Banca Mondiale segnala crescita economica da record in Russia. – La Russia è entrata nella top ten dei paesi europei “di investimento” – Molte le piccole imprese italiane che ci “provano” in Russia. – Il 2020 sarà proclamato Anno dell’imprenditorialità in Russia.

le piccole imprese italiane che provano ad inserirsi e fare business in Russia

Banca Mondiale segnala crescita economica da record in Russia. – La Russia è entrata nella top ten dei paesi europei “di investimento” – Molte le piccole imprese italiane che ci “provano” in Russia. – Il 2020 sarà proclamato Anno dell’imprenditorialità in Russia.

  • Nel report della Banca Mondiale “Perspettive dell’economia mondiale: crescita delle tensioni, calo degli investimenti”. E segnala una crescita dell’economia russa da record nel 2018.

Secondo il report l’anno scorso la Russia ha raggiunto il record degli ultimi 6 anni, con una crescita economica del 2,3%.

La crescita è stata immune a fattori negativi come il rafforzamento delle sanzioni e la pressione del mercato finanziario mondiale.

  • La Russia è entrata nei primi 10 paesi che guidano il numero di progetti di investimenti esteri diretti (IED) in Europa. A proposito di questo giornale “Izvestia” con riferimento alla società di audit e studio “Studio di attrattività degli investimenti dei paesi europei” EY.

Come notato , entro la fine del 2018, la Russia si è classificata al nono posto nella classifica e gli investitori stranieri hanno investito in 211 progetti russi.

La maggior parte di tutti i progetti di investimento diretti in Russia sono stati ricevuti da società americane e da società provenienti da Germania, Cina e Francia.

Il leader era il settore agroalimentare (32 progetti), seguito dalla produzione di macchinari e attrezzature (29 progetti), prodotti chimici (19 progetti), plastica (21 progetti).

  • E sono un buon numero le piccole imprese italiane che provano ad inserirsi e fare business in Russia con l’intenzione anche di attivare società proprie e partnership con imprese e distributori russi.

Sembra che le piccole aziende italiane abbiano maggiore vivacità di quelle più dimensionate, e a differenza di queste ultime hanno smesso di piangersi addosso e si sono rimboccate le maniche alla ricerca di nuovi sbocchi.

La Russia e la EAEC sembrano essere i mercati più appetibili per questi piccoli ma determinati imprenditori che producono nei settori più disparati: macchinari per alimenti, impianti, accessori, componentistica meccanica, macchinari e componenti elettrici, Pet Food, imballaggi speciali, integratori, ecc., hanno intrapreso il loro cammino verso un’area di mercato, Russia-Eurasia, vicina e in sviluppo, grazie anche al supporto di una delle più consolidate società di consulenza con presenza ultradecennale a Mosca, che permette loro di approcciare il mercato con una proposta a basso impatto economico.

  • L’anno dell’imprenditorialità in Russia si terrà nel 2020 nell’ambito del progetto nazionale “Piccole e medie imprese e sostegno alle singole iniziative”. Il presidente russo, Vladimir Putin, che sostiene sempre attivamente lo sviluppo di iniziative imprenditoriali private nel Paese, firmerà a breve il decreto “L’anno dell’imprenditorialità nella Federazione Russa”.

Secondo il Cremlino, “questo evento permetterà di svolgere un lavoro sistematico per promuovere l’imprenditorialità e dare impulso alla promozione attiva delle imprese sui mercati esteri. “Il popolo russo non vuole più sentire da noi delle promesse astratte, la gente non vuole più ascoltare programmi e progetti, né ammirare i grafici che accompagnano tutti questi documenti. La gente esige dei risultati concreti, e subito.

(Estratti da: Sputnik; Banca Intesa; russiaaffari.blog; C&P)

 


I francesi sono stanchi dell’isteria anti russa e l'Ucraina ha riconosciuto la dipendenza economica dalla Russia.

