Settore moda in Russia, in lenta ma costante ripresa. La nuova proposta di Modaitaly del gruppo C&P per una prova d’introduzione nel mercato per le aziende italiane.

Settore moda in Russia, in lenta ma costante ripresa. La nuova proposta di Modaitaly del gruppo C&P per una prova d’introduzione nel mercato per le aziende italiane.

Siamo presenti nel mercato russo nel settore moda/abbigliamento con un nostro showroom storico dove esponiamo le collezioni, incontriamo i clienti e gestiamo le vendite, www.modaitaly.ru e con una nostra società di importazione e distribuzione OOO MIT che si occupa della distribuzione dal nostro magazzino di Mosca presso la stessa sede dello showroom, abbiamo anche una boutique virtuale www.butikitaly.ru .

In Russia la presentazione e l’introduzione di una nuova collezione nel mercato non ha le stesse caratteristiche del mercato europeo.
I costi operativi sono molto alti data la vastità del territorio (solo la Russia è l’entità statale più vasta al mondo) e la volatilità della clientela, quindi la metodologia di vendita e d’approccio è diversa da quella italiana.
Queste sono alcune delle ragioni per cui in questo mercato non esistono le figure degli agenti, come tradizionalmente intesi dalle aziende italiane.
Tutto si basa sulla visibilità del marchio a livello di marketing e su vasta scala, quindi la promozione e l’iniziale presentazione viene effettuata tramite canali di contatto diretto e visualizzazioni virtuali, prima che il cliente decida una visita personale presso lo showroom per eventualmente formulare l’acquisizione del prodotto.

Tutto questo richiede organizzazioni strutturate che devono avere al proprio interno un ufficio marketing e operatori ( venditori) che contattano direttamente la clientela facendo presentazioni dirette, in agni area e in orari più disparati ( la Russia ha 9 fusi orari), per coinvolgere e interessare il cliente all’incontro.

Sono necessarie quindi metodologia e operatività dedicate nel tempo e non solo durante la limitata campagna vendite con contatti limitati a tali periodi e le collezioni devono rimanere esposte fino all’arrivo di quella successiva, anche se il prodotto non sarà acquisibile dopo la chiusura della campagna. (Il nostro showroom riceve circa 2000 visite all’anno e rimane chiuso solo nel periodo natalizio).
E’ indispensabile che vi sia uno showroom aperto tutto l’anno, anche nei festivi e con orari ampi, contatti sempre disponibili con numeri fissi ( i cellulari non identificano una sede credibile), personale qualificato per trattare con i russi, offerte di garanzia per il problem solving, proposte aggiornate e adattabili alle esigenze dei singoli clienti e, cosa più importante una proposta di acquisto che preveda anche il ritorno dell’invenduto, di cui il nostro magazzino si fa direttamente carico a nostro completo rischio.

La nostra organizzazione è l’unica in tutto il mercato che propone ai clienti un accordo scritto per il ritiro dell’invenduto anche di altri prodotti italiani non venduti da noi ma che ci consentono di sostituirli con un nostro marchio.

Da considerare anche che la “moralizzazione del settore” in atto in questo momento, ha portato le autorità russe a promulgare leggi e regolamenti che dovranno essere attuati entro e non oltre il dicembre 2019 e che prevedono la completa tracciabilità dei prodotti presenti nei negozi e nei magazzini, dovranno dimostrare la provenienza, il passaggio doganale ufficiale, la documentazione doganale legale, l’importatore, i pagamenti diretti tramite bonifico delle fatturazioni delle merci, ecc. Anche con tracciabilità retroattiva: quindi per tutte le merci che a quella scadenza si troveranno già in Russia, anche se acquisite molti mesi prima.

Tutto questo sistema noi lo abbiamo adottato da tempo, tutto il nostro magazzino è legalizzato e tracciato e la nostra società di importazione MIT ha operato e opera tramite importazioni e pagamenti ufficiali e completamente tracciabili. Così come i clienti che hanno acquisito le nostre merci detengono prodotti tracciabili importati e pagati legalmente, con dimostrazione di ogni fiscalità.

Diventeranno quindi impossibili o quantomeno molto rischiosi i soliti escamotages del settore con importazioni “a grigio”, “a nero”, cargo o altro che non sia completamente tracciabile, questo significa che i clienti compreranno solo ed esclusivamente da quelle organizzazioni che garantiranno di risolvere loro il problema: la nostra organizzazione sta già lavorando in questo senso.

Dopo le varie crisi che hanno ficcato e non poco il settore, pochissime sono le realtà strutturate e organizzate ancora presenti e attive: una di queste siamo noi di Modaitaly e MIT.

Nella fase attuale di lenta ripresa le possibilità di vendita ai dettaglianti sono due:
• La vendita programmata e semi-programmata (per intendersi a copia commissioni) con le collezioni esposte nel nostro showroom e la promozione diretta su tutto il territorio dell’Area Russa.
• La vendita pronto moda tramite la distribuzione diretta dal nostro magazzino di Mosca.

Vi proponiamo una partnership per la Russia dove noi investiamo nel vostro marchio/prodotto con promozione, pubblicità, marketing, organizzazione, strutture e personale, oltre a una vasta clientela acquisita, come vostra sede di Mosca a queste condizioni ( ovviamente dopo una diretta verifica delle collezioni e dell’azienda proponente):

1. Una prova d’introduzione nel mercato per quattro stagionalità con almeno due inverni per verificare la reazione della clientela alla vostra collezione e la vostra operatività.

2. Le collezioni dovranno essere rese alla nostra sede di Mosca con pagamento del trasporto a vostro carico e sdoganamento e certificazione a nostre spese e in questo caso le collezioni saranno a perdere
Le collezioni possono anche essere consegnate a mano presso la nostra struttura ed importate con carnet ATA, in questo caso potrete riprenderle ad ogni stagione successiva consegnando la nuova)

3. Vi viene richiesto un FEE iniziale simbolico, alla portata anche della più piccola azienda, per l’inserimento delle collezioni nel nostro showroom per tutto il periodo di prova di 4 stagioni.

4. Vi viene richiesto una contribuzione per la promozione del vostro marchio pari ad un quantitativo di capi della vostra produzione per una stagione estiva e per una invernale.

5. Una provvigione sul venduto incassato.

6. Per la vendita a pronto moda gli accordi saranno presi ad personam valutando le tempistiche dell’azienda e l’interesse dei compratori.

7: E’ necessario che l’azienda si organizzi per partecipare alla fiera CPM con EMI ( Ente Moda Italia) nel padiglione italiano.

Per il nostro lavoro avremo bisogno di supporti fotografici per predisporre la promozione su vasta scala in tutta la CSI, su tutti i potenziali clienti, oltre a inserirle sui nostri siti www.modaitaly.ru e www.showroom-modaitaly.ru e www.vipinitalia.ru e social russi, ecc. ecc.

Noi agiremo come vostra sede di Mosca per tutto il mercato dell’area russa, quindi in completa esclusiva, i clienti eventualmente in vostro portafoglio ci dovranno essere passati e fatti gestire direttamente ( questo potrà essere oggetto di una trattativa a parte)

Vi evidenziamo che la promozione su larga scala in tutti i territori CSI (decine di migliaia d’invii promozionali periodici e decine di migliaia di telefonate, social, ecc. ecc. ) comporta l’inevitabile contatto diretto di compratori con la vostra azienda e anche presso altre esposizioni fieristiche al di fuori della Russia, ciò nel tentativo di by-passarci pensando di ottenere condizioni migliori.
Pertanto vi è fatto obbligo di proporre gli stessi prezzi, sconti, promozioni e trattamenti mai superiori agli stessi che proponete nel mercato Italiano, compreso la invendibilità degli stock di magazzino, collezioni e fine stagionalità dirette nel mercato dell’area russa.


Sanzioni USA inefficaci ad effetto boomerang. E intanto ci si libera dei buoni del tesoro USA. Mentre la Germania esorta a reagire a nuove sanzioni antirusse USA

Sanzioni USA inefficaci ad effetto boomerang. E intanto ci si libera dei buoni del tesoro USA. Mentre la Germania esorta a reagire a nuove sanzioni antirusse USA
In base alle nuove misure, il Dipartimento di Stato Americano non rilascerà le autorizzazioni per le esportazioni di armi ( guardacaso proprio armi…ndr) e prodotti a duplice uso civile e militare verso le società controllate dallo Stato russo, ad eccezione delle esportazioni necessarie per la cooperazione nello spazio, così come dei prodotti orientati alla sicurezza dell’aviazione civile.
“Consideriamo la decisione di Washington non solo come parte di una politica intenzionale per delegittimare gli organi internazionali predisposti al controllo degli armamenti e alla non proliferazione, incluso il divieto alle armi chimiche. A differenza degli Stati Uniti, la Russia continua a perseguire i suoi impegni: il potenziale chimico-militare è stato completamente distrutto, come opportunamente verificato, anche da specialisti americani”, si afferma in una dichiarazione della portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova.
Duma: sanzioni USA difendono interessi commerciali di Washington
La guerra delle sanzioni degli Stati Uniti ha lo scopo di proteggere gli interessi commerciali di Washington, piuttosto che i valori democratici o legali, ha dichiarato il vicepresidente del comitato per la duma di stato per gli affari internazionali Alexey Chepa.
Effetto boomerang delle sanzioni.
Le sanzioni economiche americane sono inefficaci nel lungo periodo, scrive il quotidiano tedesco Handelsblatt.
L’autore dell’articolo ricorda che, solo nel primo anno della presidenza di Donald Trump, gli Stati Uniti hanno imposto misure afflittive nei confronti di oltre 700 tra persone, agenzie governative e società. Di conseguenza, Paesi come la Russia, il Venezuela e l’Iran hanno perso l’accesso al mercato e ai capitali degli Stati Uniti, mentre Washington sfrutta la posizione dominante della propria moneta, si afferma nell’articolo.
Tuttavia nel breve futuro spesso gli Stati Uniti non raggiungono l’obiettivo che sono prefissati e le sanzioni imposte non hanno alcun effetto, mentre nel lungo periodo, come sottolineato dall’autore dell’articolo, portano al risultato opposto.
Come spiegato da Handelsblatt, le autorità iraniane traggono solamente benefici dal conflitto con gli Stati Uniti, in una situazione simile si trovano Russia e Venezuela, anche il presidente della Turchia Erdogan non perde popolarità tra i suoi concittadini.
Questo, secondo la pubblicazione, è il problema principale della politica di sanzioni degli Stati Uniti.
Le sanzioni, finalizzate ad influenzare il corso di singoli Paesi, inducono i governi di questi Stati a perseguire maggiormente il loro corso, allo stesso tempo regalano la possibilità alle autorità di presentarsi come vittime di un’aggressione.
Pertanto è difficile per gli avversari degli Stati Uniti trovare un nemico migliore di Trump, conclude l’articolo.
Dal dollaro all’oro: l’Iran prosegue la battaglia contro l’embargo petrolifero americano
Sullo sfondo delle pesanti sanzioni degli Stati Uniti, l’Iran sta cercando alternative e soluzioni per salvaguardare gli scambi commerciali con altri Paesi. Il Consiglio per la cooperazione economica tra Iran e Africa propone di scambiare il petrolio per l’oro negli scambi commerciali con l’Africa.
In un’intervista con Sputnik il presidente del Consiglio per la cooperazione economica tra l’Iran e l’Africa Hasan Khosrowjerdi e l’esperto iraniano di energia Seyed Saeed Mirtorabi hanno parlato di come questo scambio possa contribuire a risolvere il problema della monetizzazione delle operazioni di commercio estero, così come della disponibilità dell’Iran a valutare forme di pagamento per il petrolio oltre all’oro.
Secondo Khosrowjerdi, nonostante la pressione degli Stati Uniti, ci sono Paesi che non temono di fare affari con l’Iran:
“Ci sono Paesi che non andranno incontro alle richieste degli Stati Uniti e sono disposti a comprare il petrolio dall’Iran. Inoltre alcuni sono disposti a scambiare il petrolio con l’oro. Qualsiasi Paese può raggiungere accordi commerciali con l’Iran.
Intanto ci si libera dei buoni del tesoro USA….
La Turchia si libera dei buoni del Tesoro USA – La Russia lo aveva già fatto a Maggio riducendoli drasticamente.
A giugno la Turchia ha ridotto i suoi investimenti nel debito pubblico americano, finendo così esclusa dalla lista dei maggiori detentori dei buoni del Tesoro USA. Viene evidenziato dai dati del Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti.
Nel mese in esame gli investimenti di Ankara nel debito nazionale statunitense sono scesi a 28,8 miliardi $, mentre a maggio ammontavano a 32,6 miliardi $.
La Turchia ha continuamente e gradualmente ridotto i suoi investimenti nei buoni del Tesoro americano a partire dallo scorso novembre. Allora gli investimenti della Turchia nel debito pubblico statunitense ammontavano a 61,2 miliardi di dollari (più del doppio di adesso — ndr).
La Russia non risulta essere tra i principali detentori del debito pubblico americano già dallo scorso maggio, quando ha drasticamente ridotto i suoi investimenti nei buoni del Tesoro USA da 48,7 miliardi a 14,9 miliardi di dollari.
Germania esorta a reagire a nuove sanzioni antirusse USA.
L’Europa deve reagire alla politica di sanzioni USA nei confronti di Russia, Cina e altrui partner economici, ha dichiarato il Ministro degli Esteri tedesco Heiko Maas, ad una conferenza degli ambasciatori a Berlino.
“Washington ci sta costringendo a formulare risposte europee in relazione alla politica di sanzioni. Questo vale per Europa e Germania, se gli Stati Uniti improvvisamente senza preventivo accordo e senza preavviso introducono sanzioni contro Russia, Cina, Turchia e in futuro, forse contro altri importanti partner commerciali, bisogna reagire “, ha detto il Ministro.
In precedenza Maas ha dichiarato che il Ministero degli Esteri tedesco avrebbe riconsiderato la strategia di politica estera della Germania nei confronti degli Stati Uniti. Così, ha osservato che gli Stati Uniti e l’Europa sono in allontanamento da molti anni, e la comunità di interessi e valori sta gradualmente scomparendo.
(Estratti da Sputnik+ndr)



Unione Economica Eurasiatica mercato strategico per Italia con due miliardi di euro di export nel primo trimestre 2018.

Unione Economica Eurasiatica mercato strategico per Italia con due miliardi di euro di export nel primo trimestre 2018.

Antonio Fallico, presidente dell’associazione Conoscere Eurasia e di Banca Intesa Russia: “Eurasia ponte tra Est e Ovest. Italia presidi mercato e promuova rimozione sanzioni alla Russia”.
Supera i 5,7 miliardi di euro l’interscambio tra l’Italia e l’Unione economica eurasiatica (Uee), il mercato di libero scambio tra Russia, Kazakhstan, Bielorussia, Armenia e Kirghizistan che, nel corso del primo trimestre 2018, ha importato made in Italy per più di 2 miliardi di euro, in aumento dell’1,7% sullo
stesso periodo dello scorso anno.
Una crescita prudente che però conferma l’importanza dell’asse commerciale con l’alleanza eurasiatica dopo un 2017 chiuso oltre quota 9,1 miliardi di export da parte italiana (+15,1%), per circa 22,9 miliardi di interscambio (+13,7%).

MERCATO RUSSO:
Una grande opportunità di visibilità per il vostro business n Russia. Una concreta possibilità di sviluppo dei vostri affari.

La nostra partnership nel mercato dell’area russa prevede una prova d’introduzione di 18 mesi durante i quali noi saremo il vostro ufficio di Mosca, promuoveremo la vostra azienda, vi presenteremo ai vostri potenziali clienti, gestiremo le vendite e il vostro sviluppo in tutta l’area.
Gestiremo transazioni, amministrazione, trasporti, sdoganamenti, certificazione, garanzie, post vendita, problem solving, ecc.

Una proposta esclusiva unica nel suo genere.

Con un impegno economico alla portata delle più piccole imprese che prevede un simbolico fee iniziale e il compenso provvigionale.
Per 18 mesi di prova iniziale come vostra sede di Mosca, con una project manager dedicata e il supporto di tutta la nostra organizzazione, da 17 anni presente a Mosca con strutture e personale qualificato che parla italiano, e con direzione italiana.

Consulenti & Partners Russia Bratislavskaya, 26 — 109469 Moscow
007 495 3471461– 007 495 3471462– 007 495 3479292
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Per contatti dall’Italia: 02 87348028
info@consultpartners.org – www.consultpartners.org

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SUCCESSO DELLA RUSSIA PER LA SUPERBA ORGANIZZAZIONE DEI MONDIALI NELLA MASSIMA SICUREZZA E DIVERTIMENTO PER TUTTI

SUCCESSO DELLA RUSSIA PER LA SUPERBA ORGANIZZAZIONE DEI MONDIALI NELLA MASSIMA SICUREZZA E DIVERTIMENTO PER TUTTI.
E SALVINI A MOSCA PER LA FINALE RIBADISCE IL NO ALLE SANZIONI.

Matteo Salvini: “Via queste assurde sanzioni” antirusse…

Matteo Salvini ha sottolineato come l’Italia sia il paese europeo più colpito da queste sanzioni, che ha ribadito “inutili a qualsiasi scopo” e “quantificabili in sette milioni di euro al giorno” mentre, altri paesi, quelli protagonisti della furia sanzionatoria, invece, vi abbiano guadagnato.

