• Nonostante il deterioramento dell’economia globale la Russia è in grado di mantenere la stabilità economica a lungo termine di tempo. • Aumenta il ruolo strategico del mercato russo, dice Banca Intesa.

• Aumenta il ruolo strategico del mercato russo, dice Banca Intesa.

• Nonostante il deterioramento dell’economia globale la Russia è in grado di mantenere la stabilità economica a lungo termine di tempo. • Aumenta il ruolo strategico del mercato russo, dice Banca Intesa.

L’economia della Russia sta per affrontare una situazione di emergenza a causa della pandemia del coronavirus e del crollo del prezzo del greggio sui mercati internazionali.

Secondo il ministro  delle Finanze della Russia, Anton Siluanov, l’emergenza del coronavirus e molto più pericolosa per il Paese rispetto al calo delle quotazioni petrolifere. “Sono i due fattori molto pericolosi, ma la pandemia del coronavirus richiede più attenzione da parte dell’esecutivo perché incide in maniera molto negativa su interi settori strategici dell’economia nazionale”.

Ciononostante la Russia è in grado di mantenere la stabilità economica a lungo termine di tempo. Lo ha dichiarato il presidente russo, Vladimir Putin, durante un recente incontro al Cremlino con i ministri del nuovo governo di Mikhail Mishustin.

“La Russia, così come il Fondo nazionale per la previdenza sociale, sono in grado di mantenere la stabilità nonostante il deterioramento della situazione economica mondiale”, ha sottolineato il leader del Cremlino.

Particolare attenzione durante l’incontro è stata rivolta alla situazione dei mercati globali delle materie prime sullo sfondo della diffusione del coronavirus COVID-2019 nel mondo.

“Le nostre riserve, tra cui il Fondo nazionale per la previdenza sociale, sono sufficienti a garantire una situazione stabile, nonché l’esecuzione di tutti gli obblighi di bilancio e sociali, nonostante un possibile deterioramento dell’economia globale”, ha detto il presidente russo.

Come ha precisato Putin, le riserve internazionali della Banca Centrale russa ammontano ora a circa 563 miliardi di dollari, mentre il volume del Fondo nazionale per la previdenza sociale supera i 124 miliardi.

“Per quanto riguarda l’impatto dell’epidemia sull’economia globale, dobbiamo monitorare la situazione molto da vicino e decidere rapidamente come rispondere a ciò che sta accadendo sui mercati mondiali”, ha aggiunto Putin.

L’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico ha declassato le previsioni di crescita del Pil per i Paesi del G20.

Ma gli esperti internazionali ritengono che la crescita del Pil della Russia nel 2020 sarà dell’1,2%.

In questa difficile situazione, “il ruolo strategico del mercato russo non fa che aumentare. È necessario garantire la competitività delle imprese italiane in questo mercato, che svolge un ruolo importante anche per l’accesso ai mercati di tutta la Grande Eurasia”.

Lo ha dichiarato il 20 febbraio scorso il presidente di Banca Intesa Russia, fondatore e presidente dell’Associazione “Conoscere Eurasia”, Antonio Fallico, in occasione dell’Ottavo seminario italo-russo a Milano, incentrato sui problemi dell’interazione tra Russia e Italia nei settori dell’economia, dell’industria e della finanza. (Estratto da Russia 24 di Banca Intesa)


La Russia "è in una posizione più favorevole ora rispetto al 2007-2008, è meno dipendente dai mercati occidentali".

La Russia apre agli imprenditori … Italiani – E l’economia globale rischia un’altra “Grande Crisi” ma Mosca può sentirsi sicura – La Russia è un’area di “mercato” dove l’impresa Italiana potrà far fronte ai problemi di criticità internazionale.

Il presidente della Russia, Vladimir Putin: “Tra le priorità dell’agenda legislativa per il prossimo anno vorrei citare il miglioramento del clima imprenditoriale” – Il Cremlino farà tutto il necessario per “far sentire gli imprenditori esteri il più possibile a loro agio sul mercato russo” – Molti recenti studi degli economisti russi dimostrano che gli investimenti esteri sono una delle fonti più importanti del cosiddetto “denaro intelligente” –

Il concetto del “made with Italy”, più volte proposto dal presidente di Banca Intesa Russia, Antonio Fallico, alle imprese russe e italiane aiuta ad accelerare la realizzazione del programma statale di sostituzione dei prodotti d’importazione con gli analoghi prodotti sul territorio russo.

Lo ha sottolineato più volte il presidente di Banca Intesa Russia, Antonio Fallico, che diversi anni fa aveva proposto alle imprese russe e italiane il rivoluzionario concetto di “made with Italy”.

Il “made with Italy” – ha sottolineato il professor Fallico ai margini del Forum economico eurasiatico di Verona – è il nuovo pilastro per il rafforzamento delle relazioni bilaterali tra l’Italia e la Russia e ciò implica una diversa visione di collaborazione economica che sembra già essere recepita”.

Infatti nell’ambito dello sviluppo della cooperazione bilaterale, la Russia e l’Italia lanceranno un marchio congiunto “made with Italy”. Lo ha annunciato Elena Panina, membro della Commissione per gli affari internazionali della Duma di Stato (la Camera bassa del Parlamento), durante un recente incontro del Comitato russo-italiano degli imprenditori della Camera del commercio e dell’industria russa. (estratto da Russia 24 Banca Intesa)

E l’economia globale rischia un’altra “Grande Crisi”, Mosca può sentirsi sicura, rispetto ad altre grandi economie europee.

La Russia “è in una posizione più favorevole ora rispetto al 2007-2008, è meno dipendente dai mercati occidentali”.

Un altro motivo per cui Mosca può sentirsi relativamente sicura, rispetto ad altre grandi economie europee, è la sua massiccia riserva di liquidità e asset. Da gennaio 2015, il Cremlino ha aumentato le riserve del suo fondo di emergenza da $ 376 a $ 557 miliardi, nonostante la profonda recessione e la conseguente scarsa crescita economica. In effetti, le riserve sono ora più grandi di prima della crisi ucraina del 2014, e non lontano dalla situazione precedente alla crisi del 2008, un momento in cui i prezzi del petrolio erano alle stelle.

