JP Morgan: è la fine del dollaro e del suo dominio mondiale. – Gli investitori stranieri continuano a disfarsi delle obbligazioni di Stato USA. – Anche Colin Lloyd ha fornito una serie di prove che il Dollaro potrebbe essere alla fine della sua era. – Fra le varie concause i paesi sanzionati dagli Usa che è un elenco è sempre più lungo.

una svendita ancora più massiccia ha interessato il mercato azionario: gli investitori stranieri hanno ridotto al minimo storico i propri investimenti nei titoli delle società americane.

JP Morgan: è la fine del dollaro e del suo dominio mondiale. – Gli investitori stranieri continuano a disfarsi delle obbligazioni di Stato USA. – Anche Colin Lloyd ha fornito una serie di prove che il Dollaro potrebbe essere alla fine della sua era. – Fra le varie concause i paesi sanzionati dagli Usa che è un elenco è sempre più lungo.

“Il dollaro statunitense è stato la valuta di riserva dominante del mondo per quasi un secolo”, ha scritto uno degli economisti della banca statunitense, Craig Cohen, in un rapporto all’inizio di questo mese. “Tuttavia, noi crediamo che il dollaro potrebbe perdere il suo stato di principale valuta internazionale

Ma una svendita ancora più massiccia ha interessato il mercato azionario: gli investitori stranieri hanno ridotto al minimo storico i propri investimenti nei titoli delle società americane.

Già qualche tempo fa la Russia era considerata uno dei maggiori investitori in obbligazioni di Stato USA. Nel 2010 gli investimenti della Banca centrale russa in treasuries superavano i 176 miliardi di dollari. Ma per via delle pressioni esercitate da Washington sotto forma di sanzioni Mosca a partire dal 2014 ha gradualmente rimosso fondi dal suo portafoglio di investimenti americani. E nella primavera del 2018, dopo l’ennesima ondata di sanzioni, la Banca di Russia ha condotto una massiccia svendita di treasuries dimezzando bruscamente il suo portafoglio da 96,05 miliardi a 48,724 miliardi di dollari.

All’inizio di quest’anno sono rimasti solamente 14 miliardi di dollari di titoli di Stato americani nelle tasche della Banca centrale russa. A maggio, secondo le statistiche del Ministero USA delle Finanze, la Russia ha ridotto la sua quota a 12 miliardi di dollari.

Con i fondi ricavati dalla vendita di titoli americani la Banca centrale russa sta comprando oro come garanzia contro i rischi monetari e sanzionatori. Negli ultimi 10 anni la quota di oro nelle riserve internazionali russe è quasi decuplicata. Al momento la Banca detiene 2190 tonnellate di questo metallo prezioso per un totale di circa 90 miliardi di dollari. È un record nella storia post-sovietica. L’imprevedibilità dell’amministrazione Trump, l’appetito sfrenato della Fed (la Riserva Federale USA) per il credito e l’instabilità geopolitica rendono l’oro un bene di gran lunga più attrattivo rispetto ai titoli di Stato USA.

In generale, aumenta la sfiducia nei confronti dell’economia americana: il debito pubblico USA ha già superato i 22 trilioni di dollari ed è chiaro a tutti che il Tesoro ha ormai perso il controllo sulla situazione. Per questo, anche gli alleati di Washington stanno abbandonando i beni in dollari. Infatti, la Gran Bretagna ad aprile ha ridotto il proprio portafoglio di treasuries di 16,3 miliardi di dollari.

“Il dollaro statunintense è stato la valuta di riserva dominante del mondo per quasi un secolo”, ha scritto uno degli economisti della banca statunitense, Craig Cohen, in un rapporto all’inizio di questo mese. “Tuttavia, noi crediamo che il dollaro potrebbe perdere il suo stato di principale valuta internazionale (cosa che comporterebbe il suo deprezzamento nel medio termine) a causa di ragioni strutturali e cicliche”.

JP Morgan: è la fine del dollaro e del suo dominio mondiale

A minare il dominio del biglietto verde sarebbe il crescente potere nel mercato internazionale delle economie asiatiche. Il centro economico globale è pronto a trasferirsi in Asia. L’ingresso della Cina nel club dei giganti economici è uno dei fattori di questo trasferimento, ma non è l’unico.

L’intera area asiatica, che comprende la porzione di mondo tra Russia, Turchia e Arabia Saudita sino a Giappone e Nuova Zelanda, vanta i 3/4 della crescita economica globale e più del 50% del PIL mondiale. I crescenti rapporti di scambio all’interno di questa zona aumenteranno il numero delle transazioni che non avverranno in dollari.

L’aumento delle transazioni internazionali in altre valute provocherà un’erosione del valore del dollaro come moneta internazionale e porrà le basi per la sua sostituzione, afferma Cohen. La centralizzazione dell’economia nei mercati asiatici porterà al tramonto del dominio degli USA e del dollaro statunitense, mentre i paesi e le monete asiatiche avranno un maggior potere. ( Estratto da Sputnik)

Anche Colin Lloyd ha fornito una serie di prove pratiche sul fatto che il Dollaro potrebbe davvero essere giunto alla fine della sua era. Gli indici che supportano questa ipotesi sarebbero oramai più di uno. A provare la possibile fine del Dollaro Usa come valuta di riferimento sono anzitutto le prime mosse del presidente americano Trump. Già nei primi mesi del suo soggiono alla Casa Bianca, il leader repubblicano aveva subito sconfessato l’accordo di partenariato transpacifico, un’intesa che coinvolgeva ben 12 nazioni tra cui Australia, Brunei, Canada, Cile, Giappone, Malesia, Messico, Nuova Zelanda, Perù, Singapore e Vietnam. Trump motivò la sua mossa citando il fatto che tutti questi paesi dovevano oramai tanto agli Usa e per gli Stati Uniti non era più possibile andare avanti così.

Il leader americano forse non si attendeva che gli 11 paesi orfani degli Usa avrebbero firmato un nuovo accordo di partenariato senza gli Usa e migliore di quello che era in vigore quando vi erano gli americani.

Il risultato finale della controffensiva degli 11 paesi è stato il seguente: rafforzamento dei vantaggi per la Cina e una perdita di mercati per le esportazioni americane.

Ci sono poi anche i paesi sanzionati dagli Usa e anche qui l’elenco è sempre più lungo e include Russia, Birmania, Costa d’Avorio, Cuba, Iran, Corea del Nord, Venezuela, Siria, Liberia, Sudan, Bielorussia, Zimbabwe, Iraq e Congo.

Insomma sembra chiaro che ci sono tantissimi motivi per cui la supremazia del Dollaro Usa potrebbe presto cessare. ( estratto da Borsainside 25/7/19)


Noi non abbiamo litigato con nessuno”, commenta Putin la situazione con Occidente….

Noi non abbiamo litigato con nessuno”, commenta Putin la situazione con Occidente….Putin: non esiste al mondo un’economia puramente di mercato…..Il programma per contrastare le sanzioni vale 9 miliardi di euro….“Per prima cosa, cosa vuol dire fare la pace? Noi non abbiamo litigato con nessuno. E non vogliamo litigare con nessuno”, ha detto il presidente…..Lo scopo dei progetti nazionali è costruire nuovi binari per l’economia e la qualità della vita…

“Difficilmente in futuro l’atteggiamento dell’Occidente nei confronti della Russia cambierà in modo cardinale”, ha detto, aggiungendo: “Se ci arrendiamo completamente e sputiamo sui nostri interessi nazionali fondamentali ci saranno dei cambiamenti? Forse ci saranno dei segnali esterni, ma niente cambierà in modo cardinale”.

