La differenza fra un grande Statista e….…. Dimostrata dal Presidente Putin rispondendo ad alcune domande a Sochi nell’ambito del XIV Forum di Discussione Internazionale “Valdai Club

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La differenza fra un grande Statista e….…. Dimostrata dal Presidente Putin rispondendo ad alcune domande a Sochi nell’ambito del XIV Forum di Discussione Internazionale “Valdai Club

Al termine della sessione plenaria, il presidente Putin non ha rivelato se si candiderà alle presidenziali del 2018, oppure no, ma incalzato dalle parole del moderatore, ha evaso la risposta raccontando una barzelletta:

“Un oligarca caduto in disgrazia dice a sua moglie: “Cara, purtroppo dobbiamo vendere la nostra Mercedes e comprare una Lada. Va bene, caro. Dovremo anche lasciare la nostra villa e trasferirci in appartamento. Va bene, caro. Ma cara, tu mi amerai ancora? Si, ti amerò molto. E mi mancherai. Molto.

Alla domanda su quale consiglio darebbe Putin a Trump affinché quest’ultimo possa esercitare con successo le sue funzioni ed essere un buon capo di stato, il presidente russo ha risposto così:

“Ritengo questa domanda scorretta. Trump è stato eletto dal popolo americano ed almeno per questo motivo bisogna portargli rispetto. Anche se non siamo d’accordo con qualcuna delle sue posizioni. All’interno del paese nei confronti di Trump c’è una mancanza di rispetto e questa è una disdicevole componente negativa del sistema politico americano. Si può discutere, ma non si può mancare di rispetto e non tanto a lui personalmente, quanto alle persone che lo hanno votato.”

Presidente Putin, secondo lei quali sono gli errori che hanno portato a questo stallo nelle relazioni tra Russia e Occidente?

“Il nostro errore è che ci siamo fidati di voi. Il vostro è che ne avete abusato scambiandolo per debolezza.”

Presidente Putin, negli ultimi mesi abbiamo assistito ad un’aumento della tensione da parte della NATO, che è parecchio attiva nei paesi baltici ed in Polonia. Come commenta questa situazione?

“Noi analizziamo la situazione e conosciamo ogni azione. Con questa domanda mi ha dato un’ottima chance per dire “Faremo questo, faremo quello”, ma la verità è che non ce n’è bisogno. Che si esercitino pure. Noi non siamo preoccupati. La situazione è sotto controllo.”

La chiusura dei confini tra Russia e le repubbliche nell’est dell’Ucraina significherebbe una carneficina

“La chiusura dei confini tra la Russia e le Repubbliche di Donetsk e Lugansk porterebbe alla carneficina e la Russia non lo permetterà mai. Finchè non saranno risolte le questioni relative al riconoscimento di uno status speciale a questi territori ed all’approvazione della legge sull’amnistia, la chiusura dei confini tra la Russia e le repubbliche non riconosciute porterà ad una situazione come quella di Srebrenica: ci sarà una carneficina. Noi questo non possiamo permetterlo”.

Putin sulla situazione in Ucraina

“La situazione in Ucraina è degradata al limite. La polizia utilizza i gas contro i manifestanti. In queste condizioni è impossibile ipotizzare che Poroshenko si impegni a rispettare gli accordi di Minsk. La Russia è pronta a ritornare al dialogo con l’Ucraina e non abbiamo bisogno di nessun conflitto ai nostri confini. Anche l’Europa è interessata alla risoluzione della situazione in Ucraina. Merkel e Macron se ne occupano, ma occorre fare pressione non solo sulla Russia, ma anche su Kiev, affinché faccia qualcosa.

USADA invita ad escludere completamente la Russia dalle Olimpiadi del 2018. Le Olimpiadi in Corea del Sud sono in pericolo? La Russia vi parteciperà?

“Spero di no, che non siano in pericolo. Per quanto riguarda la partecipazione russa, come abbiamo visto anche il Comitato Olimpico Internazionale è sottoposto a delle pressioni esterne e noi sappiamo che riceve dei segnali dagli sponsor americani. Qualcuno vuole che la Russia non vi partecipi, o lo faccia sotto bandiera neutrale. In entrambi i casi si tratta di un umiliazione e se quel qualcuno pensa che con queste minacce si possa influire sulla campagna elettorale in Russia, sappia che l’effetto sarà il contrario ed il Movimento Olimpico subirà un grave danno.”

