La Russia apre agli imprenditori … Italiani – E l’economia globale rischia un’altra “Grande Crisi” ma Mosca può sentirsi sicura – La Russia è un’area di “mercato” dove l’impresa Italiana potrà far fronte ai problemi di criticità internazionale.

La Russia "è in una posizione più favorevole ora rispetto al 2007-2008, è meno dipendente dai mercati occidentali".

La Russia apre agli imprenditori … Italiani – E l’economia globale rischia un’altra “Grande Crisi” ma Mosca può sentirsi sicura – La Russia è un’area di “mercato” dove l’impresa Italiana potrà far fronte ai problemi di criticità internazionale.

Il presidente della Russia, Vladimir Putin: “Tra le priorità dell’agenda legislativa per il prossimo anno vorrei citare il miglioramento del clima imprenditoriale” – Il Cremlino farà tutto il necessario per “far sentire gli imprenditori esteri il più possibile a loro agio sul mercato russo” – Molti recenti studi degli economisti russi dimostrano che gli investimenti esteri sono una delle fonti più importanti del cosiddetto “denaro intelligente” –

Il concetto del “made with Italy”, più volte proposto dal presidente di Banca Intesa Russia, Antonio Fallico, alle imprese russe e italiane aiuta ad accelerare la realizzazione del programma statale di sostituzione dei prodotti d’importazione con gli analoghi prodotti sul territorio russo.

Lo ha sottolineato più volte il presidente di Banca Intesa Russia, Antonio Fallico, che diversi anni fa aveva proposto alle imprese russe e italiane il rivoluzionario concetto di “made with Italy”.

Il “made with Italy” – ha sottolineato il professor Fallico ai margini del Forum economico eurasiatico di Verona – è il nuovo pilastro per il rafforzamento delle relazioni bilaterali tra l’Italia e la Russia e ciò implica una diversa visione di collaborazione economica che sembra già essere recepita”.

Infatti nell’ambito dello sviluppo della cooperazione bilaterale, la Russia e l’Italia lanceranno un marchio congiunto “made with Italy”. Lo ha annunciato Elena Panina, membro della Commissione per gli affari internazionali della Duma di Stato (la Camera bassa del Parlamento), durante un recente incontro del Comitato russo-italiano degli imprenditori della Camera del commercio e dell’industria russa. (estratto da Russia 24 Banca Intesa)

E l’economia globale rischia un’altra “Grande Crisi”, Mosca può sentirsi sicura, rispetto ad altre grandi economie europee.

La Russia “è in una posizione più favorevole ora rispetto al 2007-2008, è meno dipendente dai mercati occidentali”.

Un altro motivo per cui Mosca può sentirsi relativamente sicura, rispetto ad altre grandi economie europee, è la sua massiccia riserva di liquidità e asset. Da gennaio 2015, il Cremlino ha aumentato le riserve del suo fondo di emergenza da $ 376 a $ 557 miliardi, nonostante la profonda recessione e la conseguente scarsa crescita economica. In effetti, le riserve sono ora più grandi di prima della crisi ucraina del 2014, e non lontano dalla situazione precedente alla crisi del 2008, un momento in cui i prezzi del petrolio erano alle stelle.

La dipendenza dalle esportazioni di greggio si è rivelata pericolosa per l’economia russa, con il rublo in forte calo nel 2014, quando i prezzi sono crollati. Desideroso di evitare un avvenimento simile, il governo ha introdotto una “regola fiscale” in cui vengono incassati i ricavi delle vendite di petrolio oltre $ 40 al barile, anziché utilizzati per le spese quotidiane.

Ciò che è interessante è anche la diversificazione delle riserve. Un decennio si trattava quasi esclusivamente di dollari statunitensi, ma ora l’oro rappresenta circa un quinto del totale, il che significa che oltre 100 miliardi di dollari sono attualmente legati al metallo prezioso. Alcuni suggeriscono che la grande attenzione per l’oro, che di solito aumenta di valore durante una crisi, potrebbe far parte dei preparativi per un eventuale nuovo sistema monetario.

