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L’economia Russa torna a crescere nel secondo semestre 2020.

Russia, leader globale dell’industria agroalimentare. La Russia è tra i 10 Paesi maggiori donatori della FAO.

L’economia Russa torna a crescere nel secondo semestre 2020.
Putin: “Il declino economico della Russia a causa del coronavirus sarà minore che in molti altri Paesi”.

L’emergenza del COVID-19 non è riuscita a mettere in pericolo la sicurezza alimentare della Russia, l’offerta dei generi alimentare è più che abbondante.

La Russia è tra i Top-10 Paesi che vantano il prestigioso titolo dei maggiori donatori dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO)

Sanzioni alla Russia

Le sanzioni anti russe dell’Occidente hanno dato una spinta allo sviluppo accelerato dell’industria agroalimentare della Russia: all’inizio del 21° secolo la Federazione Russa ha conquistato il prestigioso titolo del maggiore esportatore globale dei cereali.

Negli ultimi 20 anni i banchi dei negozi della Russia, dal Mare Baltico all’Oceano Pacifico, si sono riempiti di generi alimentari di tutti i tipi possibili e immaginabili. Inoltre le sanzioni anti russe da parte dell’Occidente e il successivo embargo che Mosca ha posto sulle importazioni di alcuni tipi di generi alimentari (frutta e ortaggi, carni; formaggi ecc.), dagli Stati Uniti e dai Paesi della UE, tra cui l’Italia, hanno dato una spinta allo sviluppo accelerato dell’industria agroalimentare russa.

Le sanzioni occidentali contro la Russia e il successivo embargo del Cremlino hanno colpito duramente molti produttori ed esportatori italiani. Secondo una recente analisi della Coldiretti, le esportazioni agroalimentari del “Made in Italy” verso la Russia hanno perso oltre 1,2 miliardi negli ultimi sei anni.

L’economia Russa torna a crescere nel secondo semestre 2020.

L’economia Russa torna a crescere, dopo una perdita del PIL nel primo semestre  del 2020, la produzione alimentare in Russia è aumentata del 4%, i trasporti sono cresciuti del 4,2%,  mentre il commercio al minuto è salito dell’8,2%.

Per il ministro dell’Economia, Anton Siluanov, il calo del PIL russo, dovuto alla pandemia,  “sarà inferiore del 4%” .

Putin: “Il declino economico della Russia a causa del coronavirus sarà minore che in molti altri Paesi”.

Nel 2021 l’economia russa tornerà a crescere, aumentando alla fine dell’anno del 2,8-4,8 per cento – Anche gli analisti dell’agenzia Fitch hanno migliorato le previsioni sul PIL russo.

Il presidente Vladimir Putin ha detto che “Il declino economico della Russia a causa del coronavirus sarà minore che in molti altri Paesi”.  (Estratto da Russia 24 – Banca Intesa)


Bielorussia: “sviluppo molto elevato”, indice di sviluppo umano dell'ONU. Sistema sanitario efficiente, ha un tasso di mortalità infantile molto basso e il 99% alfabetizzazione.

Bielorussia un gioiello incastonato nell’europa orientale.

Bielorussia: “sviluppo molto elevato”, indice di sviluppo umano dell’ONU.

Sistema sanitario efficiente, ha un tasso di mortalità infantile molto basso e il 99% alfabetizzazione.

Bielorussi ospitali e “su di tono” – Infrastrutture, architettura e grande senso civico.

Effettuare brogli elettorali sull’80% dei voti è irreale.

Chi manifesta pacificamente non merita alcuna repressione.

Massima attenzione ai “provocatori di mestiere” e sobillatori di rivolte.

La Bielorussia indipendente dal 1991, è una repubblica presidenziale, governata da un presidente, dal 1994 Aljaksandr Lukašėnka  e dall’Assemblea nazionale, il parlamento.

L’Assemblea Nazionale è un parlamento bicamerale e comprende i 110 membri della Camera dei Rappresentanti (camera bassa) e i 64 membri del Consiglio della Repubblica (camera alta).

La Camera dei Rappresentanti ha il potere di nominare il primo ministro, di apportare modifiche alla costituzione e di promuovere un voto di fiducia nei confronti del primo ministro, inoltre svolge funzioni consultive, predisponendo pareri in materia di politica interna ed estera.

Il Consiglio della Repubblica ha il potere di scegliere i vari funzionari di governo e di approvare o respingere le leggi varate dalla Camera dei Rappresentanti.

Ogni camera ha la facoltà di opporsi alle leggi redatte dalle autorità locali, se contrarie alla costituzione bielorussa.

Totale popolazione circa 9.500.000. Nella capitale Minsk ci sono poco più di 2 milioni di abitanti.  Oltre la capitale ci sono 23 città principali che superano i  50.000 abitanti. L`economia della Bielorussia è molto sviluppata. Lo sviluppo economico del paese è in discreto aumento, anche grazie all’industrializzazione nei campi della meccanica, della chimica e del settore tessile.

Nel 2018, la Bielorussia si è classificata al 53° posto su 189 Paesi dell’Indice di sviluppo umano dell’ONU ed è nel gruppo di Stati con “sviluppo molto elevato”.

Con un sistema sanitario efficiente, ha un tasso di mortalità infantile molto basso di 2,9 (rispetto a 6,6 in Russia o 3,7 nel Regno Unito).  Il tasso di medici pro capite è di 40,7 per 10.000 abitanti (26,7 in Romania, 32 in Finlandia, 41,9 in Svezia) e il tasso di alfabetizzazione è stimato al 99%.

Di fatto:

chi arriva in Bielorussia nota immediatamente la cordialità delle persone, la loro disponibilità, la predisposizione al dialogo e lo spirito collaborativo.  I bielorussi sono ospitali e di primo impatto danno l’impressione di essere su di “tono”.

Il territorio è ben curato, tutto è pulito e tenuto molto bene, il senso civico delle persone è molto alto e l’aspetto della gente ben curato e spesso elegante, anche nelle aree rurali si incontrano “belle persone” che sembra amino il loro lavoro  e  in qualche modo lo esprimono con “strane opere architettoniche”  rurali che si notano  nelle aree coltivate viaggiando in auto.

La Bielorussia è di fatto una perla tra le piccole repubbliche dell’area orientale europea, ancorché altre aree siano comunque ben tenute e ospitali.

Considerazioni personali:

durante i mie frequenti spostamenti in e attraverso la Bielorussia, nelle varie città, ho sempre ammirato queste caratteristiche, sia territoriali che caratteriali, e per me è sempre stato un grande piacere sostare e/o passare in quel territorio che, oltre a soddisfare il senso estetico offre anche la sensazione di pace e tranquillità.

Chi guida, in gran parte, rispetta le regole, la segnaletica stradale è ottima, e sembra non ci sia una volontà repressiva  da parte della polizia stradale ma solo prevenzione.

Gli autovelox sono  sempre ampiamente e  immediatamente segnalati e ben visibili (prevenzione e non repressione), e mi è capitato di prendere alcune multe per la velocità di poco superiore al consentito, che mi sono state contestate con il sorriso e la massima gentilezza ( quasi scusandosi) da parte della polizia.

Negli hotel  professionalità e gentilezza, cura dell’ospite e decoro massimo sono immediatamente percepite nei vari siti stellati o meno.

Le città sono belle e ben tenute e Minsk, in particolare, è  una città incantevole, bella da vedere e da vivere, accogliente e amichevole.

L’efficienza la si nota particolarmente nei passaggi doganali: funzionari sempre cortesi e veloci nelle pratiche di passaggio.

I fatti recenti:

senza entrare nella controversia politica ma come semplice osservatore ed estimatore di questa Nazione mi sono posto alcune domande alle quali non so dare risposta:

Di fatto la popolazione non sembra sottoposta ad anni di soppressione, il tono della gente non esprime rabbia, risentimento o frustrazione.

Non si evidenziano segnali di contrasto, di stizza o di rabbia, guardandosi attorno non si vedono segni di contestazioni, non ci sono scritte sui muri, imbrattamenti o deturpazioni, non c’è ombra di vandalismo.  Questo alto senso civico denota la vera libertà  dall’ideologismo e dal fanatismo.

Per come appare il territorio, la sua manutenzione, la pulizia, l’architettura, le infrastrutture, ecc. si conferma ancora il grande senso civico della Gente,  la cura dell’estetica e l’attaccamento alla Nazione della popolazione.  Il tutto non è certamente il risultato di oppressione o repressione ma è  volontà diffusa e profusa verso il “bello”.  Un popolo soppresso non volge al “bello”, non cura l’estetica anzi denigra e distrugge per contrasto.

Per quanto sopra è difficoltoso pensare che la maggioranza del popolo bielorusso, e addirittura l’80%, sia sfavorevole all’attuale governo, certamente ci potrà essere una opposizione politica (come in ogni nazione e governo), una volontà di cambiamento (ma  verso cosa?), una voglia di diverso, una richiesta di maggiore libertà (ma da cosa?), tutto legittimo, come sono legittime la volontà di manifestare il dissenso e di pacifica protesta.

Ma pensare che si possa effettuare brogli elettorali sull’80% dei voti ribaltando completamente un risultato supposto, sperato ma non certo e provato, sembrerebbe abbastanza irreale.

Forse c’è da chiedersi a chi giova tutto questo? Certamente la stragrande maggioranza dei manifestanti ( a dire il vero pochi rispetto al supposto consenso dell’opposizione) è in buona fede,  e ha diritto al rispetto della sua opinione, non può e non deve essere repressa la protesta, può essere controllata e separata da eventuali provocatori, ma mai ci deve essere violenza repressiva da parte delle autorità: questo sarebbe ed è un grossolano errore.

Per contro è necessario che vi sia la massima attenzione ai “provocatori di mestiere”, ai sobillatori e fomentatori di rivolte che sempre agiscono all’ombra di “interessi particolari”, la massima attenzione verso  coloro che sono “i chi giova” e che non hanno nulla a che fare con le Gente in buona fede che manifesta pacificamente.

Spero proprio che il Presidente Aljaksandr Lukašėnka abbia l’accortezza e la saggezza di calmierare le forze di polizia durante le manifestazioni,  perché chi manifesta comunque è Bielorusso, il suo popolo ed  è il Presidente di tutti i Bielorussi che con Lui hanno reso la Bielorussia una Nazione gioiello.

 

 


La fine della globalizzazione sarà un miracolo economico per la Russia

La fine della globalizzazione sarà un miracolo economico per la Russia – Oggi non è il più forte a sopravvivere, ma l’adattabile e la Russia in questo è in testa.

Interessante analisi dell’analista economico Aleksandr Kuptsikevich.

Un miracolo economico per la Russia.

Le aziende statunitensi e dell’UE sono già (nonostante la recessione) pronte a spendere centinaia di miliardi di dollari per escludere la Cina dalla filiera produttiva e limitare la cooperazione economica con il “Celeste Impero”.

La pandemia di coronavirus, che ha interrotto i legami economici e i canali di fornitura internazionali, ha sollevato la questione della localizzazione della produzione.

Aleksandr Kuptsikevich, analista di una società di investimento, ha parlato di come la tendenza descritta di “de-globalizzazione” influenzerà la Russia.

In un’era di cambiamento, non è il più forte a sopravvivere, ma l’adattabile.

A questo proposito, l’economia russa è sempre stata in testa, al contrario di quella cinese o americana, che si sono concentrate sul “andare oltre” se stesse.

In altre parole, il processo opposto alla globalizzazione, ovvero la localizzazione delle industrie nazionali, darà un colpo irreparabile alla Cina.

In questo senso, la Cina, che ha sconfitto più efficacemente il coronavirus, uscirà con le maggiori perdite a causa delle “complicazioni” della nuova malattia, perché sarà difficile per uno Stato focalizzato sui mercati esteri e sui consumatori adattarsi.

Come sottolinea l’esperto, l’inizio dell’era della de-globalizzazione e della localizzazione della produzione, con il ripristino delle filiere nazionali di prodotti e componenti, sarà un vero miracolo economico per la Federazione Russa.

I paesi più grandi del mondo avranno bisogno di un vero boom delle infrastrutture, che, a sua volta, richiederà quantità colossali di energia.

La domanda alimenterà i prezzi delle materie prime, il che alla fine porterà a un aumento delle vendite di gas, petrolio e carbone russi.

Inoltre, richiederà quasi un oceano di metalli e macchine utensili pesanti, di cui dispone anche la Federazione Russa. Tuttavia, in questo caso particolare, troverà ancora più difficile competere con noti fornitori “occidentali”

In ogni caso Mosca ha la possibilità, dato il giusto corso politico, di ottenere una seria spinta economica, conclude l’analista.

Estratto da ХОРОШИЕ НОВОСТИ РОССИИ.


La grande opportunità del mercato russo

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Noi non proponiamo le solite “missioni”, approcci e ricerche inutili, interventi spot, servizi temporanei, azioni a distanza e quanto altro viene di solito proposto da operatori istituzionali o meno.

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Rischiamo una crisi irreversibile”

Il presidente di Confindustria contro il governo: …l’Italia rischia “la macelleria sociale”

“Bisogna puntare sulla crescita…l’Italia rischia “la macelleria sociale”… Il governo ci aveva promesso i decreti attuativi sulle misure anti-crisi, ma è “tutto fermo”… l’appello di Bonomi rivolto a tutta la politica italiana: ricollegarsi ai bisogni del Paese e smetterla con il cinema degli ultimi mesi.”… Rischiamo una crisi irreversibile”

Carlo Bonomi, presidente di Confindustria, parla apertamente durante una intervista al quotidiano La Stampa, l’Italia rischia “la macelleria sociale” la cifra di un milione di posti di lavoro persi  è “molto credibile”.

Bonomi  accusa il governo di essere fermo su tutti i principali nodi economici: ci avevano promesso  i decreti attuativi (ne servono 400) sulle misure anti-crisi, ma è “tutto fermo”.

Non solo, “ci avevano detto che ad agosto avrebbero lavorato alla stesura del piano di riforme da presentare alla Ue per ottenere i contributi del Recovery Fund” ed è tutto fermo.

Ricollegarsi ai bisogni del Paese e smetterla con il cinema degli ultimi mesi

Il 14 settembre riprenderà la scuola, “ma non si è capito se e come riapriranno” gli istituti scolastici ed inoltre “da settimane siamo inchiodati a discutere sui banchi a rotelle e  non riusciamo neanche a sapere quali sono le 11 imprese che li starebbero fabbricando.  Siamo al paradosso del segreto di stato su una gara pubblica”.

In precedenza Bonomi aveva fatto rilevare che  sono venticinque anni che il nostro Paese perde produttività, allontanandosi sempre più dai concorrenti. E la crescita dipende anche da dove si allocano le risorse: da decenni si aumenta la spesa corrente (il dividendo elettorale) a scapito degli investimenti nelle infrastrutture, nella sanità, nell’innovazione e nella ricerca, nelle politiche per la sostenibilità ambientale e sociale, nelle politiche attive per il lavoro anziché annegarle nel reddito di cittadinanza o nei navigator”. “A proposito, qualcuno sa dove sono andati a finire? Non si fa così, è uno spreco di risorse inaccettabile”

“Ho detto quel che sanno tutti coloro che ogni mattina vanno in azienda a lavorare”-  Il governo ha bloccato i licenziamenti. Ma il lavoro, i posti di lavoro, non si gestiscono e non si creano per decreto. Serve una strategia, una visione, un’idea di quale Paese vogliamo costruire. Bisogna smetterla di guardare esclusivamente al dividendo elettorale”.

Rischiamo una crisi irreversibile”

“Si pensa che il lavoro o l’innovazione si creano per decreto. L’economia è cosa diversa. Quindi o noi liberiamo le risorse o non cresceremo come Paese. I posti di lavoro si creano se ci sono crescita e investimenti” –

La politica ha zero strategia su dove andare “Vedo la classe politica, non parlo di Governo, molto concentrata sull’emergenza ma con zero visione e zero strategia su dove dobbiamo andare.

Questo mi preoccupa molto”, ha detto il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi. “Ci sono dei nodi fondamentali – ha aggiunto – che dobbiamo affrontare oggi. Penso all’automotive, al fisco, che deve essere una leva di competitività e non solo come strumento per il gettito, e il lavoro. Penso anche alle infrastrutture e le grandi opere e il mondo dell’acciaio”, ha detto ancora Bonomi.

“Vedo una politica – ha concluso – che ha delle posizioni diverse anche all’interno degli stessi partiti e quindi diventa tutto difficile e complicato.  Abbiamo, quindi, una serie di questioni da affrontare scevri dagli interessi di parte o dividendi elettorali.

 

 


Vaccino Russo

L’articolo proibito: Il vaccino SputnikV per la collaborazione globale contro la pandemia. Vaccino anti-Covid russo, Ministero Salute: “Prima partita disponibile in 2 settimane”

Oggi, molti media e politici occidentali mettono in dubbio la velocità della creazione del vaccino COVID-19 in Russia, sollevando dubbi sulla sua efficacia e autenticità. Il segreto di questa velocità è l’esperienza della Russia nella ricerca sui vaccini.

Dagli anni ’80, il Centro Gamaleya ha guidato gli sforzi per sviluppare una piattaforma tecnologica utilizzando gli adenovirus, presenti nelle adenoidi umane e che normalmente trasmettono il comune raffreddore, come ‘vettori’ o veicoli, per introdurre materiale genetico dal virus ad altra cellula. Il gene dell’adenovirus, che causa l’infezione, viene rimosso mentre viene inserito un gene con il codice di una proteina di un altro virus.

Questo elemento inserito non è una parte pericolosa di un virus ed è sicuro per il corpo, al contempo aiuta il sistema immunitario a reagire e produrre gli anticorpi, che ci proteggono dall’infezione…https://it.sputniknews.com/opinioni/202008119410603-larticolo-proibito-il-vaccino-sputnikv-per-la-collaborazione-globale-contro-la-pandemia/

Dopo l’annuncio della registrazione del preparato arrivano anche le prime informazioni su quando il vaccino sarà reso disponibile per l’uso.

Il ministero della Salute russo Mikhail Murashko ha annunciato quest’oggi che la tanto attesa prima partita di vaccini per il Covid-19 saranno disponibili per l’uso entro due settimane.

“Ad oggi sono in corso i controlli qualità. Entro due settimane la prima partita del preparato sarà rilasciata e verrà consegnata per la vaccinazione di medici che fanno parte dei gruppi di rischio”, ha spiegato Murashko.

Il ministro ha quindi sottolineato che la vaccinazione sarà volontaria per chiunque, inclusi i medici, aggiungendo che è in fase di sviluppo una nuova app di tracciamento che consentirà ai cittadini russi di confermare il proprio stato di salute.

L’applicazione sarà inoltre utilizzata per monitorare eventuali effetti collaterali del preparato sui soggetti che decideranno di farselo inoculare… https://it.sputniknews.com/mondo/202008129413928-vaccino-anti-covid-russo-ministero-salute-prima-partita-disponibile-in-2-settimane/


La Russia si è classificata al nono posto tra i 10 Paesi europei più attraenti per gli investitori globali –

La Russia si è classificata tra i 10 Paesi più attraenti per gli investitori globali. – La Russia è nel gruppo dei cinque Paesi leader globali – Rafforzamento della moneta russa già entro la fine del 2020.

Secondo gli analisti l’egemonia degli Stati Uniti sta per finire –

Oltre alla Russia tra i nuovi Paesi-leader globali vi sono anche la Cina e l’India –

La Russia si è classificata al nono posto tra i 10 Paesi europei più attraenti per gli investitori globali –

Nel 2020 la pandemia influenzerà l’afflusso di investimenti diretti esteri nell’economia russa, ma l’impatto non sarà significativo.

Nei prossimi anni la crescita annua del Pil russo dovrà superare nettamente la media mondiale, la speranza di vita non dovrà essere inferiore a 78 anni, mentre il numero delle persone che vivono al di sotto del livello della povertà dovrà essere ridotto di almeno due volte.

La Russia  è stata inclusa dagli analisti russi e internazionali nel gruppo dei cinque Paesi leader globali del futuro mondo.

Gli Stati Uniti, al contrario, non deterranno più il titolo di potenza mondiale, ma saranno altri Stati a contendersi il posto di leader.

Lo ha affermato l’analista politico Dmitrij Zhuravlev, direttore dell’Centro di ricerca russo per i problemi regionali.

“Quando ci riferiamo agli Stati Uniti come leader assoluto, ricordiamo che sono diventati un egemone mondiale solo nel 1991, ovvero dopo il crollo dell’Unione Sovietica.

Ma ora quest’epoca è finita”, ha sottolineato Zhuravlev.  Secondo l’esperto, oltre alla Russia, vi sono ora tra i leader Cina e India. Tuttavia, al momento la Russia occupa solo il quarto posto nella lista.

Nonostante le attuali difficoltà economiche legate alla pandemia di COVID-19, nel 2019 la Russia si è classificata al nono posto tra i 10 Paesi europei più attraenti per gli investitori globali.

Come nei quattro anni precedenti, il settore principale per gli investitori esteri in Russia è stato quello agroalimentare (41 progetti).

Ovviamente, il successo dell’industria alimentare è garantito in primis dalle produzioni legate alla politica di sostituzione delle importazioni.

