decida un incontro di verifica.
Tutto questo richiede organizzazioni strutturate che devono avere al proprio interno un ufficio marketing e operatori (manager) che contattano direttamente la clientela facendo presentazioni dirette, in agni area e in orari più disparati ( la Russia ha 9 fusi orari), per coinvolgere e interessare il cliente.
Sono necessarie quindi metodologia e operatività dedicate nel tempo
E’ indispensabile che vi siano contatti costanti e continui, ricerca di nuovi prospetti a tutto campo, una sede credibile e una struttura referenziata con contatti sempre disponibili e con numeri fissi ( i cellulari non identificano una sede credibile), personale qualificato per trattare con i russi, ampia capacità di problem solving e quindi grande esperienza e conoscenza della clientela russa, capacità di gestire proposte aggiornate adattabili alle esigenze dei singoli interessati e, cosa più importante, essere una entità giuridica russa che offra garanzie al potenziale compratore, visto che questi paga sempre in anticipo, prima che le merci siano spedite.
Non ultimo necessitano capacità di negoziazione, contrattualizzazione e gestione del mercato con conoscenze giuridico-amministrative, esperienza nelle transazioni bancarie e contrattualistica specifica.
Ma anche gestione dei trasporti, certificazioni, sdoganamenti e tutto ciò che richiede il buon fine di una relazione d’affari.
Tutto ciò non è proprio della figura dell’agente.
Allora è necessaria non una figura ma una struttura organizzata con ogni capacità e specializzazione al proprio interno: una partnership con una entità giuridica locale disponibile a scommettere e investire – ma non in toto – nella impresa proponente, nel business, nel progetto per piccolo che sia.
Il business in Russia a costo zero non è possibile. Ogniuno deve fare la propria parte.
Questi i consigli utili per trovare il giusto interlocutore per il mercato russo:

• Intanto serve una struttura organizzata con al proprio interno ogni competenza in materia commerciale, marketing, gestione amministrativa, trasporti e dogane, certificazioni, transazioni internazionali, contrattualistica legale, garanzie e problem solving.
• che sia un’entità giuridica russa, società presente da anni con una propria sede in Russia, che operi direttamente sul posto e che non sia un riferimento di un “cosiddetto partner”, socio o altro interlocutore indiretto.
• Diffidare quindi di chi non opera direttamente e in proprio dalla Russia, con un proprio ufficio e struttura, e di chi dice di farlo tramite partner o altri collegamenti sul posto.
• Diffidare di chi espone solo telefoni cellulari sia italiani che russi. ( i cellulari russi iniziano per (+7 prefisso per la Russia ) e poi (9…) Esporre numeri di cellulari e non fissi denotano mancanza di struttura e riferimenti aziendali, ovvero chi opera da casa e/o da distanza senza una propria organizzazione e senza alcuna responsabilità.
• Non affidarsi a singoli elementi senza storia e senza sede ufficiale oppure a semplici siti internet che non servono a fare mercato. Non affidarsi ad improbabili “agenti” figure che in Russia non esistono con le stesse connotazioni italiane.
• Verificare che vi accolgano in Russia presso la propria sede ben identificata e non presso business center affittati all’occasione o in hotel.
• E’ importante che come primo approccio chiunque si relazioni con voi faccia un sopralluogo presso la vostra sede in Italia per vedere chi siete e cosa proponete e risponda ad ogni vostra domanda esaustivamente: non si trattano queste collaborazioni a distanza.
• Diffidate di chi vi propone liste di clienti, nominativi e data base, di chi ricerca clienti a distanza anche dal vostro ufficio, di chi vi dice di potervi trovare clienti lavorando a distanza e non è sul posto anche se parla russo.
• Diffidate di chi dice di avere clienti pronti per voi e per il vostro prodotto, di chi vi propone vendite o fare mercato via internet in Russia, di chi vanta amicizie e alte conoscenze, di chi vi propone transazioni in nero o trasporti e sdoganamenti non ufficiali, di chi vi propone la possibilità di pagarvi per contante.
• Diffidate di chi NON espone referenze bancarie e di aziende per le quali ha lavorato e diffidate di chi non può essere verificato con una immediata telefonata.
• Voi siete un imprenditore e dovete esigere che chi vi incontra sia un interlocutore adeguato, quindi un amministratore o un professionista referenziato che si impegni con la propria responsabilità: diffidate quindi di chi propone un servizio di questo genere e altri servizi per il mercato russo ed è un agente o un semplice venditore che salta da un posto ad un altro e che non può rappresentare effettivamente il vostro potenziale partner in Russia.
• Ma diffidate sempre di chi propone servizi a basso costo, troppo basso da apparire molto convenienti ma che sarebbero poi poco reali: fare mercato in Russia a costo zero non è possibile e ad un costo non adeguato sarebbe comunque una “fregatura”.
www.russiaaffari.blog


Il caos creato dalle inutili sanzioni e dazi USA- Dopo la Russia a rifuggire le obbligazioni di stato USA è la Turchia, come già Giappone, Cina e anche Messico, l’India e Taiwan – E se la Cina continuasse a vendere i titoli USA?