La dipendenza dalle esportazioni di greggio si è rivelata pericolosa per l’economia russa, con il rublo in forte calo nel 2014, quando i prezzi sono crollati. Desideroso di evitare un avvenimento simile, il governo ha introdotto una “regola fiscale” in cui vengono incassati i ricavi delle vendite di petrolio oltre $ 40 al barile, anziché utilizzati per le spese quotidiane.

Ciò che è interessante è anche la diversificazione delle riserve. Un decennio si trattava quasi esclusivamente di dollari statunitensi, ma ora l’oro rappresenta circa un quinto del totale, il che significa che oltre 100 miliardi di dollari sono attualmente legati al metallo prezioso. Alcuni suggeriscono che la grande attenzione per l’oro, che di solito aumenta di valore durante una crisi, potrebbe far parte dei preparativi per un eventuale nuovo sistema monetario.

Sotto la spinta della de-dollarizzazione le riserve auree della Russia continuano a crescere in risposta all’aggressività delle sanzioni da parte degli Stati Uniti.

Le riserve di liquidità hanno superato il debito del paese. Perché è così importante?

L’impegno della Russia per l’indipendenza, sia politica che economica, sembra aver spinto il paese in una fase nuova. In risposta alle sanzioni occidentali e al crollo dei prezzi del petrolio, le autorità hanno intrapreso la strada dell’accumulo di riserve per garantire la stabilità finanziaria. Come risultato di questa rigorosa disciplina sul debito, il debito pubblico netto del paese è sceso ora sotto lo zero, riporta RBC Daily.

Il debito interno ed estero dello Stato è di circa 248 miliardi di dollari, ovvero il 15% del PIL: meno dell’importo dei contanti presenti nei depositi della Russia nella Banca centrale e nelle banche commerciali (17,6 trilioni di rubli, 269 miliardi di dollari), ovvero il 16,2% del PIL. Le statistiche ufficiali rivelano quindi che il Cremlino, in caso di necessità, potrebbe ripagare facilmente tutti i suoi debiti.

 


La Russia punta a diventare una meta ambita per gli investitori globali.

La Russia punta a diventare una meta ambita per gli investitori globali. – Per il presidente di Banca Intesa: “La Russia dev’essere una delle priorità per il business italiano”

Per il presidente, Vladimir Putin, la stabilità economica e finanziaria della Russia rappresenta “un’ottima garanzia per gli investitori esteri” – Il Cremlino lancia un nuovo programma per ottenere entro il 2024 delle sostanziali promozioni nel rating “Doing Business” della Banca Mondiale –

Antonio Fallico, presidente di Banca Intesa: “La Russia dev’essere una delle priorità per il business italiano” – Sesto seminario italo-russo a Torino, organizzato dall’Associazione “Conoscere Eurasia”: Torino è motore dell’export regionale verso la Russia e argina la contrazione delle esportazioni piemontesi.

Negli ultimi anni la Russia ha raggiunto un alto livello di stabilità economica e finanziaria. Il Cremlino è costantemente impegnato nel miglioramento dei meccanismi di salvaguardia e promozione degli investimenti esteri. Tutti questi fattori garantiscono la tutela dei capitali investiti in Russia. Lo ha dichiarato il presidente russo, Vladimir Putin, durante un recente incontro con i rappresentanti del mondo imprenditoriale tedesco.

“Tutti sono stanchi di calcolare le perdite derivanti dalle sanzioni. La Russia fa parte della grande famiglia europea. Ci siamo sempre comportati in modo molto regolare e stabile nei confronti dei nostri partner economici. Non usiamo mai alcuna leva economica per risolvere questioni politiche. E voglio assicurarvi che ciò rimarrà invariato anche in futuro”, ha dichiarato il presidente Putin, rivolgendosi agli investitori esteri.

Intanto il dibattito governativo relativo all’“Accordo sulla promozione e la salvaguardia degli investimenti” nel complesso è concluso. Alla Duma di Stato, la Camera bassa del Parlamento russo, è stato presentato un pacchetto di progetti di legge basato sulle proposte del ministero delle Finanze: al fine di attirare nuovi grandi investitori dall’estero, le autorità russe stanno puntando sul netto miglioramento delle condizioni economiche e finanziarie per le imprese che hanno preso la decisione strategica di lavorare in Russia.

Negli ultimi anni in Russia sono state create aree di sviluppo avanzato e sono stati stipulati contratti di investimento regionali e specializzati. La disposizione chiave dell’Accordo sulla promozione e la salvaguardia degli investimenti è la cosiddetta “clausola di stabilizzazione”, che tutela gli investitori da eventuali costi aggiuntivi, associati, ad esempio, all’innalzamento dei requisiti sulla qualità dei beni, alla riduzione delle quote, all’introduzione di sanzioni e persino ad una decisione delle autorità, se, ad esempio, dovesse comportare dei ritardi per l’avvio del progetto.

Tale accordo potrà essere stipulato per 6, 12 e 18 anni. Sarà di 6 anni per progetti con propri investimenti fino a 3 miliardi di rubli. Di 12 anni per progetti che superano il costo di tre miliardi di rubli e di 18 anni per i progetti con propri investimenti superiori a 10 miliardi di rubli. Inoltre, la società dovrà avere almeno 100 dipendenti e il suo capitale autorizzato dovrà superare i 50 milioni di rubli oppure il fatturato dovrà essere superiore a 800 milioni di rubli. Il disegno di legge non prevede una gara d’appalto, il progetto sarà sottoposto solo ad un audit finanziario, la cui procedura sarà definita da un ulteriore decreto governativo.

Inoltre, il ministero dello Sviluppo Economico ha creato un nuovo programma per semplificare le procedure amministrative a cui devono far fronte le imprese e che comprende anche alcune misure volte, in particolare, ad innalzare entro il 2024 la posizione della Russia nel rating “Doing Business” della Banca Mondiale.

Complessivamente, il programma “Trasformazione del clima imprenditoriale” preparato dal ministero dello Sviluppo Economico definisce sedici direzioni principali, tra cui l’edilizia urbana, la regolamentazione doganale, lo sviluppo delle esportazioni, l’ecologia e altro ancora. In questo modo il governo russo prevede di adempiere ad un altro compito prefissato da Putin: aumentare entro il 2024 la quota degli investimenti nell’economia fino al 25%, ovvero di circa 4 punti percentuali.