Sotto la spinta della de-dollarizzazione le riserve auree della Russia continuano a crescere in risposta all’aggressività delle sanzioni da parte degli Stati Uniti.

Le riserve di liquidità hanno superato il debito del paese. Perché è così importante?

L’impegno della Russia per l’indipendenza, sia politica che economica, sembra aver spinto il paese in una fase nuova. In risposta alle sanzioni occidentali e al crollo dei prezzi del petrolio, le autorità hanno intrapreso la strada dell’accumulo di riserve per garantire la stabilità finanziaria. Come risultato di questa rigorosa disciplina sul debito, il debito pubblico netto del paese è sceso ora sotto lo zero, riporta RBC Daily.

Il debito interno ed estero dello Stato è di circa 248 miliardi di dollari, ovvero il 15% del PIL: meno dell’importo dei contanti presenti nei depositi della Russia nella Banca centrale e nelle banche commerciali (17,6 trilioni di rubli, 269 miliardi di dollari), ovvero il 16,2% del PIL. Le statistiche ufficiali rivelano quindi che il Cremlino, in caso di necessità, potrebbe ripagare facilmente tutti i suoi debiti.

 


Crimea investitori e imprenditori investono in Crimea

La Repubblica di Crimea un polo d’interesse strategico per gli imprenditori. Le società straniere investono in Crimea.

Le società straniere investono in Crimea.
In Crimea la situazione economica è propizia.
Previsto anche l’arrivo di una delegazione britannica di circa 15 tra politici, esperti e imprenditori.

In occasione del Forum russo di investimenti a Sochi la ministra delle finanze della Repubblica di Crimea, Irina Kiviko, ha descritto al corrispondente di Sputnik il clima favorevole agli investimenti di cui gode la penisola.
— Oggi stiamo per firmare accordi di investimento con alcuni importanti investitori per grandi cifre di denaro. Un investitore dispone di 5 miliardi di rubli, un altro di 1,2 miliardi e un altro ancora di 1 miliardo. Dunque, c’è interesse per la Crimea.
E quest’interesse aumenta. Gli investitori sono pronti a costruire i loro stabilimenti da noi e a creare posti di lavoro. La situazione è propizia. E noi aiutiamo gli investitori che investono in Crimea.

— Ci sono società straniere che investono in Crimea nonostante la situazione internazionale?
— Sì, e sono molte. Ci chiedono, però, di non rivelare i loro nomi. E noi ci atteniamo a questa richiesta. Ciononostante sia le importazioni sia le importazioni crescono. E le società straniere vengono in Crimea e molte di loro sono europee.
Vi sono anche società italiane.

Dunque, nonostante le sanzioni, gli imprenditori ritengono che in Crimea la situazione economica sia propizia: abbiamo una zona libera di scambio, condizioni preferenziali importanti e questo attira gli investitori.
Siamo contenti di accoglierli tutti. E per questo firmiamo gli accordi.

— Quali sono i maggiori progetti al momento in Crimea?

— Abbiamo molti progetti attivi nei settori dei trasporti, dell’agricoltura, del turismo, dell’industria alimentare e dei centri commerciali. I soldi vengono investiti in più comparti e non solamente in uno.
— Cosa riguarda l’investimento di 5 miliardi che Lei ha menzionato?
– L’investimento riguarda la costruzione di uno stabilimento per la lavorazione dell’alluminio che ospiterà anche un centro di formazione.

Per la prima volta dal 2014 la Crimea verrà visitata da una delegazione britannica, ha dichiarato il premier della repubblica Sergey Aksenov.
il gruppo prenderà parte al V Forum economico internazionale Yalta.
Aksenov ha sottolineato che la penisola ha un enorme potenziale d’investimento e questo è chiaro agli imprenditori stranieri che vogliono stabilire relazioni commerciali con la regione. ( Estratti da Sputnik)


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