(Estratto da Sputnik)
Cruciale, certamente, l’incontro con il collega Ministro degli Interni russo Vladimir Kolokoltsev e con i massimi vertici della sicurezza della Federazione Russa dove è stata discussa una possibile collaborazione italo-russa su tutta una serie di punti: la lotta al terrorismo islamico, il problema del rientro in Italia, in Europa e anche in Russia dei foreign fighters, spesso segnalati dalle varie polizie tra i cosiddetti migranti, l’immigrazione clandestina e il suo contrasto, anche la richiesta di un auspicabile sostegno e appoggio da parte russa delle missioni italiane nel Nord Africa, scambi per la lotta alle mafie italiana e russa, al traffico di droga e al traffico di armi. In programma, inoltre, visite già nelle prossime settimane, di dirigenti italiani in Russia e viceversa per un aumento dello scambio d’informazioni e di collaborazioni, fino a ipotizzare pattuglie miste tra uomini delle forze dell’ordine russe e italiane.
Tuttavia, negli incontri con i vertici russi non si è parlato solo di sicurezza, ma sono state discusse tutta una serie di questioni nei riguardi delle relazioni italo-russe, dove però il governo italiano dovrà confrontarsi con le posizioni dei partner europei, soprattutto riguardo alle politiche delle sanzioni contro la Russia.

Matteo Salvini ha sottolineato come l’Italia sia il paese europeo più colpito da queste sanzioni, che ha ribadito “inutili a qualsiasi scopo” e “quantificabili in sette milioni di euro al giorno” mentre, altri paesi, quelli protagonisti della furia sanzionatoria, invece, vi abbiano guadagnato.

Ecco un breve commento di Matteo Salvini a Sputnik Italia su questa delicata tematica:

— Ministro, in agenda ritorneranno questioni importanti come l’abrogazione delle sanzioni contro la Russia uno dei cavalli di battaglia della campagna elettorale della Lega?

— Assolutamente! Immigrazione, commercio, sicurezza, buoni rapporti con la Russia, la questione delle sanzioni.. porteremo avanti tutto!

— E per la Crimea?

— Facciamo una cosa alla volta… questo è un fronte che, per altro, abbiamo già aperto. Sono convinto lavoreremo bene.

La visita si è conclusa con la Conferenza stampa di Matteo Salvini che in primo luogo ha voluto esprimere i suoi più sentiti complimenti:

“Per l’organizzazione di uno dei campionati mondiali di calcio più belli, più sicuri, più giovani, più sorprendenti degli ultimi anni. Penso che la Russia abbia dato un’immagine di freschezza di sicurezza di efficienza a tutto il mondo”.


IL VOSTRO BUSINESS IN RUSSIA CON LA NOSTRA PARTNERSHIP

CON LA NOSTRA PARTNERSHIP PER AFFRONTARE QUESTO ENORME MERCATO. UN’OPPORTUNITA’ PER UN’AZIONE MIRATA NEL VOSTRO TARGET DI MERCATO DELL’AREA RUSSA.

Meccanica – Semilavorati – Moda e Accessori – Agroalimentare e bevande – Arredamento e edilizia – Mezzi di trasporto – Chimica e Farmaceutica – Macchianari, Impianti, Attrezzature, Contract ecc.
Ma anche per produrre in loco, attivare una vostra azienda, una vostra società, una partnership produttiva, una vostra iniziativa di business…..

Consulenti & Partners da 17 anni presente a Mosca con una struttura storica e proprie attività di successo, vi propone una partnership per la vostra prova d’introduzione e il vostro business nel mercato russo:
• 18 mesi di prova con una project manager dedicata che opera per voi dalla nostra sede di Mosca.
• Presentazione e promozione della vostra azienda/prodotto nel giusto target di mercato e in ogni area della Federazione Russa e nazioni russofone.
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• Assistenza diretta per trasporti, sdoganamenti, certificazioni.
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CONTE,SALVINI, DI MAIO E I MARPIONI DELL’EUROPA

CONTE, SALVINI, DI MAIO: PRESI PER “IL CULO” DAI “MARPIONI” DELL’ERUOPA.

E’ inutile negarlo su tutti i fronti i marpioni europei hanno vinto! Hanno vinto per gli emigranti e hanno vinto per le sanzioni alla Russia. E per salvare la faccia i tre “rinnovatori” ostentano soddisfazione e sulla totalmente inesistente vittoria, della quale nessuno ha spiegato in cosa consistesse e dalla quale nessuno ha capito cosa è stato ottenuto: un bel nulla, salvo, se si vuole, una falsa presa di coscienza del problema italiano che comunque rimane un problema italiano: se non si soccorrono i migranti siamo assassini, se si soccorrono siamo i soliti ” coglioni”.
A questo punto meglio soccorrerli tramite la marina e la guardia costiera italiane visto che non vogliamo morti sulla nostra coscienza: unica vera coscienza in Europa, e fare da noi: e solo su questo siamo d’accordo.

Per contro, visto che la politica è politica, ovvero cosa sporca a vantaggio di pochi, Conte, Salvini e Di Maio avrebbero fatto bene a non aderire nuovamente alle sanzioni contro la Russia, avrebbero dovuto essere contro, come da promesse, e allora si che avrebbero, in tutto questo guazzabuglio, vinto, portandosi a casa qualcosa di realmente positivo per la nostra agricoltura e tutte le piccole aziende del settore, e per il nuovo governo dell’innovazione che avrebbe dovuto diventare lo “spauracchio europeo”.

Invece tutto e tutti si sono allineati: VERGOGNA!

Scrive Maurizio Blondet:
La vittoria, se la vogliamo guardare in faccia, c’è. Evidente e chiara. Consiste nel prendere coscienza che non esiste “soluzione europea” al problema dei migranti. E nemmeno a nessun altro problema che ci riguardi.
Che l’”Europa”non è che una accolta di furbastri che, mentre tu tratti duramente ma lealmente, fanno accordi sottobanco in piccole riunioni bilaterali di cui non ti dicono nulla.
Dunque ecco la vittoria: capire che la cosiddetta Unione Europea è un sistema metodico di arbitrio, prepotenza, slealtà ed oppressione.

La Grecia ha accettato, poveretta , di accogliere i migranti “secondari”, che la Baviera caccerà, perché la Merkel consente a Tsipras – in cambio – di rimandare sine die il rincaro dell’IVA che la BCE, e Bruxelles, gli imponevano con tanta insistenza (come lo impongono a noi). Tsipras spera così di vincere le elezioni. Quanto a Sanchez, ha accettato di prendersi i profughi cacciati dalla Germania perché il debito pubblico e privato della Spagna è stato contratto con l’estero – è schiacciata dalla Negative International InvestmentPosition (NIIP), dunque dipende dalla Germania molto più di noi, che gran parte del nostro debuito pubblico lo abbiamo in Italia, e debito privato quasi non ne abbiamo.

Con questi espedienti degradanti – per i servi – la Merkel ci “ha isolato” e forse raggirato. Per salvare il suo governicchio.

Mentre Tatiana Santi scrive su Sputnik:
L’Unione Europea ha prorogato le sanzioni contro la Russia di altri 6 mesi con il beneplacito dell’Italia, sì, del Paese che più si è speso per sottolineare il danno economico delle misure antirusse. Il Made in Italy e gli imprenditori pagheranno come sempre il conto. Insomma, parole, soltanto parole.

Oscurata dall’accordo sui migranti raggiunto dopo una notte di negoziazioni al vertice europeo, nella stampa e nei telegiornali italiani la notizia è passata quasi inosservata. La decisione di prolungare nuovamente le sanzioni contro Mosca però ha un peso non indifferente. Nonostante gli appelli della Coldiretti, dei produttori e degli imprenditori l’Italia non ha posto il veto sulla proroga delle sanzioni, facendo dietrofront sulle proprie decisioni.

Il premier Conte pochi giorni fa ha parlato esplicitamente al Parlamento di un cambio di rotta in merito alle sanzioni, il contratto di governo giallo-verde prevedeva l’abolizione delle misure antirusse.
Perché l’Italia nel momento decisivo si è tirata indietro?

Sputnik Italia ha raggiunto per un’intervista Lorenzo Valloreja, saggista, autore del libro “Al di là del pregiudizio”.
— L’Unione Europea ha prolungato di altri 6 mesi le sanzioni antirusse. L’Italia, nonostante i preannunci di Salvini e le iniziative espresse nel contratto di governo, non ha posto il veto. Lorenzo Valloreja, l’Italia ha perso così una grossa occasione?

— Sì, ha perso un’occasione importante. Io oggi sui social ho paragonato Conte a San Pietro, che ha rinnegato Cristo nella notte fra il giovedì e il venerdì. Conte ha abdicato al rapporto stretto che l’Italia aveva con la Russia. Noi avevamo un rapporto privilegiato con Mosca e ci eravamo fatti carico di un impegno importante: togliere le sanzioni.

..A questo punto capiamo che al governo manca la chiarezza sugli scopi internazionali.
Se ad Helsinki Trump ci farà la grazia di togliere le sanzioni alla Russia, può essere che l’Italia si sentirà più sicura a continuare in quella direzione. Noi non possiamo però essere a carico degli Stati Uniti. L’Italia aveva l’arma del veto, la doveva usare costi quel costi.

L’Italia avrebbe un ruolo importante, ma deve dimostrarlo nei fatti. Come italiano mi vergogno di certe situazioni, il governo giallo-verde aveva detto che avrebbe tolto le sanzioni, poi non lo fa, che figura ci facciamo?

Forse ci vergogniamo un po tutti noi italiani che avevamo creduto alle parole dei rinnovatori!!! ndr


il Circo Togni in Russia

Il circo Togni in Russia debutta durante il campionato mondiale di calcio.

Grande successo del Circo Togni in Russia, debutto a Kazan con tutto esaurito anche nelle repliche.
Un contratto di
due anni lega lo storico Circo Togni all’organizzazione di stato Rosgoscirco che ha accolto con grande entusiasmo l’iniziativa curata dalla nostra organizzazione Consulenti & Partners.

Proveniente dall’Ucraina, dove ha tenuto una serie di spettacoli anche nelle zone più a rischio, il Circo Togni è passato in Russia, senza non poche difficoltà nell’attraversare la parte Ucraina confinante con la Russia.

Molto sostegno ha invece ottenuto dai russi che hanno agevolato, per quanto possibile, nel rispetto delle leggi e regolamenti, l’ingresso in Russia e proprio in virtù dei vari animali al seguito che, giunti nella città di confine di Belgorod e più precisamente nel paese di frontiera Nehkoteevka hanno accolto la Famiglia Togni animali compresi (ormai parte integrante della famiglia, come affermano gli stessi Togni), portando cibo per gli animali e anche cucinando cibi tipici per i Togni e il loro staff.

Elefanti, tigri, cammelli, cavalli, bisonti, canguri… visitati ripetutamente dai veterinari per le certificazioni di rito, erano in perfetta salute, ben nutriti e senza il minimo stress, venivano accolti dal proprietario di un terreno a ridosso del confine dove ha offerto ampi spazi per ospitare tutta l’organizzazione Togni.

Un grande affetto dimostrato dai Russi che sappiamo bene essere molto generosi, spontanei e amanti degli animali.

La famiglia Togni ha ringraziato personalmente tutti, prima di ripartire per l’area di Mosca e successivamente per il debutto a Kazan.
Un particolare ringraziamento e riconoscimento è stato dato dalla Famiglia Togni alla nostra organizzazione Consulenti & Partners che ha supportato ogni difficoltà incontrata, risolvendo le molte problematiche, fin dalla partenza in Ucraina.


Le sanzioni continuano a rafforzare la Russia e in Europa sono in maggioranza coloro che non sono più d’accordo all’asservimento agli USA.

Le sanzioni continuano a rafforzare la Russia e in Europa sono in maggioranza coloro che non sono più d’accordo all’asservimento agli USA. 

Quest’anno il bilancio federale della Russia non registrerà un passivo per la prima volta dopo 7 anni. Secondo le valutazioni del ministero delle Finanze, le entrate supereranno le spese di circa mezzo trilione di rubli (oltre 6,7 miliardi di euro).

 Lo scorso ottobre il ministro delle Finanze Anton Siluanov aveva parlato di eliminazione del deficit di bilancio entro il 2019. Ora le previsioni sono riviste per il meglio: già nel 2018, le entrate di bilancio potrebbero superare le spese di 440,6 miliardi di rubli.

 Per l’anno corrente, il dicastero finanziario russo aveva programmato un deficit di bilancio dell’1,3 percento del PIL, pari a 1,27 trilioni di rubli. Ma al momento le entrate sono attese a 17,03 trilioni di rubli, mentre le spese a 16,591 trilioni di rubli.

 La crescita dei prezzi del petrolio ha contribuito. Il prezzo dell’oro nero è al momento quasi il doppio del valore conservativo preso per la stesura del budget a 40 $ al barile.

 Pertanto le entrate del bilancio russo derivanti dalle esportazioni di idrocarburi cresceranno a 2,75 trilioni di rubli, cifra cinque volte superiore rispetto a quella prevista originariamente (527,6 miliardi di rubli).

 Stranamente il regalo alla Russia nella forma di impennata dei prezzi del petrolio è stato offerto dagli Stati Uniti.

 E i tedeschi si sono resi conto che le sanzioni alla Russia non servono e vanno abolite.

La revoca delle sanzioni reciproche coincide con gli interessi sia della Russia che della Germania, ha dichiarato la governatrice del land Meclemburgo-Pomerania Anteriore Manuela Schwesig.

Secondo il politico, l’abolizione delle sanzioni e il dialogo con Mosca sono sostenuti non solo dai tedeschi orientali, ma anche dalla “maggioranza degli abitanti di tutta la Germania”.

La governatrice della regione Meclemburgo-Pomerania Anteriore Manuela Schwesig ha chiesto la cancellazione delle sanzioni UE contro la Russia, segnalano i giornalisti di “Die Welt” Sabine Menkens e Daniel Friedrich Sturm. “Credo che sia nell’interesse dei tedeschi e russi porre fine alle sanzioni reciproche”, ha affermato il politico. Pertanto entrambe le parti dovrebbero “avvicinarsi reciprocamente”, ma anche la Russia ha il dovere di “contribuire”, ha aggiunto.

“Dopo quattro anni di sanzioni economiche reciproche, possiamo dire che non hanno raggiunto il loro obiettivo”, ha sottolineato la Schwesig.

Nella sua regione le sanzioni colpiscono in primo luogo l’agricoltura, “i contadini non possono dire che la situazione sia migliorata dal momento che non possono vendere il loro formaggio”.

In Germania orientale, la Schwesig cerca di raggiungere una posizione comune sulle sanzioni anti-russe con i rappresentanti di altri partiti.

“Ad esempio, il mio collega Reiner Haseloff della Sassonia-Anhalt è d’accordo con me. Anche lui vuole la cancellazione delle sanzioni. La cooperazione nell’economia è migliore dell’isolamento”.

E intanto In Germania al via i lavori preliminari per costruzione tratto marino di Nord Stream-2

Nord Stream AG 2 ha avviato i lavori preparatori sulla sezione offshore del gasdotto “Nord Stream-2” per la successiva posa nella baia di Greifswald, si afferma in un comunicato stampa dell’azienda.

“Tutti i lavori sono iniziati conformemente alle autorizzazioni per la costruzione e il funzionamento del gasdotto Nord Stream-2 nelle acque territoriali tedesche e nella zona costiera, permesso dato in data 31 gennaio 2018…. cinque escavatori sono stati azionati per i due rami del gasdotto”, si afferma nel comunicato.

Si osserva che le procedure per ottenere le autorizzazioni da altri Paesi per costruire il gasdotto — Russia, Svezia e Danimarca — sono in corso. Nord Stream-2 si aspetta di ricevere i permessi rimanenti nei prossimi mesi. L’avvio effettivo dei lavori di costruzione è previsto nel corso dell’anno.

E anche il Dalai Lama afferma che : l’Occidente ha bisogno della Russia

l’Occidente ha bisogno della Russia. La guida spirituale del buddismo tibetano lo ha dichiarato in un’intervista con Sputnik a margine di un incontro con importanti ricercatori russi nella sua casa nella città indiana di Dharamsala.

La guida spirituale dei buddisti ha inoltre notato che nel mondo moderno tutti i 7 miliardi di persone dipendono l’uno dall’altro.

“La Russia ha bisogno del mondo occidentale e dell’America, le servono le loro tecnologie, l’Occidente ha bisogno della Russia, perché ha enormi risorse naturali… Per tutta l’umanità occorre assolutamente che i paesi dell’Oriente dell’Occidente vivano nel rispetto reciproco.

La Russia ha una posizione geografica unica, ricopre un ruolo molto importante come ponte tra Oriente ed Occidente”, ha aggiunto il Dalai Lama.

Il 16 inizia a Milano il Forum Italia-Russia

Mercoledì 16 maggio a Milano sarà una giornata interamente dedicata alle relazioni tra Italia e Russia, con particolare attenzione alla cooperazione in campo industriale ed energetico ed alla necessità di superare le sanzioni economiche.

Organizzato dall’Eurodeputato Stefano Maullu in collaborazione con V&A e Strategia&Sviluppo Consultants, l’incontro è stato pensato anche per stimolare la creazione di interessanti opportunità di business tra aziende, tra imprenditori russi e italiani e rafforzare ancora di più i legami tra i due Paesi.

Il Forum affronterà tre tematiche principali: il ruolo della Russia sullo scenario internazionale, l’importanza di Mosca come partner strategico dell’Italia e la cooperazione industriale ed energetica tra i due Paesi.

 

E gli affaristi USA saranno numerosi al forum economico di San Pietroburgo.

E per la prima volta dall’inizio della crisi ucraina, le autorità statunitensi non cercano di scoraggiare gli affaristi dal partecipare al Forum economico di San Pietroburgo, ma, al contrario, li spronano a parteciparvi. Lo riferisce Bloomberg.

