La Russia si è classificata tra i 10 Paesi più attraenti per gli investitori globali. – La Russia è nel gruppo dei cinque Paesi leader globali – Rafforzamento della moneta russa già entro la fine del 2020.

La Russia si è classificata al nono posto tra i 10 Paesi europei più attraenti per gli investitori globali –

La Russia si è classificata tra i 10 Paesi più attraenti per gli investitori globali. – La Russia è nel gruppo dei cinque Paesi leader globali – Rafforzamento della moneta russa già entro la fine del 2020.

Secondo gli analisti l’egemonia degli Stati Uniti sta per finire –

Oltre alla Russia tra i nuovi Paesi-leader globali vi sono anche la Cina e l’India –

La Russia si è classificata al nono posto tra i 10 Paesi europei più attraenti per gli investitori globali –

Nel 2020 la pandemia influenzerà l’afflusso di investimenti diretti esteri nell’economia russa, ma l’impatto non sarà significativo.

Nei prossimi anni la crescita annua del Pil russo dovrà superare nettamente la media mondiale, la speranza di vita non dovrà essere inferiore a 78 anni, mentre il numero delle persone che vivono al di sotto del livello della povertà dovrà essere ridotto di almeno due volte.

La Russia  è stata inclusa dagli analisti russi e internazionali nel gruppo dei cinque Paesi leader globali del futuro mondo.

Gli Stati Uniti, al contrario, non deterranno più il titolo di potenza mondiale, ma saranno altri Stati a contendersi il posto di leader.

Lo ha affermato l’analista politico Dmitrij Zhuravlev, direttore dell’Centro di ricerca russo per i problemi regionali.

“Quando ci riferiamo agli Stati Uniti come leader assoluto, ricordiamo che sono diventati un egemone mondiale solo nel 1991, ovvero dopo il crollo dell’Unione Sovietica.

Ma ora quest’epoca è finita”, ha sottolineato Zhuravlev.  Secondo l’esperto, oltre alla Russia, vi sono ora tra i leader Cina e India. Tuttavia, al momento la Russia occupa solo il quarto posto nella lista.

Nonostante le attuali difficoltà economiche legate alla pandemia di COVID-19, nel 2019 la Russia si è classificata al nono posto tra i 10 Paesi europei più attraenti per gli investitori globali.

Come nei quattro anni precedenti, il settore principale per gli investitori esteri in Russia è stato quello agroalimentare (41 progetti).

Ovviamente, il successo dell’industria alimentare è garantito in primis dalle produzioni legate alla politica di sostituzione delle importazioni.

Germania, USA e Paesi Bassi investono maggiormente nel settore agricolo.

Il secondo posto è invariabilmente occupato dalla produzione di macchinari e attrezzature, In questo caso i leader degli investimenti sono Germania, USA e Finlandia.

Si prevede che nel 2020 la pandemia influenzerà l’afflusso di investimenti diretti esteri nell’economia russa, ma l’impatto non sarà significativo.

La politica economica perseguita dalle autorità russe negli ultimi anni ha permesso di affrontare “in buona forma” la crisi associata alla diffusione del coronavirus, ha dichiarato il Rappresentante permanente della Banca Mondiale in Russia, Renaud Seligmann, durante un’intervista rilasciata all’agenzia di stampa RIA Novosti.

“Riteniamo che le politiche macroeconomiche e fiscali delle autorità negli ultimi anni abbiano permesso alla Russia di affrontare questa crisi in buona forma in termini di livello di debito verso il PIL (circa il 14%), riserve esterne, ammontare del Fondo nazionale per il Welfare, tasso di cambio fluttuante.

La Russia ha affrontato la crisi meglio di molti Paesi con economie simili”, ha dichiarato Seligmann.

La Banca Mondiale ritiene che la ripresa economica della Russia dal coronavirus avrà luogo nella seconda metà del 2020. Secondo Apurva Sanghi, capo economista per la Russia presso la Banca Mondiale.

Dopo una serie di cali in primavera, entro la fine del 2020 il rublo russo dovrebbe rafforzarsi fino a un livello di 60-62 rubli per dollaro. Lo ha affermato il presidente del maggiore gruppo bancario russo “Sberbank”,  Gherman Gref, giunto a questa conclusione basandosi sulle previsioni degli analisti, secondo i quali il prezzo del petrolio salirà a 60 dollari al barile entro la fine dell’anno.

( Estratto dall’editoriale di Russia 24 – Banca Intesa San Paolo)         www.consultpartners.org

 

 


L’economia russa resiste alla crisi, causata dal coronavirus, e si prepara a ripartire

L’economia russa resiste alla crisi. Maxi piano per la ripresa economica. Il rublo si rafforza…

L’economia russa resiste alla crisi  da coronavirus e riparte.

Dopo il drammatico calo del mese di aprile nel maggio 2020 la recessione ha rallentato il passo.

Aumentano le spese dei russi: a maggio 2020 lo scontrino medio per gli acquisti di beni di prima necessità nei supermercati  è cresciuto del 15% rispetto all’anno scorso –

A maggio, tra le  categorie di beni di consumo la Russia ha registrato un’impennata della domanda di materiali da riparazione e da costruzione, e di attrezzature sportive  per il work-out casalingo.

