Russia: investire e lavorare a Mosca in una società propria o già esistente; Attivare una produzione italiana in loco …

Russia: investire e lavorare a Mosca in una società propria o già esistente; Attivare una produzione italiana in loco …

Russia: investire e lavorare a Mosca in una società propria o già esistente; Attivare una produzione italiana in loco in particolare di prodotti italiani che non arrivano più in Russia.
Le opportunità che il mercato offre per chi intende investire in una propria attività e trasferirsi in Russia per lavorare e vivere.
Ciò è possibile partecipando a società da tempo esistenti e già operative dove necessita anche l’inserimento nella direzione operativa e quindi gestire il proprio business/investimento.
La possibilità è per chi ha la possibilità di partecipare al capitale di società giuridiche russe già esistenti che operano nel mercato da anni con il Made in Italy, le quali hanno anche necessità di essere gestite e dirette.
Settore moda: total look, abiti, uno, donna, abbigliamento, accessori, pantaloni, camicie, maglieria, distribuzione moda.
Settore alimentare: vino, conserve, pasta, olio extravergine, aceto, biscotti, pasticceria, cioccolata, tartufi, sughi, formaggio, mozzarella, spumante, bollicine, e-commerce, vendita diretta, consumatore.
Nuove Start-up nei vari settori della distribuzione commerciale di prodotti Made in Italy.
Anche in aziende di produzione del settore alimentare che si trovano sotto embargo, prodotti gourmet italiani fatti in Russia ma con metodo e qualità italiano, piccole o medie produzioni artigianali o semi artigianali.
E non solo: e-commerce che funzionano in Italia e per i quali è necessario la distribuzione diretta dall’area Russa.
Molteplici sono le opportunità, specialmente nella produzione il loco di prodotti che non industriali e che non richiedano grandi impegni per macchinari o impianti.
La nostra organizzazione è in grado di gestire tutte le operatività del caso anche in partecipazione.
Perché conviene?
Perché il mercato è tra i più vasti e in continuo sviluppo
Perché il prodotto di qualità italiana è molto apprezzato.
Perché le tassazioni in Russia sono eque e convenienti.
Perché la redditività può essere molto alta.
Perché attivare una propria società o inserirsi in una esistente è veloce e non richiede pratiche estenuanti.
Perché le produzioni di qualità italiana sono le benvenute.

www.russiaaffari.blog
info@consultpartners.org


Piattaforma per la distribuzione di prodotti alimentari gourmet in Russia, produzioni non destinate alla DO e GDO. Una proposta per le piccole imprese italiane

Consulenti & Partners è presente da oltre 30 anni in Italia come network, ha una sede a Mosca e una in Svizzera. E’ presente in Russia da 18 anni con proprie società di distribuzione in alcuni settori, e con la più referenziata e strutturata unità di consulenza per aiutare le piccole imprese che vogliono fare affari nel mercato russo.

La nostra organizzazione –  www.consultpartners.org – opera da oltre 18 anni in Russia,  dispone a Mosca di una storica sede operativa ed è inserita direttamente in vari settori economici e commerciali con altre società del gruppo. Tutte le nostre società sono partecipate da capitale russo. Presso la nostra sede di Mosca sono domiciliate varie aziende italiane che, con la nostra assistenza, hanno aperto in Russia loro società e operano con la nostra partnership in tutta l’area di mercato ad influenza russa.
IT WORLD è una società del Gruppo Consulenti & Partners, già costituita da dieci anni e rimasta inattiva proprio in attesa di utilizzarla in futuro, il fatto che sia una società di vecchia costituzione facilità di gran lunga l’acquisizione dei molti permessi necessari ad operare nel Food & Beverage qui in Russia.
 
IT WORLD è una società del Gruppo Consulenti & Partners, già costituita da dieci anni e rimasta inattiva proprio in attesa di utilizzarla in futuro, il fatto che sia una società di vecchia costituzione facilità di gran lunga l’acquisizione dei molti permessi necessari ad operare nel Food & Beverage qui in Russia.
 