L’ambasciatore statunitense in Russia, John Huntsman, nominato l’anno scorso da Donald Trump, visiterà personalmente il Forum economico internazionale di San Pietroburgo, in programma dal 24 al 26 maggio 2018. Il diplomatico ha inoltre pubblicizzato l’evento ai rappresentanti delle aziende americane, nonostante il fatto che negli ultimi anni Washington abbia compiuto sforzi attivi per scoraggiare gli imprenditori dal partecipare al forum.

“Ci saranno molti rappresentanti del business americano. Ora è molto importante parlare del futuro delle relazioni economiche tra Stati Uniti e Russia”, ha detto Huntsman.

E poi se in Italia ci fosse un governo eletto legittimamente dal popolo, con le forze scaturite dalle ultime elezioni, allora…………………………………….

Che della Russia non se ne possa fare a meno?

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9 Maggio il giorno della Vittoria, in Russia Festa Nazionale.

Il Giorno della Vittoria in Russia.
Il 9 maggio la Russia festeggia il Den’ Pobedy, il Giorno della Vittoria nella Grande guerra patriottica. Oppure semplicemente “la guerra”, che sia nelle scuole che a livello di percezione comune viene vista come uno scontro tra russi e tedeschi, iniziato il 22 giugno 1941, quando Hitler ha lanciato l’invasione dell’Unione Sovietica.
I manuali di storia raccontano che la Grande guerra patriottica fa parte della Seconda guerra mondiale, ma tutti gli altri aspetti storici – dalla guerra in Europa dal 1 settembre 1939 a quella contro il Giappone, lo sbarco in Normandia, gli Alleati – vengono menzionati come eventi collaterali a quella che resta la guerra e la vittoria dei russi (o dei sovietici) contro il nazismo.
Perché il 9 maggio.
La capitolazione del Terzo Reich venne firmata con gli Alleati il 7 maggio 1945 ed entrò in vigore l’8 maggio, quando in tutta Europa si celebra il giorno della Memoria. L’Armata Rossa combatteva a Berlino, e Stalin volle rivendicare quello che considerava il contributo decisivo dell’Urss nella sconfitta di Hitler con una capitolazione che i tedeschi dovevano consegnare ai russi. L’ammiraglio Keitel firmò la resa al maresciallo Gheorghy Zhukov la sera dell’8 maggio 1945, quando a Mosca a causa della differenza del fuso orario era già il 9 maggio.
Come si festeggia.
Il Giorno della Vittoria è diventato festa soltanto nel 1965. Da allora è un giorno non lavorativo, che comincia con una sfilata militare in piazza Rossa, che segue la coreografia della prima sfilata della Vittoria, il 24 giugno 1945. Le sfilate si sono tenute solo ogni cinque anni nel periodo post-sovietico, ma negli ultimi anni con Putin sono diventate più frequenti. Gli altri ingredienti tradizionali dei festeggiamenti sono gli incontri tra i veterani nei parchi e nelle piazze, un palinsesto di film e concerti di classici sulla guerra in tv, e i fuochi d’artificio la sera.
Perché è importante.
L’Unione Sovietica ha perso 28 milioni di vite nella guerra, e ha pagato sul campo di battaglia il prezzo più grande. Negli anni post-comunisti la celebrazione di una tragedia che ha colpito ogni famiglia ha assunto anche toni di rivincita: la vittoria su Hitler è rimasta l’unico pezzo del ’900 russo non soggetto a revisione storica e dove si era indubbiamente dalla parte dei giusti, un momento di unità nazionale e di autostima che resta intoccabile al dibattito, e che commuove e riempie di orgoglio la stragrande maggioranza dei russi.
Quali sono i simboli della festa.
La Bandiera rossa della Vittoria, quella issata sul Reichstag, la medaglia della Vittoria tempestata di diamanti meritata solo da una dozzina di persone, la canzone “Giorno della Vittoria” eseguita da Lev Leschenko, la polenta distribuita da cucine da campo modello anni ’40 nelle strade. Alla scenografia rimasta quasi immutata dall’epoca sovietica negli ultimi anni si sono aggiunti il nastrino nero-arancio dei reggimenti di guardia, diventato l’emblema anche dei separatisti filo-russi nell’Est ucraino, e Stalin, che dopo decenni di rimozione riappare su manifesti, fiancate di autobus e distintivi. Tra gli eroi moderni della Vittoria da quest’anno ci sono i bikers dei Lupi notturni, che contano tra i loro fan anche Putin, che con le loro Harley volevano marciare fino a Berlino, ma sono stati bloccati dalla Polonia.
( “La Stampa”)

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L’export italiano verso la Russia torna a crescere e le imprese italiane stanno riconquistando un mercato fondamentale che offre svariate possibilità

L’export italiano verso la Russia torna a crescere e le imprese italiane stanno riconquistando un mercato fondamentale che offre svariate possibilità dalle agevolazioni fiscali al nuovo mondo del “Made with Italy”. Italia-Russia: ripartono i rapporti economici, alla faccia delle sanzioni.

Ebbene sì, in un contesto di tensione sull’arena politica internazionale, fra Italia e Russia si rafforzano gli scambi commerciali, a dirlo sono i numeri: cresce del 19,3% l’export italiano rispetto all’anno precedente. Tali risultati si avvicinano sempre più al livello del periodo d’oro pre-sanzioni.

Al di là delle sanzioni, i rapporti fra Italia e Russia sono sempre molto positivi, il presidente Putin ha recentemente ricordato che l’Italia è un partner privilegiato della Russia, come la Russia lo è per l’Italia. Abbiamo due economie speculari: acquistiamo molto gas, petrolio, la Russia importa molti prodotti tipici del Made in Italy di alta qualità, riconosciuti in tutto il mondo.

— Il mercato russo quindi anche oggi offre tante possibilità agli imprenditori italiani.  — Parliamo di un mercato fondamentale, perché vi è stata un’inversione di tendenza nell’economia russa e quindi l’export italiano in Russia nel 2017 ha contato un 19,3% in più rispetto all’anno precedente.

Nonostante le sanzioni vi è l’opportunità di investire in Russia, parliamo del cosiddetto “Made with Italy”. Com’è stato spiegato più volte dai funzionari russi, c’è la possibilità di creare sul territorio della Federazione Russa un prodotto con la conoscenza e l’esperienza italiane.

Fra i nostri due Paesi lo scambio è veramente profondo, non solo nelle relazioni commerciali, ma anche nella sfera della cultura e del turismo.
A proposito, il turismo russo è fondamentale per l’Italia e il numero di turisti russi in Italia in 9 mesi nel 2017 è aumentato dell’8%,  quindi il turismo è tornato a crescere con i russi che sono i principali top spender in questo momento subito dopo i cinesi, hanno un budget intorno al migliaio di euro, i russi solitamente amano venire in Italia non solo a fare una vacanza in un Paese accogliente, ma anche a comprare tanta moda e tanto cibo.
Negli ultimi anni abbiamo visto la tendenza dei russi ad uscire fuori dalle città principali e a scoprire tante cittadine più piccole e meno conosciute. Un aspetto caratteristico del turismo russo è che loro tendono a ritornare in Italia.

E non solo formaggi e vini. Cresce l’importanza delle energie rinnovabili in Russia e crescono anche le opportunità per l’Italia, che è tra i leader mondiali in questo settore.  Al verde, inteso come il colore delle energie rinnovabili è stata dedicata la seconda giornata del forum IV Forum Economico Internazionale di Yalta, con la tavola rotonda «Ecologia e qualità della vita» organizzata dal Ministero dell’ambiente russo, spiega a Sputnik Italia, Fabrizio Candoni, presidente di Avietta Italia:

“Noi come Avietta ci occupiamo di waste, waste energy e water treatment. E’ una questione molto importante, anche se ci sono un pò di problemi con la Crimea. L’ho detto in un passaggio molto veloce del mio intervento, però non è facile. Noi mettiamo da parte la politica internazionale e vorremmo che non ci fossero le sanzioni, l’abbiamo anche dichiarato dove possiamo e speriamo che il nuovo governo segua questo corso. Le sanzioni non servono a nessuno, quindi vanno tolte”.

E al forum anche la proposta per produrre fragole di qualità italiana in Crimea.
E’ Stefano Valdegamberi, deputato veneto e membro dell’Associazione Internazionale degli Amici della Crimea, oltre che assiduo ospite del Forum Economico Internazionale di Yalta. Nel corso della serata di gala di venerdi 21 aprile ha dichiarato di fronte alla platea: «Con degli investitori italiani stiamo per lanciare la produzione di fragole di qualità in Crimea, ma io ho un altro sogno, quello da qui al 2019 di iniziare a produrre qui un olio d’oliva di qualità. Che sarà il primo olio d’oliva made in Russia sulle vostre tavole»

E già mercoledì 18 scorso i rappresentanti dell’Italia e del Territorio di Krasnodar hanno manifestato l’intenzione di sviluppare la cooperazione economica, compresi i settori delle energie pulite, dell’agricoltura e della balneologia, come dichiarato dall’ufficio stampa dell’amministrazione del Territorio di Krasnodar. Mercoledì è giunta a Krasnodar dall’Italia una delegazione di uomini d’affari.

La missione imprenditoriale, guidata dall’ambasciatore della Repubblica Italiana nella Federazione Russa Pasquale Terracciano, era  composta dai rappresentanti di 54 aziende italiane.
(da varie interviste su Sputnik)
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Il mercato russo a portata di mano con la nostra partnership, il vostro ufficio di Mosca.

                  
La nostra organizzazione vi offre l’opportunità unica di una prova d’introduzione nel mercato dell’Area Russa per 18 mesi  dove noi saremo il vostro ufficio di Mosca.
Promuoveremo la vostra azienda, vi presenteremo ai vostri potenziali clienti, gestiremo le vendite  e il vostro sviluppo in tutta l’area del Mercato Russo.

Noi e Voi in partnership per il mercato russo:
la nostra organizzazione è da 17 anni presente in Russia e siamo il miglior partner per supportarvi in questo importante mercato.

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Consulenti & Partners da 17 anni presente a Mosca con una struttura storica e proprie attività di successo, vi propone una partnership per la vostra introduzione e il vostro business nel mercato russo:
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• Presentazione e promozione della vostra azienda/prodotto nel giusto target di mercato e in ogni area della Federazione Russa e nazioni russofone.
• Gestione e sviluppo del mercato con continua ricerca di nuovi clienti.
• Assistenza diretta per trasporti, sdoganamenti, certificazioni.
• Gestione pagamenti e transazioni in valuta internazionale.
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Agiremo come vostra sede di Mosca, come ufficio diretto della vostra azienda offrendo il più ampio supporto per ogni necessità sia vostra che dei vostri interlocutori. 
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Una direzione italiana di tutta l’organizzazione con  22 addetti nelle varie aree, una competenza assoluta nel mercato russo data dalla costante presenza in Russia di oltre 17 anni ed una esperienza di oltre 30 anni nella direzione e servizi alle imprese.

I costi e i rischi di questa partnership sono a carico di Consulenti & Partners perché vi richiederemo soltanto: una Royalties sul fatturato incassato e un fee iniziale di adesione alla portata anche della più piccola azienda.

Contatti e recapiti diretti:   info@consultpartners.org
Consulenti & Partners
Bratislavskaya, 26 — 109469 Moscow – Russia
007 495 3471461– 007 495 3471462– 007 495 3479292 

Corso San Gottardo — 6830  Chiasso – Svizzera
Contatti dall’Italia:  02 87348028
Contatto diretto skype col nostro amministratore: bruschistefano 


Gli affari correnti del governo scaduto Gentiloni non sono poi così correnti e il presidente Mattarella se ne infischia!

Gli affari correnti del governo scaduto Gentiloni non sono poi così correnti e il presidente Mattarella se ne infischia!

 Solidarietà alla May per la dubbia e discutibile questione della spia russa doppiogiochista.

Espulsione di due diplomatici Russi senza alcuna prova di responsabilità della Russia.

Invio di supporto militare contro la Siria senza alcuna prova che Assad abbia usato gas.

 Solidarietà, e appartenenza ad occhi chiusi per ogni tesi, inciucio e trama messe in atto dagli USA, UE e GB per creare confusione, contrasti, guerre e morte in ogni dove!

 

Scrive Maurizio Blondet 11 aprile 2018

Alle 17.33 del 10 aprile l’agenzia Al Sura ha segnalato che una cisterna volante italiana KC-767 è entrata in Giordania dallo spazio aereo dell’Arabia Saudita.   L’aereo, un Boeing, farà il rifornimento in volo dei caccia occidentali che lanceranno i missili contro la Siria.

Dunque il governo Gentiloni, scaduto e senza legittimità, ha portato l’Italia in guerra contro uno Stato che non ci ha mai fatto nulla di male, e contro cui non abbiamo nemmeno dichiarato guerra prima di aggredirlo.

Contro un capo di Stato, Hafez el Assad, che il1 8 marzo 2010, il capo dello Stato – allora Giorgio Napolitano – ha decorato della Gran Croce al merito della Repubblica, lodandolo come “esempio di laicità e difensore della libertà”.   Abituato alla menzogna senza vergogna.

Il governo scaduto ci mette anche in linea di ostilità armata contro la Russia, contro la nostra nazione non ha alcun motivo di inimicizia, e contro cui abbiamo esercitato qualsiasi possibile offesa senza alcun motivo e contro i nostri interessi, ed anzi storica amicizia. Ci mette in guerra anche contro l’Iran, di cui – come ”Europa” –     abbiamo garantito l’accordo sul nucleare, solo per rimangiarcelo appena Trump ha proclamato, su istigazione neocon, che avrebbe stracciato quel patto.

Altri hanno notato che un governo in carica per gli affari correnti, considera un affare corrente portarci in una guerra fra potenze nucleari, senza alcun motivo fondato – se non sulla menzogna: “Dobbiamo dire chiaramente che l’uso di armi chimiche da parte del regime di Assad non può essere in alcun modo tollerato”.

Ovviamente va prima provato, come hanno ribattuto Salvini, Paolo Romani, Giorgia Meloni.

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“L’Italia è un partner strategico della Russia. A dispetto della situazione politica globale, le comunità business dei nostri paesi rimangono fermamente concentrate sulla collaborazione reciproca

“L’Italia è un partner strategico della Russia. A dispetto della situazione politica globale, le comunità business dei nostri paesi rimangono fermamente concentrate sulla collaborazione reciproca

A meno 50 giorni dall’apertura il Forum Economico di San Pietroburgo (24-26 maggio 2018) scalda i motori per l’edizione 2018, che vedrà nuovamente al centro dell’attenzione i rapporti -non solo economici – tra Russia e Italia.

A Mosca il consigliere del presidente della Federazione Russa e direttore del comitato organizzatore del Forum Economico di San Pietroburgo, Anton Kobyakov, ha incontrato Antonio Fallico, presidente della Fondazione Eurasia e capo del CdA di Banca Intesa Russia.

Nel corso dell’incontro sono state discusse le modalità per incrementare il dialogo tra Russia e Italia al Forum pietroburghese, che avrà come tema la “Costruzione di un’economia della Fiducia”. I dettagli sono in fase di definizione, ma si annuncia anche quest’anno un’importante presenza italiana a San Pietroburgo:

“L’Italia è un partner strategico della Russia. A dispetto della situazione politica globale, le comunità business dei nostri paesi rimangono fermamente concentrate sulla collaborazione reciproca e sul suo sviluppo ulteriore. Credo che la fiducia da parte del mondo delle imprese italiano e russo sia un punto fondamentale nel dialogo costruttivo tra i due paesi” ha detto Anton Kobyakov.

“Noi diamo grande importanza al ruolo della Russia per sviluppare la cooperazione economica internazionale. Il Forum Economico Internazionale di San Pietroburgo è tra quegli eventi che permettono ai paesi di mantenere vivo il dialogo sulle prospettive di collaborazione congiunta. Occasioni come questa ci servono per stabilire e consolidare i legami culturali ed economici tra i paesi, il che è particolarmente importante per unire gli sforzi al fine di ottenere l’abolizione delle sanzioni anti-russe” ha detto al termine dell’incontro Antonio Fallico, presidente della Fondazione Eurasia e capo del CdA di Banca Intesa Russia.

Il Forum Economico Internazionale di San Pietroburgo 2018 si svolgerà dal 24 al 26 maggio 2018. MIA Rossiya Segodnya è media partner ufficiale dell’evento.

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OLTRE OGNI RAGIONEVOLE DUBBIO??!! Russia “condannata” senza “processo”, senza prove e senza possibilità di appello. “Theresa May non ha offerto alcuna prova, e ha dato alla Russia 24 ore di tempo per rispondere”.