Dopo la Russia a rifuggire le obbligazioni di stato USA è la Turchia. Dopo che Washington ha provocato nel Paese il crollo della valuta nazionale, Ankara ha venduto questi titoli per quasi 4 miliardi di dollari.
Al momento tutta l’attenzione è rivolta alla Cina: qui, infatti, i danni derivanti dalla guerra commerciale avviata dalla Casa Bianca sono di centinaia di miliardi. Pechino possiede un’arma potente: un pacchetto di obbligazioni di stato americane del valore di 1,2 trilioni di dollari.
Se la Cina cominciasse a svenderle, la Casa Bianca non sarebbe in grado di prendere in prestito fondi per la stabilizzazione del proprio budget. Sputnik vi spiega perché sempre meno Paesi intendono fare credito agli USA e cosa succederà se la Cina ridurrà anche solo parzialmente i propri investimenti nel debito americano.
Le sanzioni di aprile e le minacce di escludere la Russia dal sistema internazionale dei pagamenti e di limitare le operazioni con il debito pubblico russo hanno spinto la Banca centrale russa a prendere posizioni decise.
Tra aprile e maggio la Russia ha venduto l’85% del proprio portafoglio di obbligazioni di stato USA: la Banca centrale ha ridotto gli investimenti in treasuries a soli 15 miliardi di dollari quando all’inizio dell’anno superavano i 100 miliardi.
Parallelamente gli USA hanno colpito la Turchia. Dopo che Ankara si è rifiutata di liberare Andrew Brunson, l’americano sospettato di spionaggio, Washington ha raddoppiato i dazi doganali su prodotti turchi in alluminio e acciaio. In seguito a tali dazi, in pochi giorni il cambio della lira turca è crollato di più del 25%. Da gennaio la valuta turca si è deprezzata del 40%.
“Il crollo del cambio della lira è senza dubbio un attacco mirato e premeditato inferto dal maggiore attore finanziario al mondo”, ha osservato il ministro delle Finanze turco Berat Albayrak.
La Banca centrale turca ha dichiarato l’adozione di misure straordinarie che permetterebbero di garantire liquidità al settore finanziario. A tal fine la Banca centrale attingerà circa 10,5 miliardi di dollari dalle riserve.
Inoltre, Ankara sta sistematicamente riducendo gli investimenti nelle obbligazioni di stato USA.
Svendita generalizzata: In tal modo, la Russia e la Turchia non sono più fra gli Stati che detengono la maggior parte del debito americano. Anche altre nazioni hanno optato per disfarsi di questi titoli.
Quello che appare come una tendenza generalizzata era evidente già nel primo semestre dell’anno. Ad aprile il numero di obbligazioni di stato USA nei portafogli dei creditori esteri si è ridotto fino a 6,17 trilioni di dollari.
Si sono disfatti dei treasuries anche il Messico, l’India e Taiwan. Il secondo creditore degli USA per importanza, il Giappone, ha ridotto al minimo i propri investimenti.
Infine, la Cina, leader tra i creditori americani (1,18 trilioni di dollari), ha ridotto il suo pacchetto obbligazionario.
Attenzione alla Cina
Gli osservatori non escludono che Pechino continuerà a disfarsi di questi titoli. Ma questa sarà un’altra storia. Nelle mani di Pechino vi è quasi il 20% del debito americano detenuto da stranieri.
Qualunque operazione che coinvolga volumi più o meno importanti di treasuries può essere pericolosa per il sistema finanziario USA e per il cambio del dollaro.
La guerra commerciale tra Pechino e Washington sta prendendo piede. I dazi reciproci entrati in vigore il 23 agosto rendono difficili i rapporti bilaterali e potrebbero provocare ingenti danni al commercio internazionale. In questa situazione è più probabile che la Cina sfrutti questa sua grande arma.
Se la pazienza di Pechino finisse e i cinesi decidessero di vendere parte dei titoli di debito americani, il loro valore crollerebbe e il rendimento subirebbe un’impennata. Questo renderebbe automaticamente i prestiti per le imprese e per i consumatori americani molto più cari e andrebbe a minare la crescita economica. L’emissione di titoli sarebbe allora per il governo americano un’operazione sempre più costosa.
“L’economia comincia ad essere in subbuglio a causa degli alti tassi di interesse, il che porta a un rallentamento generale”, osserva Jeff Mills, stratega finanziario presso la PNC Financial Services Group.
Per colpire l’economia americana a Pechino basterebbe ridurre di poco i propri investimenti in treasuries. A giudicare dai crescenti rendimenti dei titoli con scadenza decennale, in Cina stanno già cominciando a sfruttare questa leva.
( tratto da Sputnik)


LA MOSSA INTELLIGENTE DI PUTIN: il mondo finanziario si prepara a grandi shock. – La fine del dollaro e degli Stati Uniti – Ma da dove viene il Dollaro?

LA MOSSA INTELLIGENTE DI PUTIN: il mondo finanziario si prepara a grandi shock.
in Occidente, a differenza della nostra “comunità di esperti liberali”, la notizia che la Russia ha aumentato le sue riserve auree a luglio è stata accolta con rispetto. “Putin ha fatto una mossa molto intelligente”, ha detto Jim Rickards, autore e curatore della newsletter “Strategic intelligence”. “La Russia è nelle condizioni di finanziare la guerra. Essa si sbarazza della valuta statunitense e compra oro. Questo la protegge dal congelamento del suo patrimonio in dollari e dalle sanzioni”. Sebbene in realtà è frivolo pensare che le azioni della Banca centrale russa nel mercato dei metalli preziosi siano dettato solo dalla paura delle sanzioni. A giudicare dal fatto che la riserva d’oro strategica della Federazione Russa viene rifornita costantemente e per lungo tempo, non può ancora essere spiegata da alcuna “necessità immediata”.
La decisione della Banca centrale russa di smettere di acquistare valuta estera sul mercato nazionale dal 23 agosto e fino alla fine di settembre è chiaramente operativa. Secondo la versione ufficiale, in questo modo la Banca centrale russa ha deciso di agire semplicemente per ridurre la volatilità dei mercati finanziari e aumentare la prevedibilità delle azioni delle autorità monetarie.
tutto il mondo è preoccupato per l’imprevedibilità degli americani. Nel governo russo lo hanno capito. La dichiarazione del ministro dell’Industria e del Commercio Denis Manturov che la Russia sta già valutando di passare alle transazioni in valuta nazionale in risposta alle nuove sanzioni degli Stati Uniti, non è quella di un dilettante.
Tali parole sono costose per definizione. Come la tesi secondo cui ci si impegnerà per ridurre la dipendenza dalle apparecchiature tecnologiche straniere.
La consapevolezza del progresso dei cambiamenti tettonici nei mercati globali arriva non solo agli economisti russi, ma anche alle loro controparti europee.
Pertanto, ad esempio, la percezione che l’UE dovrebbe stabilire un analogo indipendente interbancario al sistema di scambio di informazioni SWIFT (come ha affermato in un’intervista a Handelsblatt il ministro degli Esteri tedesco Heiko Maas) è improbabile che emerga come un “pezzo di propaganda” di una guerra commerciale con gli Stati Uniti.
Le persone serie, come il ministro dell’industria e del commercio russo o il capo del ministero degli esteri tedesco, semplicemente non dicono queste cose senza un approfondito studio e coordinamento.
Alla fine, questo non è altro che “la necessità di rafforzare l’autonomia europea creando canali di pagamento indipendenti dagli Stati Uniti”.
Sei mesi fa di queste cose non ne parlavano neppure marginalmente gli euroscettici, ora ne parla esplicitamente il ministro degli Esteri tedesco. ( estratto da Sputnik)

La fine del dollaro e degli Stati Uniti
Nel mondo stanno avvenendo cambiamenti epocali sconosciuti alla popolazione – anche a quella che desidera sapere, dunque piu’ evoluta – questo in quanto il sistema in cui viviamo ha il compito primario di tenere disinformata e ignorante la gente sulle vere questioni che contano.
Una di queste e’ la guerra tra valute che serpeggia da almeno un quindicennio a questa parte, e che ora sta vedendo la meglio con Russia e Cina pronte – insieme – a scalzare un dollaro ormai agonizzante. ( Scrive Gabriele Sannino, scrittore e giornalista su “ Quello che i media non dicono”)