USA diventano il terzo fornitore del mercato russo – I francesi sono stanchi dell’isteria anti russa – l’Ucraina ha riconosciuto la dipendenza economica dalla Russia.

In calo a Marzo di questo anno l’export della UE verso la Russia, invece aumenta di quasi il 40% quello degli USA verso la Russia, gli USA diventano il terzo fornitore del mercato russo. (Fonte TDM Dogane Russe – Elaborazione ICE Mosca – Maggio 2019

I francesi sono stanchi dell’isteria anti russa e l’Ucraina ha riconosciuto la dipendenza economica dalla Russia.

Il deputato del partito della National Union, José Evrar, crede che la Francia debba abolire “l’isteria anti-russa”. Ha inviato l’appello al Ministro degli affari esteri Jean-Yves Le Drian.

E la squadra del nuovo presidente dell’Ucraina, Vladimir Zelensky, comprende che il paese non può interrompere completamente le relazioni economiche con la Russia.

Lo ha affermato il rappresentante del capo della piazza nel gabinetto Andrei Gerus.

Ad esempio, nel settore dell’energia, la percentuale di forniture dalla Federazione Russa è elevata. Ha anche aggiunto che anche quando il paese riceve prodotti petroliferi dalla Bielorussia, sono ancora fatti con il petrolio russo.

“Viviamo in un mondo globale, ed è irrealistico e impossibile fermare simultaneamente le relazioni economiche”,

– ha detto Gerus sul canale TV NewsOne.

Osserva che ci sono prodotti ucraini in Russia, il che rende il suo stato “più forte”.

Dopotutto, gli ucraini ricevono guadagni dall’esportazione, quindi non si tratta di una cessazione completa degli scambi.

“Se prendiamo decisioni, comprese quelle economiche, dobbiamo prima di tutto pensare se ci spareremo a una gamba”, ha concluso Gerus.

Nel 2015, l’Ucraina ha adottato un documento sull’abolizione della zona di libero scambio all’interno della CSI, introducendo un embargo su un certo numero di merci provenienti dalla Russia. L’elenco di questi prodotti è aumentato. Mosca ha anche risposto con un divieto all’importazione di prodotti, rilevando che lo avrebbe rimosso non appena Kiev avesse fatto il primo passo.   (fonte utro.ru)

 


Italia sarebbe il Paese europeo più visitato dai russi.

La sfida importante ed entusiasmante è attualmente quella di promuovere l’imprenditoria italiana sotto il marchio “Made with Italy”. Italia sarebbe il Paese europeo più visitato dai russi. L’Italia è tra i primi e più attivi investitori nell’oblast di Mosca, che crea il maggior numero di posti di lavoro.

La sfida importante ed entusiasmante è attualmente quella di promuovere l’imprenditoria italiana sotto il marchio “Made with Italy”: Lo ha dichiarato l’ambasciatore italiano in Russia, Pasquale Terracciano, in apertura del forum organizzato in occasione della missione imprenditoriale italo-russa nella regione di Voronezh.
“Ci troviamo di fronte a una sfida difficile e allo stesso tempo avvincente. Come ampliare l’offerta d’Italia su un mercato le cui potenzialità restano in prospettiva elevatissime.
A mio avviso la direttrice principale, per rispondere alla costante e crescente domanda d’Italia è privilegiare gli investimenti italiani nel paese, nell’ambito del ‘Made with Italy’, la possibilità di creare nuove joint venture promuovendo le forniture di macchinari che da sempre hanno una parte preponderante nell’export italiano e l’avvio di nuove produzioni in loco, dove le capacità italiane e russe si possano combinare creando sinergie efficaci”, ha dichiarato Terracciano.

Italia sarebbe il Paese europeo più visitato dai russi: La posizione dell’Italia nel mercato turistico russo è solidissima. Si tratta infatti di una destinazione gettonata nel corso di tutto l’anno, i turisti partono per l’Italia d’estate, d’inverno a sciare, ma anche in primavera ed in autunno. L’Italia offre le più diverse tipologie di turismo: le spiagge, le vacanze benessere, lo shopping, la montagna, lo sport e tantissimo altro”, riassume così i motivi per cui vale la pena andare in Italia Dimitri Danilenko, redattore capo del portale turistico Turdom.ru.