OLTRE OGNI RAGIONEVOLE DUBBIO??!!
Russia “condannata” senza “processo”, senza prove e senza possibilità di appello.
“Theresa May non ha offerto alcuna prova, e ha dato alla Russia 24 ore di tempo per rispondere”.
“Nessun paziente ha accusato sintomi di avvelenamento da gas nervino a Salisbury”.
..potremmo trovarci di fronte a un’altra fiaba di Colin Powell. Quella delle presunte armi chimiche di Saddam.
“Nessun paziente ha accusato sintomi di avvelenamento da gas nervino a Salisbury”.
A rivelarlo, in una lettera pubblicata dal Times di Londra, è il dottor Stephen Davies dell’ospedale di Salisbury.
Davies fa riferimento ad un articolo apparso il giorno prima prima sul Times, in cui si afferma che “quaranta persone necessitano di trattamento medico in seguito all’esposizione al gas nervino”.
“In molti si sono recati al pronto soccorso preoccupati di essere stati esposti,” si legge nella lettera, “nessuno ha accusato sintomi di avvelenamento. Nessuno ha avuto bisogno di cure. E gli esami del sangue effettuati non hanno mostrato anomalie”
Neil Basu, capo dell’antiterrorismo britannico, aveva quantificato in 35 — oltre a Skripal, a sua figlia Yulia e al poliziotto Nick Bailey — il numero delle persone visitate dai medici del Salisbury NHS Foundation Trust.
Nessuna delle quali è stata contaminata dall’agente in questione, come ribadisce il dottor Davies in chiusura della sua lettera.
L’agente è il Novichok, gas nervino creato nell’ex Unione Sovietica, la cui esistenza fu rivelata nel 1992 dallo scienziato dissidente Vil Mirzayanov, che dal 1996 risiede negli Stati Uniti.
Il premier britannico Theresa May ha accusato la Russia di avere impiegato il gas Novichok nel tentato omicidio dell’ex spia russa Sergei Skripal e di sua figlia Yulia.
Ma alla richiesta di Lavrov di inviare in Russia le provette con l’agente, e in generale le prove emerse durante l’indagine, Londra non ha finora dato risposta.
Eppure la convenzione sulle armi chimiche(CWC) stipula che in casi come questo la Gran Bretagna deve fornire alla Russia un campione dell’agente nervino impiegato, nonché le prove emerse nel corso delle indagini. E dare alla Russia 10 giorni per rispondere.
Come sottolinea l’ingegnere e scrittore russo-americano Dmitri Orlov, “Theresa May non ha offerto alcuna prova, e ha dato alla Russia 24 ore di tempo per rispondere”.
Il quotidiano Guardian ha scritto, citando l’esperto di armi chimiche Hamish de Bretton-Gordon, che il gas Novichok è prodotto solo nell’impiato chimico di Shikhany in Russia.
Ma come rivelò nel 1999 il New York Times, il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti prese parte, insieme alle autorità locali, allo smantellamento, in Uzbekistan, dell’impianto chimico di Nukus, dove appunto veniva prodotto il gas Novichok. Quindi gli USA hanno avuto accesso al Novichok sin dal 1999.
La Russia ha inoltre completato la distruzione del suo arsenale di armi chimiche il 27 settembre 2017. Per l’occasione Ahmet Üzümcü, direttore generale dell’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (OPCW), dichiarò:
“Il completamento della distruzione verificata del programma di armi chimiche della Russia è una pietra miliare nel raggiungimento degli obiettivi della Convenzione per le armi chimiche. Mi congratulo con la Russia e con tutti gli esperti russi coinvolti per la loro professionalità e la loro dedizione”.
Per contro, sia gli Stati Uniti sia la Gran Bretagna dispongono tuttora di un programma di armi chimiche. Quello americano sarà smantellato solo nei prossimi cinque anni.
Alla luce delle dichiarazioni del dottor Davies, potremmo trovarci di fronte a un’altra fiaba di Colin Powell. Quella delle presunte armi chimiche di Saddam. ( sputnik – D. Pozzati )

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Master di Consulenti & Partners in internazionalizzazione con specializzazione finale nel mercato dell’Area Russa

Master di Consulenti & Partners in internazionalizzazione con specializzazione finale nel mercato dell’Area Russa, rivolto a coloro che abbiano concluso un ciclo superiore di studio, ad operatori aziendali già attivi, alle associazioni di categoria per i loro associati, ad organismi di formazione e università per corsi post diploma.

Il network Consulenti & Partners è da oltre 35 anni impegnata nella consulenza alle imprese e in particolare per l’inserimento nei mercati esteri, mentre da 16 anni è presente in Russia ed è in assoluto l’unica organizzazione strutturata e completamente autonoma e operativa nel mercato dell’area russa, con sede e organizzazioni proprie a Mosca.

Competenze altamente specializzate ci rendono l’organizzazione più referenziata e con i più ampi successi ottenuti che offre supporto alle imprese italiane per l’inserimento e il loro sviluppo nel mercato dell’area Russa. Data la vasta esperienza e gli ampi successi acquisiti in questo mercato operando a vari e vasti livelli, nessuno meglio di noi poteva strutturare e mettere a punto un corso intensivo di formazione per operatori nell’internazionalizzazione delle imprese, e con particolare specializzazione nel mercato dell’area russa.

Un efficace strumento di qualificazione e d’inserimento nel mondo del lavoro vista l’importanza che l’internazionalizzazione riveste nel quadro dell’imprenditoria Italiana: nessun azienda può esimersi dal cercare d’introdursi nei mercati esteri e in particolare in quelli in pieno sviluppo e con prospettive a lungo termine.

Il master ha lo scopo di qualificare personale specializzato per operare nelle imprese come specialista nell’internazionalizzazione, e anche ad attivare una propria professione come consulenti esterni per l’internazionalizzazione delle imprese.

Quindi il nostro corso è rivolto ai singoli che abbiano concluso un ciclo superiore di studio ed anche ad operatori aziendali già attivi , alle associazioni di categoria per i loro associati, ad organismi di formazione e università per corsi post universitari.

Il corso/master di specializzazione è strettamente mirato al “saper fare”, alle conoscenze specifiche e pratiche realmente applicabili con assoluto successo nell’ internazionalizzazione dell’impresa italiana.

Il corso da noi proposto ha lo scopo precipuo di formare operatori aziendali che siano realmente in grado di inserire l’azienda nei mercati esteri in genere e con una specializzazione finale per il mercato dell’area russa, acquisendo una preparazione soprattutto pratica tale da essere immediatamente operativi e produttivi per l’azienda stessa.

La nostra organizzazione rilascia un certificato che attesta il percorso e la specializzazione, superati test di verifica in itinere e un esame finale con discussione di una “tesina” conclusiva.

Consulenti & Partenrs, molto conosciuta e apprezzata nell’ambito imprenditoriale italiano e altamente operativa nell’area Russa, si occuperà anche di promuovere e presentare i giovani specializzati presso aziende italiane nelle varie aree regionali.  Per coloro che parlano russo si può prevedere uno stage presso l’organizzazione di Mosca di Consulenti & Partners.

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“E’ inconcepibile che il pericolo per il mondo intero sia la Russia..( Matteo Salvini) “(Assange) La May è una completa idiota…

“E’ inconcepibile che il pericolo per il mondo intero sia la Russia….Lo dice Matteo Salvini –

Mentre Assange aggiunge anche: “Ho dimenticato di dire che La May è una completa idiota”

E intanto le imprese italiane, tedesche, francesi continuano e incrementano il loro business in Russia: l’agenzia di rating Standard & Poor’s ha elevato il rating della Russia – Mosca per fare business è una delle prime sei città del futuro e vi è una crescita esponenziale della fiducia da parte degli imprenditori stranieri. (http://www.russiaaffari.blog/2018/03/01/lagenzia-di-rating-standard-poors-ha-elevato-il-rating-della-russia-mosca-per-fare-business-e-una-delle-prime-sei-citta-del-futuro-investire-in-russia-cresce-la-fiducia-da-par/)

Il leader della Lega Nord e candidato premier di centrodestra Matteo Salvini ha esortato a non credere alle voci e alle fake news del web relative all’avvelenamento dell’ex agente dei servizi segreti russi Sergey Skripal, affermando che “non ci sono governi a cui piace avvelenare le persone nel mondo.” ….nel 2018 non si avvelenano le persone.. “Ma le voci e le fake news le abbiamo viste e lette in tutte le salse. Fino alla scorsa settimana hanno scritto che le elezioni italiane sono state interferite dagli hacker russi. Mi sembra che gli italiani hanno votato, e le tracce di hacker russi non ci sono… non credo che ci siano alcuni governi, a cui piace avvelenare le persone in tutto il mondo. Se ci fossero prove chiare, parleremmo di questo. Non mi esprimo su dubbi e supposizioni, credo che le sanzioni siano una follia culturale, economica e commerciale,” — ha detto in un incontro con i giornalisti stranieri. Salvini ha ribadito che uno dei compiti principali del governo d’Italia, che spera di guidare, sarà stabilire relazioni con la Russia. “E’ inconcepibile che il pericolo per il mondo intero sia la Russia e non il terrorismo islamico. Dal punto di vista politico, culturale, geografico e storico, la Russia è molto più vicina all’Europa nei suoi valori rispetto alla Turchia”.   (tratto da sputnik)

Il quotidiano “La Stampa” riporta la replica di Mosca: «La Russia è innocente e pronta a collaborare» all’inchiesta sul caso di Skripal e della figlia, «se il Regno Unito rispetterà i suoi obblighi internazionali», ha dichiarato in mattinata il ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov, in conferenza stampa. Lavrov ha inoltre sottolineato che Mosca ha «inviato una richiesta ufficiale di accesso a questo composto in modo che i nostri esperti possano testarlo in conformità con la Convenzione sulle armi chimiche». E ha aggiunto: «Finora la richiesta è stata ignorata» dalla parte britannica. «Invece di lanciare ultimatum Londra dovrebbe rispettare i suoi obblighi internazionali», ha aggiunto. Intanto, il ministero degli esteri russo ha convocato l’ambasciatore britannico a Mosca.

Il fondatore di WikiLeaks Julian Assange, rifugiato nell’Ambasciata dell’Ecuador a Londra, ha commentato l’espulsione di 23 diplomatici russi dal Regno Unito a seguito della vicenda dell’avvelenamento dell’ex agente dei servizi segreti russi Sergei Skripal e sua figlia Julia.

“Theresa May è in una posizione difficile. Se Mosca fosse certamente dietro l’avvelenamento di Sergey e Julia Skripal col nervino, è probabile che volesse provocare la reazione del Regno Unito, pertanto la Russia aveva calcolato le sue azioni. Solo un’invettiva permetterà di evitare questa trappola”, — ha scritto il fondatore di WikiLeaks.

“Purtroppo le dichiarazioni della May erano abbastanza prevedibili. Il tentativo fallito di espellere l’ambasciatore russo può essere considerato solo come una debolezza, come una mancanza di certezza nelle colpe del Cremlino o il calcolo del ministero degli Esteri britannico secondo cui l’ambasciatore russo è utile al Regno Unito come mai,” — ha riassunto Assange su Twitter.

“Ho dimenticato di dire che La May è una completa idiota,” — ha aggiunto Assange.

Il ministero degli Esteri russo ritiene le dichiarazioni del primo ministro britannico Theresa May una provocazione grave senza precedenti, che mette a repentaglio le basi del dialogo intergovernativo.(Sputnik)

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ORA CI ASCOLTERETE! Il presidente con il suo intervento inoltre si è rivolto apertamente agli Stati Uniti. Il messaggio di Putin: “ora ci ascolterete”.

ORA CI ASCOLTERETE!

Vladimir Putin durante l’annuale discorso all’Assemblea Federale ha parlato in realtà al popolo russo: presentati nuovi super missili, ma anche politiche di sviluppo per il Paese. Il presidente con il suo intervento inoltre si è rivolto apertamente agli Stati Uniti. Il messaggio di Putin: “ora ci ascolterete”.

Nel suo intervento alle due Camere riunite dell’Assemblea Federale il presidente russo ha illustrato gli sviluppi tecnologici portati avanti dal Paese nel campo della Difesa e degli armamenti: un missile nucleare di gettata sconfinata, un missile supersonico senza eguali al mondo imprendibile come un “meteorite” e un drone sottomarino che si sposta a distanze intercontinentali.

Le nuove armi presentate da Putin sono state interpretate dalla stampa europea come una minaccia nei confronti dell’Occidente, in realtà si tratta di una risposta alle azioni degli Stati Uniti che hanno dislocato i loro sistemi di difesa antimissilistica sul territorio di altri Paesi.

Il quadro presentato a due settimane dalle elezioni presidenziali non ha ovviamente riguardato solamente il settore militare. In materia di politica estera il presidente in carica ha ribadito l’importanza della cooperazione fra Russia, Stati Uniti ed Europa, nonostante le divergenze esistenti.

Fra i temi sollevati le riforme economiche necessarie per il Paese, i risultati ottenuti nelle politiche interne, come il dimezzamento della povertà dal 2000 ad oggi, l’investimento nella ricerca, nella tecnologia e nell’istruzione. Ebbene, come devono essere letti i messaggi lanciati da Vladimir Putin? ( un’intervista di Sputnik a Tiberio Graziani, Chairman di Vision&Global Trends – The Platform for Future Issues and Challenges).

— Si è svolto il tradizionale discorso di Putin all’Assemblea federale. Il presidente oltre ad aver toccato temi di politica interna ha presentato i nuovi sistemi di difesa, anche un missile supersonico che non può essere intercettato dai sistemi antimissile americani. Ha detto “ora ci ascolterete”, è la risposta russa allo scudo antimissile americano. Tiberio Graziani, come interpreta il messaggio lanciato da Putin?

— Il discorso di Putin è molto ampio che tende ad arrivare non soltanto all’orecchio dei parlamentari, ma principalmente all’orecchio del popolo russo. Durante l’intervento sono stati ovviamente toccati i temi della sicurezza dello Stato, della Difesa e della politica estera. Nell’illustrare la Difesa Putin ha parlato delle nuove armi di cui dispone oggi la Federazione Russa.

Il discorso dei nuovi armamenti si collega molto ad altri aspetti illustrati da Putin relativi alla tecnologia e alla Difesa. Queste nuove armi, come ha sottolineato il presidente, sono il frutto dell’ingegneria russa. Questo si ricollega al discorso dell’istruzione, della tecnologia e della formazione della nuova generazione. Come è stato letto dalla maggior parte dei giornali europei, tutto ciò è un monito verso l’Occidente.

 — Quali passaggi interessanti dell’intervento di Putin si potrebbero evidenziare?

— Putin ha parlato di un quadro programmatico della Russia presentando il Paese con il suo soft power, se vogliamo. Il presidente nel campo dell’istruzione ha ribadito la necessità che le università siano attrattive per gli stranieri, questa è un’apertura verso l’esterno. Parlando della sanità e dell’aiuto alle medie imprese Putin tende ad allargare quella che è la classe media, indispensabile per la stabilità di un Paese come la Russia.

 — Putin ha ribadito che la Russia non ha intenzione di aggredire nessuno e che “auspica una collaborazione equa e paritaria sia con gli Stati Uniti sia con l’Unione Europea”. Allo stesso tempo il presidente ha voluto mostrare che Mosca torna ad essere una super potenza militare che non va contenuta come sta facendo oggi la NATO. Che ne pensa?

 Unione Europea,Italia,Elezioni— È evidente dopo circa 18 anni di presenza di Putin in campo gli obiettivi preposti fin dalla prima presidenza sono stati raggiunti. Ricordo che nel 2000 la povertà arrivava attorno ai 40 milioni, dopo 18 anni è stata più che dimezzata.

Per quanto riguarda i rapporti con gli Stati Uniti e con l’Unione Europa il ritorno sulla scena internazionale della Russia è dovuto anche alla preparazione tecnologica nel campo della Difesa e della sicurezza dello Stato. Putin ha ribadito un concetto a lui caro: per sostenere una politica internazionale c’è bisogno anche di una forza militare coerente. Queste sono delle ovvietà per chiunque sia a capo di una potenza mondiale come la Russia.

 Un’altra frase che mi ha colpito di Putin a proposito della Difesa è che una Russia forte da un punto di vista militare diventa una garanzia per la stabilità del sistema mondiale. Vi sono stati altri interessanti concetti espressi da Putin per quanto riguarda la politica estera: ha ribadito che alleati strategici rimangono la Cina e l’India, questo sta a significare che non siamo più in un sistema unipolare ma in un sistema sempre più policentrico.

— Rivolgendosi alle due Camere Putin ha lanciato in realtà un messaggio ai russi, ma anche agli Stati Uniti. Riflettendo più in generale come immagina le relazioni fra Russia e Stati Uniti vista la situazione attuale? La tensione salirà?

— Bisognerà aspettare le elezioni di novembre di Midterm, cioè di metà mandato che ci saranno negli Stati Uniti. Quelle elezioni saranno molto importanti, nel caso venga riconfermato un largo consenso a Trump evidentemente le relazioni potrebbero migliorare. In caso contrario, se il Congresso si schierasse in una opposizione ancora più marcata nei confronti di Trump, è evidente che l’amministrazione statunitense tornerà ad una sorta di posizionamento internazionale in cui l’antagonista sarà ancora la Federazione Russa.

Abbiamo davanti due grandi date: quella del 18 marzo, in cui credo sia scontata la riconferma di Putin, poi ci sarà quella di novembre molto importante per vedere quanto gli americani sostengono o non sostengono Trump.

 

—Secondo lei possono cambiare realmente i rapporti fra Italia e Russia in base a chi vincerà le elezioni del 4 marzo?

— Bisogna innanzitutto vedere quali sono i dati importanti. L’Italia è un Paese nell’ambito della NATO, quindi è evidente che i suoi rapporti con la Russia da un punto di vista geostrategico saranno sempre problematici. Chiunque vada al governo dovrà tenere conto di questo.

Per quanto riguarda questioni di tipo economico e politico chiunque vada al governo dovrà tenere conto della grande opposizione che c’è in Italia verso l’Unione Europea e verso le politiche sanzionatorie europee nei confronti della Russia.

Mi aspetto che chiunque vada al governo troverà una soluzione di accomodamento, quindi la posizione dell’Italia nei confronti di Mosca e delle sanzioni antirusse sarà a mio avviso molto più mitigata di quanto sia stato in passato.

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Discorso del presidente Vladimir Putin all’Assemblea Federale.- Putin: chi voleva limitarci non ci è riuscito – Difesa missilistica: la Russia risponde agli USA -Putin: Difendiamo i nostri interessi, ma rispettiamo quelli degli altri

Discorso del presidente Vladimir Putin all’Assemblea Federale.

