Il mercato russo a portata di mano con la nostra partnership, il vostro ufficio di Mosca.

Il mercato russo a portata di mano con la nostra partnership, il vostro ufficio di Mosca.

                  
La nostra organizzazione vi offre l’opportunità unica di una prova d’introduzione nel mercato dell’Area Russa per 18 mesi  dove noi saremo il vostro ufficio di Mosca.
Promuoveremo la vostra azienda, vi presenteremo ai vostri potenziali clienti, gestiremo le vendite  e il vostro sviluppo in tutta l’area del Mercato Russo.

Noi e Voi in partnership per il mercato russo:
la nostra organizzazione è da 17 anni presente in Russia e siamo il miglior partner per supportarvi in questo importante mercato.

UNA PROPOSTA STRUTTURATA CHE SOLO NOI POSSIAMO FARE PERCHE’ ABBIAMO AL NOSTRO INTERNO TUTTE LE COMPETENZE PER REALIZZARLA. 

Consulenti & Partners da 17 anni presente a Mosca con una struttura storica e proprie attività di successo, vi propone una partnership per la vostra introduzione e il vostro business nel mercato russo:
• 18 mesi di prova con una project manager dedicata che opera per voi dalla nostra sede di Mosca.
• Presentazione e promozione della vostra azienda/prodotto nel giusto target di mercato e in ogni area della Federazione Russa e nazioni russofone.
• Gestione e sviluppo del mercato con continua ricerca di nuovi clienti.
• Assistenza diretta per trasporti, sdoganamenti, certificazioni.
• Gestione pagamenti e transazioni in valuta internazionale.
• Problem solving, garanzie post vendita.

Agiremo come vostra sede di Mosca, come ufficio diretto della vostra azienda offrendo il più ampio supporto per ogni necessità sia vostra che dei vostri interlocutori. 
AL NOSTRO INTERNO OGNI COMPETENZA E PERSONALE SPECIALIZZATO PER GESTIRE IN PROPRIO: trasporti e sdoganamenti, certificazioni, transazioni valutarie, gestioni commerciali, gestioni amministrative, marketing, garanzie, problem solving e molto altro ancora.

Una direzione italiana di tutta l’organizzazione con  22 addetti nelle varie aree, una competenza assoluta nel mercato russo data dalla costante presenza in Russia di oltre 17 anni ed una esperienza di oltre 30 anni nella direzione e servizi alle imprese.

I costi e i rischi di questa partnership sono a carico di Consulenti & Partners perché vi richiederemo soltanto: una Royalties sul fatturato incassato e un fee iniziale di adesione alla portata anche della più piccola azienda.

Contatti e recapiti diretti:   info@consultpartners.org
Consulenti & Partners
Bratislavskaya, 26 — 109469 Moscow – Russia
007 495 3471461– 007 495 3471462– 007 495 3479292 

Corso San Gottardo — 6830  Chiasso – Svizzera
Contatti dall’Italia:  02 87348028
Contatto diretto skype col nostro amministratore: bruschistefano 


Imprenditori confusi per il mercato russo.

Diversi imprenditori italiani interessati al mercato russo ci hanno evidenziato le loro perplessità e difficoltà nel reperire informazioni e contatti affidabili, visto – a loro dire- che vari personaggi si propongono per il mercato russo.

Questi personaggi promettono clienti e risultati, ma poi in pratica non dispongono di presenza in loco, di strutture o organizzazione ma sembrano i soliti “ cani sciolti” che da distanza e con qualche telefonata pensano di poter reperire clienti.

Oppure si tratta di persone che parlano russo e che vorrebbero fare mercato in Russia con qualche telefonata dall’Italia.

Oppure sono millantatori che vantano le solite conoscenze o collegamenti nell’area di mercato ma che poi -come ci dicono gli stessi imprenditori-  non offrono alcuna referenza o garanzia.

Cosa fare allora per approcciare il mercato dell’Area Russa?

Per approcciare questo enorme mercato (solo la Federazione Russa è l’entità statale più vasta al mondo)  c’è da stare attenti a cosa fare e soprattutto a cosa non  fare.

E’ necessario trovare le giuste collaborazioni per un adeguato supporto sul posto senza il quale sarà difficile operare, non è assolutamente possibile affrontare questo mercato a distanza, magari con il solito e discutibile approccio del  temporary exoport manager, o con un approccio saltuario tramite qualcuno che parla russo visto che è totalmente inadeguato affrontare il mercato russofono in inglese.