Quale ruolo può esercitare la Russia nella crisi con la Corea del Nord?

“Di mediatore. Già in passato abbiamo presentato diversi progetti congiunti tra Corea del Nord e Corea del Sud. Bisogna lavorare ed abbandonare la retorica bellica, fare un salto oltre le proprie ambizioni. All’epoca si raggiunse l’accordo sullo stop al programma nucleare nordcoreano, ma poco dopo l’America, temendo che la Corea del Nord potesse fare molto di più, ha imposto nuove limitazioni. Così anche la Corea del Nord è uscita ed ha ripreso il programma di sviluppo del nucleare. Se allora si riuscì a trovare un accordo, anche oggi ce la si può fare.”

Presidente Putin, quali obiettivi dovrà perseguire il presidente russo che verrà eletto il prossimo anno per il mandato 2018-2024?

“Rendere la Russia flessibile per quanto riguarda i modi di gestione e di sviluppo dell’economia. Dobbiamo completare il nostro sistema politico e l’ammodernamento delle Forze Armate.”

Il prossimo presidente russo potrà essere una donna?   “Qui da noi tutto è possibile!”

E’ stato chiesto  al presidente Putin di commentare gli attacchi che i due media russi hanno subito negli USA e all’accusa di aver esercitato un’ “influenza sulla campagna elettorale” americana.

“Innanzitutto dobbiamo tenere presente che i nostri media hanno una potenza neanche lontanamente paragonabile a quella dei media americani e britannici. Noi non abbiamo mezzi di comunicazione mondiale. Questo è un monopolio che appartiene al mondo anglosassone.

In democrazia esiste soltanto un modo — democratico — per contrastare quello che non piace: esprimere la propria opinione e farlo così bene, brillantemente e con talento così che gli altri credano nella vostra opinione. Tutto il resto, dai tentativi di fare pressione sui giornalisti alle manovre di ostruzionismo o minacce di chiusura, è fuori dalla democrazia.

Tutto il mondo sa come i media anglosassoni esercitano direttamente delle influenze processi politici interni nei paesi del mondo. Ogni tanto vedo quello che passa RT e vedo che vi lavorano con precisione e senza paura, persone di vari paesi, compresi americani, tedeschi e altri. Persone di talento, di cui ammiro l’abilità e la convinzione nell’esprimere i propri punti di vista. Mi tolgo il cappello davanti a come lo fanno. Proprio questo è la base del successo di RT e Sputnik. Ed è proprio quello che non piace agli altri.”

Kosovo e Catalogna: doppi standard

“Quando la Corte Internazionale di Giustizia dell’Aia ha sentenziato che l’indipendenza del Kosovo del 2008 non ha violato il diritto internazionale, di fatto ha aperto un vaso di Pandora. Noi speriamo che il problema si risolva nell’ambito degli istituti giuridici spagnoli”.

  Putin sul Trattato INF

“La Russia ha equilibrato la situazione con gli USA riguardo alla quantità di missili nucleari a corto e medio raggio. Se a qualcuno venisse voglia di uscire dal Trattato INF (Sulle forze nucleari a medio raggio) la nostra risposta sarà immediata e speculare.”

Putin sull’equilibrio geopolitico mondiale ed il rischio di un ritorno agli anni ’50:

“La Russia non ritorna agli anni ’50, sono gli altri che cercano di riportarla a quell’epoca”.

Putin: la Russia crede al disarmo nucleare.  “La Russia vuole il disarmo nucleare?  Si.   La Russia ambisce a questo obiettivo?  La risposta è altrettanto positiva.”

Putin sul ruolo dell’ONU

“L’ONU deve rimanere il centro del sistema diplomatico internazionale: non ci sono alternative. Le riforme sono necessarie, ma devono essere graduali, evolutive e sostenute da ampio consenso. I principi di base delle Nazioni Unite vanno conservati.”

Il presidente russo Vladimir Putin ha ripercorso le tappe della cooperazione russo-americana nell’ambito della sicurezza e degli accordi sulla riduzione dell’arsenale nucleare:

“Gli USA non adempiono ai propri obblighi sull’ eliminazione delle armi di distruzione di massa. La Russia ha pienamente eseguito tutti gli obblighi che si è assunta sull’eliminazione del plutonio, mentre gli USA non hanno fatto lo stesso con i propri: gli USA si comportano in maniera “viscida”.