24° messaggio di un presidente russo all’Assemblea Federale ed il 14° nella carriera politica di Vladimir Putin.(Estratto da quanto pubblicato su sputnik)

Putin: questo messaggio ha un carattere speciale.

Siamo riusciti a garantire lo sviluppo della Russia. Non dobbiamo pensare che la stabilità che abbiamo raggiunto si trasformi in rilassamento. I prossimi anni saranno decisivi per lo sviluppo del paese. Tutto questo non è legato alle elezioni. Sto parlando dello sviluppo delle tecnologie. Un ritardo in queste sfere è inammissibile.

Putin: Quali devono essere le priorità del nostro corso politico?

Ribadisco che al primo posto ci deve essere il benessere delle persone. Dobbiamo dare alla gente un lavoro dignitoso, che porti guadagno e possibilità di realizzare sè stessi.

Negli anni 2000 in Russia c’erano 42 milioni di poveri. Oggi questa cifra è scesa a 20 milioni. Ma sono ancora troppi.

Nei prossimi 10 anni dobbiamo diminuire la disoccupazione. E nei prossimi 6 anni diminuire di due volte la soglia di povertà. Di queste cose parliamo spesso e da molto, ma bisogna fare.

Putin: le grandi città devono essere il modello per lo sviluppo di tutta la Russia

Abbiamo imparato a migliorare le nostre città: Sochi, Kazan, Vladivostok ne sono un esempio. Dobbiamo continuare in questa direzione per regalare alle persone un ambiente moderno dove vivere, lavorare, esprimere il loro potenziale. Tutto questo garantisce l’espansione della classe media in Russia.

Russia leader tra Europa e Asia

Putin sottolinea l’importanza delle grandi opere che saranno varate nel prossimo biennio in Russia: ponte con la Crimea, modernizzazione della ferrovia Transiberiana e dei corridoi autostradali insieme a Kazakistan e Cina, sviluppo dell’Artico e dei porti del mar Nero, del mar Caspio, sull’Oceano Pacifico.

Da Vladivostok ai confini occidentali della Russia con l’Europa le merci arriveranno in meno di 8 giorni. Questo è un reale impulso allo sviluppo economico del territorio e garantirà un ritorno più veloce dagli investimenti, – ha sottolineato il presidente russo.

Putin: coinvolgere le persone, conservare i nostri valori

Vladimir Putin ha ribadito che il 2018 in Russia è l’anno dei volontari, sottolineando l’importanza del loro operato:

“Il coinvolgimento delle persone negli affari del paese ci rende un popolo unitò. Conservare la nostra identità è prioritario, soprattutto in quest’epoca di veloci cambiamenti tecnologici”.

Putin: massimo appoggio alla ricerca

Negli ultimi anni la Russia ha aumentato il suo potenziale nella sfera scientifica. Oggi dobbiamo salire ancora di livello. Ci servono delle piattaforme digitali autonome, – ha detto Putin, che ha annunciato la creazione di due acceleratori gravitazionali in Russia.

Putin: semplificare la procedura di acquisizione della cittadinanza russa

Dobbiamo rendere le nostre università appetibili agli stranieri e favorire la permanenza dei diplomati più meritevoli. La priorità va a coloro che possono essere utili al nostro paese: giovani, in salute, istruiti.

Putin: raccolto record, complimenti!

Il presidente Putin ha fatto i complimenti ai lavoratori del settore primario:

“Quest’anno il raccolto ha avuto un risultato senza precedenti: 134 milioni di tonnellate. Ancora di più del record dell’Unione Sovietica, raggiunto nel 1970 con 127,4 milioni di tonnellate.

Difesa missilistica: la Russia risponde agli USA

La Russia creerà una nuova arma in risposta alle azioni degli USA che hanno dislocato il loro sistema di difesa antimissilistica sul territorio di altri paesi, – ha sottolineato Putin – Nel 2002 gli USA sono usciti unilateralmente dall’accordo sulla divisa missilistica. Noi abbiamo provato in tutti modi a mantenere il negoziato, ma tutte le nostre proposte sono state rifiutate.  

Washington ha dichiarato che il sistema di difesa antimissilistica non era orientato contro Mosca. Noi abbiamo risposto dicendo che saremmo stati obbligati ad aumentare il nostro potenziale difensivo. Le Autorità americane ci hanno detto “fate quello che volete”.

Intanto dietro a Putin scorrono le immagini del missile Sarmat – Putin ha ricordato i missili russi che in occidente vengono soprannominati “Satana”. Si tratta dei Sarmat, sviluppati sulla base dei missili “Voevoda” sovietici.

“Nei media occidentali sono stati ribattezzati Satana-2”.

Un video presenta un nuovo tipo di missile aria-superficie – Il presidente Putin con l’ausilio di un video ha presentato il nuovo missile aria-superficie a propulsione nucleare “Kinzhal”.

Putin presenta la nuova arma “meteorite”- Questa arma può essere manovrata negli strati compatti dell’atmosfera, sarà imprendibile, la velocità sarà supersonica: “Sarà come un meteorite” – ha detto Putin.

“Come vedete  queste al mondo non c’è nessuno che abbia qualcosa di simile. Certo, prima o poi spunterà, ma nel frattempo i nostri ragazzi avranno già creato qualcos’altro” – ha rimarcato Putin.

Putin ha ringraziato gli “eroi del nostro tempo” caduti in Siria: – Rivolgo un pensiero alle migliaia di persone che lavorano per il bene della sicurezza della Russia ed alla creazione di queste nuove armi.

Ripeto, queste armi ora le abbiamo solo noi e prima poi le avrà anche qualche altro, ma nessuno di loro avrà mai degli uomini come il vice-comandante Roman Filipov. (Caduto in Siria lo scorso 3 febbraio)

Putin: chi voleva limitarci non ci è riuscito

“L’Occidente deve riconoscerlo. Le informazioni che abbiamo presentato ora sulle armi, che non hanno equali al mondo, non sono un bluff” – ha sottolineato Putin.

“Smettetela di agitare la barca che si chiama pianeta Terra” – ha aggiunto Putin, che poi ha concluso:

Qualunque utilizzo di armi nucleari contro la Russia o un suo alleato verrà interpretato come un attacco contro la Russia ed avrà risposta immediata e con tutte le conseguenze del caso. Nessuno deve avere dubbi su questo.

Putin: Difendiamo i nostri interessi, ma rispettiamo quelli degli altri

“Noi siamo interessati alla cooperazione con gli USA e l’ Europa, anche se le nostre posizioni non coincidono” ha sottolineato Putin.

Putin: credo nel nostro successo

Negli ultimi anni abbiamo compiuto tali e tanti cambiamenti, per cui ad altri ci sarebbero voluti dei secoli, ha detto Putin. – “Bisogna essere coraggiosi. Prendersi delle responsabilità. Diventare più forti” – ha aggiunto Putin.

 

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L’agenzia di rating Standard & Poor’s ha elevato il rating della Russia – Mosca per fare business è una delle prime sei città del futuro – Investire in Russia, cresce la fiducia da parte degli imprenditori stranieri.

L’agenzia di rating Standard & Poor’s ha elevato il rating della Russia fino a quello d’investimento (BBB-), accompagnandolo con una previsione stabile.

L’altra agenzia internazionale Fitch ha confermato il livello del rating russo pari a BBB-.

La terza grande agenzia Moody’s ha migliorato solamente la sua previsione relativa al rating sovrano della FR e ha confermato il livello Ba1, ovvero quello “non d’investimento”.

I giornali hanno messo in rilievo che “l’avanzamento del rating russo aumenterà di $500 mln gli investimenti di portafoglio realizzati dagli imprenditori stranieri in Russia”.
Hanno rivelato inoltre che le 3 principali agenzie di rating hanno preso in considerazione i buoni indici macroeconomici della Russia, la correzione della sua politica fiscale e il corso flessibile del cambio valutario del rublo.

Anche il Ministro dello Sviluppo Economico Maxim Oreshkin ha messo in rilievo questi fattori e ha sottolineato che “il mercato già nel 2017 ha valutato la qualità degli attivi finanziari russi più altamente delle agenzie di rating”. I giornali di oggi hanno evidenziato che il miglioramento del rating sovrano della FR ha aumentato la domanda degli attivi in rubli e ha favorito un rafforzamento della divisa russa –

Stando ai risultati del mese di gennaio, la Russia è entrata nella TOP-5 dei Paesi con le maggiori riserve auree. Le sue riserve sono state stimate in 1.857 ton, ovvero 14 ton in più rispetto alla Cina. I primi quattro posti della classifica sono detenuti dagli USA (8.133 ton), dalla Germania (3.374 ton), dall’Italia (2.452 ton) e dalla Francia (2.436 ton) – (RG, pag.6, ed Expert № 9, pag.4, del 2

Mosca? Per fare business è una delle prime sei città del futuro
Nella speciale classifica biennale di fDi Intelligence la capitale russa è molto ben posizionata
Nella classifica delle “città del futuro” stilata da fDi Intelligence per il 2018/19, Mosca occupa la sesta posizione in Europa. Al primo posto c’è Londra, seguita da Dublino, Parigi, Amsterdam e Monaco. Nessuna città italiana rientra nelle prime 25 posizioni, così come nessuna regione d’Italia nella relativa classifica generale (per la Russia c’è invece il 13º posto del Circondario federale centrale, che riunisce 18 regioni attorno a Mosca).

Il rating biennale di fDi tiene conto delle infrastrutture, degli incentivi e delle capacità delle città e delle regioni di attrarre investimenti futuri. Il rating aiuta gli investitori pubblici e privati, gli uomini d’affari e gli operatori di borsa.

Nella speciale classifica delle città dell’Europa dell’Est Mosca domina, seguita da Varsavia, Bucarest, Praga, Bratislava e Budapest. Mosca è anche quinta nella top ten europea delle città più business-friendly (la capitale russa ha davanti a sé Londra, Dublino, Varsavia e Bucarest), basata su open source e database propri di fDi. Questa classifica rende in considerazione vari criteri come il prodotto interno lordo delle città, la durata media della vita dei cittadini, la percentuale di cittadini con istruzione superiore, le infrastrutture di trasporto e la quantità di spazi per gli uffici in affitto. In totale, sono state valutate 301 città. (https://it.rbth.com/economia/80177-mosca-per-fare-business )

Investire in Russia, cresce la fiducia da parte degli imprenditori stranieri.

Secondo un recente sondaggio sta migliorando la percezione del clima economico nel Paese. Positivi i feedback forniti dagli uomini d’affari, tornati ai livelli pre-crisi
Sempre più uomini d’affari stranieri vedono in Russia interessanti opportunità di investimento. Secondo un recente sondaggio realizzato dall’Unione russa degli industriali e degli imprenditori (RSPP) e da FleishmanHillard Vanguard (Orta Communications Group), il 33% degli investitori stranieri valuta positivamente il clima imprenditoriale del Paese (+10% rispetto al 2016).

Si è quasi dimezzato infatti il numero di coloro che criticano lo stato attuale degli affari in Russia e danno feedback negativi: dal 53% del 2016 si è passati al 22% attuali.

“La valutazione del clima economico del Paese da parte degli investitori stranieri ha raggiunto gli stessi livelli registrati nel 2013, ovvero prima della crisi”, dice Elena Fadeeva, direttrice generale di FleishmanHillard Vanguard e presidente del Gruppo Orta Communications. (https://it.rbth.com/econom…/80059-investire-in-russia-cresce )

Stando ai risultati del mese di gennaio, la Russia è entrata nella TOP-5 dei Paesi con le maggiori riserve auree. Le sue riserve sono state stimate in 1.857 ton, ovvero 14 ton in più rispetto alla Cina. I primi quattro posti della classifica sono detenuti dagli USA (8.133 ton), dalla Germania (3.374 ton), dall’Italia (2.452 ton) e dalla Francia (2.436 ton) – (RG, pag.6, ed Expert № 9)

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Eurodeputato francese: la Crimea è storicamente russa

Il deputato del Parlamento Europeo Aymeric Chauprade ha detto che la Crimea storicamente è russa e ha paragonato la situazione alla Germania divisa.

In precedenza, il potenziale di investimento della Crimea e le opportunità economiche del forum economico internazionale di Yalta sono state presentate in Parlamento, poi nella capitale austriaca, a Vienna. Delegazioni di Austria e Germania hanno ricevuto lo status di ospiti d’onore del forum che si terrà il 19-21 aprile. Il politico francese, politologo ed esperto di geopolitica ha partecipato alla presentazione a Vienna.

Come ha ricordato lui stesso, l’eurodeputato si trovava in Crimea, nel giorno dello storico referendum del 2014, in cui è stata presa la decisione della riunificazione con la Russia.

“Io sono uno storico, mi occupo di ricerca nel campo della geopolitica, studio storia da tempo, sono convinto che la Crimea sia russa. Se i cittadini della Germania, separati dopo la Seconda guerra mondiale, hanno avuto la possibilità di riunirsi nel 1990, perché negare il diritto di unione della popolazione della Russia e della Crimea?” ha detto Chauprade.

Ha definito “tragici errori” l’espansione della NATO e il desiderio di attirare l’Ucraina nel blocco militare. “Ho sempre dichiarato, e questo è coerente con la storica posizione della Francia, che la Russia va rispettata, vanno presi in considerazione i suoi interessi. L’Ucraina doveva unire la Russia con l’Europa, e non essere un problema che ci divide” ha detto il deputato. A suo parere, le sanzioni contro la Russia sono ingiuste e minacciano la pace e la tranquillità in Europa.  ( Tratto da Sputnik del 26 02 2018)

Ma andiamo oltre con altre considerazioni: Dal 2014 la Crimea è tornata legittimamente e per sovranità popolare  (97,32% a favore) alla madrepatria Russa. 

E storicamente: La Crimea il 19 febbraio 1954 venne donata dal leader sovietico Nikita Chruščёv, di origine etnica ucraina, alla RSS Ucraina in segno di riconoscimento per commemorare il 300º anniversario del trattato di Perejaslav tra i cosacchi ucraini e la Russia. La decisione del leader sovietico Nikita Chruščёv del 1954 è stata permanentemente osteggiata da gran parte della popolazione di origine russa ed è stata in passato causa di tensioni tra Russia e Ucraina.

Con la sconfitta elettorale delle forze politiche nazionaliste più radicali in Ucraina, la tensione si è poi lentamente allentata.

Dopo il collasso dell’Unione Sovietica del dicembre 1991, la Crimea proclamò l’autogoverno il 5 maggio 1992, ma in seguito accettò di rimanere all’interno dell’Ucraina come repubblica autonoma.

L’importante città di Sebastopoli, base navale storica della flotta del Mar Nero, si trova all’interno della repubblica, ma ha goduto di uno statuto di municipalità speciale in Ucraina.

Referendum della Crimea nel 2014 è stato un referendum sull’autodeterminazione della penisola che comprende la Repubblica autonoma di Crimea e la città di Sebastopoli,  che si tenne il 16 marzo 2014.

Il referendum fu preceduto il 4 marzo 2014 dalla richiesta del parlamento della Crimea, approvata con 78 voti su 81, che la repubblica – se fosse divenuta indipendente – potesse entrare a far parte della Federazione russa.

Inoltre, l’11 marzo 2014 la repubblica dichiarò unilateralmente l’indipendenza dall’Ucraina.

Al referendum furono ammessi a votare tutti i maggiorenni in possesso della cittadinanza ucraina residenti in Crimea e i cittadini russi ivi presenti e in possesso del permesso di soggiorno nella penisola.

Al referendum furono presenti 70 osservatori internazionali da 23 paesi; di questi, 54 erano provenienti da paesi dell’Unione Europea e includevano membri del parlamento europeo e dei parlamenti nazionali dei singoli paesi.

Il quesito referendario:

Sei a favore del ricongiungimento della Crimea con la Russia come soggetto federale della Federazione Russa?

Sei a favore del ripristino della Costituzione del 1992 e dello status della Crimea come parte dell’Ucraina?

L’affluenza fu di 1 548 197 votanti su 1 839 466 aventi diritto, pari all’84,2%. Il quorum di validità del referendum, fissato al 50%, fu dunque superato.

Risultato: 97,32% a favore del ricongiungimento con la Russia

Il trattato prevede:

L’unione della Repubblica di Crimea nella Federazione Russa in accordo con la costituzione della Federazione Russa.

La Repubblica di Crimea è integrata nella Federazione Russa come repubblica federata, mentre Sebastopoli è integrata nella Federazione come città federale.

La Federazione Russa protegge tutte le popolazioni della Repubblica di Crimea e della città di Sebastopoli e garantisce l’uso della loro lingua madre.

Il russo, l’ucraino ed il tataro di Crimea sono le lingue ufficiali della Repubblica di Crimea.

Vengono mantenuti i confini della Repubblica di Crimea e della città autonoma di Sebastopoli.

Il confine tra la Repubblica di Crimea e l’Ucraina diventa confine internazionale tra Russia e Ucraina.

I confini marittimi nel mar Nero e nel mar d’Azov sono basati sui trattati internazionali stipulati dalla Federazione Russa.

I cittadini ucraini e apolidi residenti nella Repubblica di Crimea e nella città autonoma di Sebastopoli il giorno di annessione come entità della Federazione ottengono la cittadinanza russa.

I cittadini russi in servizio di leva nella Repubblica di Crimea e nella città autonoma di Sebastopoli rimarranno in servizio fino al 2016.

Le elezioni nella Repubblica di Crimea e nella città autonoma di Sebastopoli si svolgeranno la seconda domenica di settembre 2015, fino a quel momento le attuali autorità di governo si occuperanno delle funzioni amministrative.