Si può dire che questo mercato molto ricettivo e che apprezza in maniera spropositata la produzione italiana sia praticabile solo per le grandi e medie aziende strutturate e con grande capacità d’investimento, per la maggior parte rivolte alla GDO e DO.

E’ bene sapere che la scarsità dei distributori del settore è dovuta agli alti impegni economici che sono richiesti sia come capitali sociali, sia come costi per l’ottenimento dei permessi ministeriali per la distribuzione degli alcolici. Oltreché ovviamente per l’organizzazione e la gestione che è complessa e molto costosa.  

Sulla base di ciò nasce ITW RU che sarà la nuova piattaforma di distribuzione dei prodotti gourmet e vinicoli italiani e non destinati alla GDO e DO: una grande opportunità per le imprese italiane del settore che con un basso impatto economico possono affacciarsi e avere successo su questo enorme mercato
E’ bene evidenziare che Il costo zero in Russia non esiste, ( per intendersi le figure degli agenti di commercio come intese in Italia in Russia non ci sono) quindi se ritenete strategico questo mercato per la vostra azienda, la fase introduttiva richiede un vostro minimo intervento economico, così come lo richiederebbe una fiera o una manifestazione promozionale.
Con la differenza sostanziale che con noi il costo è molto più limitato e la presentazione e permanenza nel mercato è a tempo indeterminato, con un’altissima probabilità di successo e di enormi soddisfazioni per tutti.
Tutti gli investimenti li abbiamo fatti e li faremo noi
Ad oggi questa operazione ha richiesto un investimento di circa 800 mila euro in parte assorbiti dalla struttura e organizzazione già esistente e funzionante, ora siamo pronti a partire con le aziende italiane che vorranno ampliare il loro mercato e i loro fatturati in un’area che è la più vasta al mondo e in pieno sviluppo.
Una vera e propria partnership fra la nostra organizzazione e la vostra azienda

Cosa vi offriamo:
L’inserimento nella nostra organizzazione con un accordo di partnership per la distribuzione e vendita nel mercato dell’Area Russa che comprende anche le altre nazioni ad influenza russa, già la Federazione Russa è l’entità statale più vasta al mondo e con le altre nazioni è sicuramente l’area di mercato più in evoluzione per i prossimi 30 anni. 

ITW RU acquisirà il vostro prodotto franco Italia con tutti i costi di trasporto, dogana e certificazione a carico nostro, e con pagamento anticipato tramite bonifico bancario prima della partenza delle merci ordinate.
Le merci saranno inserite nel nostro magazzino di Mosca e una campionatura sarà esposta in un’area dedicata e attrezzata presso la sede del nostro showroom che conta circa 5000 visitatori/anno 

Vi garantiamo la promozione del vostro marchio/prodotto in tutta l’area di mercato tramite il nostro ufficio marketing, con le metodologie in uso da sempre presso la nostra organizzazione, milioni di presentazioni costanti nel tempo, tramite siti internet e social abituali, mail marketing, manifestazioni fieristiche di settore e quanto altro necessario.

Cosa vi chiediamo:
Un fee iniziale (una tantum) .
Un contributo in merce a vostro marchio per la promozione iniziale e le campionature

Le nostre referenze
Consulenti & Partners è in assoluto l’unica organizzazione strutturata e completamente autonoma e operativa nel mercato dell’area russa,  con oltre 18 anni di costante presenza, con sede e organizzazioni proprie a Mosca e con all’interno ogni competenza in materia di:
trasporti e dogane – noi siamo broker doganali
gestione amministrative e societarie – abbiamo i nostri commercialisti interni
marketing – ufficio marketing all’interno della nostra organizzazione
gestione e vendite  con  direzione commerciale e dirigenti italiani.
bancarie -siamo autorizzati a transare pagamenti in Rubli per pagamenti internazionali-
22 collaboratori specializzati all’interno della nostra struttura.

In questi anni: 

Un migliaio di aziende/prodotti/servizi/affari, presentati/proposti/inseriti nel mercato dell’area Russa.  Fatturati stimati per oltre 800 milioni diretti e indiretti.