Il presidente ha fatto l’esempio dell’opposizione degli Stati Uniti rispetto alla Cina che “non ha niente a che fare con la Crimea e Donbass”. “Sono le stesse sanzioni”, ha detto Putin commentando la politica dei dazi operata dagli USA rispetto alla Cina.

 “Non esiste un’economica o puramente di mercato o puramente amministrativa. Mentre l’economia mista esiste in tutto il mondo. Non appena iniziano dei malfunzionamenti nell’economia, dei problemi, ecco che cresce il ruolo dello stato. Non appena le riserve crescono, non appena la situazione si calma, subito lo stato esce dall’economia”, ha detto Putin.

“Abbiamo il programma cosiddetto di compensazione delle importazioni da 667 miliardi di rubli ( 9 miliardi di euro). Ci ha fatto sviluppare anche quelle sfere dove prima non avevamo competenze”, ha detto Putin.

“Per raggiungere il massimo risultato per la nostra gente, per i nostri cittadini, per lo sviluppo dell’economia, abbiamo organizzato i lavori nell’ambito dei cosiddetti progetti nazionali. Lo scopo finale di questi eventi è di mettere l’economia su nuovi binari, renderla un’economia ad alta tecnologia, aumentare la produttività del lavoro e in questo modo alzare la qualità della vita dei nostri cittadini, garantire la sicurezza del nostro paese in una perspettiva storica duratura”, ha detto Putin.

 


“La più grande delegazione di quest’anno è stata quella cinese, con 1.072 persone, seguita da quella statunitense con 520 persone

Importanti accordi economici sono stati firmati all’ Economic Forum di San Pietroburgo. Le maggiori delegazioni presenti sono state quella cinese e quella statunitense. Firmati accordi per circa 48miliardi di dollari con tedeschi, francesi, Stati Uniti, Cina, Giappone e altre nazioni europee.

L’edizione 2019 dello Spief, che si è tenuta a San Pietroburgo dal 6 all’8 di giugno, ha visto una grande partecipazione e cifre record per quanto riguarda i contratti

Dal 6 all’8 giugno, la “capitale settentrionale” della Russia ha ospitato il Forum economico di San Pietroburgo, uno dei principali eventi aziendali che si svolgono ogni anno in Russia. Secondo gli organizzatori, questa volta oltre 19 mila persone provenienti da 145 Paesi hanno partecipato all’evento, tra cui 1.300 funzionari di alto livello e sette capi di Stato.

“La più grande delegazione di quest’anno è stata quella cinese, con 1.072 persone, seguita da quella statunitense con 520 persone

C’erano anche delegazioni da Francia, Giappone, Germania, Svizzera e Regno Unito.

Nel complesso, il forum ha visto ben 650 accordi firmati per 3,1 bilioni di rubli (47,81 miliardi $), il che è “una cifra record”, secondo Kobjakov. ( Russia Beyond)


forum economico internazionale di San Pietroburgo SPIEF 2019, il presidente russo Vladimir Putin ha dimostrato che la Russia può fare a meno dell'Europa.

Putin: gli USA con l’avvento di concorrenti forti sono passati dal libero scambio alle sanzioni. – Vladimir Putin ha dimostrato che la Russia può fare a meno dell’Europa. – Putin ha offerto all’Europa l’annullamento dell’embargo alimentare russo. – aziende tedesche hanno investito oltre 3 miliardi di euro in Russia. – Germania e Russia concordata una più stretta collaborazione

Putin: gli USA con l’avvento di concorrenti forti sono passati dal libero scambio alle sanzioni.

Al forum economico internazionale di San Pietroburgo SPIEF 2019, il presidente russo Vladimir Putin ha dimostrato che la Russia può fare a meno dell’Europa. 

In cambio dell’abolizione delle sanzioni, Putin ha offerto all’Europa l’annullamento dell’embargo alimentare russo.

Nonostante le sanzioni, le aziende tedesche hanno investito oltre 3 miliardi di euro in Russia. La Germania e la Russia hanno nuovamente concordato un documento comune su una più stretta cooperazione economica.

Gli Stati Uniti, la principale economia mondiale, che hanno sempre promosso le idee del libero scambio, di fronte all’emergere di rivali forti sono passati alla tattica delle sanzioni. Lo ha affermato oggi il presidente russo Vladimir Putin durante il forum economico internazionale di San Pietroburgo SPIEF 2019.

“La principale economia del mondo – e per un certo numero di indicatori gli Stati Uniti rimangono esattamente questo – ha sempre promosso le idee del libero scambio, la democrazia nell’arena economica internazionale. Ma oggi vediamo che hanno adottato un’altra pratica: appena sono apparsi dei concorrenti forti, che acquisiscono costantemente forza, sembra che tali strumenti siano inaccettabili per loro, e introducono sanzioni, scatenano guerre tariffarie “, ha detto Putin.

Egli ha notato che questo approccio crea danni significativi. Citando i dati delle istituzioni finanziarie internazionali, Putin ha affermato che se le sanzioni continueranno ad aumentare a ritmo costante, entro il 2022 si avrà un calo della crescita del PIL globale del 2% e il commercio mondiale diminuirà del 17%.

“Noi, ovviamente, siamo contrari a questa evoluzione degli eventi”, ha sottolineato il presidente.

Putin ha ricordato che durante la crisi economica globale del 2008-2009, il calo della crescita del PIL globale si è attestato al 2%, mentre la crescita degli scambi è diminuita del 10%.

la Russia può fare a meno dell’Europa ?

Al forum economico internazionale di San Pietroburgo SPIEF 2019, il presidente russo Vladimir Putin ha dimostrato che la Russia può fare a meno dell’Europa e che può far diventare la Cina il suo principale partner straniero. Ne parla oggi il quotidiano tedesco Die Welt.

L’invito da parte di Putin al presidente cinese Xi Jinping al SPIEF 2019, osserva il quotidiano tedesco , sembrerebbe essere l’inizio di una particolare competizione tra Europa e Cina per il ruolo di più importante partner commerciale della Russia.

“Lo spettacolo cinese di Putin sembra un ricatto per l’Occidente. Ovviamente, vogliono dimostrare che la Russia può fare a meno dell’Europa”, afferma Die Welt.

Vladimir Putin ha incontrato giovedì Xi Jinping e il giorno successivo hanno entrambi preso parte al forum, di fronte a migliaia di rappresentanti economici nazionali e internazionali. Sullo sfondo delle relazioni in stallo con l’UE, Putin ha dichiarato senza ambiguità la sua posizione.

Innanzitutto, spera che, dopo le elezioni europee, qualcosa cambierà nelle relazioni tra UE e Russia, soprattutto per quanto riguarda le sanzioni: in cambio della loro abolizione, Putin ha offerto l’annullamento dell’embargo alimentare russo.