Le leggi della Federazione Russa sono in vigore dal giorno della firma del trattato in Repubblica di Crimea e nella città autonoma di Sebastopoli.

Le leggi della Repubblica di Crimea e della città autonoma di Sebastopoli in contraddizione con le leggi russe sono abolite.

I consigli regionali  delle regioni italiane più importanti e produttive hanno riconosciuto la Crimea come Russa, così come altri autorevoli politici italiani e non, come il  il deputato del Bundestag  Marcus Froinmeier che ha dichiarato: “ … Perché l’Occidente non ha ritenuto la secessione del Kosovo una violazione della sovranità territoriale della Serbia?. … La Crimea fa parte della Russia, questo non cambierà.”

E per il Presidente Putin la questione Crimea è definitivamente chiusa.

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QUANDO NON SI CAPISCE DA CHE PARTE GUARDARE LA FACCIA…………………Il leader del Partito Democratico Matteo Renzi

QUANDO NON SI CAPISCE DA CHE PARTE GUARDARE LA FACCIA…………………Il leader del Partito Democratico Matteo Renzi ha incontrato i giornalisti dell’Associazione della Stampa Estera per chiarire alcuni punti del programma elettorale del PD e alla domanda :

Durante questa campagna elettorale i partiti del centrodestra e il Movimento 5 Stelle hanno parlato molto della necessità di abolire le sanzioni antirusse. E il PD cosa ne pensa? Ha risposto che la Russia è la nostra vicina

“Penso che nel dibattito rispetto della Russia ci sia una demagogia che trovo in tutte le discussioni. Io credo che l’Italia starà sempre nella comunità atlantica e sempre nell’ambito delle posizioni europee.
Italia non si staccherà mai dagli altri partner dell’Ue. In Italia ero contestato per essere meno filorusso rispetto a Salvini e le 5 Stelle e in Europa ero contestato per essere più filorusso.
Io ritengo che la casa d’Italia sia l’Europa e l’amicizia con gli Stati Uniti non sia mai in discussione.
Allo stesso tempo la Russia sia il principale vicino di casa dell’Europa con una straordinaria tradizione culturale. Ricordiamo Dostoevskij che scrive a Firenze delle pagine meravigliose dell’Idiota e che scrive anche le pagine sull’Europa.
E quindi di conseguenza il nostro sforzo è quello di creare i ponti e non creare i muri.

In questo spirito nel giugno 2016 mi sono recato al Forum Economico di Saint Pietroburgo come l’ospite d’onore e in presenza del Presidente Putin ho espresso tutti questi concetti sulla relazione tra l’Europa e la Russia” — lo ha detto Renzi, sottolineando la sua intenzione sarebbe quella di tenere aperto il canale del dialogo con la Russia.

….(ndr) e noi a conferma e supporto di quanto sopra e dell’interesse di Renzi a tenere aperto il canale del dialogo mostriamo una eloquente foto:

Dagli atteggiamenti si denota un intenso interesse per le relazioni con la Russia e una grande attenzione per i temi trattati e non meno importante il rispetto che qui dimostra per la Russia e il suo Presidente.

Grazie Matteo Renzi ex presidente del consiglio italiano e leader del PD: CI HA SPUTTANATO ABBASTANZA.
Noi speriamo di non rivederla mai più in Russia, nemmeno come turista, e le chiediamo di frenare la sua palese ipocrisia e le dichiarazioni di comodo, alla Russia non servono queste dichiarazioni di falsa amicizia ma soprattutto non servono a noi Italiani e alla maggioranza delle imprese italiane che con la Russia e in Russia hanno certamente legami d’interesse ma anche veri legami di amicizia vera.

E per dirla in breve lei, sig. Matteo Renzi, è un emerito imbecille, ovviamente nel senso etimologico del termine che, per sua informazione, dal latino imbecillis, significava debole, fiacco, malfermo, chi è senza bastone (avendone invece bisogno) appare fragile, impotente, senza forze. ….Così è l’intelligenza, il buon senso o il giudizio dell’imbecille: non sta sulle sue gambe è impotente. (E il tutto senza dover scomodare Dostoevskij tirato in ballo al fine di mitigare la sua ipocrisia e quant’altro)

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Tanto per farsi un’idea tra sanzioni contro la Russia e gli affari ad ogni costo per salvaguardare le proprie economie…

Tanto per farsi un’idea tra sanzioni contro la Russia e gli affari ad ogni costo per salvaguardare le proprie economie…il tutto condito con la solita ipocrisia politica di basso profilo della UE, ma gli imprenditori non si lasciano abbindolare facilmente.

 …Il tema principale… era la situazione ucraina e quanto l’Amministrazione americana aveva fatto per favorire il colpo di stato contro il Governo in carica. Dal conflitto interno derivarono, come sappiamo, le sanzioni (e le contro-sanzioni) con la Russia che vedono tuttora parteciparvi tutti gli Stati europei, Germania compresa.

In realtà Berlino, nonostante sia stata parte in causa nelle manifestazioni che rovesciarono il precedente regime di Kiev, sta giocando sin dall’inizio una partita su due tavoli: con una mano spinge per il proseguimento delle sanzioni, mentre con l’altra continua a investire in Russia attraverso le consociate delle sue aziende residenti in quel Paese.

Come non bastasse, ha sottoscritto l’accordo che prevede il raddoppio del gasdotto North Stream II, infrastruttura che consentirà di dirottare sul nord del continente la maggior parte del gas che attualmente transita attraverso l’Ucraina. Proprio questa soluzione è la più evidente contraddizione con l’intento dichiarato di “proteggere” l’Ucraina nella sua marcia di avvicinamento all’Europa e, contemporaneamente, obbligare la Russia a venire a patti con Kiev.  ( tratto da opinione di M. Sommossa su sputnik)

Ma anche per la Francia il business è business: Le sanzioni non hanno costretto le aziende francesi ad abbandonare la Russia. Lo ha dichiarato il direttore della Camera di Commercio franco-russa Pavel Shinskiy.

“Il risultato più importante per il business francese, per quanto posso giudicare, è che nessuna società ha lasciato il territorio della Federazione Russa fin dall’inizio della crisi, e le sanzioni non hanno costretto nessuna azienda a farlo”, ha detto ai giornalisti Shinskiy dopo l’incontro fra il governatore della Regione di Mosca Andrey Vorobyov e l’ambasciatore francese Silvie Berman.

Shinskiy ha osservato che, nonostante le sanzioni esistenti, nuove aziende francesi sono interessate al mercato russo.

Le relazioni tra la Federazione Russa e i paesi occidentali sono peggiorate a causa della situazione in Ucraina e in Crimea. L’Occidente ha accusato la Russia di essere responsabile della destabilizzazione della situazione ed ha introdotto le sanzioni contro le persone fisiche e giuridiche russe. Mosca come contromisura ha introdotto l’embargo sui prodotti alimentari provenienti da quei paesi che hanno adottato le sanzioni. Di recente, nei paesi dell’UE sta crescendo l’opinione che sia necessario revocare le sanzioni contro la Russia.

E l’Italia, dopo una fase di sofferenza profonda, pur aderendo alle sanzioni contro la Russia ha visto una crescita dei fatturati tra Italia e Russia, come dichiara il ministro degli Esteri russo Serghej Lavrov, che  ha sottolineato la ripresa della crescita del fatturato del commercio tra la Russia e l’Italia nel 2017, e ha esortato a lavorare per consolidare il trend positivo.  “E’ incoraggiante che dopo un prolungato periodo di recessione nel commercio e fatturato economico dell’anno scorso c’è stata una crescita. Per i primi 11 mesi è aumentato di quasi il 20%, pari a 21,5 miliardi di dollari” ha detto Lavrov in una conferenza stampa dopo i colloqui con il collega italiano, Angelino Alfano.

“Continueremo a lavorare sul consolidamento di questo trend positivo, cerchiamo di mantenere il lavoro russo-italiano del consiglio per la cooperazione economica, industriale e monetario-finanziaria, di promuovere l’approfondimento della cooperazione industriale, la localizzazione della produzione delle imprese italiane nel nostro paese, il tasso di attivazione di scambi di investimento” ha aggiunto il ministro russo.

Non solo ma “ di necessità virtù” gli imprenditori italiani ai quali delle sanzioni contro la Russia non importa una cosiddetta “mazza” e delle quali ne hanno piene le tasche, visto che proprio delle loro tasche si tratta e visto che con la “politica”-  nonostante il perpetuarsi del teatrino di strette di mano – non si fa impresa ma solo “poveri discorsi”, si sono mossi per andare in Crimea a produrre vino con uve locali- alla facciaccia dell’Ucraina, degli USA e della UE.

Così come altri piccoli imprenditori italiani producono mozzarelle in Russia, molti altri ancora cercano di fare un qualche business costituendo partnership, joint venture, sottoscrivendo accordi, contratti di forniture e aprendo società giuridiche russe, senza considerare che in Russia ci sono già 100 imprese italiane che producono con 75 mila addetti, e ci sono altre 300 imprese italiane con presenza fissa e altre 400 quelle che fanno attività commerciale con ufficio e personale italiano.

E nel frattempo l’Italia supera la Francia e sale al quinto posto come fornitore della Russia.

E poi………………vediamo che fra gli obiettivi del programma dei 5 stelle l’Italia dovrebbe occupare un ruolo centrale nel Mediterraneo e dire “no” alle sanzioni alla Russia. Quindi per il Movimento 5 stelle basta sanzioni la Russia è partner strategico.

Per Berlusconi e Salvini è pacifico che le sanzioni contro la Russia siano la prima cosa da rimuovere perché la Russia è un partner strategico…….vedremo dopo il 4 marzo!!!!!

Ma il bello è che coloro che più hanno sostenuto le sanzioni contro la Russia risultano essere i maggiori “affaristi con la Russia”, tra i maggiori fornitori ci sono: al secondo posto la Germania e al terzo posto gli USA, seguono al quinto e sesto posto Italia e Francia, con al settimo posto il Giappone.

E di fatto i titoli di stato russi vengono acquistati dagli stranieri come il pane appena sfornato: gli investitori non temono nemmeno le misure di ritorsione americane.

I non residenti hanno ripreso ad investire nei titoli di stato russi dopo la pausa estiva scorsa, ha riferito la Banca di Russia (Banca Centrale Russa, ndr).  Mentre sale a 106 miliardi di dollari il debito USA nei confronti della Russia visto che lo scorso novembre la Russia ha aumentato gli investimenti nei buoni del Tesoro americano di 700 milioni di dollari, portando così i suoi crediti con gli Stati Uniti a 105,7 miliardi $. Come emerge nei documenti pubblicati dal Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti.

Allora di quali sanzioni stiamo parlando? Tutte le manovre messe in atto per affondare l’economia russa sono miseramente  e platealmente fallite……“O il Presidente Putin ha la bacchetta magica o è il più grande statista dal dopo guerra ad oggi”

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ITALIA QUINTO FORNITORE DELLA RUSSIA HA SUPERATO LA FRANCIA

ITALIA QUINTO FORNITORE DELLA RUSSIA HA SUPERATO LA FRANCIA.

TOP10 PAESI FORNITORI DELLA RUSSIA – ANNO 2017 (dati Agenzia delle Dogane russa)

  1. CINA
  2. GERMANIA
  3. STATI UNITI
  4. BIELORUSSIA
  5. ITALIA
  6. FRANCIA
  7. GIAPPONE
  8. COREA DEL SUD
  9. KAZAKHSTAN
  10. POLONIA

“Dopo l’introduzione delle sanzioni nel 2014, il business italiano è riuscito ad adattarsi alle mutate condizioni. Il programma “Made in Italy” è stato sostituito dal “Made With Italy”, dove con l’impiego di tecnologie italiane e materie prime russe vengono prodotte delle merci richieste sul mercato russo, in primo luogo nel settore alimentare.” Ha affermato il presidente della camera di commercio Italo Russa.

Sullo sfondo delle peggiorate relazioni politiche con l’Europa, in ambito economico prevale il pragmatismo e la cooperazione italo-russa avviene su due livelli:

PICCOLE E MEDIE IMPRESE

Il modello economico italiano è complementare a quello russo. La Russia è ricca di materie prime, le PMI italiane possiedono la cultura del rischio imprenditoriale ed il know-how necessario per trasformarle in prodotti finiti di qualità.

COOPERAZIONE REGIONALE

Mentre le sanzioni paralizzano il dialogo politico ad alto livello si intensifica invece la cooperazione politica ed economica a livello regionale. In Russia ci sono 120 tra parchi industriali e zone speciali che offrono condizioni vantaggiose agli investitori stranieri e non solo a Mosca e San Pietroburgo.

Il ministro Calenda ha dichiarato che “ci contraddistinguono due cose. In primo luogo siamo arrivati su questo mercato molti anni fa, già ai tempi dell’Unione Sovietica e questa è una nostra particolarità: siamo riusciti a costruire un rapporto solido e duraturo. In secondo luogo abbiamo una presenza commerciale capillare: tutte le più grandi imprese italiane collaborano con la Russia. Italia e Russia lavorano insieme a 340 progetti congiunti”

E come ha scritto Fernando Mezzetti sul mensile Economy)

La Russia, pur sotto sanzioni euroatlantiche per l’Ucraina, si rivela efficace stimolo per la creatività italiana: in questo caso applicata non alla produzione ma soprattutto al marketing in un ambiente appesantito da difficoltà estranee all’economia.

Dopo due anni disastrosi per le nostre esportazioni verso la Russia, il 2017 si chiude con un bilancio incoraggiante per noi: ci si avvicina infatti al recupero totale delle posizioni precedenti le misure punitive adottate dall’Unione Europea nella primavera 2014 contro Mosca. All’embargo decretato dall’Europa ha corrisposto un contro embargo stabilito da Mosca per alcuni settori, in primis l’agroalimentare: gli scambi commerciali tra Russia e Europa ne sono stati sconvolti, con effetti diversi nei vari paesi dell’Unione .

Ma almeno per quanto ci riguarda, dopo il primo choc, i nostri operatori dalle piccole e medie imprese alle grandi hanno saputo affrontare le nuove situazioni, riuscendo a limitare gli effetti negativi delle tensioni politiche.

Sì, a Mosca c’è ancora posto per fare impresa, per opera re, per produrre e per imporsi sul mercato.

Gli italiani, presso i consumatori, sono favoriti soprattutto da un fattore: l’enorme simpatia, per alcuni aspetti perfino amore, dei russi verso l’Italia, mai venuto meno anche nei momenti più aspri della guerra fredda.

La prova più evidente è nel traffico aereo: Aeroflot ha 3 voli al giorno Mosca-Mi¬ lano e 3 Mosca-Roma. Altre compagnie low cost volano su altri scali italiani , per un to¬ tale di una decina di voli al giorno tra Ita¬ li a e Russia.

Ma la prova più evidente è data da un nutrito aumento di aziende italiane che partecipano alle varie fiere in Russia nei più disparati settori oltre ad un notevole aumento di piccole e medio-piccole aziende italiane che si stanno interessando vivamente al mercato russo, tramite contatti diretti con l’organizzazione di Consulenti & Partners che dal 2000, con la sua sede di Mosca, aiuta gli imprenditori italiani ad inserirsi nel mercato dell’Area Russa.

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Gli affari con la Russia “vanno a gonfie vele” nonostante le sanzioni antirusse alle quali Parigi e Belgrado si “oppongono”.

Il presidente ceco Milos Zeman ha dichiarato che durante la sua visita in Russia firmerà 13 accordi per un importo totale di 20 miliardi di dollari.

“Per quanto riguarda gli accordi, 10 saranno firmati a Mosca e 3 a Ekaterinburg. L’importo totale di tali accordi ammonta a 20 miliardi di dollari americani”, ha detto Zeman a margine delle trattative con il presidente russo Vladimir Putin.

Dopo l’introduzione delle sanzioni UE contro Mosca, le posizioni delle imprese della Repubblica Ceca nel mercato russo sono state prese dalle società di Cina ed altri Paesi; la visita in Russia dal 20 al 24 novembre del presidente Milos Zeman con una delegazione di 130 imprenditori dovrebbe facilitare il recupero dei contatti tradizionali.

Lo ha dichiarato a RIA Novosti Jaroslav Hanak, capo della delegazione economica e presidente dell’associazione imprenditori dell’industria manifatturiera e dei trasporti della Repubblica Ceca.

“Sono stato di recente in un importante fiera meccanica ad Ekaterinburg. Lì ho capito quanto pesantemente abbiano influenzato le sanzioni antirusse occidentali sull’attività delle imprese ceche. La maggior parte della fiera era dedicata alla cooperazione russo-cinese. Tra gli oggetti esposti c’erano tram e locomotive che, confesso, somigliavano molto alla nostra produzione”, ha detto Hanak.

“D’altra parte, sono completamente d’accordo con il nostro presidente Milos Zeman, che ha ripetutamente affermato che qualsiasi tipo di sanzione o embargo non porta al raggiungimento dell’obiettivo prefissato e sicuramente non contribuisce allo sviluppo del commercio”, ha sottolineato Hanak.

Investitori stranieri ignorano rischi geopolitici e comprano i titoli di stato russi

I titoli di stato russi vengono acquistati dagli stranieri come il pane appena sfornato: gli investitori non temono nemmeno le misure di ritorsione americane per condurre transazioni banche di uno “Stato sotto sanzioni”.

A settembre, i non residenti hanno ripreso ad investire nei titoli di stato russi dopo la pausa estiva, ha riferito oggi la Banca di Russia (Banca Centrale Russa, ndr).

A settembre gli investimenti ammontavano a 149 miliardi di rubli (circa 2 miliardi di euro), il 10% in più rispetto ad agosto e quasi 6 volte superiori rispetto al mese di luglio.