Ma da dove viene il Dollaro?
Tutto è iniziato verso la fine della seconda guerra mondiale, nel 1944, quando gli americani, assaporando la vittoria che di lì’ a breve si sarebbe ottenuta nel conflitto, hanno deciso di riformare a Bretton Woods l’intero sistema finanziario internazionale, agganciando tutte le valute al dollaro che diviene così’ l’unico che può’ essere convertito in oro. E’ la supremazia assoluta degli Stati Uniti, dato che – di fatto – tutte le monete del mondo (dollaro escluso) diventano semplicemente carta straccia.
Gli USA allora avrebbero potuto cambiare le sorti dell’intero Pianeta se avessero accolto le tesi dell’economista inglese John Maynard Keynes, che auspicava invece una moneta internazionale da lui definita Bancor, alias una moneta mondiale che avrebbe unito tutte le nazioni sotto un’unica Banca di compensazione internazionale, nella quale ogni stato avrebbe potuto accumulare crediti e debiti in base al solo scambio di merci. I conti non sarebbero mai andati al rosso per ciascun paese, se non entro un certo limite, permettendo a tutti di esportare e importare, e garantendo una vera cooperazione (dunque la vera globalizzazione. ndr) nonché crescita e benessere per tutte le nazioni.
Negli anni ’60, dunque, il dollaro purtroppo si confermò moneta di riserva internazionale (per la serie se vuoi acquistare oro, bene rifugio per antonomasia, devi prima acquistare dollari) ma il meccanismo di nuova supremazia egemonica USA cominciò a mostrare già in quegli anni le prime crepe, visti i grossi deficit di spesa del bilancio federale per le costose guerre del Vietnam e la folle spesa pubblica che, data la moneta-debito, indebitava la popolazione senza ritegno.
In aggiunta, l’Europa e il Giappone in quegli anni si erano ormai messi in piedi, le loro economie erano diventate di esportazione, e l’inflazione del dollaro danneggiava in primis proprio l’economia americana. Quando nel 1971 il Presidente Nixon eliminò di fatto il Gold Standard, dato che erano stati stampati molti più dollari rispetto alle riserve auree, ecco che il dollaro si agganciò al petrolio, trasformandosi… in moneta di riserva energetica mondiale.
Washington stabilì che l’OPEC non doveva vendere alcuna goccia di petrolio a paesi con valute diversi dal dollaro, e ciò fece proseguire l’ascesa della divisa americana e con essa la supremazia della nazione.
Il dollaro, però, piano piano, in tutti questi anni, è divenuto la divisa per antonomasia dei casinò finanziari, delle speculazioni, delle predatrici banche di Wall Street, e questo ne ha distrutto per sempre immagine e supremazia.
Oggi infatti, grazie alla globalizzazione finanziaria nella quale prosperano i giochetti delle solite banche apicali che fagocitano l’economia reale e finanche pezzi della stessa economia finanziarizzata – quella dei cosiddetti mercati – gli americani sono il popolo più indebitato del Pianeta…………!! (Fonti: controinformazione/Arianna Editrice.)


Settore moda in Russia, in lenta ma costante ripresa. La nuova proposta di Modaitaly del gruppo C&P per una prova d’introduzione nel mercato per le aziende italiane.

Siamo presenti nel mercato russo nel settore moda/abbigliamento con un nostro showroom storico dove esponiamo le collezioni, incontriamo i clienti e gestiamo le vendite, www.modaitaly.ru e con una nostra società di importazione e distribuzione OOO MIT che si occupa della distribuzione dal nostro magazzino di Mosca presso la stessa sede dello showroom, abbiamo anche una boutique virtuale www.butikitaly.ru .

In Russia la presentazione e l’introduzione di una nuova collezione nel mercato non ha le stesse caratteristiche del mercato europeo.
I costi operativi sono molto alti data la vastità del territorio (solo la Russia è l’entità statale più vasta al mondo) e la volatilità della clientela, quindi la metodologia di vendita e d’approccio è diversa da quella italiana.
Queste sono alcune delle ragioni per cui in questo mercato non esistono le figure degli agenti, come tradizionalmente intesi dalle aziende italiane.
Tutto si basa sulla visibilità del marchio a livello di marketing e su vasta scala, quindi la promozione e l’iniziale presentazione viene effettuata tramite canali di contatto diretto e visualizzazioni virtuali, prima che il cliente decida una visita personale presso lo showroom per eventualmente formulare l’acquisizione del prodotto.

Tutto questo richiede organizzazioni strutturate che devono avere al proprio interno un ufficio marketing e operatori ( venditori) che contattano direttamente la clientela facendo presentazioni dirette, in agni area e in orari più disparati ( la Russia ha 9 fusi orari), per coinvolgere e interessare il cliente all’incontro.

Sono necessarie quindi metodologia e operatività dedicate nel tempo e non solo durante la limitata campagna vendite con contatti limitati a tali periodi e le collezioni devono rimanere esposte fino all’arrivo di quella successiva, anche se il prodotto non sarà acquisibile dopo la chiusura della campagna. (Il nostro showroom riceve circa 2000 visite all’anno e rimane chiuso solo nel periodo natalizio).
E’ indispensabile che vi sia uno showroom aperto tutto l’anno, anche nei festivi e con orari ampi, contatti sempre disponibili con numeri fissi ( i cellulari non identificano una sede credibile), personale qualificato per trattare con i russi, offerte di garanzia per il problem solving, proposte aggiornate e adattabili alle esigenze dei singoli clienti e, cosa più importante una proposta di acquisto che preveda anche il ritorno dell’invenduto, di cui il nostro magazzino si fa direttamente carico a nostro completo rischio.

La nostra organizzazione è l’unica in tutto il mercato che propone ai clienti un accordo scritto per il ritiro dell’invenduto anche di altri prodotti italiani non venduti da noi ma che ci consentono di sostituirli con un nostro marchio.

Da considerare anche che la “moralizzazione del settore” in atto in questo momento, ha portato le autorità russe a promulgare leggi e regolamenti che dovranno essere attuati entro e non oltre il dicembre 2019 e che prevedono la completa tracciabilità dei prodotti presenti nei negozi e nei magazzini, dovranno dimostrare la provenienza, il passaggio doganale ufficiale, la documentazione doganale legale, l’importatore, i pagamenti diretti tramite bonifico delle fatturazioni delle merci, ecc. Anche con tracciabilità retroattiva: quindi per tutte le merci che a quella scadenza si troveranno già in Russia, anche se acquisite molti mesi prima.

Tutto questo sistema noi lo abbiamo adottato da tempo, tutto il nostro magazzino è legalizzato e tracciato e la nostra società di importazione MIT ha operato e opera tramite importazioni e pagamenti ufficiali e completamente tracciabili. Così come i clienti che hanno acquisito le nostre merci detengono prodotti tracciabili importati e pagati legalmente, con dimostrazione di ogni fiscalità.