Ed è vero che c’è anche da stare in guardia per le molteplici proposte di servizi o collaborazioni offerte per il mercato russo, spesso inadeguate quando va bene, o truffaldine in altra ipotesi.

Come valutare quindi un partner affidabile per il mercato russo?

Questi i primi ma non gli unici consigli utili.

Verificare che sia una organizzazione strutturata, un’entità giuridica russa, società presente da almeno 5 anni con la stessa ragione sociale e con una propria sede in Russia, che operi direttamente sul posto e che non sia un riferimento di un “cosiddetto partner”, socio o altro interlocutore indiretto.

Diffidare quindi di chi non opera direttamente e in proprio dalla Russia, con un proprio ufficio e struttura,  e di chi dice di farlo tramite partner o altri collegamenti sul posto.

Diffidare di chi espone solo telefoni cellulari sia italiani che russi. (i cellulari russi iniziano per (+7 prefisso per la Russia )  e  poi (9…)

Esporre numeri di cellulari e non fissi denotano mancanza di struttura e riferimenti aziendali, ovvero chi opera da casa  e/o da distanza senza una propria organizzazione e senza alcuna responsabilità

Non affidatevi a singoli elementi senza storia e senza sede ufficiale.  Oppure a semplici siti internet che non servono a fare mercato.

Non affidarsi ad improbabili  “agenti” figure che in Russia non esistono con le stesse connotazioni italiane.

Verificare che vi accolgano in Russia presso la propria sede ben identificata  e non presso business center affittati all’occasione o in hotel.

Diffidate di chi vi propone liste di clienti, nominativi e data base.

Diffidate di chi  ricerca clienti a distanza anche dal vostro ufficio.

Diffidate di chi vi dice di potervi trovare clienti lavorando a distanza e non è sul posto anche se parla russo.

Diffidate di chi dice di avere clienti pronti per voi e per il vostro prodotto, non esistono clienti già pronti.

Diffidate di chi vi propone di fare mercato via internet in Russia.

Diffidate di chi vanta amicizie e alte conoscenze.

Diffidate di chi vi propone transazioni in nero, o trasporti e sdoganamenti non ufficiali.

Diffidare inoltre:

Di chi vi propone la possibilità di pagarvi per contante o peggio a nero, di trasporti e sdoganamento non ufficiali.

Diffidate di chi NON espone referenze bancarie e di aziende per le quali ha lavorato.

Diffidate di chi non può essere verificato con una immediata telefonata in Russia su un telefono fisso.

Chi è Il vostro partner ideale per il mercato russo?

E’ una organizzazione strutturata e non una singola figura, entità giuridica russa, preferibilmente con sede a Mosca centro del business di questa area di mercato.

Che sia presente in area da almeno 5 anni, con la stessa ragione sociale, e si sia occupata di servizi alle imprese da sempre e quindi ha una ottima conoscenza di ogni problematica del mercato.

Che abbia al proprio interno tutte il personale e le competenze relative a: rapporti doganali, certificazioni, trasporti, competenze commerciali e amministrative, bancarie, post vendita e problem solving.

Ma se avete altri dubbi leggete il nostro blog:  www.russiaaffari.blog

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Dopo le festività riprende l’attività lavorativa e sempre più imprese italiane guardano alla Russia come sbocco strategico per il loro mercato e per piccoli e grandi investimenti.

Riprende l’attività lavorativa e sempre più imprese italiane guardano alla Russia come sbocco strategico per il loro mercato e per piccoli e grandi investimenti.

La nostra organizzazione che si occupa di supporto alle imprese italiane per l’area Russa, tra la fine del 2017 e questo inizio di anno, è stata presa letteralmente d’assalto dalle imprese italiane desiderose di informazioni e assistenza per il mercato russo.

Sono oltre 1000 le richieste di informazioni e preventivazioni per il mercato russo che ci sono pervenute durante l’anno passato, con grande impulso negli ultimi tre mesi del 2017, mentre l’inizio del 2018 è stato caratterizzato da varie richieste di attivazione dei nostri servizi preventivati nel 2017 con l’eccezionale proposta promozionale che scadeva proprio alla fine dell’anno scorso. Altri che avevano opzionato la nostra proposta del 2017 hanno richiesto il nostro intervento per la chiusura e l’attivazione in questo inizio di anno.

