La Russia ha notevoli riserve internazionali – Meglio di ogni altro Paese al mondo

La Russia ha notevoli riserve internazionali, è più preparata alla pandemia rispetto a qualsiasi altro Paese al mondo

La Russia ha notevoli riserve internazionali – Meglio di ogni altro Paese al mondo

La Russia ha notevoli riserve internazionali,  è più preparata alla pandemia rispetto a qualsiasi altro Paese al mondo. 

L’economia russa è abituata agli shock dovuti alle costanti sanzioni economiche, commerciali e finanziarie da parte dell’Occidente.

Il quotidiano americano The New York Times ha scritto a chiare lettere, che la Russia  “è entrata nella crisi globale con enormi riserve finanziarie e le sue grandi aziende sono praticamente prive di debiti”,  in quanto,  per via delle sanzioni, il Cremlino non ha accettato prestiti dall’estero, e “la Russia stessa è autosufficiente, avendo imparato a provvedere a se stessa in maniera ottimale durante le sanzioni e l’embargo”.

Coronavirus-  previsioni sullo sviluppo dell’economia e dei mercati finanziari della Russia:  la crescita del Pil russo del 2,3% nel periodo gennaio-febbraio ha garantito un certo margine di sicurezza per le previsioni relative all’intero anno 2020 – Il declino dell’economia russa alla fine dell’anno sarà assai moderato e nell’ordine dell’1-2%,  mentre il prossimo anno ci si può già attendere una crescita anche in termini annui –

La rivista “Forbes” indica  Banca Intesa Russia tra le 15 banche più stabili e sicure del Paese.  ( estratti da Russia 24 –  Banca Intesa)

www.russiaaffari.blog     www.mercatorusso.org

 


Mentre la Banca Mondiale lancia l’allarme sul debito dei Paesi emergenti la Russia “dorme sonni tranquilli”

Financial Times: l’economia russa corre…. Con il debito/PIL che in Russia si aggira attorno al 15%, a fronte di una media europea dell’80%, rimane l’area di mercato più stabile per imprese e investitori.

Mentre la Banca Mondiale lancia l’allarme sul debito dei Paesi emergenti la Russia “dorme sonni tranquilli”

A dispetto dell’introduzione da parte dei Paesi occidentali, USA in testa, di un gran numero di misure restrittive a partire dal 2014, la situazione dell’economia russa non avrebbe fatto altro che migliorare e diventare più stabile in questo arco temporale.

Ad affermarlo è il Financial Times, il quale afferma che i ritmi di crescita del PIL russo sono diventati molto stabili rispetto al passato, portando ad alcuni imponenti risultati come la creazione di un fondo sovrano del valore complessivo di oltre 124 miliardi di dollari.

A contribuire al raggiungimento di tale obiettivo è stata in primo luogo la grande capacità di adattamento degli imprenditori russi, i quali sono riusciti a “trovare nuovi mercati” per quanto riguarda l’export e a reperire “alternative interne” in materia di import.

Di fondamentale importanza è stata poi anche l’indirizzo dal governo di Mosca dato alla politica economica, la quale si è tradotta in tre punti fondamentali. Politica fiscale, energetica e crescita del mercato interno.

In primo luogo, il FT ha rilevato l’applicazione di una politica fiscale, definita “prudente”, la quale ha permesso alla Russia di tagliare la spesa pubblica e, soprattutto, “ha costretto le banche a mettere a posto i conti”.

Tale fatto ha quindi consentito al governo di investire decine di miliardi di dollari in programmi atti a stimolare la creazione di alternative interne agli articoli di importazione, rendendo possibile, ad esempio l’introduzione del divieto di importazione di prodotti alimentari di provenienza europea.

Infine, viene sottolineato come il Paese abbia saputo reinvestire in maniera decisamente intelligente i ricavi provenienti dal settore energetico, facendoli confluire nel fondo sovrano del Paese.

Tra i maggiori risultati raggiunti dalla Russia, il Financial Times sottolinea il dato relativo al rapporto tra debito e PIL, che in Russia si aggira attorno al 15%, a fronte di una media europea dell’80% (secondo le ultime stime in Italia il rapporto debito-PIL ha raggiunto il 135%, ndr).

Ancora una volta suona l’allarme debito. Questa volta riguarda i paesi emergenti e in via di sviluppo. (Estratto da un articolo di di Paolo Raimondi)

Secondo il rapporto della Banca Mondiale, “Global wave of debt” (L’onda globale del debito), pubblicato a dicembre, il debito pubblico e privato di questi paesi a fine 2018 ha raggiunto il record di 55mila miliardi di dollari. Dal 2010 il loro rapporto debito/pil è aumentato del 54% fino a raggiungere il 168%.

La pericolosità della bolla debitoria è aggravata dai rilevanti cambiamenti realizzati rispetto al passato. Non si tratta solo di debito pubblico e di quello estero ma anche di debito privato, in particolare delle imprese.

La crescita del debito aggregato è stata favorita, se non sollecitata, dalla politica del tasso d’interesse zero della Federal Reserve, della Bce e delle altre banche centrali. Anche la liquidità dei quantiative easing, non utilizzata in investimenti nei settori dell’economia reale dei paesi industrializzati, è spesso confluita verso le economie emergenti in cerca di rendimenti maggiori.

