Tanto per farsi un’idea tra sanzioni contro la Russia e gli affari ad ogni costo per salvaguardare le proprie economie…

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Tanto per farsi un’idea tra sanzioni contro la Russia e gli affari ad ogni costo per salvaguardare le proprie economie…

Tanto per farsi un’idea tra sanzioni contro la Russia e gli affari ad ogni costo per salvaguardare le proprie economie…il tutto condito con la solita ipocrisia politica di basso profilo della UE, ma gli imprenditori non si lasciano abbindolare facilmente.

 …Il tema principale… era la situazione ucraina e quanto l’Amministrazione americana aveva fatto per favorire il colpo di stato contro il Governo in carica. Dal conflitto interno derivarono, come sappiamo, le sanzioni (e le contro-sanzioni) con la Russia che vedono tuttora parteciparvi tutti gli Stati europei, Germania compresa.

In realtà Berlino, nonostante sia stata parte in causa nelle manifestazioni che rovesciarono il precedente regime di Kiev, sta giocando sin dall’inizio una partita su due tavoli: con una mano spinge per il proseguimento delle sanzioni, mentre con l’altra continua a investire in Russia attraverso le consociate delle sue aziende residenti in quel Paese.

Come non bastasse, ha sottoscritto l’accordo che prevede il raddoppio del gasdotto North Stream II, infrastruttura che consentirà di dirottare sul nord del continente la maggior parte del gas che attualmente transita attraverso l’Ucraina. Proprio questa soluzione è la più evidente contraddizione con l’intento dichiarato di “proteggere” l’Ucraina nella sua marcia di avvicinamento all’Europa e, contemporaneamente, obbligare la Russia a venire a patti con Kiev.  ( tratto da opinione di M. Sommossa su sputnik)

Ma anche per la Francia il business è business: Le sanzioni non hanno costretto le aziende francesi ad abbandonare la Russia. Lo ha dichiarato il direttore della Camera di Commercio franco-russa Pavel Shinskiy.

“Il risultato più importante per il business francese, per quanto posso giudicare, è che nessuna società ha lasciato il territorio della Federazione Russa fin dall’inizio della crisi, e le sanzioni non hanno costretto nessuna azienda a farlo”, ha detto ai giornalisti Shinskiy dopo l’incontro fra il governatore della Regione di Mosca Andrey Vorobyov e l’ambasciatore francese Silvie Berman.

Shinskiy ha osservato che, nonostante le sanzioni esistenti, nuove aziende francesi sono interessate al mercato russo.

Le relazioni tra la Federazione Russa e i paesi occidentali sono peggiorate a causa della situazione in Ucraina e in Crimea. L’Occidente ha accusato la Russia di essere responsabile della destabilizzazione della situazione ed ha introdotto le sanzioni contro le persone fisiche e giuridiche russe. Mosca come contromisura ha introdotto l’embargo sui prodotti alimentari provenienti da quei paesi che hanno adottato le sanzioni. Di recente, nei paesi dell’UE sta crescendo l’opinione che sia necessario revocare le sanzioni contro la Russia.

E l’Italia, dopo una fase di sofferenza profonda, pur aderendo alle sanzioni contro la Russia ha visto una crescita dei fatturati tra Italia e Russia, come dichiara il ministro degli Esteri russo Serghej Lavrov, che  ha sottolineato la ripresa della crescita del fatturato del commercio tra la Russia e l’Italia nel 2017, e ha esortato a lavorare per consolidare il trend positivo.  “E’ incoraggiante che dopo un prolungato periodo di recessione nel commercio e fatturato economico dell’anno scorso c’è stata una crescita. Per i primi 11 mesi è aumentato di quasi il 20%, pari a 21,5 miliardi di dollari” ha detto Lavrov in una conferenza stampa dopo i colloqui con il collega italiano, Angelino Alfano.