L’Italia è tra i primi e più attivi investitori nell’oblast di Mosca, che crea il maggior numero di posti di lavoro: L’amministrazione dell’oblast di Mosca organizzerà un tour della regione per gli imprenditori italiani per presentare loro l’infrastruttura di investimento… Durante il viaggio, saranno visitate zone economiche esclusive, poli industriali e parchi tecnologici, nonché un’escursione del sito del futuro agglomerato di produzione di formaggi nel distretto urbano di Dmitrovsky, per il quale i produttori italiani hanno mostrato interesse”, riferisce una nota ufficiale.
Nell’oblast di Mosca sono registrate più di cinquanta imprese a partecipazione italiana appartenenti al settore alimentare e alla produzione di materiali da costruzione. Inoltre, il fatturato del commercio estero della regione con l’Italia è in costante crescita. ( estratti da Sputnik)


mercato Eurasia, CEE

Consulenti & Partners cambia aspetto e si adatta alle esigenze delle imprese e alla continua evoluzione del mercato dell’Area Russa.

Consulenti & Partners cambia aspetto e si adatta alle esigenze delle imprese a alla continua evoluzione del mercato dell’Area Russa.
Diviene così il partner più qualificato e privilegiato per il business nel mercato di Eurasia, UEE, Unione Economica Eurasiatica di cui fanno parte ad oggi Russia, Bielorussia, Kazakistan, Armenia e Kirghizistan.
Con la ormai sperimentata formula della partnership, Consulenti & Partners agisce e di fatto diviene la sede a Mosca delle imprese italiane che vogliono operare in questa vasta area di mercato.
La proposta di Consulenti & Partners prevede una formula a basso impatto economico per l’azienda italiana, così da poter permettere anche alle piccole imprese di provare ad intraprendere il mercato russo con il minimo impegno economico e praticamente a rischio zero.

Una prova d’introduzione nel mercato che, data la vastità territoriale e le differenti caretteristiche delle varie aree, non può essere inferiore ai 18 mesi, durante la quale ogni costo di marketing, presentazione e gestione è a carico di Consulenti & Partners.
La gestione completa di ogni “fattore” di mercato dalla promozione alla trattativa, trasporti e sdoganamenti, amministrazione, garanzie, post vendita e problem solving sarà trattata direttamente dagli specialisti interni di Consulenti & Partners.
Lo sviluppo e la gestione del mercato nella fase succesiva alla prova di 18 mesi, nel caso di successo e trend positivo.
Consulenti & Partners è in grado di agire, di essere, e di fatto lo è, l’ufficio di Mosca di ogni azienda italiana che decida di aderire alla partnership.
La direzione generale italiana con ultradecennale esperienza nella dirigenza d’impresa e del mercato russo, la direzione operativa e amministrativa di collaboratori interni russi che parlano anche italiano, project manager e sviluppatori di mercato, consentono alla sede di Mosca di Consulenti & Partners di agire come farebbe lo stesso imprenditore italiano nel suo mercato: un rapporto fra imprenditori con la stessa esigenza, creare fatturato, fare business.

Consulenti & Partners è già sede giuridica di imprenditori che ci hanno incaricato di aprire, attivare, gestire e amministrare una loro società a Mosca.
Consulenti & Partners è in grado di operare per la costituzione di società giuridiche russe, start-up di aziende produttive e commerciali, partnership ai vari livelli, gestioni amministrativie e contabili.
Il problem solving è una prerogativa di Consulenti & Partners.


Russia,Bielorussia,Kazakistan,Tajikistan,Kyrgystan

Eurasia strategica per l’export Made in Italy. – Sanzioni motivate da pressioni politiche esterne. – Tedeschi: “l´embargo è solo per voi italiani”. – UE condizionata dalla NATO. – Putin: noi ci fidiamo del governo italiano.