Le sanzioni complicano le transazioni con l’Occidente. Da quando sono stati introdotte, cinque anni fa, hanno colpito duramente il fatturato commerciale russo con l’Europa, mentre gli scambi tra Russia e Cina hanno raggiunto livelli da record. Se le sanzioni occidentali hanno fatto avvicinare ulteriormente la Russia alla Cina, questa si è avvicinata alla Russia dalla guerra commerciale con gli Stati Uniti.

Nonostante le sanzioni, le aziende tedesche hanno investito oltre 3 miliardi di euro in Russia, e questa è la cifra massima dall’inizio della crisi finanziaria del 2008-2009. Ma per le attività congiunte sono necessari strumenti complessi che ogni paese sta cercando di organizzare autonomamente. Pertanto, per la prima volta da diversi anni, la Germania e la Russia hanno nuovamente concordato un documento comune su una più stretta cooperazione economica.

Tuttavia, a differenza dei cinesi, gli europei devono ancora mostrare moderazione, perché sulla loro testa pende la spada di Damocle delle sanzioni. La Russia non è affatto felice dei rapporti danneggiati con l’Europa. (Estratti da: Sputnik; Die Welt )


Le banche centrali sono tra i maggiori acquirenti di oro.

la fiducia calante negli USA porta le banche centrali del mondo a comprare oro – Acquisto oro da parte della Russia è un “brutto segno” per il mondo – Daily Express – Russia è leader mondiale per acquisti di oro nel 2019

La fiducia calante negli USA porta le banche centrali del mondo a comprare oro –

Acquisto oro da parte della Russia è un “brutto segno” per il mondo – Daily Express –

Russia è leader mondiale per acquisti di oro nel 2019

Di recente, i governi di tutto il mondo hanno partecipato a una “corsa all’acquisto di oro”. Questi paesi hanno una buona ragione per farlo, e questo motivo è direttamente legato all’anticipazione dell’inevitabile fine dell’egemonia statunitense.

Le banche centrali sono tra i maggiori acquirenti di oro.

Finora nel 2019, hanno acquistato 145,5 tonnellate di oro, che è più di un quarto di un anno che le banche centrali hanno acquistato nei sei anni precedenti. Per dirla chiaramente, questa cifra rappresenta un aumento del 68% rispetto all’anno precedente. Lo scorso anno le banche centrali hanno aumentato le proprie riserve di 651,5 tonnellate rispetto alle 375 tonnellate del 2017. Si tratta, secondo le stime, del più grande acquisto netto di oro dal 1967.

La cosa più interessante, tuttavia, è che la classe di paesi che troviamo si sta avviando ad accaparrarsi sempre più oro, molti dei quali sono considerati avversari di Washington.

Come sempre, la Russia è il più grande acquirente di oro.

Nel primo trimestre del 2019, gli acquisti di oro della Russia hanno raggiunto livelli record, il che è un “brutto segno” per il mondo, riporta il quotidiano Daily Express in riferimento al capo del dipartimento di ricerca della società di brokeraggio internazionale BullionVault, Adrian Ash.

“I massicci acquisti di oro da parte dei governi o dalle banche centrali avviene raramente per un motivo positivo per il mondo e per la società” cita le parole di Adrian Ash il daily Express.

Si osserva che Mosca, comprando oro, cerca di ridurre la sua dipendenza dal dollaro USA in caso di espansione delle sanzioni da parte degli Stati Uniti.

Al secondo posto c’è la banca centrale della Cina, che sta anche cercando di differenziare le sue attività, muovendosi verso l’abbandono del dollaro USA sullo sfondo di rapporti tesi con Washington.

Turchia, Kazakistan, Ecuador, Qatar e Colombia sono anche tra i più attivi compratori d’oro all’inizio del 2019. ( Fonte Sputnik)


I francesi sono stanchi dell’isteria anti russa e l'Ucraina ha riconosciuto la dipendenza economica dalla Russia.

USA diventano il terzo fornitore del mercato russo – I francesi sono stanchi dell’isteria anti russa – l’Ucraina ha riconosciuto la dipendenza economica dalla Russia.

In calo a Marzo di questo anno l’export della UE verso la Russia, invece aumenta di quasi il 40% quello degli USA verso la Russia, gli USA diventano il terzo fornitore del mercato russo. (Fonte TDM Dogane Russe – Elaborazione ICE Mosca – Maggio 2019

I francesi sono stanchi dell’isteria anti russa e l’Ucraina ha riconosciuto la dipendenza economica dalla Russia.

Il deputato del partito della National Union, José Evrar, crede che la Francia debba abolire “l’isteria anti-russa”. Ha inviato l’appello al Ministro degli affari esteri Jean-Yves Le Drian.

E la squadra del nuovo presidente dell’Ucraina, Vladimir Zelensky, comprende che il paese non può interrompere completamente le relazioni economiche con la Russia.

Lo ha affermato il rappresentante del capo della piazza nel gabinetto Andrei Gerus.

Ad esempio, nel settore dell’energia, la percentuale di forniture dalla Federazione Russa è elevata. Ha anche aggiunto che anche quando il paese riceve prodotti petroliferi dalla Bielorussia, sono ancora fatti con il petrolio russo.

“Viviamo in un mondo globale, ed è irrealistico e impossibile fermare simultaneamente le relazioni economiche”,

– ha detto Gerus sul canale TV NewsOne.

Osserva che ci sono prodotti ucraini in Russia, il che rende il suo stato “più forte”.

Dopotutto, gli ucraini ricevono guadagni dall’esportazione, quindi non si tratta di una cessazione completa degli scambi.

“Se prendiamo decisioni, comprese quelle economiche, dobbiamo prima di tutto pensare se ci spareremo a una gamba”, ha concluso Gerus.

Nel 2015, l’Ucraina ha adottato un documento sull’abolizione della zona di libero scambio all’interno della CSI, introducendo un embargo su un certo numero di merci provenienti dalla Russia. L’elenco di questi prodotti è aumentato. Mosca ha anche risposto con un divieto all’importazione di prodotti, rilevando che lo avrebbe rimosso non appena Kiev avesse fatto il primo passo.   (fonte utro.ru)

 



Russia,Bielorussia,Kazakistan,Tajikistan,Kyrgystan

Eurasia strategica per l’export Made in Italy. – Sanzioni motivate da pressioni politiche esterne. – Tedeschi: “l´embargo è solo per voi italiani”. – UE condizionata dalla NATO. – Putin: noi ci fidiamo del governo italiano.

Quando vennero enunciate le prime sanzioni e l´Europa voltò le spalle alla Russia, questa realizzò un´alleanza intergovernativa ed un´unione politica e commerciale con altri Paesi dell´Est e del Far East, all´interno dei quali potesse essere sviluppato un mercato di libero scambio.

Bisogna considerare il fatto che la Federazione Russa è completamente autonoma dal punto di vista energetico, che soddisfa il proprio fabbisogno interno all´83% con fonti rinnovabili (in primis idroelettriche) e che incanalerà ora il grande surplus petrolifero verso i ricchi mercati del Far East, assetati di energia, per prima la Cina.

Il problema, quindi, rimane europeo, fortemente condizionato dalle esigenze della NATO, la quale, per esistere e perdurare, deve assolutamente disporre di un nemico da poter combattere.

