Bruxelles mantiene relazioni molto strette con Mosca, ma lo nasconde. una politica di “ puntellamento” economico per “stare con la moglie (USA) ma andare con l’amante”…vedendo il debito USA che cresce 36 volte più rapidamente del PIL

Bruxelles mantiene relazioni molto strette con Mosca, ma lo nasconde. una politica di “ puntellamento” economico per “stare con la moglie (USA) ma andare con l’amante”…vedendo il debito USA che cresce 36 volte più rapidamente del PIL

Secondo il ministero degli Esteri britannico, i ministri degli Esteri in Lussemburgo approveranno il “regime di sanzioni proposto dalla Gran Bretagna e Francia dopo gli attacchi in Siria e Salisbury”. (nessuno ha mai provato che la Russia sia coinvolta…un po’ come per le altre inesistenti armi dei tempi di Saddam) E Mosca in periodo di sanzioni dell’Occidente ha stipulato più contratti con le capitali europee. Mentre Bruxelles mantiene relazioni molto strette con Mosca, ma lo nasconde.
Si potrebbe pensare ad una politica di “ puntellamento” economico per “stare con la moglie (USA) ma andare con l’amante” vedendo il debito USA che cresce 36 volte più rapidamente del PIL e sale sempre più in alto, e i chiari segnali di una profonda crisi che sta vivendo la società statunitense – dice l’economista Jeffrey Sachs.
Mosca in periodo di sanzioni dell’Occidente ha stipulato più contratti con le capitali europee e le città, ha detto il vice dirigente della capitale, del dipartimento di economia e relazioni internazionali Igor Tkach.
“Durante le più dure sanzioni nei due, tre anni di questo periodo, il maggior numero di accordi di cooperazione “città-città” lo abbiamo firmato proprio in questo momento. Il primo accordo era con Roma, poi con Vienna, Berlino, Parigi, Milano. Un gran numero di città hanno firmato con noi un accordo in tempo di sanzioni, questo isolamento fino ad oggi non si è sentito” ha detto.
Il rapporto della Federazione russa e dei paesi occidentali si è deteriorato a causa della situazione in Ucraina, dove nel 2014 si è verificato un colpo di Stato, e per la Crimea, che è stata riunita alla Federazione russa dopo un referendum. I paesi occidentali hanno accusato la Russia di ingerenza negli affari dell’Ucraina e hanno introdotto sanzioni. Mosca ha adottato misure di ritorsione, ripetutamente respinto le accuse e ha dichiarato che parlare la lingua delle sanzioni è controproducente.
Nonostante ciò Bruxelles mantiene relazioni molto strette con Mosca, ma lo nasconde. Così si è espresso nel corso di un’intervista il ministro degli Esteri ungherese con il giornale Der Standard. Il ministro ha detto che l’Unione Europea è attivamente impegnata negli affari con la Russia, ma le autorità europee preferiscono nascondere questi rapporti d’affari.
Il grande business continua, tuttavia, ai cittadini europei preferiscono mostrare solo conflitti mediatici, nascondendo le relazioni commerciali esistenti. “Gli europei occidentali sostengono con la Russia un rapporto più stretto dell’Ungheria, l’unica differenza è che essi cercano di nascondere il grande business con litigi superficiali” ha dichiarato il capo della diplomazia ungherese, aggiungendo che è stato molto sorpreso, quando alla Settimana dell’energia nella capitale russa ” al tavolo di Putin” ha visto i dirigenti delle quattro maggiori compagnie energetiche occidentali. (in parte estratto da Spunik)
Debito Usa a $21mila miliardi, cresce 36 volte più rapidamente del Pil
Un numero enorme, più grande della dimensione di tutta l’economia degli Stati Uniti. Ma ciò che colpisce è più che altro la velocità con cui sta crescendo l’indebitamento a stelle e strisce.
Una situazione al limite come avvertono gli analisti che si riflette sulla qualità di vita degli stessi americani.
“Gli Stati Uniti ottengono scarsi risultati in termini di misure sociali: l’aspettativa di vita è diminuita, le disuguaglianze sono aumentate e la fiducia nel governo è diminuita”.
Così il famoso economista Jeffrey Sachs secondo cui nonostante “l’economia con le misure tradizionali sta facendo bene”, ma vi sono segnali chiari di una profonda crisi che sta vivendo la società statunitense.
Le tendenze non sono buone e la posizione comparativa degli Stati Uniti rispetto ad altri paesi ad alto reddito è a dir poco allarmante.
Sachs mette in evidenza tre malattie correlate che devono essere affrontate: l’obesità, l’abuso di sostanze (in particolare la crisi degli oppiacei ossia le massicce prescrizioni da parte dei dottori di farmaci e anti dolorifici a base di oppio – potentissimi, più della morfina – che hanno creato un esercito di drogati negli Stati Uniti e incrementato il numero di suicidi) e la depressione”.
Debito Usa record: ecco chi sono i creditori
Il debito federale Usa ha raggiunto il record di 21,21 mila miliardi di dollari alla fine di giugno, mostrando una crescita del 6,9% rispetto allo stesso periodo di un anno prima. Ma nelle mani di chi è concentrato in misura maggiore il debito Usa?
Da un’analisi pubblicata da MarketWatch, che riporta dati del Tesoro Usa, la fetta piú grossa, pari circa al 70%, è posseduto da investitori domestici, tra cui la Federal Reserve.
Mentre il 30% è nelle mani di stranieri per una somma complessiva pari a 6,21 mila miliardi di debito. In questo spicchio, a dominare sono le due prime potenze asiatiche, Cina e Giappone, ma nella lista spiccano anche paradisi fiscali o presunti tali, come le Isole Cayman.
Nello specifico, il debito Usa detenuto da creditori esteri è concentrato nella casse di cinesi e giapponesi che, nonostante abbiano ridotto negli ultimi tre anni la loro esposizione, possiedono circa mille miliardi di debito a testa. Seguono a ruota Brasile e Irlanda (300 miliardi di dollari circa), tallonate da Regno Unito, Svizzera e Lussemburgo. (da finanzaonline)