Quando vennero enunciate le prime sanzioni e l´Europa voltò le spalle alla Russia, questa realizzò un´alleanza intergovernativa ed un´unione politica e commerciale con altri Paesi dell´Est e del Far East, all´interno dei quali potesse essere sviluppato un mercato di libero scambio.

Bisogna considerare il fatto che la Federazione Russa è completamente autonoma dal punto di vista energetico, che soddisfa il proprio fabbisogno interno all´83% con fonti rinnovabili (in primis idroelettriche) e che incanalerà ora il grande surplus petrolifero verso i ricchi mercati del Far East, assetati di energia, per prima la Cina.

Il problema, quindi, rimane europeo, fortemente condizionato dalle esigenze della NATO, la quale, per esistere e perdurare, deve assolutamente disporre di un nemico da poter combattere.

Ecco allora la nascita di tre alleanze eurasiatiche: SCO, BRICS e Commissione Economica Eurasiatica.

La SCO-Shanghai Cooperation Organization, raggruppava inizialmente cinque Stati: la Federazione Russa, la Cina, il Kazakhstan, il Kyrgyzstan e il Tajikistan, ai quali si sono successivamente associati l´Uzbekistan, l´India e il Pakistan, per un totale di circa 3 miliardi e duecento milioni di abitanti, quindi circa la metà della popolazione mondiale.

Da ciò si può ben comprendere che tutte le imprese insediate nei paesi SCO, potrebbero non aver più bisogno di esportare in Occidente, in quanto il loro mercato è enorme e potrebbe benissimo essere in grado di saturare la loro produzione.

Un´altra associazione tra Paesi non integrati con l´Unione Europea è quella contraddistinta mediante l´acronimo BRICS, che deriva dalle iniziali dei paesi fondatori: Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica.
Si tratta di cinque economie emergenti ed a forte crescita, con un PIL. Anche in questo caso i paesi aderenti rappresentano circa la metà della popolazione mondiale e si sono impegnati per un libero scambio, svincolato dalla supremazia del dollaro quale valuta di riferimento, annunciando anche la volontà di adottare una nuova valuta di riserva globale, che dovrebbe essere “diversificata, stabile e prevedibile”

Tutto ciò premesso si tratta ora di comprendere quanto la cecità del nostro governo impedisca di fatto alle aziende italiane di cooperare con quelle della Federazione Russa e dei Paesi aderenti ad Eurasia e ciò a causa di embarghi e sanzioni, motivati da aleatorie pressioni politiche esterne.

– E quanto anche il governo attuale faccia veramente nonostante i vari e ripetuti “proclami” in disaccordo con le sanzioni, per mettere fine a questa inutile, ingiusta e “masochista” adesione forzata al “dictat” di oltre oceano – Nonostante il presidente russo Vladimir Putin non avesse nascosto, a suo tempo, la propria ammirazione per la svolta italiana: “Sappiamo che l’economia italiana ha delle basi molto solide, noi ci fidiamo di tutto quanto sta facendo il governo italiano e siamo sicuri che i problemi saranno risolti”. ( ndr)

– “I rapporti politici italo-russi sono eccellenti, ma…non si può essere contrari alle sanzioni e poi applicarle. Certamente ci vuole lealtà nei confronti dell’Ue ma la lealtà si può manifestare anche esprimendo dissenso, prima o poi”.
“Mentre l’Unione economica eurasiatica è un processo non breve ma in evoluzione, nell’Ue si assiste a un processo di disgregazione determinato da uno sviluppo economico disomogeneo. L’Eurasia è una possibilità per mitigare queste difficoltà, ma a oggi non ne approfittiamo… ( dichiarazione del presidente di Conoscere Eurasia e di Banca Intesa Russia, Antonio Fallico)

Per finire, desidero solo ricordare l´incontro avuto presso una grande compagnia russa con gli esponenti di una multinazionale tedesca.
Alla mia domanda su come facessero a vendere in Russia, viste le sanzioni e le limitazioni, mi stato risposto con il loro inconfondibile accento teutonico “l´embargo è solo per voi italiani”.