Essenzialmente si sono rivolte alla nostra organizzazione piccole e medio-piccole aziende che operano nei più vari settori: abbigliamento, arredi, impianti, macchinari, beni e materiali di consumo, tecnologie, alimentari e vinicole, ecc. con l’esigenza di trovare interlocutori per la vendita delle loro produzioni, per creare delle partnership e per trovare interessati ai vari livello di mercato.

Altri imprenditori hanno necessità di attivare una propria società in Russia con domiciliazione presso la nostra organizzazione, mentre altri ancora propongono di effettuare piccoli investimenti in strutture già operative nel mercato russo.

Quale è il successo della nostra organizzazione e della nostra proposta che surclassa ormai da tempo ogni altra offerta di ogni altra struttura anche istituzionale o similari? ( fermo restando che il ruolo delle organizzazioni istituzionali italiane è importante per ciò che rappresentano politicamente e per le relazioni di rappresentanza istituzionale)

Il successo è dovuto al rapporto imprenditoriale che sta alla base della nostra proposta, ovvero noi siamo imprenditori come lo sono i titolari delle aziende italiane che si rivolgono a noi per il mercato russo e parliamo quindi la stessa “lingua concreta” che è quella della ricerca di opportunità di mercato e quindi di fatturati e di conseguenza la creazione di reddito.

Noi ci assumiamo il ruolo della stessa impresa cliente nel mercato russo, ovvero noi diventiamo l’azienda stessa, l’ufficio di riferimento, di rappresentanza, la fiduciaria dell’azienda italiana che si presenta nel mercato russo per ogni sua esigenza.   Noi come le nostre imprese dobbiamo produrre reddito, al contrario di società più o meno blasonate o auto-referenziate che magari non hanno fini di lucro e nemmeno, quindi, l’interesse ai risultati.

La nostra formula per un’azione introduttiva nel mercato dell’Area Russa è unica nel suo genere, solo la nostra organizzazione è in grado di formulare una proposta introduttiva di base che prevede la rappresentanza dell’azienda nel mercato russo per un lungo periodo durante il quale agiamo per realizzare affari, presentando, introducendo e contrattualizzando rapporti collaborativi tra russi e italiani.

Avendo al suo interno tutte le competenze necessarie, la nostra organizzazione non demanda all’esterno nessun intervento: trasporti e sdoganamenti, certificazioni, transazioni valutarie, gestioni commerciali, gestioni amministrative, marketing, garanzie, problem solving e molto altro ancora, sono assunti direttamente dal nostro personale qualificato che se ne occupa direttamente senta interlocutori esterni per i quali non sarebbe possibile garantire il buon operato o un controllo adeguato.

Inoltre la nostra organizzazione ha una direzione italiana, con programmazione del lavoro periodica, gestione e controllo delle statistiche di ogni collaboratore che ha sempre un piano di lavoro e un target da raggiungere.

Buona parte del nostro personale russo parla italiano e anche altre lingue e i nostri manager si assumono direttamente la gestione del mercato per le varie aziende che si affidano a noi per “la prova d’introduzione nel mercato russo” e per la gestione dei loro affari in questa area.

Noi proponiamo una prova d’introduzione nel mercato dell’area Russa che ha una durata di 18 mesi, non una “missione” spot che non ha alcuna seria probabilità di raggiungere risultati concreti, noi lavoriamo scientificamente per reperire i migliori interlocutori nelle varie aree dell’entità statale più vasta al mondo, dove è impossibile agire in tempi molto ristretti e senza una presenza organizzata sul posto.

Il nostro successo deriva anche dal fatto che siamo consapevoli che ogni investimento che esce dalle “ tasche” delle aziende italiane debba essere ben valutato e non è mai fatto a “ cuor leggero” dati i sacrifici e le difficoltà che le molte piccole e medie aziende si trovano ad affrontare, e proprio per questo la nostra offerta prevede che noi si rischi con loro, creiamo una sorta di partnership fra noi e l’azienda che si affida a noi per essere supportata nel mercato russo.

In sintesi, l’impatto economico delle nostre aziende per il mercato russo è estremamente basso e il rischio è praticamente nullo rispetto anche al minimo risultato che andremo ad ottenere.

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RUSSIA, MADE IN ITALY IN RIPRESA LA CREATIVITA’ BATTE LE SANZIONI – SONO ALMENO 300 LE IMPRESE ITALIANE CON PRESENZA FISSA, E ALTRE 400 CON PERSONALE ITALIANO CHE FANNO ATTIVITÀ COMMERCIALE.