Nel periodo giugno-luglio, ci sarà un aumento significativo del fatturato per abbigliamento, calzature e accessori.

Maxi piano per la ripresa economica in Russia.

l governo della Russia ha presentato un maxi piano per la ripresa economica del Paese.

Il programma è suddiviso in nove sezioni e comprende circa 500 attività.

L’obiettivo principale del programma è quello di aumentare i redditi reali della popolazione, ridurre la disoccupazione.

Oltre a garantire una crescita economica sostenibile tramite tecnologie moderne e di nuove opportunità nel mercato del lavoro.

Il rublo  si rafforza e sfida  il tandem dollaro-euro.

l rublo nonostante tutto si sta rafforzando rispetto al dollaro e all’euro.

Dopo una serie di drammatici cali in marzo,  la moneta russa si è rafforzata nel mese di giugno scendendo a quota 68,3 rubli per dollaro e a 76,6 per euro.

La pandemia non riesce a ostacolare la cooperazione  tra l’Italia e la Russia

Fondazione “RK-Investizii” e Banca Intesa Russia, l’istituto leader per i finanziamenti delle piccole e medie imprese in Russia, svilupperanno in maniera congiunta dei progetti regionali –

Banca Intesa Russia tra le prime ha aderito al programma del Governo di Mosca che prevede l’erogazione dei crediti agevolati alle Pmi.

(Fonte Banca Intesa Russia 24)

 


La Russia ha notevoli riserve internazionali, è più preparata alla pandemia rispetto a qualsiasi altro Paese al mondo

La Russia ha notevoli riserve internazionali – Meglio di ogni altro Paese al mondo

La Russia ha notevoli riserve internazionali,  è più preparata alla pandemia rispetto a qualsiasi altro Paese al mondo. 

L’economia russa è abituata agli shock dovuti alle costanti sanzioni economiche, commerciali e finanziarie da parte dell’Occidente.

Il quotidiano americano The New York Times ha scritto a chiare lettere, che la Russia  “è entrata nella crisi globale con enormi riserve finanziarie e le sue grandi aziende sono praticamente prive di debiti”,  in quanto,  per via delle sanzioni, il Cremlino non ha accettato prestiti dall’estero, e “la Russia stessa è autosufficiente, avendo imparato a provvedere a se stessa in maniera ottimale durante le sanzioni e l’embargo”.

Coronavirus-  previsioni sullo sviluppo dell’economia e dei mercati finanziari della Russia:  la crescita del Pil russo del 2,3% nel periodo gennaio-febbraio ha garantito un certo margine di sicurezza per le previsioni relative all’intero anno 2020 – Il declino dell’economia russa alla fine dell’anno sarà assai moderato e nell’ordine dell’1-2%,  mentre il prossimo anno ci si può già attendere una crescita anche in termini annui –

La rivista “Forbes” indica  Banca Intesa Russia tra le 15 banche più stabili e sicure del Paese.  ( estratti da Russia 24 –  Banca Intesa)

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• Aumenta il ruolo strategico del mercato russo, dice Banca Intesa.

• Nonostante il deterioramento dell’economia globale la Russia è in grado di mantenere la stabilità economica a lungo termine di tempo. • Aumenta il ruolo strategico del mercato russo, dice Banca Intesa.

L’economia della Russia sta per affrontare una situazione di emergenza a causa della pandemia del coronavirus e del crollo del prezzo del greggio sui mercati internazionali.

Secondo il ministro  delle Finanze della Russia, Anton Siluanov, l’emergenza del coronavirus e molto più pericolosa per il Paese rispetto al calo delle quotazioni petrolifere. “Sono i due fattori molto pericolosi, ma la pandemia del coronavirus richiede più attenzione da parte dell’esecutivo perché incide in maniera molto negativa su interi settori strategici dell’economia nazionale”.

Ciononostante la Russia è in grado di mantenere la stabilità economica a lungo termine di tempo. Lo ha dichiarato il presidente russo, Vladimir Putin, durante un recente incontro al Cremlino con i ministri del nuovo governo di Mikhail Mishustin.

“La Russia, così come il Fondo nazionale per la previdenza sociale, sono in grado di mantenere la stabilità nonostante il deterioramento della situazione economica mondiale”, ha sottolineato il leader del Cremlino.

Particolare attenzione durante l’incontro è stata rivolta alla situazione dei mercati globali delle materie prime sullo sfondo della diffusione del coronavirus COVID-2019 nel mondo.

“Le nostre riserve, tra cui il Fondo nazionale per la previdenza sociale, sono sufficienti a garantire una situazione stabile, nonché l’esecuzione di tutti gli obblighi di bilancio e sociali, nonostante un possibile deterioramento dell’economia globale”, ha detto il presidente russo.

Come ha precisato Putin, le riserve internazionali della Banca Centrale russa ammontano ora a circa 563 miliardi di dollari, mentre il volume del Fondo nazionale per la previdenza sociale supera i 124 miliardi.