(Prof. Franco C. Grossi Esperto della Federazione Russa al Ministero della Scienza a Mosca – estratto dal Giornale Diplomatico)


Putin all'Assemblea federale

Presidente Putin davanti all’Assemblea Federale: La Russia non dislocherà missili ai confini con l’Europa, gli USA contino la distanza e la velocità dei nostri missili. Putin invita l’Europa a ripristinare relazioni normali. Putin: “Le riserve della Russia superano il debito esterno” Infrastrutture: importanti investimenti per aeroporti e ferrovie. “Più figli, meno tasse”- e lo stato pagherà i mutui per le famiglie numerose – Dimezzata la povertà in Russia.

(La relazione del presidente di fronte all’Assemblea Federale è una prassi prevista dalla Costituzione della Federazione Russa: nel suo intervento il presidente illustra la situazione del paese ed i principali vettori di sviluppo della politica interna ed internazionale – L’Assemblea Federale è l’organo del potere legislativo della Federazione Russa e comprende le due camere del parlamento, la Duma di Stato, simile alla camera dei deputati, ed il Consiglio federale, simile al senato)
Riguardo all’uscita degli USA dal trattato INF Putin ha dichiarato:
“Negli ultimi anni verso la Russia gli USA hanno avviato una politica che non si può definire “amichevole”, caratterizzata da azioni anti russe e interessi negati, sanzioni che violano il diritto internazionale, e atti che distruggono tutta la base giuridica delle relazioni mondiali, faticosamente formulata negli ultimi decenni. La Russia viene presentata come una minaccia globale. Non è vero. La Russia non minaccia nessuno, tutte le nostre misure hanno un carattere difensivo. Noi non siamo interessati allo scontro.
I nostri partner non vedono a che velocità cambia il mondo. Difficilmente questo coincide con gli interessi degli USA. Molti dei loro politici sono ossessionati dall’ idea della loro superiorità sul resto del mondo. E’ un loro diritto pensare come vogliono, ma sanno contare? Allora che contino la velocità delle nostre armi e la distanza da loro, prima di compiere altri passi ostili nei confronti della Russia.”
La Russia non dislocherà missili ai confini con l’Europa, ma se gli USA lo faranno, questo metterà a rischio la sicurezza della Russia – ha dichiarato il presidente Putin:
“Alcuni di questi missili possono volare verso Mosca in 20 minuti, questo è una minaccia per la Russia e noi reagiremo in maniera speculare”
Putin invita l’Europa a ripristinare relazioni normali
“Speriamo che da parte dell’Unione Europea ci sia un cambio di rotta e vengano ripristinate relazioni normali: i cittadini di questi paesi, ed anche la comunità imprenditoriale lo vogliono: è nei nostri interessi reciproci”
Putin: cooperazione con Cina è un modello
“Il nostro modello di cooperazione con la Cina è un esempio: continueremo a lavorare per l’integrazione del progetto cinese della Grande via della Seta con l’ Unione Economica Euorasiatica. Guardiamo con fiducia anche alla collaborazione con l’India”

