Russia: La spesa al consumo è tornata ai livelli del 2019. Putin: Firma il decreto di sviluppo nazionale.

Russia: La spesa al consumo è tornata ai livelli del 2019

Russia: La spesa al consumo è tornata ai livelli del 2019. Putin: Firma il decreto di sviluppo nazionale.

Putin Firma il decreto di sviluppo nazionale.

Il Presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin, ha firmato nella giornata di ieri un decreto che fissa gli obiettivi di sviluppo nazionale  per i prossimi anni.

Uno degli obiettivi prefissati è il tasso di crescita del prodotto interno lordo del paese superiore alla media mondiale, mantenendo la stabilità macroeconomica, nonché un tasso di crescita sostenibile dei redditi della popolazione e un livello dei sussidi previdenziali non inferiore all’inflazione.

Crescita reale delle esportazioni di beni non energetici

Prevede anche la crescita reale delle esportazioni di beni non energetici per almeno il 70% rispetto al 2020, ed una crescita  degli investimenti in immobilizzazioni per almeno il 70% rispetto al 2020, quindi anche l’aumento del numero di persone occupate nelle PMI, compresi gli imprenditori individuali e i lavoratori autonomi, per almeno  25 milioni di persone.

Trasformazione digitale della Russia

Altro  obiettivo nazionale  prioritario riguarda la “trasformazione digitale” della Nazione, che mira al  raggiungimento della “maturità digitale” per settori chiave dell’economia e della sfera sociale.

Si prevede di portare al 95% la percentuale di servizi significativi disponibili in forma elettronica, aumentare al 97% le  famiglie con accesso alla rete internet a banda larga ed infine aumentare di quattro volte rispetto all’indicatore del 2019 gli investimenti in soluzioni nel campo delle tecnologie dell’informazione.

Migliorare il tenore di vita dei cittadini

E’ previsto anche di assicurare una crescita sostenibile della popolazione, migliorare il tenore di vita dei cittadini, aumentando a 78 anni l’aspettativa di vita, tutelando la loro salute e riducendo i livelli di povertà.  Garantire quindi  un ambiente di vita e di lavoro sicuro, l’aumento del volume delle costruzioni di nuove abitazioni, migliorare la qualità delle reti stradali e la gestione dello smaltimento dei rifiuti e ridurre le emissioni nell’atmosfera di agenti inquinanti e pericolosi.

Nel decreto  è previsto anche garantire il miglioramento del sistema scolastico generale e superiore, così da far entrare la  Russia nei primi dieci paesi al mondo per la qualità dell’istruzione, nella ricerca e sviluppo.

Russia: La spesa al consumo è tornata ai livelli del 2019

Nel frattempo l’indice di attività dei consumatori russi –  segnala la  Sberbank –   ha raggiunto i suoi valori più alti dall’inizio della pandemia e nelle ultime settimane i suoi indicatori sono stabili. La spesa al consumo è tornata ai livelli del 2019. Con sensibili aumenti nei settori alimentari, costruzioni, elettronica, giochi per computer, ecc.

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Le sanzioni alla Russia si stanno rivelando un boomerang per gli USA, lo dice il vice presidente NFTC- – Il Cremlino proseguirà la realizzazione dei programmi di sostituzione delle importazioni. – Molti produttori italiani, hanno avviato la produzione in Russia

Le sanzioni alla Russia si stanno rivelando un boomerang per gli USA, lo dice il vice presidente NFTC-  –   Il Cremlino proseguirà la realizzazione dei programmi di sostituzione delle importazioni. – Molti produttori italiani, hanno avviato la produzione in Russia

Secondo gli economisti americani, i continui inasprimenti delle sanzioni americane alla Russia, stanno portando più danni collaterali che reali vantaggi agli USA.

Le misure restrittive imposte dagli Stati Uniti d’America alla Russia non stanno sortendo gli effetti sperati e, anzi, alcune stanno portando degli effetti collaterali piuttosto significativi per l’economia a stelle e strisce.

Ad affermarlo è Richard Sawaya, vice presidente del National Foreign Trade Council americano, dalle colonne della rivista The Hill.

Come spiegato da Sawaya, andando a colpire decine di progetti in tutto il mondo, legati alla produzione di energia, gli effetti di tali sanzioni si ripercuotono anche sull’economia USA, andandola a danneggiare con un effetto domino che va a colpire le piccole e le medie imprese americane:

“Il DASKA impone alle compagnie americane di ritirarsi da tutti i progetti energetici in cui ci sia almeno un’entità giuridica russa che abbia anche solo una quota di minoranza. Al mondo esistono circa 150 progetti di questo tipo, riguardanti oltre 50 Paesi. Tali progetti danno da lavorare a migliaia di persone e giocano un ruolo importante nella catena dell’approvvigionamento energetico nel mercato globale degli idrocarburi. Qualunque interruzione alle operazioni in atto all’estero porteranno ad un effetto domino e danneggeranno molte piccole e medie imprese americane”, sottolinea l’economista.