Ecco allora la nascita di tre alleanze eurasiatiche: SCO, BRICS e Commissione Economica Eurasiatica.

La SCO-Shanghai Cooperation Organization, raggruppava inizialmente cinque Stati: la Federazione Russa, la Cina, il Kazakhstan, il Kyrgyzstan e il Tajikistan, ai quali si sono successivamente associati l´Uzbekistan, l´India e il Pakistan, per un totale di circa 3 miliardi e duecento milioni di abitanti, quindi circa la metà della popolazione mondiale.

Da ciò si può ben comprendere che tutte le imprese insediate nei paesi SCO, potrebbero non aver più bisogno di esportare in Occidente, in quanto il loro mercato è enorme e potrebbe benissimo essere in grado di saturare la loro produzione.

Un´altra associazione tra Paesi non integrati con l´Unione Europea è quella contraddistinta mediante l´acronimo BRICS, che deriva dalle iniziali dei paesi fondatori: Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica.
Si tratta di cinque economie emergenti ed a forte crescita, con un PIL. Anche in questo caso i paesi aderenti rappresentano circa la metà della popolazione mondiale e si sono impegnati per un libero scambio, svincolato dalla supremazia del dollaro quale valuta di riferimento, annunciando anche la volontà di adottare una nuova valuta di riserva globale, che dovrebbe essere “diversificata, stabile e prevedibile”

Tutto ciò premesso si tratta ora di comprendere quanto la cecità del nostro governo impedisca di fatto alle aziende italiane di cooperare con quelle della Federazione Russa e dei Paesi aderenti ad Eurasia e ciò a causa di embarghi e sanzioni, motivati da aleatorie pressioni politiche esterne.

– E quanto anche il governo attuale faccia veramente nonostante i vari e ripetuti “proclami” in disaccordo con le sanzioni, per mettere fine a questa inutile, ingiusta e “masochista” adesione forzata al “dictat” di oltre oceano – Nonostante il presidente russo Vladimir Putin non avesse nascosto, a suo tempo, la propria ammirazione per la svolta italiana: “Sappiamo che l’economia italiana ha delle basi molto solide, noi ci fidiamo di tutto quanto sta facendo il governo italiano e siamo sicuri che i problemi saranno risolti”. ( ndr)

– “I rapporti politici italo-russi sono eccellenti, ma…non si può essere contrari alle sanzioni e poi applicarle. Certamente ci vuole lealtà nei confronti dell’Ue ma la lealtà si può manifestare anche esprimendo dissenso, prima o poi”.
“Mentre l’Unione economica eurasiatica è un processo non breve ma in evoluzione, nell’Ue si assiste a un processo di disgregazione determinato da uno sviluppo economico disomogeneo. L’Eurasia è una possibilità per mitigare queste difficoltà, ma a oggi non ne approfittiamo… ( dichiarazione del presidente di Conoscere Eurasia e di Banca Intesa Russia, Antonio Fallico)

Per finire, desidero solo ricordare l´incontro avuto presso una grande compagnia russa con gli esponenti di una multinazionale tedesca.
Alla mia domanda su come facessero a vendere in Russia, viste le sanzioni e le limitazioni, mi stato risposto con il loro inconfondibile accento teutonico “l´embargo è solo per voi italiani”.

(Prof. Franco C. Grossi Esperto della Federazione Russa al Ministero della Scienza a Mosca – estratto dal Giornale Diplomatico)


Sanzioni alla Russia: tanti considerano sanzioni atto anomalo, anche l’Italia.

Lavrov, ministro degli esteri russo: tanti considerano sanzioni atto anomalo, anche l’Italia.
“Ci sono diversi Paesi come l’Italia che considerano le sanzioni un atto anomalo e gliene siamo grati. Sta a loro però prendere le decisioni e fare il primo passo”, ha detto il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov.
Secondo gli esperti del Comitato orientale dell’economia tedesca, il danno totale causato da tutte le sanzioni è di circa $100 miliardi al momento. I produttori agricoli italiani hanno stimato di aver perso da soli 3 miliardi di euro a causa della mancata esportazione di prodotti agricoli dall’Italia verso la Russia
Anche un il senatore statunitense del Partito repubblicano Rand Paul sta cercando di convincere i suoi colleghi al Senato della necessità di revocare le sanzioni contro la Russia e di beneficiare della cooperazione con Mosca. Lo riferisce Bloomberg. Paul ha pure criticato la decisione di Donald Trump di abbandonare il trattato INF con la Russia, malgrado i suoi colleghi di partito hanno preparato il terreno per questa decisione da oltre un anno.
Ma Mosca non intende supplicare i paesi occidentali affinché aboliscano le sanzioni anti-russe, ha affermato Sergey Lavrov.
“Trattiamo le sanzioni come una decisione assolutamente politicizzata, come una decisione che nel caso degli abitanti della Crimea li punisce per il loro libero arbitrio. Questa è una grave violazione delle convenzioni e delle alleanze sui diritti umani. Penso che dei giuristi possano facilmente dimostrarlo…
(estratto da Sputnik)
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Bruxelles mantiene relazioni molto strette con Mosca, ma lo nasconde. una politica di “ puntellamento” economico per “stare con la moglie (USA) ma andare con l’amante”…vedendo il debito USA che cresce 36 volte più rapidamente del PIL