Sanzioni USA inefficaci ad effetto boomerang. E intanto ci si libera dei buoni del tesoro USA. Mentre la Germania esorta a reagire a nuove sanzioni antirusse USA

Sanzioni USA inefficaci ad effetto boomerang. E intanto ci si libera dei buoni del tesoro USA. Mentre la Germania esorta a reagire a nuove sanzioni antirusse USA
In base alle nuove misure, il Dipartimento di Stato Americano non rilascerà le autorizzazioni per le esportazioni di armi ( guardacaso proprio armi…ndr) e prodotti a duplice uso civile e militare verso le società controllate dallo Stato russo, ad eccezione delle esportazioni necessarie per la cooperazione nello spazio, così come dei prodotti orientati alla sicurezza dell’aviazione civile.
“Consideriamo la decisione di Washington non solo come parte di una politica intenzionale per delegittimare gli organi internazionali predisposti al controllo degli armamenti e alla non proliferazione, incluso il divieto alle armi chimiche. A differenza degli Stati Uniti, la Russia continua a perseguire i suoi impegni: il potenziale chimico-militare è stato completamente distrutto, come opportunamente verificato, anche da specialisti americani”, si afferma in una dichiarazione della portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova.
Duma: sanzioni USA difendono interessi commerciali di Washington
La guerra delle sanzioni degli Stati Uniti ha lo scopo di proteggere gli interessi commerciali di Washington, piuttosto che i valori democratici o legali, ha dichiarato il vicepresidente del comitato per la duma di stato per gli affari internazionali Alexey Chepa.
Effetto boomerang delle sanzioni.
Le sanzioni economiche americane sono inefficaci nel lungo periodo, scrive il quotidiano tedesco Handelsblatt.
L’autore dell’articolo ricorda che, solo nel primo anno della presidenza di Donald Trump, gli Stati Uniti hanno imposto misure afflittive nei confronti di oltre 700 tra persone, agenzie governative e società. Di conseguenza, Paesi come la Russia, il Venezuela e l’Iran hanno perso l’accesso al mercato e ai capitali degli Stati Uniti, mentre Washington sfrutta la posizione dominante della propria moneta, si afferma nell’articolo.
Tuttavia nel breve futuro spesso gli Stati Uniti non raggiungono l’obiettivo che sono prefissati e le sanzioni imposte non hanno alcun effetto, mentre nel lungo periodo, come sottolineato dall’autore dell’articolo, portano al risultato opposto.
Come spiegato da Handelsblatt, le autorità iraniane traggono solamente benefici dal conflitto con gli Stati Uniti, in una situazione simile si trovano Russia e Venezuela, anche il presidente della Turchia Erdogan non perde popolarità tra i suoi concittadini.
Questo, secondo la pubblicazione, è il problema principale della politica di sanzioni degli Stati Uniti.
Le sanzioni, finalizzate ad influenzare il corso di singoli Paesi, inducono i governi di questi Stati a perseguire maggiormente il loro corso, allo stesso tempo regalano la possibilità alle autorità di presentarsi come vittime di un’aggressione.
Pertanto è difficile per gli avversari degli Stati Uniti trovare un nemico migliore di Trump, conclude l’articolo.
Dal dollaro all’oro: l’Iran prosegue la battaglia contro l’embargo petrolifero americano
Sullo sfondo delle pesanti sanzioni degli Stati Uniti, l’Iran sta cercando alternative e soluzioni per salvaguardare gli scambi commerciali con altri Paesi. Il Consiglio per la cooperazione economica tra Iran e Africa propone di scambiare il petrolio per l’oro negli scambi commerciali con l’Africa.
In un’intervista con Sputnik il presidente del Consiglio per la cooperazione economica tra l’Iran e l’Africa Hasan Khosrowjerdi e l’esperto iraniano di energia Seyed Saeed Mirtorabi hanno parlato di come questo scambio possa contribuire a risolvere il problema della monetizzazione delle operazioni di commercio estero, così come della disponibilità dell’Iran a valutare forme di pagamento per il petrolio oltre all’oro.
Secondo Khosrowjerdi, nonostante la pressione degli Stati Uniti, ci sono Paesi che non temono di fare affari con l’Iran:
“Ci sono Paesi che non andranno incontro alle richieste degli Stati Uniti e sono disposti a comprare il petrolio dall’Iran. Inoltre alcuni sono disposti a scambiare il petrolio con l’oro. Qualsiasi Paese può raggiungere accordi commerciali con l’Iran.
Intanto ci si libera dei buoni del tesoro USA….
La Turchia si libera dei buoni del Tesoro USA – La Russia lo aveva già fatto a Maggio riducendoli drasticamente.
A giugno la Turchia ha ridotto i suoi investimenti nel debito pubblico americano, finendo così esclusa dalla lista dei maggiori detentori dei buoni del Tesoro USA. Viene evidenziato dai dati del Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti.
Nel mese in esame gli investimenti di Ankara nel debito nazionale statunitense sono scesi a 28,8 miliardi $, mentre a maggio ammontavano a 32,6 miliardi $.
La Turchia ha continuamente e gradualmente ridotto i suoi investimenti nei buoni del Tesoro americano a partire dallo scorso novembre. Allora gli investimenti della Turchia nel debito pubblico statunitense ammontavano a 61,2 miliardi di dollari (più del doppio di adesso — ndr).
La Russia non risulta essere tra i principali detentori del debito pubblico americano già dallo scorso maggio, quando ha drasticamente ridotto i suoi investimenti nei buoni del Tesoro USA da 48,7 miliardi a 14,9 miliardi di dollari.
Germania esorta a reagire a nuove sanzioni antirusse USA.
L’Europa deve reagire alla politica di sanzioni USA nei confronti di Russia, Cina e altrui partner economici, ha dichiarato il Ministro degli Esteri tedesco Heiko Maas, ad una conferenza degli ambasciatori a Berlino.
“Washington ci sta costringendo a formulare risposte europee in relazione alla politica di sanzioni. Questo vale per Europa e Germania, se gli Stati Uniti improvvisamente senza preventivo accordo e senza preavviso introducono sanzioni contro Russia, Cina, Turchia e in futuro, forse contro altri importanti partner commerciali, bisogna reagire “, ha detto il Ministro.
In precedenza Maas ha dichiarato che il Ministero degli Esteri tedesco avrebbe riconsiderato la strategia di politica estera della Germania nei confronti degli Stati Uniti. Così, ha osservato che gli Stati Uniti e l’Europa sono in allontanamento da molti anni, e la comunità di interessi e valori sta gradualmente scomparendo.
(Estratti da Sputnik+ndr)