Diventeranno quindi impossibili o quantomeno molto rischiosi i soliti escamotages del settore con importazioni “a grigio”, “a nero”, cargo o altro che non sia completamente tracciabile, questo significa che i clienti compreranno solo ed esclusivamente da quelle organizzazioni che garantiranno di risolvere loro il problema: la nostra organizzazione sta già lavorando in questo senso.

Dopo le varie crisi che hanno ficcato e non poco il settore, pochissime sono le realtà strutturate e organizzate ancora presenti e attive: una di queste siamo noi di Modaitaly e MIT.

Nella fase attuale di lenta ripresa le possibilità di vendita ai dettaglianti sono due:
• La vendita programmata e semi-programmata (per intendersi a copia commissioni) con le collezioni esposte nel nostro showroom e la promozione diretta su tutto il territorio dell’Area Russa.
• La vendita pronto moda tramite la distribuzione diretta dal nostro magazzino di Mosca.

Vi proponiamo una partnership per la Russia dove noi investiamo nel vostro marchio/prodotto con promozione, pubblicità, marketing, organizzazione, strutture e personale, oltre a una vasta clientela acquisita, come vostra sede di Mosca a queste condizioni ( ovviamente dopo una diretta verifica delle collezioni e dell’azienda proponente):

1. Una prova d’introduzione nel mercato per quattro stagionalità con almeno due inverni per verificare la reazione della clientela alla vostra collezione e la vostra operatività.

2. Le collezioni dovranno essere rese alla nostra sede di Mosca con pagamento del trasporto a vostro carico e sdoganamento e certificazione a nostre spese e in questo caso le collezioni saranno a perdere
Le collezioni possono anche essere consegnate a mano presso la nostra struttura ed importate con carnet ATA, in questo caso potrete riprenderle ad ogni stagione successiva consegnando la nuova)

3. Vi viene richiesto un FEE iniziale simbolico, alla portata anche della più piccola azienda, per l’inserimento delle collezioni nel nostro showroom per tutto il periodo di prova di 4 stagioni.

4. Vi viene richiesto una contribuzione per la promozione del vostro marchio pari ad un quantitativo di capi della vostra produzione per una stagione estiva e per una invernale.

5. Una provvigione sul venduto incassato.

6. Per la vendita a pronto moda gli accordi saranno presi ad personam valutando le tempistiche dell’azienda e l’interesse dei compratori.

7: E’ necessario che l’azienda si organizzi per partecipare alla fiera CPM con EMI ( Ente Moda Italia) nel padiglione italiano.

Per il nostro lavoro avremo bisogno di supporti fotografici per predisporre la promozione su vasta scala in tutta la CSI, su tutti i potenziali clienti, oltre a inserirle sui nostri siti www.modaitaly.ru e www.showroom-modaitaly.ru e www.vipinitalia.ru e social russi, ecc. ecc.

Noi agiremo come vostra sede di Mosca per tutto il mercato dell’area russa, quindi in completa esclusiva, i clienti eventualmente in vostro portafoglio ci dovranno essere passati e fatti gestire direttamente ( questo potrà essere oggetto di una trattativa a parte)

Vi evidenziamo che la promozione su larga scala in tutti i territori CSI (decine di migliaia d’invii promozionali periodici e decine di migliaia di telefonate, social, ecc. ecc. ) comporta l’inevitabile contatto diretto di compratori con la vostra azienda e anche presso altre esposizioni fieristiche al di fuori della Russia, ciò nel tentativo di by-passarci pensando di ottenere condizioni migliori.
Pertanto vi è fatto obbligo di proporre gli stessi prezzi, sconti, promozioni e trattamenti mai superiori agli stessi che proponete nel mercato Italiano, compreso la invendibilità degli stock di magazzino, collezioni e fine stagionalità dirette nel mercato dell’area russa.


Sanzioni USA inefficaci ad effetto boomerang. E intanto ci si libera dei buoni del tesoro USA. Mentre la Germania esorta a reagire a nuove sanzioni antirusse USA