Secondo il ministero degli Esteri britannico, i ministri degli Esteri in Lussemburgo approveranno il “regime di sanzioni proposto dalla Gran Bretagna e Francia dopo gli attacchi in Siria e Salisbury”. (nessuno ha mai provato che la Russia sia coinvolta…un po’ come per le altre inesistenti armi dei tempi di Saddam) E Mosca in periodo di sanzioni dell’Occidente ha stipulato più contratti con le capitali europee. Mentre Bruxelles mantiene relazioni molto strette con Mosca, ma lo nasconde.
Si potrebbe pensare ad una politica di “ puntellamento” economico per “stare con la moglie (USA) ma andare con l’amante” vedendo il debito USA che cresce 36 volte più rapidamente del PIL e sale sempre più in alto, e i chiari segnali di una profonda crisi che sta vivendo la società statunitense – dice l’economista Jeffrey Sachs.
Mosca in periodo di sanzioni dell’Occidente ha stipulato più contratti con le capitali europee e le città, ha detto il vice dirigente della capitale, del dipartimento di economia e relazioni internazionali Igor Tkach.
“Durante le più dure sanzioni nei due, tre anni di questo periodo, il maggior numero di accordi di cooperazione “città-città” lo abbiamo firmato proprio in questo momento. Il primo accordo era con Roma, poi con Vienna, Berlino, Parigi, Milano. Un gran numero di città hanno firmato con noi un accordo in tempo di sanzioni, questo isolamento fino ad oggi non si è sentito” ha detto.
Il rapporto della Federazione russa e dei paesi occidentali si è deteriorato a causa della situazione in Ucraina, dove nel 2014 si è verificato un colpo di Stato, e per la Crimea, che è stata riunita alla Federazione russa dopo un referendum. I paesi occidentali hanno accusato la Russia di ingerenza negli affari dell’Ucraina e hanno introdotto sanzioni. Mosca ha adottato misure di ritorsione, ripetutamente respinto le accuse e ha dichiarato che parlare la lingua delle sanzioni è controproducente.
Nonostante ciò Bruxelles mantiene relazioni molto strette con Mosca, ma lo nasconde. Così si è espresso nel corso di un’intervista il ministro degli Esteri ungherese con il giornale Der Standard. Il ministro ha detto che l’Unione Europea è attivamente impegnata negli affari con la Russia, ma le autorità europee preferiscono nascondere questi rapporti d’affari.
Il grande business continua, tuttavia, ai cittadini europei preferiscono mostrare solo conflitti mediatici, nascondendo le relazioni commerciali esistenti. “Gli europei occidentali sostengono con la Russia un rapporto più stretto dell’Ungheria, l’unica differenza è che essi cercano di nascondere il grande business con litigi superficiali” ha dichiarato il capo della diplomazia ungherese, aggiungendo che è stato molto sorpreso, quando alla Settimana dell’energia nella capitale russa ” al tavolo di Putin” ha visto i dirigenti delle quattro maggiori compagnie energetiche occidentali. (in parte estratto da Spunik)
Debito Usa a $21mila miliardi, cresce 36 volte più rapidamente del Pil
Un numero enorme, più grande della dimensione di tutta l’economia degli Stati Uniti. Ma ciò che colpisce è più che altro la velocità con cui sta crescendo l’indebitamento a stelle e strisce.
Una situazione al limite come avvertono gli analisti che si riflette sulla qualità di vita degli stessi americani.
“Gli Stati Uniti ottengono scarsi risultati in termini di misure sociali: l’aspettativa di vita è diminuita, le disuguaglianze sono aumentate e la fiducia nel governo è diminuita”.
Così il famoso economista Jeffrey Sachs secondo cui nonostante “l’economia con le misure tradizionali sta facendo bene”, ma vi sono segnali chiari di una profonda crisi che sta vivendo la società statunitense.
Le tendenze non sono buone e la posizione comparativa degli Stati Uniti rispetto ad altri paesi ad alto reddito è a dir poco allarmante.
Sachs mette in evidenza tre malattie correlate che devono essere affrontate: l’obesità, l’abuso di sostanze (in particolare la crisi degli oppiacei ossia le massicce prescrizioni da parte dei dottori di farmaci e anti dolorifici a base di oppio – potentissimi, più della morfina – che hanno creato un esercito di drogati negli Stati Uniti e incrementato il numero di suicidi) e la depressione”.
Debito Usa record: ecco chi sono i creditori
Il debito federale Usa ha raggiunto il record di 21,21 mila miliardi di dollari alla fine di giugno, mostrando una crescita del 6,9% rispetto allo stesso periodo di un anno prima. Ma nelle mani di chi è concentrato in misura maggiore il debito Usa?
Da un’analisi pubblicata da MarketWatch, che riporta dati del Tesoro Usa, la fetta piú grossa, pari circa al 70%, è posseduto da investitori domestici, tra cui la Federal Reserve.
Mentre il 30% è nelle mani di stranieri per una somma complessiva pari a 6,21 mila miliardi di debito. In questo spicchio, a dominare sono le due prime potenze asiatiche, Cina e Giappone, ma nella lista spiccano anche paradisi fiscali o presunti tali, come le Isole Cayman.
Nello specifico, il debito Usa detenuto da creditori esteri è concentrato nella casse di cinesi e giapponesi che, nonostante abbiano ridotto negli ultimi tre anni la loro esposizione, possiedono circa mille miliardi di debito a testa. Seguono a ruota Brasile e Irlanda (300 miliardi di dollari circa), tallonate da Regno Unito, Svizzera e Lussemburgo. (da finanzaonline)


Il commercio tra Russia e USA nel 2018 è aumentato dell’11,3%

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……..Il commercio tra Russia e USA nel 2018 è aumentato dell’11,3%.
Il fatturato commerciale tra la Russia e gli Stati Uniti nel primo semestre 2018 è aumentato del 11,3%, rispetto allo stesso periodo del 2017, per un ammontare di 11.816 miliardi di dollari. Lo riferisce il Servizio federale russo delle dogane………..
……..”Il confronto in corso tra la Russia e gli Stati Uniti assomiglia per molti versi alla storia delle sanzioni contro la Cina dopo i tragici eventi del 1989 in piazza Tiananmen…
Tuttavia la Cina ha superato con successo le sanzioni e ne è uscita addirittura molto più forte. Possiamo dire che oggi le cose con la Russia stanno andando allo stesso modo”, afferma l’esperto Andrey Fesyun, della Scuola Superiore di Economia……………….
…….Matteo Salvini a Mosca: una nuova era di buone relazioni tra Italia e Russia.
Ecco un breve commento di Matteo Salvini a Sputnik Italia su questa delicata tematica: — Ministro, in agenda ritorneranno questioni importanti come l’abrogazione delle sanzioni contro la Russia uno dei cavalli di battaglia della campagna elettorale della Lega?
— Assolutamente! Immigrazione, commercio, sicurezza, buoni rapporti con la Russia, la questione delle sanzioni.. porteremo avanti tutto!………….
(Estratti da Sputnik)

www.russiaaffari.blog


Gli affari correnti del governo scaduto Gentiloni non sono poi così correnti e il presidente Mattarella se ne infischia!

Gli affari correnti del governo scaduto Gentiloni non sono poi così correnti e il presidente Mattarella se ne infischia!

 Solidarietà alla May per la dubbia e discutibile questione della spia russa doppiogiochista.

Espulsione di due diplomatici Russi senza alcuna prova di responsabilità della Russia.

Invio di supporto militare contro la Siria senza alcuna prova che Assad abbia usato gas.

 Solidarietà, e appartenenza ad occhi chiusi per ogni tesi, inciucio e trama messe in atto dagli USA, UE e GB per creare confusione, contrasti, guerre e morte in ogni dove!

 

Scrive Maurizio Blondet 11 aprile 2018

Alle 17.33 del 10 aprile l’agenzia Al Sura ha segnalato che una cisterna volante italiana KC-767 è entrata in Giordania dallo spazio aereo dell’Arabia Saudita.   L’aereo, un Boeing, farà il rifornimento in volo dei caccia occidentali che lanceranno i missili contro la Siria.

Dunque il governo Gentiloni, scaduto e senza legittimità, ha portato l’Italia in guerra contro uno Stato che non ci ha mai fatto nulla di male, e contro cui non abbiamo nemmeno dichiarato guerra prima di aggredirlo.

Contro un capo di Stato, Hafez el Assad, che il1 8 marzo 2010, il capo dello Stato – allora Giorgio Napolitano – ha decorato della Gran Croce al merito della Repubblica, lodandolo come “esempio di laicità e difensore della libertà”.   Abituato alla menzogna senza vergogna.

Il governo scaduto ci mette anche in linea di ostilità armata contro la Russia, contro la nostra nazione non ha alcun motivo di inimicizia, e contro cui abbiamo esercitato qualsiasi possibile offesa senza alcun motivo e contro i nostri interessi, ed anzi storica amicizia. Ci mette in guerra anche contro l’Iran, di cui – come ”Europa” –     abbiamo garantito l’accordo sul nucleare, solo per rimangiarcelo appena Trump ha proclamato, su istigazione neocon, che avrebbe stracciato quel patto.

