• Esperto americano: ha parlato di quella che secondo lui potrebbe essere “la madre di tutte le bolle” economiche. – • Imprese italiane la via di scampo potrebbe essere operare a tutto campo nel Mercato Russo- Eurasia. Le micro, piccole e medie imprese italiane non dovrebbero indugiare oltre…• FMI, Banca Mondiale e…. rischio recessione mondiale….

• Imprese italiane la via di scampo potrebbe essere operare a tutto campo nel Mercato Russo- Eurasia. Le micro, piccole e medie imprese italiane non dovrebbero indugiare oltre…

• Esperto americano: ha parlato di quella che secondo lui potrebbe essere “la madre di tutte le bolle” economiche. – • Imprese italiane la via di scampo potrebbe essere operare a tutto campo nel Mercato Russo- Eurasia. Le micro, piccole e medie imprese italiane non dovrebbero indugiare oltre…• FMI, Banca Mondiale e…. rischio recessione mondiale….

  • Esperto americano: ha parlato di quella che secondo lui potrebbe essere “la madre di tutte le bolle” economiche.
  • FMI, Banca Mondiale e…. la Conferenza su Commercio e Sviluppo dell’ONU : rischio recessione mondiale nel 2020.
  • Imprese italiane la via di scampo potrebbe essere operare a tutto campo nel Mercato Russo- Eurasia. Le micro, piccole e medie imprese italiane non dovrebbero indugiare oltre…

Non molto rosee, per usare un eufemismo, le previsioni di Joe Zidle, capo stratega agli investimenti della Blackstone di New York. Zidle spiega che ogni ciclo economico termina con un eccesso di debito sovrano ma questa volta il debito sovrano in eccesso potrebbe essere “la madre di tutte le bolle”.

Lo stratega afferma che elementi come il fallimento nel mercato dei pronti contro termine, il debito a rendimento negativo, i premi a termine fortemente negativi, i conflitti commerciali in tutto il mondo e il crollo della produzione, appaiano erroneamente come tutti non correlati in questo momento.

“Verso la fine di ogni ciclo economico, spesso riceviamo avvisi che sembrano non essere correlati tra loro”, afferma “ed è solo con il senno di poi che ci rendiamo conto che invece non erano affatto casuali”.

​Gli investitori lo hanno visto durante il periodo precedente e successivo a quello della bolla immobiliare, “e lo siamo vedendo ora”.

La “madre di tutte le bolle” nel mercato del debito sovrano è il catalizzatore che probabilmente scatenerà la prossima recessione, secondo Zidle. Per essere ancora più precisi ed espliciti questi si aspetta che l’esplosione della bolla si verifichi tra la metà del 2020 e la fine del 2021.

“Sono diventato più ribassista sulle attuali prospettive economiche. Non mi aspetto una recessione tra sei mesi, ma non credo che sarà lontana più di altri due anni o giù di lì… credo comunque che l’eccesso di debito sovrano potrebbe essere la madre di tutte le bolle”.

Il 2020 potrebbe essere l’anno di una nuova crisi economica mondiale, di dimensioni maggiori alla precedente. Ecco i quattro paesi più a rischio.

Non solo il FMI, ma anche altri organismi come la Banca Mondiale e la Conferenza su Commercio e Sviluppo dell’ONU, hanno avvisato sul rischio recessione mondiale nel 2020. L’incertezza sui mercati, il rischio Brexit, la politica dei dazi di Trump che prima ha provocato la guerra commerciale con la Cina e adesso ha messo in crisi il commercio con l’Europa, così come la crisi dell’industria automobilistica tedesca, rallentano le performance dei mercati e, con questi, la crescita.

Mentre la grande crisi del 2008 era scoppiata negli Usa, a causa dei mutui subprime, e poi era stata trasferita in Europa, adesso il cuore della crisi sarà proprio il vecchio continente. E non saranno i paesi più poveri, quelli che subiranno maggiori sofferenze, ma i più industrializzati. Per questa ragione la recessione potrebbe provocare una crisi strutturale più profonda di quella che ha colpito i paesi dell’eurozona a inizio del secondo decennio del nuovo millennio.

Ecco quali saranno i quattro paesi che rischiano una flessione del PIL: Germania, Messico, Italia e Gran Bretagna.

Germania :  In base a quanto riferito dalla Bundensbank, la Germania entrerà in recessione tecnica se anche nel terzo trimestre del 2019 subirà una crescita negativa. E in effetti, proprio una lieve flessione con una caduta del PIL dello 0,1% è prevista confermarsi per il terzo trimestre, secondo le stime dell’Istituto di Investigazione Economica di Monaco. A incidere negativamente sulla performance economica di Berlino è la crisi del settore automobilistico tedesco, che si reggeva sulle esportazioni, crollate a causa della crisi di domanda internazionale dovuta al rallentamento dei mercati.

