Economia, Russa sorpasserà la Germania nel 2020 – Migliorano le stime sull’inflazione e sul tasso di cambio del rublo per il secondo semestre del 2019 – In Russia inflazione a tasso 0 nel mese di giugno – Made with Italy”: produzione in loco con elevati standard di eccellenza.

Economia, Russa sorpasserà la Germania nel 2020

Economia, Russa sorpasserà la Germania nel 2020 – Migliorano le stime sull’inflazione e sul tasso di cambio del rublo per il secondo semestre del 2019 – In Russia inflazione a tasso 0 nel mese di giugno – Made with Italy”: produzione in loco con elevati standard di eccellenza.

Nel futuro prossimo delle maggiori economie mondiali non c’è soltanto l’imminente sorpasso della Cina ai danni degli Stati Uniti . Lo stesso report sulle previsioni della banca britannica Standard Chartered, infatti, anticipa un altro sorpasso: quello che vedrebbe la Russia superare la Germania al quinto posto fra le maggiori economie globali (in termini di Pil corretti con i cambi a parità di potere d’acqisto – PPP). Un sorpasso, anche questo, che sarebbe dietro l’angolo: è previsto nel 2020. (Estratto da wallstreetitalia di Alberto Battaglia )

Migliorano le stime sull’inflazione e sul tasso di cambio del rublo per il secondo semestre del 2019

La più grande banca russa ha rivisto in meglio le sue previsioni di inflazione, e ritiene che il rublo si rafforzerà ancora di più nella seconda metà dell’anno – Lo scenario più probabile per lo sviluppo dell’economia russa è un proseguimento della crescita.

Per gli esperti di Sberbank Investment Research, divisione analitica di Sberbank CIB, così come per molti altri, è stata una sorpresa vedere che, per la prima volta nella storia economica moderna, nel mese di giugno si è registrata un’inflazione mensile pari a zero. Questo risultato ha comportato un calo dell’inflazione annua fino al 4,7%. ( estratto da Russia 24 Intesasanpaolo Il Sole 24ore)

Negli ultimi anni la politica economica russa ha intrapreso una strada che direttamente o indirettamente è legata alla questione delle sanzioni incrociate con l’Occidente.

In particolare, Mosca ha lanciato un piano di sostituzione delle importazioni, il cosiddetto “Import Substitution Plan”, con l’obiettivo di ridurre le importazioni del 50% entro il 2020 e sostituire nel tempo i beni provenienti dall’estero con prodotti sul territorio russo. Questa scelta ha spinto le aziende italiane fortemente colpite dalle sanzioni e interessate a mantenere la loro presenza nell’area di passare dal “Made in Italy” al “Made with Italy” che in sostanza significa rafforzare la produzione in loco conservando elevati standard di eccellenza. ( estratto da Sputnik)

www.consultpartners.org   www.russiaaffari.blog


Rublo in crescita grazie agli stranieri.

Rublo in crescita grazie agli stranieri. – Ci si defila dal dollaro USA. Russia e Cina firmano accordo per le transazioni in valuta nazionale. – Anche l’India sta valutando la possibilità di utilizzare l’euro. – Il dollaro continuerà a perdere il proprio stato di principale valuta di riserva, grazie alle sanzioni.

Le iniziative di Washington più evidenti nel minare al futuro della valuta americana sono le sanzioni economiche.

La Russia e la Cina hanno concluso un accordo sulle transazioni in valuta nazionale. Lo riferiscono i media russi, citando la lettera del viceministro delle finanze Sergey Storchak al presidente della commissione parlamentare per i mercati finanziari Anatoly Aksakov.   L’intesa è stata siglata lo scorso 5 giugno dal ministro delle finanze russo, Anton Siluanov, e il presidente della Banca popolare cinese Yi Gan.

Questo documento serve a gettare le basi per un nuovo meccanismo che sostituisca i sistemi interbancari SWIFT e CHIPS.   Secondo Aksakov, per aumentare il volume delle transazioni in valuta nazionale è necessario creare un mercato per il rublo e gli strumenti finanziari necessari a tutelare i rischi derivanti dalle fluttuazioni del tasso di cambio per i principali beni di scambio.