Altri hanno notato che un governo in carica per gli affari correnti, considera un affare corrente portarci in una guerra fra potenze nucleari, senza alcun motivo fondato – se non sulla menzogna: “Dobbiamo dire chiaramente che l’uso di armi chimiche da parte del regime di Assad non può essere in alcun modo tollerato”.

Ovviamente va prima provato, come hanno ribattuto Salvini, Paolo Romani, Giorgia Meloni.

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ORA CI ASCOLTERETE! Il presidente con il suo intervento inoltre si è rivolto apertamente agli Stati Uniti. Il messaggio di Putin: “ora ci ascolterete”.

ORA CI ASCOLTERETE!

Vladimir Putin durante l’annuale discorso all’Assemblea Federale ha parlato in realtà al popolo russo: presentati nuovi super missili, ma anche politiche di sviluppo per il Paese. Il presidente con il suo intervento inoltre si è rivolto apertamente agli Stati Uniti. Il messaggio di Putin: “ora ci ascolterete”.

Nel suo intervento alle due Camere riunite dell’Assemblea Federale il presidente russo ha illustrato gli sviluppi tecnologici portati avanti dal Paese nel campo della Difesa e degli armamenti: un missile nucleare di gettata sconfinata, un missile supersonico senza eguali al mondo imprendibile come un “meteorite” e un drone sottomarino che si sposta a distanze intercontinentali.

Le nuove armi presentate da Putin sono state interpretate dalla stampa europea come una minaccia nei confronti dell’Occidente, in realtà si tratta di una risposta alle azioni degli Stati Uniti che hanno dislocato i loro sistemi di difesa antimissilistica sul territorio di altri Paesi.

Il quadro presentato a due settimane dalle elezioni presidenziali non ha ovviamente riguardato solamente il settore militare. In materia di politica estera il presidente in carica ha ribadito l’importanza della cooperazione fra Russia, Stati Uniti ed Europa, nonostante le divergenze esistenti.

Fra i temi sollevati le riforme economiche necessarie per il Paese, i risultati ottenuti nelle politiche interne, come il dimezzamento della povertà dal 2000 ad oggi, l’investimento nella ricerca, nella tecnologia e nell’istruzione. Ebbene, come devono essere letti i messaggi lanciati da Vladimir Putin? ( un’intervista di Sputnik a Tiberio Graziani, Chairman di Vision&Global Trends – The Platform for Future Issues and Challenges).

— Si è svolto il tradizionale discorso di Putin all’Assemblea federale. Il presidente oltre ad aver toccato temi di politica interna ha presentato i nuovi sistemi di difesa, anche un missile supersonico che non può essere intercettato dai sistemi antimissile americani. Ha detto “ora ci ascolterete”, è la risposta russa allo scudo antimissile americano. Tiberio Graziani, come interpreta il messaggio lanciato da Putin?

— Il discorso di Putin è molto ampio che tende ad arrivare non soltanto all’orecchio dei parlamentari, ma principalmente all’orecchio del popolo russo. Durante l’intervento sono stati ovviamente toccati i temi della sicurezza dello Stato, della Difesa e della politica estera. Nell’illustrare la Difesa Putin ha parlato delle nuove armi di cui dispone oggi la Federazione Russa.

Il discorso dei nuovi armamenti si collega molto ad altri aspetti illustrati da Putin relativi alla tecnologia e alla Difesa. Queste nuove armi, come ha sottolineato il presidente, sono il frutto dell’ingegneria russa. Questo si ricollega al discorso dell’istruzione, della tecnologia e della formazione della nuova generazione. Come è stato letto dalla maggior parte dei giornali europei, tutto ciò è un monito verso l’Occidente.

 — Quali passaggi interessanti dell’intervento di Putin si potrebbero evidenziare?

— Putin ha parlato di un quadro programmatico della Russia presentando il Paese con il suo soft power, se vogliamo. Il presidente nel campo dell’istruzione ha ribadito la necessità che le università siano attrattive per gli stranieri, questa è un’apertura verso l’esterno. Parlando della sanità e dell’aiuto alle medie imprese Putin tende ad allargare quella che è la classe media, indispensabile per la stabilità di un Paese come la Russia.

 — Putin ha ribadito che la Russia non ha intenzione di aggredire nessuno e che “auspica una collaborazione equa e paritaria sia con gli Stati Uniti sia con l’Unione Europea”. Allo stesso tempo il presidente ha voluto mostrare che Mosca torna ad essere una super potenza militare che non va contenuta come sta facendo oggi la NATO. Che ne pensa?

 Unione Europea,Italia,Elezioni— È evidente dopo circa 18 anni di presenza di Putin in campo gli obiettivi preposti fin dalla prima presidenza sono stati raggiunti. Ricordo che nel 2000 la povertà arrivava attorno ai 40 milioni, dopo 18 anni è stata più che dimezzata.

Per quanto riguarda i rapporti con gli Stati Uniti e con l’Unione Europa il ritorno sulla scena internazionale della Russia è dovuto anche alla preparazione tecnologica nel campo della Difesa e della sicurezza dello Stato. Putin ha ribadito un concetto a lui caro: per sostenere una politica internazionale c’è bisogno anche di una forza militare coerente. Queste sono delle ovvietà per chiunque sia a capo di una potenza mondiale come la Russia.

 Un’altra frase che mi ha colpito di Putin a proposito della Difesa è che una Russia forte da un punto di vista militare diventa una garanzia per la stabilità del sistema mondiale. Vi sono stati altri interessanti concetti espressi da Putin per quanto riguarda la politica estera: ha ribadito che alleati strategici rimangono la Cina e l’India, questo sta a significare che non siamo più in un sistema unipolare ma in un sistema sempre più policentrico.

— Rivolgendosi alle due Camere Putin ha lanciato in realtà un messaggio ai russi, ma anche agli Stati Uniti. Riflettendo più in generale come immagina le relazioni fra Russia e Stati Uniti vista la situazione attuale? La tensione salirà?

— Bisognerà aspettare le elezioni di novembre di Midterm, cioè di metà mandato che ci saranno negli Stati Uniti. Quelle elezioni saranno molto importanti, nel caso venga riconfermato un largo consenso a Trump evidentemente le relazioni potrebbero migliorare. In caso contrario, se il Congresso si schierasse in una opposizione ancora più marcata nei confronti di Trump, è evidente che l’amministrazione statunitense tornerà ad una sorta di posizionamento internazionale in cui l’antagonista sarà ancora la Federazione Russa.

Abbiamo davanti due grandi date: quella del 18 marzo, in cui credo sia scontata la riconferma di Putin, poi ci sarà quella di novembre molto importante per vedere quanto gli americani sostengono o non sostengono Trump.

 

—Secondo lei possono cambiare realmente i rapporti fra Italia e Russia in base a chi vincerà le elezioni del 4 marzo?

— Bisogna innanzitutto vedere quali sono i dati importanti. L’Italia è un Paese nell’ambito della NATO, quindi è evidente che i suoi rapporti con la Russia da un punto di vista geostrategico saranno sempre problematici. Chiunque vada al governo dovrà tenere conto di questo.