Inoltre, fatto non meno importante e che non riguarda unicamente il comparto dell’energia: l’impossibilità di effettuare transazioni con il Fondo sovrano russo, anch’essa prevista dal DASKA, potrebbe creare serie difficoltà per tutte quelle aziende statunitensi che già oggi operano in sinergia con delle aziende russe.

“Sebbene sia stata concepita per andare a colpire l’economia della Russia, in realtà questa misura va a limitare le compagnie americane, tutto a vantaggio dei loro competitor non americani (leggasi cinesi)”, avverte Sawaya, sottolineando che “circa 3000 aziende USA che attualmente operano in delle joint venture con compagnie russe potrebbero trovarsi nella posizione di doverle abbandonare o essere costrette a chiudere”, avverte Sawaya.

In precedenza l’economista aveva messo in evidenza come le sanzioni americane creino tensioni nei rapporti tra l’UE, dove esse non sono ben viste in tutti i Paesi, e gli Stati Uniti. (Estratto da Sputnik)

Il Cremlino proseguirà la realizzazione dei programmi di sostituzione delle importazioni ( Estratto da Banca Intesa Russia 24)

Il Governo della Russia ha proposto di estendere la realizzazione dei programmi di sostituzione delle importazioni fino al 2024 – Il programma di sostituzione delle importazioni ha avuto i suoi effetti maggiori nell’industria agroalimentare e soprattutto in quella metalmeccanica – Molti prodotti emessi nell’ambito dei programmi di sostituzione delle importazioni hanno un elevato potenziale di esportazione – Il Cremlino ha lanciato un nuovo programma, volto a sostenere le aziende che esportano prodotti e servizi.

Dall’inizio del programma di sostituzione delle importazioni, sono stati prodotti quasi mille tipi di articoli che in precedenza venivano acquistati interamente all’estero. Il volume totale degli investimenti attratti dalle imprese è pari a circa 2.000 miliardi di rubli.

Molti prodotti emessi nell’ambito dei programmi di sostituzione delle importazioni hanno un elevato potenziale di esportazione. Questi includono sistemi radar per aeroporti internazionali, pannelli solari di nuova generazione, cavi sommersi ad olio e sistemi di pompaggio.

Alcuni progetti sono stati fin dall’inizio focalizzati sui mercati esteri. Questi includono la produzione di zaffiro artificiale di altissima qualità, fibra ottica e sistemi di irrigazione a goccia per il settore agricolo.

Nell’ambito del processo di sostituzione delle importazioni, molti produttori europei, soprattutto italiani, hanno avviato la produzione di beni industriali, di consumo e alimentari direttamente in Russia.


Africa-Russia: verso delle partnership alla pari

Putin: Basta sfruttare l’Africa – ONG spesso bande di bucanieri con lauti stipendi e finto umanitarismo

Putin: noi e l’Africa partner alla pari…noi vogliamo fare 50 e 50.

Nell’ambito del vertice Russia-Africa svoltosi qualche giorno fa a Sochi, Putin ha spiegato ai capi di stato africani (tutti e cinquantatre presenti) quello che è il suo progetto economico per l’Africa. Questo progetto è stato ieri riassunto brevemente da Oleg Ozerov, capo del dipartimento africano del Ministero degli Esteri russo: “Gli occidentali traggono profitti di 42 mld. di $ l’ anno in Africa, e ne lasciano solo 9, noi vogliamo fare 50-50.” In buona sostanza è l’offerta che faceva Enrico Mattei agli africani e per la quale è stato fatto fuori.

Ora, noi possiamo continuare a credere di fare del bene perchè “aiutiamo” l’Africa con le Ong, ovvero quelle che troppo spesso sono bande di bucanieri che traggono lauti stipendi dai fondi della cooperazione internazionale degli stati lasciando agli africani le briciole (qualche pozzo d’acqua, qualche ambulatorio e poco altro).

E dall’altro lato alimentano una tratta di salariati ipersfruttati da impiegare in Europa: il tutto ammantato di finto umanitarismo. Io rimango della mia, l’Africa non ha bisogno di carità pelosa e interessata. Semplicemente gli vanno pagate equamente le proprie materie prime e bisogna smetterla di derubarli. Il resto si risolve da sé . ( Estratto da L’Antidiplomatico di G. Masala)

Africa-Russia: verso delle partnership alla pari

La Russia però, pur promettendo investimenti importanti, non si posiziona come un paese salvatore, ma come un partner commerciale alla pari. Per il viceministro russo dell’energia Pavel Sorokin, anche Mosca ha bisogno dell’Africa: “Fondamentalmente si tratta di equa cooperazione fra le due parti. Ci dà la possibilità di trovare nuove tecnologie e di condividerle.

I risultati delle nostre imprese mostrano che noi condividiamo la nostra tecnologia, che siamo pronti a condividere la cultura, ad accogliere la cultura dei nostri partner e a crescere insieme. Perché siamo entrambi sulla strada della crescita e questo significa che dobbiamo cooperare a vantaggio di ciascuna di queste parti”. (Estrato da Euronews)