Gli affari correnti del governo scaduto Gentiloni non sono poi così correnti e il presidente Mattarella se ne infischia!

Gli affari correnti del governo scaduto Gentiloni non sono poi così correnti e il presidente Mattarella se ne infischia!

 Solidarietà alla May per la dubbia e discutibile questione della spia russa doppiogiochista.

Espulsione di due diplomatici Russi senza alcuna prova di responsabilità della Russia.

Invio di supporto militare contro la Siria senza alcuna prova che Assad abbia usato gas.

 Solidarietà, e appartenenza ad occhi chiusi per ogni tesi, inciucio e trama messe in atto dagli USA, UE e GB per creare confusione, contrasti, guerre e morte in ogni dove!

 

Scrive Maurizio Blondet 11 aprile 2018

Alle 17.33 del 10 aprile l’agenzia Al Sura ha segnalato che una cisterna volante italiana KC-767 è entrata in Giordania dallo spazio aereo dell’Arabia Saudita.   L’aereo, un Boeing, farà il rifornimento in volo dei caccia occidentali che lanceranno i missili contro la Siria.

Dunque il governo Gentiloni, scaduto e senza legittimità, ha portato l’Italia in guerra contro uno Stato che non ci ha mai fatto nulla di male, e contro cui non abbiamo nemmeno dichiarato guerra prima di aggredirlo.

Contro un capo di Stato, Hafez el Assad, che il1 8 marzo 2010, il capo dello Stato – allora Giorgio Napolitano – ha decorato della Gran Croce al merito della Repubblica, lodandolo come “esempio di laicità e difensore della libertà”.   Abituato alla menzogna senza vergogna.

Il governo scaduto ci mette anche in linea di ostilità armata contro la Russia, contro la nostra nazione non ha alcun motivo di inimicizia, e contro cui abbiamo esercitato qualsiasi possibile offesa senza alcun motivo e contro i nostri interessi, ed anzi storica amicizia. Ci mette in guerra anche contro l’Iran, di cui – come ”Europa” –     abbiamo garantito l’accordo sul nucleare, solo per rimangiarcelo appena Trump ha proclamato, su istigazione neocon, che avrebbe stracciato quel patto.

Altri hanno notato che un governo in carica per gli affari correnti, considera un affare corrente portarci in una guerra fra potenze nucleari, senza alcun motivo fondato – se non sulla menzogna: “Dobbiamo dire chiaramente che l’uso di armi chimiche da parte del regime di Assad non può essere in alcun modo tollerato”.