Sanzioni USA inefficaci ad effetto boomerang. E intanto ci si libera dei buoni del tesoro USA. Mentre la Germania esorta a reagire a nuove sanzioni antirusse USA
In base alle nuove misure, il Dipartimento di Stato Americano non rilascerà le autorizzazioni per le esportazioni di armi ( guardacaso proprio armi…ndr) e prodotti a duplice uso civile e militare verso le società controllate dallo Stato russo, ad eccezione delle esportazioni necessarie per la cooperazione nello spazio, così come dei prodotti orientati alla sicurezza dell’aviazione civile.
“Consideriamo la decisione di Washington non solo come parte di una politica intenzionale per delegittimare gli organi internazionali predisposti al controllo degli armamenti e alla non proliferazione, incluso il divieto alle armi chimiche. A differenza degli Stati Uniti, la Russia continua a perseguire i suoi impegni: il potenziale chimico-militare è stato completamente distrutto, come opportunamente verificato, anche da specialisti americani”, si afferma in una dichiarazione della portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova.
Duma: sanzioni USA difendono interessi commerciali di Washington
La guerra delle sanzioni degli Stati Uniti ha lo scopo di proteggere gli interessi commerciali di Washington, piuttosto che i valori democratici o legali, ha dichiarato il vicepresidente del comitato per la duma di stato per gli affari internazionali Alexey Chepa.
Effetto boomerang delle sanzioni.
Le sanzioni economiche americane sono inefficaci nel lungo periodo, scrive il quotidiano tedesco Handelsblatt.
L’autore dell’articolo ricorda che, solo nel primo anno della presidenza di Donald Trump, gli Stati Uniti hanno imposto misure afflittive nei confronti di oltre 700 tra persone, agenzie governative e società. Di conseguenza, Paesi come la Russia, il Venezuela e l’Iran hanno perso l’accesso al mercato e ai capitali degli Stati Uniti, mentre Washington sfrutta la posizione dominante della propria moneta, si afferma nell’articolo.
Tuttavia nel breve futuro spesso gli Stati Uniti non raggiungono l’obiettivo che sono prefissati e le sanzioni imposte non hanno alcun effetto, mentre nel lungo periodo, come sottolineato dall’autore dell’articolo, portano al risultato opposto.
Come spiegato da Handelsblatt, le autorità iraniane traggono solamente benefici dal conflitto con gli Stati Uniti, in una situazione simile si trovano Russia e Venezuela, anche il presidente della Turchia Erdogan non perde popolarità tra i suoi concittadini.
Questo, secondo la pubblicazione, è il problema principale della politica di sanzioni degli Stati Uniti.
Le sanzioni, finalizzate ad influenzare il corso di singoli Paesi, inducono i governi di questi Stati a perseguire maggiormente il loro corso, allo stesso tempo regalano la possibilità alle autorità di presentarsi come vittime di un’aggressione.
Pertanto è difficile per gli avversari degli Stati Uniti trovare un nemico migliore di Trump, conclude l’articolo.
Dal dollaro all’oro: l’Iran prosegue la battaglia contro l’embargo petrolifero americano
Sullo sfondo delle pesanti sanzioni degli Stati Uniti, l’Iran sta cercando alternative e soluzioni per salvaguardare gli scambi commerciali con altri Paesi. Il Consiglio per la cooperazione economica tra Iran e Africa propone di scambiare il petrolio per l’oro negli scambi commerciali con l’Africa.
In un’intervista con Sputnik il presidente del Consiglio per la cooperazione economica tra l’Iran e l’Africa Hasan Khosrowjerdi e l’esperto iraniano di energia Seyed Saeed Mirtorabi hanno parlato di come questo scambio possa contribuire a risolvere il problema della monetizzazione delle operazioni di commercio estero, così come della disponibilità dell’Iran a valutare forme di pagamento per il petrolio oltre all’oro.
Secondo Khosrowjerdi, nonostante la pressione degli Stati Uniti, ci sono Paesi che non temono di fare affari con l’Iran:
“Ci sono Paesi che non andranno incontro alle richieste degli Stati Uniti e sono disposti a comprare il petrolio dall’Iran. Inoltre alcuni sono disposti a scambiare il petrolio con l’oro. Qualsiasi Paese può raggiungere accordi commerciali con l’Iran.
Intanto ci si libera dei buoni del tesoro USA….
La Turchia si libera dei buoni del Tesoro USA – La Russia lo aveva già fatto a Maggio riducendoli drasticamente.
A giugno la Turchia ha ridotto i suoi investimenti nel debito pubblico americano, finendo così esclusa dalla lista dei maggiori detentori dei buoni del Tesoro USA. Viene evidenziato dai dati del Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti.
Nel mese in esame gli investimenti di Ankara nel debito nazionale statunitense sono scesi a 28,8 miliardi $, mentre a maggio ammontavano a 32,6 miliardi $.
La Turchia ha continuamente e gradualmente ridotto i suoi investimenti nei buoni del Tesoro americano a partire dallo scorso novembre. Allora gli investimenti della Turchia nel debito pubblico statunitense ammontavano a 61,2 miliardi di dollari (più del doppio di adesso — ndr).
La Russia non risulta essere tra i principali detentori del debito pubblico americano già dallo scorso maggio, quando ha drasticamente ridotto i suoi investimenti nei buoni del Tesoro USA da 48,7 miliardi a 14,9 miliardi di dollari.
Germania esorta a reagire a nuove sanzioni antirusse USA.
L’Europa deve reagire alla politica di sanzioni USA nei confronti di Russia, Cina e altrui partner economici, ha dichiarato il Ministro degli Esteri tedesco Heiko Maas, ad una conferenza degli ambasciatori a Berlino.
“Washington ci sta costringendo a formulare risposte europee in relazione alla politica di sanzioni. Questo vale per Europa e Germania, se gli Stati Uniti improvvisamente senza preventivo accordo e senza preavviso introducono sanzioni contro Russia, Cina, Turchia e in futuro, forse contro altri importanti partner commerciali, bisogna reagire “, ha detto il Ministro.
In precedenza Maas ha dichiarato che il Ministero degli Esteri tedesco avrebbe riconsiderato la strategia di politica estera della Germania nei confronti degli Stati Uniti. Così, ha osservato che gli Stati Uniti e l’Europa sono in allontanamento da molti anni, e la comunità di interessi e valori sta gradualmente scomparendo.
(Estratti da Sputnik+ndr)



Unione Economica Eurasiatica mercato strategico per Italia con due miliardi di euro di export nel primo trimestre 2018.

Unione Economica Eurasiatica mercato strategico per Italia con due miliardi di euro di export nel primo trimestre 2018.

Antonio Fallico, presidente dell’associazione Conoscere Eurasia e di Banca Intesa Russia: “Eurasia ponte tra Est e Ovest. Italia presidi mercato e promuova rimozione sanzioni alla Russia”.
Supera i 5,7 miliardi di euro l’interscambio tra l’Italia e l’Unione economica eurasiatica (Uee), il mercato di libero scambio tra Russia, Kazakhstan, Bielorussia, Armenia e Kirghizistan che, nel corso del primo trimestre 2018, ha importato made in Italy per più di 2 miliardi di euro, in aumento dell’1,7% sullo
stesso periodo dello scorso anno.
Una crescita prudente che però conferma l’importanza dell’asse commerciale con l’alleanza eurasiatica dopo un 2017 chiuso oltre quota 9,1 miliardi di export da parte italiana (+15,1%), per circa 22,9 miliardi di interscambio (+13,7%).

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SUCCESSO DELLA RUSSIA PER LA SUPERBA ORGANIZZAZIONE DEI MONDIALI NELLA MASSIMA SICUREZZA E DIVERTIMENTO PER TUTTI

SUCCESSO DELLA RUSSIA PER LA SUPERBA ORGANIZZAZIONE DEI MONDIALI NELLA MASSIMA SICUREZZA E DIVERTIMENTO PER TUTTI.
E SALVINI A MOSCA PER LA FINALE RIBADISCE IL NO ALLE SANZIONI.

Matteo Salvini: “Via queste assurde sanzioni” antirusse…

Matteo Salvini ha sottolineato come l’Italia sia il paese europeo più colpito da queste sanzioni, che ha ribadito “inutili a qualsiasi scopo” e “quantificabili in sette milioni di euro al giorno” mentre, altri paesi, quelli protagonisti della furia sanzionatoria, invece, vi abbiano guadagnato.

(Estratto da Sputnik)
Cruciale, certamente, l’incontro con il collega Ministro degli Interni russo Vladimir Kolokoltsev e con i massimi vertici della sicurezza della Federazione Russa dove è stata discussa una possibile collaborazione italo-russa su tutta una serie di punti: la lotta al terrorismo islamico, il problema del rientro in Italia, in Europa e anche in Russia dei foreign fighters, spesso segnalati dalle varie polizie tra i cosiddetti migranti, l’immigrazione clandestina e il suo contrasto, anche la richiesta di un auspicabile sostegno e appoggio da parte russa delle missioni italiane nel Nord Africa, scambi per la lotta alle mafie italiana e russa, al traffico di droga e al traffico di armi. In programma, inoltre, visite già nelle prossime settimane, di dirigenti italiani in Russia e viceversa per un aumento dello scambio d’informazioni e di collaborazioni, fino a ipotizzare pattuglie miste tra uomini delle forze dell’ordine russe e italiane.
Tuttavia, negli incontri con i vertici russi non si è parlato solo di sicurezza, ma sono state discusse tutta una serie di questioni nei riguardi delle relazioni italo-russe, dove però il governo italiano dovrà confrontarsi con le posizioni dei partner europei, soprattutto riguardo alle politiche delle sanzioni contro la Russia.