“Per quanto riguarda l’impatto dell’epidemia sull’economia globale, dobbiamo monitorare la situazione molto da vicino e decidere rapidamente come rispondere a ciò che sta accadendo sui mercati mondiali”, ha aggiunto Putin.

L’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico ha declassato le previsioni di crescita del Pil per i Paesi del G20.

Ma gli esperti internazionali ritengono che la crescita del Pil della Russia nel 2020 sarà dell’1,2%.

In questa difficile situazione, “il ruolo strategico del mercato russo non fa che aumentare. È necessario garantire la competitività delle imprese italiane in questo mercato, che svolge un ruolo importante anche per l’accesso ai mercati di tutta la Grande Eurasia”.

Lo ha dichiarato il 20 febbraio scorso il presidente di Banca Intesa Russia, fondatore e presidente dell’Associazione “Conoscere Eurasia”, Antonio Fallico, in occasione dell’Ottavo seminario italo-russo a Milano, incentrato sui problemi dell’interazione tra Russia e Italia nei settori dell’economia, dell’industria e della finanza. (Estratto da Russia 24 di Banca Intesa)


La Russia "è in una posizione più favorevole ora rispetto al 2007-2008, è meno dipendente dai mercati occidentali".

La Russia apre agli imprenditori … Italiani – E l’economia globale rischia un’altra “Grande Crisi” ma Mosca può sentirsi sicura – La Russia è un’area di “mercato” dove l’impresa Italiana potrà far fronte ai problemi di criticità internazionale.

Il presidente della Russia, Vladimir Putin: “Tra le priorità dell’agenda legislativa per il prossimo anno vorrei citare il miglioramento del clima imprenditoriale” – Il Cremlino farà tutto il necessario per “far sentire gli imprenditori esteri il più possibile a loro agio sul mercato russo” – Molti recenti studi degli economisti russi dimostrano che gli investimenti esteri sono una delle fonti più importanti del cosiddetto “denaro intelligente” –

Il concetto del “made with Italy”, più volte proposto dal presidente di Banca Intesa Russia, Antonio Fallico, alle imprese russe e italiane aiuta ad accelerare la realizzazione del programma statale di sostituzione dei prodotti d’importazione con gli analoghi prodotti sul territorio russo.

Lo ha sottolineato più volte il presidente di Banca Intesa Russia, Antonio Fallico, che diversi anni fa aveva proposto alle imprese russe e italiane il rivoluzionario concetto di “made with Italy”.

Il “made with Italy” – ha sottolineato il professor Fallico ai margini del Forum economico eurasiatico di Verona – è il nuovo pilastro per il rafforzamento delle relazioni bilaterali tra l’Italia e la Russia e ciò implica una diversa visione di collaborazione economica che sembra già essere recepita”.

Infatti nell’ambito dello sviluppo della cooperazione bilaterale, la Russia e l’Italia lanceranno un marchio congiunto “made with Italy”. Lo ha annunciato Elena Panina, membro della Commissione per gli affari internazionali della Duma di Stato (la Camera bassa del Parlamento), durante un recente incontro del Comitato russo-italiano degli imprenditori della Camera del commercio e dell’industria russa. (estratto da Russia 24 Banca Intesa)

E l’economia globale rischia un’altra “Grande Crisi”, Mosca può sentirsi sicura, rispetto ad altre grandi economie europee.

La Russia “è in una posizione più favorevole ora rispetto al 2007-2008, è meno dipendente dai mercati occidentali”.

Un altro motivo per cui Mosca può sentirsi relativamente sicura, rispetto ad altre grandi economie europee, è la sua massiccia riserva di liquidità e asset. Da gennaio 2015, il Cremlino ha aumentato le riserve del suo fondo di emergenza da $ 376 a $ 557 miliardi, nonostante la profonda recessione e la conseguente scarsa crescita economica. In effetti, le riserve sono ora più grandi di prima della crisi ucraina del 2014, e non lontano dalla situazione precedente alla crisi del 2008, un momento in cui i prezzi del petrolio erano alle stelle.

La dipendenza dalle esportazioni di greggio si è rivelata pericolosa per l’economia russa, con il rublo in forte calo nel 2014, quando i prezzi sono crollati. Desideroso di evitare un avvenimento simile, il governo ha introdotto una “regola fiscale” in cui vengono incassati i ricavi delle vendite di petrolio oltre $ 40 al barile, anziché utilizzati per le spese quotidiane.

Ciò che è interessante è anche la diversificazione delle riserve. Un decennio si trattava quasi esclusivamente di dollari statunitensi, ma ora l’oro rappresenta circa un quinto del totale, il che significa che oltre 100 miliardi di dollari sono attualmente legati al metallo prezioso. Alcuni suggeriscono che la grande attenzione per l’oro, che di solito aumenta di valore durante una crisi, potrebbe far parte dei preparativi per un eventuale nuovo sistema monetario.

Sotto la spinta della de-dollarizzazione le riserve auree della Russia continuano a crescere in risposta all’aggressività delle sanzioni da parte degli Stati Uniti.