La versione aggiornata del piano comprende misure relative ai cinque nuovi settori presi in considerazione dalla Banca Mondiale, come ad esempio la registrazione accelerata degli immobili, il collegamento rapido alla rete elettrica e l’ottenimento dei permessi di costruzione. Quest’anno, gli ultimi due indicatori sono gli unici grazie a cui la Russia ha migliorato la propria posizione nel rating “Doing Business”: si è infatti classificata al 7° posto per quanto riguarda l’accesso alle reti elettriche di cinque linee, mentre in termini di ottenimento dei permessi di costruzione è passata dal 48° al 26° posto. Per quanto riguarda la registrazione delle proprietà, il paese ha mantenuto finora il suo 12° posto.

In base al nuovo piano, per quanto concerne la registrazione della proprietà, la Russia dovrebbe avanzare di quattro posizioni in una sola volta, fino all’ottavo posto. Saranno notevolmente ridotti i tempi di registrazione per passare a forme standard di contratti elettronici per tutti i tipi di transazioni immobiliari e si darà l’autorizzazione a registrare i diritti di proprietà immediatamente dopo la messa in servizio degli impianti.

Il numero di procedure per l’ottenimento dei permessi di costruzione dovrebbe essere ridotto da 15 a 13 e il tempo necessario per la loro esecuzione dovrebbe passare da 194 a 136 giorni. Se tale obiettivo sarà raggiunto, il costo delle procedure amministrative per la costruzione di un piccolo impianto di produzione ammonterà all’1,1% del suo valore. Infine va notato che il Cremlino prevede di passare entro il 2024 dall’attuale 50° al 30° posto per quanto riguarda i criteri di tassazione. Nel dicembre del 2020, il ministero dello Sviluppo Economico intende far introdurre dal governo una legge che eviti alle società non quotate in borsa di effettuare la revisione obbligatoria dei bilanci annuali a seconda della decisione dell’Assemblea generale degli azionisti. E nel marzo 2020, verrà inoltrata una relazione con la proposta di svolgere le assemblee generali degli azionisti in formato online. Oltre alle misure relative al rating “Doing Business”, il ministero dello Sviluppo Economico ha aggiunto più di un centinaio di nuove misure al piano per stimolare la crescita degli investimenti. La maggior parte di esse è già in corso di attuazione e riguarda la riforma del sistema russo di controllo e di supervisione.

La Russia ascolta attentamente i suggerimenti degli investitori riguardo alle possibilità di migliorare il clima finanziario ed economico nel Paese. Il Cremlino di recente ha lanciato alcuni importanti programmi d’investimento e in questo contesto “lo sviluppo della cooperazione con la Russia deve diventare una delle priorità per le aziende italiane”. ( Tratto da Russia 24 di Banca Intesa)


Per il vostro business nel mercato russo una proposta unica nel suo genere

Per il vostro business nel mercato russo/Eurasia una proposta unica nel suo genere

La nostra organizzazione offre l’unico reale e pratico supporto, tramite il nostro esclusivo servizio d’introduzione nel mercato dell’area russa, studiato a misura e a basso impatto economico.  Alla portata anche della più piccola impresa.

La nostra partnership per il mercato dell’area russa prevede una prova d’introduzione di 18 mesi durante i quali noi saremo il vostro ufficio di Mosca, promuoveremo la vostra azienda, vi presenteremo ai vostri potenziali clienti in tutta la Federazione Russa e gli altri mercati Eurasia.

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Gestiremo ordini, transazioni, ogni fase amministrativa, trasporti, sdoganamenti, certificazione, garanzie, post vendita, problem solving, ecc.

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Perché una partnership, per i vostri affari in Russia/Eurasia, con la nostra organizzazione?

Noi siamo imprenditori come lo sono i titolari delle imprese italiane che si rivolgono a noi per il mercato russo e parliamo quindi la stessa lingua concreta,  quella della ricerca di opportunità di mercato, di fatturati e di reddito. 
Noi non proponiamo le solite “missioni”, approcci e ricerche inutili, interventi spot, servizi temporanei, azioni a distanza.

Noi saremo VOI nel mercato dell’Area Russa, il vostro ufficio di Mosca, noi ci assumiamo il ruolo della vostra impresa, ovvero noi diventiamo l’azienda stessa che opera nel mercato Russo.

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Una direzione italiana di tutta l’organizzazione con una competenza “assoluta” nel mercato russo  data dalla costante presenza a Mosca da oltre 17 anni,  ed una esperienza di oltre 30 anni nella direzione e servizi alle imprese. 

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• Imprese italiane la via di scampo potrebbe essere operare a tutto campo nel Mercato Russo- Eurasia. Le micro, piccole e medie imprese italiane non dovrebbero indugiare oltre…

• Esperto americano: ha parlato di quella che secondo lui potrebbe essere “la madre di tutte le bolle” economiche. – • Imprese italiane la via di scampo potrebbe essere operare a tutto campo nel Mercato Russo- Eurasia. Le micro, piccole e medie imprese italiane non dovrebbero indugiare oltre…• FMI, Banca Mondiale e…. rischio recessione mondiale….

  • Esperto americano: ha parlato di quella che secondo lui potrebbe essere “la madre di tutte le bolle” economiche.
  • FMI, Banca Mondiale e…. la Conferenza su Commercio e Sviluppo dell’ONU : rischio recessione mondiale nel 2020.
  • Imprese italiane la via di scampo potrebbe essere operare a tutto campo nel Mercato Russo- Eurasia. Le micro, piccole e medie imprese italiane non dovrebbero indugiare oltre…

Non molto rosee, per usare un eufemismo, le previsioni di Joe Zidle, capo stratega agli investimenti della Blackstone di New York. Zidle spiega che ogni ciclo economico termina con un eccesso di debito sovrano ma questa volta il debito sovrano in eccesso potrebbe essere “la madre di tutte le bolle”.

Lo stratega afferma che elementi come il fallimento nel mercato dei pronti contro termine, il debito a rendimento negativo, i premi a termine fortemente negativi, i conflitti commerciali in tutto il mondo e il crollo della produzione, appaiano erroneamente come tutti non correlati in questo momento.

“Verso la fine di ogni ciclo economico, spesso riceviamo avvisi che sembrano non essere correlati tra loro”, afferma “ed è solo con il senno di poi che ci rendiamo conto che invece non erano affatto casuali”.