Le nostre banche di riferimento:
 Sberbank di Mosca – VTB24 di Mosca –  Banca Migros  Svizzera.

Perché aderire a questa opportunità:
 
Perché il mercato russo è un’area in evoluzione da qui a 30 anni.
Perché la produzione vinicola e alimentare italiana è di gran lunga la più apprezzata in Russia.
Perché la Russia e nazioni limitrofe sono l’area di mercato più vasta al mondo.
Perché i prodotti italiani sono presenti già da tempo nella GDO e DO con diffuso successo.
Perché il mercato più evoluto richiede prodotti di qualità superiore e reperibili a largo raggio.
Perché l’e-commerce non può funzionare se le consegne non sono gestite sul posto.
Perché la piccola impresa del settore non sarebbe in grado di fare da se in questo mercato.
Perché questo mercato può risolvere decisamente le carenze nelle vendite nel mercato interno.
Perché questo mercato è in grado di acquisire una grande vastità di proposte del settore.
Perché la nostra organizzazione è la più referenziata e la più strutturata per questa iniziativa.
Perché una operatività a 360° come la proponiamo noi non la propone nessuno.
Perché la nostra è una proposta con rischio accettabile che comunque avrà un risultato.


Sanzioni alla Russia – Il “Sarchiapone” che si morde la coda.

Sanzioni alla Russia – Il “Sarchiapone” che si morde la coda.
( di Alessio Trovato pubblicato su Sputnik)
Le controsanzioni russe sono un insieme di decreti emanati dal Governo russo in risposta alle sanzioni emanate da USA, Canada e UE contro la Federazione Russa stessa. Si tratta di limitazioni ed esclusioni all’importazione di alcune categorie merceologiche alimentari provenienti dagli stessi Paesi sanzionatori della Russia. In particolare parliamo di frutta, verdura, insaccati e formaggi. Alcune testate nazionali già nel 2014 titolavano a tutta pagina di scaffali vuoti, di bluff del Governo russo e cercavano di spiegarci di come questi provvedimenti irresponsabili ed autoritari si sarebbero presto ritorti contro il ‘dispotico regime di Mosca’. Bene, senza farla tanto lunga e tanto politico-macroeconomica, andiamo quindi a vedere questi scaffali vuoti e questo bluff — andiamo insieme semplicemente… a fare spesa!

Pur se in maniera molto casalinga e artigiana abbiamo però dimostrato una cosa che è sempre stata lì sotto gli occhi di tutti e in tutto questo tempo — i russi se la cavano bene anche senza di noi, gli scaffali non solo non sono vuoti ma ci sono arance ed uva anche in piena estate e formaggi e salumi nostrani mano a mano vengono sostituiti con produzioni interne o provenienti dai Paesi più disparati. Se qualcuno di voi storce il naso all’idea del gorgonzola iraniano, brasiliano o fatto appena fuori Mosca, allora vi dico che sì, certo, il nostro è più buono, ma una pasta ai quattro formaggi ci viene lo stesso e, anzi, magari in un prossimo video vi faremo vedere proprio come si fanno piatti tipicamente italiani qui a Mosca pur senza prodotti italiani. Insomma i russi sarebbero stati ben lieti di continuare ad importare le nostre rinomate leccornie ma, se proprio bisognava farne una questione di principio, ecco allora dimostrato quanto per i russi sia facile farne a meno. Per ora non parliamo dei dati macroeconomici e dell’incidenza negativa per la nostra bilancia commerciale, per ora limitiamoci al dato visivo, e il dato visivo è chiaro — i russi amano tanto l’Italia ma vivono bene anche senza.
Le sanzioni:
Si tratta di un insieme di misure restrittive contro la Russia adottate principalmente da USA e Unione europea nei confronti di Mosca, come risposta alla “deliberata destabilizzazione dell’Ucraina” e “all’annessione della Crimea”, come si legge sul sito dell’Unione europea. L’Ue impone diversi tipi di misure restrittive, misure diplomatiche, individuali ed economiche.