RUSSIA, MADE IN ITALY IN RIPRESA LA CREATIVITA’ BATTE LE SANZIONI –  Luisa Barone e Vittorio Torrembini, ai vertici del Gruppo imprenditori italiani a Mosca: «Le opportunità ci sono. Bisogna saperle cogliere.

Abbiamo 100 imprese italiane che producono qui, con 75 mila addetti»  E SONO ALMENO 300 LE IMPRESE ITALIANE CON PRESENZA FISSA, E ALTRE 400  CON PERSONALE ITALIANO CHE FANNO ATTIVITÀ COMMERCIALE.

 Sì, a Mosca c’è ancora posto per fare impresa, per operare, per produrre e per imporsi sul mercato.

(estratto di un articolo di Fernando Mezzetti pubblicato sul mensile Economy)

La Russia, pur sotto sanzioni euroatlantiche per l’Ucraina, si rivela efficace stimolo per la creatività italiana:  in  questo caso applicata non alla produzione ma soprattutto al marketing in un ambiente appesantito da difficoltà estranee all’economia.

Dopo due anni disastrosi  per  le nostre esportazioni verso la Russia, il 2017 si chiude con un bilancio incoraggiante per  noi: ci si avvicina infatti  al recupero totale delle posizioni precedenti  le misure punitive adottate dall’Unione   Europea nella primavera 2014 contro Mosca. All’embargo decretato  dall’Europa  ha  corrisposto un contro embargo stabilito da Mosca per alcuni settori, in primis l’agroalimentare: gli scambi commerciali tra Russia e Europa ne sono stati sconvolti, con effetti diversi nei vari paesi dell’Unione .

Ma almeno per quanto ci riguarda, dopo il primo choc, i nostri operatori dalle  piccole  e  medie  imprese alle grandi hanno saputo affrontare le nuove situazioni, riuscendo a limitare gli effetti negativi delle tensioni politiche.

Sì, a Mosca c’è ancora posto per fare impresa, per opera re, per produrre e per imporsi sul mercato.

Gli italiani, presso i consumatori, sono favoriti soprattutto da un  fattore: l’enorme simpatia, per alcuni aspetti perfino amore, dei russi verso l’Italia, mai venuto meno anche nei momenti più aspri della guerra fredda.

La prova più evidente è nel traffico aereo: Aeroflot ha 3 voli al giorno Mosca-Mi­ lano e 3 Mosca-Roma. Altre compagnie low cost volano su altri  scali italiani , per un to­ tale  di  una  decina  di  voli al giorno  tra  Ita­ li a e Russia.

L’Italia è al secondo posto tra i partner commerciali della Russia, dopo la Germania, e al sesto posto tra gli esportatori europei verso la Russia.

Il nostro export nel 2014, quando l’effetto delle sanzioni non si era ancora pienamente  dispiegato,  è stato di 9.503 milioni di euro; nel  2015 è crolla­ to a 7.093 milioni; nel 2016, è precipitato a 6.720. il 2017 è l’anno della ripresa: nei soli primi sei mesi, da gennaio a giugno compre­ si, è arrivato a 4.557 milioni.

Nell’insieme, il nostro export è salito del 39%; ogni giorno esportiamo verso la Russia  per  20 milioni di euro. I settori in maggior recupero sono stati l’agro-alimentare, con un aumento del 39,9 %, chimico-farmaceutico, con 32,2 %, i mezzi di trasporto, con 53,5 %, e la moda, col 32,6 %.

Sono dati incoraggianti, ma che considerando altri Paesi lasciano vedere molte opportunità di crescita ancora da cogliere: l’export francese è salito del 57,2%, quello tedesco del 53,7″. Dicono Luisa Barone e Vittorio Torrembini, presidente e vice presi­dente del GIM, il Gruppo imprenditori italiani a Mosca, a cui aderiscono decine di piccole e medie imprese: «Lo slancio dell’export è dovuto in buona parte a fattori  contingenti in primo luogo la stabilizzazione del cambio del rublo, ottenuta con saggia politica monetaria, e non con fallaci atti d’imperio; gli importatori avevano esaurito le scorte;  e poi, la campagna di rinnovo di macchinari e impianti, promossa dalle direttive del Cremlino di produrre in casa invece che importa re.