Secondo il presidente russo Vladimir Putin, l’equilibrio nel mondo viene spesso violato e le contraddizioni diventano sempre più pericolose e sfociano in conflitti:

“Gli interessi dei vari paesi non corrispondono su tutti i temi. E’ normale, è sempre stato così. Ma quando i propri interessi vengono perseguiti ad ogni costo, le contraddizioni diventano imprevedibili e pericolosi e portano a violenti conflitti. Le vecchie “ricette” per risolvere i conflitti nel mondo non funzionano nelle condizioni del mondo moderno, mentre le nuove ancora non sono state trovate.”

Putin sulla situazione in Catalogna:

I paesi dell’Unione Europea hanno provocato da soli la crescita degli umori separatisti in Europa. Prima hanno sostenuto il Kosovo ed ora ne pagano le conseguenze, come nel caso della Catalogna:

“L’Europa doveva pensarci prima, quando sono iniziati diversi processi simili. Ad esempio, assecondando la volontà del padrone oltreoceano, ha sostenuto a gran voce l’indipendenza del Kosovo. Poi però quando nello stesso modo i cittadini della Crimea hanno fatto la loro scelta, non andava più bene. Ne consegue che esistono indipendentisti buoni e separatisti cattivi”

  Putin sulla Corea del Nord:

“La Russia condanna gli esperimenti nucleari della Corea del Nord, ma rimane ferma nella sua posizione: tutte le decisioni vanno prese nell’ambito delle norme ONU. Non serve minacciare l’uso della forza, mostrare il pugno duro, abbassarsi al livello della polemica da strada: non bisogna dimenticare che la Corea del Nord è un paese sovrano. In questo modo non si riesce a risolvere nessuna crisi. Serve solo il dialogo. Tutti i nodi più difficili del mondo, Libia, Siria, Corea del Nord ed anche Ucraina si devono sciogliere, non distruggere.

  Putin sulla situazione in Siria:

“Alcuni nostri colleghi vogliono che il caos nella regione diventi permanente ed a qualcuno di loro sembra che questo caos si possa governare. La Russia in Siria agisce nell’ambito del diritto internazionale ed ascolta tutte le posizioni delle parti in causa.”

(Estratto da Sputnik)

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Ciò che è buono per un russo, lo è anche per un tedesco. ( …e per gli italiani????? Chi si fa sentire?) Vladimir Putin ha incontrato gli uomini d’affari tedeschi

Ciò che è buono per un russo, lo è anche per un tedesco. ( …e per gli italiani????? Chi si fa sentire?) Commento di Georgy Bovt. https://cont.ws/@sam8807/739585

Vladimir Putin ha incontrato gli uomini d’affari tedeschi. Riusciranno i due Paesi ad elaborare un piano d’azione che sia vantaggioso per entrambe le parti e che aiuti a superare la pressione americana?

Giovedì 12 ottobre a Sochi si è tenuta una riunione tra il presidente russo Vladimir Putin e i rappresentanti del business tedesco. Il promotore dell’incontro è stato il Comitato orientale dell’economia tedesca.

Il business tedesco è stato rappresentato dai titolari di circa 20 imprese operanti in Russia. Tra queste erano presenti Siemens, Metro, Wintershall, Linde, Knauf e molte altre. Essi hanno discusso di come si lavora attualmente con le sanzioni in vigore. Si riuscirà ad azionare un meccanismo che aiuti a superare, innanzitutto, la pressione dagli Stati Uniti? Il commento di George Bovt tratta proprio questo tema.

Le aziende tedesche che operano in Russia, tra i rappresentanti del commercio estero, sono probabilmente una delle vittime più danneggiate dalle sanzioni occidentali. A causa delle sanzioni contro la Russia, il fatturato commerciale tra la Russia e la Germania è sceso da 52,8 miliardi di euro nel 2014 a 36,6 miliardi nel 2016.