“Continueremo a lavorare sul consolidamento di questo trend positivo, cerchiamo di mantenere il lavoro russo-italiano del consiglio per la cooperazione economica, industriale e monetario-finanziaria, di promuovere l’approfondimento della cooperazione industriale, la localizzazione della produzione delle imprese italiane nel nostro paese, il tasso di attivazione di scambi di investimento” ha aggiunto il ministro russo.

Non solo ma “ di necessità virtù” gli imprenditori italiani ai quali delle sanzioni contro la Russia non importa una cosiddetta “mazza” e delle quali ne hanno piene le tasche, visto che proprio delle loro tasche si tratta e visto che con la “politica”-  nonostante il perpetuarsi del teatrino di strette di mano – non si fa impresa ma solo “poveri discorsi”, si sono mossi per andare in Crimea a produrre vino con uve locali- alla facciaccia dell’Ucraina, degli USA e della UE.

Così come altri piccoli imprenditori italiani producono mozzarelle in Russia, molti altri ancora cercano di fare un qualche business costituendo partnership, joint venture, sottoscrivendo accordi, contratti di forniture e aprendo società giuridiche russe, senza considerare che in Russia ci sono già 100 imprese italiane che producono con 75 mila addetti, e ci sono altre 300 imprese italiane con presenza fissa e altre 400 quelle che fanno attività commerciale con ufficio e personale italiano.

E nel frattempo l’Italia supera la Francia e sale al quinto posto come fornitore della Russia.

E poi………………vediamo che fra gli obiettivi del programma dei 5 stelle l’Italia dovrebbe occupare un ruolo centrale nel Mediterraneo e dire “no” alle sanzioni alla Russia. Quindi per il Movimento 5 stelle basta sanzioni la Russia è partner strategico.

Per Berlusconi e Salvini è pacifico che le sanzioni contro la Russia siano la prima cosa da rimuovere perché la Russia è un partner strategico…….vedremo dopo il 4 marzo!!!!!

Ma il bello è che coloro che più hanno sostenuto le sanzioni contro la Russia risultano essere i maggiori “affaristi con la Russia”, tra i maggiori fornitori ci sono: al secondo posto la Germania e al terzo posto gli USA, seguono al quinto e sesto posto Italia e Francia, con al settimo posto il Giappone.

E di fatto i titoli di stato russi vengono acquistati dagli stranieri come il pane appena sfornato: gli investitori non temono nemmeno le misure di ritorsione americane.

I non residenti hanno ripreso ad investire nei titoli di stato russi dopo la pausa estiva scorsa, ha riferito la Banca di Russia (Banca Centrale Russa, ndr).  Mentre sale a 106 miliardi di dollari il debito USA nei confronti della Russia visto che lo scorso novembre la Russia ha aumentato gli investimenti nei buoni del Tesoro americano di 700 milioni di dollari, portando così i suoi crediti con gli Stati Uniti a 105,7 miliardi $. Come emerge nei documenti pubblicati dal Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti.

Allora di quali sanzioni stiamo parlando? Tutte le manovre messe in atto per affondare l’economia russa sono miseramente  e platealmente fallite……“O il Presidente Putin ha la bacchetta magica o è il più grande statista dal dopo guerra ad oggi”

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Il consiglio d’Europa sta esaminando la possibilità di abolire le sanzioni nei confronti della Russia.

Il consiglio d’Europa sta esaminando la possibilità di abolire le sanzioni nei confronti della Russia. 

Intervistato dal giornale inglese Financial Times, il segretario generale del Consiglio d’Europa Jagland ha rivelato che il Consiglio sta esaminando la possibilità di abolire le sanzioni nei confronti della Russia, imposte nel 2014 dopo gli avvenimenti in Ucraina e l’adesione della Crimea alla Federazione Russa – (RG di oggi 28.11, pag.8 – link). 

A causa delle sanzioni contro Mosca, la Germania ha perso più di 42 mila posti di lavoro, ha detto in un’intervista al quotidiano Izvestia il deputato del Bundestag del partito Alternativa per la Germania Marcus Froinmeier.