«Non si può parlare solo di export per la presenza italiana», dicono Barone e Torrembini, «Bisogna considerare anche imprese italiane che producono per il mercato interno, non per esportare in Italia  e altrove, e quelle che sono venute qui come sub-fornitori, al seguito di grandi multinazionali con cui già operano in Italia. E’ il caso di Procter & Gamble, che ha voluto a San Pietroburgo lo  stesso fornitore che  ha  in Italia.

Abbiamo 100 imprese italiane che svolgono attività produttiva in Russia, con 75 mila di­ pendenti e un fatturato di 8 miliardi di euro. A parte queste, sono almeno 300 le imprese italiane con presenza fissa, e altre 400 con ufficio e personale italiano che svolgono attività commerciale.

Le opportunità  ci sono. Bisogna saperle cogliere».

Considerando l’Unione doganale fra la Russia e le  ex  repubbliche sovietiche del centro  Asia,  Mosca è anche un punto di ingresso  in  mercati più ampi.

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RUSSIA – ITALIA SENSIBILE AUMENTO DELLE IMPORTAZIONI DI PRODOTTI ITALIANI IN RUSSIA

Nel primo quadrimestre di questo anno c’è stato un sensibile aumento dell’export delle aziende italiane in Russia in quasi tutti i settori con esclusione dei mezzi di trasporto dove si rileva una contrazione.

Meccanica in generale, semilavorati vari, moda e accessori moda, arredamento ed edilizia, chimica e farmaceutica, piante e floricoltura queste le aree di maggior rilievo.

 Sono però ancora poche le aziende italiane che ritengono il mercato russo come strategico e questo è un grande errore visto che stiamo parlando dell’entità statale più vasta al mondo e di un’area di mercato ancora più vasta se consideriamo le nazioni ad influenza russa, la Bielorussia è una di queste e anche in questa area di mercato l’importazione italiana è in fase d’incremento.

 Le imprese Italiane hanno a portata di mano una grande opportunità per ripristinare, attivare, quindi consolidare i rapporti di affari fra imprenditori Italiani e Russi, rapporti che prima della cosiddetta “crisi” vedevano l’Italia come partner privilegiato della Russia, posizione che deve essere riconquistata ad ogni costo dalle imprese italiane per consolidare i loro fatturati e la loro presenza nel mercato più vicino con il maggiore trend di sviluppo per decine di anni avvenire.

Soprattutto un mercato, quello russo, dove il Made in Italy, e oggi anche le partnership e delocalizzazioni italiane, sono molto apprezzate, richieste e ambite, così come l’Italia resta una delle aree turistiche preferite dai Russi.  

Un mercato da affrontare con serietà, costanza e pazienza e che offrirà nel tempo le migliori soddisfazioni imprenditoriali.

 Da Il Sole 24ore di giugno 2017

……..In molti casi, come per Cina, Giappone, Corea del Sud e Canada, i progressi delle vendite continentali sono a doppia cifra, anche se la sorpresa più gradita del 2017 è certamente la ripresa prepotente visibile in Russia.

Tra gennaio ed aprile l’export europeo verso Mosca è infatti lievitato del 23%, arrivando a quota 26,6 miliardi di euro. Scatto che riporta la Russia al quarto posto (alle spalle di Stati Uniti, Cina e Svizzera) tra i maggiori mercati di sbocco dell’intera Unione.     Il Sole 24 Ore

 

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per vendere in russia

Trasporto, dogane e pagamenti, queste le prime barriere da superare nel mercato russo.

Premesso che qualunque azienda per piccola che sia può, anzi deve, cercare di proporsi nel mercato dell’Area Russa che è e resta la migliore opzione di sviluppo per le PMI italiane, il mercato russo presenta alcune difficoltà che non si riscontrano nel mercato europeo e che per la piccola impresa possono sembrare insormontabili ma in realtà non lo sono.

Prima di tutto c’è da considerare che i costi di un prodotto importato in Russia aumenteranno in virtù del costo del trasporto e dello sdoganamento quindi non è possibile imporre dei prezzi di vendita ai compratori russi i quali dovranno inserire nel prezzo finale anche i gravami di cui sopra.

Come già detto nelle precedenti pubblicazioni il venditore italiano deve proporre le proprie merci franco Italia con tutti le problematiche di trasporto e doganali a carico del compratore. Questa è la prassi compreso quella di richiedere il pagamento anticipato, ovvero 30% all’ordine e il restante 70% prima della consegna.

