Senatori americani hanno riconosciuto l’Ucraina come un problema ingestibile per gli Stati Uniti: è un “problema ingestibile” per gli Stati Uniti e l’Unione europea. (Lo riporta iz.ru e lo scrive International Policy Digest)

Senatori americani hanno riconosciuto l’Ucraina come un problema ingestibile per gli Stati Uniti: è un “problema ingestibile” per gli Stati Uniti e l’Unione europea. (Lo riporta iz.ru e lo scrive International Policy Digest)

I senatori statunitensi hanno criticato la politica delle autorità ucraine in un incontro con i rappresentanti di diverse organizzazioni pubbliche ucraine, scrive International Policy Digest: I politici americani hanno ribadito che l’Ucraina si sta trasformando in una sfida ingestibile per gli Stati Uniti e l’Unione europea. È noto che le istituzioni finanziarie internazionali stanno compiendo sforzi seri per stabilizzare l’economia dell’Ucraina e riversare miliardi di dollari USA in essa. Tuttavia, la vertiginosa corruzione e le spese improduttive per la guerra in Donbass fanno sembrare gli sforzi della comunità internazionale uno spreco. Invece della prevista crescita del PIL interno, gli ultimi anni hanno visto il suo costante declino, dal momento che gli ucraini istruiti stanno fuggendo dal proprio paese – persino per cercare rifugio economico in altre economie instabili del terzo mondo.
Secondo i membri del Congresso, l’Ucraina è un “problema ingestibile” per gli Stati Uniti e l’Unione europea, dal momento che il livello di aggressività del paese e il numero di cittadini radicalizzati sono in aumento.
Quindi i parlamentari hanno richiamato l’attenzione sulla stupefacente corruzione e sulle spese improduttive del conflitto nel Donbas, che annullano gli sforzi delle istituzioni finanziarie internazionali.
Inoltre, i senatori hanno accusato il presidente dell’Ucraina Petro Poroshenko di utilizzare le forze dell’ordine per svolgere repressione politica e perseguire i loro avversari. Questa persecuzione è condotta usando mezzi utilitaristici contro lo stato di diritto. I tribunali, che sono controllati da questi politici e oligarchi e, non sono veramente indipendenti, spesso rendono verdetti che promuovono l’agenda che è motivata dagli sforzi per eliminare gli oppositori politici piuttosto che promuovere interessi di giustizia o benessere del popolo ucraino.
Il 5 gennaio, si è appreso che il reddito dichiarato di Poroshenko è aumentato di 82 volte nel 2018 . Il più grande reddito del leader ucraino è stato erogato dalla società Rothschild Trust.
Ancora una volta, invece delle vendette politiche, l’Ucraina dovrebbe concentrarsi sulla riconciliazione nazionale, fermare la guerra nel Donbass, ripristinare l’economia e far uscire il paese dalla sua crisi economica. Oggi l’Ucraina è alleata sia degli Stati Uniti che dell’UE, ma è anche uno stato fallito in guerra con la Russia e con se stesso.


sono sanzioni unicamente dettate da ragioni economiche, i diritti umani non c’entrano assolutamente niente. Quando nel nome del business si arriva a rinfocolare guerre….. i problemi si risolvono al tavolo, non coi carri armati sui confini…se qualcuno giocherà a riportare fumi di guerra in questo continente, giocherà a portare inimicizia ancor maggiore tra Italia e Russia in me e nel governo italiano avrà il primo avversario costi quello che costi”.

La conferenza “Italia-Russia prospettive di cooperazione economica industriale e commerciale” tenutasi il 17 ottobre a Mosca è stato un evento di grande importanza per tutta l’imprenditoria italiana presente in Russia.
La partecipazione dell’ospite d’onore, il vice-premier, ministro dell’Interno Matteo Salvini, ha lanciato un segnale inequivocabile: il governo italiano è presente e ha estremamente a cuore la sorte degli imprenditori italiani che dall’introduzione delle sanzioni contro la Russia stanno particolarmente soffrendo su questo mercato.
La sala della conferenza era gremita di partecipanti, non solo italiani ma anche molti russi. La presenza di Matteo Salvini ha sicuramente catalizzato l’interesse e la partecipazione all’evento.
L’ennesimo viaggio, quello di Matteo Salvini, che non solo consolida i buoni rapporti politici esistenti tra Russia e Italia, ma soprattutto che evidenzia il grande interesse del vice-premier verso una delle questioni più spinose dell’economia italiana: le grandi perdite dovute alle sanzioni decise dall’Unione Europea verso la Russia. Sanzioni definite dallo stesso Matteo Salvini “una follia economica, sociale e culturale”. Non solo, ricollegandosi alla questione, il vice-premier ha elogiato gli imprenditori italiani e russi, come anche gli studenti italiani e russi, che stanno resistendo in questi anni di sanzioni definendoli “portatori di pace”.
Matteo Salvini numeri alla mano ha inoltre quantificato la perdita economica dovuta alle sanzioni: “I dati sono incredibili: 20 miliardi di fatturato perso, 12 milioni di euro al giorno… l’Italia ha perso fette di mercato, altri paesi europei hanno guadagnato fette di mercato”, quest’ultima battuta, riferita agli “amici francesi”.
“Ho letto con orrore l’ipotesi di una guerra di religione all’interno della chiesa ortodossa tra Russia e Ucraina in queste settimane. La storia insegna che le guerre di religione non portano mai a niente di utile. Quando il potere politico sottomette un’autorità religiosa per interessi che nulla hanno a che fare con la fede, io sono estremamente preoccupato. È incredibile come sui media italiani non arrivi quasi nulla di questo, quando si strumentalizza Dio per interessi di geopolitica”.
Davanti al luttuoso evento che ha colpito la Crimea nella stessa giornata Salvini ha espresso il suo sincero personale cordoglio come “ministro, vice-presidente del consiglio” anche come papà.
Ha concluso il suo intervento tornando sulla delicata questione dello scisma religioso in Ucraina: “I miei colleghi spesso si riempiono la bocca di parole come pace, missioni di pace, diritti umani. Ma sono sanzioni unicamente dettate da ragioni economiche, i diritti umani non c’entrano assolutamente niente. Mi sembra evidente. Quando nel nome del business si arriva a rinfocolare guerre di religione. Ci sono 12.00 chiese dell’ortodossia russa in Ucraina. Ci sono progetti di legge depositati in Ucraina per l’esproprio dei beni di queste chiese, si temono assalti ai monasteri.. E lo dico, non a chi è qui dentro che è portatore di pace e di dialogo ma a chi è fuori e sta soffiando sul fuoco. State molto attenti! Io mi prendo l’impegno come vice-presidente del consiglio, se qualcuno giocherà a riportare fumi di guerra in questo continente, giocherà a portare inimicizia ancor maggiore tra Italia e Russia in me e nel governo italiano avrà il primo avversario costi quello che costi”.
(Tratto da Sputnik)


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