Le riserve di liquidità hanno superato il debito del paese. Perché è così importante?

L’impegno della Russia per l’indipendenza, sia politica che economica, sembra aver spinto il paese in una fase nuova. In risposta alle sanzioni occidentali e al crollo dei prezzi del petrolio, le autorità hanno intrapreso la strada dell’accumulo di riserve per garantire la stabilità finanziaria. Come risultato di questa rigorosa disciplina sul debito, il debito pubblico netto del paese è sceso ora sotto lo zero, riporta RBC Daily.

Il debito interno ed estero dello Stato è di circa 248 miliardi di dollari, ovvero il 15% del PIL: meno dell’importo dei contanti presenti nei depositi della Russia nella Banca centrale e nelle banche commerciali (17,6 trilioni di rubli, 269 miliardi di dollari), ovvero il 16,2% del PIL. Le statistiche ufficiali rivelano quindi che il Cremlino, in caso di necessità, potrebbe ripagare facilmente tutti i suoi debiti.

 


Negli ultimi anni, la Russia sta utilizzando oro, yuan, euro e altre valute per ridurre la quota di dollari nelle sue riserve internazionali da 500 miliardi di dollari, liberandosi di denaro e titoli del tesoro e firmando accordi con i principali partner commerciali come Cina e India in valute locali.

L’economia globale rischia un’altra “Grande Depressione”. – I governi occidentali hanno accumulato troppi debiti negli ultimi dieci anni – Mosca può sentirsi sicura, rispetto ad altre grandi economie europee.

La scorsa settimana, l’FMI ha lanciato un severo avvertimento sull’economia globale e, mentre la maggior parte dei grandi stati occidentali sono vulnerabili a una nuova crisi, la Russia ha preparato le sue difese.

Il presidente del Fondo Monetario Internazionale (FMI) Kristalina Georgieva la scorsa settimana ha fatto un preoccupante avvertimento: l’economia globale rischia un’altra “Grande Depressione”.

Come ha riportato il Guardian, Georgieva ha fatto questo annuncio durante un discorso al Peterson Institute of International Economics a Washington, sostenendo che l’attuale economia è paragonabile ai “ruggenti anni ’20” culminati nel grande crisi economica del 1929, rivelando che una tendenza simile è già in atto.

L’annuncio è passato in sordina in molti media mainstream, mentre le parole di Georgieva non sono rimaste inascoltate da Mosca, perché il suo avvertimento conferma ciò che gli esperti russi affermano da anni: una grave crisi finanziaria occidentale è imminente. E, secondo Mosca, il tracollo del 2008 sembrerà una passeggiata rispetto alla crisi che ci aspetta, riporta il Guardian.

Le ragioni sono semplici, secondo gli addetti ai lavori in Russia: i governi occidentali hanno accumulato troppi debiti negli ultimi dieci anni e c’è una serie di bolle speculative preoccupanti nel sistema. Tra queste ci sono quelle dei titoli statunitensi, proprietà tedesche e britanniche e le valutazioni sovradimensionate delle società tecnologiche, in particolare le startup che difficilmente riusciranno a rientrare nei loro costi. Aumenta la forza lavoro che invecchia, il ristagno dei salari, i costi della vita aumentano e le industrie tradizionali spariscono a causa dell’innovazione IT: questi sono tutti gli ingredienti necessari per una crisi senza pari.

Come sottolinea l’esperto russo Kirill Shamiev, “in ambito accademico molte persone sono state piuttosto chiare su una grave recessione dal 2016-2017,” e la Russia “è in una posizione più favorevole ora rispetto al 2007-2008, è meno dipendente dai mercati occidentali”.

Un altro motivo per cui Mosca può sentirsi relativamente sicura, rispetto ad altre grandi economie europee, è la sua massiccia riserva di liquidità e asset. Da gennaio 2015, il Cremlino ha aumentato le riserve del suo fondo di emergenza da $ 376 a $ 557 miliardi, nonostante la profonda recessione e la conseguente scarsa crescita economica. In effetti, le riserve sono ora più grandi di prima della crisi ucraina del 2014, e non lontano dalla situazione precedente alla crisi del 2008, un momento in cui i prezzi del petrolio erano alle stelle.

La dipendenza dalle esportazioni di greggio si è rivelata pericolosa per l’economia russa, con il rublo in forte calo nel 2014, quando i prezzi sono crollati. Desideroso di evitare un avvenimento simile, il governo ha introdotto una “regola fiscale” in cui vengono incassati i ricavi delle vendite di petrolio oltre $ 40 al barile, anziché utilizzati per le spese quotidiane.

Ciò che è interessante è anche la diversificazione delle riserve. Un decennio si trattava quasi esclusivamente di dollari statunitensi, ma ora l’oro rappresenta circa un quinto del totale, il che significa che oltre 100 miliardi di dollari sono attualmente legati al metallo prezioso. Alcuni suggeriscono che la grande attenzione per l’oro, che di solito aumenta di valore durante una crisi, potrebbe far parte dei preparativi per un eventuale nuovo sistema monetario.