Matteo Salvini ha sottolineato come l’Italia sia il paese europeo più colpito da queste sanzioni, che ha ribadito “inutili a qualsiasi scopo” e “quantificabili in sette milioni di euro al giorno” mentre, altri paesi, quelli protagonisti della furia sanzionatoria, invece, vi abbiano guadagnato.

Ecco un breve commento di Matteo Salvini a Sputnik Italia su questa delicata tematica:

— Ministro, in agenda ritorneranno questioni importanti come l’abrogazione delle sanzioni contro la Russia uno dei cavalli di battaglia della campagna elettorale della Lega?

— Assolutamente! Immigrazione, commercio, sicurezza, buoni rapporti con la Russia, la questione delle sanzioni.. porteremo avanti tutto!

— E per la Crimea?

— Facciamo una cosa alla volta… questo è un fronte che, per altro, abbiamo già aperto. Sono convinto lavoreremo bene.

La visita si è conclusa con la Conferenza stampa di Matteo Salvini che in primo luogo ha voluto esprimere i suoi più sentiti complimenti:

“Per l’organizzazione di uno dei campionati mondiali di calcio più belli, più sicuri, più giovani, più sorprendenti degli ultimi anni. Penso che la Russia abbia dato un’immagine di freschezza di sicurezza di efficienza a tutto il mondo”.


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CONTE,SALVINI, DI MAIO E I MARPIONI DELL’EUROPA

CONTE, SALVINI, DI MAIO: PRESI PER “IL CULO” DAI “MARPIONI” DELL’ERUOPA.

E’ inutile negarlo su tutti i fronti i marpioni europei hanno vinto! Hanno vinto per gli emigranti e hanno vinto per le sanzioni alla Russia. E per salvare la faccia i tre “rinnovatori” ostentano soddisfazione e sulla totalmente inesistente vittoria, della quale nessuno ha spiegato in cosa consistesse e dalla quale nessuno ha capito cosa è stato ottenuto: un bel nulla, salvo, se si vuole, una falsa presa di coscienza del problema italiano che comunque rimane un problema italiano: se non si soccorrono i migranti siamo assassini, se si soccorrono siamo i soliti ” coglioni”.
A questo punto meglio soccorrerli tramite la marina e la guardia costiera italiane visto che non vogliamo morti sulla nostra coscienza: unica vera coscienza in Europa, e fare da noi: e solo su questo siamo d’accordo.

Per contro, visto che la politica è politica, ovvero cosa sporca a vantaggio di pochi, Conte, Salvini e Di Maio avrebbero fatto bene a non aderire nuovamente alle sanzioni contro la Russia, avrebbero dovuto essere contro, come da promesse, e allora si che avrebbero, in tutto questo guazzabuglio, vinto, portandosi a casa qualcosa di realmente positivo per la nostra agricoltura e tutte le piccole aziende del settore, e per il nuovo governo dell’innovazione che avrebbe dovuto diventare lo “spauracchio europeo”.

Invece tutto e tutti si sono allineati: VERGOGNA!

Scrive Maurizio Blondet:
La vittoria, se la vogliamo guardare in faccia, c’è. Evidente e chiara. Consiste nel prendere coscienza che non esiste “soluzione europea” al problema dei migranti. E nemmeno a nessun altro problema che ci riguardi.
Che l’”Europa”non è che una accolta di furbastri che, mentre tu tratti duramente ma lealmente, fanno accordi sottobanco in piccole riunioni bilaterali di cui non ti dicono nulla.
Dunque ecco la vittoria: capire che la cosiddetta Unione Europea è un sistema metodico di arbitrio, prepotenza, slealtà ed oppressione.

La Grecia ha accettato, poveretta , di accogliere i migranti “secondari”, che la Baviera caccerà, perché la Merkel consente a Tsipras – in cambio – di rimandare sine die il rincaro dell’IVA che la BCE, e Bruxelles, gli imponevano con tanta insistenza (come lo impongono a noi). Tsipras spera così di vincere le elezioni. Quanto a Sanchez, ha accettato di prendersi i profughi cacciati dalla Germania perché il debito pubblico e privato della Spagna è stato contratto con l’estero – è schiacciata dalla Negative International InvestmentPosition (NIIP), dunque dipende dalla Germania molto più di noi, che gran parte del nostro debuito pubblico lo abbiamo in Italia, e debito privato quasi non ne abbiamo.

Con questi espedienti degradanti – per i servi – la Merkel ci “ha isolato” e forse raggirato. Per salvare il suo governicchio.

Mentre Tatiana Santi scrive su Sputnik:
L’Unione Europea ha prorogato le sanzioni contro la Russia di altri 6 mesi con il beneplacito dell’Italia, sì, del Paese che più si è speso per sottolineare il danno economico delle misure antirusse. Il Made in Italy e gli imprenditori pagheranno come sempre il conto. Insomma, parole, soltanto parole.

Oscurata dall’accordo sui migranti raggiunto dopo una notte di negoziazioni al vertice europeo, nella stampa e nei telegiornali italiani la notizia è passata quasi inosservata. La decisione di prolungare nuovamente le sanzioni contro Mosca però ha un peso non indifferente. Nonostante gli appelli della Coldiretti, dei produttori e degli imprenditori l’Italia non ha posto il veto sulla proroga delle sanzioni, facendo dietrofront sulle proprie decisioni.

Il premier Conte pochi giorni fa ha parlato esplicitamente al Parlamento di un cambio di rotta in merito alle sanzioni, il contratto di governo giallo-verde prevedeva l’abolizione delle misure antirusse.
Perché l’Italia nel momento decisivo si è tirata indietro?

Sputnik Italia ha raggiunto per un’intervista Lorenzo Valloreja, saggista, autore del libro “Al di là del pregiudizio”.
— L’Unione Europea ha prolungato di altri 6 mesi le sanzioni antirusse. L’Italia, nonostante i preannunci di Salvini e le iniziative espresse nel contratto di governo, non ha posto il veto. Lorenzo Valloreja, l’Italia ha perso così una grossa occasione?

— Sì, ha perso un’occasione importante. Io oggi sui social ho paragonato Conte a San Pietro, che ha rinnegato Cristo nella notte fra il giovedì e il venerdì. Conte ha abdicato al rapporto stretto che l’Italia aveva con la Russia. Noi avevamo un rapporto privilegiato con Mosca e ci eravamo fatti carico di un impegno importante: togliere le sanzioni.

..A questo punto capiamo che al governo manca la chiarezza sugli scopi internazionali.
Se ad Helsinki Trump ci farà la grazia di togliere le sanzioni alla Russia, può essere che l’Italia si sentirà più sicura a continuare in quella direzione. Noi non possiamo però essere a carico degli Stati Uniti. L’Italia aveva l’arma del veto, la doveva usare costi quel costi.