Ovviamente va prima provato, come hanno ribattuto Salvini, Paolo Romani, Giorgia Meloni.

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Sanzioni, Business, Interessi: il balletto dell’ipocrisia europea.

 Il volume delle esportazioni dall’UE alla Russia è diminuito di 30 miliardi di euro dopo l’introduzione delle sanzioni. Ne parla il quotidiano tedesco Die Welt.

Secondo un’indagine commissionata dal Parlamento europeo all’istituto austriaco Wifo, specializzato nella ricerca economica, le sanzioni europee contro la Russia sono costate all’Unione Europea 30 miliardi di euro.

“Il fardello più pesante — 11,1 miliardi di euro in negativo — grava sulle spalle della Germania. Tocca poi a Polonia, Gran Bretagna e Francia”, afferma la pubblicazione.

La situazione cambia se si considerano le percentuali sul totale delle esportazioni europee. Per esempio, Cipro ha perso un terzo delle sue esportazioni verso la Russia. Le sanzioni hanno altresì danneggiato la Grecia (meno 23%) e la Croazia (21%). La Germania ha ridotto le sue esportazioni del 13,4% rispetto al livello pre-sanzioni.

“Questi risultati sorprendono anche perché l’idea di mettere in difficoltà la Russia con l’aiuto delle sanzioni sembra non aver funzionato. Dopo qualche problema all’inizio, l’economia russa si sta riprendendo. Bloomberg stima che quest’anno e l’anno prossimo l’economia può crescere dell’1,7%”, sottolinea l’articolo.

La pubblicazione spiega che, in generale,la Russia ha notevolmente ridotto la sua dipendenza dall’Occidente. La Banca centrale russa, piuttosto che fare affidamento esclusivamente sul dollaro, ha iniziato a comprare anche l’oro.

Molto presto il paese potrà tornare nella lista degli stati con una valutazione positiva degli investimenti.

“Mosca riceverà presto un rating positivo: è solo una questione di tempo… Gli investitori sono già pronti a prestare denaro alla Russia. In estate, quando la relazione tra Mosca e Washington hanno toccato il fondo, Mosca si è assicurata 3 miliardi di dollari sui mercati finanziari”, rileva la pubblicazione, notando che nei mercati finanziari le sanzioni è come se non esistessero.

il presidente russo Vladimir Putin il 12 ottobre a Sochi incontrerà la comunità imprenditoriale della Germania, tra cui i rappresentanti di Siemens e Nord Stream. Lo ha reso noto l’assistente del presidente Yuri Ushakov.

“Il 12 ottobre a Sochi si terrà una riunione molto importante del nostro Presidente con i rappresentanti dei circoli d’affari tedeschi. Questo incontro è stato organizzato su iniziativa della Commissione economico orientale tedesco. Il presidente terrà anzitutto un discorso di apertura, seguirà quindi una discussione aperta”, ha detto Ushakov.

Egli ha aggiunto che alla riunione prenderanno parte venti rappresentanti delle grandi imprese tedesche presenti sul mercato russo, tra cui Linde, Bauer, Knauf, Siemens, Metro, Schaeffler, Wolffkran e Nord Stream.

Secondo Ushakov, la maggior parte della riunione sarà presieduta dai presidenti dei consigli d’amministrazione delle società tedesche. Siemens sarà rappresentato da Klaus Helmrich, membro del consiglio d’amministrazione.

Nel contempo poi  Mosca sta preparando una riunione dei ministri dell’Economia russa e francese, che si terrà a dicembre in Russia.

Lo ha detto ai giornalisti il vice ministro degli Esteri Aleksey Meshkov.  “A metà dicembre — ha spiegato — si terrà il cosiddetto CEFIC (consiglio russo-francese per questioni economiche, finanziarie, industriali e commerciali): questa è la nostra istituzione intergovernativa. Da parte nostra ci saranno il ministro dello Sviluppo Economico Maxim Oreshkin e il ministro dell’Economia”.

E ancora nonostante la deviazione del gasdotto per aggirare le acque danesi…… come affermato dal  direttore tecnico della società di costruzioni “Nord Stream 2 AG” Sergey Serdyukov ha parlato di un percorso alternativo per la costruzione del gasdotto. Lo segnala il giornale economico russo Vedomosti.

Il nuovo percorso aggirerà la Danimarca, in quanto le autorità danesi sono intenzionate a vietare la costruzione dell’infrastruttura nelle loro acque territoriali. Serdyukov ha affermato che il nuovo percorso del gasdotto non cambia praticamente la lunghezza del progetto originale. “La distanza non importa. Su una lunghezza complessiva di 1.200 chilometri, a chi può interessare una deviazione di qualche chilometro?”

Inoltre il direttore di Nord Stream 2 AG ha dichiarato che i principali appaltatori per la costruzione di Nord Stream 2 sono sicuri di partecipare al progetto, nonostante le sanzioni statunitensi imposte ad agosto.

A settembre il governo danese aveva proposto un decreto per bloccare la costruzione di Nord Stream-2 nel proprio territorio “per motivi di sicurezza e di opportunità di politica estera”.