Sotto la spinta della de-dollarizzazione le riserve auree della Russia continuano a crescere in risposta all’aggressività delle sanzioni da parte degli Stati Uniti.

Il ministro degli Esteri Sergey Lavrov ha confermato che la politica economica della Russia include la “graduale de-dollarizzazione dell’economia” a causa di quello che ha definito un “uso sempre più aggressivo di sanzioni finanziarie da parte dell’amministrazione statunitense” e “l’abuso definitivo” del dollaro come valuta di riserva mondiale da parte di Washington.

Il volume totale delle riserve auree della Russia si sta avvicinando a quello dell’Italia (2.452 tonnellate) e alla Francia (2.436 tonnellate).

Secondo il World Gold Council, le banche centrali hanno acquistato circa 547,5 tonnellate di oro nei primi tre trimestri del 2019, con un totale degli acquisti pari al 12% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. La Russia ha rappresentato il 20% di questi acquisti.

Grazie alle sue vaste ricchezze di riserve d’oro non sfruttate, la Russia è in grado di produrre praticamente tutto l’oro che finisce nelle sue casse interne, con la Banca Centrale che acquista quasi la metà del totale di lingotti prodotti.

Negli ultimi anni, la Russia sta utilizzando oro, yuan, euro e altre valute per ridurre la quota di dollari nelle sue riserve internazionali da 500 miliardi di dollari, liberandosi di denaro e titoli del tesoro e firmando accordi con i principali partner commerciali come Cina e India in valute locali.

Durante l’ultimo vertice, i Paesi BRICS hanno sostenuto l’idea di introdurre un sistema di pagamento unico, alternativo allo SWIFT, per implementare ulteriormente i pagamenti in valuta nazionale.

Il peso dei BRICS nel commercio mondiale è aumentato in maniera significativo. Nel corso di 15 anni il volume delle transazioni societarie nei Paesi dell’associazione è aumentato di 15 volte, passando da 26,5 miliardi di dollari a 388 miliardi di dollari. I BRICS rappresentano oltre il 17% del volume del commercio internazionale e più del 20% degli investimenti diretti esteri globali. Allo stesso tempo, la quota dei pagamenti in dollari tra questi Paesi è diminuita. Come riferito da Kirill Dmitriev, direttore del RDIF (Russian Direct Investment Fund), in Russia la quota del dollaro nei pagamenti commerciali verso l’estero è scesa dal 92% al 50% in 5 anni, mentre quella del rublo è salita dal 3% al 14%.

Alla luce di questo, i BRICS stanno pensando di introdurre un proprio sistema di pagamento, alternativo allo SWIFT, per effettuare i pagamenti nelle valute nazionali. L’attuale approccio con cui sono effettuati i pagamenti commerciali con l’estero tramite SWIFT preoccupa molti: dal momento che lo SWIFT è controllato dagli Stati Uniti, il sistema può essere utilizzato come strumento di pressione politica. ( Estratti da Sputnik)

 


• Imprese italiane la via di scampo potrebbe essere operare a tutto campo nel Mercato Russo- Eurasia. Le micro, piccole e medie imprese italiane non dovrebbero indugiare oltre…

• Esperto americano: ha parlato di quella che secondo lui potrebbe essere “la madre di tutte le bolle” economiche. – • Imprese italiane la via di scampo potrebbe essere operare a tutto campo nel Mercato Russo- Eurasia. Le micro, piccole e medie imprese italiane non dovrebbero indugiare oltre…• FMI, Banca Mondiale e…. rischio recessione mondiale….

  • Esperto americano: ha parlato di quella che secondo lui potrebbe essere “la madre di tutte le bolle” economiche.
  • FMI, Banca Mondiale e…. la Conferenza su Commercio e Sviluppo dell’ONU : rischio recessione mondiale nel 2020.
  • Imprese italiane la via di scampo potrebbe essere operare a tutto campo nel Mercato Russo- Eurasia. Le micro, piccole e medie imprese italiane non dovrebbero indugiare oltre…

Non molto rosee, per usare un eufemismo, le previsioni di Joe Zidle, capo stratega agli investimenti della Blackstone di New York. Zidle spiega che ogni ciclo economico termina con un eccesso di debito sovrano ma questa volta il debito sovrano in eccesso potrebbe essere “la madre di tutte le bolle”.

Lo stratega afferma che elementi come il fallimento nel mercato dei pronti contro termine, il debito a rendimento negativo, i premi a termine fortemente negativi, i conflitti commerciali in tutto il mondo e il crollo della produzione, appaiano erroneamente come tutti non correlati in questo momento.

“Verso la fine di ogni ciclo economico, spesso riceviamo avvisi che sembrano non essere correlati tra loro”, afferma “ed è solo con il senno di poi che ci rendiamo conto che invece non erano affatto casuali”.

​Gli investitori lo hanno visto durante il periodo precedente e successivo a quello della bolla immobiliare, “e lo siamo vedendo ora”.

La “madre di tutte le bolle” nel mercato del debito sovrano è il catalizzatore che probabilmente scatenerà la prossima recessione, secondo Zidle. Per essere ancora più precisi ed espliciti questi si aspetta che l’esplosione della bolla si verifichi tra la metà del 2020 e la fine del 2021.

