Bielorussia un gioiello incastonato nell’europa orientale.

Bielorussia: “sviluppo molto elevato”, indice di sviluppo umano dell'ONU. Sistema sanitario efficiente, ha un tasso di mortalità infantile molto basso e il 99% alfabetizzazione.

Bielorussia un gioiello incastonato nell’europa orientale.

Bielorussia: “sviluppo molto elevato”, indice di sviluppo umano dell’ONU.

Sistema sanitario efficiente, ha un tasso di mortalità infantile molto basso e il 99% alfabetizzazione.

Bielorussi ospitali e “su di tono” – Infrastrutture, architettura e grande senso civico.

Effettuare brogli elettorali sull’80% dei voti è irreale.

Chi manifesta pacificamente non merita alcuna repressione.

Massima attenzione ai “provocatori di mestiere” e sobillatori di rivolte.

La Bielorussia indipendente dal 1991, è una repubblica presidenziale, governata da un presidente, dal 1994 Aljaksandr Lukašėnka  e dall’Assemblea nazionale, il parlamento.

L’Assemblea Nazionale è un parlamento bicamerale e comprende i 110 membri della Camera dei Rappresentanti (camera bassa) e i 64 membri del Consiglio della Repubblica (camera alta).

La Camera dei Rappresentanti ha il potere di nominare il primo ministro, di apportare modifiche alla costituzione e di promuovere un voto di fiducia nei confronti del primo ministro, inoltre svolge funzioni consultive, predisponendo pareri in materia di politica interna ed estera.

Il Consiglio della Repubblica ha il potere di scegliere i vari funzionari di governo e di approvare o respingere le leggi varate dalla Camera dei Rappresentanti.

Ogni camera ha la facoltà di opporsi alle leggi redatte dalle autorità locali, se contrarie alla costituzione bielorussa.

Totale popolazione circa 9.500.000. Nella capitale Minsk ci sono poco più di 2 milioni di abitanti.  Oltre la capitale ci sono 23 città principali che superano i  50.000 abitanti. L`economia della Bielorussia è molto sviluppata. Lo sviluppo economico del paese è in discreto aumento, anche grazie all’industrializzazione nei campi della meccanica, della chimica e del settore tessile.

Nel 2018, la Bielorussia si è classificata al 53° posto su 189 Paesi dell’Indice di sviluppo umano dell’ONU ed è nel gruppo di Stati con “sviluppo molto elevato”.

Con un sistema sanitario efficiente, ha un tasso di mortalità infantile molto basso di 2,9 (rispetto a 6,6 in Russia o 3,7 nel Regno Unito).  Il tasso di medici pro capite è di 40,7 per 10.000 abitanti (26,7 in Romania, 32 in Finlandia, 41,9 in Svezia) e il tasso di alfabetizzazione è stimato al 99%.

Di fatto:

chi arriva in Bielorussia nota immediatamente la cordialità delle persone, la loro disponibilità, la predisposizione al dialogo e lo spirito collaborativo.  I bielorussi sono ospitali e di primo impatto danno l’impressione di essere su di “tono”.

Il territorio è ben curato, tutto è pulito e tenuto molto bene, il senso civico delle persone è molto alto e l’aspetto della gente ben curato e spesso elegante, anche nelle aree rurali si incontrano “belle persone” che sembra amino il loro lavoro  e  in qualche modo lo esprimono con “strane opere architettoniche”  rurali che si notano  nelle aree coltivate viaggiando in auto.

La Bielorussia è di fatto una perla tra le piccole repubbliche dell’area orientale europea, ancorché altre aree siano comunque ben tenute e ospitali.

Considerazioni personali:

durante i mie frequenti spostamenti in e attraverso la Bielorussia, nelle varie città, ho sempre ammirato queste caratteristiche, sia territoriali che caratteriali, e per me è sempre stato un grande piacere sostare e/o passare in quel territorio che, oltre a soddisfare il senso estetico offre anche la sensazione di pace e tranquillità.

Chi guida, in gran parte, rispetta le regole, la segnaletica stradale è ottima, e sembra non ci sia una volontà repressiva  da parte della polizia stradale ma solo prevenzione.

Gli autovelox sono  sempre ampiamente e  immediatamente segnalati e ben visibili (prevenzione e non repressione), e mi è capitato di prendere alcune multe per la velocità di poco superiore al consentito, che mi sono state contestate con il sorriso e la massima gentilezza ( quasi scusandosi) da parte della polizia.

Negli hotel  professionalità e gentilezza, cura dell’ospite e decoro massimo sono immediatamente percepite nei vari siti stellati o meno.

Le città sono belle e ben tenute e Minsk, in particolare, è  una città incantevole, bella da vedere e da vivere, accogliente e amichevole.

L’efficienza la si nota particolarmente nei passaggi doganali: funzionari sempre cortesi e veloci nelle pratiche di passaggio.