Prendiamo per esempio la DECISIONE 2014/512/PESC DEL CONSIGLIO del 31 luglio 2014 che inizia così:

“Il 6 marzo 2014 i capi di Stato o di governo dell’Unione europea hanno condannato fermamente la violazione ingiustificata della sovranità e dell’integrità territoriale dell’Ucraina da parte della Federazione russa e hanno esortato la Federazione russa a ritirare immediatamente le sue forze armate nelle zone in cui sono stazionate in permanenza”. Sulla base di questo sono state imposte le prime sanzioni.

Ora, secondo logica, o queste forze armate stanziate in permanenza la Russia le ha poi ritirate, e quindi la risoluzione 512 ora la si potrebbe ridiscutere, oppure ha ragione il Consiglio ma allora quelle ‘forze armate stanziate in permanenza’ dovrebbero essere ancora là. DOVE? Se ce lo dicessero pubblicamente chiunque volesse potrebbe fare una ricerca e verificare, magari anche sul posto, no?

Prendiamo in esame ora un’altra risoluzione — quella pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea il 19 dicembre 2014 chiamata “Regolamento UE n. 1351/2014 del Consiglio” in risposta all’annessione illegale di Crimea e Sebastopoli da parte della Russia ed in considerazione del suo protrarsi. l’UE, già a partire dal mese di giugno 2014, aveva imposto restrizioni sulle merci originarie di quei territori e sulla fornitura di finanziamenti o assistenza finanziaria connessi all’importazione di tali merci, nonché restrizioni degli scambi e degli investimenti relativi a progetti infrastrutturali in certi settori.

A proposito della Crimea posso portare la mia testimonianza diretta dato che ho vissuto due anni a Sebastopoli, prima e dopo la riunificazione (così la chiamano da quelle parti, non certo annessione) — la Penisola ha superato tutte le principali difficoltà ma c’è stato un periodo in cui hanno veramente provato a prenderla per fame. Tagliato le forniture d’acqua, gas e luce dall’Ucraina, chiusura della frontiera continentale, embargo finanziario e commerciale praticamente totale dall’Europa. Farsi mandare un bonifico dall’Italia era impossibile, i russi hanno sostenuto uno sforzo veramente serio per portare le forniture necessarie attraverso lo stretto di Kerch’ e il ponte allora era ancora solo un miraggio che pareva irrealizzabile. Quindi le sanzioni specificatamente contro la Crimea sono state una faccenda seria. Inutili anche lì, ma seria. Inutili, per altro, dal punto di vista economico, dal punto di vista politico addirittura un boomerang perchè se mai i crimeani avessero avuto dubbi, dopo quel tipo di atteggiamento fu chiaro a tutti da che parte giusto schierarsi.
Proviamo invece ad analizzare l’impatto delle sanzioni sulla Russia continentale, cosa hanno colpito esattamente? Questo è molto difficile da dire perché se le controsanzioni hanno provocato il fiorire della produzione interna casearia, per esempio, e moltiplicato i fornitori sostitutivi di prodotti ortofrutticoli, cosa abbiano prodotto le sanzioni, a tutt’oggi, non lo abbiamo capito. La Russia sta sostituendo il percorso di avvicinamento all’Europa, vista la chiusura, con un intensificarsi delle relazioni con i Paesi BRICS (Brasile, Cina, India, Sud Africa), oltre Iran e America Latina, isolare una Nazione così grande è inutile e velleitario. Andando a vedere tra i provvedimenti presi notiamo però una cosa molto particolare — se le controsanzioni russe hanno carattere generico e concettuale (rivolte a tutte le esportazioni e gli esportatori), le sanzioni hanno invece molto spesso carattere ‘ad personam’. Esistono liste di personaggi pubblici russi singolarmente sanzionati. Se andiamo a guardare nel dettaglio questa lista troviamo delle cose veramente interessanti. Troviamo rappresentanti delle autorità democratiche russe, crimeane, personaggi del mondo dell’arte, della cultura. Sì è così. Nel terzo millennio, le democrazie, sanzionano ad personam individui che servirebbero al dialogo ed al confronto appunto… democratico.


Cerca con una parola

Archivi

Categorie