Germania, USA e Paesi Bassi investono maggiormente nel settore agricolo.

Il secondo posto è invariabilmente occupato dalla produzione di macchinari e attrezzature, In questo caso i leader degli investimenti sono Germania, USA e Finlandia.

Si prevede che nel 2020 la pandemia influenzerà l’afflusso di investimenti diretti esteri nell’economia russa, ma l’impatto non sarà significativo.

La politica economica perseguita dalle autorità russe negli ultimi anni ha permesso di affrontare “in buona forma” la crisi associata alla diffusione del coronavirus, ha dichiarato il Rappresentante permanente della Banca Mondiale in Russia, Renaud Seligmann, durante un’intervista rilasciata all’agenzia di stampa RIA Novosti.

“Riteniamo che le politiche macroeconomiche e fiscali delle autorità negli ultimi anni abbiano permesso alla Russia di affrontare questa crisi in buona forma in termini di livello di debito verso il PIL (circa il 14%), riserve esterne, ammontare del Fondo nazionale per il Welfare, tasso di cambio fluttuante.

La Russia ha affrontato la crisi meglio di molti Paesi con economie simili”, ha dichiarato Seligmann.

La Banca Mondiale ritiene che la ripresa economica della Russia dal coronavirus avrà luogo nella seconda metà del 2020. Secondo Apurva Sanghi, capo economista per la Russia presso la Banca Mondiale.

Dopo una serie di cali in primavera, entro la fine del 2020 il rublo russo dovrebbe rafforzarsi fino a un livello di 60-62 rubli per dollaro. Lo ha affermato il presidente del maggiore gruppo bancario russo “Sberbank”,  Gherman Gref, giunto a questa conclusione basandosi sulle previsioni degli analisti, secondo i quali il prezzo del petrolio salirà a 60 dollari al barile entro la fine dell’anno.

( Estratto dall’editoriale di Russia 24 – Banca Intesa San Paolo)         www.consultpartners.org

 

 


Russia: La spesa al consumo è tornata ai livelli del 2019

Russia: La spesa al consumo è tornata ai livelli del 2019. Putin: Firma il decreto di sviluppo nazionale.

Putin Firma il decreto di sviluppo nazionale.

Il Presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin, ha firmato nella giornata di ieri un decreto che fissa gli obiettivi di sviluppo nazionale  per i prossimi anni.

Uno degli obiettivi prefissati è il tasso di crescita del prodotto interno lordo del paese superiore alla media mondiale, mantenendo la stabilità macroeconomica, nonché un tasso di crescita sostenibile dei redditi della popolazione e un livello dei sussidi previdenziali non inferiore all’inflazione.

Crescita reale delle esportazioni di beni non energetici

Prevede anche la crescita reale delle esportazioni di beni non energetici per almeno il 70% rispetto al 2020, ed una crescita  degli investimenti in immobilizzazioni per almeno il 70% rispetto al 2020, quindi anche l’aumento del numero di persone occupate nelle PMI, compresi gli imprenditori individuali e i lavoratori autonomi, per almeno  25 milioni di persone.

Trasformazione digitale della Russia

Altro  obiettivo nazionale  prioritario riguarda la “trasformazione digitale” della Nazione, che mira al  raggiungimento della “maturità digitale” per settori chiave dell’economia e della sfera sociale.

Si prevede di portare al 95% la percentuale di servizi significativi disponibili in forma elettronica, aumentare al 97% le  famiglie con accesso alla rete internet a banda larga ed infine aumentare di quattro volte rispetto all’indicatore del 2019 gli investimenti in soluzioni nel campo delle tecnologie dell’informazione.

Migliorare il tenore di vita dei cittadini

E’ previsto anche di assicurare una crescita sostenibile della popolazione, migliorare il tenore di vita dei cittadini, aumentando a 78 anni l’aspettativa di vita, tutelando la loro salute e riducendo i livelli di povertà.  Garantire quindi  un ambiente di vita e di lavoro sicuro, l’aumento del volume delle costruzioni di nuove abitazioni, migliorare la qualità delle reti stradali e la gestione dello smaltimento dei rifiuti e ridurre le emissioni nell’atmosfera di agenti inquinanti e pericolosi.

Nel decreto  è previsto anche garantire il miglioramento del sistema scolastico generale e superiore, così da far entrare la  Russia nei primi dieci paesi al mondo per la qualità dell’istruzione, nella ricerca e sviluppo.

Russia: La spesa al consumo è tornata ai livelli del 2019

Nel frattempo l’indice di attività dei consumatori russi –  segnala la  Sberbank –   ha raggiunto i suoi valori più alti dall’inizio della pandemia e nelle ultime settimane i suoi indicatori sono stabili. La spesa al consumo è tornata ai livelli del 2019. Con sensibili aumenti nei settori alimentari, costruzioni, elettronica, giochi per computer, ecc.

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L’economia russa resiste alla crisi, causata dal coronavirus, e si prepara a ripartire

L’economia russa resiste alla crisi. Maxi piano per la ripresa economica. Il rublo si rafforza…

L’economia russa resiste alla crisi  da coronavirus e riparte.

Dopo il drammatico calo del mese di aprile nel maggio 2020 la recessione ha rallentato il passo.

Aumentano le spese dei russi: a maggio 2020 lo scontrino medio per gli acquisti di beni di prima necessità nei supermercati  è cresciuto del 15% rispetto all’anno scorso –

A maggio, tra le  categorie di beni di consumo la Russia ha registrato un’impennata della domanda di materiali da riparazione e da costruzione, e di attrezzature sportive  per il work-out casalingo.

Nel periodo giugno-luglio, ci sarà un aumento significativo del fatturato per abbigliamento, calzature e accessori.

Maxi piano per la ripresa economica in Russia.

l governo della Russia ha presentato un maxi piano per la ripresa economica del Paese.

Il programma è suddiviso in nove sezioni e comprende circa 500 attività.

L’obiettivo principale del programma è quello di aumentare i redditi reali della popolazione, ridurre la disoccupazione.

Oltre a garantire una crescita economica sostenibile tramite tecnologie moderne e di nuove opportunità nel mercato del lavoro.

Il rublo  si rafforza e sfida  il tandem dollaro-euro.

l rublo nonostante tutto si sta rafforzando rispetto al dollaro e all’euro.

Dopo una serie di drammatici cali in marzo,  la moneta russa si è rafforzata nel mese di giugno scendendo a quota 68,3 rubli per dollaro e a 76,6 per euro.

La pandemia non riesce a ostacolare la cooperazione  tra l’Italia e la Russia

Fondazione “RK-Investizii” e Banca Intesa Russia, l’istituto leader per i finanziamenti delle piccole e medie imprese in Russia, svilupperanno in maniera congiunta dei progetti regionali –

Banca Intesa Russia tra le prime ha aderito al programma del Governo di Mosca che prevede l’erogazione dei crediti agevolati alle Pmi.

(Fonte Banca Intesa Russia 24)

 


Coronavirus il contagio dell'aberrazione umana

Confindustria, Bonomi: “La politica fa più danni del Covid” – Disoccupazione e povertà, ecco l’eredità del Сovid-19. (L. Scordamaglia) – strategia della paura e paranoia da coronavirus: tutto giustificato?

Confindustria, Bonomi: “La politica fa più danni del Covid”  –  Disoccupazione e povertà, ecco l’eredità del Сovid-19. (L. Scordamaglia) –   Strategia della paura  e paranoia da coronavirus: tutto giustificato?

Il presidente degli industriali punta il dito contro la “politica dei dividenti elettorali” che sottrae risorse a investimenti, sanità, senza creare occupazione.  Sono un milione di posti di lavoro a rischio, quando ad agosto si sbloccherà la moratoria sui licenziamenti imposta con Dpcm durante l’emergenza sanitaria. Lo ha ribadito in un’intervista al quotidiano La Repubblica, il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi. “Questa politica rischia di fare più danni del Covid-19”, questo il suo commento.

I problemi economici che stanno vivendo molti italiani oggi a causa del Coronavirus potrebbero sfociare però in gravi tensioni sociali. “La politica torni a decidere, i politici prendano atto che la situazione è mutata e che oggi se non si adottano delle misure di apertura, di ritorno alla normalità con un po’di coraggio le conseguenze dell’economia saranno infinitamente più gravi di quelle del virus” ha sottolineato in un’intervista a Sputnik Italia Luigi Scordamaglia, consigliere delegato di Filiera Italia.

– Una gran parte d’Italia porta a casa i soldi esclusivamente se lavora.  Le previsioni fatte, anche dal presidente di Confindustria, non sono per niente pessimistiche, sono realistiche. Se si arriverà a perdere un milione di posti lavoro è chiaro che la situazione non sarà semplice.

 La strategia della paura ha scatenato la paranoia da coronavirus ma è tutto giustificato?

 “avete preso per il culo  gli italiani e distrutto l’economia. Li avete confusi, li avete presi per il collo, li avete rovinati e gli avete tolto tutto. Credo sia arrivato il momento di chiedere una commissione di inchiesta su quali siano state le fonti di informazione che hanno portato a distruggere la vita degli italiani, a farli cadere nel panico e nella paura”. (Vittorio Sgarbi)

Che senso ha?

Quale senso ha la limitazione delle libertà individuali sancite dalle costituzioni nazionali,  l’interruzione di ogni attività economica che è la sola sopravvivenza delle popolazioni,  il terrore trasmesso dalla OMS e dai vari  ISS se per  guerre, cambiamenti climatici e povertà portano alla morte 5,4 milioni di bambini in tutto il mondo (la metà per malnutrizione). (Save the Children Italia) – 

Se le due bombe atomiche  di Hiroshima e Nagasaki  hanno fatto 250.000 morti in  due giornate.  Se la seconda guerra mondiale in sei anni  ha mietuto oltre 70 milioni di vittime. Media anno oltre 10.000.000.  

SE solo per la guerra del vietnam ci sono state 5 milioni di vittime in 15 anni.  Media circa 300.000 anno e se la guerra di Corea, 5 milioni di vittime in tre anni: media per anno oltre 1.500.000.

Che senso hanno  milioni di giovani vite sacrificate per libertà e democrazia, economia e benessere,  se un “coronavirus qualsiasi” mette in ginocchio il mondo, blocca le libertà costituzionali, fa impazzire i governi, prostra quella “scienza” che così solertemente, puntualmente ed efficacemente arma il mondo con micidiali strumenti di morte?

Che senso ha non aver avuto paura prima e averne ora?

L’influenza asiatica.  Registrato per la prima volta nella penisola di Yunan, in Cina, il virus influenzale A (H2N2) di origine aviaria è comparso nel 1957 e in meno di un anno si diffuse in tutto il mondo. un milione di morti in tutto il pianeta.  L’Influenza di Hong Kong. Un milione di persone le vittime che causò questo nuovo ceppo di influenza. Il virus dell’Immunodeficienza umana (HIV).  Si stima che l’HIV abbia causato circa 25 milioni di morti in tutto il mondo.

Che senso ha allora il contagio dell’aberrazione scatenato dal coronavirus?

 

 


La Russia ha notevoli riserve internazionali, è più preparata alla pandemia rispetto a qualsiasi altro Paese al mondo

La Russia ha notevoli riserve internazionali – Meglio di ogni altro Paese al mondo

La Russia ha notevoli riserve internazionali,  è più preparata alla pandemia rispetto a qualsiasi altro Paese al mondo. 

L’economia russa è abituata agli shock dovuti alle costanti sanzioni economiche, commerciali e finanziarie da parte dell’Occidente.

Il quotidiano americano The New York Times ha scritto a chiare lettere, che la Russia  “è entrata nella crisi globale con enormi riserve finanziarie e le sue grandi aziende sono praticamente prive di debiti”,  in quanto,  per via delle sanzioni, il Cremlino non ha accettato prestiti dall’estero, e “la Russia stessa è autosufficiente, avendo imparato a provvedere a se stessa in maniera ottimale durante le sanzioni e l’embargo”.

Coronavirus-  previsioni sullo sviluppo dell’economia e dei mercati finanziari della Russia:  la crescita del Pil russo del 2,3% nel periodo gennaio-febbraio ha garantito un certo margine di sicurezza per le previsioni relative all’intero anno 2020 – Il declino dell’economia russa alla fine dell’anno sarà assai moderato e nell’ordine dell’1-2%,  mentre il prossimo anno ci si può già attendere una crescita anche in termini annui –

La rivista “Forbes” indica  Banca Intesa Russia tra le 15 banche più stabili e sicure del Paese.  ( estratti da Russia 24 –  Banca Intesa)

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• Aumenta il ruolo strategico del mercato russo, dice Banca Intesa.

• Nonostante il deterioramento dell’economia globale la Russia è in grado di mantenere la stabilità economica a lungo termine di tempo. • Aumenta il ruolo strategico del mercato russo, dice Banca Intesa.

L’economia della Russia sta per affrontare una situazione di emergenza a causa della pandemia del coronavirus e del crollo del prezzo del greggio sui mercati internazionali.

Secondo il ministro  delle Finanze della Russia, Anton Siluanov, l’emergenza del coronavirus e molto più pericolosa per il Paese rispetto al calo delle quotazioni petrolifere. “Sono i due fattori molto pericolosi, ma la pandemia del coronavirus richiede più attenzione da parte dell’esecutivo perché incide in maniera molto negativa su interi settori strategici dell’economia nazionale”.

Ciononostante la Russia è in grado di mantenere la stabilità economica a lungo termine di tempo. Lo ha dichiarato il presidente russo, Vladimir Putin, durante un recente incontro al Cremlino con i ministri del nuovo governo di Mikhail Mishustin.

“La Russia, così come il Fondo nazionale per la previdenza sociale, sono in grado di mantenere la stabilità nonostante il deterioramento della situazione economica mondiale”, ha sottolineato il leader del Cremlino.

Particolare attenzione durante l’incontro è stata rivolta alla situazione dei mercati globali delle materie prime sullo sfondo della diffusione del coronavirus COVID-2019 nel mondo.

“Le nostre riserve, tra cui il Fondo nazionale per la previdenza sociale, sono sufficienti a garantire una situazione stabile, nonché l’esecuzione di tutti gli obblighi di bilancio e sociali, nonostante un possibile deterioramento dell’economia globale”, ha detto il presidente russo.

Come ha precisato Putin, le riserve internazionali della Banca Centrale russa ammontano ora a circa 563 miliardi di dollari, mentre il volume del Fondo nazionale per la previdenza sociale supera i 124 miliardi.

“Per quanto riguarda l’impatto dell’epidemia sull’economia globale, dobbiamo monitorare la situazione molto da vicino e decidere rapidamente come rispondere a ciò che sta accadendo sui mercati mondiali”, ha aggiunto Putin.

L’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico ha declassato le previsioni di crescita del Pil per i Paesi del G20.

Ma gli esperti internazionali ritengono che la crescita del Pil della Russia nel 2020 sarà dell’1,2%.

In questa difficile situazione, “il ruolo strategico del mercato russo non fa che aumentare. È necessario garantire la competitività delle imprese italiane in questo mercato, che svolge un ruolo importante anche per l’accesso ai mercati di tutta la Grande Eurasia”.

Lo ha dichiarato il 20 febbraio scorso il presidente di Banca Intesa Russia, fondatore e presidente dell’Associazione “Conoscere Eurasia”, Antonio Fallico, in occasione dell’Ottavo seminario italo-russo a Milano, incentrato sui problemi dell’interazione tra Russia e Italia nei settori dell’economia, dell’industria e della finanza. (Estratto da Russia 24 di Banca Intesa)



Ria Novosti del 19 marzo pubblica un articolo molto interessante con una intervista all’accademico Viktor Maleev, consigliere presso l'Istituto centrale di ricerca di epidemiologia di Rospotrebnadzo.

Coronavirus intervista all’accademico Viktor Maleev

Ria Novosti del 19 marzo: interessante con intervista all’accademico Viktor Maleev, consigliere presso l’Istituto centrale di ricerca di epidemiologia di Rospotrebnadzo.

Come viene trattato COVID-19 negli ospedali di Mosca?

Un nuovo coronavirus può essere artificiale?

Possiamo aspettarci che il COVID possa scomparire durante l’estate?

Qual è il motivo delle misure preventive introdotte a Mosca, nonostante il contagio sia limitato?
Misure restrittive sono state introdotte a Mosca in relazione alla pandemia di COVID-19:

gli scolari studieranno a distanza da lunedì, e molti adulti saranno trasferiti al lavoro a distanza. L’accademico Viktor Maleev, consigliere del direttore della ricerca presso l’Istituto centrale di ricerca di epidemiologia di Rospotrebnadzor, l’accademico Victor Maleev, ha riferito a RIA Novosti su come viene rilevato un nuovo coronavirus, come viene trattato e perché è necessaria la quarantena leggera.

– Secondo gli ultimi dati, in Russia ci sono solo 199 persone infette dal
Perché mettere in quarantena se il numero ufficiale di pazienti è piccolo?

– Per non essere più malato. Non abbiamo una quarantena completa, si tratta di misure restrittive. Se il numero di nuovi casi aumenta, le misure dovranno essere rafforzate. Non gli sarà permesso di uscire di casa, la produzione inizierà, tutto si congelerà. Pertanto, ora stanno cercando di fare di tutto per impedire che ciò accada.

Sfortunatamente, mentre il numero di casi sta crescendo. Un paio di giorni fa, abbiamo avuto tre o quattro nuovi pazienti, e ieri 30 contemporaneamente. In questo momento stiamo parlando, e poi entro la mattina questo numero raddoppierà. Pertanto, dobbiamo agire in anticipo. Forse nel prossimo futuro ci sarà un esito letale.

– Come viene trattato COVID-19 negli ospedali di Mosca?

– Utilizziamo specifici farmaci antivirali. Ci sono istruzioni su come trattare il coronavirus. È vero, sono temporanei, perché vengono periodicamente rivisti alla luce di nuovi dati sull’infezione. Abbiamo ancora poca esperienza, utilizziamo, tra le altre cose, gli sviluppi realizzati in Cina. Ora ho la settima versione dei manuali cinesi che hanno usato.

Utilizziamo anche farmaci che si sono dimostrati efficaci nel trattamento della SARS perché questi virus sono simili al 90 percento. E assicurati di dare ai pazienti farmaci fortificanti. Quindi, se le persone con molte malattie croniche concomitanti, come problemi cardiaci, si ammalano, rafforziamo il cuore in modo che il corpo possa far fronte all’infezione.

– Un nuovo coronavirus può essere artificiale?

– No Affinché un nuovo virus emerga, il suo prototipo non deve solo mutare (una o due piccole differenze nel genoma), è necessaria una transizione qualitativa. In altre parole, le differenze tra l’RNA del nuovo virus e il suo precursore dovrebbero essere significative e dovrebbero essercene molte.

È impossibile farlo artificialmente. Solo la natura può farlo. Non abbiamo ancora studiato a fondo tutte le sue capacità: perché può creare nuovi virus, dove li nasconde.

È noto che le infezioni hanno cicli: insorgono, poi scompaiono e dopo un po’ compaiono di nuovo. E il momento del ritorno, se non è un’infezione stagionale, è difficile da prevedere.

Diciamo che la SARS è stata scoperta nel 2002 all’incirca nello stesso periodo del nuovo coronavirus: a novembre.
E nell’estate del 2003 era scomparso.

Possiamo aspettarci che accada la stessa cosa con il nuovo coronavirus che con la SARS: scomparirà?”

– E chi lo sa? È impossibile prevedere. Così come è impossibile prevedere se diventerà stagionale. Dopotutto, ce l’abbiamo in una stagione finora. Dobbiamo vedere cosa accadrà l’anno prossimo e quindi trarre delle conclusioni.
Nel frattempo, non sappiamo nemmeno cosa diventerà dopo qualche tempo.

– Possiamo avere, in Russia, la stessa situazione con coronavirus come in Italia?

“Non è mai successa.” E dobbiamo fare di tutto per evitarlo in futuro.

Questo è il motivo delle misure preventive che vengono ora introdotte a Mosca. Sfortunatamente, le persone non possono sempre valutare l’entità della minaccia. Pertanto, ad alcuni punti, il governo è costretto ad agire con forza.

Quindi, ovviamente, può essere criticato, anche se, a mio avviso, in questo caso c’è qualcosa da lodare. Tuttavia, la Russia è uno dei pochi paesi che è riuscito a lungo, nonostante il confine con la Cina, a non far entrare una nuova infezione nel suo territorio.

Sai, mi chiedono spesso: perché siamo così pochi infettati se la Cina è letteralmente a portata di mano. Rispondo: nelle nostre regioni frontaliere la densità di popolazione è bassa rispetto alla parte europea della Russia. Ora il numero principale di pazienti è ancora a Mosca. E in Estremo Oriente e in Siberia non ci sono semplicemente megalopoli così grandi.

A Vladivostok e Khabarovsk non esiste un singolo caso. Tutti i pazienti identificati nelle regioni – diciamo, a Nižnij Novgorod, Tjumen – tornarono dall’estero e volarono in transito attraverso Mosca.

“Quanto velocemente vengono eseguiti i test del coronavirus in questo momento?”

“Da quattro a otto ore.” – Ora abbiamo ovunque sistemi di test per il coronavirus.