I fatti recenti:

senza entrare nella controversia politica ma come semplice osservatore ed estimatore di questa Nazione mi sono posto alcune domande alle quali non so dare risposta:

Di fatto la popolazione non sembra sottoposta ad anni di soppressione, il tono della gente non esprime rabbia, risentimento o frustrazione.

Non si evidenziano segnali di contrasto, di stizza o di rabbia, guardandosi attorno non si vedono segni di contestazioni, non ci sono scritte sui muri, imbrattamenti o deturpazioni, non c’è ombra di vandalismo.  Questo alto senso civico denota la vera libertà  dall’ideologismo e dal fanatismo.

Per come appare il territorio, la sua manutenzione, la pulizia, l’architettura, le infrastrutture, ecc. si conferma ancora il grande senso civico della Gente,  la cura dell’estetica e l’attaccamento alla Nazione della popolazione.  Il tutto non è certamente il risultato di oppressione o repressione ma è  volontà diffusa e profusa verso il “bello”.  Un popolo soppresso non volge al “bello”, non cura l’estetica anzi denigra e distrugge per contrasto.

Per quanto sopra è difficoltoso pensare che la maggioranza del popolo bielorusso, e addirittura l’80%, sia sfavorevole all’attuale governo, certamente ci potrà essere una opposizione politica (come in ogni nazione e governo), una volontà di cambiamento (ma  verso cosa?), una voglia di diverso, una richiesta di maggiore libertà (ma da cosa?), tutto legittimo, come sono legittime la volontà di manifestare il dissenso e di pacifica protesta.

Ma pensare che si possa effettuare brogli elettorali sull’80% dei voti ribaltando completamente un risultato supposto, sperato ma non certo e provato, sembrerebbe abbastanza irreale.

Forse c’è da chiedersi a chi giova tutto questo? Certamente la stragrande maggioranza dei manifestanti ( a dire il vero pochi rispetto al supposto consenso dell’opposizione) è in buona fede,  e ha diritto al rispetto della sua opinione, non può e non deve essere repressa la protesta, può essere controllata e separata da eventuali provocatori, ma mai ci deve essere violenza repressiva da parte delle autorità: questo sarebbe ed è un grossolano errore.

Per contro è necessario che vi sia la massima attenzione ai “provocatori di mestiere”, ai sobillatori e fomentatori di rivolte che sempre agiscono all’ombra di “interessi particolari”, la massima attenzione verso  coloro che sono “i chi giova” e che non hanno nulla a che fare con le Gente in buona fede che manifesta pacificamente.

Spero proprio che il Presidente Aljaksandr Lukašėnka abbia l’accortezza e la saggezza di calmierare le forze di polizia durante le manifestazioni,  perché chi manifesta comunque è Bielorusso, il suo popolo ed  è il Presidente di tutti i Bielorussi che con Lui hanno reso la Bielorussia una Nazione gioiello.

 

 


• Imprese italiane la via di scampo potrebbe essere operare a tutto campo nel Mercato Russo- Eurasia. Le micro, piccole e medie imprese italiane non dovrebbero indugiare oltre…

• Esperto americano: ha parlato di quella che secondo lui potrebbe essere “la madre di tutte le bolle” economiche. – • Imprese italiane la via di scampo potrebbe essere operare a tutto campo nel Mercato Russo- Eurasia. Le micro, piccole e medie imprese italiane non dovrebbero indugiare oltre…• FMI, Banca Mondiale e…. rischio recessione mondiale….

  • Esperto americano: ha parlato di quella che secondo lui potrebbe essere “la madre di tutte le bolle” economiche.
  • FMI, Banca Mondiale e…. la Conferenza su Commercio e Sviluppo dell’ONU : rischio recessione mondiale nel 2020.
  • Imprese italiane la via di scampo potrebbe essere operare a tutto campo nel Mercato Russo- Eurasia. Le micro, piccole e medie imprese italiane non dovrebbero indugiare oltre…

Non molto rosee, per usare un eufemismo, le previsioni di Joe Zidle, capo stratega agli investimenti della Blackstone di New York. Zidle spiega che ogni ciclo economico termina con un eccesso di debito sovrano ma questa volta il debito sovrano in eccesso potrebbe essere “la madre di tutte le bolle”.

Lo stratega afferma che elementi come il fallimento nel mercato dei pronti contro termine, il debito a rendimento negativo, i premi a termine fortemente negativi, i conflitti commerciali in tutto il mondo e il crollo della produzione, appaiano erroneamente come tutti non correlati in questo momento.

“Verso la fine di ogni ciclo economico, spesso riceviamo avvisi che sembrano non essere correlati tra loro”, afferma “ed è solo con il senno di poi che ci rendiamo conto che invece non erano affatto casuali”.

