Comunità Economica Eurasiatica

Il 2021 si chiude con un aumento del PIL pari al 4%  superato i livelli pre Covid.

Russia e Kazakistan: una marcia in più anche per all’andamento favorevole sui mercati Oil&Gas e materie prime in generale.

Eurasian Development Bank: il PIL aggregato dell’Unione Economica Eurasiatica nel prossimo anno crescerà del 2,9% (Outlook 2022) – Editoriale n° 57 (Fine anno 2021)  di Eurasia 24/Banca Intesa

Nel 2022 EDB prevede un nuovo ciclo di investimenti. La principale variabile da tenere sotto controllo sarà però l’inflazione.

La Banca Euroasiatica di Sviluppo ha pubblicato (Outlook 2022) le nuove previsioni congiunturali per i Paesi dell’Unione Economica Eurasiatica e i preconsuntivi per il 2021.
In termini generali l’indicazione è che la fase di recupero dalla crisi Covid dovrebbe essere conclusa e infatti l’anno si chiuderà con un tasso di crescita per l’insieme dell’area pari al 4 per cento.

Nella tabella sono indicati i dati per ciascun Paese, da cui emerge chiaramente che Russia e Kazakistan hanno potuto innescare una marcia in più, grazie anche all’andamento favorevole sui mercati Oil&Gas e materie prime in generale.

In entrambi i Paesi il PIL aveva recuperato i livelli pre Covid già alla fine del secondo trimestre di quest’anno e chiuderanno il 2021 su livelli del PIL superiori al 2019. Sono 4 punti percentuali in più per il Kazakistan e un punto percentuale in più per la Russia. La Bielorussia aveva già recuperato alla fine del 2020 ma il tasso di crescita resta su livelli molto contenuti.

Armenia e Kyrghizistan, fortemente colpiti dalla crisi Covid e meno dotati di risorse naturali, hanno avuto maggiori difficoltà a riprendersi e chiudono su livelli inferiori di 3 punti rispetto ai livelli pre Covid.

Nel caso dell’Armenia incidono anche le conseguenze della sconfitta in Nagorno Karabak.

Il Kyrghizistan, che partecipa all’Unione Economica Euroasiatica in qualità di Paese osservatore, fa parte a sé anche sotto il profilo economico: il Covid ha quasi azzerato la crescita ma solo per un breve periodo e la ripresa è stata rapida. Chiude il 2021 su livelli superiori del 13% rispetto al 2019.

Dinamica del PIL nei Paesi UEEA

Paese Crescita del PIL 2021 Variazione

PIL 2020

PIL 2021/PIL 2019 Previsioni PIL 2022 Previsioni PIL 2023
Russia +4,1% -3% +1% +2,8% +2,1%
Kazakistan +3,8% -2,5% +4% +4,2% +5%
Bielorussia +2,1% -0,9% +0% +0,7% +0,9%
Armenia +4,5% -7,4% -3% +4,8% +3,4%
Kyrghizistan +3,7% -8,6% -3% +4,5% +2,5%
Tagikistan +7,9% +4,5% +13% +6-7% +2,1%
Totale ponderato +4% – 2,9% +1% +2,9% +2,4%

Nel 2022 l’effetto “recupero” rispetto ai livelli precrisi non dovrebbe più giocare per le economie più consistenti. Sarà invece rilevante per Armenia e Kyrghizistan. La conseguenza è che la crescita complessiva del Pil dell’area dovrebbe scendere al 2,9% che comunque è superiore al 2,3% dell’ultimo anno precrisi.

Troppa liquidità e colli di bottiglia nelle supply chain

Quello che conta, comunque, è l’analisi del contesto. Secondo EDB la crisi coronavirus ha fatto emergere a livello globale una serie di cambiamenti che in parte erano già latenti ma che ora sono esplosi in tutta la loro evidenza, sotto forma di crescita dell’inflazione e di ristrutturazione delle supply chain.

All’origine, EDB colloca l’effetto provocato dall’eccesso di liquidità reso disponibile dalle politiche monetarie estremamente permissive delle banche centrali occidentali, che ha consentito una forte crescita/ripresa della domanda, ma ha anche evidenziato la presenza di significativi colli di bottiglia nell’offerta , aggravati dalla crisi Coronavirus che ha impattato su molte attività.

Di qui un aumento consistente dell’inflazione che ha colpito anche i Paesi dell’Unione Euroasiatica, sia pure in modo diverso.