​Gli investitori lo hanno visto durante il periodo precedente e successivo a quello della bolla immobiliare, “e lo siamo vedendo ora”.

La “madre di tutte le bolle” nel mercato del debito sovrano è il catalizzatore che probabilmente scatenerà la prossima recessione, secondo Zidle. Per essere ancora più precisi ed espliciti questi si aspetta che l’esplosione della bolla si verifichi tra la metà del 2020 e la fine del 2021.

“Sono diventato più ribassista sulle attuali prospettive economiche. Non mi aspetto una recessione tra sei mesi, ma non credo che sarà lontana più di altri due anni o giù di lì… credo comunque che l’eccesso di debito sovrano potrebbe essere la madre di tutte le bolle”.

Il 2020 potrebbe essere l’anno di una nuova crisi economica mondiale, di dimensioni maggiori alla precedente. Ecco i quattro paesi più a rischio.

Non solo il FMI, ma anche altri organismi come la Banca Mondiale e la Conferenza su Commercio e Sviluppo dell’ONU, hanno avvisato sul rischio recessione mondiale nel 2020. L’incertezza sui mercati, il rischio Brexit, la politica dei dazi di Trump che prima ha provocato la guerra commerciale con la Cina e adesso ha messo in crisi il commercio con l’Europa, così come la crisi dell’industria automobilistica tedesca, rallentano le performance dei mercati e, con questi, la crescita.

Mentre la grande crisi del 2008 era scoppiata negli Usa, a causa dei mutui subprime, e poi era stata trasferita in Europa, adesso il cuore della crisi sarà proprio il vecchio continente. E non saranno i paesi più poveri, quelli che subiranno maggiori sofferenze, ma i più industrializzati. Per questa ragione la recessione potrebbe provocare una crisi strutturale più profonda di quella che ha colpito i paesi dell’eurozona a inizio del secondo decennio del nuovo millennio.

Ecco quali saranno i quattro paesi che rischiano una flessione del PIL: Germania, Messico, Italia e Gran Bretagna.

Germania :  In base a quanto riferito dalla Bundensbank, la Germania entrerà in recessione tecnica se anche nel terzo trimestre del 2019 subirà una crescita negativa. E in effetti, proprio una lieve flessione con una caduta del PIL dello 0,1% è prevista confermarsi per il terzo trimestre, secondo le stime dell’Istituto di Investigazione Economica di Monaco. A incidere negativamente sulla performance economica di Berlino è la crisi del settore automobilistico tedesco, che si reggeva sulle esportazioni, crollate a causa della crisi di domanda internazionale dovuta al rallentamento dei mercati.

Messico:  Il Messico è uno dei paesi con il PIL più alto dell’America Latina e allo stesso tempo, una delle poche nazioni industrializzate nel continente. Tuttavia, a causa delle tensioni con la Casa Bianca, dovute dalle politiche sull’immigrazione, adesso rischia di fronteggiare una recessione. A causa dei tentennamenti sulla firma del trattato commerciale T-Mec, tra Messico Usa e Canada, la crescita zero del paese potrebbe convertirsi in una crescita negativa.

Italia:  L’Italia è stato uno dei paesi con la peggiore performance economica dell’UE, nell’ultimo anno, a causa di una crescita prossima allo zero. Il Paese cresce a un tasso dello 0,3% all’anno. Nell’ultimo trimestre il PIL è aumentato di 0.1 punti.   A peggiorare la situazione dell’economia italiana ci si mettono ora anche i dazi sull’export imposti da Donald Trump il mese scorso, che penalizzano le eccellenze made in Italy. Tariffe sino al 25% del valore di 7,5 miliardi di dollari, che danneggiano produttori di formaggi, vino, olio e pasta e che potrebbero azzerare l’export con gli USA.

Gran Bretagna:  Anche la crescita della GB è stata prossima allo zero. Nonostante tassi di crescita tra lo 0.2 e lo 0.5% allontanino dalla recessione tecnica, l’economia britannica ha subito le ripercussioni delle tensioni con Bruxelles e dell’incertezza Brexit. Questi fattori hanno ravvisato il pericolo recessione e crisi economica in uno delle più forti economie europee e del mondo. (Estratti da Sputnik)

Le micro, piccole e medie imprese italiane non dovrebbero indugiare oltre nel cercare una “ via di scampo”, dovrebbero attivarsi immediatamente per operare nell’area di mercato che, certamente, sarà la meno colpita dalla probabile nuova crisi internazionale.

Made in Italy, Made with Italy, partnership, produzioni delocalizzate, piccoli e grandi investimenti, in Russia/Eurasia, questa la migliore prospettiva per l’imprenditore accorto e previdente che abbia lo scopo di non rimanere completamente invischiato nella nuova “bolla economica”, che gli esperti giudicano la “ madre di tutte le bolle economiche”

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“Le imprese lombarde generano circa il 28% dell’export italiano e, in media, il 45% del loro fatturato deriva dal rapporto commerciale con l'estero.

Le imprese lombarde mantengono forte la propensione all’internazionalizzazione, ed il fatturato realizzato all’estero, compreso anche quello delle micro e piccole imprese, copre il 45% del totale. La Russia è il primo paese target per il biennio 2020-2022.

L’export resta la forma privilegiata di presenza nei mercati esteri per le imprese internazionali lombarde, ma la filiera lombarda per prossimità, qualità e diversità delle competenze resta strategica. Nel biennio 2017-2019 i principali mercati sono stati Germania, Francia e Spagna mentre per il prossimo ciclo, 2020-2022 i rimi Paesi target sono Russia, Germania e Stati Uniti.

E’ questa in sintesi la fotografia che emerge dall’edizione 2019 del rapporto ‘Le imprese lombarde nelle catene globali del valore’ realizzato da Confindustria Lombardia, in collaborazione con Sace Simest e ISPI, con il coordinamento scientifico del Centro Studi di Assolombarda ed il coinvolgimento delle altre Associazioni territoriali socie.

“Le imprese lombarde generano circa il 28% dell’export italiano e, in media, il 45% del loro fatturato deriva dal rapporto commerciale con l’estero.