Prima di tutto, questa analisi viene eseguita su coloro che sono tornati dall’estero e sulle persone con cui hanno contattato, anche se non presentano sintomi di infezione da coronavirus.

– Dimmi, come specialista in malattie infettive, le persone che hanno contatti con gli infetti devono essere sanzionate per aver violato la quarantena?
“Certo, perché stanno infettando gli altri”….. queste persone creano problemi alla società, il che significa che devono essere ritenute responsabili. Se non li puniamo, continueranno ad agire e non saremo in grado di porre fine all’epidemia.

Vedete, è difficile per noi ora prevedere la diffusione di una nuova infezione, perché molti altri casi di coronavirus verranno portati in Russia al cento per cento.

Ora abbiamo 1800 turisti in Montenegro. I russi sono in Spagna, Italia, Germania – paesi in cui la situazione epidemiologica è difficile. E questo è un grande potenziale di infezione per il nostro paese.

Al momento, abbiamo solo dieci casi di trasmissione locale di coronavirus, quando le persone erano in contatto con coloro che venivano dall’estero. E li abbiamo tutti presi.
Inoltre, tutto dipende dalla coscienza delle persone che ora torneranno.
Se osservano l’autoisolamento, si rivolgono ai medici in tempo, chiamano la hotline, se il resto non si fa prendere dal panico sulla base del coronavirus, allora affronteremo l’epidemia. Ora molto dipende da noi.


Al fine di garantire la sicurezza dello stato, proteggere la salute pubblica e prevenire la diffusione dell’infezione in Russia, nonché in relazione al peggioramento della situazione epidemiologica in Italia, Germania, Spagna e Francia, Mosca ha deciso di limitare temporaneamente il trasporto di passeggeri dal territorio da e verso Italia, Germania, Spagna, Francia.

Ecco perché la Russia “sembra quasi” (ndr) immune dal coronavirus. – Coronavirus, in Russia 28 casi accertati: 26 provenivano dall’Italia, 2 dalla Cina. Mosca chiude tutte le frontiere.

Ad oggi i casi di Covid-19 riportati da quando il contagio si è diffuso sono 20, (aggiornati ad oggi 28) e di questi solo tre hanno avuto bisogno di ricovero ospedaliero. Praticamente un’isola felice, anzi, un continente felice date le dimensioni del Paese. Scrive Il Giornale.

La Russia da quando è cominciata l’esplosione della malattia in Cina, ha messo in atto tutta una serie di provvedimenti via via più stringenti ma immediatamente efficaci e soprattutto tempestivi.

Da subito, a partire dal 31 gennaio, i viaggi d’affari delle compagnie russe in Cina sono stati temporaneamente sospesi, mentre parallelamente venivano diffusi i primi avvertimenti rivolti a cambiare le abitudini dei cittadini.

Il 2 febbraio vengono sospesi i collegamenti ferroviari con la Cina compresa la tratta Mosca-Pechino mentre il 3 si prende la decisione di bloccare temporaneamente tutti i viaggiatori ivi provenienti.

Il 6 il Cremlino emana una disposizione per cominciare a registrare la temperatura corporea delle persone che prendono parte ad eventi pubblici mentre

il 20 comincia il divieto di ingresso sul territorio della Federazione per tutti i cittadini cinesi e parallelamente vengono istituite delle zone di quarantena per i viaggiatori entrati prima dell’inizio della chiusura della frontiera con la Cina.

Il 27 febbraio i viaggi turistici in Italia, Iran e Corea del Sud vengono sospesi mentre il 28 Mosca sospende i visti di ingresso per i cittadini iraniani. Parallelamente a tutti i viaggiatori provenienti dai suddetti Paesi viene impedito l’ingresso in Russia.

Il 2 marzo nelle scuole dell’area di Mosca viene vietato di tenere corsi di nuoto per prevenire la possibile diffusione del contagio, mentre il 3 nella metropolitana della capitale cominciano i controlli casuali delle temperatura corporea dei passeggeri.

Il 4 marzo viene deciso di interrompere le esportazioni di mascherine, guanti, bendaggi e tute protettive, mentre il 5 l’International Economic Forum di S.Pietroburgo viene cancellato. Via via le maggiori compagnie aeree – Aeroflot e Pobeda – sospendono i collegamenti con i Paesi maggiormente colpiti dal virus.

Il 6 Mosca estende l’obbligo di quarantena per chiunque arrivi da Spagna, Francia, Italia, Germania oltre che dalla Cina, Iran e Corea del Sud. Il 10 l’autorità nazionale per i consumatori raccomanda di effettuare i propri acquisti evitando l’ora di punta e di non prendere i mezzi pubblici o frequentare i grandi centri commerciali.

L’11 marzo viene varato un decreto che vieta gli eventi pubblici con più di 5mila spettatori sino al 10 aprile. Tale provvedimenti comprende manifestazioni sportive, di intrattenimento, pubbliche o altri eventi di massa. (Estratto da InsideOver – Il Giornale)

A partire dal 13 marzo saranno sospesi i voli dall’Italia verso la Russia e verrà temporaneamente sospeso il rilascio dei visti turistici per i cittadini italiani. Nelle ultime 24 ore in Russia sono stati registrati 8 nuovi casi di infezione da coronavirus: 6 pazienti a Mosca, 2 nella regione di Mosca.

Tutti i contagiati avevano visitato l’Italia nelle ultime due settimane e al momento sono ricoverati. È stata determinata la cerchia di persone con cui hanno avuto contattati sul territorio della Federazione Russa e sono in corso lavori per sottoporre queste persone a controllo medico. Nella Federazione Russa sono stati registrati finora 28 casi di infezione da nuovo coronavirus.

Di questi 25 sono cittadini russi tornati dall’Italia, 2 cittadini cinesi, 1 cittadino italiano. I due cittadini cinesi e un cittadino russo sono stati dimessi dopo la guarigione.

Al fine di garantire la sicurezza dello stato, proteggere la salute pubblica e prevenire la diffusione dell’infezione in Russia, nonché in relazione al peggioramento della situazione epidemiologica in Italia, Germania, Spagna e Francia, Mosca ha deciso di limitare temporaneamente il trasporto di passeggeri dal territorio da e verso Italia, Germania, Spagna, Francia.

L’unico volo che continuerà a collegare Italia e Russia sarà Mosca – Roma – Mosca, oltre ai voli charter per il rimpatrio dei cittadini russi. Inoltre verrà introdotto un divieto temporaneo di rilascio di visti ai cittadini della Repubblica italiana, ad eccezione di quelli per affari, umanitari e diplomatici. Entrambe le disposizioni entreranno in vigore alla mezzanotte del 13 marzo.


Le piccole italiane imprese nel mercato russo

Russia: un “mercato” dove l’imprenditoria Italiana potrà far fronte alle criticità internazionali. – Se hai mai pensato a fare business in Russia/Eurasia ora è il momento di provare

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Gli altri nostri servizi in Russia

Le sanzioni alla Russia si stanno rivelando un boomerang per gli USA, lo dice il vice presidente NFTC- – Il Cremlino proseguirà la realizzazione dei programmi di sostituzione delle importazioni. – Molti produttori italiani, hanno avviato la produzione in Russia

Le sanzioni alla Russia si stanno rivelando un boomerang per gli USA, lo dice il vice presidente NFTC-  –   Il Cremlino proseguirà la realizzazione dei programmi di sostituzione delle importazioni. – Molti produttori italiani, hanno avviato la produzione in Russia

Secondo gli economisti americani, i continui inasprimenti delle sanzioni americane alla Russia, stanno portando più danni collaterali che reali vantaggi agli USA.

Le misure restrittive imposte dagli Stati Uniti d’America alla Russia non stanno sortendo gli effetti sperati e, anzi, alcune stanno portando degli effetti collaterali piuttosto significativi per l’economia a stelle e strisce.

Ad affermarlo è Richard Sawaya, vice presidente del National Foreign Trade Council americano, dalle colonne della rivista The Hill.

Come spiegato da Sawaya, andando a colpire decine di progetti in tutto il mondo, legati alla produzione di energia, gli effetti di tali sanzioni si ripercuotono anche sull’economia USA, andandola a danneggiare con un effetto domino che va a colpire le piccole e le medie imprese americane:

“Il DASKA impone alle compagnie americane di ritirarsi da tutti i progetti energetici in cui ci sia almeno un’entità giuridica russa che abbia anche solo una quota di minoranza. Al mondo esistono circa 150 progetti di questo tipo, riguardanti oltre 50 Paesi. Tali progetti danno da lavorare a migliaia di persone e giocano un ruolo importante nella catena dell’approvvigionamento energetico nel mercato globale degli idrocarburi. Qualunque interruzione alle operazioni in atto all’estero porteranno ad un effetto domino e danneggeranno molte piccole e medie imprese americane”, sottolinea l’economista.

Inoltre, fatto non meno importante e che non riguarda unicamente il comparto dell’energia: l’impossibilità di effettuare transazioni con il Fondo sovrano russo, anch’essa prevista dal DASKA, potrebbe creare serie difficoltà per tutte quelle aziende statunitensi che già oggi operano in sinergia con delle aziende russe.

“Sebbene sia stata concepita per andare a colpire l’economia della Russia, in realtà questa misura va a limitare le compagnie americane, tutto a vantaggio dei loro competitor non americani (leggasi cinesi)”, avverte Sawaya, sottolineando che “circa 3000 aziende USA che attualmente operano in delle joint venture con compagnie russe potrebbero trovarsi nella posizione di doverle abbandonare o essere costrette a chiudere”, avverte Sawaya.

In precedenza l’economista aveva messo in evidenza come le sanzioni americane creino tensioni nei rapporti tra l’UE, dove esse non sono ben viste in tutti i Paesi, e gli Stati Uniti. (Estratto da Sputnik)

Il Cremlino proseguirà la realizzazione dei programmi di sostituzione delle importazioni ( Estratto da Banca Intesa Russia 24)

Il Governo della Russia ha proposto di estendere la realizzazione dei programmi di sostituzione delle importazioni fino al 2024 – Il programma di sostituzione delle importazioni ha avuto i suoi effetti maggiori nell’industria agroalimentare e soprattutto in quella metalmeccanica – Molti prodotti emessi nell’ambito dei programmi di sostituzione delle importazioni hanno un elevato potenziale di esportazione – Il Cremlino ha lanciato un nuovo programma, volto a sostenere le aziende che esportano prodotti e servizi.

Dall’inizio del programma di sostituzione delle importazioni, sono stati prodotti quasi mille tipi di articoli che in precedenza venivano acquistati interamente all’estero. Il volume totale degli investimenti attratti dalle imprese è pari a circa 2.000 miliardi di rubli.

Molti prodotti emessi nell’ambito dei programmi di sostituzione delle importazioni hanno un elevato potenziale di esportazione. Questi includono sistemi radar per aeroporti internazionali, pannelli solari di nuova generazione, cavi sommersi ad olio e sistemi di pompaggio.

Alcuni progetti sono stati fin dall’inizio focalizzati sui mercati esteri. Questi includono la produzione di zaffiro artificiale di altissima qualità, fibra ottica e sistemi di irrigazione a goccia per il settore agricolo.

Nell’ambito del processo di sostituzione delle importazioni, molti produttori europei, soprattutto italiani, hanno avviato la produzione di beni industriali, di consumo e alimentari direttamente in Russia.


Mentre la Banca Mondiale lancia l’allarme sul debito dei Paesi emergenti la Russia “dorme sonni tranquilli”

Financial Times: l’economia russa corre…. Con il debito/PIL che in Russia si aggira attorno al 15%, a fronte di una media europea dell’80%, rimane l’area di mercato più stabile per imprese e investitori.

Mentre la Banca Mondiale lancia l’allarme sul debito dei Paesi emergenti la Russia “dorme sonni tranquilli”

A dispetto dell’introduzione da parte dei Paesi occidentali, USA in testa, di un gran numero di misure restrittive a partire dal 2014, la situazione dell’economia russa non avrebbe fatto altro che migliorare e diventare più stabile in questo arco temporale.

Ad affermarlo è il Financial Times, il quale afferma che i ritmi di crescita del PIL russo sono diventati molto stabili rispetto al passato, portando ad alcuni imponenti risultati come la creazione di un fondo sovrano del valore complessivo di oltre 124 miliardi di dollari.

A contribuire al raggiungimento di tale obiettivo è stata in primo luogo la grande capacità di adattamento degli imprenditori russi, i quali sono riusciti a “trovare nuovi mercati” per quanto riguarda l’export e a reperire “alternative interne” in materia di import.

Di fondamentale importanza è stata poi anche l’indirizzo dal governo di Mosca dato alla politica economica, la quale si è tradotta in tre punti fondamentali. Politica fiscale, energetica e crescita del mercato interno.

In primo luogo, il FT ha rilevato l’applicazione di una politica fiscale, definita “prudente”, la quale ha permesso alla Russia di tagliare la spesa pubblica e, soprattutto, “ha costretto le banche a mettere a posto i conti”.

Tale fatto ha quindi consentito al governo di investire decine di miliardi di dollari in programmi atti a stimolare la creazione di alternative interne agli articoli di importazione, rendendo possibile, ad esempio l’introduzione del divieto di importazione di prodotti alimentari di provenienza europea.

Infine, viene sottolineato come il Paese abbia saputo reinvestire in maniera decisamente intelligente i ricavi provenienti dal settore energetico, facendoli confluire nel fondo sovrano del Paese.

Tra i maggiori risultati raggiunti dalla Russia, il Financial Times sottolinea il dato relativo al rapporto tra debito e PIL, che in Russia si aggira attorno al 15%, a fronte di una media europea dell’80% (secondo le ultime stime in Italia il rapporto debito-PIL ha raggiunto il 135%, ndr).

Ancora una volta suona l’allarme debito. Questa volta riguarda i paesi emergenti e in via di sviluppo. (Estratto da un articolo di di Paolo Raimondi)

Secondo il rapporto della Banca Mondiale, “Global wave of debt” (L’onda globale del debito), pubblicato a dicembre, il debito pubblico e privato di questi paesi a fine 2018 ha raggiunto il record di 55mila miliardi di dollari. Dal 2010 il loro rapporto debito/pil è aumentato del 54% fino a raggiungere il 168%.

La pericolosità della bolla debitoria è aggravata dai rilevanti cambiamenti realizzati rispetto al passato. Non si tratta solo di debito pubblico e di quello estero ma anche di debito privato, in particolare delle imprese.

La crescita del debito aggregato è stata favorita, se non sollecitata, dalla politica del tasso d’interesse zero della Federal Reserve, della Bce e delle altre banche centrali. Anche la liquidità dei quantiative easing, non utilizzata in investimenti nei settori dell’economia reale dei paesi industrializzati, è spesso confluita verso le economie emergenti in cerca di rendimenti maggiori.

Quando il denaro non costa più, si avallano anche le propensioni a rischi elevati e al cosiddetto azzardo morale, che nel medio periodo minano le fondamenta di qualsiasi sistema economico.

Adesso un improvviso choc globale, quale l’aumento dei tassi d’interesse o dei premi per il rischio di mercato, potrebbe generare un pericoloso stress finanziario difficilmente sostenibile. Si ricordi che, in merito al debito, la Banca Mondiale afferma che “è la dose che può diventare veleno”.

Inoltre, si ritiene che il debito non sia un male in sé, se è usato per promuovere lo sviluppo di lungo termine. Se finisce, invece, in varie operazioni non produttive o addirittura speculative, allora diventa non sostenibile.

Certamente i governi dei paesi emergenti hanno molte responsabilità. Essi, però, seguono i modelli dei paesi occidentali, degli Stati Uniti in primis, che di solito dettano le loro condizioni da applicare all’economia e alla finanza. (Estratto da Sputnik)

Anche WSI ( Wall Street Italia ) scirve: l’allarme debito arriva dalla Banca mondiale. Nel suo rapporto semestrale sulle prospettive economiche globali (GEP), pubblicato ieri, l’organizzazione con sede a Washington, ha dichiarato che negli ultimi 50 anni ci sono state quattro ondate di accumulo di debito. Le prime tre sono state identificate tra il 1970-1989, 1990-2001 e 2002-2009. E che l’attuale, iniziata nel 2010, è frutto dell’impennata dei prestiti, cresciuti ai ritmi più alti dagli anni ’70.

La World Bank ha quindi esortato i governi e le banche centrali a riconoscere che tassi di interesse, ai minimi storici, potrebbero non essere sufficienti a compensare un altro tracollo finanziario diffuso.

“I bassi tassi di interesse globali forniscono solo una protezione precaria contro le crisi finanziarie”, afferma Ayhan Kose, della Banca mondiale, aggiungendo che: “La storia dei picchi del debito mostra che il finale è quasi sempre infelice.


La Russia "è in una posizione più favorevole ora rispetto al 2007-2008, è meno dipendente dai mercati occidentali".

La Russia apre agli imprenditori … Italiani – E l’economia globale rischia un’altra “Grande Crisi” ma Mosca può sentirsi sicura – La Russia è un’area di “mercato” dove l’impresa Italiana potrà far fronte ai problemi di criticità internazionale.

Il presidente della Russia, Vladimir Putin: “Tra le priorità dell’agenda legislativa per il prossimo anno vorrei citare il miglioramento del clima imprenditoriale” – Il Cremlino farà tutto il necessario per “far sentire gli imprenditori esteri il più possibile a loro agio sul mercato russo” – Molti recenti studi degli economisti russi dimostrano che gli investimenti esteri sono una delle fonti più importanti del cosiddetto “denaro intelligente” –

Il concetto del “made with Italy”, più volte proposto dal presidente di Banca Intesa Russia, Antonio Fallico, alle imprese russe e italiane aiuta ad accelerare la realizzazione del programma statale di sostituzione dei prodotti d’importazione con gli analoghi prodotti sul territorio russo.

Lo ha sottolineato più volte il presidente di Banca Intesa Russia, Antonio Fallico, che diversi anni fa aveva proposto alle imprese russe e italiane il rivoluzionario concetto di “made with Italy”.

Il “made with Italy” – ha sottolineato il professor Fallico ai margini del Forum economico eurasiatico di Verona – è il nuovo pilastro per il rafforzamento delle relazioni bilaterali tra l’Italia e la Russia e ciò implica una diversa visione di collaborazione economica che sembra già essere recepita”.

Infatti nell’ambito dello sviluppo della cooperazione bilaterale, la Russia e l’Italia lanceranno un marchio congiunto “made with Italy”. Lo ha annunciato Elena Panina, membro della Commissione per gli affari internazionali della Duma di Stato (la Camera bassa del Parlamento), durante un recente incontro del Comitato russo-italiano degli imprenditori della Camera del commercio e dell’industria russa. (estratto da Russia 24 Banca Intesa)

E l’economia globale rischia un’altra “Grande Crisi”, Mosca può sentirsi sicura, rispetto ad altre grandi economie europee.

La Russia “è in una posizione più favorevole ora rispetto al 2007-2008, è meno dipendente dai mercati occidentali”.

Un altro motivo per cui Mosca può sentirsi relativamente sicura, rispetto ad altre grandi economie europee, è la sua massiccia riserva di liquidità e asset. Da gennaio 2015, il Cremlino ha aumentato le riserve del suo fondo di emergenza da $ 376 a $ 557 miliardi, nonostante la profonda recessione e la conseguente scarsa crescita economica. In effetti, le riserve sono ora più grandi di prima della crisi ucraina del 2014, e non lontano dalla situazione precedente alla crisi del 2008, un momento in cui i prezzi del petrolio erano alle stelle.

La dipendenza dalle esportazioni di greggio si è rivelata pericolosa per l’economia russa, con il rublo in forte calo nel 2014, quando i prezzi sono crollati. Desideroso di evitare un avvenimento simile, il governo ha introdotto una “regola fiscale” in cui vengono incassati i ricavi delle vendite di petrolio oltre $ 40 al barile, anziché utilizzati per le spese quotidiane.

Ciò che è interessante è anche la diversificazione delle riserve. Un decennio si trattava quasi esclusivamente di dollari statunitensi, ma ora l’oro rappresenta circa un quinto del totale, il che significa che oltre 100 miliardi di dollari sono attualmente legati al metallo prezioso. Alcuni suggeriscono che la grande attenzione per l’oro, che di solito aumenta di valore durante una crisi, potrebbe far parte dei preparativi per un eventuale nuovo sistema monetario.

Sotto la spinta della de-dollarizzazione le riserve auree della Russia continuano a crescere in risposta all’aggressività delle sanzioni da parte degli Stati Uniti.

Le riserve di liquidità hanno superato il debito del paese. Perché è così importante?

L’impegno della Russia per l’indipendenza, sia politica che economica, sembra aver spinto il paese in una fase nuova. In risposta alle sanzioni occidentali e al crollo dei prezzi del petrolio, le autorità hanno intrapreso la strada dell’accumulo di riserve per garantire la stabilità finanziaria. Come risultato di questa rigorosa disciplina sul debito, il debito pubblico netto del paese è sceso ora sotto lo zero, riporta RBC Daily.

Il debito interno ed estero dello Stato è di circa 248 miliardi di dollari, ovvero il 15% del PIL: meno dell’importo dei contanti presenti nei depositi della Russia nella Banca centrale e nelle banche commerciali (17,6 trilioni di rubli, 269 miliardi di dollari), ovvero il 16,2% del PIL. Le statistiche ufficiali rivelano quindi che il Cremlino, in caso di necessità, potrebbe ripagare facilmente tutti i suoi debiti.