“Secondo le stime delle aziende tedesche, la Germania ha perso a causa delle sanzioni più di 42 mila posti di lavoro. E alcune aziende sono fallite. Certo, le sanzioni danneggiano l’economia tedesca e ostacolano il miglioramento del benessere dei nostri cittadini, la vendita di prodotti di alta qualità nei mercati esteri è sempre stata alla base dell’economia tedesca” ha detto il deputato, che ha sottolineato che il partito Alternativa per la Germania intende avviare iniziative per la rimozione delle sanzioni e risolvere la questione della Crimea, che lui ritiene territorio russo.

“Secondo la maggior parte degli avvocati occidentali, l’adesione della Crimea alla Russia è contraria al diritto internazionale. Credo che sia una questione controversa. Perché, ad esempio, l’Occidente non ha ritenuto la secessione del Kosovo una violazione della sovranità territoriale della Serbia. Alla base del ragionamento degli avvocati c’è la politica. La Crimea fa parte della Russia, questo non cambierà.

E’ evidente che gli abitanti della Crimea gravitano verso la Russia, piuttosto che verso l’Ucraina. E per regolarizzare i rapporti con la Russia, si deve accettare il fatto che la Crimea sia territorio russo e ci batteremo per farlo” ha sottolineato il deputato tedesco.  La Crimea è diventata russa a marzo 2014 con un referendum, in cui il 96,77% degli elettori della repubblica di Crimea e il 95,6% degli abitanti di Sebastopoli hanno votato per entrare a far parte della Russia. Le autorità della Crimea hanno tenuto un referendum dopo il colpo di stato in Ucraina nel mese di febbraio 2014. Kiev ritiene la Crimea territorio temporaneamente occupato, la Russia ha ripetutamente affermato che gli abitanti della Crimea, in piena conformità con il diritto internazionale e la Carta delle Nazioni Unite, hanno votato per la riunificazione con la Russia. Secondo il presidente russo, la questione della Crimea “è chiusa definitivamente”.

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Sanzioni, Business, Interessi: il balletto dell’ipocrisia europea.

 Il volume delle esportazioni dall’UE alla Russia è diminuito di 30 miliardi di euro dopo l’introduzione delle sanzioni. Ne parla il quotidiano tedesco Die Welt.

Secondo un’indagine commissionata dal Parlamento europeo all’istituto austriaco Wifo, specializzato nella ricerca economica, le sanzioni europee contro la Russia sono costate all’Unione Europea 30 miliardi di euro.

“Il fardello più pesante — 11,1 miliardi di euro in negativo — grava sulle spalle della Germania. Tocca poi a Polonia, Gran Bretagna e Francia”, afferma la pubblicazione.

La situazione cambia se si considerano le percentuali sul totale delle esportazioni europee. Per esempio, Cipro ha perso un terzo delle sue esportazioni verso la Russia. Le sanzioni hanno altresì danneggiato la Grecia (meno 23%) e la Croazia (21%). La Germania ha ridotto le sue esportazioni del 13,4% rispetto al livello pre-sanzioni.

“Questi risultati sorprendono anche perché l’idea di mettere in difficoltà la Russia con l’aiuto delle sanzioni sembra non aver funzionato. Dopo qualche problema all’inizio, l’economia russa si sta riprendendo. Bloomberg stima che quest’anno e l’anno prossimo l’economia può crescere dell’1,7%”, sottolinea l’articolo.

La pubblicazione spiega che, in generale,la Russia ha notevolmente ridotto la sua dipendenza dall’Occidente. La Banca centrale russa, piuttosto che fare affidamento esclusivamente sul dollaro, ha iniziato a comprare anche l’oro.

Molto presto il paese potrà tornare nella lista degli stati con una valutazione positiva degli investimenti.