L’Italia avrebbe un ruolo importante, ma deve dimostrarlo nei fatti. Come italiano mi vergogno di certe situazioni, il governo giallo-verde aveva detto che avrebbe tolto le sanzioni, poi non lo fa, che figura ci facciamo?

Forse ci vergogniamo un po tutti noi italiani che avevamo creduto alle parole dei rinnovatori!!! ndr


il Circo Togni in Russia

Il circo Togni in Russia debutta durante il campionato mondiale di calcio.

Grande successo del Circo Togni in Russia, debutto a Kazan con tutto esaurito anche nelle repliche.
Un contratto di
due anni lega lo storico Circo Togni all’organizzazione di stato Rosgoscirco che ha accolto con grande entusiasmo l’iniziativa curata dalla nostra organizzazione Consulenti & Partners.

Proveniente dall’Ucraina, dove ha tenuto una serie di spettacoli anche nelle zone più a rischio, il Circo Togni è passato in Russia, senza non poche difficoltà nell’attraversare la parte Ucraina confinante con la Russia.

Molto sostegno ha invece ottenuto dai russi che hanno agevolato, per quanto possibile, nel rispetto delle leggi e regolamenti, l’ingresso in Russia e proprio in virtù dei vari animali al seguito che, giunti nella città di confine di Belgorod e più precisamente nel paese di frontiera Nehkoteevka hanno accolto la Famiglia Togni animali compresi (ormai parte integrante della famiglia, come affermano gli stessi Togni), portando cibo per gli animali e anche cucinando cibi tipici per i Togni e il loro staff.

Elefanti, tigri, cammelli, cavalli, bisonti, canguri… visitati ripetutamente dai veterinari per le certificazioni di rito, erano in perfetta salute, ben nutriti e senza il minimo stress, venivano accolti dal proprietario di un terreno a ridosso del confine dove ha offerto ampi spazi per ospitare tutta l’organizzazione Togni.

Un grande affetto dimostrato dai Russi che sappiamo bene essere molto generosi, spontanei e amanti degli animali.

La famiglia Togni ha ringraziato personalmente tutti, prima di ripartire per l’area di Mosca e successivamente per il debutto a Kazan.
Un particolare ringraziamento e riconoscimento è stato dato dalla Famiglia Togni alla nostra organizzazione Consulenti & Partners che ha supportato ogni difficoltà incontrata, risolvendo le molte problematiche, fin dalla partenza in Ucraina.


Le sanzioni continuano a rafforzare la Russia e in Europa sono in maggioranza coloro che non sono più d’accordo all’asservimento agli USA.

Le sanzioni continuano a rafforzare la Russia e in Europa sono in maggioranza coloro che non sono più d’accordo all’asservimento agli USA. 

Quest’anno il bilancio federale della Russia non registrerà un passivo per la prima volta dopo 7 anni. Secondo le valutazioni del ministero delle Finanze, le entrate supereranno le spese di circa mezzo trilione di rubli (oltre 6,7 miliardi di euro).

 Lo scorso ottobre il ministro delle Finanze Anton Siluanov aveva parlato di eliminazione del deficit di bilancio entro il 2019. Ora le previsioni sono riviste per il meglio: già nel 2018, le entrate di bilancio potrebbero superare le spese di 440,6 miliardi di rubli.

 Per l’anno corrente, il dicastero finanziario russo aveva programmato un deficit di bilancio dell’1,3 percento del PIL, pari a 1,27 trilioni di rubli. Ma al momento le entrate sono attese a 17,03 trilioni di rubli, mentre le spese a 16,591 trilioni di rubli.

 La crescita dei prezzi del petrolio ha contribuito. Il prezzo dell’oro nero è al momento quasi il doppio del valore conservativo preso per la stesura del budget a 40 $ al barile.

 Pertanto le entrate del bilancio russo derivanti dalle esportazioni di idrocarburi cresceranno a 2,75 trilioni di rubli, cifra cinque volte superiore rispetto a quella prevista originariamente (527,6 miliardi di rubli).

 Stranamente il regalo alla Russia nella forma di impennata dei prezzi del petrolio è stato offerto dagli Stati Uniti.

 E i tedeschi si sono resi conto che le sanzioni alla Russia non servono e vanno abolite.

La revoca delle sanzioni reciproche coincide con gli interessi sia della Russia che della Germania, ha dichiarato la governatrice del land Meclemburgo-Pomerania Anteriore Manuela Schwesig.

Secondo il politico, l’abolizione delle sanzioni e il dialogo con Mosca sono sostenuti non solo dai tedeschi orientali, ma anche dalla “maggioranza degli abitanti di tutta la Germania”.

La governatrice della regione Meclemburgo-Pomerania Anteriore Manuela Schwesig ha chiesto la cancellazione delle sanzioni UE contro la Russia, segnalano i giornalisti di “Die Welt” Sabine Menkens e Daniel Friedrich Sturm. “Credo che sia nell’interesse dei tedeschi e russi porre fine alle sanzioni reciproche”, ha affermato il politico. Pertanto entrambe le parti dovrebbero “avvicinarsi reciprocamente”, ma anche la Russia ha il dovere di “contribuire”, ha aggiunto.

“Dopo quattro anni di sanzioni economiche reciproche, possiamo dire che non hanno raggiunto il loro obiettivo”, ha sottolineato la Schwesig.

Nella sua regione le sanzioni colpiscono in primo luogo l’agricoltura, “i contadini non possono dire che la situazione sia migliorata dal momento che non possono vendere il loro formaggio”.

In Germania orientale, la Schwesig cerca di raggiungere una posizione comune sulle sanzioni anti-russe con i rappresentanti di altri partiti.

“Ad esempio, il mio collega Reiner Haseloff della Sassonia-Anhalt è d’accordo con me. Anche lui vuole la cancellazione delle sanzioni. La cooperazione nell’economia è migliore dell’isolamento”.

E intanto In Germania al via i lavori preliminari per costruzione tratto marino di Nord Stream-2

Nord Stream AG 2 ha avviato i lavori preparatori sulla sezione offshore del gasdotto “Nord Stream-2” per la successiva posa nella baia di Greifswald, si afferma in un comunicato stampa dell’azienda.

“Tutti i lavori sono iniziati conformemente alle autorizzazioni per la costruzione e il funzionamento del gasdotto Nord Stream-2 nelle acque territoriali tedesche e nella zona costiera, permesso dato in data 31 gennaio 2018…. cinque escavatori sono stati azionati per i due rami del gasdotto”, si afferma nel comunicato.

Si osserva che le procedure per ottenere le autorizzazioni da altri Paesi per costruire il gasdotto — Russia, Svezia e Danimarca — sono in corso. Nord Stream-2 si aspetta di ricevere i permessi rimanenti nei prossimi mesi. L’avvio effettivo dei lavori di costruzione è previsto nel corso dell’anno.