“Sono diventato più ribassista sulle attuali prospettive economiche. Non mi aspetto una recessione tra sei mesi, ma non credo che sarà lontana più di altri due anni o giù di lì… credo comunque che l’eccesso di debito sovrano potrebbe essere la madre di tutte le bolle”.

Il 2020 potrebbe essere l’anno di una nuova crisi economica mondiale, di dimensioni maggiori alla precedente. Ecco i quattro paesi più a rischio.

Non solo il FMI, ma anche altri organismi come la Banca Mondiale e la Conferenza su Commercio e Sviluppo dell’ONU, hanno avvisato sul rischio recessione mondiale nel 2020. L’incertezza sui mercati, il rischio Brexit, la politica dei dazi di Trump che prima ha provocato la guerra commerciale con la Cina e adesso ha messo in crisi il commercio con l’Europa, così come la crisi dell’industria automobilistica tedesca, rallentano le performance dei mercati e, con questi, la crescita.

Mentre la grande crisi del 2008 era scoppiata negli Usa, a causa dei mutui subprime, e poi era stata trasferita in Europa, adesso il cuore della crisi sarà proprio il vecchio continente. E non saranno i paesi più poveri, quelli che subiranno maggiori sofferenze, ma i più industrializzati. Per questa ragione la recessione potrebbe provocare una crisi strutturale più profonda di quella che ha colpito i paesi dell’eurozona a inizio del secondo decennio del nuovo millennio.

Ecco quali saranno i quattro paesi che rischiano una flessione del PIL: Germania, Messico, Italia e Gran Bretagna.

Germania :  In base a quanto riferito dalla Bundensbank, la Germania entrerà in recessione tecnica se anche nel terzo trimestre del 2019 subirà una crescita negativa. E in effetti, proprio una lieve flessione con una caduta del PIL dello 0,1% è prevista confermarsi per il terzo trimestre, secondo le stime dell’Istituto di Investigazione Economica di Monaco. A incidere negativamente sulla performance economica di Berlino è la crisi del settore automobilistico tedesco, che si reggeva sulle esportazioni, crollate a causa della crisi di domanda internazionale dovuta al rallentamento dei mercati.

Messico:  Il Messico è uno dei paesi con il PIL più alto dell’America Latina e allo stesso tempo, una delle poche nazioni industrializzate nel continente. Tuttavia, a causa delle tensioni con la Casa Bianca, dovute dalle politiche sull’immigrazione, adesso rischia di fronteggiare una recessione. A causa dei tentennamenti sulla firma del trattato commerciale T-Mec, tra Messico Usa e Canada, la crescita zero del paese potrebbe convertirsi in una crescita negativa.

Italia:  L’Italia è stato uno dei paesi con la peggiore performance economica dell’UE, nell’ultimo anno, a causa di una crescita prossima allo zero. Il Paese cresce a un tasso dello 0,3% all’anno. Nell’ultimo trimestre il PIL è aumentato di 0.1 punti.   A peggiorare la situazione dell’economia italiana ci si mettono ora anche i dazi sull’export imposti da Donald Trump il mese scorso, che penalizzano le eccellenze made in Italy. Tariffe sino al 25% del valore di 7,5 miliardi di dollari, che danneggiano produttori di formaggi, vino, olio e pasta e che potrebbero azzerare l’export con gli USA.

Gran Bretagna:  Anche la crescita della GB è stata prossima allo zero. Nonostante tassi di crescita tra lo 0.2 e lo 0.5% allontanino dalla recessione tecnica, l’economia britannica ha subito le ripercussioni delle tensioni con Bruxelles e dell’incertezza Brexit. Questi fattori hanno ravvisato il pericolo recessione e crisi economica in uno delle più forti economie europee e del mondo. (Estratti da Sputnik)

Le micro, piccole e medie imprese italiane non dovrebbero indugiare oltre nel cercare una “ via di scampo”, dovrebbero attivarsi immediatamente per operare nell’area di mercato che, certamente, sarà la meno colpita dalla probabile nuova crisi internazionale.

Made in Italy, Made with Italy, partnership, produzioni delocalizzate, piccoli e grandi investimenti, in Russia/Eurasia, questa la migliore prospettiva per l’imprenditore accorto e previdente che abbia lo scopo di non rimanere completamente invischiato nella nuova “bolla economica”, che gli esperti giudicano la “ madre di tutte le bolle economiche”

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La differenza fra un grande Statista e….…. Dimostrata dal Presidente Putin rispondendo ad alcune domande a Sochi nell’ambito del XIV Forum di Discussione Internazionale “Valdai Club

Al termine della sessione plenaria, il presidente Putin non ha rivelato se si candiderà alle presidenziali del 2018, oppure no, ma incalzato dalle parole del moderatore, ha evaso la risposta raccontando una barzelletta:

“Un oligarca caduto in disgrazia dice a sua moglie: “Cara, purtroppo dobbiamo vendere la nostra Mercedes e comprare una Lada. Va bene, caro. Dovremo anche lasciare la nostra villa e trasferirci in appartamento. Va bene, caro. Ma cara, tu mi amerai ancora? Si, ti amerò molto. E mi mancherai. Molto.