Secondo alcune stime, l’economia tedesca ha perso circa 20 miliardi di euro a causa della guerra delle sanzioni. Molte aziende tedesche sono state costrette a lasciare il mercato russo. Nel 2015, erano presenti in russia 417 aziende e l’anno scorso altre 346 imprese hanno lasciato la Russia. Alla fine del 2016, il numero totale di uffici di rappresentanza, filiali e persone giuridiche operanti in Russia con la partecipazione di cittadini e società provenienti dalla Germania ammontava a 5.237 imprese.

Nella prima metà di quest’anno si è registrato un recupero del volume d’affari russo-tedesco. Tuttavia, la legge approvata a luglio dal Congresso americano sul nuovo rafforzamento delle sanzioni anti-russe porta con sé nuove minacce. Un certo numero di grandi progetti con partecipazione a capitale tedesco si trova in sospeso – non tanto a causa del fatto che siano stati posti sotto restrizioni formali, ma a causa dei timori che essi possano subire dalle restrizioni a partire dall’inizio del prossimo anno, quando, in accordo con la legge statunitense citata sopra, il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti in collaborazione con l’intelligence finanziario pubblicherà una relazione sulla situazione finanziaria, sugli interessi economici della classe dirigente russa e sull’impatto di eventuali misure contro di essa, comprese severe limitazioni finanziarie. Per questo motivo può essere messo in pericolo il finanziamento per il gasdotto “Nord Stream – 2”, in quanto le aziende tedesche coinvolte nel progetto non sono pienamente sicure di rientrare nelle restrizioni degli Stati Uniti.

Il Comitato orientale dell’economia tedesca è la parte del business tedesco più fedele nei confronti della Russia. Secondo un sondaggio condotto in estate tra i membri di questo comitato, più del 90% di essi è favorevole ad una parziale o completa abolizione delle sanzioni. In relazione all’eventuale verificarsi di tale scenario, i sentimenti ottimisti predominano. Più della metà dei partecipanti al

sondaggio si aspettano la revoca delle sanzioni già nel 2018 o nel 2019, dato che il sentimento di rancore nei confronti della Russia dell’establishment americano e la pessima natura delle relazioni russo-americane nel loro insieme, come è chiaro, non contano.

Allo stesso tempo, il business tedesco non sacrificherà il mercato americano per soddisfare quello russo dato che essi sono incomparabili. L’anno scorso, gli Stati Uniti sono diventati il terzo partner commerciale ed economico più importante della Germania con un fatturato di 165 miliardi di euro. La Francia è al secondo posto con 167 miliardi di dollari. Al primo posto si trova la Cina con 170 miliardi di dollari. Bisogna inoltre tener conto che sono gli Stati Uniti a dettare le regole al mondo finanziario. Pertanto, l’introduzione di eventuali restrizioni finanziarie da parte degli Stati Uniti nei confronti di un paese può significare la negazione delle transazioni con il dollaro.

Tuttavia, nonostante la nuova legge americana, una parte significativa del business tedesco rimarrà in Russia. Almeno, durante un sondaggio condotto tra imprenditori tedeschi che lavorano in Russia, tre quarti degli intervistati hanno risposto in questo modo. Il 15% intende perfino espandere la propria attività in Russia. E, naturalmente, tutte queste persone vorrebbero sentire da Vladimir Putin non tanto discorsi su come la Russia si stia confrontando con l’America, ma discorsi su specifici provvedimenti per migliorare il clima degli investimenti nel paese, inclusi quelli stranieri. Poiché è proprio la creazione di un clima favorevole agli investimenti a rappresentare il colpo principale contro le sanzioni anti-russe.

 

 

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La Russia è riuscita a superare gli anni di crisi senza subire grandi perdite economiche, scrive il settimanale tedesco Focus..e OGGI E’ IL COMPLEANNO DEL PRESIDENTE PUTIN.

La Russia è riuscita a superare gli anni di crisi senza subire grandi perdite economiche, scrive il settimanale tedesco Focus (lo riporta sputnik in un suo articolo di oggi )

La Russia ha affrontato bene la svalutazione del rublo, la caduta dei prezzi del petrolio e le sanzioni occidentali ed ora si trova in fase di crescita, attirando investitori da tutto il mondo, scrive Ronald Schneider.