“Nord Stream-2” è un gasdotto che unirà la Russia e la Germania passando sotto il Mar Baltico. Contro la sua attuazione si sono schierati alcuni Paesi dell’Europa orientale, l’Ucraina e gli Stati Uniti.

Ndr. Forse data l’ipocrisia generale non sarebbe meglio uscire “ufficialmente” dalle sanzioni USA contro la Russia visto che nessuno le vuole e che del “partner Russia” non se ne può fare a meno…. pena l’impoverimento di tutta l’Europa?

(estratto da alcuni articoli di Sputnik)

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SANZIONI E PRESSIONI ECONOMICHE NON SERVONO. IL BUSINESS INNANZITUTTO

LE SANZIONI NON SERVONO

“Nonostante le pressioni e le sanzioni esterne, stretti vincoli sul capitale e sulla componente tecnologica, la nostra economia si è generalmente adattata alle nuove realtà e ha cominciato a crescere. Le tendenze positive nell’economia dovrebbero essere sostenute e rafforzate”, ha detto Medvedev durante una riunione sulle previsioni macroeconomiche. Secondo ciò che ha dichiarato il primo ministro russo Dmitry Medvedev

E questo noi e altri operatori stranieri presenti nel mercato russo lo abbiamo già rilevato, un dato confermato anche dall’ICE che mette in evidenza che le importazioni italiane verso la Russia sono aumentate e stanno aumentando sensibilmente, e questo nonostante le sanzioni che penalizzano notevolmente il settore agroalimentare italiano ( bontà dell’imbecillità dei “politicanti” italiani) Infatti le sanzioni imposte alla Russia sono state una vera opportunità per attivare produzioni interne o vitalizzare rapporti con altre aree produttive al di fuori delle nazioni sanzionatorie.

Che le sanzioni non siano mai servite e non servano è un dato di fatto ormai appurato e la Corea del Nord ne è la prova più immediata e attuale.

La Russia non ha mai chiesto la cancellazione delle sanzioni che gli sono state imposte e non ha intenzione di richiederla, come afferma Anatoly Antonov, il nuovo ambasciatore russo negli Stati Uniti: “La Russia non ha mai chiesto di cancellare le sanzioni e non lo farà. Ma è evidente che si tratta dell’ostilità verso il nostro paese”. Di fatto dalla fine del 2016, dopo sette trimestri negativi il PIL russo ha cominciato a crescere di nuovo, scrive Capiatl Economics, in base ai dati del servizio federale di statistica russo, nel secondo trimestre di quest’anno gli indicatori economici sono aumentati del 2,5% rispetto al passato. È il più grande salto dal terzo trimestre del 2012, evidenzia la testata.

Secondo gli analisti, questi dati suggeriscono che la situazione economica è stata riportata alla normalità. “La crescita è fortemente aumentata nell’edilizia e nell’industria”, affermano gli esperti di Capital Economics. Anche nel commercio sono state osservate tendenze positive. La diminuzione della produttività economica si osserva solo nel settore agricolo.

Ma gli USA continuano a violare il diritto internazionale e insistono con sanzioni assurde a destra e a manca come se il “mondo” fosse una loro esclusiva area d’interesse economico calpestando il diritto di ogni altra nazione imponendo le loro volontà ad ogni costo, pena la ritorsione contro chi “non ci sta”.

Questa volta però anno scatenato le proteste di Berlino e Vienna che hanno criticato le nuove sanzioni americane alla Russia. Insieme, i due ministri degli esteri, stentoreamente, ufficialmente, hanno minacciato addirittura contro-sanzioni a danno degli Stati Uniti, scrive Maurizio Blondet e il motivo di tutto questo è che le nuove sanzioni colpiscono direttamente gli interessi germanici e precisamente, impongono multe, ammende e sanzioni alle aziende che partecipano alla costruzione, o al finanziamento, del Nord Stream 2, il gasdotto che porta il gas russo alla Germania e passa in fondo al Baltico, lasciando fuori Polonia e Ucraina, i nuovi alleati dell’America.

Invece l’Italia deve continuare ad obbedire alle sanzioni contro la Russia decretate da Berlino (scusate, dalla UE continua M. Blondet) per favorire i golpisti di Kiev. Infatti, nello steso comunicato in cui si oppongono fieramente alle sanzioni americane a Mosca, i due ministri Sigmar Gabriel e Christian Kern ribadiscono che “è importante per l’Europa e gli Stati Uniti formare un fronte unito sulla questione dell’Ucraina”, dove secondo la Ue sono i russi ad armare i separatisti del Donbass, e Putin va punito perché s’è ripreso la Crimea. Quindi noi italiani non possiamo più vendere il gorgonzola ( tutti i prodotti agroalimentari e latticini n.d.r.) ai moscoviti, ma i tedeschi possono costruire coi russi un gasdotto da miliardi di dollari, che farà della Germania un hub delle forniture in tutta Europa, scrive Blondet.