Il fenomeno però non è stato interamente negativo per l’area nel suo insieme in quanto l’economia e le esportazioni dell’Unione Economica Euroasiatica restano fortemente orientate al settore Oil&Gas e materie prime che hanno evidentemente beneficiato di questa situazione con un aumento dei prezzi ottenuti sui mercati mondiali.

Che in parte dovrebbero restare su livelli più elevati rispetto a quelli pre crisi anche nel prossimo futuro. In particolare le previsioni EDB si basano su un livello di prezzi del barile di petrolio Ural nel 2022 pari a 72,5 dollari. In altri settori invece è previsto un parziale rientro dalle punte speculative del 2021.

Anche le maggiori economie mondiali che si sono concentrate nell’azione di recupero dai rallentamenti imposti dalla crisi Covid resteranno su un terreno positivo, ma su livelli più ridotti.

Nello scenario base tracciato da EDB la crescita cinese dovrebbe rallentare dal +8% del 2021 al + 5% nel 2022, quella statunitense dal + 5,5% al + 3,7%, quella dell’Unione Europea dal + 5,1% al + 4,3%.

Comunque EDB ritiene che il contesto esterno e l’insegnamento che i Governi dei diversi Stati dell’Unione Euroasiatica hanno tratto dalla crisi coronavirus, daranno origine a un nuovo ciclo di investimenti .

Investimenti che dovrebbe coinvolgere sia le infrastrutture che alcuni settori strategici come l’Oil&Gas. Gli esempi citati sono il programma del National Wealth Fund russo, i 10 grandi Progetti Nazionali, la Business Road Map e l’Economy of Simple Things in Kazakistan.

“Governare” l’inflazione

Complessivamente EDB valuta l’inflazione 2021 nell’area EAEU nell’ordine dell’8,2% e prevede che scenda al 5,3% nel 2022. Tenuto conto che negli USA sarà del 4% e nell’Unione Europea del 3%.

 

Paese Tasso di inflazione 2021 Tasso di inflazione 2022 Tasso di inflazione 2023 Cambio su dollaro
(media 2021)
Cambio su dollaro
(media 2022)
Cambio su dollaro
(media 2023)
Russia +7,9% +4,9% +4% 73,4 (rublo) 72 73,5
Kazakhstan +8,4% +6% +4,4% 443 (tenge) 434 424,9
Bielorussia +10% +7,4% +5,5% 2,53 (rublo) 2,65 2,82
Armenia + 8,2% +5% +4,6% 505 (dram) 466 480
Kyrghizistan +9,8% +7% +5,5% 84,6(som) 85,1 85,5
Tagikistan +8,3% +6,3% +6,4% 11.3 (somoni) 11,2 11,8
Totale ponderato +8,2% + 5,9% nd

Con conseguente condizionamento delle politiche monetarie praticate dalla Banche Centrali che sono già passate a una fase più restrittiva per tenere sotto controllo l’aumento dei prezzi. La priorità, difatti, non è più di sostenere l’attività economica dagli effetti del Covid.

Di conseguenza i tassi di interesse sono saliti e resteranno su livelli elevati, nettamente superiori al “normale” livello di equilibrio, per un periodo abbastanza prolungato di tempo.

Paese Tassi di riferimento (media 2021) Tassi di riferimento (media 2022) Tassi di riferimento (media 2023)
Russia (MIACR: interbancario media mensile) 5,7% 7,7% 5,7%
Kazakhstan (TONIA: repo overnight) 8,7% 9,3% 8,5%
Bielorussia

(interbancario)

8,7% 9,8% 9,9%
Armenia
(interbancario)
6,3% 6,7% 6,1%
Kyrghizistan
(repo 7gg)
5,7% 8,4% 8,3%
Tagikistan 12,2% 12,6% 10,9%
Totale ponderato +8,2% + 5,9% nd

In pratica i tassi di riferimento in Russia e Kazakistan a fine anno, inizio 2022, sono attestati su livelli pari rispettivamente all’8-8,5% e 9,75-10%.

In Bielorussia attorno al 10%. Solo nella seconda metà del 2022, se la situazione tenesse a migliorare si potrebbe pensare a una riduzione graduale.

Molto dipenderà anche dall’andamento dell’inflazione nelle altre grandi economie mondiali, iniziando dagli Stati Uniti.

EDB sottolinea anche che la crescita dei prezzi si sta traducendo anche, a livello mondiale, in una diffusa sopravvalutazione del valore di molti asset. E’ un fenomeno che anche i Paesi dell’Unione Economica Euroasiatica dovranno tenere sotto controllo ( www.consultpartners.org )