“Mosca riceverà presto un rating positivo: è solo una questione di tempo… Gli investitori sono già pronti a prestare denaro alla Russia. In estate, quando la relazione tra Mosca e Washington hanno toccato il fondo, Mosca si è assicurata 3 miliardi di dollari sui mercati finanziari”, rileva la pubblicazione, notando che nei mercati finanziari le sanzioni è come se non esistessero.

il presidente russo Vladimir Putin il 12 ottobre a Sochi incontrerà la comunità imprenditoriale della Germania, tra cui i rappresentanti di Siemens e Nord Stream. Lo ha reso noto l’assistente del presidente Yuri Ushakov.

“Il 12 ottobre a Sochi si terrà una riunione molto importante del nostro Presidente con i rappresentanti dei circoli d’affari tedeschi. Questo incontro è stato organizzato su iniziativa della Commissione economico orientale tedesco. Il presidente terrà anzitutto un discorso di apertura, seguirà quindi una discussione aperta”, ha detto Ushakov.

Egli ha aggiunto che alla riunione prenderanno parte venti rappresentanti delle grandi imprese tedesche presenti sul mercato russo, tra cui Linde, Bauer, Knauf, Siemens, Metro, Schaeffler, Wolffkran e Nord Stream.

Secondo Ushakov, la maggior parte della riunione sarà presieduta dai presidenti dei consigli d’amministrazione delle società tedesche. Siemens sarà rappresentato da Klaus Helmrich, membro del consiglio d’amministrazione.

Nel contempo poi  Mosca sta preparando una riunione dei ministri dell’Economia russa e francese, che si terrà a dicembre in Russia.

Lo ha detto ai giornalisti il vice ministro degli Esteri Aleksey Meshkov.  “A metà dicembre — ha spiegato — si terrà il cosiddetto CEFIC (consiglio russo-francese per questioni economiche, finanziarie, industriali e commerciali): questa è la nostra istituzione intergovernativa. Da parte nostra ci saranno il ministro dello Sviluppo Economico Maxim Oreshkin e il ministro dell’Economia”.

E ancora nonostante la deviazione del gasdotto per aggirare le acque danesi…… come affermato dal  direttore tecnico della società di costruzioni “Nord Stream 2 AG” Sergey Serdyukov ha parlato di un percorso alternativo per la costruzione del gasdotto. Lo segnala il giornale economico russo Vedomosti.

Il nuovo percorso aggirerà la Danimarca, in quanto le autorità danesi sono intenzionate a vietare la costruzione dell’infrastruttura nelle loro acque territoriali. Serdyukov ha affermato che il nuovo percorso del gasdotto non cambia praticamente la lunghezza del progetto originale. “La distanza non importa. Su una lunghezza complessiva di 1.200 chilometri, a chi può interessare una deviazione di qualche chilometro?”

Inoltre il direttore di Nord Stream 2 AG ha dichiarato che i principali appaltatori per la costruzione di Nord Stream 2 sono sicuri di partecipare al progetto, nonostante le sanzioni statunitensi imposte ad agosto.

A settembre il governo danese aveva proposto un decreto per bloccare la costruzione di Nord Stream-2 nel proprio territorio “per motivi di sicurezza e di opportunità di politica estera”.

“Nord Stream-2” è un gasdotto che unirà la Russia e la Germania passando sotto il Mar Baltico. Contro la sua attuazione si sono schierati alcuni Paesi dell’Europa orientale, l’Ucraina e gli Stati Uniti.

Ndr. Forse data l’ipocrisia generale non sarebbe meglio uscire “ufficialmente” dalle sanzioni USA contro la Russia visto che nessuno le vuole e che del “partner Russia” non se ne può fare a meno…. pena l’impoverimento di tutta l’Europa?

(estratto da alcuni articoli di Sputnik)

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L’economia russa si è adattata alle sanzioni degli Stati Uniti e il sistema finanziario russo non ne subisce l’impatto

L’economia russa si è adattata alle sanzioni degli Stati Uniti e il sistema finanziario russo non ne subisce l’impatto, lo dice l’analista capo della società di rating russa ACRA Natalia Porokhova.