Alla domanda su quale consiglio darebbe Putin a Trump affinché quest’ultimo possa esercitare con successo le sue funzioni ed essere un buon capo di stato, il presidente russo ha risposto così:

“Ritengo questa domanda scorretta. Trump è stato eletto dal popolo americano ed almeno per questo motivo bisogna portargli rispetto. Anche se non siamo d’accordo con qualcuna delle sue posizioni. All’interno del paese nei confronti di Trump c’è una mancanza di rispetto e questa è una disdicevole componente negativa del sistema politico americano. Si può discutere, ma non si può mancare di rispetto e non tanto a lui personalmente, quanto alle persone che lo hanno votato.”

Presidente Putin, secondo lei quali sono gli errori che hanno portato a questo stallo nelle relazioni tra Russia e Occidente?

“Il nostro errore è che ci siamo fidati di voi. Il vostro è che ne avete abusato scambiandolo per debolezza.”

Presidente Putin, negli ultimi mesi abbiamo assistito ad un’aumento della tensione da parte della NATO, che è parecchio attiva nei paesi baltici ed in Polonia. Come commenta questa situazione?

“Noi analizziamo la situazione e conosciamo ogni azione. Con questa domanda mi ha dato un’ottima chance per dire “Faremo questo, faremo quello”, ma la verità è che non ce n’è bisogno. Che si esercitino pure. Noi non siamo preoccupati. La situazione è sotto controllo.”

La chiusura dei confini tra Russia e le repubbliche nell’est dell’Ucraina significherebbe una carneficina

“La chiusura dei confini tra la Russia e le Repubbliche di Donetsk e Lugansk porterebbe alla carneficina e la Russia non lo permetterà mai. Finchè non saranno risolte le questioni relative al riconoscimento di uno status speciale a questi territori ed all’approvazione della legge sull’amnistia, la chiusura dei confini tra la Russia e le repubbliche non riconosciute porterà ad una situazione come quella di Srebrenica: ci sarà una carneficina. Noi questo non possiamo permetterlo”.

Putin sulla situazione in Ucraina

“La situazione in Ucraina è degradata al limite. La polizia utilizza i gas contro i manifestanti. In queste condizioni è impossibile ipotizzare che Poroshenko si impegni a rispettare gli accordi di Minsk. La Russia è pronta a ritornare al dialogo con l’Ucraina e non abbiamo bisogno di nessun conflitto ai nostri confini. Anche l’Europa è interessata alla risoluzione della situazione in Ucraina. Merkel e Macron se ne occupano, ma occorre fare pressione non solo sulla Russia, ma anche su Kiev, affinché faccia qualcosa.

USADA invita ad escludere completamente la Russia dalle Olimpiadi del 2018. Le Olimpiadi in Corea del Sud sono in pericolo? La Russia vi parteciperà?

“Spero di no, che non siano in pericolo. Per quanto riguarda la partecipazione russa, come abbiamo visto anche il Comitato Olimpico Internazionale è sottoposto a delle pressioni esterne e noi sappiamo che riceve dei segnali dagli sponsor americani. Qualcuno vuole che la Russia non vi partecipi, o lo faccia sotto bandiera neutrale. In entrambi i casi si tratta di un umiliazione e se quel qualcuno pensa che con queste minacce si possa influire sulla campagna elettorale in Russia, sappia che l’effetto sarà il contrario ed il Movimento Olimpico subirà un grave danno.”

Quale ruolo può esercitare la Russia nella crisi con la Corea del Nord?

“Di mediatore. Già in passato abbiamo presentato diversi progetti congiunti tra Corea del Nord e Corea del Sud. Bisogna lavorare ed abbandonare la retorica bellica, fare un salto oltre le proprie ambizioni. All’epoca si raggiunse l’accordo sullo stop al programma nucleare nordcoreano, ma poco dopo l’America, temendo che la Corea del Nord potesse fare molto di più, ha imposto nuove limitazioni. Così anche la Corea del Nord è uscita ed ha ripreso il programma di sviluppo del nucleare. Se allora si riuscì a trovare un accordo, anche oggi ce la si può fare.”

Presidente Putin, quali obiettivi dovrà perseguire il presidente russo che verrà eletto il prossimo anno per il mandato 2018-2024?

“Rendere la Russia flessibile per quanto riguarda i modi di gestione e di sviluppo dell’economia. Dobbiamo completare il nostro sistema politico e l’ammodernamento delle Forze Armate.”

Il prossimo presidente russo potrà essere una donna?   “Qui da noi tutto è possibile!”

E’ stato chiesto  al presidente Putin di commentare gli attacchi che i due media russi hanno subito negli USA e all’accusa di aver esercitato un’ “influenza sulla campagna elettorale” americana.

“Innanzitutto dobbiamo tenere presente che i nostri media hanno una potenza neanche lontanamente paragonabile a quella dei media americani e britannici. Noi non abbiamo mezzi di comunicazione mondiale. Questo è un monopolio che appartiene al mondo anglosassone.