Nel corso del trimestre gli stranieri hanno investito 312 miliardi di rubli (poco oltre 4 miliardi di euro) nei titoli di stato del ministero delle Finanze, ovvero il 75% della somma totale che il governo ha collocato nel mercato (423 miliardi di rubli).

Il 1° novembre gli investitori stranieri detenevano 2,2 trilioni di rubli del debito pubblico russo (oltre 25 miliardi di euro).

Parigi e Belgrado si oppongono a sanzioni antirusse

Il rappresentante speciale del governo della Francia per la Russia, Jean-Pierre Chevènement e il Ministro degli esteri della Serbia Ivica Dačić hanno dichiarato come negli ultimi tempi Parigi e Belgrado si oppongano alle sanzioni contro la Russia.

Chevènement commentando le nuove sanzioni antirusse del settore energetico e militare, ha dichiarato che la Francia le ritiene illegali. A detta del diplomatico, queste limitazioni mettono in dubbio la politica energetica UE, e danneggiano le relazioni internazionali.

Chevènement ha sottolineato che la Francia attende dei chiarimenti da parte degli USA per quanto riguarda i risultati che Washington vuole ottenere con le sanzioni. Ha inoltre ricordato che le sanzioni non influenzano solo la sfera delle relazioni tra Parigi e Mosca.

Inoltre alle sanzioni si oppone anche il Ministro degli esteri della Serbia, Ivica Dačić. Ha osservato che Belgrado “desidera al più presto l’annullamento delle sanzioni contro la Russia”. Il diplomatico ha sottolineato ce la Serbia vuole mantenere con la Russia delle “relazioni amichevoli e di collaborazione” nella politica, nell’economia, nella scienza, nella cultura, nell’istruzione e anche in ambito della difesa e della sicurezza.

Ivica Dačić ha assicurato che la “Serbia perseguirà con determinazione la propria politica”, dunque non sosterrà le sanzioni. Ha dichiarato che Belgrado già oggi affronta le conseguenze di tali decisioni. “La Serbia vuole entrare nell’UE, ma non andremo mai contro i nostri interessi nazionali e non imporremo mai le sanzioni contro la Russia” ha concluso.

In precedenza, il vice ministro delle finanze degli Stati Uniti, Sigal Mandelker ha dichiarato che l’agenzia sta lavorando per inasprire le sanzioni contro la Russia. Il 31 ottobre il Ministero delle finanze USA ha specificato la formulazione delle sanzioni imposte all’industria petrolifera della Federazione Russa, tra cui anche delle nuove misure adottate dal Congresso nel mese di luglio. Così, i funzionari hanno imposto un divieto alle società statunitensi di avviare nuovi progetti petroliferi in qualsiasi paese, se in essi prendono parte società russe sotto sanzioni.  ( estratti da Sputnik)

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L’1% della popolazione mondiale controlla il 50,1% della ricchezza globale e il 10% degli abitanti più ricchi dispone dell’86% di questa ricchezza.

Martedì 14 novembre il Credit Suisse Research Institute ha diffuso la relazione “Global Wealth Report 2017” basata sui dati relativi al patrimonio totale di 4,8 mld di persone adulte provenienti da 200 Paesi del mondo.

Gli analisti hanno accertato che negli ultimi 10 anni l’indice del benessere mondiale è aumentato del 27% e ha raggiunto $280 trilioni.
Il suo maggiore aumento è avvenuto nel periodo 2016-2017: +6,4%.
I tre leader della relativa classifica continentale-regionale sono risultati l’America del Nord ($101 trilioni), l’Europa ($79,6 trilioni) e i Paesi dell’Asia e dell’Oceano Pacifico ($55 trl).

L’1% della popolazione mondiale controlla il 50,1% della ricchezza globale e il 10% degli abitanti più ricchi dispone dell’86% di questa ricchezza.
Allo stesso tempo il benessere di 3,5 mld persone è inferiore a $10 mila pro capite.

In Russia, il benessere pro capite è aumentato del 4,9% in più rispetto al 2008. Il 10% dei russi più ricchi possiede il 77% delle ricchezze nazionali (la stessa percentuale è negli USA mentre in Cina è il 72%). 2,1 mln di russi fanno parte del 10% della popolazione mondiale più ricca mentre 175 mila russi rientrano nell’1% dei più ricchi del pianeta –

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Presidente Putin………….Il problema è che ci vogliono costringere ad accettare standard e soluzioni di altri…

Presidente Putin………….Il problema è che ci vogliono costringere ad accettare standard e soluzioni di altri, senza considerazione per la nostra comprensione e i nostri stessi interessi,
Ci viene realmente detto che gli Stati Uniti sanno, più di tutti, quello che ci serve, lasciateci decidere quali sono i nostri bisogni e i nostri interessi da noi stessi………..


Economia russa in netta ripresa, aumentano gli investimenti stranieri, aumenta la classe media della popolazione e diminuiscono nell’insieme i ceti più bassi.

Lunedì 16 ottobre il premier Russo Dmitrij Medvedev ha presieduto la riunione, appuntamento ormai tradizionale di metà autunno, del Consiglio per gli investimenti stranieri in Russia.

I giornali hanno messo in risalto che il capo del governo ha avuto un incontro con gli imprenditori che hanno investito nell’economia russa oltre 165 miliardi di USD.

Anche per questo i partecipanti al Consiglio hanno voluto sapere di più dei piani e delle riforme programmate dalle massime autorità russe, recepire alcuni obiettivi precisi e, con questo, rafforzare la propria volontà di continuare il lavoro in Russia.

All’inizio della conversazione Medvedev ha assicurato i convenuti che “l’economia  russa è entrata in una fase di ripresa”, con  ritmi di crescita diversi in alcuni settori ma con una dinamica positiva in generale.

Nel primo semestre il volume degli investimenti stranieri diretti è aumentato di oltre 2 volte, rispetto al medesimo periodo del 2016. A parere del capo del governo russo, questo considerevole incremento è avvenuto in seguito ad un ulteriore miglioramento del clima d’affari in Russia.

L’agenzia Ernst& Young ha evidenziato che il numero dei progetti d’investimento realizzati attualmente in Russia ha raggiunto il massimo in tutta la storia postsovietica.  Intervistato da Vedomosti, Jean-Pascal Tricoire, direttore esecutivo della grande società “Schneider Electric”, ha illustrato l’intenzione del CdA di “aumentare la localizzazione della produzione e di investire in innovazioni in Russia. – (Vedomosti)

Intanto Il Ministero delle Finanze ha reso noto che a settembre il Bilancio federale è stato chiuso in attivo per il terzo mese consecutivo: il profitto a luglio è stato pari allo 0,8% del Pil, ad agosto allo 0,3% e a settembre allo 0,2% del Pil.

Inoltre Gli studiosi dell’“Accademia di economia e dei servizi statali” e dell’“Istituto di economia Gajdar” hanno accertato un miglioramento della struttura sociale della classe media russa rispetto all’anno 2016. Questo significa che il

“nucleo centrale” della classe media è aumentato mentre il totale dei strati più bassi è diminuito.

 

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Ciò che è buono per un russo, lo è anche per un tedesco. ( …e per gli italiani????? Chi si fa sentire?) Vladimir Putin ha incontrato gli uomini d’affari tedeschi

Ciò che è buono per un russo, lo è anche per un tedesco. ( …e per gli italiani????? Chi si fa sentire?) Commento di Georgy Bovt. https://cont.ws/@sam8807/739585

Vladimir Putin ha incontrato gli uomini d’affari tedeschi. Riusciranno i due Paesi ad elaborare un piano d’azione che sia vantaggioso per entrambe le parti e che aiuti a superare la pressione americana?

Giovedì 12 ottobre a Sochi si è tenuta una riunione tra il presidente russo Vladimir Putin e i rappresentanti del business tedesco. Il promotore dell’incontro è stato il Comitato orientale dell’economia tedesca.

Il business tedesco è stato rappresentato dai titolari di circa 20 imprese operanti in Russia. Tra queste erano presenti Siemens, Metro, Wintershall, Linde, Knauf e molte altre. Essi hanno discusso di come si lavora attualmente con le sanzioni in vigore. Si riuscirà ad azionare un meccanismo che aiuti a superare, innanzitutto, la pressione dagli Stati Uniti? Il commento di George Bovt tratta proprio questo tema.

Le aziende tedesche che operano in Russia, tra i rappresentanti del commercio estero, sono probabilmente una delle vittime più danneggiate dalle sanzioni occidentali. A causa delle sanzioni contro la Russia, il fatturato commerciale tra la Russia e la Germania è sceso da 52,8 miliardi di euro nel 2014 a 36,6 miliardi nel 2016.

Secondo alcune stime, l’economia tedesca ha perso circa 20 miliardi di euro a causa della guerra delle sanzioni. Molte aziende tedesche sono state costrette a lasciare il mercato russo. Nel 2015, erano presenti in russia 417 aziende e l’anno scorso altre 346 imprese hanno lasciato la Russia. Alla fine del 2016, il numero totale di uffici di rappresentanza, filiali e persone giuridiche operanti in Russia con la partecipazione di cittadini e società provenienti dalla Germania ammontava a 5.237 imprese.

Nella prima metà di quest’anno si è registrato un recupero del volume d’affari russo-tedesco. Tuttavia, la legge approvata a luglio dal Congresso americano sul nuovo rafforzamento delle sanzioni anti-russe porta con sé nuove minacce. Un certo numero di grandi progetti con partecipazione a capitale tedesco si trova in sospeso – non tanto a causa del fatto che siano stati posti sotto restrizioni formali, ma a causa dei timori che essi possano subire dalle restrizioni a partire dall’inizio del prossimo anno, quando, in accordo con la legge statunitense citata sopra, il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti in collaborazione con l’intelligence finanziario pubblicherà una relazione sulla situazione finanziaria, sugli interessi economici della classe dirigente russa e sull’impatto di eventuali misure contro di essa, comprese severe limitazioni finanziarie. Per questo motivo può essere messo in pericolo il finanziamento per il gasdotto “Nord Stream – 2”, in quanto le aziende tedesche coinvolte nel progetto non sono pienamente sicure di rientrare nelle restrizioni degli Stati Uniti.

Il Comitato orientale dell’economia tedesca è la parte del business tedesco più fedele nei confronti della Russia. Secondo un sondaggio condotto in estate tra i membri di questo comitato, più del 90% di essi è favorevole ad una parziale o completa abolizione delle sanzioni. In relazione all’eventuale verificarsi di tale scenario, i sentimenti ottimisti predominano. Più della metà dei partecipanti al

sondaggio si aspettano la revoca delle sanzioni già nel 2018 o nel 2019, dato che il sentimento di rancore nei confronti della Russia dell’establishment americano e la pessima natura delle relazioni russo-americane nel loro insieme, come è chiaro, non contano.

Allo stesso tempo, il business tedesco non sacrificherà il mercato americano per soddisfare quello russo dato che essi sono incomparabili. L’anno scorso, gli Stati Uniti sono diventati il terzo partner commerciale ed economico più importante della Germania con un fatturato di 165 miliardi di euro. La Francia è al secondo posto con 167 miliardi di dollari. Al primo posto si trova la Cina con 170 miliardi di dollari. Bisogna inoltre tener conto che sono gli Stati Uniti a dettare le regole al mondo finanziario. Pertanto, l’introduzione di eventuali restrizioni finanziarie da parte degli Stati Uniti nei confronti di un paese può significare la negazione delle transazioni con il dollaro.

Tuttavia, nonostante la nuova legge americana, una parte significativa del business tedesco rimarrà in Russia. Almeno, durante un sondaggio condotto tra imprenditori tedeschi che lavorano in Russia, tre quarti degli intervistati hanno risposto in questo modo. Il 15% intende perfino espandere la propria attività in Russia. E, naturalmente, tutte queste persone vorrebbero sentire da Vladimir Putin non tanto discorsi su come la Russia si stia confrontando con l’America, ma discorsi su specifici provvedimenti per migliorare il clima degli investimenti nel paese, inclusi quelli stranieri. Poiché è proprio la creazione di un clima favorevole agli investimenti a rappresentare il colpo principale contro le sanzioni anti-russe.

 

 

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CRIMEA, OTTIMA OPPORTUNITA’ PER GLI IMPRENDITORI ITALIANI, PICCOLI E GRANDI. La testimonianza di un piccolo imprenditore italiano.

( Estratto da Sputnik)

La Crimea è in forte crescita e può rappresentare la possibilità di ripartire da capo, rimettersi in gioco. Dalle tasse ad un mercato vasto come quello russo, sono tante le opportunità per creare un business, l’avventura del “gelataio di Crimea” ne è una conferma. Crimea, un’occasione per gli imprenditori italiani.

A Sebastopoli da “Piacere” si può assaporare un vero gelato artigianale italiano con un assortimento di ben 42 gusti, un prodotto eccezionale proprio perché realizzato secondo le antiche tradizioni e con prodotti italiani, compreso il pistacchio.

L’avventura di Roberto Lelli, imprenditore nel mondo del gelato, iniziata 8 anni fa rappresenta al meglio la chance che offre la penisola russa agli artigiani italiani. “Di opportunità ce ne sono tantissime anche perché la Crimea sta crescendo a velocità ipersonica” ha sottolineato nell’intervista a Sputnik Italia il “gelataio di Crimea” Roberto Lelli.

— Roberto, da quanto tempo vivi e lavori in Crimea?

— Io mi occupo di gelato italiano, sono venuto in Crimea 8 anni fa. All’inizio ero tecnologo, ma avevo il sogno di aprire una mia gelateria all’estero. Sono venuto qui nel 2007 a dare un’occhiata e mi è piaciuto. Mi sono liberato dagli impegni che avevo in Italia e sono venuto nel maggio 2009 a Sebastopoli, dove abbiamo aperto la prima gelateria della città.

I primi tempi non c’è stato un grande boom, perché la gente era abituata a gusti diversi, il nostro gelato di qualità ci ha messo un po’ad entrare nell’abitudine delle persone. Abbiamo portato questa grande novità in Crimea: il gelato artigianale italiano. Dopo 8 anni posso dire che nella mia gelateria “Piacere” ho 42 gusti, creati con prodotti italiani, sicuramente il più vasto assortimento che si può trovare in tutta la Russia. Mi vanto molto di questo aspetto.

— Quindi produci vero gelato italiano. Quali materie prime utilizzi?

— Produciamo vero gelato italiano. Quando c’è stato il cambio dalla Crimea ucraina a quella russa, sono cambiate anche le persone che forniscono i prodotti. Ora i fornitori ufficiali dalla Russia importano prodotti che non sono sotto le sanzioni e riesco a fare un ottimo prodotto. Riesco a portare anche il pistacchio 100%. Ai miei clienti do i prodotti delle migliori marche. Il latte e lo zucchero ovviamente li prendiamo qui. Otteniamo in finale un ottimo prodotto.

Ora mi conoscono come “il gelataio di Crimea”. Stiamo portando avanti il discorso della qualità dei prodotti, ho esposto, come si fa in Italia, la lista degli ingredienti che utilizziamo per dare maggiori informazioni alla gente. Qui, come in tutte le parti del mondo probabilmente, sfruttano l’immagine italiana e il marchio del Made in Italy anche su prodotti di bassa qualità. Siamo però sulla strada giusta e la gente capirà che noi  italiani siamo i migliori nel settore del mangiare.

— Come ti trovi con i russi?

— Molto bene, specialmente a Sebastopoli la gente che conosco è molto brava e buona. Tutti sono molto interessati all’Italia e all’italianità. Se sanno due parole in italiano cercano sempre di dirtele. Loro vedono gli italiani di qui come delle persone che rappresentano l’Italia. Sinceramente io molto spesso mi sento come un piccolo ambasciatore. Gli abitanti locali non hanno contatti con molti italiani, quindi tu sei l’italiano, vedono in te l’italianità.

— Secondo te la Crimea che cosa può offrire agli imprenditori italiani?

— Seguo da vicino queste vicende, partecipo al Forum internazionale di Yalta ad esempio. Io personalmente vedo un grande sviluppo della Crimea, perché quando era ucraina era lasciata un po’a sé stessa. In realtà ci sono tantissime opportunità, perché tranne qualche prodotto o tecnologia che possono essere commercializzati qui ci sarebbero tantissime possibilità non solo per grandi aziende, ma anche per piccoli artigiani che vorrebbero cambiare vita. Chi vuole ripartire da capo potrebbe portare qui delle novità, perché ce n’è bisogno.

Io dico sempre agli italiani che sanno produrre qualcosa di venire in Crimea. Partendo dalle imposte fiscali arrivando ad un mercato che poi potrebbe diffondersi verso il resto del mercato russo, qui ci sono tutte le possibilità. In realtà per le grandi imprese e multinazionali magari ci sarebbero più difficoltà per via delle sanzioni, per i piccoli business è più facile a mio avviso.

Di opportunità ce ne sono tantissime anche perché la Crimea sta crescendo a velocità ipersonica, considerando che ci sarà anche il ponte di Kerch a fine dicembre 2018. Chi volesse venire qui avrà molti benefici. Le porte sono aperte per tutti, soprattutto per chi vuole rimettersi in discussione. C’è l’ostacolo della lingua, ma con la volontà le possiamo superare.

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Sanzioni, Business, Interessi: il balletto dell’ipocrisia europea.

 Il volume delle esportazioni dall’UE alla Russia è diminuito di 30 miliardi di euro dopo l’introduzione delle sanzioni. Ne parla il quotidiano tedesco Die Welt.

Secondo un’indagine commissionata dal Parlamento europeo all’istituto austriaco Wifo, specializzato nella ricerca economica, le sanzioni europee contro la Russia sono costate all’Unione Europea 30 miliardi di euro.