 


Negli ultimi anni, la Russia sta utilizzando oro, yuan, euro e altre valute per ridurre la quota di dollari nelle sue riserve internazionali da 500 miliardi di dollari, liberandosi di denaro e titoli del tesoro e firmando accordi con i principali partner commerciali come Cina e India in valute locali.

L’economia globale rischia un’altra “Grande Depressione”. – I governi occidentali hanno accumulato troppi debiti negli ultimi dieci anni – Mosca può sentirsi sicura, rispetto ad altre grandi economie europee.

La scorsa settimana, l’FMI ha lanciato un severo avvertimento sull’economia globale e, mentre la maggior parte dei grandi stati occidentali sono vulnerabili a una nuova crisi, la Russia ha preparato le sue difese.

Il presidente del Fondo Monetario Internazionale (FMI) Kristalina Georgieva la scorsa settimana ha fatto un preoccupante avvertimento: l’economia globale rischia un’altra “Grande Depressione”.

Come ha riportato il Guardian, Georgieva ha fatto questo annuncio durante un discorso al Peterson Institute of International Economics a Washington, sostenendo che l’attuale economia è paragonabile ai “ruggenti anni ’20” culminati nel grande crisi economica del 1929, rivelando che una tendenza simile è già in atto.

L’annuncio è passato in sordina in molti media mainstream, mentre le parole di Georgieva non sono rimaste inascoltate da Mosca, perché il suo avvertimento conferma ciò che gli esperti russi affermano da anni: una grave crisi finanziaria occidentale è imminente. E, secondo Mosca, il tracollo del 2008 sembrerà una passeggiata rispetto alla crisi che ci aspetta, riporta il Guardian.

Le ragioni sono semplici, secondo gli addetti ai lavori in Russia: i governi occidentali hanno accumulato troppi debiti negli ultimi dieci anni e c’è una serie di bolle speculative preoccupanti nel sistema. Tra queste ci sono quelle dei titoli statunitensi, proprietà tedesche e britanniche e le valutazioni sovradimensionate delle società tecnologiche, in particolare le startup che difficilmente riusciranno a rientrare nei loro costi. Aumenta la forza lavoro che invecchia, il ristagno dei salari, i costi della vita aumentano e le industrie tradizionali spariscono a causa dell’innovazione IT: questi sono tutti gli ingredienti necessari per una crisi senza pari.

Come sottolinea l’esperto russo Kirill Shamiev, “in ambito accademico molte persone sono state piuttosto chiare su una grave recessione dal 2016-2017,” e la Russia “è in una posizione più favorevole ora rispetto al 2007-2008, è meno dipendente dai mercati occidentali”.

Un altro motivo per cui Mosca può sentirsi relativamente sicura, rispetto ad altre grandi economie europee, è la sua massiccia riserva di liquidità e asset. Da gennaio 2015, il Cremlino ha aumentato le riserve del suo fondo di emergenza da $ 376 a $ 557 miliardi, nonostante la profonda recessione e la conseguente scarsa crescita economica. In effetti, le riserve sono ora più grandi di prima della crisi ucraina del 2014, e non lontano dalla situazione precedente alla crisi del 2008, un momento in cui i prezzi del petrolio erano alle stelle.

La dipendenza dalle esportazioni di greggio si è rivelata pericolosa per l’economia russa, con il rublo in forte calo nel 2014, quando i prezzi sono crollati. Desideroso di evitare un avvenimento simile, il governo ha introdotto una “regola fiscale” in cui vengono incassati i ricavi delle vendite di petrolio oltre $ 40 al barile, anziché utilizzati per le spese quotidiane.

Ciò che è interessante è anche la diversificazione delle riserve. Un decennio si trattava quasi esclusivamente di dollari statunitensi, ma ora l’oro rappresenta circa un quinto del totale, il che significa che oltre 100 miliardi di dollari sono attualmente legati al metallo prezioso. Alcuni suggeriscono che la grande attenzione per l’oro, che di solito aumenta di valore durante una crisi, potrebbe far parte dei preparativi per un eventuale nuovo sistema monetario.

Sotto la spinta della de-dollarizzazione le riserve auree della Russia continuano a crescere in risposta all’aggressività delle sanzioni da parte degli Stati Uniti.

Il ministro degli Esteri Sergey Lavrov ha confermato che la politica economica della Russia include la “graduale de-dollarizzazione dell’economia” a causa di quello che ha definito un “uso sempre più aggressivo di sanzioni finanziarie da parte dell’amministrazione statunitense” e “l’abuso definitivo” del dollaro come valuta di riserva mondiale da parte di Washington.

Il volume totale delle riserve auree della Russia si sta avvicinando a quello dell’Italia (2.452 tonnellate) e alla Francia (2.436 tonnellate).

Secondo il World Gold Council, le banche centrali hanno acquistato circa 547,5 tonnellate di oro nei primi tre trimestri del 2019, con un totale degli acquisti pari al 12% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. La Russia ha rappresentato il 20% di questi acquisti.

Grazie alle sue vaste ricchezze di riserve d’oro non sfruttate, la Russia è in grado di produrre praticamente tutto l’oro che finisce nelle sue casse interne, con la Banca Centrale che acquista quasi la metà del totale di lingotti prodotti.

Negli ultimi anni, la Russia sta utilizzando oro, yuan, euro e altre valute per ridurre la quota di dollari nelle sue riserve internazionali da 500 miliardi di dollari, liberandosi di denaro e titoli del tesoro e firmando accordi con i principali partner commerciali come Cina e India in valute locali.

Durante l’ultimo vertice, i Paesi BRICS hanno sostenuto l’idea di introdurre un sistema di pagamento unico, alternativo allo SWIFT, per implementare ulteriormente i pagamenti in valuta nazionale.

Il peso dei BRICS nel commercio mondiale è aumentato in maniera significativo. Nel corso di 15 anni il volume delle transazioni societarie nei Paesi dell’associazione è aumentato di 15 volte, passando da 26,5 miliardi di dollari a 388 miliardi di dollari. I BRICS rappresentano oltre il 17% del volume del commercio internazionale e più del 20% degli investimenti diretti esteri globali. Allo stesso tempo, la quota dei pagamenti in dollari tra questi Paesi è diminuita. Come riferito da Kirill Dmitriev, direttore del RDIF (Russian Direct Investment Fund), in Russia la quota del dollaro nei pagamenti commerciali verso l’estero è scesa dal 92% al 50% in 5 anni, mentre quella del rublo è salita dal 3% al 14%.

Alla luce di questo, i BRICS stanno pensando di introdurre un proprio sistema di pagamento, alternativo allo SWIFT, per effettuare i pagamenti nelle valute nazionali. L’attuale approccio con cui sono effettuati i pagamenti commerciali con l’estero tramite SWIFT preoccupa molti: dal momento che lo SWIFT è controllato dagli Stati Uniti, il sistema può essere utilizzato come strumento di pressione politica. ( Estratti da Sputnik)

 


Le tensioni geopolitiche in Medio Oriente hanno fatto schizzare alle stesse i prezzi dell'oro e del petrolio, cosa che va a favore della posizione della Russia.

La politica estera dell’amministrazione Trump ha nuovamente reso alla Russia un grande servizio. Dal vertice tra la Merkel e Putin: un nuovo rapporto tra l’Europa e la Russia.

Le tensioni geopolitiche in Medio Oriente hanno fatto schizzare alle stesse i prezzi dell’oro e del petrolio, cosa che va a favore della posizione della Russia.

A causa dell’aggravarsi della situazione in Medio Oriente, i prezzi dell’oro e del petrolio sono saliti alle stelle. L’aumento della tensione nella regione potrebbe farli incrementare ancora di più. Tutto questo va a vantaggio della Russia: la quota di oro nelle sue riserve auree è da record e gli utili dalle vendite di petrolio riempiono regolarmente il bilancio.

Secondo le previsioni di Saxo Bank, nel 2020 l’oro nero salirà di prezzo a $ 90 al barile. La banca cita un accordo per ridurre la produzione di OPEC + e una diminuzione della produzione di petrolio di scisto negli Stati Uniti.

Per quanto riguarda l’oro normale, quindi, come ritengono gli analisti, qui la crescita non sarà meno impressionante. Dall’autunno, le quotazioni dei metalli preziosi sono state ai massimi . E questo è un buon regalo per la Russia, che ha aumentato la quota di oro nelle sue riserve auree a un record del 18,6%.

Nuovo rapporto tra l’Europa e la Russia

Il vertice tra la Cancelliera e Vladimir Putin oltre a portare verso la Conferenza di Berlino sulla Libia apre la strada a un nuovo rapporto tra l’Europa e la Russia e taglia i ponti con un America sempre più lontana da Berlino.

L’unica a non capirlo è l’Italia di Giuseppe Conte e del governo giallo-rosso che dopo aver perso la Libia rischia la marginalità anche nei rapporti con Mosca.

Quando il saggio indica la luna Giuseppe Conte guarda il dito. E’ successo pochi giorni fa. Mentre Vladimir Putin blindava i giochi libici concordando con l’omologo turco Erdogan un cessate il fuoco che apre la strada alla Conferenza di Berlino il nostro Presidente del Consiglio faceva di tutto per ignorarlo. E invece di dialogare con Mosca seguendo l’esempio di Angela Merkel si incaponiva in inutili e controproducenti consultazioni con il premier di Tripoli Fayez Al Serraj e il generale Haftar.

Oltre a capire poco di quanto si muoveva nel contesto libico Conte e il governo italiano non hanno colto neppure il senso dell’autentica rivoluzione politico diplomatica innescata dal vertice di sabato scorso al Cremlino tra la Merkel e il presidente russo. Quell’incontro, dettato solo in parte dalla necessità di coordinarsi con la Russia per far partire la Conferenza di Berlino sulla Libia, è in verità il segnale di una rivoluzione politico diplomatica che cambia gli scenari imposti dalla crisi di Ucraina e Crimea del 2014, riavvicina Berlino e Mosca e apre la strada a più fruttuose relazione tra Russia e tutta l’Unione Europea.

Per capire la potenzialità del vertice Merkel-Putin bastavano gli argomenti all’ordine del giorno. Argomenti che spaziano dalla crisi libica a quella iraniana passando per gli scottanti capitoli del gasdotto “North Stream 2” e dei negoziati sull’Ucraina. Su tutti i quattro quadranti la Merkel sta accantonando la collaborazione con gli Stati Uniti nel nome di un nuovo “ordine mondiale” concordato con la Russia di Vladimir Putin. ( Estratti da Sputnik)


La Russia punta a diventare una meta ambita per gli investitori globali.

La Russia punta a diventare una meta ambita per gli investitori globali. – Per il presidente di Banca Intesa: “La Russia dev’essere una delle priorità per il business italiano”

Per il presidente, Vladimir Putin, la stabilità economica e finanziaria della Russia rappresenta “un’ottima garanzia per gli investitori esteri” – Il Cremlino lancia un nuovo programma per ottenere entro il 2024 delle sostanziali promozioni nel rating “Doing Business” della Banca Mondiale –

Antonio Fallico, presidente di Banca Intesa: “La Russia dev’essere una delle priorità per il business italiano” – Sesto seminario italo-russo a Torino, organizzato dall’Associazione “Conoscere Eurasia”: Torino è motore dell’export regionale verso la Russia e argina la contrazione delle esportazioni piemontesi.

Negli ultimi anni la Russia ha raggiunto un alto livello di stabilità economica e finanziaria. Il Cremlino è costantemente impegnato nel miglioramento dei meccanismi di salvaguardia e promozione degli investimenti esteri. Tutti questi fattori garantiscono la tutela dei capitali investiti in Russia. Lo ha dichiarato il presidente russo, Vladimir Putin, durante un recente incontro con i rappresentanti del mondo imprenditoriale tedesco.

“Tutti sono stanchi di calcolare le perdite derivanti dalle sanzioni. La Russia fa parte della grande famiglia europea. Ci siamo sempre comportati in modo molto regolare e stabile nei confronti dei nostri partner economici. Non usiamo mai alcuna leva economica per risolvere questioni politiche. E voglio assicurarvi che ciò rimarrà invariato anche in futuro”, ha dichiarato il presidente Putin, rivolgendosi agli investitori esteri.

Intanto il dibattito governativo relativo all’“Accordo sulla promozione e la salvaguardia degli investimenti” nel complesso è concluso. Alla Duma di Stato, la Camera bassa del Parlamento russo, è stato presentato un pacchetto di progetti di legge basato sulle proposte del ministero delle Finanze: al fine di attirare nuovi grandi investitori dall’estero, le autorità russe stanno puntando sul netto miglioramento delle condizioni economiche e finanziarie per le imprese che hanno preso la decisione strategica di lavorare in Russia.

Negli ultimi anni in Russia sono state create aree di sviluppo avanzato e sono stati stipulati contratti di investimento regionali e specializzati. La disposizione chiave dell’Accordo sulla promozione e la salvaguardia degli investimenti è la cosiddetta “clausola di stabilizzazione”, che tutela gli investitori da eventuali costi aggiuntivi, associati, ad esempio, all’innalzamento dei requisiti sulla qualità dei beni, alla riduzione delle quote, all’introduzione di sanzioni e persino ad una decisione delle autorità, se, ad esempio, dovesse comportare dei ritardi per l’avvio del progetto.

Tale accordo potrà essere stipulato per 6, 12 e 18 anni. Sarà di 6 anni per progetti con propri investimenti fino a 3 miliardi di rubli. Di 12 anni per progetti che superano il costo di tre miliardi di rubli e di 18 anni per i progetti con propri investimenti superiori a 10 miliardi di rubli. Inoltre, la società dovrà avere almeno 100 dipendenti e il suo capitale autorizzato dovrà superare i 50 milioni di rubli oppure il fatturato dovrà essere superiore a 800 milioni di rubli. Il disegno di legge non prevede una gara d’appalto, il progetto sarà sottoposto solo ad un audit finanziario, la cui procedura sarà definita da un ulteriore decreto governativo.

Inoltre, il ministero dello Sviluppo Economico ha creato un nuovo programma per semplificare le procedure amministrative a cui devono far fronte le imprese e che comprende anche alcune misure volte, in particolare, ad innalzare entro il 2024 la posizione della Russia nel rating “Doing Business” della Banca Mondiale.

Complessivamente, il programma “Trasformazione del clima imprenditoriale” preparato dal ministero dello Sviluppo Economico definisce sedici direzioni principali, tra cui l’edilizia urbana, la regolamentazione doganale, lo sviluppo delle esportazioni, l’ecologia e altro ancora. In questo modo il governo russo prevede di adempiere ad un altro compito prefissato da Putin: aumentare entro il 2024 la quota degli investimenti nell’economia fino al 25%, ovvero di circa 4 punti percentuali.

La versione aggiornata del piano comprende misure relative ai cinque nuovi settori presi in considerazione dalla Banca Mondiale, come ad esempio la registrazione accelerata degli immobili, il collegamento rapido alla rete elettrica e l’ottenimento dei permessi di costruzione. Quest’anno, gli ultimi due indicatori sono gli unici grazie a cui la Russia ha migliorato la propria posizione nel rating “Doing Business”: si è infatti classificata al 7° posto per quanto riguarda l’accesso alle reti elettriche di cinque linee, mentre in termini di ottenimento dei permessi di costruzione è passata dal 48° al 26° posto. Per quanto riguarda la registrazione delle proprietà, il paese ha mantenuto finora il suo 12° posto.

In base al nuovo piano, per quanto concerne la registrazione della proprietà, la Russia dovrebbe avanzare di quattro posizioni in una sola volta, fino all’ottavo posto. Saranno notevolmente ridotti i tempi di registrazione per passare a forme standard di contratti elettronici per tutti i tipi di transazioni immobiliari e si darà l’autorizzazione a registrare i diritti di proprietà immediatamente dopo la messa in servizio degli impianti.

Il numero di procedure per l’ottenimento dei permessi di costruzione dovrebbe essere ridotto da 15 a 13 e il tempo necessario per la loro esecuzione dovrebbe passare da 194 a 136 giorni. Se tale obiettivo sarà raggiunto, il costo delle procedure amministrative per la costruzione di un piccolo impianto di produzione ammonterà all’1,1% del suo valore. Infine va notato che il Cremlino prevede di passare entro il 2024 dall’attuale 50° al 30° posto per quanto riguarda i criteri di tassazione. Nel dicembre del 2020, il ministero dello Sviluppo Economico intende far introdurre dal governo una legge che eviti alle società non quotate in borsa di effettuare la revisione obbligatoria dei bilanci annuali a seconda della decisione dell’Assemblea generale degli azionisti. E nel marzo 2020, verrà inoltrata una relazione con la proposta di svolgere le assemblee generali degli azionisti in formato online. Oltre alle misure relative al rating “Doing Business”, il ministero dello Sviluppo Economico ha aggiunto più di un centinaio di nuove misure al piano per stimolare la crescita degli investimenti. La maggior parte di esse è già in corso di attuazione e riguarda la riforma del sistema russo di controllo e di supervisione.

La Russia ascolta attentamente i suggerimenti degli investitori riguardo alle possibilità di migliorare il clima finanziario ed economico nel Paese. Il Cremlino di recente ha lanciato alcuni importanti programmi d’investimento e in questo contesto “lo sviluppo della cooperazione con la Russia deve diventare una delle priorità per le aziende italiane”. ( Tratto da Russia 24 di Banca Intesa)


Per il vostro business nel mercato russo una proposta unica nel suo genere

Per il vostro business nel mercato russo/Eurasia una proposta unica nel suo genere

La nostra organizzazione offre l’unico reale e pratico supporto, tramite il nostro esclusivo servizio d’introduzione nel mercato dell’area russa, studiato a misura e a basso impatto economico.  Alla portata anche della più piccola impresa.

La nostra partnership per il mercato dell’area russa prevede una prova d’introduzione di 18 mesi durante i quali noi saremo il vostro ufficio di Mosca, promuoveremo la vostra azienda, vi presenteremo ai vostri potenziali clienti in tutta la Federazione Russa e gli altri mercati Eurasia.

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Noi non proponiamo le solite “missioni”, approcci e ricerche inutili, interventi spot, servizi temporanei, azioni a distanza.

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Addio al dollaro? Giappone e Cina si sbarazzano dei Buoni del Tesoro Usa

Russia, Cina e India starebbero pensando a diverse formule per soppiantare il meccanismo di pagamento interbancario americano SWIFT. Addio al dollaro? Giappone e Cina si sbarazzano dei Buoni del Tesoro Usa. Spiraglio di libertà: UE si stacca dalla dipendenza finanziaria dagli USA

La Russia, la Cina e l’India starebbero lavorando per creare un alternativa al meccanismo di pagamento interbancario americano SWIFT al fine di semplificare le relazioni commerciali tra paesi sui quali sono applicate sanzioni da parte degli Stati Uniti d’America.

A riportarlo è il quotidiano Economic Times, il quale rivela che l’ipotesi più accreditata è che i meccanismi di pagamento russo e cinese si fondano mentre l’India, che non è ancora dotata di uno strumento proprio, potrebbe in futuro collegare la propria rete alla piattaforma creata da Mosca.

Nel corso della conferenza dei paesi BRICS, di scena in Brasile dal 12 al 14 novembre, è stato annunciato che la Nuova Banca di Sviluppo aprirà una filiale anche in Russia, a Mosca.

Nel corso del secondo giorno della conferenza congiunta dei paesi BRICS a Brasilia, è stato firmato il documento che porterà all’apertura di una filiale della Nuova Banca di Sviluppo in Russia (New Development Bank), nella capitale Mosca.

Addio al dollaro? Giappone e Cina si sbarazzano dei Buoni del Tesoro Usa

Negli ultimi anni almeno due Paesi hanno iniziato a ridurre significativamente i loro investimenti nelle attività denominate in dollari, ovvero nel debito pubblico americano: la Russia ha venduto quasi tutti i Buoni del Tesoro, mentre la Cina ha notevolmente ridotto la quota in portafoglio di questi strumenti.

Secondo i dati ufficiali, i due maggiori detentori di titoli del Tesoro USA, il Giappone e la Cina, hanno venduto una parte significativa del debito pubblico americano nel corso degli ultimi mesi.

A seguito di un graduale aumento della quantità di Buoni del Tesoro in suo possesso fino ad agosto 2019, il Giappone aveva conquistato il primo posto nella lista dei detentori stranieri del debito pubblico americano superando la Cina, che a lungo aveva occupato la prima posizione. Ma a settembre Tokyo si è liberata dal portafoglio di 28,9 miliardi di dollari di titoli, per un arrivando a detenere complessivamente 1,174 trilioni di dollari.

Spiraglio di libertà: UE si stacca dalla dipendenza finanziaria dagli USA

Venti banche europee, inclusa buona parte delle banche francesi e la tedesca Deutsche Bank, hanno elaborato un sistema unico di pagamenti che sostituirà i circuiti statunitensi Visa e Mastercard.

