Presidente Putin davanti all’Assemblea Federale: La Russia non dislocherà missili ai confini con l’Europa, gli USA contino la distanza e la velocità dei nostri missili. Putin invita l’Europa a ripristinare relazioni normali. Putin: “Le riserve della Russia superano il debito esterno” Infrastrutture: importanti investimenti per aeroporti e ferrovie. “Più figli, meno tasse”- e lo stato pagherà i mutui per le famiglie numerose – Dimezzata la povertà in Russia.

Putin all'Assemblea federale

Presidente Putin davanti all’Assemblea Federale: La Russia non dislocherà missili ai confini con l’Europa, gli USA contino la distanza e la velocità dei nostri missili. Putin invita l’Europa a ripristinare relazioni normali. Putin: “Le riserve della Russia superano il debito esterno” Infrastrutture: importanti investimenti per aeroporti e ferrovie. “Più figli, meno tasse”- e lo stato pagherà i mutui per le famiglie numerose – Dimezzata la povertà in Russia.

(La relazione del presidente di fronte all’Assemblea Federale è una prassi prevista dalla Costituzione della Federazione Russa: nel suo intervento il presidente illustra la situazione del paese ed i principali vettori di sviluppo della politica interna ed internazionale – L’Assemblea Federale è l’organo del potere legislativo della Federazione Russa e comprende le due camere del parlamento, la Duma di Stato, simile alla camera dei deputati, ed il Consiglio federale, simile al senato)
Riguardo all’uscita degli USA dal trattato INF Putin ha dichiarato:
“Negli ultimi anni verso la Russia gli USA hanno avviato una politica che non si può definire “amichevole”, caratterizzata da azioni anti russe e interessi negati, sanzioni che violano il diritto internazionale, e atti che distruggono tutta la base giuridica delle relazioni mondiali, faticosamente formulata negli ultimi decenni. La Russia viene presentata come una minaccia globale. Non è vero. La Russia non minaccia nessuno, tutte le nostre misure hanno un carattere difensivo. Noi non siamo interessati allo scontro.
I nostri partner non vedono a che velocità cambia il mondo. Difficilmente questo coincide con gli interessi degli USA. Molti dei loro politici sono ossessionati dall’ idea della loro superiorità sul resto del mondo. E’ un loro diritto pensare come vogliono, ma sanno contare? Allora che contino la velocità delle nostre armi e la distanza da loro, prima di compiere altri passi ostili nei confronti della Russia.”
La Russia non dislocherà missili ai confini con l’Europa, ma se gli USA lo faranno, questo metterà a rischio la sicurezza della Russia – ha dichiarato il presidente Putin:
“Alcuni di questi missili possono volare verso Mosca in 20 minuti, questo è una minaccia per la Russia e noi reagiremo in maniera speculare”
Putin invita l’Europa a ripristinare relazioni normali
“Speriamo che da parte dell’Unione Europea ci sia un cambio di rotta e vengano ripristinate relazioni normali: i cittadini di questi paesi, ed anche la comunità imprenditoriale lo vogliono: è nei nostri interessi reciproci”
Putin: cooperazione con Cina è un modello
“Il nostro modello di cooperazione con la Cina è un esempio: continueremo a lavorare per l’integrazione del progetto cinese della Grande via della Seta con l’ Unione Economica Euorasiatica. Guardiamo con fiducia anche alla collaborazione con l’India”

“Il nuovo missile Avangard come il primo Sputnik”
“La concorrenza mondiale si sposta sul terreno della scienza e dell’innovazione ” – ha detto il presidente Putin, che ha paragonato il progetto del sistema Avangard al lancio del primo satellite Sputnik nello spazio: “è importante applicare in campo civile le innovazioni acquisite in ambito militare”
Putin: “Semplificare i visti per i turisti stranieri”
Il presidente Putin nel suo discorso ha ricordato l’esperienza positiva dei Mondiali di Calcio, che hanno contribuito ad incrementare l’interesse dei turisti stranieri verso la Russia ed ha incaricato il governo di lavorare per la creazione di un sistema di emissione di visti elettronici per i turisti stranieri.
Infrastrutture: nel 2019 aprirà l’alta velocità Mosca – San Pietroburgo
“Lo sviluppo delle infrastrutture è cruciale per la Russia, siamo il paese con il territorio più esteso al mondo: lo sviluppo delle infrastrutture rinforza l’architettura dello stato, supporta la crescita dell’economia: nel 2019 verrà aperto al traffico ferroviario il ponte della Crimea, e verrà inaugurata la nuova linea ferroviaria ad altra velocità tra Mosca e San Pietroburgo. Da qui al 2021 verranno ampliati 60 aeroporti.” – ha detto il presidente Putin
L’agricoltura traina l’export russo
“Un indicatore molto importante della crescita del business è la crescita dell’export – ha detto Putin – un esempio è l’agricoltura: nel 2018 l’export di grano ha toccato la quota record di 44 milioni di tonnellate”.