“Il fardello più pesante — 11,1 miliardi di euro in negativo — grava sulle spalle della Germania. Tocca poi a Polonia, Gran Bretagna e Francia”, afferma la pubblicazione.

La situazione cambia se si considerano le percentuali sul totale delle esportazioni europee. Per esempio, Cipro ha perso un terzo delle sue esportazioni verso la Russia. Le sanzioni hanno altresì danneggiato la Grecia (meno 23%) e la Croazia (21%). La Germania ha ridotto le sue esportazioni del 13,4% rispetto al livello pre-sanzioni.

“Questi risultati sorprendono anche perché l’idea di mettere in difficoltà la Russia con l’aiuto delle sanzioni sembra non aver funzionato. Dopo qualche problema all’inizio, l’economia russa si sta riprendendo. Bloomberg stima che quest’anno e l’anno prossimo l’economia può crescere dell’1,7%”, sottolinea l’articolo.

La pubblicazione spiega che, in generale,la Russia ha notevolmente ridotto la sua dipendenza dall’Occidente. La Banca centrale russa, piuttosto che fare affidamento esclusivamente sul dollaro, ha iniziato a comprare anche l’oro.

Molto presto il paese potrà tornare nella lista degli stati con una valutazione positiva degli investimenti.

“Mosca riceverà presto un rating positivo: è solo una questione di tempo… Gli investitori sono già pronti a prestare denaro alla Russia. In estate, quando la relazione tra Mosca e Washington hanno toccato il fondo, Mosca si è assicurata 3 miliardi di dollari sui mercati finanziari”, rileva la pubblicazione, notando che nei mercati finanziari le sanzioni è come se non esistessero.

il presidente russo Vladimir Putin il 12 ottobre a Sochi incontrerà la comunità imprenditoriale della Germania, tra cui i rappresentanti di Siemens e Nord Stream. Lo ha reso noto l’assistente del presidente Yuri Ushakov.

“Il 12 ottobre a Sochi si terrà una riunione molto importante del nostro Presidente con i rappresentanti dei circoli d’affari tedeschi. Questo incontro è stato organizzato su iniziativa della Commissione economico orientale tedesco. Il presidente terrà anzitutto un discorso di apertura, seguirà quindi una discussione aperta”, ha detto Ushakov.

Egli ha aggiunto che alla riunione prenderanno parte venti rappresentanti delle grandi imprese tedesche presenti sul mercato russo, tra cui Linde, Bauer, Knauf, Siemens, Metro, Schaeffler, Wolffkran e Nord Stream.

Secondo Ushakov, la maggior parte della riunione sarà presieduta dai presidenti dei consigli d’amministrazione delle società tedesche. Siemens sarà rappresentato da Klaus Helmrich, membro del consiglio d’amministrazione.

Nel contempo poi  Mosca sta preparando una riunione dei ministri dell’Economia russa e francese, che si terrà a dicembre in Russia.

Lo ha detto ai giornalisti il vice ministro degli Esteri Aleksey Meshkov.  “A metà dicembre — ha spiegato — si terrà il cosiddetto CEFIC (consiglio russo-francese per questioni economiche, finanziarie, industriali e commerciali): questa è la nostra istituzione intergovernativa. Da parte nostra ci saranno il ministro dello Sviluppo Economico Maxim Oreshkin e il ministro dell’Economia”.

E ancora nonostante la deviazione del gasdotto per aggirare le acque danesi…… come affermato dal  direttore tecnico della società di costruzioni “Nord Stream 2 AG” Sergey Serdyukov ha parlato di un percorso alternativo per la costruzione del gasdotto. Lo segnala il giornale economico russo Vedomosti.

Il nuovo percorso aggirerà la Danimarca, in quanto le autorità danesi sono intenzionate a vietare la costruzione dell’infrastruttura nelle loro acque territoriali. Serdyukov ha affermato che il nuovo percorso del gasdotto non cambia praticamente la lunghezza del progetto originale. “La distanza non importa. Su una lunghezza complessiva di 1.200 chilometri, a chi può interessare una deviazione di qualche chilometro?”

Inoltre il direttore di Nord Stream 2 AG ha dichiarato che i principali appaltatori per la costruzione di Nord Stream 2 sono sicuri di partecipare al progetto, nonostante le sanzioni statunitensi imposte ad agosto.

A settembre il governo danese aveva proposto un decreto per bloccare la costruzione di Nord Stream-2 nel proprio territorio “per motivi di sicurezza e di opportunità di politica estera”.

“Nord Stream-2” è un gasdotto che unirà la Russia e la Germania passando sotto il Mar Baltico. Contro la sua attuazione si sono schierati alcuni Paesi dell’Europa orientale, l’Ucraina e gli Stati Uniti.

Ndr. Forse data l’ipocrisia generale non sarebbe meglio uscire “ufficialmente” dalle sanzioni USA contro la Russia visto che nessuno le vuole e che del “partner Russia” non se ne può fare a meno…. pena l’impoverimento di tutta l’Europa?

(estratto da alcuni articoli di Sputnik)

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La Russia è riuscita a superare gli anni di crisi senza subire grandi perdite economiche, scrive il settimanale tedesco Focus..e OGGI E’ IL COMPLEANNO DEL PRESIDENTE PUTIN.

La Russia è riuscita a superare gli anni di crisi senza subire grandi perdite economiche, scrive il settimanale tedesco Focus (lo riporta sputnik in un suo articolo di oggi )

La Russia ha affrontato bene la svalutazione del rublo, la caduta dei prezzi del petrolio e le sanzioni occidentali ed ora si trova in fase di crescita, attirando investitori da tutto il mondo, scrive Ronald Schneider.

 Il presidente russo Vladimir Putin, da tanto tempo non aveva l’occasione di rallegrarsi, ritiene l’autore dell’articolo Ronald Schneider. Secondo il giornalista, la condizione dell’economia russa non va male come si prevedeva …(o si sperava!! )

 Nel 2017 la crescita dell’economia russa segnerebbe +1,6%, continua l’articolo. Per la diminuzione del costo del denaro, così come la crescita attesa delle quotazioni del petrolio, la Russia è stata inclusa nell’elenco dei mercati più attraenti per gli investitori tra i Paesi in via di sviluppo.

 Grazie ad una prudente politica finanziaria, il Cremlino è riuscito a superare gli anni della crisi senza grandi perdite, continua Schneider. La Russia ha affrontato bene le misure economiche afflittive occidentali. In gran parte è dovuto alle grandi riserve valutarie accumulate negli anni precedenti di boom, si osserva nell’articolo.

 Tuttavia più che le sanzioni la Russia ha sofferto di più per la caduta dei prezzi del petrolio. Ciononostante la svalutazione del rublo è riuscita ad aumentare l’attrattiva delle esportazioni dei prodotti russi.

Sullo sfondo delle previsioni positive dell’inflazione e del rafforzamento della moneta russa di quest’anno, la Banca Centrale ha già abbassato il costo del denaro quattro volte. In prospettiva la Banca di Russia prevede di abbassare ulteriormente i tassi di interesse, andando così ad influenzare positivamente la crescita economica nazionale.

Il debito estero della Russia è molto basso e non desta preoccupazione…( e perché mai dovrebbe? Visto che quello USA è il più alto al mondo!).

 Nonostante tutto ciò che è stato architettato per affossare l’economia russa la realtà è che è in netta ripresa, nel quadro generale di una Nazione con grandi capacità economiche, con un minimo debito pubblico e con un governo che ha dimostrato grandi capacità di gestire le criticità.

Mentre con invidiabile pacatezza il Presidente Putin afferma (lo ha fatto in occasione della cerimonia di presentazione delle credenziali dei nuovi ambasciatori di 20 Paesi) che:

  “Noi consideriamo l’Unione Europea come un vicino importante e un partner economico chiave… Confermiamo l’importanza di costruire contatti stabili tra l’Unione Economica Eurasiatica e l’Unione Europea, anche nell’interesse di creare nel lungo termine uno spazio economico e umano comune dall’Atlantico al Pacifico”

 E in questa ottima prospettiva oggi il Presidente Vladimir Putin festeggia il suo compleanno: AUGURI SIGNOR PRESIDENTE.

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ANCORA AUTOREVOLI PROTESTE PER LE SANZIONI USA ALLA RUSSIA.

AEB – Associazione Europea del business –  sta attivamente ed ufficialmente protestando contro un eccessivo utilizzo politico delle sanzioni che oltre a danneggiare in modo evidente l’economia di tutti i paesi coinvolti, ostacolano il dialogo con la Russia. GIM Unimpresa, associazione delle aziende italiane in Russia,  condivide pienamente la posizione dell’AEB ed conferma piena collaborazione per “tenere il business fuori dalla politica” .

 GIM Unimpresa si era già espressa in questi termini con un comunicato stampa:“Il contesto in cui questi nuovi provvedimenti sono stati messi in essere pare essere ispirato soprattutto da logiche interne di questo paese (gli  USA). Tuttavia vengono messe in discussione regole e procedure del commercio internazionale ed importanti interessi economici dell’Europa. Non siamo ancora in grado di esaminare nel dettaglio i contenuti delle nuove sanzioni, ma da un primo esame dei titoli del provvedimento emerge un forte rischio per molte aziende europee e italiane, per le loro attività commerciali e ancor più per gli investimenti messi in essere e programmati negli ultimi anni”, si legge nel comunicato.

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il nodo di fondo è la NATO e il tentativo di sottrarre Kiev all’influenza storica della Russia.

 (Estratto da Sputnik Italia)

 Sanzioni su sanzioni, dallo scoppio della crisi ucraina il rapporto fra l’Occidente e la Russia ha rappresentato un crescendo di tensioni fino allo stallo attuale delle relazioni. È in gioco una partita complessa dagli esiti ancora tutti da vedere. Gli sbagli dell’Occidente e il ruolo dell’Italia.

 I rapporti fra gli Stati Uniti e l’Europa da una parte e la Russia dall’altra hanno preso una brutta piega e la politica internazionale di oggi è gestita, verrebbe da dire, a suon di sanzioni. Qual è il punto cruciale della crisi nei rapporti con la Russia e quale ruolo potrebbe avere l’Italia nel dialogo con Mosca?

 “Non è possibile pensare che l’Ucraina entri nella NATO. Se risolviamo questo problema, risolveremo tutto il resto. Piaccia o meno, è così”. Secondo il parere dell’Ambasciatore d’Italia a Mosca Cesare Maria Ragaglini, espresso in un’intervista al Corriere della Sera, il nodo di fondo è la NATO e il tentativo di sottrarre Kiev all’influenza storica della Russia. Sputnik Italia ha raggiunto per un approfondimento in merito Daniele Lazzeri, chairman del think tank Il Nodo di Gordio.

 Adesso la situazione è in stallo, se andiamo a vedere gli accordi di Minsk, disattesi da entrambe le parti, capiamo che questi rappresentano l’ennesimo fallimento della diplomazia europea, sempre più debole e legata alle iniziative dei singoli Stati membri, in particolare la Germania di Angela Merkel e la Francia di Macron.

 — L’Ambasciatore nell’intervista parla del fattore NATO, che definisce cruciale nella crisi nata in Ucraina e sviluppatasi fra l’Occidente e la Russia. Secondo Ragaglini togliere l’Ucraina dalla sfera di influenza russa sia stato un errore. Che ne pensa di quest’aspetto, di cui fra l’altro non si tiene mai conto nel dibattito in Occidente?

 — Il fatto di aver accelerato il tentativo prima da parte dell’Alleanza Atlantica, successivamente dell’Unione europea di sottrarre l’Ucraina dal suo naturale bacino di rapporti commerciali e politici con la Russia ha determinato una risposta forte da parte di Mosca.

 — “Il nostro canale con Mosca è sempre rimasto aperto anche ai massimi livelli” ha sottolineato l’Ambasciatore nell’intervista. Effettivamente possiamo dire che l’Italia si è maggiormente distinta dagli altri Paesi europei per la sua apertura verso Mosca? Possiamo definire i rapporti italo-russi speciali e privilegiati?

 — La Russia è indiscutibilmente un grande Paese e uno storico partner strategico per l’Italia. Le svolte degli ultimi anni hanno imposto una battuta d’arresto sia alle relazioni commerciali sia a quelle diplomatiche fra i nostri Paesi. L’Italia chiaramente tiene aperti tutti i canali diplomatici per superare questo difficile momento di impasse che vede tutta la comunità internazionale preoccupata per gli sviluppi futuri delle relazioni politiche con Mosca.

 L’Italia in questo senso potrebbe svolgere un ruolo cruciale nel tentare di ricucire gli strappi seguiti alla complessa situazione in Ucraina ed in Crimea. Magari l’Italia potrebbe cercare di ridurre il peso eccessivo che in questi anni si è dato alle preoccupazioni degli Stati come la Polonia per esempio, che francamente non credo debba temere più l’aggressività della Russia. L’Europa in definitiva non può essere a trazione baltica, c’è bisogno di più condivisione delle scelte europee per cercare di ricostruire il filo del dialogo con Mosca, soprattutto in questo frangente in cui è evidente l’allontanamento di Washington dal Vecchio Continente.

 — Secondo il parere dell’Ambasciatore le sanzioni storicamente non sempre hanno raggiunto gli obiettivi prefissati. Il caso delle sanzioni antirusse è emblematico, perché, come sappiamo, hanno danneggiato i Paesi che le hanno imposte, in primis l’Italia. Gli Stati Uniti hanno appena firmato un nuovo pacchetto di sanzioni alla Russia. Possiamo dire che le sanzioni danneggiano tutti minando i rapporti fra l’Europa, la Russia e gli Stati Uniti?

 — Gli esiti delle sanzioni nei confronti di Mosca sono sotto gli occhi di tutti. In particolare l’Italia sta soffrendo un brutto colpo in alcuni settori strategici dell’esportazione come l’agroalimentare, ma anche della sfera tecnologica. Nel contempo la Germania si muove per il raddoppio del Nord Stream, che dalla Russia giungerà nell’Europa settentrionale, tutto ciò in barba alle sanzioni. Non è un caso che il presidente americano Donald Trump abbia stigmatizzato questo fatto. Lo stesso Trump però è sotto scacco da parte dell’establishment americano, nonostante la sua riluttanza al rinnovo delle sanzioni contro Mosca, si è dovuto piegare al volere del congresso e ha approvato il rafforzamento delle misure restrittive antirusse.

 Non possiamo che auspicare una distensione dei rapporti con Mosca, che potrebbe essere la svolta definitiva per creare quel grande territorio eurasiatico dal Portogallo fino a Vladivostok.

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CPM La fiera della moda di Mosca: netta ripresa del mercato e notevole aumento delle aziende italiane che partecipano. Successo dell’Ente Moda Italia.

Emi porta 124 brand italiani al CPM di Mosca   (Di Laura Galbiati – 26 Luglio 2017 )

   Saranno 124, contro le 94 dello scorso settembre, le collezioni italiane protagoniste della 29esima edizione di CPM Collection Première Moscow, il principale salone moda della Russia e dell’Europa dell’Est, in programma dal 30 agosto al 2 settembre 2017 Expocentr di Mosca.

 Le aree speciali “Italian Fashion”, promosse e organizzate da Ente Moda Italia e dedicate alla moda donna, uomo e bambino, abbigliamento, intimo e accessori, vedranno la presenza di 89 collezioni adulto nella sezione CPM, 21 collezioni bambino nella sezione CPM Kids e 14 collezioni intimo e beachwear nella sezione CPM – Mode Lingerie and Swim Moscow.

 L’edizione di quest’anno registra la partecipazione di 29 nuovi brand e 7 rientri, tra cui Braccialini e Montaliani, realtà di riferimento della camiceria uomo italiana; tra le aziende del beachwear, il brand Raffaela D’Angelo, recentemente premiato in Francia con il riconoscimento Créateur de l’année 2017, salirà in passerella in occasione della sfilata ufficiale di apertura di CPM.

 L’attività promozionale portata avanti da EMI e Sistema Moda Italia, con il supporto del Ministero dello Sviluppo Economico e in collaborazione con la sede di Mosca di ICE – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, permetterà inoltre l’incoming di una delegazione di oltre 30 buyer, provenienti dalle regioni economicamente più sviluppate della Russia e specializzati nel prodotto italiano.

 “I dati di Sistema Moda Italia sull’export italiano verso la Russia da gennaio ad aprile 2017 hanno fatto registrare risultati in crescita a doppia cifra (+17,5% in quantità di prodotto moda esportato, +13% in termini di valore economico”, ha commentato Claudio Marenzi, presidente di Ente Moda Italia. “Le nostre aziende sono fiduciose e stanno tornando a investire con forza sul mercato russo, sempre più convinte di quanto questo sia importante per le loro vendite e per il prodotto Made in Italy nel suo complesso”.

 “C’è una realistica presa d’atto che la situazione russa sia in ripresa”, ha proseguito Alberto Scaccioni, amministratore delegato di Ente Moda Italia. “Arrivano dati e segnali evidenti sia dai risultati dell’export del tessile-abbigliamento italiano sul mercato russo – la Russia, che era calata del -30% nel 2015, ha assistito nel corso del 2016 a un progressivo recupero fino a tornare in aumento del +7,3%, per un totale di quasi 950 milioni di euro di vendite (fonte SMI) – sia guardando ai risultati delle presenze dei compratori russi all’ultima edizione dei saloni di Pitti Immagine. A Pitti Uomo abbiamo visto un incremento del +10%, a Pitti Bimbo del +16% (con il mercato russo tornato ampiamente in prima posizione in termini di presenze), e addirittura un +50% di presenze russe a Pitti Filati”.

 

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