Per quanto riguarda questioni di tipo economico e politico chiunque vada al governo dovrà tenere conto della grande opposizione che c’è in Italia verso l’Unione Europea e verso le politiche sanzionatorie europee nei confronti della Russia.

Mi aspetto che chiunque vada al governo troverà una soluzione di accomodamento, quindi la posizione dell’Italia nei confronti di Mosca e delle sanzioni antirusse sarà a mio avviso molto più mitigata di quanto sia stato in passato.

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Discorso del presidente Vladimir Putin all’Assemblea Federale.- Putin: chi voleva limitarci non ci è riuscito – Difesa missilistica: la Russia risponde agli USA -Putin: Difendiamo i nostri interessi, ma rispettiamo quelli degli altri

Discorso del presidente Vladimir Putin all’Assemblea Federale.

24° messaggio di un presidente russo all’Assemblea Federale ed il 14° nella carriera politica di Vladimir Putin.(Estratto da quanto pubblicato su sputnik)

Putin: questo messaggio ha un carattere speciale.

Siamo riusciti a garantire lo sviluppo della Russia. Non dobbiamo pensare che la stabilità che abbiamo raggiunto si trasformi in rilassamento. I prossimi anni saranno decisivi per lo sviluppo del paese. Tutto questo non è legato alle elezioni. Sto parlando dello sviluppo delle tecnologie. Un ritardo in queste sfere è inammissibile.

Putin: Quali devono essere le priorità del nostro corso politico?

Ribadisco che al primo posto ci deve essere il benessere delle persone. Dobbiamo dare alla gente un lavoro dignitoso, che porti guadagno e possibilità di realizzare sè stessi.

Negli anni 2000 in Russia c’erano 42 milioni di poveri. Oggi questa cifra è scesa a 20 milioni. Ma sono ancora troppi.

Nei prossimi 10 anni dobbiamo diminuire la disoccupazione. E nei prossimi 6 anni diminuire di due volte la soglia di povertà. Di queste cose parliamo spesso e da molto, ma bisogna fare.

Putin: le grandi città devono essere il modello per lo sviluppo di tutta la Russia

Abbiamo imparato a migliorare le nostre città: Sochi, Kazan, Vladivostok ne sono un esempio. Dobbiamo continuare in questa direzione per regalare alle persone un ambiente moderno dove vivere, lavorare, esprimere il loro potenziale. Tutto questo garantisce l’espansione della classe media in Russia.

Russia leader tra Europa e Asia

Putin sottolinea l’importanza delle grandi opere che saranno varate nel prossimo biennio in Russia: ponte con la Crimea, modernizzazione della ferrovia Transiberiana e dei corridoi autostradali insieme a Kazakistan e Cina, sviluppo dell’Artico e dei porti del mar Nero, del mar Caspio, sull’Oceano Pacifico.

Da Vladivostok ai confini occidentali della Russia con l’Europa le merci arriveranno in meno di 8 giorni. Questo è un reale impulso allo sviluppo economico del territorio e garantirà un ritorno più veloce dagli investimenti, – ha sottolineato il presidente russo.

Putin: coinvolgere le persone, conservare i nostri valori

Vladimir Putin ha ribadito che il 2018 in Russia è l’anno dei volontari, sottolineando l’importanza del loro operato:

“Il coinvolgimento delle persone negli affari del paese ci rende un popolo unitò. Conservare la nostra identità è prioritario, soprattutto in quest’epoca di veloci cambiamenti tecnologici”.

Putin: massimo appoggio alla ricerca

Negli ultimi anni la Russia ha aumentato il suo potenziale nella sfera scientifica. Oggi dobbiamo salire ancora di livello. Ci servono delle piattaforme digitali autonome, – ha detto Putin, che ha annunciato la creazione di due acceleratori gravitazionali in Russia.

Putin: semplificare la procedura di acquisizione della cittadinanza russa

Dobbiamo rendere le nostre università appetibili agli stranieri e favorire la permanenza dei diplomati più meritevoli. La priorità va a coloro che possono essere utili al nostro paese: giovani, in salute, istruiti.

Putin: raccolto record, complimenti!

Il presidente Putin ha fatto i complimenti ai lavoratori del settore primario:

“Quest’anno il raccolto ha avuto un risultato senza precedenti: 134 milioni di tonnellate. Ancora di più del record dell’Unione Sovietica, raggiunto nel 1970 con 127,4 milioni di tonnellate.

Difesa missilistica: la Russia risponde agli USA

La Russia creerà una nuova arma in risposta alle azioni degli USA che hanno dislocato il loro sistema di difesa antimissilistica sul territorio di altri paesi, – ha sottolineato Putin – Nel 2002 gli USA sono usciti unilateralmente dall’accordo sulla divisa missilistica. Noi abbiamo provato in tutti modi a mantenere il negoziato, ma tutte le nostre proposte sono state rifiutate.  

Washington ha dichiarato che il sistema di difesa antimissilistica non era orientato contro Mosca. Noi abbiamo risposto dicendo che saremmo stati obbligati ad aumentare il nostro potenziale difensivo. Le Autorità americane ci hanno detto “fate quello che volete”.

Intanto dietro a Putin scorrono le immagini del missile Sarmat – Putin ha ricordato i missili russi che in occidente vengono soprannominati “Satana”. Si tratta dei Sarmat, sviluppati sulla base dei missili “Voevoda” sovietici.

“Nei media occidentali sono stati ribattezzati Satana-2”.

Un video presenta un nuovo tipo di missile aria-superficie – Il presidente Putin con l’ausilio di un video ha presentato il nuovo missile aria-superficie a propulsione nucleare “Kinzhal”.

Putin presenta la nuova arma “meteorite”- Questa arma può essere manovrata negli strati compatti dell’atmosfera, sarà imprendibile, la velocità sarà supersonica: “Sarà come un meteorite” – ha detto Putin.

“Come vedete  queste al mondo non c’è nessuno che abbia qualcosa di simile. Certo, prima o poi spunterà, ma nel frattempo i nostri ragazzi avranno già creato qualcos’altro” – ha rimarcato Putin.

Putin ha ringraziato gli “eroi del nostro tempo” caduti in Siria: – Rivolgo un pensiero alle migliaia di persone che lavorano per il bene della sicurezza della Russia ed alla creazione di queste nuove armi.

Ripeto, queste armi ora le abbiamo solo noi e prima poi le avrà anche qualche altro, ma nessuno di loro avrà mai degli uomini come il vice-comandante Roman Filipov. (Caduto in Siria lo scorso 3 febbraio)

Putin: chi voleva limitarci non ci è riuscito

“L’Occidente deve riconoscerlo. Le informazioni che abbiamo presentato ora sulle armi, che non hanno equali al mondo, non sono un bluff” – ha sottolineato Putin.

“Smettetela di agitare la barca che si chiama pianeta Terra” – ha aggiunto Putin, che poi ha concluso:

Qualunque utilizzo di armi nucleari contro la Russia o un suo alleato verrà interpretato come un attacco contro la Russia ed avrà risposta immediata e con tutte le conseguenze del caso. Nessuno deve avere dubbi su questo.

Putin: Difendiamo i nostri interessi, ma rispettiamo quelli degli altri

“Noi siamo interessati alla cooperazione con gli USA e l’ Europa, anche se le nostre posizioni non coincidono” ha sottolineato Putin.