Anche l’India sta valutando la possibilità di utilizzare l’euro e non dollari per i pagamenti dei contratti nel settore della difesa con la Russia.

La valuta russa si sta rafforzando grazie all’alto livello di domanda tra gli stranieri e questo trend diventerà stabile se non ci saranno nuove sanzioni.

Il rublo sta crescendo e continuerà a farlo se non saranno imposte nuove sanzioni. Lo ha detto a Sputnik l’esperto finanziario Evgenij Pundrovskij, vice direttore del reparto degli investimenti dell’agenzia di consulting UFG Wealth Management.

“La notevole domanda di rublo è creata dai non residenti: nell’attesa che si abbassino i tassi, comprano OFZ (le obbligazioni di prestito federale), abbassandone il tasso d’interesse, e comprano i rubli nel libero mercato. Questo è un trend a lungo termine, probabilmente persisterà. Quindi non è il caso di aspettarsi un nuovo processo di indebolimento del rublo senza significativi shock nella politica esterna”, ha detto l’esperto.

Il tasso di cambio questa settimana ha confermato il massimo livello del rublo rispetto al dollaro, che dura già da molti mesi. Il dollaro martedì era venduto per 62,6 rubli, l’euro per meno di 71,3 rubli.

Il dollaro sta perdendo il suo stato di principale valuta di riserva e la cosa più paradossale è che sono le stesse autorità americane a provocarlo, scrive l’esperto finanziario James McCormack, secondo il quale alla base dell’indebolimento del dollaro c’è la politica estera di Washington.

È possibile perdere anche un privilegio di entità colossale. Sussiste una serie di fattori che indicano che con il tempo il dollaro statunitense rischia di perdere il suo stato di leader tra le valute di riserva mondiali, scrive in un articolo per CNDC James McCormack, esperto dell’agenzia internazionale di valutazione del credito Fitch Ratings. ( estratti da Sputnik)

Secondo l’esperto le principali cause del dominio persistente del dollaro si spiega con “l’inerzia e l’assenza di un’alternativa reale”. Tuttavia né il primo, né il secondo motivo possono dare una speranza stabile alle autorità statunitensi in una prospettiva a lungo termine.

Le iniziative di Washington più evidenti nel minare al futuro della valuta americana sono le sanzioni economiche, che in un modo o nell’altro toccano più di 20 paesi e di fatto possono ostacolare lo svolgimento dei conti in dollari.

La stessa cosa riguarda la politica protezionistica delle autorità americane che porta interi flussi commerciali ad allontanarsi dagli Stati Uniti e può portare gli altri paesi a fare business senza utilizzare il dollaro, spiega l’economica.

La politica estera americana ha già allontanato dal dollaro Iran e Russia, ma non si ferma qui: anche la Cina e i paesi della zona euro promuovono attivamente le proprie monete come valute di riserva o di transazione.

Se la tendenza a passare dal dollaro alle altre valute e dalle valute all’oro si manterrà, il dollaro continuerà a perdere il proprio stato di principale valuta di riserva.  ( Estratti da Sputnik)

 


La crescita economica in Russia

La Russia cresce malgrado le sanzioni – Un rublo troppo forte può preoccupare il Cremlino

La crescita economica del Paese inizierà ad accelerare nella seconda metà dell’anno – Nel gennaio 2019 l’utile incassato dalle banche russe è stato 3,7 volte in più rispetto all’anno precedente.
Il corso della moneta russa sfida le previsioni pessimistiche di analisti occidentali