In democrazia esiste soltanto un modo — democratico — per contrastare quello che non piace: esprimere la propria opinione e farlo così bene, brillantemente e con talento così che gli altri credano nella vostra opinione. Tutto il resto, dai tentativi di fare pressione sui giornalisti alle manovre di ostruzionismo o minacce di chiusura, è fuori dalla democrazia.

Tutto il mondo sa come i media anglosassoni esercitano direttamente delle influenze processi politici interni nei paesi del mondo. Ogni tanto vedo quello che passa RT e vedo che vi lavorano con precisione e senza paura, persone di vari paesi, compresi americani, tedeschi e altri. Persone di talento, di cui ammiro l’abilità e la convinzione nell’esprimere i propri punti di vista. Mi tolgo il cappello davanti a come lo fanno. Proprio questo è la base del successo di RT e Sputnik. Ed è proprio quello che non piace agli altri.”

Kosovo e Catalogna: doppi standard

“Quando la Corte Internazionale di Giustizia dell’Aia ha sentenziato che l’indipendenza del Kosovo del 2008 non ha violato il diritto internazionale, di fatto ha aperto un vaso di Pandora. Noi speriamo che il problema si risolva nell’ambito degli istituti giuridici spagnoli”.

  Putin sul Trattato INF

“La Russia ha equilibrato la situazione con gli USA riguardo alla quantità di missili nucleari a corto e medio raggio. Se a qualcuno venisse voglia di uscire dal Trattato INF (Sulle forze nucleari a medio raggio) la nostra risposta sarà immediata e speculare.”

Putin sull’equilibrio geopolitico mondiale ed il rischio di un ritorno agli anni ’50:

“La Russia non ritorna agli anni ’50, sono gli altri che cercano di riportarla a quell’epoca”.

Putin: la Russia crede al disarmo nucleare.  “La Russia vuole il disarmo nucleare?  Si.   La Russia ambisce a questo obiettivo?  La risposta è altrettanto positiva.”

Putin sul ruolo dell’ONU

“L’ONU deve rimanere il centro del sistema diplomatico internazionale: non ci sono alternative. Le riforme sono necessarie, ma devono essere graduali, evolutive e sostenute da ampio consenso. I principi di base delle Nazioni Unite vanno conservati.”

Il presidente russo Vladimir Putin ha ripercorso le tappe della cooperazione russo-americana nell’ambito della sicurezza e degli accordi sulla riduzione dell’arsenale nucleare:

“Gli USA non adempiono ai propri obblighi sull’ eliminazione delle armi di distruzione di massa. La Russia ha pienamente eseguito tutti gli obblighi che si è assunta sull’eliminazione del plutonio, mentre gli USA non hanno fatto lo stesso con i propri: gli USA si comportano in maniera “viscida”.

Secondo il presidente russo Vladimir Putin, l’equilibrio nel mondo viene spesso violato e le contraddizioni diventano sempre più pericolose e sfociano in conflitti:

“Gli interessi dei vari paesi non corrispondono su tutti i temi. E’ normale, è sempre stato così. Ma quando i propri interessi vengono perseguiti ad ogni costo, le contraddizioni diventano imprevedibili e pericolosi e portano a violenti conflitti. Le vecchie “ricette” per risolvere i conflitti nel mondo non funzionano nelle condizioni del mondo moderno, mentre le nuove ancora non sono state trovate.”

Putin sulla situazione in Catalogna:

I paesi dell’Unione Europea hanno provocato da soli la crescita degli umori separatisti in Europa. Prima hanno sostenuto il Kosovo ed ora ne pagano le conseguenze, come nel caso della Catalogna:

“L’Europa doveva pensarci prima, quando sono iniziati diversi processi simili. Ad esempio, assecondando la volontà del padrone oltreoceano, ha sostenuto a gran voce l’indipendenza del Kosovo. Poi però quando nello stesso modo i cittadini della Crimea hanno fatto la loro scelta, non andava più bene. Ne consegue che esistono indipendentisti buoni e separatisti cattivi”

  Putin sulla Corea del Nord:

“La Russia condanna gli esperimenti nucleari della Corea del Nord, ma rimane ferma nella sua posizione: tutte le decisioni vanno prese nell’ambito delle norme ONU. Non serve minacciare l’uso della forza, mostrare il pugno duro, abbassarsi al livello della polemica da strada: non bisogna dimenticare che la Corea del Nord è un paese sovrano. In questo modo non si riesce a risolvere nessuna crisi. Serve solo il dialogo. Tutti i nodi più difficili del mondo, Libia, Siria, Corea del Nord ed anche Ucraina si devono sciogliere, non distruggere.

  Putin sulla situazione in Siria:

“Alcuni nostri colleghi vogliono che il caos nella regione diventi permanente ed a qualcuno di loro sembra che questo caos si possa governare. La Russia in Siria agisce nell’ambito del diritto internazionale ed ascolta tutte le posizioni delle parti in causa.”

(Estratto da Sputnik)

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