Il presidente di Confindustria contro il governo: …l’Italia rischia “la macelleria sociale”

Rischiamo una crisi irreversibile”

Il presidente di Confindustria contro il governo: …l’Italia rischia “la macelleria sociale”

“Bisogna puntare sulla crescita…l’Italia rischia “la macelleria sociale”… Il governo ci aveva promesso i decreti attuativi sulle misure anti-crisi, ma è “tutto fermo”… l’appello di Bonomi rivolto a tutta la politica italiana: ricollegarsi ai bisogni del Paese e smetterla con il cinema degli ultimi mesi.”… Rischiamo una crisi irreversibile”

Carlo Bonomi, presidente di Confindustria, parla apertamente durante una intervista al quotidiano La Stampa, l’Italia rischia “la macelleria sociale” la cifra di un milione di posti di lavoro persi  è “molto credibile”.

Bonomi  accusa il governo di essere fermo su tutti i principali nodi economici: ci avevano promesso  i decreti attuativi (ne servono 400) sulle misure anti-crisi, ma è “tutto fermo”.

Non solo, “ci avevano detto che ad agosto avrebbero lavorato alla stesura del piano di riforme da presentare alla Ue per ottenere i contributi del Recovery Fund” ed è tutto fermo.

Ricollegarsi ai bisogni del Paese e smetterla con il cinema degli ultimi mesi

Il 14 settembre riprenderà la scuola, “ma non si è capito se e come riapriranno” gli istituti scolastici ed inoltre “da settimane siamo inchiodati a discutere sui banchi a rotelle e  non riusciamo neanche a sapere quali sono le 11 imprese che li starebbero fabbricando.  Siamo al paradosso del segreto di stato su una gara pubblica”.

In precedenza Bonomi aveva fatto rilevare che  sono venticinque anni che il nostro Paese perde produttività, allontanandosi sempre più dai concorrenti. E la crescita dipende anche da dove si allocano le risorse: da decenni si aumenta la spesa corrente (il dividendo elettorale) a scapito degli investimenti nelle infrastrutture, nella sanità, nell’innovazione e nella ricerca, nelle politiche per la sostenibilità ambientale e sociale, nelle politiche attive per il lavoro anziché annegarle nel reddito di cittadinanza o nei navigator”. “A proposito, qualcuno sa dove sono andati a finire? Non si fa così, è uno spreco di risorse inaccettabile”

“Ho detto quel che sanno tutti coloro che ogni mattina vanno in azienda a lavorare”-  Il governo ha bloccato i licenziamenti. Ma il lavoro, i posti di lavoro, non si gestiscono e non si creano per decreto. Serve una strategia, una visione, un’idea di quale Paese vogliamo costruire. Bisogna smetterla di guardare esclusivamente al dividendo elettorale”.

Rischiamo una crisi irreversibile”

“Si pensa che il lavoro o l’innovazione si creano per decreto. L’economia è cosa diversa. Quindi o noi liberiamo le risorse o non cresceremo come Paese. I posti di lavoro si creano se ci sono crescita e investimenti” –

La politica ha zero strategia su dove andare “Vedo la classe politica, non parlo di Governo, molto concentrata sull’emergenza ma con zero visione e zero strategia su dove dobbiamo andare.

Questo mi preoccupa molto”, ha detto il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi. “Ci sono dei nodi fondamentali – ha aggiunto – che dobbiamo affrontare oggi. Penso all’automotive, al fisco, che deve essere una leva di competitività e non solo come strumento per il gettito, e il lavoro. Penso anche alle infrastrutture e le grandi opere e il mondo dell’acciaio”, ha detto ancora Bonomi.

“Vedo una politica – ha concluso – che ha delle posizioni diverse anche all’interno degli stessi partiti e quindi diventa tutto difficile e complicato.  Abbiamo, quindi, una serie di questioni da affrontare scevri dagli interessi di parte o dividendi elettorali.

 

 


L’economia russa resiste alla crisi, causata dal coronavirus, e si prepara a ripartire

L’economia russa resiste alla crisi. Maxi piano per la ripresa economica. Il rublo si rafforza…

L’economia russa resiste alla crisi  da coronavirus e riparte.

Dopo il drammatico calo del mese di aprile nel maggio 2020 la recessione ha rallentato il passo.

Aumentano le spese dei russi: a maggio 2020 lo scontrino medio per gli acquisti di beni di prima necessità nei supermercati  è cresciuto del 15% rispetto all’anno scorso –

A maggio, tra le  categorie di beni di consumo la Russia ha registrato un’impennata della domanda di materiali da riparazione e da costruzione, e di attrezzature sportive  per il work-out casalingo.

Nel periodo giugno-luglio, ci sarà un aumento significativo del fatturato per abbigliamento, calzature e accessori.

Maxi piano per la ripresa economica in Russia.

l governo della Russia ha presentato un maxi piano per la ripresa economica del Paese.

