Mosca risponderà alle sanzioni che la UE ha imposto dopo i fatti nello Stretto di Kerch…Nella blacklist di Kiev anche noti artisti Italiani, e in precedenza politici italiani……Per costruire la Russia ci vogliono le macchine italiane, in un cantiere su tre macchinari italiani….Rivista americana riconosce la vittoria della Russia nella guerra di sanzioni…

Mosca risponderà alle sanzioni che la UE ha imposto dopo i fatti nello Stretto di Kerch…Nella blacklist di Kiev anche noti artisti Italiani, e in precedenza politici italiani

Mosca risponderà alle sanzioni che la UE ha imposto dopo i fatti nello Stretto di Kerch…Nella blacklist di Kiev anche noti artisti Italiani, e in precedenza politici italiani……Per costruire la Russia ci vogliono le macchine italiane, in un cantiere su tre macchinari italiani….Rivista americana riconosce la vittoria della Russia nella guerra di sanzioni…

Mosca non lascerà senza risposta le sanzioni che la UE ha imposto dopo l’incidente nello Stretto di Kerch. E Kiev iscrive nella blacklist anche noti artisti Italiani, come ha fatto in precedenza con vari politici italiani in visita in Crimea: e l’Unione Europea fa finta di non vedere come Kiev tratta cittadini europei e in particolare Italiani.
Un pretesto per inserire altri cittadini russi nella blacklist
“La “colpa” delle nostre guardie di frontiera sta solo nel fatto che, con le loro azioni risolute, hanno fermato una violenta provocazione organizzata dalle autorità di Kiev nella zona dello Stretto di Kerch”, si legge nel comunicato del Ministero degli esteri Russo.
E sottolinea anche che le accuse secondo cui la Russia “ha violato il diritto internazionale” e “usato la forza irragionevolmente” non sono vere: le navi ucraine hanno violato le acque territoriali russe, che erano comunque acque territoriali russe già prima della riunificazione della Crimea con la Russia.
Le guardie di frontiera hanno reagito secondo le norme del diritto internazionale e della Costituzione e della legislazione russa.
Inoltre i marinai ucraini hanno successivamente ammesso pubblicamente la natura provocatoria dell’incidente organizzato con la loro partecipazione, ha aggiunto il dicastero diplomatico russo.
Mentre una rivista americana riconosce la vittoria della Russia nella guerra di sanzioni.
Judy Twigg, professoressa della Virginia Commonwealth University, ha sostenuto in un articolo della rivista conservatrice americana The National Interest che la Russia sta vincendo la guerra di sanzioni scatenata da USA e UE per gli eventi in Ucraina.
Secondo la professoressa, le sanzioni imposte dagli Stati Uniti e dalla UE nel 2014 avrebbero dovuto punire la Russia per le presunte “azioni aggressive” contro l’Ucraina, ma al contrario le hanno regalato grandi benefici e stimolato la sua crescita economica.
A titolo di esempio la Twigg fa riferimento al settore agricolo russo che, grazie alle sanzioni economiche si è ripreso da una condizione di stagnazione.
La professoressa ricorda che Mosca è stato limitato l’accesso ai mercati dei capitali e ai prestiti a basso interesse e le sono state bloccate le importazioni di beni a duplice uso (civile e militare – ndr) e le forniture di tecnologie innovative. Allo stesso tempo la Russia ha introdotto contromisure, vietando l’importazione di prodotti agroalimentari dall’Unione Europea e dagli Stati Uniti. Questa situazione si è trasformata in un “regalo” per l’agricoltura russa.
“Le sanzioni hanno dato l’opportunità alla Russia di ripristinare l’industria alimentare che era paralizzata. Molti investitori che in precedenza non avevano mostrato alcun interesse per l’agricoltura si sono improvvisamente interessati”, scrive la Twigg.
La professoressa aggiunge anche che il volume della produzione di grano e cereali in Russia ha già raddoppiato i consumi interni, rendendo così il Paese il principale fornitore sul mercato mondiale.
In conclusione la Twigg sottolinea che la Russia dispone di ampi territori ed oltre 200 milioni di ettari di terra inutilizzati, pertanto la sua agricoltura continuerà a svilupparsi attivamente e fungere da traino dello sviluppo di altri settori.
Pertanto, secondo la Twigg, è tempo che gli Stati Uniti e l’Europa prendano atto che le sanzioni portano solo benefici alla Russia e nella guerra delle sanzioni con l’Occidente la Russia si trova “alcuni passi in avanti”.
Per costruire la Russia (e ricostruire Palmira) ci vogliono le macchine italiane .
In Russia in un cantiere su tre vengono impiegati macchinari italiani. Adesso la partnership si rafforza e la Russia ha chiesto aiuto alle imprese italiane della lavorazione marmo per la ricostruzione del sito archeologico di Palmira, in Siria.
Dodici aziende coinvolte, la maggior rappresentanza straniera (a fronte delle quattro aziende tedesche, una spagnola e nessuna francese) ed un padiglione incentrato sul made in Italy fotografano la presenza italiana a BATIMAT Russia, evento capofila nel settore dei materiali e delle tecnologie per l’edilizia e la costruzione in Russia.
Del resto i dati diffusi dall’Agenzia delle dogane russe confermano che per i costruttori italiani la Russia rappresenta uno dei principali mercati di riferimento: nel 2018 l’Italia è stata il secondo fornitore straniero nel settore di macchine per la lavorazione marmo, con una quota di mercato del 30.6 % ed un volume d’affari pari a 16 milioni di euro. (Estratto da Sputnik)


