I produttori del vino della Crimea e della regione Toscana inizieranno la produzione di un vino da uva crimeana. Il nuovo brand sarà distribuito in Russia dopo una luce verde dagli esperti e critici italiani.

(Di Marina Tantushyan/Sputnik)

I produttori del vino della Crimea e della regione Toscana inizieranno la produzione di un vino da uva crimeana. Il nuovo brand sarà distribuito in Russia dopo una luce verde dagli esperti e critici italiani.

Come sottolinea il viticoltore crimeano Valery Zakharin, per i consumatori russi è molto importante sapere il parere dei sommelier ed esperti per poter poi promuoverlo non solo in Russia ma anche all’estero.

Il nuovo brand di vino italo-crimeano Alter Ego Ettore Falvo&Valery Zaharin sarà presentato durante il salone del vino che si terrà a Düsseldorf nel marzo 2018 e a maggio durante la fiera “Prodexpo” in Russia.

Per maggiori dettagli Sputnik Italia si è rivolto a Luca Maroni, analista sensoriale, esperto di vini, autore ed editore dell’Annuario dei Migliori Vini Italiani

— Luca, come nasce l’idea di creare il nuovo brand di vino italo-crimeano?

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— Questo brand nasce dall’incontro di due anime. Una è quella di Valery Zakharin e l’atra è di Ettore Falvo. Ma soprattutto nasce per celebrare il matrimonio  tra l’Italia e la Russia. Sia Zakharin che Falvo sono due personaggi molto importanti. Ettore Falvo ha svolto un ruolo importante nel rinascimento enologico italiano degli anni 80 e il nome di Zakharin è legato al rinascimento enologico che è attualmente in corso in Russia e in Crimea. Sono due protagonisti perché hanno deciso di dedicare la loro attività al recupero delle varietà autoctone: Falvo si occupa delle varietà italiane e Valery invece di quelle della Crimea. Quindi si sono incontrati e sono usciti con l’idea di creare un vino assolutamente nuovo e di mettere al servizio della nascente industria vitivinicola russa ella Crimea l’esperienza luminosa di un “padre” dell’enologia italiana.

— Сhe gusto avrà questo vino? Potrà conquistare non solo il mercato russo ma anche quelli internazionali?

— Assolutamente sì, proprio perché il Dott.Falvo è un’esperto del gusto internazionale e la qualità della materia prima crimeana è meravigliosa. Zakharin ha dato piena disponibilità e si è impegnato a fornire tutta l’infrastruttura necessaria. Avremo veramente un prodotto eccellente, che farà parlare molto dei vini russi!

— Sul Suo portale tra gli ultimi 1000 vini assaggiati ci sono elencati circa 200 vini russi prodotti tra la regione di Krasnodar e la Crimea. Perché Le piacciono cosi i vini russi?
— Innanzitutto la Russia è una terra con qualità di suolo e di coltivazione meravigliosa. È un terreno molto ricco degli elementi, quindi è ideale per la coltivazione della vite. E poi c’è anche la seconda ragione — i russi amano il vino e in particolar modo il vino italiano. Io da anni frequento la Russia e la fiera del Prodexpo con i miei partner storici di Aquavita che mi hanno introdotto in Russia. Ho visitato molte volte sia Mosca che San Pietroburgo e da qualche anno grazie al mio collega Yury ho cominciato ad assaggiare sistematicamente i vini russi e ho registrato i miglioramenti, il potenziatale eccezionale di questi prodotti. Quindi, mi piacciono i vini russi perché sono oggettivamente buoni.

— Nel febbraio 2017 lo stand con due produttori vinicoli della Crimea ha catturato l’attenzione dei visitatori della fiera di settore “I migliori vini italiani”. Dopodiché Lei ha visitato la Crimea per vedere con i suoi occhi come funziona il settore vinicolo locale. Alcuni esperti e critici sostengono che in questo periodo l’industria vinicola della Crimea stia vivendo un “rinascimento” come quello che ha vissuto l’Italia negli anni 80. Condivide questa posizione?

— Assolutamente sì. Sono venuto apposto in Krasnodar e in Crimea per rendermi conto, per assaggiare centinaia di vini. I vini prodotti già dal Signor Zakharin sono stati da me valutati in un caso con 95 punti rispetto ai 99 massimi ma ci sono anche diversi vini da 94, 93, 92 punti. Quindi stiamo parlando di valori di eccellenza che poi ho visto replicare anche dagli altri produttori. Quindi sicuramente si, possiamo parlare di un rinascimento enologico della Crimea.

— Sempre nel 2017 Lei ha organizzato a Mosca l’evento I Migliori Vini Italiani e Russi. Come valuta le realtà enologiche emergenti russe?

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— Molto bene, sia come capacità di produrre vini eccezionali dai vitigni internazionali, quindi i vari Chardonnay, Cabernet, Merlot, Viognier e cosi via ma anche soprattutto per le performance delle varietà russe come, per esempio, Saperavi e   Kefessiya. Infatti l’idea del brand del Dott.Falvo e del Dott.Zakharin è quella di creare un vino che unisca al meglio le virtù dei vini autoctoni di Crimea e quindi di Russia con i vitigni internazionali. C’è da tenere presente che Zakharin sta coltivando altre 75 varietà di antiche uvaggi autoctone della Crimea e quindi mano a mano che ci saranno dei resultati  di questa sperimentazione, il brand di questo vino che nascerà dalla collaborazione di Zakahrin e Falvo si arricchirà di nuovi vini autoctoni russi scoperti e moltiplicati grazie all’azione ispirata di Zakahrin.

— L’anno scorso la fiera I Migliori Vini Italiani e Russi ha raccolto nella capitale russa oltre 1000 visitatori. L’anno prossimo dal 30-31 maggio si terrà la seconda edizione. Sarà possibile ripetere questo successo nel 2018?

— Io spero di superarlo perché tutti quanti abbiamo lavorato tanto per far conoscere l’evento. Ci saranno sempre più espositori sia italiani che russi e poi è veramente bellissimo trovarli riuniti perché c’è anche uno scambio di know-how, di umanità, di affetto. E quindi trovarli insieme in una grande location di Mosca significa celebrare sempre di più il matrimonio di amore tra i coltivatori dell’uva e del vino della Russia e dell’Italia!

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