 Il presidente russo Vladimir Putin, da tanto tempo non aveva l’occasione di rallegrarsi, ritiene l’autore dell’articolo Ronald Schneider. Secondo il giornalista, la condizione dell’economia russa non va male come si prevedeva …(o si sperava!! )

 Nel 2017 la crescita dell’economia russa segnerebbe +1,6%, continua l’articolo. Per la diminuzione del costo del denaro, così come la crescita attesa delle quotazioni del petrolio, la Russia è stata inclusa nell’elenco dei mercati più attraenti per gli investitori tra i Paesi in via di sviluppo.

 Grazie ad una prudente politica finanziaria, il Cremlino è riuscito a superare gli anni della crisi senza grandi perdite, continua Schneider. La Russia ha affrontato bene le misure economiche afflittive occidentali. In gran parte è dovuto alle grandi riserve valutarie accumulate negli anni precedenti di boom, si osserva nell’articolo.

 Tuttavia più che le sanzioni la Russia ha sofferto di più per la caduta dei prezzi del petrolio. Ciononostante la svalutazione del rublo è riuscita ad aumentare l’attrattiva delle esportazioni dei prodotti russi.

Sullo sfondo delle previsioni positive dell’inflazione e del rafforzamento della moneta russa di quest’anno, la Banca Centrale ha già abbassato il costo del denaro quattro volte. In prospettiva la Banca di Russia prevede di abbassare ulteriormente i tassi di interesse, andando così ad influenzare positivamente la crescita economica nazionale.

Il debito estero della Russia è molto basso e non desta preoccupazione…( e perché mai dovrebbe? Visto che quello USA è il più alto al mondo!).

 Nonostante tutto ciò che è stato architettato per affossare l’economia russa la realtà è che è in netta ripresa, nel quadro generale di una Nazione con grandi capacità economiche, con un minimo debito pubblico e con un governo che ha dimostrato grandi capacità di gestire le criticità.

Mentre con invidiabile pacatezza il Presidente Putin afferma (lo ha fatto in occasione della cerimonia di presentazione delle credenziali dei nuovi ambasciatori di 20 Paesi) che:

  “Noi consideriamo l’Unione Europea come un vicino importante e un partner economico chiave… Confermiamo l’importanza di costruire contatti stabili tra l’Unione Economica Eurasiatica e l’Unione Europea, anche nell’interesse di creare nel lungo termine uno spazio economico e umano comune dall’Atlantico al Pacifico”

 E in questa ottima prospettiva oggi il Presidente Vladimir Putin festeggia il suo compleanno: AUGURI SIGNOR PRESIDENTE.

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il nodo di fondo è la NATO e il tentativo di sottrarre Kiev all’influenza storica della Russia.

 (Estratto da Sputnik Italia)

 Sanzioni su sanzioni, dallo scoppio della crisi ucraina il rapporto fra l’Occidente e la Russia ha rappresentato un crescendo di tensioni fino allo stallo attuale delle relazioni. È in gioco una partita complessa dagli esiti ancora tutti da vedere. Gli sbagli dell’Occidente e il ruolo dell’Italia.

 I rapporti fra gli Stati Uniti e l’Europa da una parte e la Russia dall’altra hanno preso una brutta piega e la politica internazionale di oggi è gestita, verrebbe da dire, a suon di sanzioni. Qual è il punto cruciale della crisi nei rapporti con la Russia e quale ruolo potrebbe avere l’Italia nel dialogo con Mosca?

 “Non è possibile pensare che l’Ucraina entri nella NATO. Se risolviamo questo problema, risolveremo tutto il resto. Piaccia o meno, è così”. Secondo il parere dell’Ambasciatore d’Italia a Mosca Cesare Maria Ragaglini, espresso in un’intervista al Corriere della Sera, il nodo di fondo è la NATO e il tentativo di sottrarre Kiev all’influenza storica della Russia. Sputnik Italia ha raggiunto per un approfondimento in merito Daniele Lazzeri, chairman del think tank Il Nodo di Gordio.

 Adesso la situazione è in stallo, se andiamo a vedere gli accordi di Minsk, disattesi da entrambe le parti, capiamo che questi rappresentano l’ennesimo fallimento della diplomazia europea, sempre più debole e legata alle iniziative dei singoli Stati membri, in particolare la Germania di Angela Merkel e la Francia di Macron.

 — L’Ambasciatore nell’intervista parla del fattore NATO, che definisce cruciale nella crisi nata in Ucraina e sviluppatasi fra l’Occidente e la Russia. Secondo Ragaglini togliere l’Ucraina dalla sfera di influenza russa sia stato un errore. Che ne pensa di quest’aspetto, di cui fra l’altro non si tiene mai conto nel dibattito in Occidente?