Putin: credo nel nostro successo

Negli ultimi anni abbiamo compiuto tali e tanti cambiamenti, per cui ad altri ci sarebbero voluti dei secoli, ha detto Putin. – “Bisogna essere coraggiosi. Prendersi delle responsabilità. Diventare più forti” – ha aggiunto Putin.

 

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Tanto per farsi un’idea tra sanzioni contro la Russia e gli affari ad ogni costo per salvaguardare le proprie economie…

Tanto per farsi un’idea tra sanzioni contro la Russia e gli affari ad ogni costo per salvaguardare le proprie economie…il tutto condito con la solita ipocrisia politica di basso profilo della UE, ma gli imprenditori non si lasciano abbindolare facilmente.

 …Il tema principale… era la situazione ucraina e quanto l’Amministrazione americana aveva fatto per favorire il colpo di stato contro il Governo in carica. Dal conflitto interno derivarono, come sappiamo, le sanzioni (e le contro-sanzioni) con la Russia che vedono tuttora parteciparvi tutti gli Stati europei, Germania compresa.

In realtà Berlino, nonostante sia stata parte in causa nelle manifestazioni che rovesciarono il precedente regime di Kiev, sta giocando sin dall’inizio una partita su due tavoli: con una mano spinge per il proseguimento delle sanzioni, mentre con l’altra continua a investire in Russia attraverso le consociate delle sue aziende residenti in quel Paese.

Come non bastasse, ha sottoscritto l’accordo che prevede il raddoppio del gasdotto North Stream II, infrastruttura che consentirà di dirottare sul nord del continente la maggior parte del gas che attualmente transita attraverso l’Ucraina. Proprio questa soluzione è la più evidente contraddizione con l’intento dichiarato di “proteggere” l’Ucraina nella sua marcia di avvicinamento all’Europa e, contemporaneamente, obbligare la Russia a venire a patti con Kiev.  ( tratto da opinione di M. Sommossa su sputnik)

Ma anche per la Francia il business è business: Le sanzioni non hanno costretto le aziende francesi ad abbandonare la Russia. Lo ha dichiarato il direttore della Camera di Commercio franco-russa Pavel Shinskiy.

“Il risultato più importante per il business francese, per quanto posso giudicare, è che nessuna società ha lasciato il territorio della Federazione Russa fin dall’inizio della crisi, e le sanzioni non hanno costretto nessuna azienda a farlo”, ha detto ai giornalisti Shinskiy dopo l’incontro fra il governatore della Regione di Mosca Andrey Vorobyov e l’ambasciatore francese Silvie Berman.

Shinskiy ha osservato che, nonostante le sanzioni esistenti, nuove aziende francesi sono interessate al mercato russo.

Le relazioni tra la Federazione Russa e i paesi occidentali sono peggiorate a causa della situazione in Ucraina e in Crimea. L’Occidente ha accusato la Russia di essere responsabile della destabilizzazione della situazione ed ha introdotto le sanzioni contro le persone fisiche e giuridiche russe. Mosca come contromisura ha introdotto l’embargo sui prodotti alimentari provenienti da quei paesi che hanno adottato le sanzioni. Di recente, nei paesi dell’UE sta crescendo l’opinione che sia necessario revocare le sanzioni contro la Russia.

E l’Italia, dopo una fase di sofferenza profonda, pur aderendo alle sanzioni contro la Russia ha visto una crescita dei fatturati tra Italia e Russia, come dichiara il ministro degli Esteri russo Serghej Lavrov, che  ha sottolineato la ripresa della crescita del fatturato del commercio tra la Russia e l’Italia nel 2017, e ha esortato a lavorare per consolidare il trend positivo.  “E’ incoraggiante che dopo un prolungato periodo di recessione nel commercio e fatturato economico dell’anno scorso c’è stata una crescita. Per i primi 11 mesi è aumentato di quasi il 20%, pari a 21,5 miliardi di dollari” ha detto Lavrov in una conferenza stampa dopo i colloqui con il collega italiano, Angelino Alfano.

“Continueremo a lavorare sul consolidamento di questo trend positivo, cerchiamo di mantenere il lavoro russo-italiano del consiglio per la cooperazione economica, industriale e monetario-finanziaria, di promuovere l’approfondimento della cooperazione industriale, la localizzazione della produzione delle imprese italiane nel nostro paese, il tasso di attivazione di scambi di investimento” ha aggiunto il ministro russo.

Non solo ma “ di necessità virtù” gli imprenditori italiani ai quali delle sanzioni contro la Russia non importa una cosiddetta “mazza” e delle quali ne hanno piene le tasche, visto che proprio delle loro tasche si tratta e visto che con la “politica”-  nonostante il perpetuarsi del teatrino di strette di mano – non si fa impresa ma solo “poveri discorsi”, si sono mossi per andare in Crimea a produrre vino con uve locali- alla facciaccia dell’Ucraina, degli USA e della UE.

Così come altri piccoli imprenditori italiani producono mozzarelle in Russia, molti altri ancora cercano di fare un qualche business costituendo partnership, joint venture, sottoscrivendo accordi, contratti di forniture e aprendo società giuridiche russe, senza considerare che in Russia ci sono già 100 imprese italiane che producono con 75 mila addetti, e ci sono altre 300 imprese italiane con presenza fissa e altre 400 quelle che fanno attività commerciale con ufficio e personale italiano.

E nel frattempo l’Italia supera la Francia e sale al quinto posto come fornitore della Russia.

E poi………………vediamo che fra gli obiettivi del programma dei 5 stelle l’Italia dovrebbe occupare un ruolo centrale nel Mediterraneo e dire “no” alle sanzioni alla Russia. Quindi per il Movimento 5 stelle basta sanzioni la Russia è partner strategico.

Per Berlusconi e Salvini è pacifico che le sanzioni contro la Russia siano la prima cosa da rimuovere perché la Russia è un partner strategico…….vedremo dopo il 4 marzo!!!!!

Ma il bello è che coloro che più hanno sostenuto le sanzioni contro la Russia risultano essere i maggiori “affaristi con la Russia”, tra i maggiori fornitori ci sono: al secondo posto la Germania e al terzo posto gli USA, seguono al quinto e sesto posto Italia e Francia, con al settimo posto il Giappone.

E di fatto i titoli di stato russi vengono acquistati dagli stranieri come il pane appena sfornato: gli investitori non temono nemmeno le misure di ritorsione americane.

I non residenti hanno ripreso ad investire nei titoli di stato russi dopo la pausa estiva scorsa, ha riferito la Banca di Russia (Banca Centrale Russa, ndr).  Mentre sale a 106 miliardi di dollari il debito USA nei confronti della Russia visto che lo scorso novembre la Russia ha aumentato gli investimenti nei buoni del Tesoro americano di 700 milioni di dollari, portando così i suoi crediti con gli Stati Uniti a 105,7 miliardi $. Come emerge nei documenti pubblicati dal Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti.

Allora di quali sanzioni stiamo parlando? Tutte le manovre messe in atto per affondare l’economia russa sono miseramente  e platealmente fallite……“O il Presidente Putin ha la bacchetta magica o è il più grande statista dal dopo guerra ad oggi”

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