Ma, comunque sia e nonostante tutto l’economia russa cresce, la Russia si è adattata alle sanzioni degli Stati Uniti e il sistema finanziario russo non ne subisce l’impatto, lo dice l’analista capo della società di rating russa ACRA Natalia Porokhova.   “Le sanzioni contro l’economia russa sono in vigore da ormai 3 anni e ogni nuova espansione di queste misure impatta sempre di meno la stabilità finanziaria dell’economia russa, in quanto c’è stato un adattamento sostanziale alle sanzioni”, — ha dichiarato la Porokhova a RIA Novosti.

Contro le sanzioni alla Russia hanno protestato le regioni del nord Italia, ( e anche la tedesca Sassonia) vari politici, imprenditori e anche banche come il presidente di banca intesa che ha detto: stop alle sanzioni alla Russia, perché “non servono a niente”, se non a regalare importanti quote di mercato e lauti guadagni a Cina, Sud Africa e Corea del Sud.

Nonostante tutti dicano che le sanzioni non servono si continua ad aderire ma sotto sotto poi gli affari, quelli importanti, importanti soprattutto per Germania e Francia, si continuano a fare visto che: entro l’anno BP British Petroleum e Rosneft chiuderanno l’accordo per fornitura di gas russo, MERCEDES BENZ APRE UNA NUOVA FABBRICA IN RUSSIA nel parco industriale “Esilovo”.

Che le sanzioni non hanno provocato degli effetti negativi sui contratti di Rosoboronexport: I contratti dell’agenzia statale Rosoboronexport non hanno avuto effetti negativi a causa delle sanzioni occidentali. Lo ha detto ai giornalisti il direttore generale, Alexander Mikheev, durante il salone internazionale dell’aviazione e dello spazio MAKS.

E al Forum Economico Internazionale di San Pietroburgo (SPIEF-2017): In 3 giorni sono stati concordati e firmati 386 memorandum, accordi e contratti relativi alla collaborazione in diversi settori economici, per un totale di 2.000 mld di rubli, ovvero oltre 31 miliardi di euro.

Ma anche: La russa Rosneft e l’italiana Eni inizieranno le trivellazioni congiunte nel mar Nero. Lo ha riferito il capo di Rosneft, Igor Sechin. e alla passata conferenza stampa di Paolo Gentiloni e Vladimir Putin a Sochi, Gentiloni ha definito “proficue” e “ottime” le relazioni che intercorrono tra Roma e Mosca, notando negli ultimi mesi una significativa crescita nelle relazioni economico-commerciali tra i due paesi.

E poi: I Russi ritornano a fare i turisti in Europa, grazie al rafforzamento del rublo e al mercato interno più stabile.Grazie al rublo diventato più forte e stabile che in passato i turisti russi hanno ripreso a viaggiare verso i Paesi europei, scrive Die Welt.

E Il Parlamento tedesco aveva già sostenuto che il progetto infrastrutturale “Nord Stream-2”, la costruzione della parte sottomarina del gasdotto, non debba essere soggetta alle normative dell’Unione Europea, ha riferito il presidente della commissione su Economia e Energia Peter Ramsauer (Csu).

E comunque: Circa 500 aziende italiane che lavorano in Russia hanno mantenuto una presenza nel paese nonostante le sanzioni Ue contro la Russia. È quanto si legge in una nota presidenziale dopo la visita del presidente Sergio Mattarella nella quale si aggiunge che la cooperazione continua sia nell’industria sia nel settore della ricerca e sviluppo.

Certo è che la Russia è la Nazione meno indebitata al mondo ( meno del 20% sul PIL in diminuzione – gli Stati Uniti detengono il più alto livello di debito mentre l’Italia è sesta più indebitata)

E poi sembra che la Russia sia diventata una calamita per gli investimenti. Le statistiche dimostrano una significativa crescita dell’interesse degli investitori stranieri verso la Russia. Lo riporta Forbes in un articolo di Kenneth Rapoza. Secondo una ricerca dell’istituto americano Emerging Portfolio Fund Research Global sulla situazione annuale del capitale, a gennaio 2017 la Russia ha sorpassato gli altri mercati emergenti per volume di investimenti, piazzandosi davanti a Cina, India, Brasile e Messico.

E allora di cosa stiamo parlando? Tutta questa storia per mettere uno o due navi da guerra USA nel mar nero o arricchire la solita lobby delle armi e ottenere influenze territoriali sobillando “golpisti” e facinorosi?     Ma di cosa stiamo parlando? Il business è business e della Russia nessuno può farne a meno, questa è l’unica realtà, tutto il resto è solo ipocrisia.

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Gas USA in Europa a prezzi esagerati rispetto a quello russo……..

Qual’è l’imbecillità che spinge ad acquistare il gas americano ad un prezzo molto più alto di quello della Russia? Gli USA cercano di minare in qualche modo l’economia Russa grazie alla russofobia scatenata ad hoc ma non ci riescono….possiamo ben capire quali siano gli interessi americani per la supremazia energetica, e anche nello scatenare conflitti in ogni dove sia per il controllo delle fonti energetiche, per l’influenza politica e per la vendita delle armi. Non capiamo però perché nazioni europee abbiano interesse ad acquisire il gas a costi molto alti….passi l’Ucraina che, dato il conflitto con la Russia, si possa rifornire diversamente ” tanto paga l’Europa” ( e Trump ha annunciato l’invio di nuove armi al governo fascista ucraino) ma che la Polonia prenda il gas dagli USA è sintomo d’imbecillità cronica…..ma che paghi in qualche modo l’Europa anche in questo caso?