Formalmente l’Unione europea conduce una politica economico-finanziaria indipendente, ma in realtà molto di ciò che accade a Bruxelles è determinato dagli umori del Capitol Hill. Analoga è la situazione anche in altre nazioni che effettuano pagamenti in dollari nell’ambito del commercio estero.  (Estratti da Sputnik)


• Imprese italiane la via di scampo potrebbe essere operare a tutto campo nel Mercato Russo- Eurasia. Le micro, piccole e medie imprese italiane non dovrebbero indugiare oltre…

• Esperto americano: ha parlato di quella che secondo lui potrebbe essere “la madre di tutte le bolle” economiche. – • Imprese italiane la via di scampo potrebbe essere operare a tutto campo nel Mercato Russo- Eurasia. Le micro, piccole e medie imprese italiane non dovrebbero indugiare oltre…• FMI, Banca Mondiale e…. rischio recessione mondiale….

  • Esperto americano: ha parlato di quella che secondo lui potrebbe essere “la madre di tutte le bolle” economiche.
  • FMI, Banca Mondiale e…. la Conferenza su Commercio e Sviluppo dell’ONU : rischio recessione mondiale nel 2020.
  • Imprese italiane la via di scampo potrebbe essere operare a tutto campo nel Mercato Russo- Eurasia. Le micro, piccole e medie imprese italiane non dovrebbero indugiare oltre…

Non molto rosee, per usare un eufemismo, le previsioni di Joe Zidle, capo stratega agli investimenti della Blackstone di New York. Zidle spiega che ogni ciclo economico termina con un eccesso di debito sovrano ma questa volta il debito sovrano in eccesso potrebbe essere “la madre di tutte le bolle”.

Lo stratega afferma che elementi come il fallimento nel mercato dei pronti contro termine, il debito a rendimento negativo, i premi a termine fortemente negativi, i conflitti commerciali in tutto il mondo e il crollo della produzione, appaiano erroneamente come tutti non correlati in questo momento.

“Verso la fine di ogni ciclo economico, spesso riceviamo avvisi che sembrano non essere correlati tra loro”, afferma “ed è solo con il senno di poi che ci rendiamo conto che invece non erano affatto casuali”.

​Gli investitori lo hanno visto durante il periodo precedente e successivo a quello della bolla immobiliare, “e lo siamo vedendo ora”.

La “madre di tutte le bolle” nel mercato del debito sovrano è il catalizzatore che probabilmente scatenerà la prossima recessione, secondo Zidle. Per essere ancora più precisi ed espliciti questi si aspetta che l’esplosione della bolla si verifichi tra la metà del 2020 e la fine del 2021.

“Sono diventato più ribassista sulle attuali prospettive economiche. Non mi aspetto una recessione tra sei mesi, ma non credo che sarà lontana più di altri due anni o giù di lì… credo comunque che l’eccesso di debito sovrano potrebbe essere la madre di tutte le bolle”.

Il 2020 potrebbe essere l’anno di una nuova crisi economica mondiale, di dimensioni maggiori alla precedente. Ecco i quattro paesi più a rischio.

Non solo il FMI, ma anche altri organismi come la Banca Mondiale e la Conferenza su Commercio e Sviluppo dell’ONU, hanno avvisato sul rischio recessione mondiale nel 2020. L’incertezza sui mercati, il rischio Brexit, la politica dei dazi di Trump che prima ha provocato la guerra commerciale con la Cina e adesso ha messo in crisi il commercio con l’Europa, così come la crisi dell’industria automobilistica tedesca, rallentano le performance dei mercati e, con questi, la crescita.

Mentre la grande crisi del 2008 era scoppiata negli Usa, a causa dei mutui subprime, e poi era stata trasferita in Europa, adesso il cuore della crisi sarà proprio il vecchio continente. E non saranno i paesi più poveri, quelli che subiranno maggiori sofferenze, ma i più industrializzati. Per questa ragione la recessione potrebbe provocare una crisi strutturale più profonda di quella che ha colpito i paesi dell’eurozona a inizio del secondo decennio del nuovo millennio.

Ecco quali saranno i quattro paesi che rischiano una flessione del PIL: Germania, Messico, Italia e Gran Bretagna.

Germania :  In base a quanto riferito dalla Bundensbank, la Germania entrerà in recessione tecnica se anche nel terzo trimestre del 2019 subirà una crescita negativa. E in effetti, proprio una lieve flessione con una caduta del PIL dello 0,1% è prevista confermarsi per il terzo trimestre, secondo le stime dell’Istituto di Investigazione Economica di Monaco. A incidere negativamente sulla performance economica di Berlino è la crisi del settore automobilistico tedesco, che si reggeva sulle esportazioni, crollate a causa della crisi di domanda internazionale dovuta al rallentamento dei mercati.

Messico:  Il Messico è uno dei paesi con il PIL più alto dell’America Latina e allo stesso tempo, una delle poche nazioni industrializzate nel continente. Tuttavia, a causa delle tensioni con la Casa Bianca, dovute dalle politiche sull’immigrazione, adesso rischia di fronteggiare una recessione. A causa dei tentennamenti sulla firma del trattato commerciale T-Mec, tra Messico Usa e Canada, la crescita zero del paese potrebbe convertirsi in una crescita negativa.

Italia:  L’Italia è stato uno dei paesi con la peggiore performance economica dell’UE, nell’ultimo anno, a causa di una crescita prossima allo zero. Il Paese cresce a un tasso dello 0,3% all’anno. Nell’ultimo trimestre il PIL è aumentato di 0.1 punti.   A peggiorare la situazione dell’economia italiana ci si mettono ora anche i dazi sull’export imposti da Donald Trump il mese scorso, che penalizzano le eccellenze made in Italy. Tariffe sino al 25% del valore di 7,5 miliardi di dollari, che danneggiano produttori di formaggi, vino, olio e pasta e che potrebbero azzerare l’export con gli USA.

Gran Bretagna:  Anche la crescita della GB è stata prossima allo zero. Nonostante tassi di crescita tra lo 0.2 e lo 0.5% allontanino dalla recessione tecnica, l’economia britannica ha subito le ripercussioni delle tensioni con Bruxelles e dell’incertezza Brexit. Questi fattori hanno ravvisato il pericolo recessione e crisi economica in uno delle più forti economie europee e del mondo. (Estratti da Sputnik)

Le micro, piccole e medie imprese italiane non dovrebbero indugiare oltre nel cercare una “ via di scampo”, dovrebbero attivarsi immediatamente per operare nell’area di mercato che, certamente, sarà la meno colpita dalla probabile nuova crisi internazionale.

Made in Italy, Made with Italy, partnership, produzioni delocalizzate, piccoli e grandi investimenti, in Russia/Eurasia, questa la migliore prospettiva per l’imprenditore accorto e previdente che abbia lo scopo di non rimanere completamente invischiato nella nuova “bolla economica”, che gli esperti giudicano la “ madre di tutte le bolle economiche”

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Per la prima volta dal 2012 la quota di investimenti statunitensi nei titoli di Stato federali russi ha raggiunto il 51%.

Mentre Washington minaccia Mosca con nuove sanzioni, gli investitori americani stanno acquistando in massa azioni delle società russe. Per la prima volta dal 2012 la quota di investimenti statunitensi nei titoli di Stato federali russi ha raggiunto il 51%. In Russia l’inflazione scende, la produzione industriale e le vendite al dettaglio aumentano, il settore bancario è nel complesso stabile.

In Russia l’inflazione scende, la produzione industriale e le vendite al dettaglio aumentano, il settore bancario è nel complesso stabile.

Stando alle stime della Borsa di Mosca, più di metà di tutti gli investimenti stranieri effettuati nel mercato finanziario è imputabile a Wall Street. Sputnik vi spiega per quale ragione gli investitori statunitensi non abbiano paura di andare contro i rischi di natura politica.

Per la prima volta dal 2012 la quota di investimenti statunitensi nei titoli di Stato federali russi ha raggiunto il 51%. Si confronti: nei fondi di investimento europei la quota si attesta a solo il 26%.

“Le sanzioni introdotte ai danni delle maggiori società russe e l’ininterrotta propaganda antirussa posta in essere dai media americani non sono riuscite a far desistere gli investitori statunitensi dall’investire miliardi sul mercato azionario moscovita”, constata Forbes. Oggi gli investitori statunitensi detengono azioni russe per un totale pari a 79,3 miliardi di dollari, ossia il 58% in più rispetto al 2015.

In particolare, una delle più antiche società statunitensi di gestione, la Allianz Global Investors, ha comunicato di aver incrementato il peso dei titoli di Stato russi nel proprio.

Come si può spiegare una tale attività degli investitori americani? Gli esperti sostengono che gli investitori statunitensi siano sempre stati i primi in termini di investimenti nelle società dei Paesi in via di sviluppo.

Ma la cosa più importante è che questi titoli garantiscono un rendimento impossibile da ottenere sui mercati americani. Stando alle stime dell’ETF VanEck Russia, dall’inizio dell’anno il valore medio delle azioni russe nei portafogli dei fondi ha subito un aumento del 23,4%, mentre l’indice S&P 500 solo del 19,9% e l’indice dei mercati in via di sviluppo iShares MSCI (EEM) dell’8,45%.

Negli ultimi 5 anni la Russia ha garantito agli investitori un rendimento medio di 7 punti percentuali annui. Fra i Paesi con un mercato in via di sviluppo solamente la Cina ha saputo fare meglio.

“Di norma, gli investitori istituzionali, acquistando asset dei Paesi in via di sviluppo, sono interessati in primis al rendimento del loro investimento e in secundis alla profittabilità dell’attività e dai ritmi di crescita economica. Gli asset russi dal punto di vista del rapporto tra rischio e rendimento sono altamente attrattivi. Persino investendo in azioni blue chip è possibile ottenere sia un elevato rendimento a fronte delle operazioni di Borsa sia elevati rendimenti dai dividendi”, spiega Milchakova vicedirettrice del Dipartimento di analisi di Alpari.

Un’altra conclusione a favore di azioni e obbligazioni russe è di natura macroeconomica. L’inflazione scende, la produzione industriale e le vendite al dettaglio aumentano, il settore bancario è nel complesso stabile.

Mosca controlla in maniera rigida le spese: il rapporto debito/PIL è di circa il 20%, mentre 124,14 miliardi di dollari (circa il 7% del PIL) sono depositati nel Fondo per il benessere nazionale. Altri fondi sono quelli depositati nelle riserve internazionali della Banca di Russia (537,2 miliardi al 18 ottobre 2019).   (Estratto da Sputnik)


“Le imprese lombarde generano circa il 28% dell’export italiano e, in media, il 45% del loro fatturato deriva dal rapporto commerciale con l'estero.

Le imprese lombarde mantengono forte la propensione all’internazionalizzazione, ed il fatturato realizzato all’estero, compreso anche quello delle micro e piccole imprese, copre il 45% del totale. La Russia è il primo paese target per il biennio 2020-2022.

L’export resta la forma privilegiata di presenza nei mercati esteri per le imprese internazionali lombarde, ma la filiera lombarda per prossimità, qualità e diversità delle competenze resta strategica. Nel biennio 2017-2019 i principali mercati sono stati Germania, Francia e Spagna mentre per il prossimo ciclo, 2020-2022 i rimi Paesi target sono Russia, Germania e Stati Uniti.

E’ questa in sintesi la fotografia che emerge dall’edizione 2019 del rapporto ‘Le imprese lombarde nelle catene globali del valore’ realizzato da Confindustria Lombardia, in collaborazione con Sace Simest e ISPI, con il coordinamento scientifico del Centro Studi di Assolombarda ed il coinvolgimento delle altre Associazioni territoriali socie.

“Le imprese lombarde generano circa il 28% dell’export italiano e, in media, il 45% del loro fatturato deriva dal rapporto commerciale con l’estero.

Dal rapporto, però, emerge anche la contenuta presenza diretta delle nostre aziende sui mercati esteri con proprie strutture commerciali o di produzione. Lavorare per colmare questo gap rappresenta un’opportunità per continuare a migliorare la vocazione internazionale del sistema lombardo”. – ha commentato Enrico Cereda, Vicepresidente di Assolombarda con delega a Internazionalizzazione ed Europa

Guardando alla geografia dei dati presenti nel rapporto, emerge come l’Unione Europea resti l’area principale di destinazione delle vendite, mentre la Cina è il primo paese di delocalizzazione delle sedi produttive. Per il biennio 2020-22 sono Russia, USA e Germania i principali Paesi target ed Assolombarda individua nella ricerca di partner esteri e nella creazione di maggiori opportunità di incontri B2B i servizi di maggiore interesse richiesti dalle imprese associate. ( estratto da Sputnik)

Dalla indagine per l’internazionalizzazione di Assolombarda si rileva un elevato interesse per il mercato russo:

  • la tendenza delle piccole imprese a investire in modo deciso in pochi Paesi concentrando così i propri sforzi. Attualmente le grandi imprese servono in media 36 Paesi, le medie 30, le piccole 17 e le micro 9.
  • rivestono un peso importante Cina e Russia.
  • Tra le geografie di interesse per lo sviluppo di rapporti futuri emerge in cima alla classifica la Russia – un Paese che già nell’edizione 2017 compariva come il primo desiderata delle imprese. Il fatto che lo si ritrovi ancora nel 2019 appena al nono posto nella classifica per vendite, e assente dalla top10 per sedi commerciali e sede produttive, suggerisce come il notevole interesse delle imprese per quel mercato si scontri con difficoltà operative di accesso.
  • Il fatturato all’estero incide per il 45% del totale, dal 38% delle micro e 41% delle piccole imprese al 51% delle medie, al 58% delle grandi e mostra una tendenza positiva nel tempo.   www.consultpartners.org

Africa-Russia: verso delle partnership alla pari

Putin: Basta sfruttare l’Africa – ONG spesso bande di bucanieri con lauti stipendi e finto umanitarismo

Putin: noi e l’Africa partner alla pari…noi vogliamo fare 50 e 50.

Nell’ambito del vertice Russia-Africa svoltosi qualche giorno fa a Sochi, Putin ha spiegato ai capi di stato africani (tutti e cinquantatre presenti) quello che è il suo progetto economico per l’Africa. Questo progetto è stato ieri riassunto brevemente da Oleg Ozerov, capo del dipartimento africano del Ministero degli Esteri russo: “Gli occidentali traggono profitti di 42 mld. di $ l’ anno in Africa, e ne lasciano solo 9, noi vogliamo fare 50-50.” In buona sostanza è l’offerta che faceva Enrico Mattei agli africani e per la quale è stato fatto fuori.

Ora, noi possiamo continuare a credere di fare del bene perchè “aiutiamo” l’Africa con le Ong, ovvero quelle che troppo spesso sono bande di bucanieri che traggono lauti stipendi dai fondi della cooperazione internazionale degli stati lasciando agli africani le briciole (qualche pozzo d’acqua, qualche ambulatorio e poco altro).

E dall’altro lato alimentano una tratta di salariati ipersfruttati da impiegare in Europa: il tutto ammantato di finto umanitarismo. Io rimango della mia, l’Africa non ha bisogno di carità pelosa e interessata. Semplicemente gli vanno pagate equamente le proprie materie prime e bisogna smetterla di derubarli. Il resto si risolve da sé . ( Estratto da L’Antidiplomatico di G. Masala)

Africa-Russia: verso delle partnership alla pari

La Russia però, pur promettendo investimenti importanti, non si posiziona come un paese salvatore, ma come un partner commerciale alla pari. Per il viceministro russo dell’energia Pavel Sorokin, anche Mosca ha bisogno dell’Africa: “Fondamentalmente si tratta di equa cooperazione fra le due parti. Ci dà la possibilità di trovare nuove tecnologie e di condividerle.

I risultati delle nostre imprese mostrano che noi condividiamo la nostra tecnologia, che siamo pronti a condividere la cultura, ad accogliere la cultura dei nostri partner e a crescere insieme. Perché siamo entrambi sulla strada della crescita e questo significa che dobbiamo cooperare a vantaggio di ciascuna di queste parti”. (Estrato da Euronews)

 


il dollaro americano viene dichiarato il principale criminale del sistema finanziario mondiale.

Saxo Bank: ….il dollaro americano viene dichiarato il principale criminale del sistema finanziario mondiale….

  • egemonia e del tasso di cambio falsato del dollaro ne risentono i Paesi in via di sviluppo
  • la dipendenza dai finanziamenti in dollari opprime la crescita dell’economia mondiale
  • è difficile contare su una normalizzazione dell’economia globale.
  • un dollaro più forte e una liquidità insufficiente opprimeranno la crescita economica mondiale e porteranno de facto alla deflazione
  • il sistema finanziario globale in dollari potrebbe non sopravvivere

Il rapporto di analisi pubblicato dalla nota banca di investimenti Saxo Bank sembra quasi un buon libro giallo sebbene nel suo titolo contenga già il nome del colpevole: il dollaro americano viene dichiarato il principale criminale del sistema finanziario mondiale.

Il titolo del rapporto, Killer Dollar, è di per sé eloquente, ma in questo caso è rilevante non solo la connotazione negativa dell’impatto che l’egemonia del dollaro ha sul sistema finanziario mondiale, ma anche la previsione secondo la quale il mondo è giunto a un punto in cui solamente la svalutazione della valuta americana potrebbe ritardare di un po’ (ma di certo non scongiurare) una grave crisi a livello mondiale. I bassissimi tassi di interesse hanno già dimostrato di essere inefficaci e, per guadagnare altro tempo, gli Stati Uniti dovranno sacrificare proprio il loro forte dollaro.

“Quando si scriverà la storia di questi anni, il 2019 verrà ricordato molto probabilmente come l’inizio della fine del maggiore esperimento monetario di tutta la storia: sarà l’anno che avrà dato avvio alla recessione a livello mondiale nonostante i più bassi tassi di interessi reali e nominali della storia. Le politiche monetarie e creditizie hanno raggiunto la fine di un lungo percorso e questa fine si è rivelata insoddisfacente”, scrive Steen Jakobsen, chief economist presso Saxo Bank.

Il rapporto Dollar Killer ricorda molto l’intervento di un pubblico ministero dato che al suo interno vengono elencati i numerosi “crimini a sfondo economico” legati alla valuta americana e al suo tasso di cambio artificialmente pompato. Stando a Jakobsen e ai suoi colleghi, per via dell’egemonia e del tasso di cambio falsato del dollaro ne risentono i Paesi in via di sviluppo (ovvero, tutto il mondo salvo i Paesi occidentali), e la dipendenza dai finanziamenti in dollari opprime la crescita dell’economia mondiale nel complesso (questo riguarda anche i Paesi occidentali che non utilizzano il dollaro come valuta nazionale). Inoltre, alla luce del deficit di liquidità in dollari (venutasi a creare principalmente per via dei provvedimenti attuati dalle autorità statunitensi) è difficile contare su una normalizzazione dell’economia globale. Stando agli esperti della Saxo Bank, ulteriori problemi sono generati dal fatto che “un dollaro più forte e una liquidità insufficiente (ovvero l’accessibilità ai finanziamenti in dollari, NdA) opprimeranno la crescita economica mondiale e porteranno de facto alla deflazione nonostante gli sforzi delle banche centrali volti a ridurre i tassi di interesse”.

Si potrebbe pensare che un dollaro forte sia favorevole agli USA tanto che nei circoli della finanza si ripete scherzosamente che “l’economia mondiale è come un ospedale: fino ad oggi tutti hanno sofferto di cancro, mentre l’America ha avuto solo l’influenza. L’America starà sempre bene”. Il problema di questa teoria è che gli USA (nonostante tutta la retorica dell’autosufficienza dell’economia americana) non sono una zona isolata del mondo: infatti, una crisi in Unione europea o nel Sud-Est asiatico innescherebbe inevitabilmente una reazione a catena oltreoceano. Inoltre, questa volta è elevata la probabilità che a soffrire per la crisi gli USA saranno i primi o comunque lo faranno insieme a tutti gli altri.

La presenza negli USA di sintomi di problemi economici imminenti non è una valutazione fatta solo da Saxo Bank o da una faziosa “propaganda russa”, ma una mera constatazione resa nota anche dal canale televisivo preferito da Donald Trump, Fox News: “Una serie di dati economici negativi registrati questa settimana negli USA ha alimentato grandi timori. La recessione incombe e ha inviato un segnale inequivocabile a Wall Street: il periodo di crescita record sta cominciando a rallentare. Su questo ora non abbiamo più dubbi”, ha dichiarato Peter Earl, collaboratore dell’Istituto americano di studi economici. Martedì i produttori americani hanno registrato il crollo più grande degli ultimi 10 anni: un segnale che solitamente precede la recessione. A settembre l’indice ISM è sceso fino a 47,8: si tratta del secondo mese consecutivo di ribasso”.

Alla luce di ciò si può ipotizzare che l’economista di Saxo Bank abbia ragione quando suggerisce che nel novero degli strumenti disponibili per sostenere l’economia mondiale ne sia rimasto solo uno, il deprezzamento del dollaro.

Da notare che gli esperti bancari europei sostengono quello che abbiamo scritto anche noi: nell’élite politica americana si sta creando una linea comune sulla necessità di una tempestiva svalutazione del dollaro. Questo permetterà di alleviare il peso debitorio dell’economia americana, ridurre gli oneri sociali sul bilancio (calcolando tali oneri in riferimento al potere d’acquisto di quei dollari che vengono corrisposti sotto forma di sussidi e altre forme di aiuti sociali), imporre limitazioni alle importazioni cinesi, giapponesi ed europee, nonché stimolare le esportazioni nazionali.