Putin: “Le riserve della Russia superano il debito esterno”
Venendo alle misure economiche, il presidente Putin ha sottolineato che per la prima volta nella storia, le riserve della Russia superano il debito verso l’estero.
Un milione per gli insegnanti che vanno in campagna
In un altro passaggio del suo discorso il presidente Putin ha rimarcato il miglioramento generale del livello d’istruzione in Russia ed ha proposto di lanciare anche in questa sfera un progetto già implementato nella sanità: gli insegnanti che decideranno di andare a lavorare nelle scuole dei piccoli centri abitati in campagna riceveranno un incentivo di 1 milione di rubli (15 mila euro circa).
Un altro tasto dolente su cui ha posto l’attenzione il presidente Putin è quello dell’attenzione per l’ecologia e lo smaltimento dei rifiuti, rimproverando gli amministratori locali:
“Molte discariche sono stracolme, eppure sorgono dei quartieri residenziali vicino ad esse. Chi ha dato le documentazioni per costruire? Far finta di nulla non risolve il problema”.
Un’altra proposta di Putin a tutela del cittadino
“Non si può strozzare il cittadino. E’ necessario realizzare una dilazione dei pagamenti per quei cittadini che a causa di imprevisti (gravi malattie, perdita del lavoro) non possono pagare le ipoteche”.
Dimezzata la povertà in Russia
“La soluzione della crisi demografica va di pari passo con il superamento della povertà” – specifica Putin – “Nel 2000 40 milioni di persone in Russia vivevano sotto la soglia di povertà, ora sono 19 milioni. Ma restano troppi, troppi.”
Lo stato pagherà i mutui per le famiglie numerose
Putin ha poi elencato tutta una serie di misure in sostegno della famiglia, tra cui un finanziamento diretto per il pagamento del mutuo sulla prima casa per tutte le famiglie numerose (3 o più figli).
Putin sottolinea l’importanza della politica demografica: “Più figli, meno tasse”
Il presidente Putin ha rimarcato l’importanza per la Russia del problema demografico: “La Russia è entrata in un periodo difficile dal punto di vista demografico. Il tasso di natalità è in calo”.
Putin ha poi elencato una serie di manovre concrete in sostegno alle famiglie, compresa la riduzione progressiva delle imposte:
“Fare figli non deve provocare per le famiglie una riduzione del reddito, ne deve portarle alla povertà. Dobbiamo ripensare il carico tributario sulle famiglie secondo un principio molto semplice: più figli, meno tasse.”
Putin si rivolge ai deputati, invitandoli a lavorare
“La gente non si fa ingannare. Per la gente è importante vedere cosa è stato fatto e come questo migliora la loro vita, non prima o poi, ma subito.”


Made with Italy”: il futuro è produrre in Russia. Ulteriore possibilità per le aziende che vorrebbero espandersi. Consulenti & Partners ormai da tempo supporta le PMI italiane nel loro “Made with Italy”.

Negli ultimi anni la politica economica russa ha intrapreso una strada che direttamente o indirettamente è legata alla questione delle sanzioni incrociate con l’Occidente.
In particolare, Mosca ha lanciato un piano di sostituzione delle importazioni, il cosiddetto “Import Substitution Plan”, con l’obiettivo di ridurre le importazioni del 50% entro il 2020 e sostituire nel tempo i beni provenienti dall’estero con prodotti sul territorio russo. Questa scelta ha spinto le aziende italiane fortemente colpite dalle sanzioni e interessate a mantenere la loro presenza nell’area di passare dal “Made in Italy” al “Made with Italy” che in sostanza significa rafforzare la produzione in loco conservando elevati standard di eccellenza.
— La Russia ha bisogno della tecnologia di investitori italiani e l’Italia non vuole perdere l’attraente mercato russo e quello euroasiatico. In attesa di una soluzione al problema delle sanzioni introdotte dall’Unione europea, Mosca e Roma hanno trovato una formula “Made in Russia with Italy”. Considera proficuo questo modo di fare affari? (Sputnik si è rivolto a Alessandro Grando)

— Io credo che questo fare da tramite (se così si può dire) in questo momento è fondamentale anche perché la maggior parte delle aziende italiane sono rivolte all’interno del mercato del paese. E da questo punto di vista è sconosciuto tutto quello che riguarda il commercio con l’estero e anche con la Russia. Quindi è fondamentale che ci sia una realtà come “Made with Italy”.