E anche il Dalai Lama afferma che : l’Occidente ha bisogno della Russia

l’Occidente ha bisogno della Russia. La guida spirituale del buddismo tibetano lo ha dichiarato in un’intervista con Sputnik a margine di un incontro con importanti ricercatori russi nella sua casa nella città indiana di Dharamsala.

La guida spirituale dei buddisti ha inoltre notato che nel mondo moderno tutti i 7 miliardi di persone dipendono l’uno dall’altro.

“La Russia ha bisogno del mondo occidentale e dell’America, le servono le loro tecnologie, l’Occidente ha bisogno della Russia, perché ha enormi risorse naturali… Per tutta l’umanità occorre assolutamente che i paesi dell’Oriente dell’Occidente vivano nel rispetto reciproco.

La Russia ha una posizione geografica unica, ricopre un ruolo molto importante come ponte tra Oriente ed Occidente”, ha aggiunto il Dalai Lama.

Il 16 inizia a Milano il Forum Italia-Russia

Mercoledì 16 maggio a Milano sarà una giornata interamente dedicata alle relazioni tra Italia e Russia, con particolare attenzione alla cooperazione in campo industriale ed energetico ed alla necessità di superare le sanzioni economiche.

Organizzato dall’Eurodeputato Stefano Maullu in collaborazione con V&A e Strategia&Sviluppo Consultants, l’incontro è stato pensato anche per stimolare la creazione di interessanti opportunità di business tra aziende, tra imprenditori russi e italiani e rafforzare ancora di più i legami tra i due Paesi.

Il Forum affronterà tre tematiche principali: il ruolo della Russia sullo scenario internazionale, l’importanza di Mosca come partner strategico dell’Italia e la cooperazione industriale ed energetica tra i due Paesi.

 

E gli affaristi USA saranno numerosi al forum economico di San Pietroburgo.

E per la prima volta dall’inizio della crisi ucraina, le autorità statunitensi non cercano di scoraggiare gli affaristi dal partecipare al Forum economico di San Pietroburgo, ma, al contrario, li spronano a parteciparvi. Lo riferisce Bloomberg.

L’ambasciatore statunitense in Russia, John Huntsman, nominato l’anno scorso da Donald Trump, visiterà personalmente il Forum economico internazionale di San Pietroburgo, in programma dal 24 al 26 maggio 2018. Il diplomatico ha inoltre pubblicizzato l’evento ai rappresentanti delle aziende americane, nonostante il fatto che negli ultimi anni Washington abbia compiuto sforzi attivi per scoraggiare gli imprenditori dal partecipare al forum.

“Ci saranno molti rappresentanti del business americano. Ora è molto importante parlare del futuro delle relazioni economiche tra Stati Uniti e Russia”, ha detto Huntsman.

E poi se in Italia ci fosse un governo eletto legittimamente dal popolo, con le forze scaturite dalle ultime elezioni, allora…………………………………….

Che della Russia non se ne possa fare a meno?

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9 Maggio il giorno della Vittoria, in Russia Festa Nazionale.

Il Giorno della Vittoria in Russia.
Il 9 maggio la Russia festeggia il Den’ Pobedy, il Giorno della Vittoria nella Grande guerra patriottica. Oppure semplicemente “la guerra”, che sia nelle scuole che a livello di percezione comune viene vista come uno scontro tra russi e tedeschi, iniziato il 22 giugno 1941, quando Hitler ha lanciato l’invasione dell’Unione Sovietica.
I manuali di storia raccontano che la Grande guerra patriottica fa parte della Seconda guerra mondiale, ma tutti gli altri aspetti storici – dalla guerra in Europa dal 1 settembre 1939 a quella contro il Giappone, lo sbarco in Normandia, gli Alleati – vengono menzionati come eventi collaterali a quella che resta la guerra e la vittoria dei russi (o dei sovietici) contro il nazismo.
Perché il 9 maggio.
La capitolazione del Terzo Reich venne firmata con gli Alleati il 7 maggio 1945 ed entrò in vigore l’8 maggio, quando in tutta Europa si celebra il giorno della Memoria. L’Armata Rossa combatteva a Berlino, e Stalin volle rivendicare quello che considerava il contributo decisivo dell’Urss nella sconfitta di Hitler con una capitolazione che i tedeschi dovevano consegnare ai russi. L’ammiraglio Keitel firmò la resa al maresciallo Gheorghy Zhukov la sera dell’8 maggio 1945, quando a Mosca a causa della differenza del fuso orario era già il 9 maggio.
Come si festeggia.
Il Giorno della Vittoria è diventato festa soltanto nel 1965. Da allora è un giorno non lavorativo, che comincia con una sfilata militare in piazza Rossa, che segue la coreografia della prima sfilata della Vittoria, il 24 giugno 1945. Le sfilate si sono tenute solo ogni cinque anni nel periodo post-sovietico, ma negli ultimi anni con Putin sono diventate più frequenti. Gli altri ingredienti tradizionali dei festeggiamenti sono gli incontri tra i veterani nei parchi e nelle piazze, un palinsesto di film e concerti di classici sulla guerra in tv, e i fuochi d’artificio la sera.
Perché è importante.
L’Unione Sovietica ha perso 28 milioni di vite nella guerra, e ha pagato sul campo di battaglia il prezzo più grande. Negli anni post-comunisti la celebrazione di una tragedia che ha colpito ogni famiglia ha assunto anche toni di rivincita: la vittoria su Hitler è rimasta l’unico pezzo del ’900 russo non soggetto a revisione storica e dove si era indubbiamente dalla parte dei giusti, un momento di unità nazionale e di autostima che resta intoccabile al dibattito, e che commuove e riempie di orgoglio la stragrande maggioranza dei russi.
Quali sono i simboli della festa.
La Bandiera rossa della Vittoria, quella issata sul Reichstag, la medaglia della Vittoria tempestata di diamanti meritata solo da una dozzina di persone, la canzone “Giorno della Vittoria” eseguita da Lev Leschenko, la polenta distribuita da cucine da campo modello anni ’40 nelle strade. Alla scenografia rimasta quasi immutata dall’epoca sovietica negli ultimi anni si sono aggiunti il nastrino nero-arancio dei reggimenti di guardia, diventato l’emblema anche dei separatisti filo-russi nell’Est ucraino, e Stalin, che dopo decenni di rimozione riappare su manifesti, fiancate di autobus e distintivi. Tra gli eroi moderni della Vittoria da quest’anno ci sono i bikers dei Lupi notturni, che contano tra i loro fan anche Putin, che con le loro Harley volevano marciare fino a Berlino, ma sono stati bloccati dalla Polonia.
( “La Stampa”)

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