“Il nuovo missile Avangard come il primo Sputnik”
“La concorrenza mondiale si sposta sul terreno della scienza e dell’innovazione ” – ha detto il presidente Putin, che ha paragonato il progetto del sistema Avangard al lancio del primo satellite Sputnik nello spazio: “è importante applicare in campo civile le innovazioni acquisite in ambito militare”
Putin: “Semplificare i visti per i turisti stranieri”
Il presidente Putin nel suo discorso ha ricordato l’esperienza positiva dei Mondiali di Calcio, che hanno contribuito ad incrementare l’interesse dei turisti stranieri verso la Russia ed ha incaricato il governo di lavorare per la creazione di un sistema di emissione di visti elettronici per i turisti stranieri.
Infrastrutture: nel 2019 aprirà l’alta velocità Mosca – San Pietroburgo
“Lo sviluppo delle infrastrutture è cruciale per la Russia, siamo il paese con il territorio più esteso al mondo: lo sviluppo delle infrastrutture rinforza l’architettura dello stato, supporta la crescita dell’economia: nel 2019 verrà aperto al traffico ferroviario il ponte della Crimea, e verrà inaugurata la nuova linea ferroviaria ad altra velocità tra Mosca e San Pietroburgo. Da qui al 2021 verranno ampliati 60 aeroporti.” – ha detto il presidente Putin
L’agricoltura traina l’export russo
“Un indicatore molto importante della crescita del business è la crescita dell’export – ha detto Putin – un esempio è l’agricoltura: nel 2018 l’export di grano ha toccato la quota record di 44 milioni di tonnellate”.

Putin: “Le riserve della Russia superano il debito esterno”
Venendo alle misure economiche, il presidente Putin ha sottolineato che per la prima volta nella storia, le riserve della Russia superano il debito verso l’estero.
Un milione per gli insegnanti che vanno in campagna
In un altro passaggio del suo discorso il presidente Putin ha rimarcato il miglioramento generale del livello d’istruzione in Russia ed ha proposto di lanciare anche in questa sfera un progetto già implementato nella sanità: gli insegnanti che decideranno di andare a lavorare nelle scuole dei piccoli centri abitati in campagna riceveranno un incentivo di 1 milione di rubli (15 mila euro circa).
Un altro tasto dolente su cui ha posto l’attenzione il presidente Putin è quello dell’attenzione per l’ecologia e lo smaltimento dei rifiuti, rimproverando gli amministratori locali:
“Molte discariche sono stracolme, eppure sorgono dei quartieri residenziali vicino ad esse. Chi ha dato le documentazioni per costruire? Far finta di nulla non risolve il problema”.
Un’altra proposta di Putin a tutela del cittadino
“Non si può strozzare il cittadino. E’ necessario realizzare una dilazione dei pagamenti per quei cittadini che a causa di imprevisti (gravi malattie, perdita del lavoro) non possono pagare le ipoteche”.
Dimezzata la povertà in Russia
“La soluzione della crisi demografica va di pari passo con il superamento della povertà” – specifica Putin – “Nel 2000 40 milioni di persone in Russia vivevano sotto la soglia di povertà, ora sono 19 milioni. Ma restano troppi, troppi.”
Lo stato pagherà i mutui per le famiglie numerose
Putin ha poi elencato tutta una serie di misure in sostegno della famiglia, tra cui un finanziamento diretto per il pagamento del mutuo sulla prima casa per tutte le famiglie numerose (3 o più figli).
Putin sottolinea l’importanza della politica demografica: “Più figli, meno tasse”
Il presidente Putin ha rimarcato l’importanza per la Russia del problema demografico: “La Russia è entrata in un periodo difficile dal punto di vista demografico. Il tasso di natalità è in calo”.
Putin ha poi elencato una serie di manovre concrete in sostegno alle famiglie, compresa la riduzione progressiva delle imposte:
“Fare figli non deve provocare per le famiglie una riduzione del reddito, ne deve portarle alla povertà. Dobbiamo ripensare il carico tributario sulle famiglie secondo un principio molto semplice: più figli, meno tasse.”
Putin si rivolge ai deputati, invitandoli a lavorare
“La gente non si fa ingannare. Per la gente è importante vedere cosa è stato fatto e come questo migliora la loro vita, non prima o poi, ma subito.”