Dal rapporto, però, emerge anche la contenuta presenza diretta delle nostre aziende sui mercati esteri con proprie strutture commerciali o di produzione. Lavorare per colmare questo gap rappresenta un’opportunità per continuare a migliorare la vocazione internazionale del sistema lombardo”. – ha commentato Enrico Cereda, Vicepresidente di Assolombarda con delega a Internazionalizzazione ed Europa

Guardando alla geografia dei dati presenti nel rapporto, emerge come l’Unione Europea resti l’area principale di destinazione delle vendite, mentre la Cina è il primo paese di delocalizzazione delle sedi produttive. Per il biennio 2020-22 sono Russia, USA e Germania i principali Paesi target ed Assolombarda individua nella ricerca di partner esteri e nella creazione di maggiori opportunità di incontri B2B i servizi di maggiore interesse richiesti dalle imprese associate. ( estratto da Sputnik)

Dalla indagine per l’internazionalizzazione di Assolombarda si rileva un elevato interesse per il mercato russo:

  • la tendenza delle piccole imprese a investire in modo deciso in pochi Paesi concentrando così i propri sforzi. Attualmente le grandi imprese servono in media 36 Paesi, le medie 30, le piccole 17 e le micro 9.
  • rivestono un peso importante Cina e Russia.
  • Tra le geografie di interesse per lo sviluppo di rapporti futuri emerge in cima alla classifica la Russia – un Paese che già nell’edizione 2017 compariva come il primo desiderata delle imprese. Il fatto che lo si ritrovi ancora nel 2019 appena al nono posto nella classifica per vendite, e assente dalla top10 per sedi commerciali e sede produttive, suggerisce come il notevole interesse delle imprese per quel mercato si scontri con difficoltà operative di accesso.
  • Il fatturato all’estero incide per il 45% del totale, dal 38% delle micro e 41% delle piccole imprese al 51% delle medie, al 58% delle grandi e mostra una tendenza positiva nel tempo.   www.consultpartners.org

mercato Eurasia, CEE

Anche le piccole imprese italiane possono permettersi una partnership per il mercato russo/Eurasia

Consulenti & Partners – Sede delle aziende italiane a Mosca
L’unica organizzazione strutturata che supporta le PMI italiane nel mercato russo/Eurasia

CON LA NOSTRA PARTNERSHIP A BASSO IMPATTO ECONOMICO ANCHE LE PICCOLE IMPRESE ITALIANE POSSONO PERMETTERSI DI APPROCCIARE IL MERCATO DELL’AREA RUSSA.

Un intervento specializzato che solo noi siamo in grado di offrire avendo al nostro interno tutte le competenze per affrontare questo mercato con le più ampie probabilità di successo.

Partnership per il vostro inserimento e sviluppo come vostra sede/ufficio a Mosca, una nostra esclusiva proposta a basso impatto economico, mirata per la piccola impresa italiana.

Vi offriamo una prova d’introduzione nel mercato di tutta l’area russa con la nostra partnership per 18 mesi.

Una nostra project manager che si occuperà della vostra azienda e del vostro prodotto dalla sede di Mosca e che potrà essere in contatto diretto con voi.
La presentazione della vostra azienda e prodotto agli interlocutori del vostro target di mercato un tutta l’area ad influenza Russa.
La gestione e lo sviluppo del mercato in ogni area della Federazione Russa e le altre nazioni di Eurasia.
La nostra organizzazione a Mosca sarà il vostro ufficio/sede/filiale in Russia, un vostro referente diretto per il mercato.

la nostra organizzazione come vostro ufficio di Mosca offrirà maggiori garanzie ai compratori che, come di prassi, pagano le merci anticipatamente necessitando quindi di un referente qualificato sul posto per ogni evenienza.

AL NOSTRO INTERNO OGNI COMPETENZA E PERSONALE SPECIALIZZATO PER GESTIRE DIRETTAMENTE:
trasporti e sdoganamenti, certificazioni, transazioni valutarie, gestioni commerciali, gestioni amministrative, marketing, garanzie, problem solving.
Costituzione societarie, con domiciliazione, amministrazione e direzione.
Apertura attività commerciali e acquisizione portafogli clienti.
Apertura attività produttive con gestione e controllo amministrativo e operativo.

Un’occasione unica nel suo genere per approcciare il mercato dell’Area Russa con un basso impatto economico e con a migliore partnership in area. info@consultpartners.org     www.consultpartners.org


Vipinitalia espone e promuove le aziende italiane che operano in partnership con la sede di Mosca di Consulenti & Partners

VIPINITALIA: la vetrina delle aziende gestite in Russia da Consulenti & Partners

Consulenti & Partners Sede delle aziende Italiane a Mosca
 
Vipinitalia espone e promuove le aziende italiane che operano in partnership con la sede di Mosca di Consulenti & Partners, gruppo che dal 2003 è presente nel mercato Russo/Eurasia a supporto degli imprenditori italiani  nel loro inserimento e sviluppo nel mercato.
Oggi Consulenti & Partners  è diventato il partner più qualificato e privilegiato, della piccola impresa italiana, per il business nel mercato di Eurasia, UEE, Unione Economica Eurasiatica di cui fanno parte ad oggi Russia, Bielorussia, Kazakistan, Armenia e Kirghizistan.
 
Con la ormai sperimentata formula della partnership, Consulenti & Partners agisce di fatto come sede a Mosca delle imprese italiane che vogliono operare in questa vasta area di mercato.
 
Come sede/ufficio della stessa azienda italiana, Consulenti & Partners, opera commercialmente come se fosse l’azienda stessa sul posto, assumendosi la gestione completa di ogni “fattore” di mercato: presentazione, promozione e trattativa, trasporti e sdoganamenti, amministrazione, garanzie, post vendita e problem solving.
 
Consulenti & Partners dispone al proprio interno di ogni competenza con specialisti che si occupano direttamente di: trasporti e sdoganamenti, certificazioni, transazioni valutarie, gestioni commerciali, gestioni amministrative, marketing, garanzie, problem solving, apertura e domiciliazioni societarie, e………….. molto altro ancora.
 
La direzione generale  di Consulenti & Partners è italiana con ultradecennale esperienza nella dirigenza d’impresa e del mercato russo, e la direzione operativa e amministrativa di collaboratori russi che parlano italiano, consentono alla sede di Mosca di Consulenti & Partners di agire come farebbe lo stesso imprenditore italiano nel suo mercato.
Consulenti & Partners è già sede giuridica di varie imprese italiane che ci hanno incaricato di aprire, attivare, gestire e amministrare una loro società a Mosca.
 