Senatori americani hanno riconosciuto l’Ucraina come un problema ingestibile per gli Stati Uniti: è un “problema ingestibile” per gli Stati Uniti e l’Unione europea. (Lo riporta iz.ru e lo scrive International Policy Digest)

I senatori statunitensi hanno criticato la politica delle autorità ucraine in un incontro con i rappresentanti di diverse organizzazioni pubbliche ucraine, scrive International Policy Digest: I politici americani hanno ribadito che l’Ucraina si sta trasformando in una sfida ingestibile per gli Stati Uniti e l’Unione europea. È noto che le istituzioni finanziarie internazionali stanno compiendo sforzi seri per stabilizzare l’economia dell’Ucraina e riversare miliardi di dollari USA in essa. Tuttavia, la vertiginosa corruzione e le spese improduttive per la guerra in Donbass fanno sembrare gli sforzi della comunità internazionale uno spreco. Invece della prevista crescita del PIL interno, gli ultimi anni hanno visto il suo costante declino, dal momento che gli ucraini istruiti stanno fuggendo dal proprio paese – persino per cercare rifugio economico in altre economie instabili del terzo mondo.
Secondo i membri del Congresso, l’Ucraina è un “problema ingestibile” per gli Stati Uniti e l’Unione europea, dal momento che il livello di aggressività del paese e il numero di cittadini radicalizzati sono in aumento.
Quindi i parlamentari hanno richiamato l’attenzione sulla stupefacente corruzione e sulle spese improduttive del conflitto nel Donbas, che annullano gli sforzi delle istituzioni finanziarie internazionali.
Inoltre, i senatori hanno accusato il presidente dell’Ucraina Petro Poroshenko di utilizzare le forze dell’ordine per svolgere repressione politica e perseguire i loro avversari. Questa persecuzione è condotta usando mezzi utilitaristici contro lo stato di diritto. I tribunali, che sono controllati da questi politici e oligarchi e, non sono veramente indipendenti, spesso rendono verdetti che promuovono l’agenda che è motivata dagli sforzi per eliminare gli oppositori politici piuttosto che promuovere interessi di giustizia o benessere del popolo ucraino.
Il 5 gennaio, si è appreso che il reddito dichiarato di Poroshenko è aumentato di 82 volte nel 2018 . Il più grande reddito del leader ucraino è stato erogato dalla società Rothschild Trust.
Ancora una volta, invece delle vendette politiche, l’Ucraina dovrebbe concentrarsi sulla riconciliazione nazionale, fermare la guerra nel Donbass, ripristinare l’economia e far uscire il paese dalla sua crisi economica. Oggi l’Ucraina è alleata sia degli Stati Uniti che dell’UE, ma è anche uno stato fallito in guerra con la Russia e con se stesso.


sono sanzioni unicamente dettate da ragioni economiche, i diritti umani non c’entrano assolutamente niente. Quando nel nome del business si arriva a rinfocolare guerre….. i problemi si risolvono al tavolo, non coi carri armati sui confini…se qualcuno giocherà a riportare fumi di guerra in questo continente, giocherà a portare inimicizia ancor maggiore tra Italia e Russia in me e nel governo italiano avrà il primo avversario costi quello che costi”.