Messico:  Il Messico è uno dei paesi con il PIL più alto dell’America Latina e allo stesso tempo, una delle poche nazioni industrializzate nel continente. Tuttavia, a causa delle tensioni con la Casa Bianca, dovute dalle politiche sull’immigrazione, adesso rischia di fronteggiare una recessione. A causa dei tentennamenti sulla firma del trattato commerciale T-Mec, tra Messico Usa e Canada, la crescita zero del paese potrebbe convertirsi in una crescita negativa.

Italia:  L’Italia è stato uno dei paesi con la peggiore performance economica dell’UE, nell’ultimo anno, a causa di una crescita prossima allo zero. Il Paese cresce a un tasso dello 0,3% all’anno. Nell’ultimo trimestre il PIL è aumentato di 0.1 punti.   A peggiorare la situazione dell’economia italiana ci si mettono ora anche i dazi sull’export imposti da Donald Trump il mese scorso, che penalizzano le eccellenze made in Italy. Tariffe sino al 25% del valore di 7,5 miliardi di dollari, che danneggiano produttori di formaggi, vino, olio e pasta e che potrebbero azzerare l’export con gli USA.

Gran Bretagna:  Anche la crescita della GB è stata prossima allo zero. Nonostante tassi di crescita tra lo 0.2 e lo 0.5% allontanino dalla recessione tecnica, l’economia britannica ha subito le ripercussioni delle tensioni con Bruxelles e dell’incertezza Brexit. Questi fattori hanno ravvisato il pericolo recessione e crisi economica in uno delle più forti economie europee e del mondo. (Estratti da Sputnik)

Le micro, piccole e medie imprese italiane non dovrebbero indugiare oltre nel cercare una “ via di scampo”, dovrebbero attivarsi immediatamente per operare nell’area di mercato che, certamente, sarà la meno colpita dalla probabile nuova crisi internazionale.

Made in Italy, Made with Italy, partnership, produzioni delocalizzate, piccoli e grandi investimenti, in Russia/Eurasia, questa la migliore prospettiva per l’imprenditore accorto e previdente che abbia lo scopo di non rimanere completamente invischiato nella nuova “bolla economica”, che gli esperti giudicano la “ madre di tutte le bolle economiche”

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Le Figaro trova un importante fattore del successo internazionale di Vladimir Putin.

La Russia è sempre uscita vittoriosa dalla maggior parte dei conflitti geopolitici, grazie alla magnifica formazione del presidente Vladimir Putin. Lo sostiene il quotidiano francese Le Figaro.
La pubblicazione afferma che la conoscenza della geografia, della mappa politica del pianeta e le caratteristiche principali di ogni stato e nazione da parte di Putin svolgono un ruolo importante nel successo della Russia nell’arena internazionale.
A sostegno di questa tesi, il giornale francese ha citato l’episodio in cui Putin ha interrotto il discorso del suo ministro dell’agricoltura, Alexander Tkachev, sull’esportazione di carne suina in Indonesia. Allora il presidente corresse Tkachev, facendogli notare che in un paese prevalentemente musulmano è impossibile esportare carne di maiale. Ciò dimostra, secondo l’autore dell’articolo, che Putin è consapevole della differenza culturale nell’istruzione e nella mentalità delle altre nazioni, a differenza degli altri leader mondiali, e questo gli consente di perseguire una politica più riflessiva.
In passato diversi capi di stato, inconsapevoli delle differenze culturali degli altri paesi, si sono scagliati contro di lui. Ad esempio, Nicolas Sarkozy e George Bush non conoscevano la differenza tra sciiti e sunniti; Donald Trump confonde Austria e Australia, ed Emmanuel Macron pensa che la Guiana francese sia un’isola.
La scarsa conoscenza della geografia della leadership occidentale, porta ad un completo fraintendimento delle principali questioni geo-strategiche internazionali e al desiderio di ottenere un guadagno a breve termine. Ad esempio, in Mali gli islamisti erano considerati avversari degli interessi francesi, mentre in Siria erano considerati alleati contro Bashar al-Assad.
Alla base, secondo Le Figaro, ci sarebbero i deboli sistemi educativi in uso in Occidente, che danno poco spazio alla geografia, e la totale mancanza di interesse per la stessa materia da parte di molti leader occidentali, interessati solo a problemi economici e finanziari o argomenti ancora più inutili.
A causa di queste lacune, gli avversari di Putin non hanno una chiara strategia a lungo termine che permetta loro di capire chi sono i nemici e gli amici, quali paesi devono rimanere in equilibrio, come mantenere la pace in tutto il mondo e qual è la vera proporzione di potere tra gli stati. Tutto ciò porta a molti errori geopolitici, per i quali il mondo intero sta pagando le conseguenze. Come l’emergere dello Stato islamico è una conseguenza della distruzione dell’Iraq da parte degli americani nel 2003 e del sostegno dei ribelli armati in Siria.
Questo spiega perché la Russia, con la sua chiara strategia in tutte le regioni del mondo, emerge costantemente vittoriosa dalla maggior parte dei conflitti mondiali, sebbene in termini di risorse politiche, economiche e militari, i paesi occidentali siano molto più forti. (Sputnik 5 dic.18)