Le imprese italiane con la partnership di Consulenti & Partners offrono così all’interlocutore di questa area di mercato un rapporto diretto, senza intermediazioni, con la possibilità di operare nella lingua locale, con specialisti locali, offrendo reali garanzie in area e non a distanza, con la possibilità di risoluzione immediata di qualsiasi problematica ed esigenza, e con un supporto costante nelle relazioni commerciali, contrattuali e personali.
 
Le imprese italiane dispongono così, in questa area di mercato, di un proprio ufficio, gestito in autsorcing, da una direzione italiana sul posto che risponde e opera per la stessa impresa italiana, con project manager interni che si occupano dell’azienda e della presentazione del prodotto lavorando direttamente dagli uffici della sede di Mosca di Consulenti & Partners.
 
Si creano così rapporti diretti fra imprese italiane e interlocutori di questo mercato, senza ulteriori passaggi costosi, senza costose intermediazioni, completamente assistiti in lingua locale, con tutte le garanzie offerte in area, senza le difficoltà della distanza internazionale.
 
Rapporti che consentono di ottenere le migliori condizioni di mercato, i migliori trattamenti contrattuali, un’ ottima regolamentazione e controllo del mercato per il rispetto di esclusive di area, un veloce ed efficace problem solving, una particolare cura della clientela.
 
Le imprese italiane interessate alla partnership con Consulenti & Partners vengono accettate solo dopo verifiche di affidabilità e sopralluoghi in azienda per accertarne il prodotto e la produzione, verifica del target di clientela servita, visionare le proposta commerciali per il mercato casalingo e quello estero.
 
Le aziende vengono contrattualizzate dopo queste verifiche e sottoscrivono una clausola che le impegna ad offrire nel mercato dell’Area Russa il miglior prezzo alle migliori condizioni possibili.    www.consultpartners.org

le piccole imprese italiane che provano ad inserirsi e fare business in Russia

Banca Mondiale segnala crescita economica da record in Russia. – La Russia è entrata nella top ten dei paesi europei “di investimento” – Molte le piccole imprese italiane che ci “provano” in Russia. – Il 2020 sarà proclamato Anno dell’imprenditorialità in Russia.

  • Nel report della Banca Mondiale “Perspettive dell’economia mondiale: crescita delle tensioni, calo degli investimenti”. E segnala una crescita dell’economia russa da record nel 2018.

Secondo il report l’anno scorso la Russia ha raggiunto il record degli ultimi 6 anni, con una crescita economica del 2,3%.

La crescita è stata immune a fattori negativi come il rafforzamento delle sanzioni e la pressione del mercato finanziario mondiale.

  • La Russia è entrata nei primi 10 paesi che guidano il numero di progetti di investimenti esteri diretti (IED) in Europa. A proposito di questo giornale “Izvestia” con riferimento alla società di audit e studio “Studio di attrattività degli investimenti dei paesi europei” EY.

Come notato , entro la fine del 2018, la Russia si è classificata al nono posto nella classifica e gli investitori stranieri hanno investito in 211 progetti russi.

La maggior parte di tutti i progetti di investimento diretti in Russia sono stati ricevuti da società americane e da società provenienti da Germania, Cina e Francia.

Il leader era il settore agroalimentare (32 progetti), seguito dalla produzione di macchinari e attrezzature (29 progetti), prodotti chimici (19 progetti), plastica (21 progetti).

  • E sono un buon numero le piccole imprese italiane che provano ad inserirsi e fare business in Russia con l’intenzione anche di attivare società proprie e partnership con imprese e distributori russi.

Sembra che le piccole aziende italiane abbiano maggiore vivacità di quelle più dimensionate, e a differenza di queste ultime hanno smesso di piangersi addosso e si sono rimboccate le maniche alla ricerca di nuovi sbocchi.

La Russia e la EAEC sembrano essere i mercati più appetibili per questi piccoli ma determinati imprenditori che producono nei settori più disparati: macchinari per alimenti, impianti, accessori, componentistica meccanica, macchinari e componenti elettrici, Pet Food, imballaggi speciali, integratori, ecc., hanno intrapreso il loro cammino verso un’area di mercato, Russia-Eurasia, vicina e in sviluppo, grazie anche al supporto di una delle più consolidate società di consulenza con presenza ultradecennale a Mosca, che permette loro di approcciare il mercato con una proposta a basso impatto economico.

  • L’anno dell’imprenditorialità in Russia si terrà nel 2020 nell’ambito del progetto nazionale “Piccole e medie imprese e sostegno alle singole iniziative”. Il presidente russo, Vladimir Putin, che sostiene sempre attivamente lo sviluppo di iniziative imprenditoriali private nel Paese, firmerà a breve il decreto “L’anno dell’imprenditorialità nella Federazione Russa”.

Secondo il Cremlino, “questo evento permetterà di svolgere un lavoro sistematico per promuovere l’imprenditorialità e dare impulso alla promozione attiva delle imprese sui mercati esteri. “Il popolo russo non vuole più sentire da noi delle promesse astratte, la gente non vuole più ascoltare programmi e progetti, né ammirare i grafici che accompagnano tutti questi documenti. La gente esige dei risultati concreti, e subito.

(Estratti da: Sputnik; Banca Intesa; russiaaffari.blog; C&P)

 


Mercato Eurasia gestito da l vostro ufficio di Mosca

Consulenti & Partners Sede delle aziende Italiane a Mosca – Consulenti & Partners cambia aspetto e si adatta alle esigenze delle imprese e alla continua evoluzione del mercato dell’Area Russa.

Consulenti & Partners Sede delle aziende Italiane a Mosca
Consulenti & Partners cambia aspetto e si adatta alle esigenze delle imprese e alla continua evoluzione del mercato dell’Area Russa.

Diviene così il partner più qualificato e privilegiato per il business nel mercato di Eurasia, UEE, Unione Economica Eurasiatica di cui fanno parte ad oggi Russia, Bielorussia, Kazakistan, Armenia e Kirghizistan.

Con la ormai sperimentata formula della partnership, Consulenti & Partners agisce e di fatto diviene la sede a Mosca delle imprese italiane che vogliono operare in questa vasta area di mercato.

La proposta di Consulenti & Partners prevede una formula a basso impatto economico per l’azienda italiana, così da poter permettere anche alle piccole imprese di provare ad intraprendere il mercato russo con il minimo impegno economico e praticamente a rischio zero.