Tatiana Santi ( da Sputnik Italia)

i Stati Uniti si affacciano al mercato energetico del Vecchio Continente per esportare gas liquefatto, cercando così di scalzare la Russia che, da primo fornitore assoluto, assicura ben il 35% del fabbisogno europeo. Guerra del gas, ma in Europa la Russia batte gli USA.

Tirano venti da guerra fredda fra Washington e Mosca, che si scontrano in tema energetico sul campo di battaglia europeo. Dall’anno scorso gli Stati Uniti hanno dato il via all’export di gas liquefatto e adesso mirano alle forniture verso il Vecchio Continente. A giugno è arrivata in Polonia la prima nave che trasportava gas americano.

Stando ai numeri però il gas russo è estremamente più conveniente, visti gli elevati costi del trasporto e della rigassificazione del gas liquefatto d’oltreoceano. L’establishment americano inoltre intende mettere in discussione il primato russo nelle forniture di gas attraverso le sanzioni che colpiscono il progetto Nord Stream 2, danneggiando così anche gli interessi europei.In prospettiva futura quale sarà l’importanza del gas russo per l’Europa? Qual è il peso geopolitico dell’energia? Sputnik Italia ne ha parlato con Davide Tabarelli, presidente di Nomisma Energia, società indipendente di ricerca sull’energia e l’ambiente.

— Davide Tabarelli, l’ostilità Russia-Stati Uniti si gioca anche sul gas e il terreno di scontro è l’Europa?

— Il campo politico più importante di sempre nello scontro fra Stati Uniti e Russia non è certo l’Alaska, dove si è negoziato e sono stati trovati degli accordi in passato, ma l’Europa. L’Europa è il campo dove ci sono i maggiori interessi, la ricchezza, la cultura, la storia ma si tratta anche di energia. La principale fonte di entrata di denaro, di valuta pregiata della Russia è il gas esportato verso l’Europa. La Russia è un Paese europeo, nonostante si estenda verso l’Asia, di fatto è in Europa che l’economia russa ruota.

— Le sanzioni americane contro la Russia minano i rapporti fra Mosca e l’Europa, è finito nel mirino il progetto del Nord Stream 2. Le sanzioni americane penalizzano anche le aziende europee. A pagare quindi è anche l’Italia?

— Certo, l’Italia esporta molti manufatti di metalmeccanica, beni della sfera alimentare e del lusso verso la Russia. Le società italiane, l’Eni, la Saipem, la Bonatti ed altre sono coinvolte nei grandi progetti come il Nord Stream. Ricordiamoci che c’è anche il South Stream e il Turkish Stream, si tratta di una sconfitta dell’Italia sotto il profilo strategico ed energetico di cui si parla poco. Anni fa si parlava del South Stream come di una soluzione per bypassare l’Ucraina, ma anche per rafforzare i legami con la Russia, oggi è un progetto abbandonato. È un peccato innanzitutto per le imprese, ma anche per la sicurezza del sistema Italia e quello europeo.Il Nord Stream è un progetto già realizzato per 50 miliardi di metri cubi, il raddoppio del gasdotto lo ritengo utile, però è sempre lanciato a nord. Sarebbe stato molto più positivo se si fosse realizzato anche il South Stream, che doveva passare attraverso il Mar Nero e arrivare sulle coste europee. Il progetto non è stato realizzato per varie ragioni ed è un peccato. Quando ci sono dei peggioramenti nella politica e nelle relazioni internazionali è sempre un problema di mancati investimenti e di importanti danni economici.

— Gli Stati Uniti vogliono isolare la Russia dall’Europa fornendo il proprio gas liquefatto, ma tuttora la maggior parte del gas che viene importato in Europa è comunque russo, no?

— Noi consumiamo circa 450 miliardi di metri cubi, il 25% del gas viene dalla Russia, quasi la metà delle nostre importazioni, questo accade da venti anni. La sicurezza delle forniture è stata garantita nonostante esista una guerra in Ucraina. Nonostante le sanzioni e queste difficoltà la Russia è il principale fornitore per una ragione molto semplice: la Russia è Europa, per vicinanza fisica è ovvio che sia il principale fornitore. Fra


L’economia russa si è adattata alle sanzioni degli Stati Uniti e il sistema finanziario russo non ne subisce l’impatto

L’economia russa si è adattata alle sanzioni degli Stati Uniti e il sistema finanziario russo non ne subisce l’impatto, lo dice l’analista capo della società di rating russa ACRA Natalia Porokhova.

 “Le sanzioni contro l’economia russa sono in vigore da ormai 3 anni e ogni nuova espansione di queste misure impatta sempre di meno la stabilità finanziaria dell’economia russa, in quanto c’è stato un adattamento sostanziale alle sanzioni”, — ha dichiarato la Porokhova a RIA Novosti.