Il commercio tra Russia e USA nel 2018 è aumentato dell’11,3%

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……..Il commercio tra Russia e USA nel 2018 è aumentato dell’11,3%.
Il fatturato commerciale tra la Russia e gli Stati Uniti nel primo semestre 2018 è aumentato del 11,3%, rispetto allo stesso periodo del 2017, per un ammontare di 11.816 miliardi di dollari. Lo riferisce il Servizio federale russo delle dogane………..
……..”Il confronto in corso tra la Russia e gli Stati Uniti assomiglia per molti versi alla storia delle sanzioni contro la Cina dopo i tragici eventi del 1989 in piazza Tiananmen…
Tuttavia la Cina ha superato con successo le sanzioni e ne è uscita addirittura molto più forte. Possiamo dire che oggi le cose con la Russia stanno andando allo stesso modo”, afferma l’esperto Andrey Fesyun, della Scuola Superiore di Economia……………….
…….Matteo Salvini a Mosca: una nuova era di buone relazioni tra Italia e Russia.
Ecco un breve commento di Matteo Salvini a Sputnik Italia su questa delicata tematica: — Ministro, in agenda ritorneranno questioni importanti come l’abrogazione delle sanzioni contro la Russia uno dei cavalli di battaglia della campagna elettorale della Lega?
— Assolutamente! Immigrazione, commercio, sicurezza, buoni rapporti con la Russia, la questione delle sanzioni.. porteremo avanti tutto!………….
(Estratti da Sputnik)

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Unione Economica Eurasiatica mercato strategico per Italia con due miliardi di euro di export nel primo trimestre 2018.

Unione Economica Eurasiatica mercato strategico per Italia con due miliardi di euro di export nel primo trimestre 2018.

Antonio Fallico, presidente dell’associazione Conoscere Eurasia e di Banca Intesa Russia: “Eurasia ponte tra Est e Ovest. Italia presidi mercato e promuova rimozione sanzioni alla Russia”.
Supera i 5,7 miliardi di euro l’interscambio tra l’Italia e l’Unione economica eurasiatica (Uee), il mercato di libero scambio tra Russia, Kazakhstan, Bielorussia, Armenia e Kirghizistan che, nel corso del primo trimestre 2018, ha importato made in Italy per più di 2 miliardi di euro, in aumento dell’1,7% sullo
stesso periodo dello scorso anno.
Una crescita prudente che però conferma l’importanza dell’asse commerciale con l’alleanza eurasiatica dopo un 2017 chiuso oltre quota 9,1 miliardi di export da parte italiana (+15,1%), per circa 22,9 miliardi di interscambio (+13,7%).

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RUSSIA, MADE IN ITALY IN RIPRESA LA CREATIVITA’ BATTE LE SANZIONI – SONO ALMENO 300 LE IMPRESE ITALIANE CON PRESENZA FISSA, E ALTRE 400 CON PERSONALE ITALIANO CHE FANNO ATTIVITÀ COMMERCIALE.

RUSSIA, MADE IN ITALY IN RIPRESA LA CREATIVITA’ BATTE LE SANZIONI –  Luisa Barone e Vittorio Torrembini, ai vertici del Gruppo imprenditori italiani a Mosca: «Le opportunità ci sono. Bisogna saperle cogliere.

Abbiamo 100 imprese italiane che producono qui, con 75 mila addetti»  E SONO ALMENO 300 LE IMPRESE ITALIANE CON PRESENZA FISSA, E ALTRE 400  CON PERSONALE ITALIANO CHE FANNO ATTIVITÀ COMMERCIALE.

 Sì, a Mosca c’è ancora posto per fare impresa, per operare, per produrre e per imporsi sul mercato.

(estratto di un articolo di Fernando Mezzetti pubblicato sul mensile Economy)

La Russia, pur sotto sanzioni euroatlantiche per l’Ucraina, si rivela efficace stimolo per la creatività italiana:  in  questo caso applicata non alla produzione ma soprattutto al marketing in un ambiente appesantito da difficoltà estranee all’economia.