 “Le sanzioni contro l’economia russa sono in vigore da ormai 3 anni e ogni nuova espansione di queste misure impatta sempre di meno la stabilità finanziaria dell’economia russa, in quanto c’è stato un adattamento sostanziale alle sanzioni”, — ha dichiarato la Porokhova a RIA Novosti.

Inoltre l’analista ha osservato che “le nuove misure e sanzioni possono seriamente complicare la realizzazione di progetti in Europa, per questo motivo l’Unione Europea si è opposta all’appesantimento delle sanzioni contro il settore energetico russo e proprio oggi si svolgerà una riunione ad hoc su questo tema a Bruxelles.”

 Ma il presidente della Commissione europea annuncia che l’Unione europea è pronta a “agire in modo appropriato” se i suoi interessi non verranno sufficientemente presi in considerazione nella nuova legge statunitense sulle sanzioni anti-Russia. I

l presidente della Commissione UE, Jean-Claude Juncker: Il disegno di legge americano — ha sottolineato Juncker — potrebbe avere effetti collaterali unilaterali imprevisti, che influenzano gli interessi della sicurezza energetica UE e per questo motivo la Commissione ha concluso che se le nostre preoccupazioni non verranno prese sufficientemente in considerazione, siamo pronti ad agire in modo appropriato entro pochi giorni. America first — ha concluso — non vuol dire che gli interessi dell’Europa arrivino per ultimi. La Commissione continuerà a seguire da vicino il processo legislativo in corso negli Stati Uniti e la successiva attuazione del disegno di legge e agirà rapidamente se e quando necessario”…

 Anche la Germania in disaccordo: l’obiettivo delle misure punitive contro Mosca non dovrebbe essere l’industria europea, ha dichiarato in una conferenza stampa la vice portavoce del governo tedesco Ulrike Demmer. “Crediamo che lo scopo delle sanzioni degli Stati Uniti non debba essere l’industria europea…. — ha detto la Demmer.

 E i nemici del progetto “Nord Stream-2” ritengono che le nuove sanzioni di Washington contro Mosca siano controproducenti, scrive il Washington Post: “Con la politica contro “Nord Stream-2″ stanno facendo più nemici di quanti ne hanno bisogno, — ha dichiarato al Washington Post George Zachmann, esperto di energia del centro belga Bruegel. — Infatti se non uccideranno il progetto lo rafforzeranno solo.”

 Mentre i “ politicanti italiani “ ( compreso le associazioni che dovrebbero rappresentare le imprese ) non si esprimono, nonostante sia ormai accertato che gli stessi italiani ( popolo ) non siano d’accordo sulle sanzioni alla Russia e molti rappresentati di vari consigli regionali si siano espressi pubblicamente in tal senso………certamente il business dell’immigrazione è più importante degli interessi delle PMI italiane visto che anche le “sciagure” contribuiscono a “manipolare” il PIL e a foraggiare tutte le “bande di Arruffoni” inetti e insaziabili, dediti ad imbrogliarsi a vicenda, corrotti e corruttori al tempo stesso che spadroneggiano nel panorama italiano.

 Fortunatamente vi sono ancora moltissimi imprenditori seri che ritengono la Russia un partner strategico e una grande opportunità per i loro affari e si muovono verso questo enorme mercato per allacciare rapporti e intraprendono azioni manifestatamente contrarie alle politiche scellerate del governo italiano: e questo dovrebbe essere direttamente proporzionale alla rielezione di quei politici e partiti che hanno aderito e aderiscono supinamente a scelte imposte dagli interessi di economie lobbistiche d’oltreoceano, ed evidentemente anche interessi personali.

 Ma nonostante tutto l’economia della Federazione Russa, secondo le previsioni, si sta ben assestando — afferma nel documento, il cui testo è stato pubblicato sul sito del FMI: le previsioni per la crescita del PIL in Russia sono ancora in crescita: +1,4% nel 2017 e nel 2018. Inoltre in Russia e in alcuni Paesi emergenti l’inflazione è prevista in calo.

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