Il principale sostenitore del deprezzamento del dollaro è Donald Trump e, come giustamente osservano i relatori del rapporto Dollar Killer, sebbene non sia ancora riuscito a gestire la resistenza opposta dalla Fed, Trump dispone di altri metodi da adottare per raggiungere il suo obiettivo: “Quando, e non se, Trump perderà la pazienza nei confronti di Powell (il presidente della Fed), si appellerà al Gold Reserve Act del 1934 che conferisce alla Casa Bianca ampi poteri per l’attuazione di interventi valutari e per la vendita di dollari volta all’acquisto di valuta straniera”.

La questione del deprezzamento del dollaro è prioritaria non solo per Trump, ma anche per i suoi avversari politici come Elizabeth Warren, la candidata principale del Partito Democratico alle presidenziali. Warren propone persino di introdurre una tassa sull’acquisto di obbligazioni statunitensi e di altri strumenti finanziari in dollari: questo porterebbe inevitabilmente alla svalutazione del dollaro. Proposte analoghe figurano anche nel progetto di legge denominato Baldwin-Hawley Bill fra i sostenitori del quale vi sono sia democratici sia repubblicani.

Gli esperti della Saxo Bank avvertono che, anche se si decida per la svalutazione e la si metta in pratica, è poco probabile che le sue conseguenze portino vantaggi agli USA a lungo termine: “Un dollaro più debole potrebbe rappresentare un vantaggio per noi per un po’ di tempo, ma l’indebolimento della valuta non costituisce un provvedimento strutturale. Stati Uniti, state attenti con le vostre decisioni!”

Bisogna spiegare questo ammonimento: Washington deve fare attenzione alle decisioni che prende per due motivi.

Primo motivo: altri Paesi, come gli Stati membri dell’UE e la Cina, risponderanno alla svalutazione con la svalutazione di modo da salvaguardare la competitività dei propri prodotti e servizi sul mercato globale.

Secondo motivo (più importante): il sistema finanziario globale in dollari potrebbe non sopravvivere ai tentativi di Washington di risolvere tutti i problemi deprezzando la propria valuta. Ciò significa che l’egemonia del dollaro potrebbe terminare e anche nel peggiore dei modi per gli USA.   (Sputnik Economia 10.10.2019)

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mercato Eurasia, CEE

Anche le piccole imprese italiane possono permettersi una partnership per il mercato russo/Eurasia

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Il Cremlino: fino al 2024 la situazione economica della Russia sarà stabile

Il Cremlino: fino al 2024 la situazione economica della Russia sarà stabile – Banca Intesa Russia prosegue la politica di investimenti nei territori strategici della Russia

Il Cremlino: fino al 2024 la situazione economica della Russia sarà stabile

Le stime ufficiali di crescita del Pil russo nei prossimi cinque anni oscilleranno intorno al 3% all’anno – La previsione di inflazione per il 2019-2020 è stata rivista al ribasso al 3,8% annuo –

Intanto Mosca ha leggermente modificato la stima del tasso di cambio medio annuo del rublo per il 2019 (da 65,1 a 65,4 rubli/dollaro), e per il 2020 (da 64,9 a 65,7 rubli/dollaro) –

Banca Intesa Russia prosegue la politica di investimenti nei territori strategici della Russia: il 5 settembre scorso a Vladivostok Banca Intesa Russia e la Corporazione per lo sviluppo dell’Estremo Oriente hanno firmato un accordo di cooperazione.

l governo russo ha presentato una nuova previsione di sviluppo economico per il periodo 2019-2024. Secondo le dichiarazioni di Maksim Oreshkin, ministro russo dello Sviluppo Economico, il Cremlino ha lasciato invariate le previsioni di crescita del Pil russo all’1,3% per il 2019, mentre la previsione per il 2020 è stata ridotta dal 2,0% all’1,7%.

Allo stesso tempo, il Ministero dello Sviluppo Economico ha mantenuto la previsione di crescita del Pil al 3,1% per il 2021, al 3,2% per il 2022 e al 3,3% annuo per il biennio 2023-2024.

Anche la previsione di crescita relativa alla produzione industriale per il 2019 è rimasta invariata (+2,3%), mentre la previsione per il 2020 è stata leggermente ridotta dal 2,6% al 2,4%. Per il 2021, la previsione di crescita della produzione industriale è stata approvata al 2,7% (precedentemente era del 2,9%). La previsione per il 2022 è rimasta invariata al 2,9% e per il 2023 la previsione è stata ridotta dal 3,1% al 3,0%. Anche per il 2024 la previsione è stata ridotta dal 3,2% al 3,1%.

“Dopo un rallentamento della crescita economica nella prima metà del 2019, quando il tasso di crescita è stato dello 0,7%, il governo russo ritiene che il tasso di crescita del Pil nella seconda metà di quest’anno raggiungerà un livello dell’1,5-2,0% annuo grazie a una graduale attenuazione delle condizioni monetarie e del credito”, ha dichiarato il ministro Oreshkin durante un incontro con i corrispondenti russi ed esteri.

“Nel periodo 2021-2024 si prevede un’accelerazione del tasso di crescita del Pil pari a circa il 3% annuo, grazie a una maggiore crescita degli investimenti in immobilizzazioni, a un aumento della competitività dell’economia russa e alla vendita di capitali economici esteri.

Banca Intesa Russia si trova ormai tradizionalmente in vetta alle classifiche dei maggiori investitori dei progetti strategici in tutto il territorio russo: dal Mar Baltico all’Oceano Pacifico. E il 5 settembre scorso il presidente di Banca Intesa Russia, Antonio Fallico, e il direttore generale ad interim della Corporazione per lo sviluppo dell’Estremo Oriente, Aslan Kanukoev, hanno firmato a Vladivostok un accordo di cooperazione.  (estratto da Russia 24 – Banca intesa)

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L’economia russa risulterebbe migliore di quella… del resto del mondo!

Russia: Per la prima volta dal 2014, le riserve di liquidità hanno superato il debito del paese. – L’economia russa risulterebbe migliore di quella… del resto del mondo!

Russia: Per la prima volta dal 2014, le riserve di liquidità hanno superato il debito del paese.

L’economia russa risulterebbe migliore di quella… del resto del mondo!

Il debito pubblico netto del paese è sceso ora sotto lo zero.

L’impegno della Russia per l’indipendenza, sia politica che economica, sembra aver spinto il paese in una fase nuova.

In risposta alle sanzioni occidentali e al crollo dei prezzi del petrolio, le autorità hanno intrapreso la strada dell’accumulo di riserve per garantire la stabilità finanziaria.

Come risultato di questa rigorosa disciplina sul debito, il debito pubblico netto del paese è sceso ora sotto lo zero, riporta RBC Daily.

Le statistiche ufficiali rivelano quindi che il Cremlino, in caso di necessità, potrebbe ripagare facilmente tutti i suoi debiti. In data 1° agosto, il debito totale del paese (il debito interno ed estero dello Stato) era pari a 16,2 trilioni di rubli (248 miliardi di dollari), ovvero il 15% del PIL: meno dell’importo dei contanti presenti nei depositi della Russia nella Banca centrale e nelle banche commerciali (17,6 trilioni di rubli, 269 miliardi di dollari), ovvero il 16,2% del PIL.

Un debito inferiore rispetto a quello degli USA e della Cina

Questi numeri non includono il debito commerciale ma, anche se fosse tenuto in considerazione, l’economia russa risulterebbe migliore di quella… del resto del mondo!

A fronte della crisi finanziaria globale del 2008, molte economie mondiali hanno dovuto prendere in prestito ingenti somme per evitare la recessione e, secondo il FMI, le economie più indebitate del mondo sono anche le più ricche.

Nel 2017, il debito globale totale ha raggiunto il massimo storico di 184 trilioni di dollari (225% del PIL mondiale) o, in termini pro capite, 86.000 dollari di debito pro capite sul pianeta. I primi tre mutuatari nel mondo – Stati Uniti (256% del PIL), Cina (254% del PIL) e Giappone (395% del PIL) – hanno rappresentato più della metà del debito globale, superando la loro quota di produzione globale. (estratto da Russia Beyond – it.rbth.com/economia/83322-perch%C3%A9-la-russia-ha-ridotto)

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IL PRESIDENTE PUTINHA INAUGURATO IL QUINTO FORUM ECONOMICO ORIENTALE.

IL PRESIDENTE PUTINHA INAUGURATO IL QUINTO FORUM ECONOMICO ORIENTALE. L’ITALIA PARTECIPA AL FORUM ECONOMICO DI VLADIVOSTOK PER SOSTENERE LE PMI. BANCA INTESA PARTECIPERA’ AI PROGETTI INFRASTRUTTURALI DELLA FEDERAZIONE RUSSA.

La filiale russa del grande istituto bancario italiano Intesa Sanpaolo S.p.A. sta valutando assieme a un’azienda russa la possibilità di partecipare a progetti infrastrutturali nella Federazione Russa.
Banca Intesa, filiale russa appartenente al gruppo Intesa Sanpaolo, è pronta a partecipare alla costruzione di strade in Russia, ha dichiarato a Sputnik al Forum Economico Orientale il presidente del Consiglio di Amministrazione di Banca Intesa Russia Antonio Fallico. Ha dichiarato che “ora stiamo lavorando attivamente con le ferrovie russe”. “Stiamo iniziando a lavorare attivamente con Avtodor a livello federale, ma dobbiamo lavorare con le società di progetto nella dimensione locale”, ha aggiunto Fallico.
“Secondo Avtodor, l’accordo coinvolge la società statale italiana ANAS; siamo pronti a impegnarci in progetti per la costruzione di autostrade in Russia, ovviamente, ciò è dovuto al fatto che le società italiane partecipano a questi progetti. Ma siamo pronti a farlo anche senza di loro” ha detto Fallico.
Ha aggiunto che altre aree d’interesse per la banca sono legate alle infrastrutture: ferrovie, autostrade. “La cosa principale è occuparsi della produzione”, ha concluso Fallico.
L’Italia spera che le iniziative comuni di Mosca e Roma per sostenere le piccole e medie imprese facilitino l’arrivo di nuove imprese congiunte russo-italiane in Estremo Oriente. Lo ha detto l’ambasciatore italiano presso la Federazione russa Pasquale Terracciano, intervenendo in una sessione del dialogo commerciale Russia-Europa al Forum economico orientale.
“Le grandi aziende italiane, ad esempio Enel, stanno già lavorando in Russia. Il presidente della Camera di commercio russo-italiana è anche amministratore delegato dell’azienda Mikro Kapital. Quindi prestiamo attenzione anche allo sviluppo delle piccole e medie imprese” – ha affermato il diplomatico. “Abbiamo sviluppato con la Russia relazioni molto strette, ma vorremmo anche vedere la creazione attiva di piccole e medie imprese congiunte russo-italiane.
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Economia, Russa sorpasserà la Germania nel 2020

Economia, Russa sorpasserà la Germania nel 2020 – Migliorano le stime sull’inflazione e sul tasso di cambio del rublo per il secondo semestre del 2019 – In Russia inflazione a tasso 0 nel mese di giugno – Made with Italy”: produzione in loco con elevati standard di eccellenza.

Nel futuro prossimo delle maggiori economie mondiali non c’è soltanto l’imminente sorpasso della Cina ai danni degli Stati Uniti . Lo stesso report sulle previsioni della banca britannica Standard Chartered, infatti, anticipa un altro sorpasso: quello che vedrebbe la Russia superare la Germania al quinto posto fra le maggiori economie globali (in termini di Pil corretti con i cambi a parità di potere d’acqisto – PPP). Un sorpasso, anche questo, che sarebbe dietro l’angolo: è previsto nel 2020. (Estratto da wallstreetitalia di Alberto Battaglia )

Migliorano le stime sull’inflazione e sul tasso di cambio del rublo per il secondo semestre del 2019

La più grande banca russa ha rivisto in meglio le sue previsioni di inflazione, e ritiene che il rublo si rafforzerà ancora di più nella seconda metà dell’anno – Lo scenario più probabile per lo sviluppo dell’economia russa è un proseguimento della crescita.

Per gli esperti di Sberbank Investment Research, divisione analitica di Sberbank CIB, così come per molti altri, è stata una sorpresa vedere che, per la prima volta nella storia economica moderna, nel mese di giugno si è registrata un’inflazione mensile pari a zero. Questo risultato ha comportato un calo dell’inflazione annua fino al 4,7%. ( estratto da Russia 24 Intesasanpaolo Il Sole 24ore)

Negli ultimi anni la politica economica russa ha intrapreso una strada che direttamente o indirettamente è legata alla questione delle sanzioni incrociate con l’Occidente.

In particolare, Mosca ha lanciato un piano di sostituzione delle importazioni, il cosiddetto “Import Substitution Plan”, con l’obiettivo di ridurre le importazioni del 50% entro il 2020 e sostituire nel tempo i beni provenienti dall’estero con prodotti sul territorio russo. Questa scelta ha spinto le aziende italiane fortemente colpite dalle sanzioni e interessate a mantenere la loro presenza nell’area di passare dal “Made in Italy” al “Made with Italy” che in sostanza significa rafforzare la produzione in loco conservando elevati standard di eccellenza. ( estratto da Sputnik)

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una svendita ancora più massiccia ha interessato il mercato azionario: gli investitori stranieri hanno ridotto al minimo storico i propri investimenti nei titoli delle società americane.

JP Morgan: è la fine del dollaro e del suo dominio mondiale. – Gli investitori stranieri continuano a disfarsi delle obbligazioni di Stato USA. – Anche Colin Lloyd ha fornito una serie di prove che il Dollaro potrebbe essere alla fine della sua era. – Fra le varie concause i paesi sanzionati dagli Usa che è un elenco è sempre più lungo.

“Il dollaro statunitense è stato la valuta di riserva dominante del mondo per quasi un secolo”, ha scritto uno degli economisti della banca statunitense, Craig Cohen, in un rapporto all’inizio di questo mese. “Tuttavia, noi crediamo che il dollaro potrebbe perdere il suo stato di principale valuta internazionale

Ma una svendita ancora più massiccia ha interessato il mercato azionario: gli investitori stranieri hanno ridotto al minimo storico i propri investimenti nei titoli delle società americane.

Già qualche tempo fa la Russia era considerata uno dei maggiori investitori in obbligazioni di Stato USA. Nel 2010 gli investimenti della Banca centrale russa in treasuries superavano i 176 miliardi di dollari. Ma per via delle pressioni esercitate da Washington sotto forma di sanzioni Mosca a partire dal 2014 ha gradualmente rimosso fondi dal suo portafoglio di investimenti americani. E nella primavera del 2018, dopo l’ennesima ondata di sanzioni, la Banca di Russia ha condotto una massiccia svendita di treasuries dimezzando bruscamente il suo portafoglio da 96,05 miliardi a 48,724 miliardi di dollari.

All’inizio di quest’anno sono rimasti solamente 14 miliardi di dollari di titoli di Stato americani nelle tasche della Banca centrale russa. A maggio, secondo le statistiche del Ministero USA delle Finanze, la Russia ha ridotto la sua quota a 12 miliardi di dollari.

Con i fondi ricavati dalla vendita di titoli americani la Banca centrale russa sta comprando oro come garanzia contro i rischi monetari e sanzionatori. Negli ultimi 10 anni la quota di oro nelle riserve internazionali russe è quasi decuplicata. Al momento la Banca detiene 2190 tonnellate di questo metallo prezioso per un totale di circa 90 miliardi di dollari. È un record nella storia post-sovietica. L’imprevedibilità dell’amministrazione Trump, l’appetito sfrenato della Fed (la Riserva Federale USA) per il credito e l’instabilità geopolitica rendono l’oro un bene di gran lunga più attrattivo rispetto ai titoli di Stato USA.

In generale, aumenta la sfiducia nei confronti dell’economia americana: il debito pubblico USA ha già superato i 22 trilioni di dollari ed è chiaro a tutti che il Tesoro ha ormai perso il controllo sulla situazione. Per questo, anche gli alleati di Washington stanno abbandonando i beni in dollari. Infatti, la Gran Bretagna ad aprile ha ridotto il proprio portafoglio di treasuries di 16,3 miliardi di dollari.

“Il dollaro statunintense è stato la valuta di riserva dominante del mondo per quasi un secolo”, ha scritto uno degli economisti della banca statunitense, Craig Cohen, in un rapporto all’inizio di questo mese. “Tuttavia, noi crediamo che il dollaro potrebbe perdere il suo stato di principale valuta internazionale (cosa che comporterebbe il suo deprezzamento nel medio termine) a causa di ragioni strutturali e cicliche”.

JP Morgan: è la fine del dollaro e del suo dominio mondiale

A minare il dominio del biglietto verde sarebbe il crescente potere nel mercato internazionale delle economie asiatiche. Il centro economico globale è pronto a trasferirsi in Asia. L’ingresso della Cina nel club dei giganti economici è uno dei fattori di questo trasferimento, ma non è l’unico.

L’intera area asiatica, che comprende la porzione di mondo tra Russia, Turchia e Arabia Saudita sino a Giappone e Nuova Zelanda, vanta i 3/4 della crescita economica globale e più del 50% del PIL mondiale. I crescenti rapporti di scambio all’interno di questa zona aumenteranno il numero delle transazioni che non avverranno in dollari.

L’aumento delle transazioni internazionali in altre valute provocherà un’erosione del valore del dollaro come moneta internazionale e porrà le basi per la sua sostituzione, afferma Cohen. La centralizzazione dell’economia nei mercati asiatici porterà al tramonto del dominio degli USA e del dollaro statunitense, mentre i paesi e le monete asiatiche avranno un maggior potere. ( Estratto da Sputnik)

Anche Colin Lloyd ha fornito una serie di prove pratiche sul fatto che il Dollaro potrebbe davvero essere giunto alla fine della sua era. Gli indici che supportano questa ipotesi sarebbero oramai più di uno. A provare la possibile fine del Dollaro Usa come valuta di riferimento sono anzitutto le prime mosse del presidente americano Trump. Già nei primi mesi del suo soggiono alla Casa Bianca, il leader repubblicano aveva subito sconfessato l’accordo di partenariato transpacifico, un’intesa che coinvolgeva ben 12 nazioni tra cui Australia, Brunei, Canada, Cile, Giappone, Malesia, Messico, Nuova Zelanda, Perù, Singapore e Vietnam. Trump motivò la sua mossa citando il fatto che tutti questi paesi dovevano oramai tanto agli Usa e per gli Stati Uniti non era più possibile andare avanti così.

Il leader americano forse non si attendeva che gli 11 paesi orfani degli Usa avrebbero firmato un nuovo accordo di partenariato senza gli Usa e migliore di quello che era in vigore quando vi erano gli americani.

Il risultato finale della controffensiva degli 11 paesi è stato il seguente: rafforzamento dei vantaggi per la Cina e una perdita di mercati per le esportazioni americane.

Ci sono poi anche i paesi sanzionati dagli Usa e anche qui l’elenco è sempre più lungo e include Russia, Birmania, Costa d’Avorio, Cuba, Iran, Corea del Nord, Venezuela, Siria, Liberia, Sudan, Bielorussia, Zimbabwe, Iraq e Congo.

Insomma sembra chiaro che ci sono tantissimi motivi per cui la supremazia del Dollaro Usa potrebbe presto cessare. ( estratto da Borsainside 25/7/19)


Alla fine questo Russiagate all'amatriciana è sostanzialmente un boomerang

Caso Lega-Russia: faccendieri da quattro soldi. Russiagate all’amatriciana, ovvero il nuovo gossip estivo.

I tre italiani (tutti indagati) sono: 1) Gianluca Meranda, 49 anni, un vero avvocato di sedicenti affari internazionali, in difficoltà con gli affari personali (sfrattato dallo studio per morosità come ha scritto La Verità) che dice di rappresentare la banca anglo-tedesca; 2) Francesco

Vannucci, 62, ex bancario e sindacalista in pensione che si è riciclato con risultati altalenanti, a livello provinciale, come sedicente esperto (anzi: advisor) di finanza; 3)

Gianluca Savoini, 55 anni, folgorato sulla via di Mosca, selfie made man con Putin in sottofondo, legatissimo a Matteo Salvini e ancor di più a Claudio D’Amico, il geometra ex deputato nello staff del vice premier come esperto di strategie internazionali.

«Euro-IB è una Banca d’Investimenti e Corporate Finance — dice il sito — Il nostro management ha alle spalle un’esperienza con banche internazionali». Il loro bilancio è però desolatamente striminzito, non certificato, in perdita, con un capitale sociale di 241 mila sterline e Lloyds Bank ha in pegno una parte del patrimonio a fronte di un piccolo prestito erogato il 13 maggio scorso. Pochi affari e tre uffici: Londra, Francoforte e Roma. Dove a Roma? Nello studio (ex dopo lo sfratto) di Meranda. Il telefono è lo stesso.