Inoltre l’analista ha osservato che “le nuove misure e sanzioni possono seriamente complicare la realizzazione di progetti in Europa, per questo motivo l’Unione Europea si è opposta all’appesantimento delle sanzioni contro il settore energetico russo e proprio oggi si svolgerà una riunione ad hoc su questo tema a Bruxelles.”

 Ma il presidente della Commissione europea annuncia che l’Unione europea è pronta a “agire in modo appropriato” se i suoi interessi non verranno sufficientemente presi in considerazione nella nuova legge statunitense sulle sanzioni anti-Russia. I

l presidente della Commissione UE, Jean-Claude Juncker: Il disegno di legge americano — ha sottolineato Juncker — potrebbe avere effetti collaterali unilaterali imprevisti, che influenzano gli interessi della sicurezza energetica UE e per questo motivo la Commissione ha concluso che se le nostre preoccupazioni non verranno prese sufficientemente in considerazione, siamo pronti ad agire in modo appropriato entro pochi giorni. America first — ha concluso — non vuol dire che gli interessi dell’Europa arrivino per ultimi. La Commissione continuerà a seguire da vicino il processo legislativo in corso negli Stati Uniti e la successiva attuazione del disegno di legge e agirà rapidamente se e quando necessario”…

 Anche la Germania in disaccordo: l’obiettivo delle misure punitive contro Mosca non dovrebbe essere l’industria europea, ha dichiarato in una conferenza stampa la vice portavoce del governo tedesco Ulrike Demmer. “Crediamo che lo scopo delle sanzioni degli Stati Uniti non debba essere l’industria europea…. — ha detto la Demmer.

 E i nemici del progetto “Nord Stream-2” ritengono che le nuove sanzioni di Washington contro Mosca siano controproducenti, scrive il Washington Post: “Con la politica contro “Nord Stream-2″ stanno facendo più nemici di quanti ne hanno bisogno, — ha dichiarato al Washington Post George Zachmann, esperto di energia del centro belga Bruegel. — Infatti se non uccideranno il progetto lo rafforzeranno solo.”

 Mentre i “ politicanti italiani “ ( compreso le associazioni che dovrebbero rappresentare le imprese ) non si esprimono, nonostante sia ormai accertato che gli stessi italiani ( popolo ) non siano d’accordo sulle sanzioni alla Russia e molti rappresentati di vari consigli regionali si siano espressi pubblicamente in tal senso………certamente il business dell’immigrazione è più importante degli interessi delle PMI italiane visto che anche le “sciagure” contribuiscono a “manipolare” il PIL e a foraggiare tutte le “bande di Arruffoni” inetti e insaziabili, dediti ad imbrogliarsi a vicenda, corrotti e corruttori al tempo stesso che spadroneggiano nel panorama italiano.

 Fortunatamente vi sono ancora moltissimi imprenditori seri che ritengono la Russia un partner strategico e una grande opportunità per i loro affari e si muovono verso questo enorme mercato per allacciare rapporti e intraprendono azioni manifestatamente contrarie alle politiche scellerate del governo italiano: e questo dovrebbe essere direttamente proporzionale alla rielezione di quei politici e partiti che hanno aderito e aderiscono supinamente a scelte imposte dagli interessi di economie lobbistiche d’oltreoceano, ed evidentemente anche interessi personali.

 Ma nonostante tutto l’economia della Federazione Russa, secondo le previsioni, si sta ben assestando — afferma nel documento, il cui testo è stato pubblicato sul sito del FMI: le previsioni per la crescita del PIL in Russia sono ancora in crescita: +1,4% nel 2017 e nel 2018. Inoltre in Russia e in alcuni Paesi emergenti l’inflazione è prevista in calo.

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Unione Europea chiude la stalla dopo che i buoi sono scappati: le sanzioni alla Russia sono un danno inestimabile in particolare per le piccole imprese. E la Russia cresce nonostante tutto.

 

Secondo il Financial Times, Bruxelles intende esigere da Washington “una dichiarazione pubblica o scritta” secondo cui le nuove sanzioni ( contro la Russia ) non toccheranno gli interessi europei. Il presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker ha chiesto di discutere con urgenza la possibile risposta di Bruxelles in caso di introduzione di nuove sanzioni degli Stati Uniti contro la Russia, scrive il Financial Times.
Un’altra opzione menzionata nel documento della Commissione Europea suggerisce l’opportunità di non riconoscere valide le sanzioni americane nel territorio della UE.

Mentre  nel rapporto “World Economic Outlook” (“Prospettive di sviluppo dell’economia mondiale”) il Fondo Monetario Internazionale ha confermato la tendenza alla ripresa dell’economia russa.

Le previsioni per la crescita del PIL in Russia sono rimaste invariate rispetto a quelle dello scorso aprile: +1,4% nel 2017 e nel 2018. Inoltre in Russia e in alcuni Paesi emergenti l’inflazione è prevista in calo.

In generale gli autori del rapporto rilevano la crescita del ritmo della ripresa economica e della produzione nel mondo.

Secondo le previsioni del FMI, il PIL mondiale nel 2017 crescerà del 3,5% nel 2018 del 3,6%.

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