​Gli investitori lo hanno visto durante il periodo precedente e successivo a quello della bolla immobiliare, “e lo siamo vedendo ora”.

La “madre di tutte le bolle” nel mercato del debito sovrano è il catalizzatore che probabilmente scatenerà la prossima recessione, secondo Zidle. Per essere ancora più precisi ed espliciti questi si aspetta che l’esplosione della bolla si verifichi tra la metà del 2020 e la fine del 2021.

“Sono diventato più ribassista sulle attuali prospettive economiche. Non mi aspetto una recessione tra sei mesi, ma non credo che sarà lontana più di altri due anni o giù di lì… credo comunque che l’eccesso di debito sovrano potrebbe essere la madre di tutte le bolle”.

Il 2020 potrebbe essere l’anno di una nuova crisi economica mondiale, di dimensioni maggiori alla precedente. Ecco i quattro paesi più a rischio.

Non solo il FMI, ma anche altri organismi come la Banca Mondiale e la Conferenza su Commercio e Sviluppo dell’ONU, hanno avvisato sul rischio recessione mondiale nel 2020. L’incertezza sui mercati, il rischio Brexit, la politica dei dazi di Trump che prima ha provocato la guerra commerciale con la Cina e adesso ha messo in crisi il commercio con l’Europa, così come la crisi dell’industria automobilistica tedesca, rallentano le performance dei mercati e, con questi, la crescita.

Mentre la grande crisi del 2008 era scoppiata negli Usa, a causa dei mutui subprime, e poi era stata trasferita in Europa, adesso il cuore della crisi sarà proprio il vecchio continente. E non saranno i paesi più poveri, quelli che subiranno maggiori sofferenze, ma i più industrializzati. Per questa ragione la recessione potrebbe provocare una crisi strutturale più profonda di quella che ha colpito i paesi dell’eurozona a inizio del secondo decennio del nuovo millennio.

Ecco quali saranno i quattro paesi che rischiano una flessione del PIL: Germania, Messico, Italia e Gran Bretagna.

Germania :  In base a quanto riferito dalla Bundensbank, la Germania entrerà in recessione tecnica se anche nel terzo trimestre del 2019 subirà una crescita negativa. E in effetti, proprio una lieve flessione con una caduta del PIL dello 0,1% è prevista confermarsi per il terzo trimestre, secondo le stime dell’Istituto di Investigazione Economica di Monaco. A incidere negativamente sulla performance economica di Berlino è la crisi del settore automobilistico tedesco, che si reggeva sulle esportazioni, crollate a causa della crisi di domanda internazionale dovuta al rallentamento dei mercati.

Messico:  Il Messico è uno dei paesi con il PIL più alto dell’America Latina e allo stesso tempo, una delle poche nazioni industrializzate nel continente. Tuttavia, a causa delle tensioni con la Casa Bianca, dovute dalle politiche sull’immigrazione, adesso rischia di fronteggiare una recessione. A causa dei tentennamenti sulla firma del trattato commerciale T-Mec, tra Messico Usa e Canada, la crescita zero del paese potrebbe convertirsi in una crescita negativa.

Italia:  L’Italia è stato uno dei paesi con la peggiore performance economica dell’UE, nell’ultimo anno, a causa di una crescita prossima allo zero. Il Paese cresce a un tasso dello 0,3% all’anno. Nell’ultimo trimestre il PIL è aumentato di 0.1 punti.   A peggiorare la situazione dell’economia italiana ci si mettono ora anche i dazi sull’export imposti da Donald Trump il mese scorso, che penalizzano le eccellenze made in Italy. Tariffe sino al 25% del valore di 7,5 miliardi di dollari, che danneggiano produttori di formaggi, vino, olio e pasta e che potrebbero azzerare l’export con gli USA.

Gran Bretagna:  Anche la crescita della GB è stata prossima allo zero. Nonostante tassi di crescita tra lo 0.2 e lo 0.5% allontanino dalla recessione tecnica, l’economia britannica ha subito le ripercussioni delle tensioni con Bruxelles e dell’incertezza Brexit. Questi fattori hanno ravvisato il pericolo recessione e crisi economica in uno delle più forti economie europee e del mondo. (Estratti da Sputnik)

Le micro, piccole e medie imprese italiane non dovrebbero indugiare oltre nel cercare una “ via di scampo”, dovrebbero attivarsi immediatamente per operare nell’area di mercato che, certamente, sarà la meno colpita dalla probabile nuova crisi internazionale.

Made in Italy, Made with Italy, partnership, produzioni delocalizzate, piccoli e grandi investimenti, in Russia/Eurasia, questa la migliore prospettiva per l’imprenditore accorto e previdente che abbia lo scopo di non rimanere completamente invischiato nella nuova “bolla economica”, che gli esperti giudicano la “ madre di tutte le bolle economiche”

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