Dopo due anni disastrosi  per  le nostre esportazioni verso la Russia, il 2017 si chiude con un bilancio incoraggiante per  noi: ci si avvicina infatti  al recupero totale delle posizioni precedenti  le misure punitive adottate dall’Unione   Europea nella primavera 2014 contro Mosca. All’embargo decretato  dall’Europa  ha  corrisposto un contro embargo stabilito da Mosca per alcuni settori, in primis l’agroalimentare: gli scambi commerciali tra Russia e Europa ne sono stati sconvolti, con effetti diversi nei vari paesi dell’Unione .

Ma almeno per quanto ci riguarda, dopo il primo choc, i nostri operatori dalle  piccole  e  medie  imprese alle grandi hanno saputo affrontare le nuove situazioni, riuscendo a limitare gli effetti negativi delle tensioni politiche.

Sì, a Mosca c’è ancora posto per fare impresa, per opera re, per produrre e per imporsi sul mercato.

Gli italiani, presso i consumatori, sono favoriti soprattutto da un  fattore: l’enorme simpatia, per alcuni aspetti perfino amore, dei russi verso l’Italia, mai venuto meno anche nei momenti più aspri della guerra fredda.

La prova più evidente è nel traffico aereo: Aeroflot ha 3 voli al giorno Mosca-Mi­ lano e 3 Mosca-Roma. Altre compagnie low cost volano su altri  scali italiani , per un to­ tale  di  una  decina  di  voli al giorno  tra  Ita­ li a e Russia.

L’Italia è al secondo posto tra i partner commerciali della Russia, dopo la Germania, e al sesto posto tra gli esportatori europei verso la Russia.

Il nostro export nel 2014, quando l’effetto delle sanzioni non si era ancora pienamente  dispiegato,  è stato di 9.503 milioni di euro; nel  2015 è crolla­ to a 7.093 milioni; nel 2016, è precipitato a 6.720. il 2017 è l’anno della ripresa: nei soli primi sei mesi, da gennaio a giugno compre­ si, è arrivato a 4.557 milioni.

Nell’insieme, il nostro export è salito del 39%; ogni giorno esportiamo verso la Russia  per  20 milioni di euro. I settori in maggior recupero sono stati l’agro-alimentare, con un aumento del 39,9 %, chimico-farmaceutico, con 32,2 %, i mezzi di trasporto, con 53,5 %, e la moda, col 32,6 %.

Sono dati incoraggianti, ma che considerando altri Paesi lasciano vedere molte opportunità di crescita ancora da cogliere: l’export francese è salito del 57,2%, quello tedesco del 53,7″. Dicono Luisa Barone e Vittorio Torrembini, presidente e vice presi­dente del GIM, il Gruppo imprenditori italiani a Mosca, a cui aderiscono decine di piccole e medie imprese: «Lo slancio dell’export è dovuto in buona parte a fattori  contingenti in primo luogo la stabilizzazione del cambio del rublo, ottenuta con saggia politica monetaria, e non con fallaci atti d’imperio; gli importatori avevano esaurito le scorte;  e poi, la campagna di rinnovo di macchinari e impianti, promossa dalle direttive del Cremlino di produrre in casa invece che importa re.

«Non si può parlare solo di export per la presenza italiana», dicono Barone e Torrembini, «Bisogna considerare anche imprese italiane che producono per il mercato interno, non per esportare in Italia  e altrove, e quelle che sono venute qui come sub-fornitori, al seguito di grandi multinazionali con cui già operano in Italia. E’ il caso di Procter & Gamble, che ha voluto a San Pietroburgo lo  stesso fornitore che  ha  in Italia.

Abbiamo 100 imprese italiane che svolgono attività produttiva in Russia, con 75 mila di­ pendenti e un fatturato di 8 miliardi di euro. A parte queste, sono almeno 300 le imprese italiane con presenza fissa, e altre 400 con ufficio e personale italiano che svolgono attività commerciale.

Le opportunità  ci sono. Bisogna saperle cogliere».

Considerando l’Unione doganale fra la Russia e le  ex  repubbliche sovietiche del centro  Asia,  Mosca è anche un punto di ingresso  in  mercati più ampi.

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