Quando il denaro non costa più, si avallano anche le propensioni a rischi elevati e al cosiddetto azzardo morale, che nel medio periodo minano le fondamenta di qualsiasi sistema economico.

Adesso un improvviso choc globale, quale l’aumento dei tassi d’interesse o dei premi per il rischio di mercato, potrebbe generare un pericoloso stress finanziario difficilmente sostenibile. Si ricordi che, in merito al debito, la Banca Mondiale afferma che “è la dose che può diventare veleno”.

Inoltre, si ritiene che il debito non sia un male in sé, se è usato per promuovere lo sviluppo di lungo termine. Se finisce, invece, in varie operazioni non produttive o addirittura speculative, allora diventa non sostenibile.

Certamente i governi dei paesi emergenti hanno molte responsabilità. Essi, però, seguono i modelli dei paesi occidentali, degli Stati Uniti in primis, che di solito dettano le loro condizioni da applicare all’economia e alla finanza. (Estratto da Sputnik)

Anche WSI ( Wall Street Italia ) scirve: l’allarme debito arriva dalla Banca mondiale. Nel suo rapporto semestrale sulle prospettive economiche globali (GEP), pubblicato ieri, l’organizzazione con sede a Washington, ha dichiarato che negli ultimi 50 anni ci sono state quattro ondate di accumulo di debito. Le prime tre sono state identificate tra il 1970-1989, 1990-2001 e 2002-2009. E che l’attuale, iniziata nel 2010, è frutto dell’impennata dei prestiti, cresciuti ai ritmi più alti dagli anni ’70.

La World Bank ha quindi esortato i governi e le banche centrali a riconoscere che tassi di interesse, ai minimi storici, potrebbero non essere sufficienti a compensare un altro tracollo finanziario diffuso.

“I bassi tassi di interesse globali forniscono solo una protezione precaria contro le crisi finanziarie”, afferma Ayhan Kose, della Banca mondiale, aggiungendo che: “La storia dei picchi del debito mostra che il finale è quasi sempre infelice.


Per il vostro business nel mercato russo una proposta unica nel suo genere

Per il vostro business nel mercato russo/Eurasia una proposta unica nel suo genere

La nostra organizzazione offre l’unico reale e pratico supporto, tramite il nostro esclusivo servizio d’introduzione nel mercato dell’area russa, studiato a misura e a basso impatto economico.  Alla portata anche della più piccola impresa.

La nostra partnership per il mercato dell’area russa prevede una prova d’introduzione di 18 mesi durante i quali noi saremo il vostro ufficio di Mosca, promuoveremo la vostra azienda, vi presenteremo ai vostri potenziali clienti in tutta la Federazione Russa e gli altri mercati Eurasia.

Gestiremo le vendite e il vostro sviluppo in tutta l’area Russa e nazioni limitrofe.

Gestiremo ordini, transazioni, ogni fase amministrativa, trasporti, sdoganamenti, certificazione, garanzie, post vendita, problem solving, ecc.

Una grande opportunità per dare visibilità alla vostra impresa nell’entità statale più vasta al mondo. Una concreta possibilità di sviluppo del vostro business.

Perché una partnership, per i vostri affari in Russia/Eurasia, con la nostra organizzazione?

Noi siamo imprenditori come lo sono i titolari delle imprese italiane che si rivolgono a noi per il mercato russo e parliamo quindi la stessa lingua concreta,  quella della ricerca di opportunità di mercato, di fatturati e di reddito. 
Noi non proponiamo le solite “missioni”, approcci e ricerche inutili, interventi spot, servizi temporanei, azioni a distanza.

Noi saremo VOI nel mercato dell’Area Russa, il vostro ufficio di Mosca, noi ci assumiamo il ruolo della vostra impresa, ovvero noi diventiamo l’azienda stessa che opera nel mercato Russo.

La nostra proposta unica nel suo genere, che solo la nostra organizzazione è in grado di offrirvi avendo al proprio interno, alla sede di Mosca, ogni competenza,  che prevede:

18 mesi di prova per l’introduzione, l’ampliamento e la gestione del mercato russo e nazioni limitrofe: non è possibile fare una seria azione nel mercato dell’Area Russa per periodi inferiori data la vastità del territorio e le aree da coprire.

Una project manager che parla italiano dedicata alla vostra azienda  che dalla nostra sede di Mosca opera per realizzare il vostro mercato in Russia/Eurasia.

Un ufficio marketing per la promozione e la presentazione a largo raggio della vostra azienda e produzione in tutta l’area russofona.

Noi gestiremo direttamente: trasporti e sdoganamenti, certificazioni, transazioni valutarie, gestioni commerciali, gestioni amministrative, marketing, garanzie, problem solving e……. molto altro ancora.

Una direzione italiana di tutta l’organizzazione con una competenza “assoluta” nel mercato russo  data dalla costante presenza a Mosca da oltre 17 anni,  ed una esperienza di oltre 30 anni nella direzione e servizi alle imprese. 

Richiedeteci informazioni dettagliate e una visita di approfondimento presso la vostra sede, per anno nuovo,  quando l’amministratore di C&P sarà in Italia.


WWW.CONSULTPARTNERS.ORG   
 
WWW.RUSSIAAFFARI.BLOG 

La nostra segreteria internazionale dall’Italia:  02 87348028  

Per informazioni via mail:   info@consultpartners.org   


Il partner giusto per il mercato russo/Eurasia