 — Il fatto di aver accelerato il tentativo prima da parte dell’Alleanza Atlantica, successivamente dell’Unione europea di sottrarre l’Ucraina dal suo naturale bacino di rapporti commerciali e politici con la Russia ha determinato una risposta forte da parte di Mosca.

 — “Il nostro canale con Mosca è sempre rimasto aperto anche ai massimi livelli” ha sottolineato l’Ambasciatore nell’intervista. Effettivamente possiamo dire che l’Italia si è maggiormente distinta dagli altri Paesi europei per la sua apertura verso Mosca? Possiamo definire i rapporti italo-russi speciali e privilegiati?

 — La Russia è indiscutibilmente un grande Paese e uno storico partner strategico per l’Italia. Le svolte degli ultimi anni hanno imposto una battuta d’arresto sia alle relazioni commerciali sia a quelle diplomatiche fra i nostri Paesi. L’Italia chiaramente tiene aperti tutti i canali diplomatici per superare questo difficile momento di impasse che vede tutta la comunità internazionale preoccupata per gli sviluppi futuri delle relazioni politiche con Mosca.

 L’Italia in questo senso potrebbe svolgere un ruolo cruciale nel tentare di ricucire gli strappi seguiti alla complessa situazione in Ucraina ed in Crimea. Magari l’Italia potrebbe cercare di ridurre il peso eccessivo che in questi anni si è dato alle preoccupazioni degli Stati come la Polonia per esempio, che francamente non credo debba temere più l’aggressività della Russia. L’Europa in definitiva non può essere a trazione baltica, c’è bisogno di più condivisione delle scelte europee per cercare di ricostruire il filo del dialogo con Mosca, soprattutto in questo frangente in cui è evidente l’allontanamento di Washington dal Vecchio Continente.

 — Secondo il parere dell’Ambasciatore le sanzioni storicamente non sempre hanno raggiunto gli obiettivi prefissati. Il caso delle sanzioni antirusse è emblematico, perché, come sappiamo, hanno danneggiato i Paesi che le hanno imposte, in primis l’Italia. Gli Stati Uniti hanno appena firmato un nuovo pacchetto di sanzioni alla Russia. Possiamo dire che le sanzioni danneggiano tutti minando i rapporti fra l’Europa, la Russia e gli Stati Uniti?

 — Gli esiti delle sanzioni nei confronti di Mosca sono sotto gli occhi di tutti. In particolare l’Italia sta soffrendo un brutto colpo in alcuni settori strategici dell’esportazione come l’agroalimentare, ma anche della sfera tecnologica. Nel contempo la Germania si muove per il raddoppio del Nord Stream, che dalla Russia giungerà nell’Europa settentrionale, tutto ciò in barba alle sanzioni. Non è un caso che il presidente americano Donald Trump abbia stigmatizzato questo fatto. Lo stesso Trump però è sotto scacco da parte dell’establishment americano, nonostante la sua riluttanza al rinnovo delle sanzioni contro Mosca, si è dovuto piegare al volere del congresso e ha approvato il rafforzamento delle misure restrittive antirusse.

 Non possiamo che auspicare una distensione dei rapporti con Mosca, che potrebbe essere la svolta definitiva per creare quel grande territorio eurasiatico dal Portogallo fino a Vladivostok.

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Le nuove sanzioni USA rafforzeranno la Russia

Le nuove sanzioni americane rafforzerà la posizione del presidente russo, Vladimir Putin, lo scrive il giornalista di Der Spiegel Benjamin Bidder.

Il fatto stesso che “le sanzioni non sono state accordate con i tradizionali alleati USA e non hanno tenuto conto dei loro interessi” è allarmante. “Infatti il progetto legge di 70 pagine è a tutti gli effetti una guerra economica con la Russia” sottolinea il giornalista. “Il progetto si propone di punire quelle compagnie che hanno relazioni commerciali o hanno un ruolo nella costruzione e nell’utilizzo dei gasdotti russi”. Questo non danneggia soltanto gli export delle compagnie russe nel settore energetico in Europa, ma toccherà anche numerose compagnie europee.