— Il mercato italiano oggi è un mercato in crisi. L’economia non cresce e c’è anche molta sfiducia da parte degli investitori. Quindi oggi le imprese italiane fanno veramente molta fatica ad andare avanti, per cui investire in Russia in questo momento è un modo migliore per diversificare la propria attività e un’ulteriore possibilità per le aziende che vorrebbero espandere.

Per SACE la Russia è il secondo paese per valore del portafoglio investimenti e progetti e Sputnik ha domandato a Sace: non avete paura ad essere così tanto esposti?

…la Russia si è confermato un sistema economico in chiara ripresa, aiutato anche da un ciclo congiunturale che, chiaramente, con l’aumento dei prezzi del petrolio rende questa ripresa ancora più solida e, come ribadisco sempre, il governo russo e tutto il sistema hanno dimostrato di avere grandi capacità di gestione di situazione che potenzialmente potevano essere critici.
…Allargando la prospettiva: vendere in Russia ma non solo, credo che il concetto più volte rilanciato di passare dal «Made in» al «Made with» sia un concetto particolarmente calzante per il contesto russo e rappresenta un’opportunità per le aziende italiane…..credo che le aziende italiane abbiamo un livello di competenze e flessibilità che le rende particolarmente adatte a raccogliere questa sfida. ( estratti da Sputnik)

Consulenti & Partners, nota organizzazione a direzione Italiana, che da18 anni in Russia, supporta le aziende italiane per la loro delocalizzazione nel mercato di Eurasia, già da tempo si è organizzata non solo per aiutare le imprese italiane a fare mercato in Russia con le loro produzioni, ma anche attivando strutture commerciali e produttive di aziende italiane che hanno voluto aprire in Russia loro dirette attività. In particolare Consulenti & Partners è specializzata nel dare supporto alle piccole e medie imprese riducendo al minimo gli investimenti/costi e sollevandole da ogni problematica per la realizzazione del loro business in Russia, anche nel caso del “Made with Italy”, con tutte le competenze al proprio interno compreso la gestione amministrativa/fiscale, trasporti e pratiche doganali, costituzione, domiciliazione e direzione di società, controllo produttività e regolarità contabili, e problem solving.


Russia e WTO: “Nel mondo moderno è impossibile il dominio di un Paese a livello politico ed economico. I tentativi di dominio sono la restaurazione del colonialismo. I tentativi di imporre le sanzioni rappresentano il ritorno della civiltà e dell’economia a 50 o 60 anni fa”

….non esistono ragioni per queste sanzioni, dal momento che la Russia non è una delle parti del conflitto armato nella parte orientale dell’Ucraina e all’interno del diritto internazionale ha provveduto alla riunificazione della Crimea, ora aperta agli investimenti stranieri,”

 “Nel mondo moderno è impossibile il dominio di un Paese a livello politico ed economico. I tentativi di dominio sono la restaurazione del colonialismo. I tentativi di imporre le sanzioni rappresentano il ritorno della civiltà e dell’economia a 50 o 60 anni fa”

 “E’ chiaro che nel contesto di globalismo, i mercati nazionali locali vengono schiacciati dalla forza delle multinazionali”, cosa che potrebbe portare alla distruzione delle economie di alcuni Paesi dopo l’adesione al WTO o alla UE, come nel caso della Moldavia, dei Paesi Baltici o della Grecia.

La Russia è uno dei nuovi arrivati al WTO, dal momento che nel 2017 sono passati solo 5 anni dal suo ingresso nell’organizzazione. Il deputato Gavrilov ha commentato i risultati di questo passo per l’economia russa, affermando che il Paese si trova ancora in un periodo transitorio di adattamento delle norme doganali e di rafforzamento di quei settori dell’economia che opereranno sempre più nell’agguerrita concorrenza dei mercati globali, in particolare a livello manifatturiero.