Ecco che è necessario per l’azienda che vende proporre prezzi al netto di ogni spesa, compreso il rischio pagamento, e quindi cercare di proporsi nella logica più competitiva possibile in materia di prezzi non gravando su questi le voci di cui sopra, ma soprattutto pensando al prezzo di vendita all’utente finale che dovrà sostenere il costo di ogni onere e che, per logica matematica, dovrà acquistare ad un costo superiore di quello proposto nel mercato italiano.

Il trasporto inciderà in proporzione alla quantità , peso e volume della spedizione che per ogni prodotto è da calcolare al momento, mentre per il gravame doganale il calcolo è complesso perché oltre alle accise che variano da prodotto a prodotto ci sono da calcolare in cumulo progressivo, costi di trasporto e IVA: un calcolo che non ha senso affrontare se non per ogni specifico caso. Detto questo non c’è da scoraggiarsi perché questo vale per ogni merce importata e quindi il compratore russo sa già quali siano i gravami del prodotto da lui trattato. È però utile ribadire che la logica del prezzo di partenza deve essere avulsa dal calcolo tradizionale del prezzo casalingo e ciò per poter essere il più competitivi possibile.

E’ vero anche che sempre più compratori russi richiedono il prodotto franco destino con una offerta che comprenda tutti i costi e che preveda il pagamento in valuta locale, quindi in Rubli.

A questo punto è necessario che l’azienda che vende abbia una collaborazione direttamente sul territorio russo con una organizzazione che sia in grado di supportare queste richieste sempre più spesso proposte dal compratore.

Per questo le pochissime e specializzate aziende che propongono servizi di supporto per il mercato russo prospettano la collaborazione con le imprese italiane non come una semplice erogazione di servizi ma come una vera e propria partnership.

Il partner in Russia deve essere in grado di organizzare il trasporto e di assumersi lo sdoganamento, quindi deve agire come un vero e proprio broker doganale, inoltre deve essere in grado di avere le autorizzazioni per operare la transazione tra rublo e valuta estera per “triangolare” il pagamento tra fornitore e compratore, e così portare a termine l’operazione in ogni sua fase.

Anche se ciò può sembrare difficoltoso agli occhi di una PMI italiana neofita del mercato russo, per il partner organizzato questo è “pane quotidiano” ma deve avere al suo interno ogni terminale umano e non per realizzare il servizio a ciclo chiuso.

L’azienda che intende affrontare il mercato russo deve verificare bene le competenze del partner localizzato in Russia che giocoforza deve avere per essere supportato in questo mercato, partner che non può essere una organizzazione istituzionale italiana o russa poiché per forza di cose non hanno e non possono avere tali competenze e facilità operative.

Se si vuole avere il massimo delle probabilità di successo nel mercato russo è necessario superare le problematiche che tale mercato presenta e che anche se possono apparire difficoltose sono di fatto gestibili con un qualificato e verificato partner sul posto.

Comunque per calcolare quali siano i gravami sul prodotto è necessario avere il codice doganale del prodotto stesso, quindi verificare, tramite collegamento al terminale doganale, quali accise sono previste e quali le certificazioni richieste, quindi partendo dal prezzo di vendita franco fornitore, aggiungendo a questo il costo del trasporto, per poi inserire la percentuale doganale richiesta, gli eventuali costi di “certificazione/dichiarazione di conformità” effettuare un calcolo algebrico del costo finale.

E’ anche possibile fare le offerte diversificate, ovvero offrire il prodotto franco fabbrica al netto di ogni costo da parte dell’azienda e calcolare i costi d’importazione e transazione in rubli da parte del partner in Russia, così che il compratore sappia quali costi sono imputati al prodotto e quali alla consegna. Quindi si potrebbe anche far passare le merci direttamente dal partner in Russia che funge da compratore per poi cedere le merci al compratore effettivo ed è per questo che il partner deve apparire agli occhi del compratore come l’ufficio di rappresentanza dell’azienda che vende per garantire che non vi siano i soliti “moltiplicatori” per il passaggio che il prodotto subisce.

E’ quindi interessante valutare la proposta di partnership che è da considerare la “chiave di volta”, la soluzione più interessante, più efficace e la meno onerosa per affrontare il mercato russo: ma questo lo vedremo nel prossimo incontro.

 www.mercatorusso.org    www.consultpartners.org


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