Che cosa colpisce di questo quadro? Il livello (anzi: lo standing). La posta in gioco (e le cifre) suggerirebbero la presenza di negoziatori di ben altra caratura, per quanto spregiudicati, e di professionisti della finanza altrettanto qualificati e disinvolti. Invece sembrano faccendieri da quattro soldi. (estratto dal corriere della sera del 20 luglio 2019)

Il caso Savoini è diventato, come prevedibile, un nuovo mezzo per stigmatizzare le relazioni politiche della Lega con la Russia e per screditare le politiche del governo. Le dichiarazioni di Salvini contro le sanzioni alla Russia e la politica di amicizia fra i due Stati sono infatti mal viste da una parte della politica e del mainstream italiano appiattiti su una visione a priori antirussa.

A pagare lo scotto di una politica di amicizia fra i due Paesi sono stati, come noto, anche Berlusconi e Prodi, accusati nell’occasione di essere troppo vicini alla Russia e quindi di allontanarsi dal ferreo atlantismo propugnato dai loro detrattori.

Alla fine questo Russiagate all’amatriciana è sostanzialmente un boomerang che si rivolgerà contro quelli che oggi lo cavalcano strumentalmente per ribadire la propria fedeltà incondizionata alla NATO. (Estratto da Sputnik da un articolo di Tatiana Santi)


Vipinitalia espone e promuove le aziende italiane che operano in partnership con la sede di Mosca di Consulenti & Partners

VIPINITALIA: la vetrina delle aziende gestite in Russia da Consulenti & Partners

Consulenti & Partners Sede delle aziende Italiane a Mosca
 
Vipinitalia espone e promuove le aziende italiane che operano in partnership con la sede di Mosca di Consulenti & Partners, gruppo che dal 2003 è presente nel mercato Russo/Eurasia a supporto degli imprenditori italiani  nel loro inserimento e sviluppo nel mercato.
Oggi Consulenti & Partners  è diventato il partner più qualificato e privilegiato, della piccola impresa italiana, per il business nel mercato di Eurasia, UEE, Unione Economica Eurasiatica di cui fanno parte ad oggi Russia, Bielorussia, Kazakistan, Armenia e Kirghizistan.
 
Con la ormai sperimentata formula della partnership, Consulenti & Partners agisce di fatto come sede a Mosca delle imprese italiane che vogliono operare in questa vasta area di mercato.
 
Come sede/ufficio della stessa azienda italiana, Consulenti & Partners, opera commercialmente come se fosse l’azienda stessa sul posto, assumendosi la gestione completa di ogni “fattore” di mercato: presentazione, promozione e trattativa, trasporti e sdoganamenti, amministrazione, garanzie, post vendita e problem solving.
 
Consulenti & Partners dispone al proprio interno di ogni competenza con specialisti che si occupano direttamente di: trasporti e sdoganamenti, certificazioni, transazioni valutarie, gestioni commerciali, gestioni amministrative, marketing, garanzie, problem solving, apertura e domiciliazioni societarie, e………….. molto altro ancora.
 
La direzione generale  di Consulenti & Partners è italiana con ultradecennale esperienza nella dirigenza d’impresa e del mercato russo, e la direzione operativa e amministrativa di collaboratori russi che parlano italiano, consentono alla sede di Mosca di Consulenti & Partners di agire come farebbe lo stesso imprenditore italiano nel suo mercato.
Consulenti & Partners è già sede giuridica di varie imprese italiane che ci hanno incaricato di aprire, attivare, gestire e amministrare una loro società a Mosca.
 
Le imprese italiane con la partnership di Consulenti & Partners offrono così all’interlocutore di questa area di mercato un rapporto diretto, senza intermediazioni, con la possibilità di operare nella lingua locale, con specialisti locali, offrendo reali garanzie in area e non a distanza, con la possibilità di risoluzione immediata di qualsiasi problematica ed esigenza, e con un supporto costante nelle relazioni commerciali, contrattuali e personali.
 
Le imprese italiane dispongono così, in questa area di mercato, di un proprio ufficio, gestito in autsorcing, da una direzione italiana sul posto che risponde e opera per la stessa impresa italiana, con project manager interni che si occupano dell’azienda e della presentazione del prodotto lavorando direttamente dagli uffici della sede di Mosca di Consulenti & Partners.
 
Si creano così rapporti diretti fra imprese italiane e interlocutori di questo mercato, senza ulteriori passaggi costosi, senza costose intermediazioni, completamente assistiti in lingua locale, con tutte le garanzie offerte in area, senza le difficoltà della distanza internazionale.
 
Rapporti che consentono di ottenere le migliori condizioni di mercato, i migliori trattamenti contrattuali, un’ ottima regolamentazione e controllo del mercato per il rispetto di esclusive di area, un veloce ed efficace problem solving, una particolare cura della clientela.
 
Le imprese italiane interessate alla partnership con Consulenti & Partners vengono accettate solo dopo verifiche di affidabilità e sopralluoghi in azienda per accertarne il prodotto e la produzione, verifica del target di clientela servita, visionare le proposta commerciali per il mercato casalingo e quello estero.
 
Le aziende vengono contrattualizzate dopo queste verifiche e sottoscrivono una clausola che le impegna ad offrire nel mercato dell’Area Russa il miglior prezzo alle migliori condizioni possibili.    www.consultpartners.org

Rublo in crescita grazie agli stranieri.

Rublo in crescita grazie agli stranieri. – Ci si defila dal dollaro USA. Russia e Cina firmano accordo per le transazioni in valuta nazionale. – Anche l’India sta valutando la possibilità di utilizzare l’euro. – Il dollaro continuerà a perdere il proprio stato di principale valuta di riserva, grazie alle sanzioni.

Le iniziative di Washington più evidenti nel minare al futuro della valuta americana sono le sanzioni economiche.

La Russia e la Cina hanno concluso un accordo sulle transazioni in valuta nazionale. Lo riferiscono i media russi, citando la lettera del viceministro delle finanze Sergey Storchak al presidente della commissione parlamentare per i mercati finanziari Anatoly Aksakov.   L’intesa è stata siglata lo scorso 5 giugno dal ministro delle finanze russo, Anton Siluanov, e il presidente della Banca popolare cinese Yi Gan.

Questo documento serve a gettare le basi per un nuovo meccanismo che sostituisca i sistemi interbancari SWIFT e CHIPS.   Secondo Aksakov, per aumentare il volume delle transazioni in valuta nazionale è necessario creare un mercato per il rublo e gli strumenti finanziari necessari a tutelare i rischi derivanti dalle fluttuazioni del tasso di cambio per i principali beni di scambio.

Anche l’India sta valutando la possibilità di utilizzare l’euro e non dollari per i pagamenti dei contratti nel settore della difesa con la Russia.

La valuta russa si sta rafforzando grazie all’alto livello di domanda tra gli stranieri e questo trend diventerà stabile se non ci saranno nuove sanzioni.

Il rublo sta crescendo e continuerà a farlo se non saranno imposte nuove sanzioni. Lo ha detto a Sputnik l’esperto finanziario Evgenij Pundrovskij, vice direttore del reparto degli investimenti dell’agenzia di consulting UFG Wealth Management.

“La notevole domanda di rublo è creata dai non residenti: nell’attesa che si abbassino i tassi, comprano OFZ (le obbligazioni di prestito federale), abbassandone il tasso d’interesse, e comprano i rubli nel libero mercato. Questo è un trend a lungo termine, probabilmente persisterà. Quindi non è il caso di aspettarsi un nuovo processo di indebolimento del rublo senza significativi shock nella politica esterna”, ha detto l’esperto.

Il tasso di cambio questa settimana ha confermato il massimo livello del rublo rispetto al dollaro, che dura già da molti mesi. Il dollaro martedì era venduto per 62,6 rubli, l’euro per meno di 71,3 rubli.

Il dollaro sta perdendo il suo stato di principale valuta di riserva e la cosa più paradossale è che sono le stesse autorità americane a provocarlo, scrive l’esperto finanziario James McCormack, secondo il quale alla base dell’indebolimento del dollaro c’è la politica estera di Washington.

È possibile perdere anche un privilegio di entità colossale. Sussiste una serie di fattori che indicano che con il tempo il dollaro statunitense rischia di perdere il suo stato di leader tra le valute di riserva mondiali, scrive in un articolo per CNDC James McCormack, esperto dell’agenzia internazionale di valutazione del credito Fitch Ratings. ( estratti da Sputnik)

Secondo l’esperto le principali cause del dominio persistente del dollaro si spiega con “l’inerzia e l’assenza di un’alternativa reale”. Tuttavia né il primo, né il secondo motivo possono dare una speranza stabile alle autorità statunitensi in una prospettiva a lungo termine.

Le iniziative di Washington più evidenti nel minare al futuro della valuta americana sono le sanzioni economiche, che in un modo o nell’altro toccano più di 20 paesi e di fatto possono ostacolare lo svolgimento dei conti in dollari.

La stessa cosa riguarda la politica protezionistica delle autorità americane che porta interi flussi commerciali ad allontanarsi dagli Stati Uniti e può portare gli altri paesi a fare business senza utilizzare il dollaro, spiega l’economica.

La politica estera americana ha già allontanato dal dollaro Iran e Russia, ma non si ferma qui: anche la Cina e i paesi della zona euro promuovono attivamente le proprie monete come valute di riserva o di transazione.

Se la tendenza a passare dal dollaro alle altre valute e dalle valute all’oro si manterrà, il dollaro continuerà a perdere il proprio stato di principale valuta di riserva.  ( Estratti da Sputnik)

 


• Macchine utensili, cresce l'export italiano in Russia.

• Macchine utensili, cresce l’export italiano in Russia. – In atto in Russia la modernizzazione del sistema produttivo e infrastrutturale. – A Mosca il primo “Forum Italo Russo sulle Macchine Utensili”

L’Italia si conferma secondo fornitore europeo di macchine utensili in Russia: cresce l’export e crescono anche le sinergie extraproduttive, con due protocolli d’intesta firmati da UCIMU e Politecnico di Milano.

L’ “industria delle industrie” italiana continua a guardare alla Russia con interesse. Nel 2018 le esportazioni italiane di macchine verso la Federazione Russa sono cresciute del 17,7% rispetto al 2017.

Per questo motivo, ICE Mosca e UCIMU – Sistemi per Produrre hanno organizzato a Mosca il primo “Forum Italo Russo sulle Macchine Utensili”: un’occasione di confronto diretto per gli imprenditori del settore, in cui stabilire nuovi contatti e rinforzare quelli già esistenti.

ATTRAZIONE RECIPROCA

Il mercato russo vive un momento di svolta, grazie all’impulso dato dal governo alla modernizzazione del sistema produttivo ed infrastrutturale del paese, nell’ambito del piano dei “progetti d’interesse nazionale”. Nella prima parte dell’anno in corso il valore delle importazioni italiane verso la Russia ha raggiunto una quota di mercato del 16,4%.

“Siamo al terzo posto dopo Germania e Giappone.

Siamo conosciuti in tutto il mondo per l’alto livello tecnologico, gli alti standard produttivi, le capacità di personalizzare il prodotto in base alle esigenze del cliente, e di formare il cliente.

Negli ultimi anni grazie ai provvedimenti del nostro governo tutte le snotre aziende hanno investito in digiitalizzazione, interconnessione, controllo e assitenza remota, sensorizzazione: tutte le nostre macchine utensili di nuova generazione hanno questi elementi tecnologici.

La Russia per noi è un mercato estremamente importante e siamo sicuri che la nostra tecnologia è importante per le aziende russe. Il mercato russo è il 7° mercato di sbocco per le aziende di macchine utensili italiane. L’Italia rappresenta il secondo fornitore europeo di macchine utensili in Russia, ma si può fare di più.” – ha detto Massimo Carboniero, presidente di UCIMU- Sistemi per Produrre.  (Estratto da Sputnik 27/6/2019)

 


Noi non abbiamo litigato con nessuno”, commenta Putin la situazione con Occidente….

Noi non abbiamo litigato con nessuno”, commenta Putin la situazione con Occidente….Putin: non esiste al mondo un’economia puramente di mercato…..Il programma per contrastare le sanzioni vale 9 miliardi di euro….“Per prima cosa, cosa vuol dire fare la pace? Noi non abbiamo litigato con nessuno. E non vogliamo litigare con nessuno”, ha detto il presidente…..Lo scopo dei progetti nazionali è costruire nuovi binari per l’economia e la qualità della vita…

“Difficilmente in futuro l’atteggiamento dell’Occidente nei confronti della Russia cambierà in modo cardinale”, ha detto, aggiungendo: “Se ci arrendiamo completamente e sputiamo sui nostri interessi nazionali fondamentali ci saranno dei cambiamenti? Forse ci saranno dei segnali esterni, ma niente cambierà in modo cardinale”.

Il presidente ha fatto l’esempio dell’opposizione degli Stati Uniti rispetto alla Cina che “non ha niente a che fare con la Crimea e Donbass”. “Sono le stesse sanzioni”, ha detto Putin commentando la politica dei dazi operata dagli USA rispetto alla Cina.

 “Non esiste un’economica o puramente di mercato o puramente amministrativa. Mentre l’economia mista esiste in tutto il mondo. Non appena iniziano dei malfunzionamenti nell’economia, dei problemi, ecco che cresce il ruolo dello stato. Non appena le riserve crescono, non appena la situazione si calma, subito lo stato esce dall’economia”, ha detto Putin.

“Abbiamo il programma cosiddetto di compensazione delle importazioni da 667 miliardi di rubli ( 9 miliardi di euro). Ci ha fatto sviluppare anche quelle sfere dove prima non avevamo competenze”, ha detto Putin.

“Per raggiungere il massimo risultato per la nostra gente, per i nostri cittadini, per lo sviluppo dell’economia, abbiamo organizzato i lavori nell’ambito dei cosiddetti progetti nazionali. Lo scopo finale di questi eventi è di mettere l’economia su nuovi binari, renderla un’economia ad alta tecnologia, aumentare la produttività del lavoro e in questo modo alzare la qualità della vita dei nostri cittadini, garantire la sicurezza del nostro paese in una perspettiva storica duratura”, ha detto Putin.

 


“La più grande delegazione di quest’anno è stata quella cinese, con 1.072 persone, seguita da quella statunitense con 520 persone

Importanti accordi economici sono stati firmati all’ Economic Forum di San Pietroburgo. Le maggiori delegazioni presenti sono state quella cinese e quella statunitense. Firmati accordi per circa 48miliardi di dollari con tedeschi, francesi, Stati Uniti, Cina, Giappone e altre nazioni europee.

L’edizione 2019 dello Spief, che si è tenuta a San Pietroburgo dal 6 all’8 di giugno, ha visto una grande partecipazione e cifre record per quanto riguarda i contratti

Dal 6 all’8 giugno, la “capitale settentrionale” della Russia ha ospitato il Forum economico di San Pietroburgo, uno dei principali eventi aziendali che si svolgono ogni anno in Russia. Secondo gli organizzatori, questa volta oltre 19 mila persone provenienti da 145 Paesi hanno partecipato all’evento, tra cui 1.300 funzionari di alto livello e sette capi di Stato.

“La più grande delegazione di quest’anno è stata quella cinese, con 1.072 persone, seguita da quella statunitense con 520 persone

C’erano anche delegazioni da Francia, Giappone, Germania, Svizzera e Regno Unito.

Nel complesso, il forum ha visto ben 650 accordi firmati per 3,1 bilioni di rubli (47,81 miliardi $), il che è “una cifra record”, secondo Kobjakov. ( Russia Beyond)


forum economico internazionale di San Pietroburgo SPIEF 2019, il presidente russo Vladimir Putin ha dimostrato che la Russia può fare a meno dell'Europa.

Putin: gli USA con l’avvento di concorrenti forti sono passati dal libero scambio alle sanzioni. – Vladimir Putin ha dimostrato che la Russia può fare a meno dell’Europa. – Putin ha offerto all’Europa l’annullamento dell’embargo alimentare russo. – aziende tedesche hanno investito oltre 3 miliardi di euro in Russia. – Germania e Russia concordata una più stretta collaborazione

Putin: gli USA con l’avvento di concorrenti forti sono passati dal libero scambio alle sanzioni.

Al forum economico internazionale di San Pietroburgo SPIEF 2019, il presidente russo Vladimir Putin ha dimostrato che la Russia può fare a meno dell’Europa. 

In cambio dell’abolizione delle sanzioni, Putin ha offerto all’Europa l’annullamento dell’embargo alimentare russo.

Nonostante le sanzioni, le aziende tedesche hanno investito oltre 3 miliardi di euro in Russia. La Germania e la Russia hanno nuovamente concordato un documento comune su una più stretta cooperazione economica.

Gli Stati Uniti, la principale economia mondiale, che hanno sempre promosso le idee del libero scambio, di fronte all’emergere di rivali forti sono passati alla tattica delle sanzioni. Lo ha affermato oggi il presidente russo Vladimir Putin durante il forum economico internazionale di San Pietroburgo SPIEF 2019.

“La principale economia del mondo – e per un certo numero di indicatori gli Stati Uniti rimangono esattamente questo – ha sempre promosso le idee del libero scambio, la democrazia nell’arena economica internazionale. Ma oggi vediamo che hanno adottato un’altra pratica: appena sono apparsi dei concorrenti forti, che acquisiscono costantemente forza, sembra che tali strumenti siano inaccettabili per loro, e introducono sanzioni, scatenano guerre tariffarie “, ha detto Putin.

Egli ha notato che questo approccio crea danni significativi. Citando i dati delle istituzioni finanziarie internazionali, Putin ha affermato che se le sanzioni continueranno ad aumentare a ritmo costante, entro il 2022 si avrà un calo della crescita del PIL globale del 2% e il commercio mondiale diminuirà del 17%.

“Noi, ovviamente, siamo contrari a questa evoluzione degli eventi”, ha sottolineato il presidente.

Putin ha ricordato che durante la crisi economica globale del 2008-2009, il calo della crescita del PIL globale si è attestato al 2%, mentre la crescita degli scambi è diminuita del 10%.

la Russia può fare a meno dell’Europa ?

Al forum economico internazionale di San Pietroburgo SPIEF 2019, il presidente russo Vladimir Putin ha dimostrato che la Russia può fare a meno dell’Europa e che può far diventare la Cina il suo principale partner straniero. Ne parla oggi il quotidiano tedesco Die Welt.

L’invito da parte di Putin al presidente cinese Xi Jinping al SPIEF 2019, osserva il quotidiano tedesco , sembrerebbe essere l’inizio di una particolare competizione tra Europa e Cina per il ruolo di più importante partner commerciale della Russia.

“Lo spettacolo cinese di Putin sembra un ricatto per l’Occidente. Ovviamente, vogliono dimostrare che la Russia può fare a meno dell’Europa”, afferma Die Welt.

Vladimir Putin ha incontrato giovedì Xi Jinping e il giorno successivo hanno entrambi preso parte al forum, di fronte a migliaia di rappresentanti economici nazionali e internazionali. Sullo sfondo delle relazioni in stallo con l’UE, Putin ha dichiarato senza ambiguità la sua posizione.

Innanzitutto, spera che, dopo le elezioni europee, qualcosa cambierà nelle relazioni tra UE e Russia, soprattutto per quanto riguarda le sanzioni: in cambio della loro abolizione, Putin ha offerto l’annullamento dell’embargo alimentare russo.

Le sanzioni complicano le transazioni con l’Occidente. Da quando sono stati introdotte, cinque anni fa, hanno colpito duramente il fatturato commerciale russo con l’Europa, mentre gli scambi tra Russia e Cina hanno raggiunto livelli da record. Se le sanzioni occidentali hanno fatto avvicinare ulteriormente la Russia alla Cina, questa si è avvicinata alla Russia dalla guerra commerciale con gli Stati Uniti.

Nonostante le sanzioni, le aziende tedesche hanno investito oltre 3 miliardi di euro in Russia, e questa è la cifra massima dall’inizio della crisi finanziaria del 2008-2009. Ma per le attività congiunte sono necessari strumenti complessi che ogni paese sta cercando di organizzare autonomamente. Pertanto, per la prima volta da diversi anni, la Germania e la Russia hanno nuovamente concordato un documento comune su una più stretta cooperazione economica.

Tuttavia, a differenza dei cinesi, gli europei devono ancora mostrare moderazione, perché sulla loro testa pende la spada di Damocle delle sanzioni. La Russia non è affatto felice dei rapporti danneggiati con l’Europa. (Estratti da: Sputnik; Die Welt )


Le banche centrali sono tra i maggiori acquirenti di oro.

la fiducia calante negli USA porta le banche centrali del mondo a comprare oro – Acquisto oro da parte della Russia è un “brutto segno” per il mondo – Daily Express – Russia è leader mondiale per acquisti di oro nel 2019

La fiducia calante negli USA porta le banche centrali del mondo a comprare oro –

Acquisto oro da parte della Russia è un “brutto segno” per il mondo – Daily Express –

Russia è leader mondiale per acquisti di oro nel 2019

Di recente, i governi di tutto il mondo hanno partecipato a una “corsa all’acquisto di oro”. Questi paesi hanno una buona ragione per farlo, e questo motivo è direttamente legato all’anticipazione dell’inevitabile fine dell’egemonia statunitense.

Le banche centrali sono tra i maggiori acquirenti di oro.