La conferenza “Italia-Russia prospettive di cooperazione economica industriale e commerciale” tenutasi il 17 ottobre a Mosca è stato un evento di grande importanza per tutta l’imprenditoria italiana presente in Russia.
La partecipazione dell’ospite d’onore, il vice-premier, ministro dell’Interno Matteo Salvini, ha lanciato un segnale inequivocabile: il governo italiano è presente e ha estremamente a cuore la sorte degli imprenditori italiani che dall’introduzione delle sanzioni contro la Russia stanno particolarmente soffrendo su questo mercato.
La sala della conferenza era gremita di partecipanti, non solo italiani ma anche molti russi. La presenza di Matteo Salvini ha sicuramente catalizzato l’interesse e la partecipazione all’evento.
L’ennesimo viaggio, quello di Matteo Salvini, che non solo consolida i buoni rapporti politici esistenti tra Russia e Italia, ma soprattutto che evidenzia il grande interesse del vice-premier verso una delle questioni più spinose dell’economia italiana: le grandi perdite dovute alle sanzioni decise dall’Unione Europea verso la Russia. Sanzioni definite dallo stesso Matteo Salvini “una follia economica, sociale e culturale”. Non solo, ricollegandosi alla questione, il vice-premier ha elogiato gli imprenditori italiani e russi, come anche gli studenti italiani e russi, che stanno resistendo in questi anni di sanzioni definendoli “portatori di pace”.
Matteo Salvini numeri alla mano ha inoltre quantificato la perdita economica dovuta alle sanzioni: “I dati sono incredibili: 20 miliardi di fatturato perso, 12 milioni di euro al giorno… l’Italia ha perso fette di mercato, altri paesi europei hanno guadagnato fette di mercato”, quest’ultima battuta, riferita agli “amici francesi”.
“Ho letto con orrore l’ipotesi di una guerra di religione all’interno della chiesa ortodossa tra Russia e Ucraina in queste settimane. La storia insegna che le guerre di religione non portano mai a niente di utile. Quando il potere politico sottomette un’autorità religiosa per interessi che nulla hanno a che fare con la fede, io sono estremamente preoccupato. È incredibile come sui media italiani non arrivi quasi nulla di questo, quando si strumentalizza Dio per interessi di geopolitica”.
Davanti al luttuoso evento che ha colpito la Crimea nella stessa giornata Salvini ha espresso il suo sincero personale cordoglio come “ministro, vice-presidente del consiglio” anche come papà.
Ha concluso il suo intervento tornando sulla delicata questione dello scisma religioso in Ucraina: “I miei colleghi spesso si riempiono la bocca di parole come pace, missioni di pace, diritti umani. Ma sono sanzioni unicamente dettate da ragioni economiche, i diritti umani non c’entrano assolutamente niente. Mi sembra evidente. Quando nel nome del business si arriva a rinfocolare guerre di religione. Ci sono 12.00 chiese dell’ortodossia russa in Ucraina. Ci sono progetti di legge depositati in Ucraina per l’esproprio dei beni di queste chiese, si temono assalti ai monasteri.. E lo dico, non a chi è qui dentro che è portatore di pace e di dialogo ma a chi è fuori e sta soffiando sul fuoco. State molto attenti! Io mi prendo l’impegno come vice-presidente del consiglio, se qualcuno giocherà a riportare fumi di guerra in questo continente, giocherà a portare inimicizia ancor maggiore tra Italia e Russia in me e nel governo italiano avrà il primo avversario costi quello che costi”.
(Tratto da Sputnik)


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