Una prova d’introduzione nel mercato che, data la vastità territoriale e le differenti caratteristiche delle varie aree, non può essere inferiore ai 18 mesi, durante la quale ogni costo di marketing, presentazione e gestione è a carico di Consulenti & Partners.

La gestione completa di ogni “fattore” di mercato dalla promozione alla trattativa, trasporti e sdoganamenti, amministrazione, garanzie, post vendita e problem solving sarà trattata direttamente dagli specialisti interni di Consulenti & Partners.

Lo sviluppo e la gestione del mercato nella fase successiva alla prova di 18 mesi, nel caso di successo e trend positivo.

Consulenti & Partners è in grado di agire, di essere, e di fatto lo è, l’ufficio di Mosca di ogni azienda italiana che decide di aderire alla partnership.
La direzione generale italiana con ultradecennale esperienza nella dirigenza d’impresa e del mercato russo, la direzione operativa e amministrativa di collaboratori russi che parlano italiano, consentono alla sede di Mosca di Consulenti & Partners di agire come farebbe lo stesso imprenditore italiano nel suo mercato.
Un rapporto fra imprenditori con la stessa esigenza, creare fatturato, fare business.

Consulenti & Partners è già sede giuridica di imprenditori che ci hanno incaricato di aprire, attivare, gestire e amministrare una loro società a Mosca.
Consulenti & Partners è in grado di operare per la costituzione di società giuridiche russe, start-up di aziende produttive e commerciali, partnership ai vari livelli, gestioni amministrativi e contabili.
Il problem solving è una prerogativa di Consulenti & Partners.


Russia,Bielorussia,Kazakistan,Tajikistan,Kyrgystan

Eurasia strategica per l’export Made in Italy. – Sanzioni motivate da pressioni politiche esterne. – Tedeschi: “l´embargo è solo per voi italiani”. – UE condizionata dalla NATO. – Putin: noi ci fidiamo del governo italiano.

Quando vennero enunciate le prime sanzioni e l´Europa voltò le spalle alla Russia, questa realizzò un´alleanza intergovernativa ed un´unione politica e commerciale con altri Paesi dell´Est e del Far East, all´interno dei quali potesse essere sviluppato un mercato di libero scambio.

Bisogna considerare il fatto che la Federazione Russa è completamente autonoma dal punto di vista energetico, che soddisfa il proprio fabbisogno interno all´83% con fonti rinnovabili (in primis idroelettriche) e che incanalerà ora il grande surplus petrolifero verso i ricchi mercati del Far East, assetati di energia, per prima la Cina.

Il problema, quindi, rimane europeo, fortemente condizionato dalle esigenze della NATO, la quale, per esistere e perdurare, deve assolutamente disporre di un nemico da poter combattere.

Ecco allora la nascita di tre alleanze eurasiatiche: SCO, BRICS e Commissione Economica Eurasiatica.

La SCO-Shanghai Cooperation Organization, raggruppava inizialmente cinque Stati: la Federazione Russa, la Cina, il Kazakhstan, il Kyrgyzstan e il Tajikistan, ai quali si sono successivamente associati l´Uzbekistan, l´India e il Pakistan, per un totale di circa 3 miliardi e duecento milioni di abitanti, quindi circa la metà della popolazione mondiale.

Da ciò si può ben comprendere che tutte le imprese insediate nei paesi SCO, potrebbero non aver più bisogno di esportare in Occidente, in quanto il loro mercato è enorme e potrebbe benissimo essere in grado di saturare la loro produzione.

Un´altra associazione tra Paesi non integrati con l´Unione Europea è quella contraddistinta mediante l´acronimo BRICS, che deriva dalle iniziali dei paesi fondatori: Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica.
Si tratta di cinque economie emergenti ed a forte crescita, con un PIL. Anche in questo caso i paesi aderenti rappresentano circa la metà della popolazione mondiale e si sono impegnati per un libero scambio, svincolato dalla supremazia del dollaro quale valuta di riferimento, annunciando anche la volontà di adottare una nuova valuta di riserva globale, che dovrebbe essere “diversificata, stabile e prevedibile”

Tutto ciò premesso si tratta ora di comprendere quanto la cecità del nostro governo impedisca di fatto alle aziende italiane di cooperare con quelle della Federazione Russa e dei Paesi aderenti ad Eurasia e ciò a causa di embarghi e sanzioni, motivati da aleatorie pressioni politiche esterne.

– E quanto anche il governo attuale faccia veramente nonostante i vari e ripetuti “proclami” in disaccordo con le sanzioni, per mettere fine a questa inutile, ingiusta e “masochista” adesione forzata al “dictat” di oltre oceano – Nonostante il presidente russo Vladimir Putin non avesse nascosto, a suo tempo, la propria ammirazione per la svolta italiana: “Sappiamo che l’economia italiana ha delle basi molto solide, noi ci fidiamo di tutto quanto sta facendo il governo italiano e siamo sicuri che i problemi saranno risolti”. ( ndr)

– “I rapporti politici italo-russi sono eccellenti, ma…non si può essere contrari alle sanzioni e poi applicarle. Certamente ci vuole lealtà nei confronti dell’Ue ma la lealtà si può manifestare anche esprimendo dissenso, prima o poi”.
“Mentre l’Unione economica eurasiatica è un processo non breve ma in evoluzione, nell’Ue si assiste a un processo di disgregazione determinato da uno sviluppo economico disomogeneo. L’Eurasia è una possibilità per mitigare queste difficoltà, ma a oggi non ne approfittiamo… ( dichiarazione del presidente di Conoscere Eurasia e di Banca Intesa Russia, Antonio Fallico)

Per finire, desidero solo ricordare l´incontro avuto presso una grande compagnia russa con gli esponenti di una multinazionale tedesca.
Alla mia domanda su come facessero a vendere in Russia, viste le sanzioni e le limitazioni, mi stato risposto con il loro inconfondibile accento teutonico “l´embargo è solo per voi italiani”.

(Prof. Franco C. Grossi Esperto della Federazione Russa al Ministero della Scienza a Mosca – estratto dal Giornale Diplomatico)


Made with Italy”: il futuro è produrre in Russia. Ulteriore possibilità per le aziende che vorrebbero espandersi. Consulenti & Partners ormai da tempo supporta le PMI italiane nel loro “Made with Italy”.