Finora nel 2019, hanno acquistato 145,5 tonnellate di oro, che è più di un quarto di un anno che le banche centrali hanno acquistato nei sei anni precedenti. Per dirla chiaramente, questa cifra rappresenta un aumento del 68% rispetto all’anno precedente. Lo scorso anno le banche centrali hanno aumentato le proprie riserve di 651,5 tonnellate rispetto alle 375 tonnellate del 2017. Si tratta, secondo le stime, del più grande acquisto netto di oro dal 1967.

La cosa più interessante, tuttavia, è che la classe di paesi che troviamo si sta avviando ad accaparrarsi sempre più oro, molti dei quali sono considerati avversari di Washington.

Come sempre, la Russia è il più grande acquirente di oro.

Nel primo trimestre del 2019, gli acquisti di oro della Russia hanno raggiunto livelli record, il che è un “brutto segno” per il mondo, riporta il quotidiano Daily Express in riferimento al capo del dipartimento di ricerca della società di brokeraggio internazionale BullionVault, Adrian Ash.

“I massicci acquisti di oro da parte dei governi o dalle banche centrali avviene raramente per un motivo positivo per il mondo e per la società” cita le parole di Adrian Ash il daily Express.

Si osserva che Mosca, comprando oro, cerca di ridurre la sua dipendenza dal dollaro USA in caso di espansione delle sanzioni da parte degli Stati Uniti.

Al secondo posto c’è la banca centrale della Cina, che sta anche cercando di differenziare le sue attività, muovendosi verso l’abbandono del dollaro USA sullo sfondo di rapporti tesi con Washington.

Turchia, Kazakistan, Ecuador, Qatar e Colombia sono anche tra i più attivi compratori d’oro all’inizio del 2019. ( Fonte Sputnik)


le piccole imprese italiane che provano ad inserirsi e fare business in Russia

Banca Mondiale segnala crescita economica da record in Russia. – La Russia è entrata nella top ten dei paesi europei “di investimento” – Molte le piccole imprese italiane che ci “provano” in Russia. – Il 2020 sarà proclamato Anno dell’imprenditorialità in Russia.

  • Nel report della Banca Mondiale “Perspettive dell’economia mondiale: crescita delle tensioni, calo degli investimenti”. E segnala una crescita dell’economia russa da record nel 2018.

Secondo il report l’anno scorso la Russia ha raggiunto il record degli ultimi 6 anni, con una crescita economica del 2,3%.

La crescita è stata immune a fattori negativi come il rafforzamento delle sanzioni e la pressione del mercato finanziario mondiale.

  • La Russia è entrata nei primi 10 paesi che guidano il numero di progetti di investimenti esteri diretti (IED) in Europa. A proposito di questo giornale “Izvestia” con riferimento alla società di audit e studio “Studio di attrattività degli investimenti dei paesi europei” EY.

Come notato , entro la fine del 2018, la Russia si è classificata al nono posto nella classifica e gli investitori stranieri hanno investito in 211 progetti russi.

La maggior parte di tutti i progetti di investimento diretti in Russia sono stati ricevuti da società americane e da società provenienti da Germania, Cina e Francia.

Il leader era il settore agroalimentare (32 progetti), seguito dalla produzione di macchinari e attrezzature (29 progetti), prodotti chimici (19 progetti), plastica (21 progetti).

  • E sono un buon numero le piccole imprese italiane che provano ad inserirsi e fare business in Russia con l’intenzione anche di attivare società proprie e partnership con imprese e distributori russi.

Sembra che le piccole aziende italiane abbiano maggiore vivacità di quelle più dimensionate, e a differenza di queste ultime hanno smesso di piangersi addosso e si sono rimboccate le maniche alla ricerca di nuovi sbocchi.

La Russia e la EAEC sembrano essere i mercati più appetibili per questi piccoli ma determinati imprenditori che producono nei settori più disparati: macchinari per alimenti, impianti, accessori, componentistica meccanica, macchinari e componenti elettrici, Pet Food, imballaggi speciali, integratori, ecc., hanno intrapreso il loro cammino verso un’area di mercato, Russia-Eurasia, vicina e in sviluppo, grazie anche al supporto di una delle più consolidate società di consulenza con presenza ultradecennale a Mosca, che permette loro di approcciare il mercato con una proposta a basso impatto economico.

  • L’anno dell’imprenditorialità in Russia si terrà nel 2020 nell’ambito del progetto nazionale “Piccole e medie imprese e sostegno alle singole iniziative”. Il presidente russo, Vladimir Putin, che sostiene sempre attivamente lo sviluppo di iniziative imprenditoriali private nel Paese, firmerà a breve il decreto “L’anno dell’imprenditorialità nella Federazione Russa”.

Secondo il Cremlino, “questo evento permetterà di svolgere un lavoro sistematico per promuovere l’imprenditorialità e dare impulso alla promozione attiva delle imprese sui mercati esteri. “Il popolo russo non vuole più sentire da noi delle promesse astratte, la gente non vuole più ascoltare programmi e progetti, né ammirare i grafici che accompagnano tutti questi documenti. La gente esige dei risultati concreti, e subito.

(Estratti da: Sputnik; Banca Intesa; russiaaffari.blog; C&P)

 


I francesi sono stanchi dell’isteria anti russa e l'Ucraina ha riconosciuto la dipendenza economica dalla Russia.

USA diventano il terzo fornitore del mercato russo – I francesi sono stanchi dell’isteria anti russa – l’Ucraina ha riconosciuto la dipendenza economica dalla Russia.

In calo a Marzo di questo anno l’export della UE verso la Russia, invece aumenta di quasi il 40% quello degli USA verso la Russia, gli USA diventano il terzo fornitore del mercato russo. (Fonte TDM Dogane Russe – Elaborazione ICE Mosca – Maggio 2019

I francesi sono stanchi dell’isteria anti russa e l’Ucraina ha riconosciuto la dipendenza economica dalla Russia.

Il deputato del partito della National Union, José Evrar, crede che la Francia debba abolire “l’isteria anti-russa”. Ha inviato l’appello al Ministro degli affari esteri Jean-Yves Le Drian.

E la squadra del nuovo presidente dell’Ucraina, Vladimir Zelensky, comprende che il paese non può interrompere completamente le relazioni economiche con la Russia.

Lo ha affermato il rappresentante del capo della piazza nel gabinetto Andrei Gerus.

Ad esempio, nel settore dell’energia, la percentuale di forniture dalla Federazione Russa è elevata. Ha anche aggiunto che anche quando il paese riceve prodotti petroliferi dalla Bielorussia, sono ancora fatti con il petrolio russo.

“Viviamo in un mondo globale, ed è irrealistico e impossibile fermare simultaneamente le relazioni economiche”,

– ha detto Gerus sul canale TV NewsOne.

Osserva che ci sono prodotti ucraini in Russia, il che rende il suo stato “più forte”.

Dopotutto, gli ucraini ricevono guadagni dall’esportazione, quindi non si tratta di una cessazione completa degli scambi.

“Se prendiamo decisioni, comprese quelle economiche, dobbiamo prima di tutto pensare se ci spareremo a una gamba”, ha concluso Gerus.

Nel 2015, l’Ucraina ha adottato un documento sull’abolizione della zona di libero scambio all’interno della CSI, introducendo un embargo su un certo numero di merci provenienti dalla Russia. L’elenco di questi prodotti è aumentato. Mosca ha anche risposto con un divieto all’importazione di prodotti, rilevando che lo avrebbe rimosso non appena Kiev avesse fatto il primo passo.   (fonte utro.ru)

 


Opportunità per le imprese italiane in Russia. Investimenti russi nelle infrastrtture

Aeroporti, strade, ospedali: dalla Russia 380 miliardi d’investimenti: una grande opportunità per l’Italia. Sono i cosiddetti “Progetti Nazionali”, un piano strategico di sviluppo delle infrastrutture nelle regioni, che apre interessanti possibilità anche per le imprese italiane.

il presidente di Confindustria Russia Ernesto Ferlenghi, che nel suo intervento alla conferenza “Il Segreto del Successo, lo sviluppo dei progetti italiani in Russia” organizzata in occasione delle Giornate Italiane nell’aula magna della Facoltà di studi internazionali e gestione regionale dell’Accademia di Economia Nazionale e Servizio statale presso la Presidenza della Federazione Russa, ha illustrato lo stato dell’arte per il business italiano in Russia.

Intervistato in esclusiva da Sputnik Italia, Ferlenghi focalizza l’attenzione sulle sfide, quali la crescita della Cina come partner commerciale russo, e le prospettive concrete, quali il passaggio per le aziende italiane dall’export di prodotti finiti a quello di tecnologie, che apre la possibilità di creare joint ventures e localizzare la produzione sul territorio russo.

Nella sua presentazione ha citato i seguenti dati: dall’applicazione delle sanzioni, le esportazioni verso la Russia per l’Italia sono calate del 26%, per la Francia del 31%, per la Germania del 32%. La continuità che hanno avuto le imprese italiane ad essere presenti sul mercato russo non si è riscontrata tra i francesi ed i tedeschi?

Questo è vero. Abbiamo perso leggermente meno di altri concorrenti diretti, ma è anche vero però che la Germania e la Francia pur perdendo leggermente di più nelle esportazioni dirette dai loro paesi verso la Russia, hanno guadagnato molto in termini di quote di mercato, perché hanno deciso di localizzare ancora prima di quello che hanno fatto le aziende italiane. Hanno creato molte joint-venture e si sono posizionati come diretti competitor nostri.

Qual’ è la grande possibilità che hanno le imprese italiane in Russia?

Noi abbiamo un 93% di piccole e medie imprese italiane, a fronte di un 23% di piccole e medie imprese russe, quindi quel capitale di crescita e di integrazione, in termini anche di riallineamento tra questo 93 e questo 23 crea ancora aspettative di spazio di crescita. Io rimangono un pò più pessimista su questo e cioè penso che il modello italiano, rispetto ad un modello prettamente esportativo verso la Russia, deve comprendere bene che le opportunità sono un elemento che deriva da una capacità di valutazione ed analisi del mercato, cioè dedicare grandi energie ed investimenti per identificare le opportunità che ci sono e saperle cogliere.

A che cosa fa riferimento?

Mi riferisco ai cosiddetti “Progetti d’importanza nazionale” individuati dalla Federazione Russa, che valgono 380 miliardi di dollari d’investimento. Oggi bisogna riuscire a capire bene in termini reali e concreti di progetti, dove sono queste opportunità. Di cosa si tratta: ospedali, aeroporti, porti, impianti di trattamento gas, olio. Solo a fronte di questo grande livello di analisi noi riusciremo come sistema paese a proporre delle soluzioni. Ciò che fanno i tedeschi. Dobbiamo abbandonare il modello dell’esportazione: non è più attuale. Quello della localizzazione lo è dopo aver fatto un’analisi delle opportunità e di come la concorrenza si sta muovendo. Senza sapere quanto costa l’acquisto di materie prime locali, la tassazione o come la concorrenza francese e tedesca si muove e che prezzo farà, non possiamo pensare di diventare competitivi.  (Estratto da Sputnik)


Il consigliere della Regione Veneto Stefano Valdegamberi: l’Italia in Crimea a causa delle sanzioni ha le mani legate.

l’Italia in Crimea a causa delle sanzioni ha le mani legate..….Sono sanzioni ingiuste, irrazionali….Tante chiacchiere e pochi fatti…….

Il consigliere della Regione Veneto Stefano Valdegamberi: l’Italia in Crimea a causa delle sanzioni ha le mani legate.

Sono sanzioni ingiuste, irrazionali….

Prima dicevano: quando cambierà il governo italiano toglieremo le sanzioni, ora dicono quando cambierà il governo europeo.. questa questione viene sempre rimandata in avanti.

Tante chiacchiere e pochi fatti a livello di impegni ben precisi che sono stati presi e non vengono mantenuti.

(ndr) Vero caro consigliere Valdegamberi ma è altrettanto vero che le strade per la cooperazione ci sono e si possono percorrere…..se c’è volontà imprenditoriale del fare…..

perché se aspettate che i politicanti italiani risolvano la questione nonostante i vari proclami…e una maglietta con la scritta ” no alle sanzioni” stiamo freschi!!

 

– Innanzitutto vedo che la situazione sta migliorando a vista d’occhio, di anno in anno: oltre al nuovo e moderno aeroporto si Simferopoli, anche strade nuove, infrastrutture, rinnovo dell’edilizia abitativa.

La regione è in crescita, in sviluppo; e lo si vede dai numerosi cantieri aperti e dalle gru di costruzione.

Questo, nonostante le sanzioni che rendono difficilissima la possibilità, sul posto, sia di cooperazione, sia d’investimento, che di presenza di operatori stranieri.

– Ho visto cantine nuove, stanno sviluppando il settore della produzione vinicola, in aeroporto ad esempio c’era un’esposizione di vini locali di qualità.

So che ci sono ingenti investimenti nella realizzazione di grandi vigneti. Ovviamente c’è molto interesse da parte delle aziende italiane e venete a cooperare, noi siamo leader mondiali in questo settore, ma finché applichiamo le sanzioni alla Crimea, sono limitate le possibilità d’investimento e di business dei nostri imprenditori italiani ed anche europei.

Sono sanzioni ingiuste, irrazionali che non solo danneggiano la Crimea, ma danneggiano anche noi nella misura in cui i nostri imprenditori non riescono ad agganciarsi a questi business, per lavorare e per svilupparli assieme ai russi.

Ho ricevuto richieste nel settore della nautica per la città di Sebastopoli: costruzione di Yacht, imbarcazioni.

Sto lavorando alla partnership tra imprese italiane e imprese locali: collaborazioni tecniche e di supporto, manutenzione meccanica, allestimento d’interni per imbarcazioni d’elite, rimessaggio…

L’esperienza italiana, il nostro know-how in questo settore sono molto graditi, apprezzati, ma tutto dovrebbe essere fatto di nascosto e questo è assurdo; potremmo creare lavoro, dare anche impulso all’economia italiana.

L’Italia in Crimea potrebbe giocare un ruolo importante non solo nel settore enologico e nautico ma anche nel turismo, e nell’agricoltura in generale, ma a causa delle sanzioni ha le mani legate.

Nessuno ufficialmente può avere rapporti economici e commerciali con la Crimea.

Il governo attuale come scritto nel suo programma di governo aveva promesso di togliere queste sanzioni, ma per ben due volte sono state rinnovate, quindi anche noi (italiani) siamo complici non solo di questi danni economici, ma anche della violazione dei diritti umani dei cittadini della Crimea, che nemmeno riescono ad ottenere i visti per uscire dal loro Paese, sono reclusi nel loro Paese.

Prima dicevano: quando cambierà il governo italiano toglieremo le sanzioni, ora dicono quando cambierà il governo europeo.. questa questione viene sempre rimandata in avanti.

Alla fine mi sembra: tante chiacchiere e pochi fatti a livello di impegni ben precisi che sono stati presi e non vengono mantenuti. Ogni volta c’è una scusante: prima doveva cambiare il governo italiano, poi quello europee e poi?

Dovrà forse cambiare la NATO? l’universo?.. e poi saremo ancora qua discutere se levare le sanzioni. ( estratto da un’intervista di Sputnik al consigliere della regione Veneto Stefano Valdegamberi )

(ndr) Tutto molto vero caro consigliere Valdegamberi ma è altrettanto vero che le strade per la cooperazione ci sono e si possono percorrere con società giuridiche russe costituite da italiani a Mosca, che poi possono lavorare con le imprese di Crimea……perché se aspettate che i politicanti italiani risolvano la questione nonostante i vari proclami…e una maglietta con la scritta ” no alle sanzioni” stiamo freschi!!

Non è questione di un volo più lungo o più corto, o di conti correnti e cellulari…. ma di volontà imprenditoriale del fare: se c’è le strade si trovano e gli ostacoli si superano…forse fra i tanti discorsi e giuste indignazioni ciò che è carente in Italia è la vera imprenditorialità: molti imprenditori attendono che sia lo Stato a muoversi, con supporti economici, creando fondi per l’imprenditoria, missioni, finanziamenti, fondi perduti, bandi, ecc. ( che spesso non finiscono proprio nel supportare l’internazionalizzazione)….essere imprenditori significa intraprendere, fare e rischiare….forse se i molti imprenditori si muovessero prima della politica anche la politica sarebbe costretta a fare qualcosa, non crede?

 


Internazionalizzazione

Consulenti & Partners – referenze: quasi 20 anni di esperienza nel mercato russo, da 17 anni di costante presenza con la sua sede a Mosca

Consulenti & Partners è in assoluto l’unica organizzazione strutturata e completamente autonoma e operativa nel mercato dell’area russa,  con 17 anni di costante presenza, con sede e organizzazioni proprie a Mosca e con all’interno ogni competenza in materia di:

  • trasporti e dogane ( noi siamo broker doganali),
  • gestione amministrative e societarie ( abbiamo i nostri commercialisti interni)
  • marketing ( ufficio marketing all’interno)
  • gestione e vendite  con  direzione commerciale ( dirigenti italiani e russi)
  • contrattualistica legale russa
  • bancarie ( siamo autorizzati a transare pagamenti in Rubli per pagamenti internazionali)
  • e molto altro ancora.

  In questi anni: 

  • Un migliaio di aziende/prodotti/servizi/affari, presentati/proposti/inseriti nel mercato dell’area Russa. 
  • fatturati stimati per oltre 900 milioni, diretti e indiretti.
  • Le nostre banche di riferimento:  Sberbank di Mosca, VTB24 di Mosca,  Banca Migros  Svizzera.

La nostra organizzazione non garantisce e non può garantire il successo di un progetto da noi curato e assistito, in assoluto la nostra organizzazione non promette risultati, il risultato è una variabile indipendente dalla nostra volontà e operatività, ancorché il nostro lavoro sia fatto a regola d’arte e ben targetizzato.

 Le variabili che influiscono sul successo o meno sono riferite sempre all’azienda proponente, alla sua serietà, alla capacità commerciale, alle sue capacità contrattuali e competitività. 

 Di fatto un risultato certo e inequivocabile c’è ed è la capillare e vasta presentazione al target di mercato d’interesse dell’azienda, l’acquisizione da parte del proponente di un’ampia visibilità e notorietà nel mercato che prima non aveva, e un cospicuo bacino di potenziali interessati con i quali interfacciarsi anche direttamente.

Il tutto con un rischio da parte dell’impresa praticamente inesistente, visto che l’investimento vero e proprio è a carico della nostra organizzazione: garanzia del nostro massimo impegno nel ricercare risultati apprezzabili.

REFERENZE



Italia sarebbe il Paese europeo più visitato dai russi.

La sfida importante ed entusiasmante è attualmente quella di promuovere l’imprenditoria italiana sotto il marchio “Made with Italy”. Italia sarebbe il Paese europeo più visitato dai russi. L’Italia è tra i primi e più attivi investitori nell’oblast di Mosca, che crea il maggior numero di posti di lavoro.

La sfida importante ed entusiasmante è attualmente quella di promuovere l’imprenditoria italiana sotto il marchio “Made with Italy”: Lo ha dichiarato l’ambasciatore italiano in Russia, Pasquale Terracciano, in apertura del forum organizzato in occasione della missione imprenditoriale italo-russa nella regione di Voronezh.
“Ci troviamo di fronte a una sfida difficile e allo stesso tempo avvincente. Come ampliare l’offerta d’Italia su un mercato le cui potenzialità restano in prospettiva elevatissime.
A mio avviso la direttrice principale, per rispondere alla costante e crescente domanda d’Italia è privilegiare gli investimenti italiani nel paese, nell’ambito del ‘Made with Italy’, la possibilità di creare nuove joint venture promuovendo le forniture di macchinari che da sempre hanno una parte preponderante nell’export italiano e l’avvio di nuove produzioni in loco, dove le capacità italiane e russe si possano combinare creando sinergie efficaci”, ha dichiarato Terracciano.

Italia sarebbe il Paese europeo più visitato dai russi: La posizione dell’Italia nel mercato turistico russo è solidissima. Si tratta infatti di una destinazione gettonata nel corso di tutto l’anno, i turisti partono per l’Italia d’estate, d’inverno a sciare, ma anche in primavera ed in autunno. L’Italia offre le più diverse tipologie di turismo: le spiagge, le vacanze benessere, lo shopping, la montagna, lo sport e tantissimo altro”, riassume così i motivi per cui vale la pena andare in Italia Dimitri Danilenko, redattore capo del portale turistico Turdom.ru.

L’Italia è tra i primi e più attivi investitori nell’oblast di Mosca, che crea il maggior numero di posti di lavoro: L’amministrazione dell’oblast di Mosca organizzerà un tour della regione per gli imprenditori italiani per presentare loro l’infrastruttura di investimento… Durante il viaggio, saranno visitate zone economiche esclusive, poli industriali e parchi tecnologici, nonché un’escursione del sito del futuro agglomerato di produzione di formaggi nel distretto urbano di Dmitrovsky, per il quale i produttori italiani hanno mostrato interesse”, riferisce una nota ufficiale.
Nell’oblast di Mosca sono registrate più di cinquanta imprese a partecipazione italiana appartenenti al settore alimentare e alla produzione di materiali da costruzione. Inoltre, il fatturato del commercio estero della regione con l’Italia è in costante crescita. ( estratti da Sputnik)