Gavrilov ha rilevato con rammarico che il WTO “non è in grado di garantire i diritti dei suoi membri in relazione al rafforzamento delle sanzioni di Stati Uniti, Canada, Australia ed Unione Europea contro la Russia.”

Secondo il deputato, le sanzioni limitano le capacità del Paese di sviluppare settori tecnologicamente avanzati, di esportare le risorse energetiche, di avere accesso ai mercati dei capitali e finanziamenti esteri, creando così ostacoli rilevanti per l’integrazione dell’economia russa nei processi globali.

Allo stesso tempo il deputato ha sottolineato che “l’economia della Russia resiste a queste sanzioni” e spera che “l’UE troverà la forza per muoversi verso la loro riduzione e cancellazione.”

“E’ chiaro che non esistono ragioni per queste sanzioni, dal momento che la Russia non è una delle parti del conflitto armato nella parte orientale dell’Ucraina e all’interno del diritto internazionale ha provveduto alla riunificazione della Crimea, ora aperta agli investimenti stranieri,” — ha evidenziato Gavrilov.

“Nel mondo moderno è impossibile il dominio di un Paese a livello politico ed economico. I tentativi di dominio sono la restaurazione del colonialismo. I tentativi di imporre le sanzioni rappresentano il ritorno della civiltà e dell’economia a 50 o 60 anni fa”, — ha aggiunto.

A titolo di esempio, il deputato ha citato la situazione in Siria ed in Libia. Secondo Gavrilov, questi Paesi sono diventati “vittime di aggressioni esterne” e il sostegno diretto o indiretto degli Stati Uniti all’opposizione armata ed ai terroristi ha causato la distruzione delle economie di questi Paesi, la povertà ed il flusso di milioni di immigrati in Europa. Pertanto ha sottolineato che “il conseguimento della parità nel commercio internazionale e il sostegno ai Paesi in via di sviluppo sono impensabili senza il rafforzamento del diritto internazionale”.

Riguardo il WTO, il deputato ha osservato che l’adesione all’organizzazione è proficua per gli Stati sviluppati dell’Europa e dell’America e svantaggiosa per i Paesi in via di sviluppo, perché “l’eliminazione di tutte le barriere soffoca lo sviluppo dell’industria in crescita”.   “E’ chiaro che nel contesto di globalismo, i mercati nazionali locali vengono schiacciati dalla forza delle multinazionali”, cosa che potrebbe portare alla distruzione delle economie di alcuni Paesi dopo l’adesione al WTO o alla UE, come nel caso della Moldavia, dei Paesi Baltici o della Grecia.

Il deputato ha richiamato l’attenzione sulla necessità di adottare misure per tutelare gli interessi nazionali: introdurre un periodo di transizione, concordare il mantenimento dei dazi doganali per i settori economici più dipendenti dalla concorrenza. “La Russia ha preso la giusta posizione, perché se avesse revocato tutte le restrizioni in seno al WTO, la sua economia sarebbe stata schiacciata dalle sanzioni”.

Ha ricordato l’esempio dell’Ucraina, dove il tentativo delle autorità di condurre un’analisi razionale delle conseguenze dell’associazione con la UE ha portato alla promozione del colpo di stato da parte degli stessi Paesi europei. Successivamente il nuovo governo ha rimosso tutte le barriere ed ora l’economia dell’Ucraina sta vivendo la crisi più acuta. Tutto questo ha portato “la disoccupazione di massa, l’emigrazione di manodopera, la paralisi del settore manifatturiero e dell’industria ad alta tecnologia”. “Di fatto l’Unione Europea non ha aiutato per niente”, ha aggiunto.

“Pertanto la leadership di qualsiasi Paese dovrebbe avere coraggio e difendere gli interessi della propria gente e dell’economia. (…) Non sono un fervente sostenitore del protezionismo. Occorre espandere il commercio e ridurre le barriere doganali, ma questo non dovrebbe portare alla distruzione delle economie nazionali, all’aumento della disoccupazione, alla povertà e all’aggravamento dei conflitti sociali, al terrorismo e all’estremismo. Il futuro della civiltà e del commercio mondiale è nella cooperazione equa, tenendo conto delle specificità dello sviluppo delle economie di ciascun Paese, non della distruzione delle economie nell’interesse delle multinazionali”, ha concluso Gavrilov.

Estratto da Sputnik Mundo in conversazione con il deputato della Duma Sergey Gavrilov, membro della conferenza parlamentare dell’Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO)

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