Il programma è suddiviso in nove sezioni e comprende circa 500 attività.

L’obiettivo principale del programma è quello di aumentare i redditi reali della popolazione, ridurre la disoccupazione.

Oltre a garantire una crescita economica sostenibile tramite tecnologie moderne e di nuove opportunità nel mercato del lavoro.

Il rublo  si rafforza e sfida  il tandem dollaro-euro.

l rublo nonostante tutto si sta rafforzando rispetto al dollaro e all’euro.

Dopo una serie di drammatici cali in marzo,  la moneta russa si è rafforzata nel mese di giugno scendendo a quota 68,3 rubli per dollaro e a 76,6 per euro.

La pandemia non riesce a ostacolare la cooperazione  tra l’Italia e la Russia

Fondazione “RK-Investizii” e Banca Intesa Russia, l’istituto leader per i finanziamenti delle piccole e medie imprese in Russia, svilupperanno in maniera congiunta dei progetti regionali –

Banca Intesa Russia tra le prime ha aderito al programma del Governo di Mosca che prevede l’erogazione dei crediti agevolati alle Pmi.

(Fonte Banca Intesa Russia 24)

 


Le tensioni geopolitiche in Medio Oriente hanno fatto schizzare alle stesse i prezzi dell'oro e del petrolio, cosa che va a favore della posizione della Russia.

La politica estera dell’amministrazione Trump ha nuovamente reso alla Russia un grande servizio. Dal vertice tra la Merkel e Putin: un nuovo rapporto tra l’Europa e la Russia.

Le tensioni geopolitiche in Medio Oriente hanno fatto schizzare alle stesse i prezzi dell’oro e del petrolio, cosa che va a favore della posizione della Russia.

A causa dell’aggravarsi della situazione in Medio Oriente, i prezzi dell’oro e del petrolio sono saliti alle stelle. L’aumento della tensione nella regione potrebbe farli incrementare ancora di più. Tutto questo va a vantaggio della Russia: la quota di oro nelle sue riserve auree è da record e gli utili dalle vendite di petrolio riempiono regolarmente il bilancio.

Secondo le previsioni di Saxo Bank, nel 2020 l’oro nero salirà di prezzo a $ 90 al barile. La banca cita un accordo per ridurre la produzione di OPEC + e una diminuzione della produzione di petrolio di scisto negli Stati Uniti.

Per quanto riguarda l’oro normale, quindi, come ritengono gli analisti, qui la crescita non sarà meno impressionante. Dall’autunno, le quotazioni dei metalli preziosi sono state ai massimi . E questo è un buon regalo per la Russia, che ha aumentato la quota di oro nelle sue riserve auree a un record del 18,6%.

Nuovo rapporto tra l’Europa e la Russia

Il vertice tra la Cancelliera e Vladimir Putin oltre a portare verso la Conferenza di Berlino sulla Libia apre la strada a un nuovo rapporto tra l’Europa e la Russia e taglia i ponti con un America sempre più lontana da Berlino.

L’unica a non capirlo è l’Italia di Giuseppe Conte e del governo giallo-rosso che dopo aver perso la Libia rischia la marginalità anche nei rapporti con Mosca.

Quando il saggio indica la luna Giuseppe Conte guarda il dito. E’ successo pochi giorni fa. Mentre Vladimir Putin blindava i giochi libici concordando con l’omologo turco Erdogan un cessate il fuoco che apre la strada alla Conferenza di Berlino il nostro Presidente del Consiglio faceva di tutto per ignorarlo. E invece di dialogare con Mosca seguendo l’esempio di Angela Merkel si incaponiva in inutili e controproducenti consultazioni con il premier di Tripoli Fayez Al Serraj e il generale Haftar.

Oltre a capire poco di quanto si muoveva nel contesto libico Conte e il governo italiano non hanno colto neppure il senso dell’autentica rivoluzione politico diplomatica innescata dal vertice di sabato scorso al Cremlino tra la Merkel e il presidente russo. Quell’incontro, dettato solo in parte dalla necessità di coordinarsi con la Russia per far partire la Conferenza di Berlino sulla Libia, è in verità il segnale di una rivoluzione politico diplomatica che cambia gli scenari imposti dalla crisi di Ucraina e Crimea del 2014, riavvicina Berlino e Mosca e apre la strada a più fruttuose relazione tra Russia e tutta l’Unione Europea.

Per capire la potenzialità del vertice Merkel-Putin bastavano gli argomenti all’ordine del giorno. Argomenti che spaziano dalla crisi libica a quella iraniana passando per gli scottanti capitoli del gasdotto “North Stream 2” e dei negoziati sull’Ucraina. Su tutti i quattro quadranti la Merkel sta accantonando la collaborazione con gli Stati Uniti nel nome di un nuovo “ordine mondiale” concordato con la Russia di Vladimir Putin. ( Estratti da Sputnik)