La crescita economica in Russia “è in previsione, e la situazione è sotto controllo da parte del governo”. Lo ha dichiarato un portavoce ufficiale della Banca Centrale russa. Dopo un certo rallentamento nel primo trimestre del 2019, la crescita economica inizierà ad accelerare nella seconda metà dell’anno, ha dichiarato il vicepresidente della Banca Centrale, Ksenia Judaeva. “Ci sono tutti i motivi per credere che nella seconda metà del 2019, quando le nuove misure fiscali cominceranno a funzionare, la crescita economica riprenderà ad accelerare”, afferma Judaeva.
La situazione inflazionistica è influenzata favorevolmente dal tasso di cambio del rublo, che si è rafforzato all’inizio dell’anno.
All’inizio del 2019, un segnale positivo arriva anche dal sistema bancario russo. Nel gennaio 2019 l’utile delle banche russe ammontava a 264 miliardi di rubli, ovvero 3,7 volte in più rispetto all’anno precedente.
A favore di una continua stabilizzazione dell’economia russa interviene anche il calo dei fondi esportati nelle zone offshore. … “rispetto al 2016, la somma di denaro esportata dalla Russia verso società offshore si è dimezzata”.
Il corso della moneta russa sfida le previsioni pessimistiche di analisti occidentali – La Banca centrale e il ministero delle Finanze continuano a rastrellare i dollari sul mercato valutario interno della Russia – Fino al 7 di aprile il ministero delle Finanze russo investirà ogni giorno 15,5 miliardi di rubli in acquisto di valuta pregiata –
Tra i fattori positivi che contribuiscono al rafforzamento del tasso di cambio del rublo ci sono il calo della dipendenza della Russia dai capitali esteri. ( estratto da Russia 24 –Banca Intesa)


L’asso nella manica di Putin? Le sanzioni non stanno danneggiando l’economia russa. Anzi…

Un bel paradosso è stato rilevato in questo inizio 2019 da diversi analisti internazionali: le sanzioni non stanno affatto danneggiando l’economia russa.
Anzi sembrano giovarle. È l’asso nella manica di Putin.
Di un paradosso in realtà non si tratta. E per più di un motivo. Tanto per cominciare, le sanzioni occidentali non colpiscono l’esportazione di gas e di petrolio, che rappresentano il grande vantaggio strategico di Mosca. Ciò non sarebbe peraltro neanche concepibile, vista la dipendenza energetica dell’Europa dalla Russia. Quindi, mancando questa condizione fondamentale, le sanzioni anti-Putin nascono già come un’arma spuntata.
I vantaggi economici del rublo debole
Ma c’è di più. Le misure punitive volute dagli Usa e applicate anche dall’Ue, hanno avuto un imprevisto effetto “collaterale”, vale a dire un rapporto di cambio tra rublo e monete estere del tutto favorevole all’economia della Russia.
A rilevarlo, sul quotidiano Affaritaliani.it, è un esperto di finanza internazionale: Hugo Bain – «Avendo contribuito a mantenere il rublo debole -osserva Bain- le sanzioni hanno paradossalmente contribuito a mantenere il bilancio del governo in attivo, visto che le sue spese sono in una valuta locale, mentre i ricavi sono in valuta forte. Un allentamento delle sanzioni potrebbe condurre a un significativo apprezzamento del rublo, che è l’opposto di quanto vogliono i responsabili della politica russa».
La Borsa di Mosca attrae investitori
A tonificare l’economia russa è anche la politica fiscale voluta da Putin, una politica che avvantaggia sia le famiglie sia le imprese.
Uno dei sintomi più evidenti dello stato di salute economica della Russia è il fatto che la Borsa di Mosca comincia ad attrarre sempre più capitali esteri.
Il 2018 è astato un anno d’oro per il mercato russo. E altrettanto si attende per il 2019.
«Il mercato azionario russo -osserva sempre Bain – paga circa il 7% in termini di dividendi rispetto al 3% dei mercati emergenti in generale. Si tratta di un premio storicamente elevato».
Alla fine le sanzioni antirusse, le soffrono principalmente le aziende europee, con in testa quelle italiane. Ed è questo il vero paradosso, quello più fastidioso da rilevare. (Estratto dal secolo d’Italia)


Cerca con una parola

Archivi

Categorie