Le sanzioni americane “vogliono mettere la Russia in ginocchio da un punto di vista economico” scrive Bidder, “ma la gente a Washington che ha approvato il progetto non comprende il meccanismo della politica russa”. “Se ai russi sembra che la pressione estera sul loro paese aumenta, essi si stringono intorno al loro presidente”.

Nei primi 10 anni di Putin alla presidenza in Russia, il PIL è aumentato di otto volte, e nelle città per la prima volta ha iniziato a formarsi la classe media” ha detto Bidder.

(ndr. non sembra proprio che le sanzioni abbiano un effetto debilitante per i Russi e ormai molte aree economiche europee e in particolare gli italiani sono stanchi delle imposizioni di oltre oceano, alleati si ma ebeti no! Visto anche che non è certo della Russia la responsabilità di quello che sta accadendo ma è un chiaro disegno di egemonia economica delle lobbies USA a cui lo stesso TRUMP si è dovuto piegare)

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La Russia: non solo un mercato per vendere ma anche per dislocare la propria produzione, per investire, per attivare un proprio ufficio o un’attività commerciale.

Mosca sosterrà lo sviluppo delle relazioni con l’Italia……. Lo ha dichiarato  il portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova.”Qualunque sarà la situazione politica in Italia la Russia continuerà a sostenere lo sviluppo dei reciproci legami in tutti i campi”, ha detto la Zakharova.

Questa dichiarazione e le altre manifestazioni di amicizia da parte del Presidente Putin verso l’Italia ci confermano che nonostante la scellerata scelta politica delle sanzioni contro la Russia i vincoli e le affinità dei russi con gli italiani non si sono mai interrotti.

Molte le aziende italiane che durante questo periodo di crisi politica, non certo voluta dalla Russia, hanno attivato o rinnovato rapporti commerciali con il mercato russo, ma non solo, varie sono le imprese italiane che hanno costituito nel mercato russo una loro entità giuridica per operare direttamente da questo territorio.

Le opportunità che l’area Russa offre agli imprenditori e agli investitori italiani sono molteplici e la regione di Mosca ha allettato più volte le imprese italiane ad attivare loro produzioni in loco, con varie e vaste agevolazioni.

Non solo quindi un mercato per vendere ma anche per investire, per aprire e attivare proprie strutture produttive, aprire filiali e operare direttamente sul posto con notevoli vantaggi fiscali rispetto all’operatività casalinga:

….Quanto vale la pressione fiscale in Russia per chi fa impresa? 

( da una intervista di Sputinik )  …Attualmente è molto bassa, probabilmente la più bassa tra gli Stati membri dell’OCSE. Inoltre il rapporto verso gli imprenditori stranieri è persino migliore e più gentile che nei confronti degli stessi cittadini russi… ed è comprensibile: la Russia ha bisogno di modernizzazione, la quale non è possibile senza investimenti nei settori dell’industria e dei servizi…..

In Russia tassazioni più che eque e buone rendite sui capitali, anche minimi, unitamente ad una snella burocrazia nel costituire ed attivare nuove società, rendono molto appetibile il collocarsi in questa area non solo per le medie e grandi imprese ma anche per molte piccole imprese italiane con un know-how produttivo consolidato nei più disparati settori.

In Russia la costituzione di una società non richiede più di sette giorni lavorativi, il capitale sociale minimo previsto è molto più “abbordabile” di quello richiesto in Italia e le formalità e costi notarili molto snelli e poco costosi.

Le possibilità di partnership sono elevate in particolare per aziende affini per settore o prodotto,  e le probabilità di successo commerciale di una produzione sul territorio sono elevatissime in particolare se sono di alto apporto tecnologico.

Oggi la Russia si propone come l’area più ricettiva per  l’imprenditoria europea e in particolare per quella italiana da sempre vista con estremo interesse data la creatività e l’inventiva delle aziende italiane che offrono produzioni di qualità e tecnologie spesso all’avanguardia, inoltre vi sono affinità con gli italiani che non si riscontrano con altri Paesi, mentre la vicinanza fra le due aree ( circa 3 ore di volo ) e l’attrattività turistica dell’Italia, meta ambita dai russi di ogni ceto sociale, dimostrano che il rapporto fra i due Popoli sono privilegiati, come ha più volte dichiarato il Presidente Putin.

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