Negli ultimi anni la politica economica russa ha intrapreso una strada che direttamente o indirettamente è legata alla questione delle sanzioni incrociate con l’Occidente.
In particolare, Mosca ha lanciato un piano di sostituzione delle importazioni, il cosiddetto “Import Substitution Plan”, con l’obiettivo di ridurre le importazioni del 50% entro il 2020 e sostituire nel tempo i beni provenienti dall’estero con prodotti sul territorio russo. Questa scelta ha spinto le aziende italiane fortemente colpite dalle sanzioni e interessate a mantenere la loro presenza nell’area di passare dal “Made in Italy” al “Made with Italy” che in sostanza significa rafforzare la produzione in loco conservando elevati standard di eccellenza.
— La Russia ha bisogno della tecnologia di investitori italiani e l’Italia non vuole perdere l’attraente mercato russo e quello euroasiatico. In attesa di una soluzione al problema delle sanzioni introdotte dall’Unione europea, Mosca e Roma hanno trovato una formula “Made in Russia with Italy”. Considera proficuo questo modo di fare affari? (Sputnik si è rivolto a Alessandro Grando)

— Io credo che questo fare da tramite (se così si può dire) in questo momento è fondamentale anche perché la maggior parte delle aziende italiane sono rivolte all’interno del mercato del paese. E da questo punto di vista è sconosciuto tutto quello che riguarda il commercio con l’estero e anche con la Russia. Quindi è fondamentale che ci sia una realtà come “Made with Italy”.

— Il mercato italiano oggi è un mercato in crisi. L’economia non cresce e c’è anche molta sfiducia da parte degli investitori. Quindi oggi le imprese italiane fanno veramente molta fatica ad andare avanti, per cui investire in Russia in questo momento è un modo migliore per diversificare la propria attività e un’ulteriore possibilità per le aziende che vorrebbero espandere.

Per SACE la Russia è il secondo paese per valore del portafoglio investimenti e progetti e Sputnik ha domandato a Sace: non avete paura ad essere così tanto esposti?

…la Russia si è confermato un sistema economico in chiara ripresa, aiutato anche da un ciclo congiunturale che, chiaramente, con l’aumento dei prezzi del petrolio rende questa ripresa ancora più solida e, come ribadisco sempre, il governo russo e tutto il sistema hanno dimostrato di avere grandi capacità di gestione di situazione che potenzialmente potevano essere critici.
…Allargando la prospettiva: vendere in Russia ma non solo, credo che il concetto più volte rilanciato di passare dal «Made in» al «Made with» sia un concetto particolarmente calzante per il contesto russo e rappresenta un’opportunità per le aziende italiane…..credo che le aziende italiane abbiamo un livello di competenze e flessibilità che le rende particolarmente adatte a raccogliere questa sfida. ( estratti da Sputnik)

Consulenti & Partners, nota organizzazione a direzione Italiana, che da18 anni in Russia, supporta le aziende italiane per la loro delocalizzazione nel mercato di Eurasia, già da tempo si è organizzata non solo per aiutare le imprese italiane a fare mercato in Russia con le loro produzioni, ma anche attivando strutture commerciali e produttive di aziende italiane che hanno voluto aprire in Russia loro dirette attività. In particolare Consulenti & Partners è specializzata nel dare supporto alle piccole e medie imprese riducendo al minimo gli investimenti/costi e sollevandole da ogni problematica per la realizzazione del loro business in Russia, anche nel caso del “Made with Italy”, con tutte le competenze al proprio interno compreso la gestione amministrativa/fiscale, trasporti e pratiche doganali, costituzione, domiciliazione e direzione di società, controllo produttività e regolarità contabili, e problem solving.


L’UNIONE ECONOMICA EURASIATICA E’ UN MERCATO STRATEGICO PER L’ITALIA

L’UNIONE ECONOMICA EURASIATICA E’ UN MERCATO STRATEGICO PER L’ITALIA:
supera i 5,7 miliardi di euro l’interscambio tra l’Italia e l’Unione Economica Eurasiatica (UEE), il mercato di libero scambio tra Russia, Kazakistan, Bielorussia, Armenia e Kirghizistan che, nel corso del primo trimestre 2018, ha importato made in Italy per più di 2 miliardi di euro, in aumento dell’1,7%…. nel 2017 (+19,3%), la Russia si conferma l’economia di riferimento per le aziende italiane in Eurasia ( Russia news)

DA UN’ELABORAZIONE DELLA CAMERA DI COMMERCIO DI MILANO MONZA BRIANZA LODI su dati Istat a giugno 2018 e 2017 emerge che Eurasia con Bielorussia, Kazakistan, Russia, Armenia, Kirghizistan: questi mercati della zona di libero scambio e spazio economico comune dell’Eurasia valgono per la Lombardia …che aumenta del 12,6%…. (Messaggero M. economia)

IN CRESCITA L’INTERSCAMBIO TRA L’ITALIA E I PAESI DELL’EURASIA ….(il Sole 24ore)

EURASIA: 850 LE AZIENDE ITALIANE CHE OPERANO IN RUSSIA E….CON UN VOLUME D’AFFARI DI 23 MLD DI EURO ( Primapress)

Il vostro business nel mercato russo. Il vostro miglior partner.
Una proposta esclusiva unica nel suo genere.
Una prova d’introduzione di 18 mesi.

La nostra organizzazione offre l’unico reale e pratico supporto, tramite il nostro esclusivo servizio d’introduzione nel mercato dell’area russa, studiato a misura e a basso impatto economico: alla portata anche della più piccola impresa.

La nostra partnership per il mercato dell’area russa prevede una prova d’introduzione di 18 mesi durante i quali noi saremo il vostro ufficio di Mosca, promuoveremo la vostra azienda, vi presenteremo ai vostri potenziali clienti in tutta la Federazione Russa e gli altri mercati Eurasia.

Gestiremo le vendite e il vostro sviluppo in tutta l’area Russa e nazioni limitrofe.
Gestiremo ordini, transazioni, ogni fase amministrativa, trasporti, sdoganamenti, certificazione, garanzie, post vendita, problem solving, ecc.

Una grande opportunità per dare visibilità alla vostra impresa nell’entità statale più vasta al mondo. Una concreta possibilità di sviluppo del vostro business.

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